Oggi. Dorothea Wierer è la star dei mondiali di biathlon, di Anterselva. E’ la nostra Calamity Jane, con il mascara e il fondotinta. Gli occhi di ghiaccio, tonicissima. L’abito del matrimonio con Stefano andò all’asta per il Nepal

(sport.virgilio.it)

Gli occhi azzurri, il viso da star. Dorothea Wierer è stata la donna dei mondiali di biathlon, ad Anterselva, in provincia di Bolzano. Erano proprio i suoi campionati, abita a qualche curva, a Rasun, 3mila abitanti. Si è presa due ori individuali e l’argento in staffetta mista. Doro, insomma, è stata davvero d’oro, davanti a 20mila persone al giorno. A 29 anni è al top sportivo, ha fatto conoscere a milioni di italiani il biathlon, la disciplina dello sci di fondo e del tiro, a terra e in piedi. Seduce con lo sguardo e con quel metro e 60 di tonicità. Ha una sorella di 18 anni, Magdalena, che prova a emularla in questo sport di fatica e concentrazione, la stessa Dorothea l’ha appreso dai fratelli, Robert, 36 anni, meccanico, e Richard, 29, intagliatore di legno, e dalla sorella Caroline, 34enne. Era iniziato tutto da un regalo, di papà  Alfred, ristoratore assieme a mamma Irmgard: un fucile. “Prova a sparare – le disse -, io ero bravino”.

Fra olimpiadi e mondiali, solo 4 italiane avevano fatto doppietta di ori, nella stessa edizione: nello sci, Deborah Compagnoni al Sestriere nel ’97, nel gigante e nello slalom; nel fondo, due volte Stefania Belmondo, nei mondiali nel ’93 e nel ’99, e Manuela Di Centa, alle olimpiadi di Lillehammer ’94; Federica Pellegrini ai mondiali di Roma 2009, nel nuoto, sui 200 e sui 400 stile. 

Dorothea è lassù, fra le primattrici dello sport italiano. Anche grazie al marito-allenatore, Stefano Corradini, 40 anni, che le ha insegnato la calma. Hanno intenzione di allargare la famiglia Wierer, già numerosissima. “Ma intanto potrei continuare sino all’olimpiade del 2022, a Pechino – dice lei -, per inseguire l’oro a cinque cerchi che ancora mi manca”. E in Cina sarebbe  favorita nel ruolo di portabandiera.

Il suo abito da sposa andò all’asta per aiutare il Nepal dopo il terremoto. “E quando avrò smesso mi immagino una vita normale, per costruire una famiglia”.

In gara e sul podio è sempre perfetta, nel trucco. “Prima di partire metto il mascara, l’highliner è tatuato, così quando nevica non cola. Ogni tanto uso la cipria, per un tocco di colore”. Ha una collezione di scarpe con il tacco 12, è spiritosa e fu capace di radunare 50mila fans nello stadio dello Schalke 04, in Germania è popolare soprattutto in Scandinavia e in Russia. Ama andare a cavallo e tirare con l’arco. E’ un po’ la nostra Calamity Jane, la prima donna pistolero d’Italia. 

Vanni Zagnoli

Da “Oggi”

Oggi. Dorothea Wierer, lady biathlon che ha detto no a Playboy. “La mia fortuna? una famiglia fantastica”. “La rivalità di Lisa Vittozzi, la gestione dell’ansia, il ristorante di famiglia”

Una prima stesura dell’intervista alla campionessa di biathlon, uscita sul settimanale Oggi dell’11 aprile

Dorothea è davvero tutta d’oro. Con la sua erre arrotata, ha steso le avversarie nella coppa del mondo di biathlon, è stata la prima volta per l’Italia, maschi compresi, in questa disciplina tipicamente nordica, che abbina sci di fondo al tiro a segno da 50 metri, con la carabina, a terra o in piedi. 

Dorothea Wierer (sport.virgilio.it)

Doro, ma come sarebbe la sua vita senza quegli occhi azzurrissimi?

“(ride) Gli occhi chiari sono una combinazione perfetta con le neve, fanno un po’ più effetto, diventano occhi di ghiaccio”.

Cosa non le piace, del suo corpo così definito?

“Ho troppi muscoli, non è tanto femminile, serve però per il biathlon. Vorrei essere un chilo in meno: non seguo diete, possiamo permetterci anche tantissimi dolci, amo il cioccolato, ne consumo ogni giorno. Ci alleniamo 800 ore, più le 200 nel tiro, ci segue uno staff di 10 persone”. 

In gara è la più truccata?

“Prima di partire metto il mascara, l’highliner è tatuato, così quando nevica non cola, ogni tanto uso la cipria, per un tocco di colore, anche perchè durante l’inverno non vediamo mai il sole”.

E’ la sua stagione migliore, eppure guadagna appena 250mila euro…

“Di premi. Con gli sponsor raggiungerei i 400mila, vanno però levate le tasse. Non siamo nel calcio, comunque questo mondo mi gratifica”.

Farà mai la modella?

“No (sorride), sono uno e 60”.

Perchè nel 2015 rifiutò di posare nuda per l’edizione russa di Playboy? 

“Non mi sentirei a mio agio, un po’ di privacy, please. Indossare l’intimo è tutt’altra cosa, neanche parlammo di cifre”.

Come ha svoltato dopo aver mancato le medaglie olimpiche individuali?

“Non ero così delusa, erano più i giornalisti ad aspettare i podi. Gareggiamo spesso in condizioni al limite, non ero al 100%. Cresco anche con le delusioni”.

Si rilassa ancora con l’uncinetto?

“Ormai non più. Seguo le serie tv, su Netflix. Amo gli aperitivi con gli amici, peccato sia a casa solo 70 giorni l’anno”.

E adora le scarpe con i tacchi a spillo…

“Ne ho più paia che da ginnastica, le metto solo a casa perchè quando giro il mondo per le gare non stanno nelle valigie, abbiamo solo 20 chili di bagagli”.

E’ di Rasun-Anterselva, paese altoatesino di tremila abitanti, sede di una tappa di coppa.

“E lì abita ancora la mia famiglia. Mi hanno trasmesso la passione del biathlon i fratelli: Robert è del 1984, Richard del ’91, erano molto forti, potevano diventare campioni ma avevano altro per la testa: Richard è bravissimo con il legno, ne ricava chitarre. Anche le sorelle vengono dal mio sport: Caroline (34 anni, ndr) lavora al rifugio Rudi, a Sesto, in Alta Pusteria, Magdalena ha 18 anni è bravina ma è spesso ammalata”.

Lei ne ha 29, sino a quando proseguirà?

“Disputerò i mondiali dell’anno prossimo, ad Anterselva. Le olimpiadi del 2022 di Pechino sono lontane, ci sono critiche da sopportare, continuassi non è certo per arrivare decima…”.

Com’è nato l’amore per Stefano Corradini, 40 anni, responsabile del comitato federsci del Trentino?

“L’ho conosciuto a 18 anni, in una caserma delle Fiamme Gialle, a Predazzo. E’ istruttore di tiro, ci faceva i corsi, fu un rapporto molto formale. Per anni ci siamo persi di vista, nel 2012 il nuovo incontro e l’inizio della convivenza, a Cavalese, in Val di fiamme”.

Siete sposati da 4 anni, si immagina mamma e campionessa?

“Non contemporaneamente. Sarei troppo spesso via, non potrei dedicarmi al bambino”.

La qualità principale del marito?

“E’ molto paziente, trova le parole giuste, io sono troppo diretta e non va sempre bene, Stefano mi calma. Viene a una gara l’anno perchè lavora in finanza e allena nello sci di fondo”.

Da ragazzina le partivano parolacce?

“Ogni tanto, proprio per impulsività, quando litigavo con i fratelli”.

Com’è il suo uomo dei sogni?

“Mio marito (ride). Amo chi ti guarda negli occhi, così inquadro la persona onesta, aperta o sicura di sè”.

Altri fidanzati nella sua vita?

“Non dico quanti ma anch’io ho avuto una vita turbolenta, quando ero più giovane”.

Le sono mai capitati stalker?

“Un supertifoso. Mi faceva un po’ paura, dove ero io veniva anche lui, è durata qualche mese e poi è sparito, addirittura l’hanno cercato su Chi l’ha visto: non so che fine abbia fatto”.

La vacanza dei sogni?

“Alle Maldive, magari nel 2020, dopo i mondiali”.

La cosa più bella della sua vita?

“Mi sento fortunata, felice. Non tutti hanno una famiglia così fantastica e numerosa. Abbiamo il ristorante Marcopolo, a Brunico: da ragazza ci lavoravo anch’io”.

Papà Alfred, 58 anni, è lo chef, mamma Irmgard, 62, cameriera. Non avesse praticato il biathlon, che professione avrebbe scelto?

“Mi piace organizzare, avrei fatto management”.

Non la stilista?

“Beh, Sportful mi ha offerto di disegnare la mia linea da sci di fondo, è piaciuta tanto. Amo combinare i colori, essere fashion anche in pista. Seguo la stilista Elisabetta Franchi, elegante e un po’ sexy, in Italia abbiamo il top del top. Le biathlete russe ci invidiano perchè abbiamo qualcosa in più: moda e musica, cultura e cibo”. 

Al dopo carriera ha pensato?

“Vorrei rimanere nelle Fiamme Gialle e nello sport, posso dare qualche buon imput”.

Qual è la sua sportiva preferita?

“Lindsay Vonn. E’ la più forte perchè sa reggere anche tanti eventi fuori dallo sci”.

Quale pazzia vorrebbe fare?

“Godermi la vita, averla più regolare. Dormo poco, in stagione capita anche solo 4 ore, sino alla scorsa annata succedeva anche di prendere le gocce di zolpidem, per addormentarmi. Non sono dopanti, dobbiamo stare super attenti”.

Perchè adesso è più tranquilla?

“Sono io la mia mental coach… Controllo meglio ansia e stress ma fatico a spegnere il cervello, quando mi metto a letto ho sempre mille pensieri”.

Cosa le ha trasmesso la rivalità con Lisa Vittozzi, di Sappada, seconda in coppa del mondo?

“Spinge entrambe a sfidarci, anche in allenamento, è stimolante”.

Diventerà la sportiva più popolare d’Italia?

“No, perchè il biathlon è di nicchia”.

Dorothea, ma è la più bella?

“Lì dipende dai gusti. C’è chi ama le bionde, chi le alte…”.

Vanni Zagnoli

Da “Oggi” del 11/04/19

Biathlon, Dorothea Wierer pronta per la nuova stagione

Dorothea Wierer, campionessa del mondo in carica
Dorothea Wierer, campionessa del mondo in carica

Parte questo week-end la nuova stagione agonistica del biathlon.
A Östersund, in Svezia, al via la Coppa del Mondo, si svolgeranno una staffetta mista e una singola. La settimana prossima ci saranno l’individuale femminile mercoledì 30 novembre, l’individuale maschile giovedì 1 dicembre, le sprint sabato 3 dicembre e le pursuit domenica 4 dicembre.
Dorothea Wierer (in copertina), vincitrice della Coppa del Mondo individuale 2015/16, è pronta per l’esordio.

“Mi sono allenata molto bene, abbiamo lavorato tanto in estate e in autunno e siamo reduci da un raduno collegiale a Trysil in Norvegia che è stato molto utile per capire lo stato della nostra preparazione.
Mi piacerebbe partire bene, anche se la stagione è lunga e oltre alla Coppa del Mondo ci saranno anche i Mondiali di Hochfilzen.
In Svezia sarà l’occasione anche per presentare in gara il mio nuovo head sponsor, che da questa stagione è con me e con la Nazionale, Loacker, azienda altoatesina produttrice di wafer e specialità al cioccolato. Ma ci sarà ancora Livigno tra i miei sponsor, la località della Valtellina dove spesso vado ad allenarmi.
Non vedo l’ora di gareggiare, perché dopo tanto allenamento ora è importante il confronto con le altre atlete, e spero che potremo confermare come squadra i progressi già visti la scorsa stagione. Mi auguro che siano in tanti a seguirci, perché il biathlon è uno sport meraviglioso e appassionante”.