All-around.net. Storie di basket 2020-21: Attilio Caja radiocronista con Massimo Barchiesi, su radio Rai. “La notte che l’Italia mancò Rio. E’ esigente, rimpianto ovunque”. Il contratto è veramente sino al 2022, a Reggio Emilia?

Massimo Barchiesi

https://all-around.net/2021/03/16/storia-di-basket-2020-21-attilio-caja-radiocronista-con-massimo-barchiesi-su-radio-rai-la-notte-che-litalia-manco-rio-caja-regalo-lultimo-trofeo-a-roma-e-esigente-rimpianto-ovunque/

Attilio Caja è il nuovo allenatore dell’UnaHotels Reggio Emilia, dopo l’esonero di Antimo Martino. Il contratto è davvero sino al 2022, nel senso che spesso nello sport si dà come segnale un contratto non per 2 mesi, per tentare di dare un segnale, in realtà poi l’accordo prevede delle uscite reciproche, molto facili. In serie A, il Cagliari aveva allungato l’accordo con Eusebio Di Francesco, sino all’esonero, inevitabile, semplicemente spalmando la cifra per le stagioni successive, dunque era un allungamento giusto per dare un segnale.

Caja ha un palmares di lungo corso, allenatore dalle tante panchine di club ma anche della Nazionale, allenatore di bosco e di riviera, come direbbe il poeta toscano Giuseppe Giustinella sua poesia Lo stivale.

Ma se si scrive quanto, considerando quindi Attilio Caja come versatile e quindi “buono per tutte le stagioni”, se ne sminuirebbe le capacità tecniche, intellettive e forse anche umane.

Non è un uomo tenero Attilio Caja, amorevolmente definito nell’ambiente baskettaro “Artiglio” ma sovente dove arriva fa bene, e oggi alla UnaHotels Reggio Emilia ultima in classifica, serve uno così.

Intanto riportiamo il racconto con Massimo Barchiesi, la voce di radio RAI, che condusse proprio con Attilio Caja la sfortunata radiocronaca di 5 anni fa a Torino nel preolimpico di Rio perso dall’Italia. E poi l’audio, di oggi, con il giornalista romano a spiegare chi è Caja. 

Vanni Zagnoli

Da “All-around.net”

https://youtube.com/watch?v=GlUNp9oAH6g%3Ffeature%3Doembed
https://youtube.com/watch?v=lOf7ts_s6s4%3Ffeature%3Doembed

Ilmessaggero.it. Bologna vince il 14° scudetto, 13 sono della Fortitudo: 5-6 a San Marino. Bassani mvp

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/bologna_vince_14_scudetto_13_fortitudo_5_6_san_marino_bassani_mvp-5495363.html

di Vanni Zagnoli

Chissà quando tornerà a vincere uno scudetto, la Fortitudo, nel basket, dopo i due con la proprietà di Giorgio Seragnoli, arrivati in questo millennio con Recalcati e poi con Repesa. La sfida Milano-Bologna Virtus promette di caratterizzare la pallacanestro chissà per quanto, almeno finchè saranno in vita i patron, Giorgio Armani e Massimo Zanetti, ovvero mister moda e mister caffè.

Intanto l’altra Bologna fa incetta di trofei nel baseball. Ieri sera ha superato San Marino nella finale per il tricolore, alla 7^ gara. Sei a cinque fuori casa, a Serravalle, uno dei castelli (quartieri, di fatto) della repubblica del Titano. E’ il terzo alloro in sequenza per la F scudata, è parte della polisportiva, al punto che il comunicato stampa è veicolato dallo stesso ufficio della pallacanestro. Il manager Lele Frignani dunque gioisce, il batti e corri in Emilia Romagna è molto sentito, peccato che il campionato quest’anno sia stato davvero esclusiva della regione più ricca, forse, d’Italia, anche di sport. C’erano UnipolSai Bologna, appunto, Collecchio (Parma) e Godo (Ravenna), Parma Clima, T&A San Marino e solo una sesta squadra, gli Angels Macerata, dunque Marche. Insomma, il massimo campionato delle mazze è limitato ai 390 chilometri che separano la città ducale dalla città universitaria delle Marche.

Nell’albo d’oro del baseball, resta avanti Nettuno, con 17 scudetti (più 9 finali), davanti a Rimini (13, più 11 finali) e alla Fortitudo Bologna (più 6 finali). Anzi, per titoli, la Dotta è a -3 dalla cittadina laziale, Parma è quarta con 10 titoli più una finale. Poi Milano (sparita) con 8, San Marino, Grosseto. Chiudono Roma e Lazio con due campionati vinti a testa e la Fiorentina con uno.

La Fortitudo passa nonostante l’infortunio a sorpresa che al secondo inning per Murilo Gouvea-Brolo, il pitcher italo-brasiliano che era stato l’eroe di gara-quattro, con 103 lanci e nessun punto concesso ai titanici. 

Frignani è al quarto campionato vinto in un lustro, arriva nonostante la panchina per capitan Vaglio. Gioscono il presidente Pierluigi Bissa e Christian Mura, che ha puntato su giovani italiani, più gli olandesi Ray-Patrick Didder (il migliore), Eugene Helder (esploso in finale con un fuoricampo) e il massiccio Randolph Oduber.

Mvp della partita di spareggio è il lanciatore Alex Bassani, dentro per il ko di Gouvea-Brolo, resta sul monte per oltre 4 riprese, concedendo poco. La difesa petroniana va in difficoltà solo sull’errore di Helder, Bassani risponde di talento e tiene lontano San Marino. Sul 6-4, nell’ultimo inning, arriva il fuoricampo, di Federico Celli, ma da un punto.

Sul 6-5, con un eliminato e ancora due da realizzare, Frignani lancia Pippo Crepaldi, che lascia una base ball ad Avagnina, poi Angulo si fa eliminare al volo. Mattia Reginato aveva autografato un fuoricampo in gara-cinque e un altro in gara-sei, ieri è finito al piatto, strikeout.

Ai festeggiamenti partecipa anche Federico Frassinella, lo speaker che di mestiere è giornalista, all’ufficio stampa del Bologna calcio. Girerà la notizia a Joey Saputo, canadese di Sicilia. Dall’altra parte del mondo il baseball è epica, mica come da noi.

Da “Il Messaggero.it”

Il Giornale, basket, gli Europei femminili. L’Italia eliminata dalla Russia, dopo un buon primo tempo. Zandalasini trascina, con 24 punti

Cecilia Zandalasini (Ciamillo)

Il basket fa peggio del calcio, non è una novità, fra le donne per la verità sì. Dunque l’Italia esce agli ottavi, dagli Europei, mentre nel pallone è arrivato ai quarti mondiali. Il 63-54 di Belgrado con la Russia rientra nella differenza storica fra le contendenti, ma ora le distanze erano minime. Le azzurre si sono illuse grazie a Zandalasini, stavolta trascinante, con 24 punti: nel primo tempo dominano, nel secondo naufragano in maniera inattesa e lì delude anche il ct filosofo, Marco Crespi: due anni fa solo un fischio penalizzante impedì a Capobianco di qualificarsi per il mondiale, ieri in Serbia le russe hanno meritato il quarto, contro la Spagna.

Vzagn

Il Giornale, gli Europei di pallacanestro femminile. Italia sconfitta dall’Ungheria, la percentuale offensiva è da minibasket, il 25%

L’Italia soffre anche con l’Ungheria, perde 59-51 e sarà costretta agli ottavi, comunque difficili. Domani (sempre con diretta Sky) chiuderà il girone con la Slovenia: la più accreditata era la Turchia, sconfitta l’altra sera a Nis, in Serbia. Le azzurre iniziano male, raggiungono le magiare  all’intervallo: il ct Crespi si dimena come sempre, come un grillo, stavolta non viene premiato. La difesa è applicata, manca continuità offensiva, l’Italia non appare da podio. La tripla di Sabrina Cinili vale il 33-31, lì però le rosse azzeccano lo 0-8 decisivo. Il 17/68 al tiro è da minibasket, soprattutto il 3 su 17 di Zandalasini. Vzagn

Da “Il Giornale”

Il Giornale, basket. Euro donne, Giorgia Sottana abbatte la Turchia con 16 punti. Triple e liberi nel finale. Le gemelle Dotto e due nuove italiane. Il barone Sales e i migliori risultati a metà anni ’90

(gazzetta.it)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/vola-anche-litalbasket-sottana-1717947.html

La versione integrale del pezzo per “Il Giornale”

Vanni Zagnoli

E’ il tempo delle mele, pardon delle donne, ieri è iniziato in Serbia e Lettonia, l’Italia comincia soffrendo con la Turchia, a Nis, vince 57-54, punteggio basso, tipicamente muliebre. Dal ’97, vanta al massimo un 6° posto, due anni prima colse un rarissimo podio, con il barone Riccardo Sales in panchina, argento e qualificazione olimpica, con sesto posto ad Atlanta. 

E’ l’Europeo delle gemelle Dotto, Francesca (infortunata) e Caterina, di due nuove italiane, Lorela Cubaj e Olbis Andrè. La rosa è giovane, solo in 4 sono nate negli anni ’80. La stella è naturalmente Cecilia Zandalasina, un anno fa campione di Wnba ma con un solo minuto in panchina. Lo scorso europeo finì con un torto arbitrale, subito da Andrea Capobianco, che poi ha lasciato la guida a Marco Crespi, finalista scudetto a Siena, prima della sparizione, ripetuta anche pochi mesi fa. Barba ascetica, è diventato filosofo, commentatore per Sky della Nba, è un bel personaggio, che era ripartito anche dalla serie A2, l’ha scelto il presidente federale Petrucci, a scapito dell’irpino Capobianco, mago anche giovanile.

A 4’ dalla fine, le azzurre sono sotto per 46-49, pastrocchiano, sperano nella medaglia. Come, a questo punto, l’Italia di Milena Bertolini, in campo domani a Valenciennes, in Francia, contro l’Olanda. E’ l’estate rosa, con la tripla di Giorgia Sottana, altra veneta in rosa, coniuga rigore, talento e fascino. Aspettando il mondiale in Cina, con il ct Meo Sacchetti, bevitore di birra (“Icnusa”), si trepida per le lunghe Ercoli e Cimini, domani per l’avanzare martellante di Bonansea. Al timeout, l’inquadratura è per le ottomane, il 53-52 è di nuovo di Sottana, nel Fenerbahce, come Melli e Datome, dopo la stagione in Francia. Era primattrice a Schio, dove il presidente Marcello Cestaro si è preso 7 degli ultimi 9 scudetti. I liberi della sicurezza sono sempre di Sottana, di Villorba, dove gioca la neopromossa Treviso, maschile. Allenata anche da Sales, prima dell’èra d’oro Benetton.

Da “Il Giornale”

Il Gazzettino, Treviso, basket. Pillastrini gioca la finale promozione con Capo d’Orlando: “La panchina corta penalizza i messinesi, l’entusiasmo è per i verdi. I 9 esordienti che vinsero la regular season, la magia dell’ex Benetton. Logan. Le richieste dall’estero”

Stefano Pillastrini (trevisotoday.it)

Reggio Emilia
Con Stefano Pillastrini si parlerebbe per ore, è un personaggio straordinario. Ha portato alla salvezza con una giornata di anticipo la Reggiana, da subentrato a Devis Cagnardi, e ora è tornato a Cervia, a casa.
Coach, seguirà la finale playoff di LegAdue?
“No, magari verrò per gara5, se ci sarà”.
Quest’anno è cambiata la formula, sono salite vincendo i gironi Fortitudo e Roma, mentre con lei…
“Vincemmo tre volte la stagione regolare, quando non premiava con la promozione. Raggiungemmo due semifinali con una squadra di bambini, perdendo con la Fortitudo Bologna, poi superata alla bella da Brescia, e da Trieste, salita”.
Il presidente era già Paolo Vazzoler, ex difensore della Benetton. Ha scelto come coach Massimiliano Menetti, due finali scudetto con Reggio e un grande rapporto con Pianigiani, con il giornalista Claudio Pea, meno con Ettore Messina…
“Io non faccio parte di schieramenti”.
A Treviso ha preso casa?
“No, ero in appartamento e l’ho lasciato dopo 4 anni, meravigliosi. Salimmo dalla lega2 silver, con una società che rinasceva, la categoria superiore non era ancora unita, centrammo il traguardo con 9 esordienti e raggiungemmo la semifinale playoff, senza fare mercato. La stagione regolare fu vinta anche la stagione successiva, nonostante Virtus e Fortitudo, che nei quarti inserì Daniele Cinciarini, mentre Trieste si rafforzò con Cavaliero. Fu un cammino trionfale, con appena 8-9 perse. L’ultimo anno le ambizioni erano superiori, ci furono grandi problemi, risolti con un eccellente girone di ritorno, insufficiente però a essere promossi”.
Qual è il segreto della rinascita di Treviso?
“La De’Longhi e consorzio, molto più ampio rispetto a Varese, con 150 aderenti”.
Parentesi. Trinchieri e Messina avevano il doppio incarico, lei mai è stato richiesto da ct, all’estero?
“No, anche perchè disputai l’Eurolega solo 2 volte, senza avere visibilità internazione. Con Pesaro arrivammo a una partita dalle final 4, mi nacque la seconda figlia e preferii restare in Romagna, poi ebbi l’interesse del Prokop, squadra polacca, ma le scelte furono diverse. Ci fu un contatto con la Russia, nel 2002, mentre ero nelle Marche, e quel mercato si stava aprendo, all’epoca eravamo in Suproleague”.
Quattro anni fa, Logan vinse lo scudetto a Sassari, a 37 anni può decidere la finale?
“Non più di Brandon Triche, di Parks e di Bruttini, ex trevigiano”. 
Chi salirà?
“Siamo 51 a 49 per i verdi, non solo per il fattore campo. La De’ Longhi è più forte ma con qualche incognita in più, ovvero Logan e l’infortunio a Lombardi. La panchina corta penalizza i messinesi, l’entusiasmo clamoroso favorirà Treviso, sarà una bellissima finale”.
Quanto costano le finaliste?
“Non lo so con certezza, nel budget dell’ex Benetton incidono molto le giovanili, presenti in ogni categoria, spesso con una doppia squadra e adesso iniziano pure le donne”.
Chi è rimasto dei suoi anni?
“Solo Imbrò e Lombardi”.
I peloritani hanno Matteo Laganà.
“Figlio di Lucio, potrebbe essere il più bravo fra i tre. E poi c’è Mei, buon playmaker, il gioco non è mai completamente nella mani straniere. Bruttini venne sacrificato per John Brown, esploso nel 2019 a Brindisi”.
Un anno fa, Marco Sodini eliminò Milano in coppa Italia, fragorosamente, nei quarti, dava spettacolo a Cantù, nonostante gli stipendi non pagati dal russo Gerasimenko.
“E’ di Livorno, uno dei tanti prodotti del don Bosco, dopo Banchi e Ramagli, Diana e De Raffaele, grandi nomi. E’ al secondo campionato incredibile, sono molto contento che abbia rinnovato per due anni”.
Lei al massimo era sceso a Montegranaro…
“Già, nei primi 20 anni sono rimasto molto vicino a casa, adesso sarei pronto ad allontanarmi. Penso a Gigio Gresta, che andò in Kuwait, e a Frates, in Cina”.
Capo d’Orlando ebbe tanto da Sacchetti e Pozzecco, anche da allenatore. Avrà il tifo del pubblico neutrale?
“Sono due storie belle, Treviso ha un seguito incredibile. Non credo che la pallacanestro abbia così tanti tifosi: la finale di A2 non è un evento come le 7 partite per lo scudetto, di certo sarà molto bella e seguita. Trevigiani scenderanno in Sicilia, dalla terra paladina magari arriverà nessuno. Restano due ambienti molto carichi”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Giornale, basket. Avellino batte Milano, domani potrebbe eliminare i campioni

(oasport.it/Ciamillo)

Milano potrebbe perdere anche lo scudetto, dopo la coppa Italia e la fase a gironi in Eurolega. Vince Avellino, va sul 2-1, domani potrebbe eliminare i campioni. Domina sul 21-7, si fa passare a fine 3° quarto, subendo Cinciarini. Il canestro più bello è di Filloy, Harper firma il 63-58, finisce 69-62. Brindisi-Sassari 87-92, qualificati i sardi, 0-3 e 19^ vittoria di fila. vzag

Da “Il Giornale”

Il Secolo XIX, basket. La Fortitudo Bologna riconquista la serie A: le traversie della gestione Sacrati, i 10 anni tribolati, la fondazione. Il budget stagionale di 2,5 milioni

L’ex patron della Fortitudo Giorgio Seragnoli (basketinside.com)

VANNI ZAGNOLI

BOLOGNA. Basket city torna, la speranza è che si salvi il Bologna, in serie A, per non guastare la festa. La festa vera della Fortitudo sarà a fine stagione, intanto comunque la F scudata risale in serie A, dopo 10 anni, con 4 giornate di anticipo. Azzecca il primo matchpoint, con il 91-79 a Ferrara, in casa, l’Aquila vola alta nel cielo come l’animale all’Olimpico, per la Lazio. Nel panorama della pallacanestro nazionale, l’altra Bologna vale proprio tipo l’altra romana, è da semifinale scudetto. Ne vinse due, con il patron Seragnoli, era l’epoca in cui il capoluogo emiliano si aggiudicava anche l’Eurolega, con la Virtus di Ettore Messina, memorabile quel derby di finale tricolore, 20 anni fa, vinto dalle V nere nonostante un canestro da 4 punti, ovvero bomba più fallo, di Dominique Wilkins.

La Fortitudo fu campione nel 2000 e nel 2005, perse peraltro molte finali, nonostante un budget da Eurolega, appunto, che la portò a due semifinali e a una finale ma nella versione inferiore. Rappresenta la parte più passionale del tifo petroniano, i cosiddetti maragli, ovvero sbruffoni, provocatori, a dispetto dei fighetti della Virtus. Gli ultimi derby fecero naturalmente il pieno, due stagioni fa, e adesso il tecnico bianconero è Aleksandar Djordjevic, propulsore della Fortitudo negli anni ’90. L’allenatore della Bologna che risale, dopo i debiti accumulati un decennio fa, da Gilberto Sacrati, è Antimo Martino, la scorsa stagione a Ravenna. Ieri il Dozza era esaurito, qui gioca anche la Virtus, dopo una quindicina d’anni a Casalecchio di Reno. Il faro oggi è Hasbrouk, fa sognare la Fossa dei Leoni, commuove i più anziani, legati anche Stefano Mancinelli, capitano oggi, in campo quando la F finì in serie A2. E’ tornato uno dei grandi, l’argentino Carlos Delfino, ma a Torino era andato male, con Larry Brown, è bravo il 35enne Daniele Cinciarini, fratello di Andrea, capitano non tanto giocatore, a Milano, la sicurezza è Maarty Leunen, ex Avellino e Cantù. Il ds è Carraretto, vincitutto con Siena, da lungo di riserva. La fondazione è presieduta da Cristian Pavani, obiettivo della prossima stagione sono i playoff e magari la partecipazione alla Fiba Europe cup. Quest’anno è costato 2,5 milioni.

Da “Il Secolo XIX”

Il Gazzettino, Treviso. Basket, l’oscar va a Martina Fassina, miglior giocatrice della scorsa stagione: “Il fidanzato gioca in D, io studio online”. La voglia di Eurolega”

Martina Fassina (lupebasket.it), con una nazionale giovanile

Reggio Emilia
A Quattro Castella, nel Reggiano, è stata anche la serata di Martina Fassina, classe ’99, di Castelfranco, premiata come miglior giocatrice della stagione scorsa.
Guardia-ala alta uno e 83, gioca a Schio, è cresciuta nel Sistema Rosa, poi un biennio a San Martino dei Lupari, con parentesi anche alle Lupe, società pure insignita dell’oscar della pallacanestro Pietro Reverberi, dedicato a un ex grande arbitro.
Martina, la famiglia è ancora a Castelfranco?
«Mamma Graziella abita lì, mia sorella Giulia da poco è andata a convivere a Castello di Godego, io sono a Schio: siamo un po’ sparse».
La carriera è stata tutta in Veneto.
«Sono fortunata, essendo sempre rimasta vicino a casa. Ho passato molti anni a San Martino, ora lo spostamento nel Vicentino è importante, data la storia della società. Sono molto felice».
Le Lupe cos’hanno rappresentato, per lei?
«Sono state la mia casa, ho solo ricordi positivi. San Martino trasmette valori: di famiglia, rispetto reciproco e dedizione al lavoro».
Che idolo ha?
«Quest’anno ho la fortuna di giocare con Allie Quigley, ammiro molto l’americana, amo il suo modo di fare basket, la prendo da esempio, ho molto da imparare».
A chi somiglia?
«Non saprei. Ogni giocatrice ha i propri punti forti e deboli, deve cercare di mostrare le armi e nascondere i difetti, proverò nei prossimi anni a mettere in pratica».
E’ fidanzata?
«Da 4 mesi, con Alberto Corsi: gioca a Oderzo, in serie D. Io sono guardia, lui playmaker. Faccio scienze motorie, online, alla Pegaso, è molto complicato coniugare basket e studio. Lui lavora, è un po’ più grande».
Quanti follower ha, sui social?
«Duemila e 200, quasi, non utilizzo troppo instagram o facebook, mi piace stare aggiornata».
E la nazionale?
“Ci sono da 12 anni e ogni stagione è un’esperienza meravigliosa. Nella maggiore ho vissuto un ritiro di 3 giorni, è stata una bellissima esperienza, l’aria è molto diversa rispetto alla giovanile. Ambisco all’azzurro, spero di raggiungerlo”.
Con Schio vincerete tutto?
«Quest’anno la società ha fatto diversi cambiamenti, è più complicato. Mercoledì ci giochiamo il passaggio del turno in Eurolega, fra due settimane abbiamo la coppa Italia, a San Martino. Nell’ultimo periodo abbiamo migliorato la qualità di gioco, possiamo ambire allo scudetto”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Tuttosport, basket. Reggio Emilia-Sassari 85-77, debutto con vittoria per Devis Cagnardi, eppure i sardi erano avanti, nel secondo quarto. Butterfield e Ledo i nuovi idoli. Petteway e Bamforth i migliori sardi

(immagini.quotidiano.net/artioli)

(v.zag.) Devis Cagnardi debutta in A da capoallenatore con una bella vittoria, a 45 anni può ripetere la parabola di Menetti. Assieme a Cervi, è l’unico rimasto della finale scudetto più incerta, vinta da Sassari alla 7^ gara, a Reggio. La Dinamo supera anche i 10 punti di margine, nel secondo quarto, sospinta da Petteway, si arena nella ripresa, segnando 34 punti, nonostante la propulsione di Cooley. Buon esordio di Elonu, Butterfield azzecca le due triple decisive (75-68 a -4’); Ledo è potenzialmente devastante, Candi in regia migliora.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA – BANCO SARDEGNA SASSARI 85-77
GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Mussini 3 (1-4 da tre), Ledo 22 (4-8 3-9), Butterfield 17 (1-1 5-9), Elonu 9 (4-5), Cervi 9 (3-4), Griffin 12 (4-7
1-2), Llompart 7 (1-2 1-1), De Vico 6 (2-2). Candi (0-1 0-1), Gaspardo (0-1 0-1). Ne Vigori e Cipolla. Allenatore: Cagnardi.
BANCO SARDEGNA SASSARI: Bamforth 15 (3-8 1-5), Petteway 18 (5-10 2-5), Devecchi 3 (1-1 da tre), Magro 3 (1-2), Pierre 3 (1-2), Gentile 9 (2-6 1-4), Rashawn 5 (0-6 1-2), Polonara 2 (0-1 0-2), Diop, Cooley 18 (7-13). Ne Re. Allenatore: Esposito.
Arbitri: Baldini, Paglialunga, Borgo.
Note: i parziali 21-16; 38-43, 62-63. Tiri, da 2: R 18-31, S 18-46. Da 3: R 13-29, S 6-19; liberi R 10-13, S 23-31. Rimbalzi: R 30 (3 off; 7 Elonu), S 40 (14 off; 8 Pettaway). Perse: R 13 (4 Elonu), S 12. Recuperi: R 7, S 9. Assist: R 21 (6 Candi e Llompart), S 9. Spettatori 3387. Tecnico a Cooley al 31′. Antisportivo a Elonu al 34′.

Da “Tuttosport”