Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Belotti tripletta e 100 gol in granata. L’arbitro Cosso esagera, con due espulsioni e due rigori contro l’Empoli

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https://www.ilmattino.it/sport/calcio/empoli_torino_belotti_tripletta_100_gol_granata_arbitro_cosso_esagera_espulsioni_rigori_contro_empoli-6662518.html

di Vanni Zagnoli

Per carità, a norma di regolamento può anche avere azzeccato tutto, Cosso, giovane arbitro di Empoli-Torino, però. Però servirebbe maggiore buon senso.

Vince il Toro 3-1, allo stadio Castellani, i toscani non brindano ancora alla salvezza, erano in vantaggio, pagano due espulsioni e due rigori per tocchi di mano di Stojanovic, il primo si poteva non dare, il secondo si poteva non dare dal momento che il primo non era evidente. “Il rigore dev’essere una cosa seria”, ripete da sempre Paolo Casarin, superstite della generazione di fenomeni, della direzione di gara, che portò al vertice anche Gigi Agnolin e Alberto Michelotti. La squadra di Aurelio Andreazzoli raramente delude, come gioco, piace più della Juventus media, eppure si è aggiudicata appena una gara su 18, dopo un magnifico girone d’andata. i granata superano il Sassuolo, sono decimi, a 9 punti dalla Fiorentina, settima, la prossima stagione proveranno a ritornare in Europa, dopo l’ottavo di finale con Ventura, perso con l’Athletic Bilbao, e il preliminare di Europa league perduto con Walter Mazzarri, arrivato grazie allo stop al Milan nelle coppe per il mancato fairplay finanziario. Il presidente Urbano Cairo può essere felice, dopo due stagioni negative, si calmeranno i tifosi più accesi che dal 2006 hanno da ridire sulla sua gestione.

Primo tempo senza occasioni nette, alla ripresa azzurri insidiosi con Verre, in partenza, Pinamonti sbaglia con il tocco morbido davanti Berisha. Il vantaggio all’11’, ancora Verre serve ai 20 metri Zurkowski, rasoterra velenoso e il portiere albanese è imperfetto. Verre interviene con il piede a martello su Pellegri, l’arbitro Cosso ammonisce, il Var gli fa cambiare la decisione in espulsione e Andreazzoli viene ammonito. Un quarto d’ora alla fine, Praet dal fondo per Ansaldi, la palla sfiora la mano di Stojanovic, il biondo Cosso da Reggio Calabria fischia, lo sloveno protesta e viene ammonito, l’arbitro rifiuta di andare al Var e dal dischetto Belotti angola la conclusione. Passano dieci minuti e Stojanovic concede il bis, si gira su conclusione di Belotti, è come se sfidasse l’arbitro, lo invitasse di nuovo a essere fiscale, Cosso va a controllare ma sembra avere un conto personale con il difensore e lo espelle. Due a uno dal dischetto per Belotti. Nel recupero, Belotti vola ma non centra la porta, la trova sul cross da sinistra di Brekalo.

E’ la quinta tripletta in serie A per Belotti, l’ultima fu tre anni fa con il Sassuolo, raggiunge le 100 reti in granata, superando Francesco Graziani, e per il Torino sono 6 risultati utili, si vede la differenza tra Juric, che al debutto in serie A venne esonerato due volte dal Genoa, e le gestioni di Mazzarri e poi Moreno Longo, Marco Giampaolo e poi Davide Nicola. E’ incisivo anche il lavoro sul mercato di Davide Vagnati, ds arrivato dalla Spal durante il lockdown, dopo le due promozioni e le due salvezze conquistate a Ferrara. In realtà Juric vorrebbe arrivare davanti al Verona, reduce dal suo eccellente biennio, ma è dura recuperare 5 punti in 3 gare. La fase difensiva piemontese è da Europa, l’attacco ha realizzato una rete in meno dell’Empoli, comunque fra le migliori espressioni dei 31 anni di presidenza Fabrizio Corsi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Messaggero. Torino-Sampdoria 2-2, i granata sbloccano con Belotti e pareggiano con Meitè

(eurosport.it)

Quattro cambi all’intervallo, probabilmente un record, consentono alla Sampdoria di rimettere in sesto la partita al Grande Torino. I granata meritavano il successo, segnano presto con Belotti, ma in fuorigioco. Il vantaggio arriva sempre con il Gallo, lanciato dal 19enne Singo. Ranieri leva un difensore, due centrocampisti e il trequartista e i blucerchiati rovesciano la sfida. L’assist di Quagliarella, complice il rimpallo su Rincon, proietta Candreva al primo gol alla Samp. Il sorpasso a parte rovesciate, sempre con i due veterani di Ranieri, con Lyanco fuori posizione. Audero si oppone a Zaza, non al colpo di testa di Meitè, poi salva su Verdi e Lyanco. 
v.zagn.
Torino-Sampdoria 2-2
Torino (3-5-2): Sirigu 5,5; Bremer 6, Lyanco 6, Rodriguez 5,5 (27′ st Murru 6); Singo 6,5, Meite 6,5, Rincon 5,5, Linetty 5,5, Ansaldi 6 (27′ st Verdi 6); Zaza 5,5, Belotti 7. A disp: Milinkovic-Savic, Rosati, Izzo, Segre, Edera, Bonazzoli, Nkoulou, Kryeziu, Horvath, Buongiorno. All. Giampaolo (in panchina Conti) 6.
Sampdoria (4-4-1-1): Audero 7; Bereszynski 5,5, Yoshida 5,5 (1′ st Tonelli 5,5), Ferrari 5,5, Augello 5; Candreva 7, Ekdal 5,5 (1′ st Adrien Silva 6), Thorsby 5,5, Jankto 6,5 (1′ st Damsgaard 6); Verre 5,5 (1′ st Gabbiadini 6); Quagliarella 6,5 (37′ st Ramirez sv). A disp.: Ravaglia, Letica, Rocha, Askildsen, Regini, La Gumina, Leris. Allenatore: Ranieri (in panchina Benetti) 6.
Arbitro: Doveri 6.
Marcatori: 25′ Belotti, st 9’ Candreva, 18’ Quagliarella, 32′ Meite.
Note: ammoniti Tonelli, Lyanco e Ferrari. Angoli 6-2. 

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Il Toro spreca la chance Champions: 0-0 con il Parma

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/torino_parma_diretta_live_punteggio_risultato_formazioni-4411982.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/torino_parma_diretta_live_punteggio_risultato_formazioni-4412213.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/torino_parma_diretta_live_punteggio_risultato_formazioni-4412235.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/torino_parma_diretta_live_punteggio_risultato_formazioni-4412295.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/torino_parma_diretta_live_punteggio_risultato_formazioni-4412001.html

di Vanni Zagnoli

All’andata fu una delle tante imprese del Parma, successo al Grande Torino, 1-2 e speranze di Europa. Che adesso ha il Toro. Poche di Champions, dato lo 0-0 di oggi, restano per la Euroleague. 

Un girone dopo, senza Inglese, Gervinho e Bruno Alves fatica più del solito ma porta a casa il 9° punto del girone discendente. Sprocati incide solo nel finale, Ceravolo ha una chance, in serie B era eccellente, andrà in slalom alla Gervinho, è fermato dall’ultimo difensore, ma lontano dall’area. Il Toro è superiore, meriterebbe il successo di misura, almeno evita la 10^ sconfitta nelle ultime 12 partite al Tardini e con 12 pareggi esterni corrobora il suo record europeo fra i campionati maggiori.

Moretti, invece, regge la terza partita in 6 giorni, a 37 anni. Attacca il Toro, dall’inizio, cum iudicio, sospinto dai 3mila della curva, che a tratti sovrastano il pubblico di casa, fra le tifoserie neanche corre buon sangue. I granata penetrano centralmente e scaricano, neanche fosse basket, per Sepe solo due parate facili e poi la chiusura di Gagliolo su Belotti. Che ogni tanto parte palla al piede, con la potenza di Cristiano Ronaldo, sta risalendo alla condizione di due stagioni fa. 

I crociati ripartono con una bella discesa di Gazzola, filato via ad Ansaldi più volte. Berenguer è di nuovo preferito a Zaza, calcia da fuori, manca sempre l’ultimo passaggio o il quid per sfondare la peggior difesa del 2019, trapanata 27 volte. In tribuna lavorano i match analyzer, in particolare Marco Piccioni, che chiuse la carriera di difensore centrale fra i dilettanti parmensi, elabora dati sulla squadra di D’Aversa che guadagna metri prima dell’intervallo. “Il problema non sono io”, si era difeso alla vigilia il tecnico delle due promozioni, ora il +7 sul Bologna spaventa di meno. 

C’è notevole determinazione, in campo, giocate individuali sono frustrate dal presidio altrui, Meitè ha una regia elementare, non verticale, la difesa a 3 del Parma regge alta. Senza Scozzarella nè Stulac, Rigoni crea poco gioco, Di Marco si vede a tratti, Kucka sarebbe sulla linea degli attaccanti ma soprattutto contiene, così si susseguono le palle perse. Izzo è il leader difensivo torinista, è discontinua però la propulsione di De Silvestri e di Rincon, anche per il pressing emiliano.

Le difese si aprono alla ripresa, Belotti porta alla conclusione Baselli, destro arrotato ma fuori, Di Marco ha spazio a sinistra, carica, pallone centrale. Il ritmo cala, il Toro deve rifiatare e allora Mazzarri inserisce l’azzurrino Parigini per Rincon, per avanzare il baricentro. Il gioco è spesso fermo, gli scontri si fanno duri, il Parma non sorprende i granata, il suo controgioco comunque ha successo. La squadra del costruttore Pizzarotti è insidiosa su palla inattiva, Dimarco dall’angolo, sponda di Sierralta, Gagliolo non trova la deviazione. Berenguer, invece, non inquadra la porta, servito all’indietro da Belotti. Mazzarri resta in maglione, per l’ultimo quarto di gara, gioca la carta Zaza, per Ansaldi, attacca con 5 uomini, con De Silvestri spesso sulla linea degli attaccanti, a concludere un contropiede di Belotti. E’ difficile per il Toro piazzare lo schema decisivo, tantopiù che Zaza, nervoso perchè gioca poco, si fa ammonire per una mezza gomitata a Gagliolo. E Sierralta per una testata abbozzata a Berenguer, che l’aveva spinto e teatralizza. Parigini salta secco Gazzola, ignora lo spagnolo e Zaza, calcia ma Sepe para facilmente a terra. Doveri lascia correre tanto, compresa una punizione su Belotti. Bravissimo nell’avvicinamento alla porta, meno nelle conclusioni, defilato. Servirebbero cross, con quel doppio centravanti, gli emiliani difendono anche a 6, limitando i rischi. Applaudono i tifosi di casa, non la macchia granata è uno 0-0 penalizzante, nonostante sia il 22° punto in 11 gare.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it. Sassuolo-Torino 1-1, la supremazia neroverde ma due rigorini chiesti dai granata. L’affondo di Belotti, lanciato da Zaza, il pari di Brignola nel recupero, poi Iago, in fuorigioco. Empoli-Sampdoria 2-4, Ramirez è fra i giocatori più spettacolari al mondo. Genoa-Atalanta 3-1, Piatek vincerà la classifica cannonieri. Udinese-Frosinone 1-1, friulani a una vittoria in 12 gare, Pozzo rischia

Belotti ha segnato per il Torino (tuttosport.com)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo-4189388.html

di Vanni Zagnoli

Vista dal Mapei stadium, la giornata pre Natale non è tanto fredda e pure spettacolare. Il Toro insegue direttamente la Champions, del resto a Milano era stato superiore, per oltre un’ora, a Reggio resiste e colpisce, sul filo del fuorigioco, Zaza serve Belotti al 9’ del secondo tempo e l’azzurro supera Romeo Menti fra i cannonieri granata, con 54 reti. Il resto è molto neroverde ma De Zerbi, osservato dal Barcellona, è spettacolare ma non così produttivo, espulso nel finale. A inizio recupero, in mischia, pareggia Enrico Brignola, valorizzato dal tecnico nel girone di ritorno con il Benevento. Nei 6’ di recupero Iago Falque fa esultare Mazzarri e il presidente Cairo, il vice Frustalupi e la curva granata ma è fuorigioco, evidenziato dal Var: 1-1. 

A Empoli, vantaggio del 36enne Pasqual su rigore, Murru interviene su La Gumina in maniera scomposta, all’11’. Quagliarella avvicina il pari su grande azione di Praet e poi Provedel para. L’1-1 è il gol più bello della giornata, Ramirez aveva giocate alla Platini, quando arrivò al Bologna, danza sulla palla, da sempre, in Inghilterra si era un po’ perso, Giampaolo ne rifà, a tratti, un fuoriclasse. Parte dalla trequarti, resiste alla carica e scaglia imparabilmente. Ripresa: Tonelli va di testa su azione d’angolo, Provedel da Pordenone si conferma degno di essere titolare in A e miracoleggia, sulla respinta corta Silvestre è atterrato, rigore. Annullato dal Var. Al 25’ Quagliarella si conferma implabile, segna da 7 giornate, a 35 anni vive una grande stagione, come il penultimo Luca Toni a Verona, capocannoniere a 38 anni. Sorpassa di testa, ma il tignoso Iachini raggiunge il propositivo Giampaolo, grazie all’assist da sinistra di Traorè per Caputo, fra la decina di giocatori sempre in campo, in stagione. Decide Caprari, subentrato, servito da Saponara, altro dai piedi buoni, 2-3 Sampdoria.

A Genova, la sfida fra spettacolari premia Prandelli, su Gasperini, reduce da 7 vittorie in 9 gare. Doppia occasione per Piatek, poi per Kouamè, pericoloso come al Cittadella, in B. Gomez e Toloi impegnano Radu. 35’, fallo di Romero sul baby Pessina, rigore, Radu vola sulla battuta di Ilicic. Palo di Gomez, di testa, nel recupero dell’intervallo sblocca il capocannoniere Piatek, in acrobazia, con deviazione di Toloi. Solo Messi ha segnato di più, nei campionati europei. Criscito salva su Gomez, poi stende Freuler, altro rigore, trasformato da Zapata. A metà ripresa risolve Lazovic, servito da Romero, Hateboer non ci arriva. Poi opportunità per Bessa e l’espulsione del nerazzurro Palomino, somma di ammonizioni, e l’azione del ligure Rolon. Il tris è di Piatek, servito da Bessa, trascinante come in B, al Verona. Rosso anche a Toloi, nel recupero.

A Udine, i bianconeri sono fermi a una vittoria in 12 giornate, è la peggiore stagione dal ritorno in A, nel ’95. Vantaggio di Mandragora, splendido sinistro al volo, con assist sul secondo palo da Larsen, al 32’. De Paul manca il raddoppio, pareggia Ciano su rigore, al 16’ della ripresa, è stato steso da Ekong. Per Marco Baroni un punto eccellente, al debutto al posto di Moreno Longo.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino, Torino-Frosinone 3-2. Seconda vittoria di fila per i granata, Frosinone destinato alla retrocessione

L’intervento di Sportiello su Belotti (Pier Marco Tacca/Getty Images)

(v.zag.) Ci sono tracce di Frosinone dignitoso, ma resta predestinato di nuovo alla retrocessione, come 2 anni fa. I ciociari perdono allo stadio Grande Torino per 3-2, accarezzando la prima impresa esterna, dopo lo 0-0 con il Bologna. In avvio, Belotti aggancia in area e da posizione defilata calcia in diagonale, palo. Al 20’ Zaza fa sponda per Rincon, conclusione dal limite e vantaggio granata. Raddoppio alla ripresa, Aina se ne va sulla destra, centro per Zaza, il tiro è respinto con i piedi da Sportiello, il tapin è di Baselli, facile. Il 2-1 su angolo, al 12’ Ciofani stacca sul secondo palo e Goldaniga trova la deviazione sulla linea di porta. Il pari ci sta, al 19’ ottimo cross dalla destra del costaricano Campbell, Ciano stacca a centro area e infila.
Poi Izzo si avventa su una ribattuta in area, ma il fuorigioco di Belotti è considerato attivo. L’anticipo si decide al 26’, Parigini se ne va sulla destra, centro per Berenguer che in perfetta coordinazione da fuori trova l’incrocio. Per il Torino anche la traversa su punizione di Belotti, Parigini appoggia per Nkoulou che appunto coglie il montante. Mazzarri ha giuste velleità europee.

da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Chievo-Torino 0-1. Mazzarri: “Già a Bergamo eravamo andati bene, serve pazienza ma il Toro potrà ritornare a vincere”

Simone Zaza ha regalato al vittoria al Torino (gettyimages/toronews.net)

L’integralità dell’articolo scritto per “Il Gazzettino”

«Serve pazienza, ma il Toro un giorno potrà ritornare a vincere. Se non lo scudetto, almeno avvicinare il 3° posto arrivato con il presidente Borsano, nei primi anni ’90». 

Walter Mazzarri rispondeva così, alla nostra riflessione, al Grande Torino. «Con il Napoli siamo arrivati due volte in Champions, secondi e terzi, adesso è sempre fra le prime, anni fa, no». 

Ecco, la resurrezione del Toro (ma anche della Fiorentina, in ottica Europa), è andata in onda ieri, durante il mondiale di ciclismo, con gli sportivi a occhieggiare gli smartphone. Il Torino sbanca il Bentegodi, aggravando la crisi del Chievo, la più debole della serie A, insieme al Frosinone, superato allo stadio Stirpe anche dal Genoa.

Rispetto alle scorse stagioni, il calcio è più squilibrato, le migliori azzardano qualcosa in più e così si spiega il successo granata: «Ma già a Bergamo eravamo andati bene – osserva Mazzarri – e persino con il Napoli, nonostante la sconfitta interna».

Il Torino è solo 9°, ma ha una buona squadra, punta a chiudere il buco, per restare in tema di fughe, per battersi per il ritorno in Europa, centrata una sola volta, da Ventura, nell’ultimo quarto di secolo.

I veronesi sono già a 7 punti dalla zona salvezza, magari la penalizzazione sarà sforbiciata via, in appello, il punto è che non sono competitivi e che D’Anna debuttante dopo le 3 vittorie finali della scorsa stagione non ha esperienza e forse neanche qualità per traghettare alla 16. salvezza, in A.

Risolve Simone Zaza, subentra nella ripresa e a 2’ dalla fine trasforma l’assist dello spagnolo Berenguer, lui che ha giocato nel Valencia. La scivolata fa ricordare il gol scudetto nella Juve, al primo Napoli di Sarri.

Dall’eliminazione in Europa, l’Atalanta si è persa, a Firenze è punita dal rigore di Chiesa e dalla punizione dell’azzurro Biraghi. Scintille a fine partita fra gli allenatori, in effetti è stato Chiesa a cercare il contatto con il brasiliano Toloi (avi goriziani), Valeri è il solito arbitro pastrocchione, non aveva torto il patron del’Udinese Pozzo, che lo considerava il più mediocre. Avesse rivisto l’azione al var, almeno, niente. I bergamaschi meritavano il pari, sono insidiosi con Gomez e Zapata. L’Atalanta peraltro aveva rischiato il rigore con il braccio di De Roon. Nel finale, 3 occasioni nerazzurre.

A Frosinone, la solita doppietta del polacco Piatek: dal 1950 un esordiente in serie A non segnava 8 gol in 6 gare, sul raddoppio sfrutta l’errore di Salamon, un sopravvalutato; è lanciato sempre da Kouamè, per i ciociari rigore di Ciano, meritavano il pari.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Italia-Arabia Saudita 2-1. Balotelli in gol 4 anni dopo con la nazionale. Traversa di Criscito e poi errore, come di Zappacosta. I limiti degli arabi

Yahya Al-Shehri ha segnato il gol per l’Arabia Saudita (marca.com)

La prima di Roberto Mancini è troppo facile, insignificante. L’Arabia Saudita limita i danni, è al mondiale solo per la politica della Fifa, da mezzo secolo geopolitica, ovvero a premiare tutti i continenti, diversamente non si sarebbe mai qualificata, se le eliminatorie non fossero state per continenti.

L’Italia resta più forte di almeno metà delle mondiali ma resterà a casa. Da San Gallo si è avuta la conferma. Nel ’90, sempre in Svizzera, il compianto Azeglio Vicini lanciò Totò Schillaci, eroe delle notti magiche, ieri sera si è rilanciato Balotelli, 28 anni e un po’ più voglia del passato, di diventare un crack. Prandelli lo esalta, Lippi nel 2010 gli preferì Iaquinta, campione del mondo allora in carica, e adesso a giudizio, rischia 6 anni.

Sei anni in cui spera di essere ancora protagonista l’(ex?) super Mario. Il ghanese nato a Palermo e adottato da anziani bresciani può reggere sino a Euro 2024 ed essere titolare o quasi a due Europei e in Qatar 2022, se la vede con Belotti, mentre con Immobile può coesistere. Con Politano e Insigne va molto bene, Criscito ritorna dopo 4 anni, meritava lo scorso mondiale, un’indagine sbagliata lo penalizzò. Benissimo Florenzi, dalla quasi finale di Champions league e prima all’eliminazione con Ventura. A proposito, l’ex ct racconta di avere presentato le dimissioni, l’ex presidente federale Tavecchio nega. Probabilmente è andata così, Ventura si sarebbe dimesso pur di avere buona parte dell’ingaggio, il Tav voleva che facesse il bel gesto di rinunciare all’intero contratto, in maniera da prendersi i meriti del risparmio, per restare incollatissimo alla sedia.

La prima di Mancini, comunque. Allora. Balotelli segna subito ma in fuorigioco, sbaglia su cross da destra di (neo) capitan Bonucci. L’attacco è continuo, Florenzi, Pellegrini di testa sul fondo, Politano altissimo. A metà primo tempo il gol, Balo controlla, destro sul primo palo da 20 metri e applausi anche elvetici. Mezza girata di Romagnoli, sul fondo, Pellegrini alto dopo scambio con Politano, traversa di Criscito. I biancoverdi non sono pervenuti, dignitosi ma minimi. Jorginho aziona, Zappacosta staziona, Donnarumma può pensare all’estero. Arriva uno striscione: “Vogliamo un capitano di sangue italiano”. L’allusione è a Balotelli, che si fa male alla ripresa ed esce, ha la faccia giusta. Nel secondo tempo c’è più Arabia, finalmente, ct Pizzi era un bel trequartista, in Spagna, qua non ha qualità. Arriva anche il raddoppio, di Belotti, su angolo di Jorginho, brasiliano dagli avi vicentini. Inzuccata sicura, Al Owais ribatte corto, il destro è facile. Segue destro a giro di Insigne, parato. Arriva il golletto arabo, su errore di Zappacosta: Al-Shehri che supera Donnarumma in uscita (distratta) e insacca. 

Entrano anche il friulano Cristante, vicino alla Roma, e Verdi, mancato rinforzo del Napoli, un altro errore è di Criscito, l’Italia è graziata da Al Muwallad. Abbassiamo i voti… Anche perchè Zappacosta si innervosisce e commette un fallaccio.

Stasera si replica, Francia-Italia under 21, su Rai2, al contrario della solita Rai3 o di Raisport. A Besancon, bell’amichevole, per Di Biagio, non più traghettatore, mentre Evani ha debuttato accanto a Mancini. Vanno a casa Cutrone, Barella (lesione all’adduttore) e De Paoli, arriva Tumminello, ex romanista, del Crotone. L’ultima volta fu due anni fa, a Venezia, 0-1.

Vanni Zagnoli

Italia-Arabia Saudita 2-1

GOL: 23’ Balotelli; st 24’ Belotti, 29’ Al Shehri.

Italia (4-3-3): Donnarumma sv; Zappacosta 5,5, Bonucci 6,5, Romagnoli 6,5, Criscito 6 (42’ st De Sciglio sv); Florenzi 6,5 (24’ st Bonaventura 5,5), Jorginho 6, Pellegrini 6,5 (29’ st Cristante 5,5); Politano 6 (28’ st Verdi 5,5), Balotelli 6,5 (13’ st Belotti 6), Insigne 6,5 (39’ st Chiesa sv). All. Mancini.

Arabia Saudita (4-2-3-1): Al-Owais 4,5; Al-Jarbi 5, Hawsawi Os. 5, Hawsawi Om. 5 (39’ st Al-Bulaihi), Al-Shahrani 5,5; Otayf 5, Al-Faraj 5,5; Al-Shehri 5, Al-Jassim 5, Kanno 4,5 (1’ st Al Dawsari 6); A.R. Assiri 5 (Al-Muwallad). All. Pizzi.

Arbitro: Scharer (Svizzera) 6.5.

Note: nessun ammonito. 20mila spettatori.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, la morte improvvisa di Davide Astori, capitano della Fiorentina. Malagò fa rinviare le partite di ieri e oggi, Carlos Sanchez in Spagna si sente male. I ricordi di Bernardeschi, Mertens e Andrea Della Valle: “Una persona speciale”

Davide Astori felice con la compagna Francesca

E’ il presidente del Coni Malagò, nonchè commissario di Lega, a decidere di rimandare l’intera domenica della serie A e le tre gare di B, in programma fra ieri e oggi.
“Sono sconvolto – racconta -, è una tragedia assurda. Sono vicino a Francesca, la compagna di Davide Astori, con cui ha avuto una bambina di due anni, Vittoria. Il nostro mondo è profondamente colpito, le parole stanno a zero, la decisione di rinviare la giornata è inevitabile. Ho sentito i presidenti, erano tutti d’accordo”.
Il primo a manifestare disagio è stato il proprietario del Cagliari, Tommaso Giulini, in campo alla mezza a Genova, perchè in rossoblù Astori aveva giocato per 6 stagioni, e l’allenatore Diego Lopez accusava un lieve malore. Era stato suo compagno, a Cagliari. “Il calcio che io penso – prosegue Malagò – è di valori e ideali, condivisione di emozioni e rispetto. Penso all’atleta, era doveroso fermarsi”.
Contatta il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in quel momento irraggiungibile perchè in aereo, e poi il capo della Polizia, Franco Gabrielli. “D’accordo con me sul rinviare la giornata”.
Per la morte improvvisa di un 31enne in perfetta salute, controllatissimo, il pensiero può andare a qualcosa di oscuro o illegale. “Non lasciamoci trasportare da nessuna illazione e speculazione – precisa Malagò -. Nessun medico potrà mai dire che c’è un rimedio certo sul rischio di una morte improvvisa. Poi ci sarà un’autopsia ad accertare le situazioni”.
A fianco di Malagò c’è il commissario della Figc, Roberto Fabbricini: “Davide era una persona che ha dato tanto al calcio italiano. In federazione è considerato uno di famiglia, siamo tutti costernati”.
La questione delle 7 partite da recuperare si discuterà oggi in Lega. Si pensa di far slittare la finale di coppa Italia fra Juve e Milan dopo l’ultima di campionato del 20 maggio, non essendo gli azzurri ai mondiali, lì però rischiano di non esserci i nazionali che inizieranno la preparazione negli altri Paesi. Questa giornata sarebbe dunque calendariabile il 9 maggio. Oppure si potrebbe recuperare questo turno già mercoledì 14 marzo, escluse Sampdoria-Atalanta e Milan-Inter che si recupererebbero comunque il 9 maggio, dal momento che quel giorno è già previsto il recupero di Juve-Atalanta, rinviata per neve.
La reazione più choccante per la morte di Davide Astori è in Spagna, il malore in campo per Carlos Sanchez, centrocampista che a gennaio la Fiorentina ha ceduto in prestito all’Espanyol. Ieri la squadra catalana ha giocato contro il Levante e il colombiano è rimasto in panchina, al termine si è seduto sull’erba del campo è stato assistito dallo staff sanitario della squadra.
Fra i tanti messaggi, l’ex viola Bernardeschi: “Con gli occhi gonfi di lacrime, il cuore straziato, ti dico “Grazie amico mio”, grazie per la tua umiltà, la tua bontà, i tuoi insegnamenti. Grazie per la nostra amicizia. Veglia da lassù sulla tua famiglia, la tua compagna e la tua piccola principessa”. Mertens: ”Ci siamo incontrati durante il mio viaggio di nozze, ci siamo molto divertiti. Sei un ragazzo bellissimo”. Costernati l’ex ct azzurro Conte, Bonucci, Belotti, ma tantissime società e sportivi hanno espresso cordoglio. Andrea Della Valle, presidente della Fiorentina: “Davide era un vero capitano, una grande persona, è stato un onore averlo avuto questi 4 anni con noi, non lo dimenticheremo. Lunedì scorso avrebbe dovuto firmare il nuovo contratto che lo avrebbe legato a vita a Firenze”.
Valle.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Nuova distorsione al ginocchio per Belotti, i legamenti non sono interessati. Il calvario stagionale

Ilija Nestorovski attaccante e capitano del Palermo: potrebbe passare al Toro come vice Belotti (Tullio M. Puglia/Getty Images)

(v.zag.) Altro crack a un ginocchio, per Andrea Belotti. Il centravanti del Toro si è fatto male ieri, in allenamento al Filadelfia. Movimento innaturale e lacrime, quasi 3 mesi dopo lo stop costato lo scadimento di forma che ha inciso sull’uscita dell’Italia dal mondiale, contro la Svezia. La distorsione al ginocchio destro gli fa saltare la gara di sabato con il Genoa e il quarto di coppa Italia di mercoledì, con la Juve: in autunno il gallo perse un mese, stavolta la sensazione è che ne servano quasi due, per recuperare. Adesso è lontano dai 100 milioni della clausola, il Toro aveva rinunciato agli 80 offerti (forse) dal Milan. Il presidente Cairo cercherà forse un sostituto, tra Pazzini (Verona), Falcinelli (Sassuolo) e Nestorovski (Palermo). Il macedone è in campo stasera, nella chiusura del girone ascendente di serie B: alle 20,30 anche Pescara-Venezia e Pro Vercelli-Cittadella.
Domani sera comincia con Crotone-Napoli l’ultimo turno di andata di A, che si esaurirà sabato, con Inter-Lazio alle 18 e Verona-Juve alle 20,30. Era dal 90-91 che non si giocava il 30 dicembre, mentre nell’88 ci furono partite persino l’ultimo del’anno. Vincendo, il Napoli sarebbe campione d’inverno. “Significherebbe niente – obietta capitan Hamsik, 116 gol con gli azzurri -, a differenza della coppa di apertura e clausura, in Argentina. Ci manca lo scudetto, altrimenti il 2017 sarebbe da 10. E Maradona ha mandato un messaggio, per il record di reti che gli ho soffiato”.

(Ziz)zagando. 17 anni da Messi, con 700 milioni di clausola. Per Mertens è a soli 28 milioni: “Ma ho detto no alla Cina”. L’Urawa (Giappone) alla 2^ Champions asiatica. Il 5-1 dell’Atalanta: quando il Genoa vinse a Liverpool. Bryan Cristante costato appena 6 milioni, al Benfica, pagati al Milan. Cagliari-Inter di Giulini, ex consigliere di Moratti. Milan-Torino speciale per Belotti e Mihajlovic. Che non meritava l’esonero più di Montella. Udinese-Napoli, quando c’erano Zico e Maradona. Le wags di Spike. Barshim e la Thiam i migliori dell’atletica

Con l’alpinista Marco Confortola, premiato a Parma

(v.zagn) 1) I record di Messi, 700 milioni di clausola e le clausole più pesanti.

2) Mertens a un giornale belga: “Ho voluto io i 28 milioni di clausola, sono un affare, avevo una richiesta dalla Cina, ma lasciare il Napoli non è all’ordine del giorno”.

3) L’Urawa vince la sua seconda Champions asiatica, chi sono i giapponesi che andranno al mondiale per club.

4) Il 5-1 dell’Atalanta a Liverpool e le imprese delle non grandi in Europa: quando il Genoa vinse in casa del Liverpool.

5) Bryan Cristante, friulano, capocannoniere stagionale dell’Atalanta, lasciato dal Milan al Benfica per 6 milioni. A Bergamo è in prestito.

6) Cagliari-Inter, Giulini era stato consigliere di Moratti, stabilizza il Cagliari in serie A.

7) Milan-Torino Belotti che era vicino al Milan, adesso è in crisi, comunque avrebbe fatto meglio di Andre Silva e di Kalinic. Mihajlovic non meritava l’esonero più di Montella. Cairo che lavorò con Berlusconi, adesso ha aperto anche il Corriere di Torino.

8) Udinese-Napoli, quando c’erano Zico e Maradona.

9) Le wags in tv, da ieri sera su Spike. Le mogli di Pazzini, Immobile, Dzemaili e altre.

10) A Montecarlo premiati il saltatore in alto qatariota Barshim e l’eptatleta belga Thiam, oro ai Mondiali di Londra. Mutaz ha battuto Farah e Van Niekerk. Riconoscimento speciale per Bolt.