Ilmessaggero.it. L’Italia chiude con un argento e 7 bronzi, da 32 anni faceva meglio

Foconi, Garozzo, Cassarà e Avola hanno conquistato il bronzo nel fioretto (afp/repubblica.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/scherma_mondiali_italia_chiude_un_argento_7_bronzi_da_32_anni_faceva_meglio-4636344.html

di Vanni Zagnoli

Un paio di italiani hanno vinto l’oro, sono Nathalie Moelhaussen, milanese trasferita in Brasile, anche per la mamma italo brasiliana, la stilista Ferlini, e lo jesino Stefano Cerioni, allenatore di Imboden, oro nel fioretto con gli Usa. Là c’è una delle storie più belle di Budapest, il ct Massialas e il figlio vincitori del titolo sulla Francia, che aveva rimontato gli azzurri in semifinale. Arriva il bronzo con Alessio Foconi (+10 il parziale suo alla Russia), con l’oro di Rio Daniele Garozzo (meglio di Enrico, comunque sono i migliori fratelli del millennio) e con Giorgio Avola, al posto di Andrea Cassarà, infortunato da giorni. Il quale Cassarà insegue la 5^ olimpiade, esattamente come Aldo Montano.
Non è stata la giornata della sciabola, Irene Vecchi, Rossella Gregorio e Martina Criscio (la migliore; la bionda Sofia Ciaraglia completa la squadra) erano sul 23 pari con la Corea del Sud, per il terzo posto, si piantano di brutto, deludendo Sirovich, il ct di origine croata. Le azzurre avevano doppiato il Vietman e Honk Kong. L’impresa è stata superare l’Ungheria padrona di casa, poi il 45-37 dalla Russia, naturalmente oro, con 5 stoccate di margine. 
Tutti e 24 dovrebbero andare a Tokyo, a patto di qualificarsi ma dovrebbero farcela. E’ stato uno dei peggiori mondiali di ogni tempo, con appena un argento e ben 7 bronzi. Otto sono i podi, record di manifestazione, a dimostrazione di un buon livello medio. Non era scontato il terzo posto delle spadiste, è mancata proprio la sciabola rosa, mentre le fiorettiste incassano tre podi, meno nobili del previsto ma sempre di pregio. Ah, Cerioni è il tecnico di Elisa Di Francisca, pure, mentre Trillini segue Alice Volpi, la migliore nella finale di ieri. I podi di Santarelli e Curatoli sono rotondi, non così attesi. La spedizione merita un 6 meno meno, ci aspettavamo piazzamenti migliori nelle individuali, con le controprestazioni di Foconi e Navarria, iridati uscenti.
Andrea Cipressa ha una voce tonante, forse anche da sigaretta, dopo la semifinale persa si è fatto sentire e la reazione è arrivata. E’ stato il mondiale degli italiani, per i tanti tecnici che allenano all’estero, compresa Alessandra, da Frascati alla Colombia, e soprattutto la 30enne Marzia Muroni, accompagnatrice dell’Iran. Sono tantissimi i maestri, i tecnici italiani nel mondo. 
In Ungheria è stato seducente ascoltare, guardare gli azzurri, la tensione di vigilia, il cazzeggio per romperla, la delusione del dopo. Negli occhi abbiamo Elisa Di Francisca, che anzichè prendersela con l’arbitro romeno per il cartellino rosso, fa autocritica per l’occasione persa. La realtà è che l’Italia soffre terribilmente la Russia, in particolare Inna Deriglazova. Impossibile carpirle segreti. La Russia resta dominante, nella storia, in particolare con la versione Urss, poi qui c’è la Francia, con 2 ori e 3 argenti, quindi la Corea, 2 titoli e 2 bronzi. Al nono posto l’Italia, i ct Cipressa, Sirovich e Cuomo non possono essere appagati, il presidente Scarso pensa al Giappone, certo dopo gli Europei ci si aspettava molto di più. Era l’ultimo mondiale per Montano, che già fa l’agente di atleti, di fatto, e cerca i materiali migliori. Cassarà ha 35 anni, potrebbe lasciare dopo Tokyo. Di certo si fermerà Di Francisca, classe ’82. Però non è detto perchè potrebbe emulare Valentina Vezzali anche sul piano della longevità.
Questo mondo si ritroverà a Minsk, in Bielorussia, a giugno, intanto va in vacanza, sino a settembre. La coppa del mondo inizierà a fine ottobre: il fioretto sarà a Torino, come sempre, e la sciabola maschile a Padova.
I voti. Fioretto: 6+, 7 alle donne. Sciabola: 6,5, 5,5 al femminile. Spada: 6+, 6/7 alle ragazze. Otto ai 200 tifosi arrivati dall’Italia. Resta l’amaro in bocca per l’oro sfumato. Amen.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Dream team, argento e rimpianti: l’Italia del fioretto femminile si arrende alla Russia

Alice Volpi (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/mondiali_scherma_italia_fioretto_dream_team_argento-4634063.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/mondiali_scherma_italia_fioretto_dream_team_argento-4634072.html

di Vanni Zagnoli

E’ come una finale olimpica, perde l’Italia, alla golden stoccata, al supplementare. Perde per un torto arbitrale, per un cartellino rosso che più fiscale non si può, rarissimo in un mondiale o alle olimpiadi, tantopiù su un punto chiave. Le azzurre erano avanti, avevano praticamente vinto, a una manciata di secondi dalla fine e invece quel colpo a tavolino a favore di Inna Deriglazova riscrive la storia di una finale vinta.

E’ comunque il primo argento dei mondiali di Budapest, speriamo non nell’unica finale, domani i fiorettisti e le spadiste, al solito come minimo per il podio.

«Alice guarda i gatti…», la Volpi rimanda alla canzone di Francesco De Gregori e poi c’è Alice, l’ex di Riccardo Fogli, per Elisa, ovvero Di Francisca.

Arianna, invece, ha perso il filo, si è persa Teseo, nonostante sia qui il suo Teseo, ovvero il marito, tecnico della Spagna. E forse hanno ragione i federali a osteggiare il suo bis olimpico, rischia di snaturarsi, tirando anche di sciabola, il suo braccio sinistro attacca a vuoto, il differenziale è di meno 6 stoccate. Alice è da campionessa mondiale uscente, ne piazza 5 a Zagidullina, la russa debole, e impatta con la Deriglazova, la migliore nel dopo Vezzali. Alice rimonta, +4 alla Ivanova, altro anello debole delle ex sovietiche: da -2 a +2 al penultimo assalto.

E lì tocca a mamma Elisa, tonicissima, addominali di ferro, visti in zona Italia, in pista. Elisa avanza di uno con Zagidullina, una ne concede a Ivanova e poi chiude. Chiude con Imma, che l’ha battuta a Rio, in finale, e in semifinale venerdì. Avanti di due, si fa riprendere a quota 40, la mette a 14” dalla fine. E’ nostra, sarebbe nostra. “Il nemico è vinto, è sconfitto, è battuto, dietro la collina”, arriva un’altra musica di De Gregori. In realtà c’è spazio per un’altra stoccata a testa, in mezzo il cartellino giallo e poi il rosso, valso la stoccata contro decisiva.

«Il fatto grave – argomenta il ct Sandro Cuomo, napoletano – è che l’arbitro rifiuta di guardare il replay. Nella scherma la tecnologia c’è da un decennio, siamo stati fra i primi, un’occhiata avrebbe tacitato le nostre proteste. Non si è coperta il bersaglio con la mano, si può fare finchè il match riprende».

E’ l’arbitro romeno Gheorghe a indirizzare all’overtime, a far imbestialire il vicepresidente federale Paolo Azzi, che dalla tribuna scende a parlare con l’arbitro. I toni sono accesi, il ct Andrea Cipressa aveva capito subito l’assurdità del provvedimento, si è alzato inveendo, accanto c’è Giovanna Trillini che alla fine va dal presidente di giuria a fa pollice verso. Scandaloso. Scandaloso, scandaloso. Fossimo nel calcio si andrebbe avanti per giorni, qua invece neanche il ricorso farebbe cambiare il risultato, non si può rigiocare, sarebbe bello.

Bello è stato il pregara, la relativa tranquillità delle azzurre, vedere Arianna duellare con il marito allenatore, Alice tranquilla, mentre Elisa era sparita. Palumbo non entra, è giovane, Cipressa scherza sino all’ultimo, per allentare la tensione. Il presidente dei medici internazionali, Foti, è con il clan italiano, insomma c’erano tutti gli ingredienti per portare a casa il titolo. E’ ancora, invece, di Deriglazova e compagna. Bionda, occhi azzurri, vuole festeggiare eppure ci racconta. “Felice per l’accostamento con Valentina Vezzali, non so se sarò portabandiera. Lei ha vinto tanto più di me”. Su Di Francisca: “Non esistono segreti per batterla, neanche per superare le italiane, serve allenarsi, concentrazione e altro”.

Mamma Elisa rosicherà, lei è la donna del mondiale, doppio oro, come il coreano Ho. E ricostruisce il cartellino rosso. “Elisa si è messa a parlare con l’arbitro, senza permesso, non si può fare, di qui l’ammonizione. E poi ha coperto il bersaglio”. Per lei è giusto così. Vista da bordo campo, in mezzo a pochi italiani, mica tanto. L’anno prossimo ci saranno solo gli Europei. Ritroveremo Italia-Russia probabilmente in finale olimpica. “E lì – chiosa Inna la killer – serviranno le stesse armi di oggi, di sempre”.

Intanto, la Russia guadagna la prima posizione nel medagliare, con 2 ori, 3 argenti e un bronzo. L’Italia è regina dei podi, 7, ma opachi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino, Europei di scherma. Alessio Foconi oro nel fioretto a Dusseldorf nella finale tutta italiana

(sportfair.it)

Oro e argento, subito, agli Europei di Dusseldorf, per l’Italia. In Germania la finale del fioretto è tutta azzurra, stravince il ternano Alessio Foconi, 15-4 a Daniele Garozzo, al terzo argento continentale. Il primo posto è per il campione del mondo in carica, numero uno del ranking, sul catanese oro olimpico a Rio, fermo a un titolo continentale. Era da Lipsia 2010, con Andrea Baldini su Valerio Aspromonte che l’Italia non monopolizzava la finale, caratterizzata dai ricorsi al videocheck, come ormai avviene in molti sport. A Sheffield 2011 e a Montreaux 2015 gli azzurri fecero tripletta, con Avola su Cassarà e Baldini e con Cassarà su Garozzo e Luperi.

Per Foconi, la giornata tedesca è trionfale, con 6 assalti dominati, i meno squilibrati sono con il tedesco Kleibrink al secondo turno e con il russo Cheremisinov in semifinale (l’altro bronzo è per la Francia), capaci di raggiungere le 11 stoccate. Cammino agevole anche per l’acese Garozzo, che negli ottavi rifila un 15-9 a Giorgio Avola. Andrea Cassarà, invece, esce ai sedicesimi, 6-15 con lo spagnolo Llavador.

Niente podio nella sciabola, Irene Vecchi esce ai quarti con l’ungherese Marton, per tre stoccate. Fuori agli ottavi Rossella Gregorio, a 5 touches dalla russa Nikitina; ai sedicesimi si ferma Martina Criscio, 12-15 con la romena Pascu, mentre la debuttante Sofia Ciaraglia esce al primo turno, per 4 colpi, dopo la fase a gironi. L’oro (sesto su 6 finali) è per l’ucraina Kharman. 

Oggi la spada con Andrea Santarelli, Gabriele Cimini, Enrico Garozzo e Marco Fichera e il fioretto con Alice Volpi, Elisa Di Francisca, al primo grande evento dopo la maternità, Arianna Errigo (ricorsa al Tnas contro la federazione, per concorrere alla qualificazione olimpica anche nella sciabola) e l’esordiente Francesca Palumbo. Prima fase in mattinata, le dirette sono dalle 18, su RaiSport e su Eurosport1.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, scherma. Già due medaglie a squadre, in coppa del mondo

La squadra della sciabola femminile sul podio (federscherma.it/Bizzi)

(vz) Un argento e un bronzo a squadre, nella prima prova di coppa del mondo. A Bonn, il secondo posto è del fioretto, con Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Andrea Cassarà e Giorgio Avola, sconfitti dagli Usa per 45-32, nella rivincita della finale olimpica. Terza la sciabola, con Irene Vecchi, Rossella Gregorio, Martina Criscio e Sofia Ciaraglia a Orleans: 45-29 alla Germania, 45-44 alla Cina, 41-45 dalla Russia e poi due stoccate sugli Usa.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Coppa del mondo di scherma. Cassarà argento nel fioretto, Santuccio bronzo nella spada

Alberta Santuccio (oasport.it)

(v.zag.) La coppa del mondo di scherma inizia con due podi: argento per Andrea Cassarà a Bonn, nel fioretto (sesto Garozzo), a Tallinn bronzo per Alberta Santuccio nella spada, con uscita in semifinale contro la sudcoreana Jung. Fra i paralimpici, a Tbilisi Alessio Sarri trionfa nella sciabola B, al rientro dopo un anno.

Da “Il Gazzettino”

Il Giornale, mondiali di volley femminile. Ragazze d’argento vivo. Non è la fine del sogno. Egonu premiata miglior opposto

Paola Egonu è stata premiata come miglior opposto (tg24.sky.it)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/ragazze-dargento-vivo-non-fine-sogno-1590763.html

Vanni Zagnoli

Il tiebreak evapora, assieme all’oro. Il titolo è della Serbia, leggermente favorita, campionessa d’Europa, vicecampione olimpica, passata per 15-12 dopo avere rimontato per due volte. La finale sembrava italiana dopo il primo, serba con il secondo, più netto, di nuovo azzurra, equilibrata. Al quinto decidono la fisicità rossoblù, l’esperienza, la vigoria, la bordata di Mihajlovic, il muro. E’ comunque un mondiale da 9 per l’Italia, con 11 successi in 13 gare, per la squadra più giovane, fra quelle di vertice. Il podio era l’obiettivo massimo, la finale non era preventivata, sono state settimane all’insegna delle colorate, Egonu, ieri 33 punti, meno saettante, e di Sylla, 10. Al centro Danesi è al solito efficace, sorprendono i 14 di Lucia Bosetti, signora ricezione, signora utilità, emersa anche negli istanti chiave.

Il cambio di Carlotta Cambi, per Lia Malinov, non è sempre determinante, neanche la mossa Elena Pietrini, sul parquet brevemente. Resta l’argento vivissimo ma pure la sensazione di avere buttato una chance enorme, assolutamente. Come nel ’96, ad Atlanta, quando l’Italia perse 3-2 con l’Olanda, in finale ancora più equilibrato, ma a sorpresa, perchè era favoritissima. Come 4 anni prima, ma ai quarti. Resta l’unico titolo iridato, del 2002, per un movimento che ritrova la brillantezza di un decennio fa. La nazionale è sorretta da una buona difesa, ha concesso troppo nel secondo e nel quarto, quasi aspettava il tiebreak, lì però ha subito la verve delle slave.

Gli occhi erano meno sicuri, Egonu ha vissuto settimane fra Cristiano Ronaldo e Bobo Vieri, tra Pippo Inzaghi e Paolo Rossi. E’ premiata come miglior opposto e l’Italia fa incetta di premi individuali con Myriam Sylla, come schiacciatrice, con Monica De Gennaro, da anni miglior libero, e con la palleggiatrice Malinov, che raccoglie l’eredità di Lo Bianco, dopo l’olimpiade orchestrata da Alessia Orro.

Mvp è la serba Boskovic, l’altra schiacciatrice è la cinese Zhu, non più la numero uno al mondo. Al centro, Yan (Cina), terza grazie al 3-0 sull’Olanda, e Rasic, la serba determinante nella final six e ieri. Fa specie che la nazionale battuta abbia 4 insignite su 7, il doppio dell’oro, peraltro meritato, e che i Paesi Bassi siano proprio senza allori.

L’Italfemminile torna superiore al maschile, come media podi, a inizio decennio con Berruto e poi con Blengini c’era stato il netto controsorpasso, e la semifinale di Milano 2014 era stata l’unico squillo in gonnella. Le 7 principesse si rituffano sul campionato, hanno due anni per Tokyo 2020 e lì l’obiettivo sarà il primo podio della storia. Duro, non impossibile. L’Italia è baby e piace, incolla milioni di spettatori. E’ multietnica, magari con qualche bellezza in meno rispetto alla generazione precedente, di Gioli e Piccinini. Il movimento chiede il podio a cinque cerchi, l’attenzione del Coni c’è già e pure degli sponsor, resta peraltro lontana dall’interesse al maschile, la serie A. La Serbia è stata superiore al servizio e a muro, ha commesso 6 errori in meno. Solo Busa non era al top, fra le azzurre Chirichella è capitata ma anello debole, con 3 punti. Resta la grande amarezza, per la fidanzatine d’Italia, come a Euro 2011 al maschile, con Berruto d’argento. Se gli uomini sono senza titoli da Roma 2005, le donne sono ferme alla coppa del mondo 2011. Mazzanti ha rialzato la nazionale, il presidente Bruno Cattaneo è appagato. Avremmo firmato per un quinto e un secondo posto, un mese e mezzo fa, ma la speranza era che fossero rovesciati. Sei donne su 7 sono al top, non lo erano Juantorena, Anzani e Lanza. Al centro, manca qualcosa a entrambe le nazionali. Scambiamo i ct?

Da “Il Giornale”

Il Messaggero, Il Gazzettino. L’Italia argento ai mondiali di volley femmnile. Il ct Mazzanti: “Siamo arrivati qui sognando di giocare questa partita”

Davide Mazzanti con la moglie Serena Ortolani (dilei.it)

Il signor Ortolani è un signor ct. Il signor Ortolani è Davide Mazzanti, 42 anni, pesarese di Marotta, tre scudetti, triplete italiano con Conegliano e poi chiamato all’eredità di Marco Bonitta. Alle olimpiadi, l’Italia era uscita con due giornate di anticipo, l’allenatore marchigiano dai capelli ondulati e corvini, dallo sguardo penetrante, è ripartito rinunciando alle ultime veterane, a Eleonora Lo Bianco, arrivata in Giappone per incitare le ex compagne, forte delle 5 olimpiadi.

E adesso è Paola Egonu a valere, potenzialmente, altre 4 olimpiadi, ma pure le millennials. Mazzanti, dunque, ha tenuto solo tre over, il miglior libero al mondo Monica De Gennaro, 34 anni, la splendida Lucia Bosetti della finale, regina della ricezione e pure del mani e fuori, 29 anni, e la moglie Serena Ortolani, via da Conegliano assieme a lui. Serena è entrata pochissimo, due anni fa era la numero uno d’Italia, ovvio che non abbia fatto polemica con il padre di sua figlia.

Nella Marca, Mazzanti ha lasciato il vice, Daniele Santarelli, che di recente ha sposato Moky De Gennaro. Insomma il volley italiano al femminile vive molto di queste due coppie, di vincenti. Moky si è ripresa lo scudetto, aveva perso la finale di Champions un anno e mezzo fa, a Conegliano, con Mazzanti. Pattini d’argento, per loro, anche nel World Grand prix dell’anno scorso, al primo podio del nuovo ct. Che studia molto le avversarie, lascia spazio anche al vice, Giulio Bregoli, in un timeout dell’ultima gara della final six. 

«Giochiamo una pallavolo veloce – osserva Sylla -, spettacolare come la Serbia». Pochi challenge, nessun giochetto per interrompere il ritmo. Ricezione, alzata, preferibilmente per Egonu, posizionamento a muro e in difesa». «Pazienza» è la parola chiave di Mazzanti. «Nel 2002 – confessava -, ai tempi dell’oro guidavo la nazionale, intesa però come pullmino, in amichevole a Jesi».

Ieri non era deluso: «Siamo arrivati qui sognando di giocare questa partita. Il percorso è stato fantastico, al di là del colore della medaglia. Gestiremo con responsabilità l’accensione dei riflettori, il salto di qualità è stato eccezionale, dopo che avevamo vacillato». La Nations era stata negativa, come per i maschi. Hanno ragione Chirichella, Bosetti e Danesi: “A freddo, apprezzeremo tanto questo secondo posto». Il ct meriterebbe già l’allungamento oltre Tokyo, il movimento reclama la prima medaglia olimpica.

Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, mondiali di volley femminile. Italia d’argento, la Serbia vince al tie break

Le azzurre a fine gara (repubblica.it/ap)

Potere feminino, pink power. Lo sport italiano al femminile offre risultati migliori dei maschietti.
Il volley è d’argento, la nazionale di Blengini è stata quinta, eliminata con 4 set persi di fila e nettamente. Persino il calcio cambia connotazione, i maschi a casa dal mondiale, le donne ritorneranno, in Canada, nel 2019, dopo 20 anni. Il basket si è aggiudicato il mondiale 3×3, mentre i maschi latitano. La ritmica ha vinto i mondiali, agli Europei di tiro a volo brillavano Federica Caporuscio, Maria Lucia Pamitessa e Jessica Rossi. Il nuoto ha dato grandi soddisfazioni, anche in Veneto, con le giovani Margherita Panziera e Ilaria Cusinato primattrici d’Europa, e una squadra anche più vivace degli uomini. Eccellente anche la ginnasta Giorgia Villa, agli Europei.
«E nello sci – osserva Pierino Gros, l’unico a vincere in coppa del mondo al debutto -, l’Italia femminile è superiore ai colleghi, partendo da Sofia Goggia, che ha speranze di coppa».
Persino nell’hockey prato le donne si sono qualificate per i mondiali, per la prima volta. Risultati che si spiegano con l’applicazione. «Le donne – osserva l’ex ct Julio Velasco – sono straordinarie, di fronte a un esercizio ripetitivo. Magari non hanno fantasia eppure riescono a essere perfette nella ritualità».
Al femminile, gli allenatori hanno gioco magari più facile, con questo tipo di attitudine. Magari anche lo sport in gonnella è in assoluto un po’ meno competitivo del maschile, si arriva più in fretta, pensiamo a Schio nel basket, da anni comunque protagonista, in Eurolega, mentre Milano è finita ultima e penultima. Il discorso riguarda i talenti, i tecnici, la professionalità. Nell’atletica, la marcia di Antonella Palmisano ha salvato le ultime spedizioni di Europei e mondiali. Nella scherma, la superiorità è rituale, nel ciclismo anche, poichè il podio mondiale al maschile manca da dieci anni, mentre in rosa sono arrivate due medaglie, compreso il bronzo di Tatiana Guderzo.
Le donne di Davide Mazzanti, insomma, sono in splendida compagnia. Ma in generale pagato molto meno degli uomini. Zaytsev guadagna 450mila euro, da Modena, più i contratti pubblicitari. Dall’altra parte della rete, Lucia Bosetti prende 200mila euro, a Scandicci, Ortolani 160mila a Monza, mentre Egonu non va oltre le 150mila. «Ufficialmente nel volley sono dilettanti», rivela un ex dirigente federale.
Ecco, la parità dovrebbe anche essere sui soldi, senza considerare gli abbinamenti commerciali. Le belle sportive piacciono, di più ancora però i maschi, come Zaytsev. “Che dà l’idea della potenza”, rivelano due tifose. Il movimento del volley al femminile ha più tesserate, il business però è sul 30%. E sui media l’attenzione per lo sport al maschile è generalmente molto superiore.

Italia-Serbia 2-3: 25-21, 14-25, 25-23, 19-25, 12-15.
ITALIA: Malinov 2, Egonu 33, Danesi 9, Chirichella 3, Sylla 10, Bosetti 14; De Gennaro (l). Cambi, Pietrini. Ne: Parrocchiale, Lubian, Fahr, Ortolani, Nwakalor (l). Ct Mazzanti.
SERBIA: Ognjenovic 8, Boškovic 26,
Rasic 10, Busa 6, Veljkovic 10, Mihajlovic 19; Popovic (L). Stevanovic. Ne: Zivkovic, Malesevic, Pusic, Bjelica, Aleksic. Ct Terzic. 
Arbitri: Mokry (Slovacchia) e Rolf (Usa).
Note: spettatori 11500. Durata Set: 25’, 23’, 26’, 25’, 17’. Italia: aces 4, battute sbagliate 11, muri 7, errori 30. Serbia: a 6, bs 10, m 10, e 24.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il messaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Volley, mondiali femminili. La Serbia è campione del mondo: Italia ko al tie break, azzurre da applausi

 

Una schiacciata di Paola Egonu (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/mondiali_italia_serbia_live_punteggio_formazioni_risultato-4050779.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/mondiali_italia_serbia_live_punteggio_formazioni_risultato-4052278.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/mondiali_italia_serbia_live_punteggio_formazioni_risultato-4052148.html

https://sport.leggo.it/altrisport/mondiali_italia_serbia_live_punteggio_formazioni_risultato-4052212.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/mondiali_italia_serbia_live_punteggio_formazioni_risultato-4052219.html

di Vanni Zagnoli

E’ 3-2, 15-12, ma l’Italia era stata avanti due volte, anche nel tiebreak. E’ Serbia, come nel 2011 agli Europei maschili, non ci credono neanche loro, piangono le rossoblù, ma anche le azzurre. Perchè il treno passa una volta e non ci sono certezze che fra due anni questo argento vivissimo diventi oro a cinque cerchi.

In fondo sarà tutto merito di Julio Velasco, che aveva introdotto il Club Italia. E’ da lì che arrivano quasi tutte le azzurre e quasi sul tetto del mondo. Sedici anni dopo, sfuma il secondo titolo iridato, lo meritavano.

Italia-Serbia è diversa rispetto all’ultima gara della final six, a metà settimana vinsero le rossoblù 3-1, anche stavolta, perchè l’Italia tremerà nel tiebreak. Sensazioni positive, dal muro iniziale di Anna Danesi. 8-4, 21-16 con disinvoltura, con la precisione di Paola Egonu.

E’ tutto bello, dall’ingresso in campo. Inno mano nella mano, come sempre, luci come a Torino. Dove i maschi si fermarono al quinto posto, le femmine si vestono d’oro e diventano fidanzate d’Italia, con il 18% di share di ieri, con la Cina.

Quella è stata la vera finale, con la Serbia sembra meno complicata, la bombardiera che ricorda Baggio e Totti, Cristiano Ronaldo e Gigi Riva non si fa mai pregare.

Le slave giocano bene, sono vicecampionesse olimpiche, le migliori in Europa, neanche stavolta l’orizzonte è azzurrissimo e Terzic il duro incassa. Perde Davide Mazzanti, contornato dai capelli azzurri, dietro, di Chirichella, la centrale più sacrificata, e dalla bella fisioterapita in panchina. Belle sono tutte le nostre ma anche le avversarie, stilose, anche sul parquet.

A Yokohama gli italiani sono pochi, ancor meno i giornalisti, si esulta già sul 24-19, con l’errore di Busa, palla lunga. Il gioco è rapido, niente challenge, pause minime. Tutto molto bello, diceva il telecronista Bruno Pizzul, mai d’oro. D’oro è la Rai, con la squadra capitanata da Riccardo Pescante. Esulta in corsa Sylla, esulta l’Italia, ma non come a Berlino, 16 anni fa. L’1-0 è agevole, con la buona ricezione, solida, la precisione, insomma è tutto perfetto. Il coach Davide Mazzanti nel 2002 guidava il pullmino della nazionale, in amichevole a Jesi, adesso avvicina il Sandro Campagna nella pallanuoto, come Marcello Lippi e non tanti altri. Velasco due volte, il povero Bebeto, Bonitta 16 anni fa. Vittorio Pozzo due volte nel calcio. Niente, stavolta.

Al primo cambio campo il pensiero va già alle olimpiadi, l’Italia sarà davvero favorita, con questa nazionale giovanissima.

La mancina Boskovic non spaventa più, neppure Rasic. L’Italia non vendica la finale perduta al maschile, 7 anni fa, da Mauro  Berruto. Mazzanti è molto più normale, a Marotta ha i fans personali, le azzurre sono felici, fanno innamorare. Sempre.

La pallavolo è ripetitiva, meno emozionante del calcio o del basket, questo mondiale ridà quel che è andato via il mese scorso, con Blengini e i suoi.

Le ragazze sono quasi perfette, il vecchio cambio palla entra. Il secondo set è meno nostro, sul 5-6, Egonu però è una sicurezza. Mostra i denti, sorride, va altissima, in pipe. Sembra un uomo, come rendimento, affusolata e magra, nigeriana di Cittadella, cresciuta a Galliera Veneta. Un ace dà il 6-8, il secondo set sfugge, sul 7-11, con il muro inapprezzabile. Le ragazze sono tutte pettinate uguali, raccolgono i capelli, la ricezione perde efficacia, anche Egonu smarrisce sicurezze. Il piercing di Paola è meno scintillante, servirebbe più efficacia del secondo martello. Mazzanti utilizza 8 giocatrici, sui finire dei parziali inserisce Carlotta Cambi, in regia. Lo scambio più lungo è nel mani e fuori e nello sguardo da cerbiatta di Egonu.

Veljkovic è la migliore dall’altra parte, non si arriva alla parità. Rasic e un tocco sbagliato di Sylla valgono l’11-16, l’inerzia è mutata, la Serbia vola, sul 12-19. Entra Elena Pietrini per Sylla, cambia poco. Il 14-23 non era previsto, avevamo esultato troppo presto. Il pari è per lo 0-3 a muro e gli attacchi.

Torna Sylla, in ricezione rallenta, non è mai perfetta, il famoso ++ è raro. Il terzo set nel volley è spesso decisivo, i visi sono tirati, quando Egonu la mette c’è la sensazione che il tutto possa ancora essere italico. Tantopiù dopo l’ace di Ofelia (come nella canzone dei Nomadi, di mezzo secolo fa), Lia Malinov.

Sul 10 pari il tocco di seconda di Mara Ognjenovic è un cattivo segnale. Egonu sorpassa, le serbe sono toniche, soffrono solo Egonu. Rincorsa, stacco e sbracciata. Busa sbaglia, è il break. Egonu è seriale, come Cristiano Ronaldo. E’ come se in ogni partita facesse poker. Sul 17-14 sembra fatta, invece finiamo sotto, risaliamo con Danesi. Sul 23-22 timeout e muro di Sylla. E’ 2-1, grazie alla difesa. Naturale il rilassamento nel quarto, 2-8. C’è aria di tiebreak, come sempre, dopo i soli 3 set concessi in 9 partite. Sono 13 fatiche, qui sull’asse Egonu-Boskovic. Con Cambi si risale sul 16-19, a -2 con Egonu. Mazzanti sorride, Boskovic però ricaccia indietro Chirichella e soce. E il muro di Bosetti azzera le speranze, sul 19-23.

Sfugge una ricezione, nel set dei set, ma anche un pallonetto alle serbe. Mani-fuori di Sylla, il +2 sembra sufficiente. Anzi, no, perchè Egonu allunga lungo. Ogni punto pesa, lo scambio infinito è serbo. Egonu murata da Mihajlovic, 8-10. Bosetti, Mihajlovic, Bosetti, Serbia, Egonu. Chiudiamo gli occhi, Sylla non passa. Addio titolo. Grazie lo stesso.

Il bronzo è della Cina, 3-0 all’Olanda.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Gazzettino, mondiali di ginnastica ritmica. A Sofia argento per le azzurre che si qualificano per Tokyo 2020

(Simone Ferraro/federginnastica.it)

(v.zag.) Le farfalle della ginnastica ritmica staccano il pass per Tokyo 2020. Ai mondiali di Sofia, sono d’argento, con 44,825 punti, a uno e mezzo dalla Russia e con quasi 3 sulla Bulgaria. In settimana, lo storico argento di Milena Baldassarri, 16 anni, al nastro, e due bronzi: con la palla di Alexsandra Agiurgiuculese, di squadra, di entrambe, con Alessia Russo. L’Italia è alla 12° carta olimpica: 2 nel tiro a volo e 9 (per 6 equipaggi) nella vela. 

Da “Il Gazzettino”