Il Messaggero. Atalanta – Bologna 5-0, lo spettacolo della Dea, sempre e comunque. Il calcio rutilante di Gasperini, molto meglio dell’Inter. Il caracollare di Malinowskyi, da Ucraina di Lobanowskji. I voti sul cartaceo

(corriere.it/LaPresse)

Più di una partitina a poker, con la manita al Bologna l’Atalanta è lì, in pole position per la Champions league, e magari per chiudere con uno storico secondo posto. Gasperini lo meriterebbe, per la continuità del gioco, per quanto migliora i calciatori. 
Lo sparring partner resiste per un quarto di gara, il Cagliari ha raggiunto il Benevento e per ora anche il Torino a -7 dai rossoblù, a 5 giornate dalla fine il divario basterà, anche se i granata hanno due gare in meno. E’ un match aperto, come tanti in questa primavera, con la parata di Skorupski su Muriel. Petroniani con la difesa a 3, De Silvestri gioca a sinistra, inconsueto, perchè evidentemente Skov Olsen a destra incide di più, duettano, l’ex torinista però manca la deviazione. Gollini chiude sul danese e poi in tuffo. Il calcio arabescato di Gasperson è sublimato dal vantaggio, Malinovskyi parte da destra, trova Muriel al limite dell’area, spalle alla porta, assist di tacco (fra Danilo e Soriano) e sinistro angolato, per la 6. marcatura stagionale, dopo le 8 di un anno fa. L’ucraino da due mesi fa meglio di Ilicic, 4 gol e 5 assist. Muriel slalomeggia, ondeggia come un ballerino, piazza sul secondo palo e trova, appunto, il palo. 
Il Bologna non ha le individualità della Roma, non sa recuperare, i bergamaschi comunque sprecano. Aspettando la finale di coppa Italia, pressano, inseguono, serpentineggiano, per mostrare di essere vincenti anche senza Gomez. Il centrocampo è solido e dinamico, la copertura del campo è perfetta, la concentrazione elevata. Pesano le 7 assenze emiliane, contro il solo Gosens, squalificato. Il match si archivia prima dell’intervallo, con l’errore di Danilo, trattiene Romero, nel duello in area fra centrali: una trattenuta come tante, ma talmente evidente da non passare inosservata, tantomeno all’eventuale Var. Muriel si conferma preciso, dal dischetto, in carriera ha sbagliato solo un anno fa, contro l’Inter: raggiunge le 19 reti (e 8 assist), è il primato personale, a 30 anni. Alla ripresa Schouten è in ritardo su Romero, interviene con il piede a martello sul ginocchio, altra decisione azzeccata, arriva la quarta espulsione della stagione, per l’olandese è la seconda in A. Muriel continua a imperversare, comunque il Bologna è vivo. Sino al tris, di Remo Freuler, dal lavoro di Zapata spalle alla porta, con dribbling di Danilo. Giunge anche la rete di Zapata, liberato da Malinovskyi. Soumaro rischia il rigore sul centravanti, la cinquina è di Miranchiuk, su appoggio di Maehle. Il Bologna finisce in 4-4-1, con il gol della bandiera sbagliati da Baldursson e da Orsolini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Atalanta-Bologna 5-0
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6,5; Toloi 6 (26’ st Caldara 6), Romero 6,5, Djimsiti 6,5; Hateboer 6,5, De Roon 6,5, Freuler 7 (16’ st Pessina 6), Maehle 6,5; Malinovskyi 7,5 (26’ st Ilicic), Muriel 7,5 (16’ st Miranchuk 6,5); Zapata 7 (33’ st Lammers ng). Allenatore Gasperini 8.
BOLOGNA (3-4-1-2): Skorupski 6; Antov 5, Danilo 4,5, Soumaoro 5,5; Skov Olsen 6 (27’ st Orsolini 5,5), Schouten 4,5, Svanberg 5,5 (18’ st Mbaye 5,5), De Silvestri 5,5 (11’ st Vignato 5); Soriano 5 (11’ st Baldursson 5,5); Palacio 5,5, Barrow 5 (27’ st Poli 5,5). Allenatore Mihajlovic 4,5.
Arbitro: Fabbri 6,5.
Note: espulso Schouten al 4′ st per fallo pericoloso. Ammonito Danilo. Angoli 7 a 3 per l’Atalanta.

Sul cartaceo de Il Messaggero

Il Gazzettino, Champions league. Napoli-Stella Rossa 3-1, quel gol di troppo preso dai serbi. A Liverpool ci sta di perdere con un gol di scarto

(ilmessaggero.it)

Serve un ultimo sforzo, il più difficile. Per passare, il Napoli deve pareggiare a Liverpool, oppure perdere con non più di un gol di scarto: la sconfitta per 1-0 non sarebbe sufficiente, grazie alla differenza reti globale favorevole agli inglesi. Dando per scontato che il Psg vinca a Belgrado, con i serbi eliminati.
La partita doppia di ieri premia il Napoli e il Psg, in parallelo, almeno per quasi un tempo. Segnano gli azzurri in avvio con Hamsik e i francesi con Bernat, raddoppia Mertens, imitato da Neymar. I reds però sono più forti della Stella (Rossa) e accorciano con il rigore di Milner procurato da Manè.
Al Marakana, la squadra di Milojevic è competitiva, ha fermato il Napoli sullo 0-0 (con quei 2 punti lasciati Ancelotti sarebbe già a posto) e battuto i britannici, fuori perde sempre molto nettamente e anche al San Paolo concede parecchio. I campioni della ex Jugoslavia hanno una tenuta difensiva persino inferiore al Chievo, certo gli Ancelotti (in panchina c’è anche Davide, figlio di Carlo) ieri hanno impiegato tutti i migliori, per una superiorità totale. In avvio, Callejon per Mertens e Borjan si oppone. Il primo gol su angolo di Mertens, prolunga Maksimovic (preferito a Hysaj), a centro area il piatto sinistro di Hamsik, al primo gol stagionale. La Stella ha un unico lampo, sull’imbucata di Marin per Simic, la conclusione è debole, Ospina respinge e Albiol nega il tapin all’esterno. Koulibaly avvia l’azione e la chiude, di testa, il portiere alza. Il raddoppio su ricezione profonda di Ruiz a sinistra, cross immediato, Degenek devia, la palla arriva a Mertens che, dimenticato da Babic, corregge con il destro. Callejon è in buona serata, avvicina il tris, come Insigne, troppo altruista. Hamsik lancia Mertens e il 3-0 è fatto, complice Degenek, aggirato. Marin conferma la classe di cui era accreditato (non evidenziata alla Fiorentina), nell’assist per il 3-1 di Nabouhane, delle isole Comore. Cantano comunque i 2500 tifosi arrivati da Belgrado e anche i napoletani, in una finale senza pathos, nonostante il calo degli azzurri, con respinta di Ospina.
Vanni Zagnoli

NAPOLI-STELLA ROSSA 3-1
GOL: pt 11’ Hamsik, 33’ Mertens; 6’ st Mertens, 13’ Ben Nabouhane.
NAPOLI (4-4-2): Ospina 6; Maksimovic 6,5, Albiol 6 (1’ st Hysaj 6), Koulibaly 6,5, Mario Rui 5,5; Callejon 6,5, Allan 6,5, Hamsik 7, Fabian Ruiz 6,5; Mertens 7, Insigne 6 (32’ st Zielinski 6). All. Ancelotti.
STELLA ROSSA (4-2-3-1): Borjan 6,5; Gobeljic 5,5, Degenek 5, Babic 5, Rodic 5,5; Krsticic 5,5, Simic 5,5 (33’ st Ebecilio sv); Srnic 5 (19’ st Jovancic 5), Ben Nabouhane 6, Marin 6,5; Stoiljkovic 5 (1’ st Joveljic 5,5). All. Milojevic.
Arbitro: Gil Manzano (Spagna) 6,5.
Note: ammoniti Krsticic, Jovancic, Gobeljic. Angoli: 7-2. 45mila spettatori. Recupero: pt 3’, st.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. Napoli-Psg 1-1, la qualificazione si avvicina, anche grazie al 2-0 della Stella Rossa sul Liverpool. La caduta del Monaco, la vittoria dell’Atletico Madrid

Lorenzo Insigne ha segnato il gol del pareggio (Cafaro/Lapresse)

Il Napoli riprende il Psg e sale al comando del girone della morte, in Champions. Sono i francesi a fare la partita, ma il 2-0 della Stella Rossa sul Liverpool, con doppietta di Pavkov, mantiene in corsa i serbi e non mette al riparo.
Neymar è abile negli uno contro uno: punta Hamsik, lo aspetta, il cross è insidioso, il Napoli si salva sempre. Sono 200 panchine di Carlo Ancelotti in campo internazionale, ma il possesso palla è francese e la partita molto tattica, a contenere il Psg, a punteggio pieno in Ligue1. Koulibaly firma un intervento difensivo da campione, su Neymar, in campo c’è Di Maria, non l’ex Cavani, in panchina. Sono rare le controfughe degli azzurri, l’incursione di Mario Rui è fermata sulla trequarti fallosamente da Verratti, che arretra volentieri. L’applicazione è totale, non fa brillare Draxler, un anno e mezzo fa vicino alla Juve. Maksimovic lancia Insigne, la conclusione al volo è deviata in angolo. Prima dell’intervallo arriva il vantaggio del Psg, meritato. Neymar sempre da fermo calcia lungo per Mbappè, doppia finta su Albiol e cross per Bernat, che tocca in porta. Lo spagnolo sfugge ad Allan, è fra i meno attesi, difensore-centrocampista, ex Bayern.
Ancelotti protesta per il minuto di recupero che riteneva superfluo, in effetti non c’erano state interruzioni, e il gol parigino è arrivato dopo 1’01”, ma ovviamente l’arbitro Kuipers ha fatto terminare l’azione. Il secondo tempo vede Callejon trascinatore, Maxsimovic lancia Mertens, il destro è pronto, anche la risposta di Buffon, 118 gare in Champions. Para anche il pallonetto del belga. Tremano i 3-4mila spettatori di fronte al forcing azzurro, Kehrer devia su Callejon. Thiago Silva salva sul tocco ravvicinato di Mertens. Di nuovo Buffon, su Fabian Ruiz. Finchè Thiago Silva sbaglia il tocco, Callejon si inserisce e induce Buffon all’atterramento. E’ rigore, Insigne infila vicino al palo, imparabile. Maksimovic rischia il rigore contrastando Bernat. Il resto è in equilibrio, con un’occasione nel finale per Mbappè, innescato da Neymar, spettacolare. Un tempo a testa, ma il Napoli nella ripresa è stato parecchio superiore.
Vanni Zagnoli

NAPOLI-PSG 1-1
GOL: 47’ pt Bernat, 17’ st Insigne.
Napoli (4-4-2): Ospina 6; Maksimovic 6,5 (31’ st Hysaj 6), Albiol 6, Koulibaly 7, Mario Rui 6,5; Callejon 7, Allan 6, Hamsik 5,5, Fabian Ruiz 5,5 (26’ st Zielinski 6); Mertens 6,5 (38’ st Ounas sv), Insigne 6,5. All: Ancelotti.
Paris Saint Germain (3-4-2-1): Buffon 6,5; Marquinhos 6, Thiago Silva 5,5, Kehrer 6 (47’ st Choupo-Moting sv); Meunier 6 (28’ st Kimpembe 5,5), Verratti 6, Draxler 5,5, Bernat 6,5; Di Maria 6,5 (32’ st Cavani sv), Neymar 6,5; Mbappé 6,5. All: Tuchel.
Note: ammoniti Mbappé, Kehrer, Fabian Ruiz, Verratti, Neymar. Spettatori 55mila. Recupero: pt 1’, st 4’.

Classifica: Liverpool e Napoli 6; Psg 5; Stella Rossa 4.
GIRONE A. Monaco-Club Brugge 0-4, con il debutto sfortunato tra i francesi dell’ex torinista Barreca. Atletico Madrid-Borussia Dortmund 2-0. Classifica: Borussia e Atletico 9; Brugge 4; Monaco 1.
GIRONE D. Porto-Lokomotiv Mosca 3-1, Schalke 04-Galatasaray 2-0. Classifica: Porto 10, Schalke 8; Galatasaray 4; L. Mosca 0.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Napoli-Psg, Buffon al debutto stagionale in Champions League: “Con Ancelotti il Napoli acquisisce esperienza e intelligenza”

Gianluigi Buffon (foxsports.it)

Al San Paolo c’è il Psg, con Buffon, al debutto stagionale in Champions. Ha scontato le 3 giornate di squalifica per le proteste di Madrid e allora si riprende il posto fra i pali, a 40 anni, rimandando in panchina Areola. «Con Ancelotti – racconta -, il Napoli acquisisce esperienza e intelligenza, ha una calma diversa nella gestione. Prima erano precipitosi, giocavano sempre al massimo della velocità».
Stasera gli azzurri ospitano i francesi, che al Parco dei Principi avevano strappato il 2-2 in extremis ma nella Ligue1 sono a punteggio pieno, con 12 vittorie. Fra i maggiori campionati d’Europa, sono gli unici, mentre la Juve si era fatta imporre il pari dal Genoa. Anche con Tuchel allenatore, in Europa faticano nel girone più complicato comanda il Liverpool con 6 punti, uno di vantaggio sul Napoli e due sul Psg, mentre la Stella Rossa a quota 1 è destinata a uscire: alle 19 riceve gli inglesi. Vincendo, Ancelotti ipotecherebbe il passaggio agli ottavi, poichè poi basterebbe superare anche i serbi, dopo lo 0-0 d’andata.
Il Napoli deve fronteggiare l’attacco forse più forte al mondo, ovvero Mbappè, Cavani, Neymar, mentre Di Maria subentrerà. «Dalla nostra – sottolinea Carlo Ancelotti -, avremo un grande ambiente, una città intera che ci appoggia, conterà prima di tutto la prestazione. Dobbiamo essere consapevoli e coraggiosi, fare meglio di Parigi per vincere e firmare qualcosa di straordinario. Se non giochi bene, la partita diventa impossibile».
Facendo i calcoli, potrebbe persino bastare il pareggio. «Facciamo invece qualcosa in più del normale. Ho sensazioni positive nell’applicazione e nell’attenzione. A volte siamo stati leziosi, dovremo essere più concreti».
Ancelotti è stato al Paris Saint Germain dal gennaio 2012 alla primavera del ’13, aggiudicandosi lo scudetto, nella sua seconda stagione, prima di vincere anche al Real Madrid. «Quando c’ero io, la squadra era in costruzione, con un grande progetto, ora realizzato, perchè è tra le più forti d’Europa. Manca solo che sollevino la Champions».
Il Napoli si accontenterebbe dei quarti, per la prima volta nella sua storia. «Forse, però – obietta Josè Callejon, titolare dopo la mezz’ora finale con l’Empoli -, siamo pronti per vincere qualcosa di importante, siamo più consapevoli e maturi. L’arrivo di Ancelotti fa iniziare una stagione bellissima».
A destra, in difesa, Maksimovic dovrebbe essere preferito a Hysaj. Con Sarri, il serbo non giocava mai. «Questa gara – aggiunge l’attaccante esterno spagnolo – è tra le più importanti di questi miei 6 anni a Napoli e tale sarà anche per molti di noi. Vogliamo ripetere la prestazione di Parigi, chiudendo però con i tre punti. Abbiamo avuto tanti campioni, si sono giocate tante partite importanti, per cui sappiamo cosa fare».
Callejon non ha ancora segnato, in stagione. «Ma faccio assist».

Napoli (4-4-2): 25 Ospina, 19 Maksimovic, 33 Albiol, 26 Koulibaly, 6 Mario Rui, 7 Callejon, 5 Allan, 17 Hamsik, 8 Ruiz, 14 Mertens, 24 Insigne.
A disposizione: 27 Karnezis, 2 Malcuit, 2 Hysaj, 42 Diawara, 30 Rog, 20 Zielinski, 99 Milik. All. Ancelotti.
Paris Saint Germain (4-3-2-1): 1 Buffon, 12 Meunier, 5 Marquinhos, 2 Thiago Silva, 3 Kimpembe, 23 Draxler, 6 Verratti, 14 Bernat, 7 Mbappé, 10 Neymar, 9 Cavani. A disposizione: 16 Areola, 4 Kehrer, 34 Nsoki, 25 Rabiot, 24 Nkuku, 17 Choupo-Moting, 11 Di Maria. All. Tuchel.
Arbitro: Kuipers (Olanda).
Stadio San Paolo, ore 21, Skysport, canale 253.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. Il Napoli prova a pareggiare a Parigi. Ancelotti: “Sentire che il Napoli è temibile fa solo piacere”

Il presidente De Laurentiis (napolitoday.it)

Il Napoli è a Parigi e prova a pareggiare, per aumentare le chances di passaggio del turno, contro il Psg. Il presidente De Laurentiis parla sul campo: «Gli striscioni e gli insulti contro di me? Non sapete si cosa si tratta. Il giorno in cui lo scoprirete farete mea culpa per aver diffuso cose non vere. Guardatevi Report».
Allude all’inchiesta sul bagarinaggio a Torino. «Siamo informati da 14 anni. Dovreste fare delle domande al ministro dell’Interno e ai suoi predecessori».
«Al Parco dei Principi è una partita vera – spiega De Laurentiis -, come in una grande giocata a scacchi. Bisogna avere le idee chiare e coraggio, sennò si è destinati a fallire. Verratti? Nel Psg non mi ha mai fatto impazzire, nell’ultima partita con l’Italia mi è piaciuto».
Ancelotti evidenzia: «Quando sono stati sorteggiati i gironi, obiettivamente il Napoli era la terza squadra del gruppo. Arrivare qui e sentire che il Napoli è temibile fa solo piacere. Squadre imbattibili non esistono, serve coraggio. Davanti hanno un potenziale incredibile, sono candidati a vincere la Champions». Insigne è recuperato.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. Napoli-Liverpool, Ancelotti: “Micidiali sulle ripartenze, servono coraggio e personalità”

Carlo Ancelotti (repubblica.it)

Ancelotti contro il Liverpool è sempre una grande e bella storia. Stasera lo affronta con il Napoli, è il quarto capitolo di un mistero poco gaudioso. La prima volta è del 1983, la finale di coppa dei Campioni e Carlo ha 24 anni, era all’apice, resta fuori per mesi a causa del primo, grave infortunio di una super carriera, iniziata a 17 anni con la promozione del Parma in B e chiusa a 33, proprio per le ginocchia logore.
Nel 2005, altra finale, la coppa è diventata Champions e l’ex centrocampista allena il Milan, vincitore ai rigori sulla Juve, due anni prima. Primo tempo 3-0, con gol persino di Paolo Maldini, ripresa disastro, con il pareggio dei reds, vittoriosi ai rigori, con errore di Shevchenko. Due anni dopo, la delusione venne in parte cancellata, con la doppietta di Inzaghi.
Stasera, vincesse il Liverpool, al San Paolo, il Napoli sarebbe praticamente fuori, avendo già pareggiato a Belgrado, con la Stella Rossa, teorica quarta forza.
Gli inglesi vengono dalla finale persa con il Real Madrid, storicamente raccolgono molto più del loro valore, senza fra l’altro entusiasmare, sul piano dello spettacolo, sono favoriti per il passaggio agli ottavi, assieme ai ricchissimi del Psg.
Jurgen Klopp aveva già perso una finale con il Borussia Dortmund, contro il Bayern di Monaco, nel 2012, arbitro Rizzoli, in Italia è noto per la pubblicità di una casa automobilistica, fronteggia Ancelotti, vincitore di una Champions anche con il Real Madrid, più le due da calciatore.
«Ripartiamo dalla prima mezz’ora a Torino – auspica -, confidando le tifo. Gli inglesi giocano a elevata intensità, adeguiamoci. Il risultato sarà determinato dalla capacità di imporre la nostra strategia sulla partita».
L’allenatore si è appena lamentato della direzione di Banti, contro la Juve, stavolta arbitra Kassai, che un anno e mezzo favorì largamente il Real. «Contro il mio Bayern. Sono sorpreso dalla designazione, tantopiù che neanche è passato molto tempo da quella sera: il tempo solitamente rimargina certe ferite, senza cancellarle».
Nei quarti, il fischietto magiaro espulse Vidal, la seconda ammonizione era assurda e convalidò due gol in fuorigioco di Cristiano Ronaldo, ai supplementari.
«Ora il Liverpool ha tanti pericolosi, è micidiale sulle ripartenze. Se vogliamo attaccare, e noi vogliamo farlo per vincere, è molto importante il controllo della partita. Sarà una gara fisica, stiamo bene, abbiamo retto in 10, con la Juve. Servono coraggio e personalità».
Cinque anni fa, Lorenzo Insigne debuttò in Champions con una punizione prodigiosa, contro il Borussia di Klopp: «Spero di ripetermi. Mi trovo benissimo da attaccante, amo avvicinare la porta. Occhio a Firmino: si tira fuori e manda in porta i compagni». Salah, Manè, mentre fra i pali c’è il più pagato al mondo, Alisson.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. José Mourinho: “Non credo di rischiare il posto”

Josè Mourinho (corrieredellosport.it)

Dead man walking. Morto che cammina, è la frase preferita dagli inglesi quando il destino di uno sportivo è segnato. E’ il caso di José Mourinho, che ha una settimana di tempo per scongiurare l’esonero.
Sabato la 3^ sconfitta in Premier, sul campo del West Ham, certifica la peggiore partenza del Manchester United in 29 anni di Premier League, convincendo il dg Woodward a contattare Zidane. E addirittura il manager avrebbe persino avvisato Mou di questa opzione e persino il francese per 3 volte sul tetto d’Europa con il Real Madrid, da allenatore, avrebbe commentato la telefonata ricevuta con lo stesso tecnico portoghese. Pogba e altri giocatori spingono perchè sia esonerato, come già al Chelsea. Stasera, in Champions, ha il Valencia, nel fine settimana il Newcastle, sempre all’Old Trafford.
Da sempre, Mourinho va sempre più all’attacco con le parole, che in campo. «Non credo di rischiare il posto. Se Zidane mi ha chiamato per dirmi che non vuole farmi le scarpe? Chiedetelo a chi lo ha scritto. Quando vinciamo, vinciamo tutti, quando perdiamo idem. La responsabilità è di ognuno: vedo giocatori tristi, mentre per altri neanche sembra che abbiano perso partite. Fra gli spagnoli, invece, il belga Batshauyi confessa: «Non cerco il trasferimento definitivo al Valencia. Amo il Chelsea e vorrei tornarci».
Il clou è a Londra, con Kane contro Messi, in Tottenham-Barcellona. La tedesca Hoffenheim cerca la prima vittoria della storia in Champions, ma Guardiola almeno deve pareggiare, per non correre rischi. L’Aek gioca già quasi per passare almeno in Europa league, con il terzo posto nel girone.

Vanni Zagnoli

La 2^ giornata, Girone E: Bayern Monaco-Ajax, Aek Atene-Benfica.
Girone F: alle 19 Hoffenheim-Manchester City, dalle 21 Lione-Shakthar Donetsk.
Girone G: Cska Mosca-Real Madrid. Girone H: Manchester United-Valencia.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. Il complesso del Manchester City, alla 4^ in sequenza, in Europa. Doppietta e assist per Pogba. Due gol anche per Nicholas Tagliafico

La doppietta di Pogba ha portato alla vittoria il Manchester (foxsport.com.au)

(v.zag.) La sorpresa della serata arriva da Manchester, il City si fa battere dal Lione per 2-1. Francesi avanti nel primo tempo con Cornet e con Fekir, a metà ripresa Bernardo Silva per la squadra di Guardiola. L’ingresso di Sanè vivacizza i campioni d’Inghilterra, non abbastanza per impattare, neanche allo scadere, con il tiro di Aguero. 

In Ucraina, a Charkiv, lo Shakhtar Donetsk rimonta due volte l’Hoffenheim, al debutto in Champions. Per i tedeschi segnano Grillitsch e Norvelt, per l’ex squadra di Lucescu Ismaily firma l’1-1, mentre il 2-2 è del brasiliano Maycon. Il girone si conferma molto equilibrato, i citizens faticano regolarmente, in Champions. 

In quello della Juve, il Manchester United non ha problemi in Svizzera, vince 3-0, con doppietta di Pogba, sinistro su assist di Fred e rigore per fallo di mano; a metà ripresa anche l’assist di Pogba, per Martial. Gli inglesi confermano il ruolo di favoriti del girone, assieme ai bianconeri.

Nel gruppo G, il Viktoria Plzen si fa raggiungere dal Cska Mosca allo scadere, dunque sono i russi con qualche chances in più per infastidire la Roma nella corsa al secondo posto. Doppietta di Krmencik, nel finale di primo tempo, per i cechi, Chalov alla ripresa e poi rigore allo scadere per i moscoviti. Che si erano visti annullare il 2-2 a 5’ dalla fine per un fallo in attacco dubbio.

Nel girone E, il Bayern domina a Lisbona, 2-0 al Benfica, di Lewandowski e del grande ex Renato Sanchez. Facile per l’Ajax sull’Aek Atene, 3-0 con doppietta di Nicholas Tagliafico, argentino di passaporto italiano, la rivelazione di questa primo turno di Champions. Gli olandesi sono in ripresa, dopo anni bui, i portoghesi potrebbero finire in Europa league.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Champions league. Ancelotti: “Ho giocato al Marakana due volte, se non c’è due senza tre siamo a posto”

Jose Callejon (sportnotizie24.it)

Il Napoli deve vincere a Belgrado, per avere reali chances di passaggio agli ottavi, in uno dei gironi più complicati della Champions. Alle 21 (Skysport1) c’è anche Liverpool-Psg (Sky 253), ovvero la sfida tra i finalisti e i ricchi mai anche soltanto in semifinale, nella gestione dello sceicco Al-Khelaifi. La Stella Rossa era stata allenata anche da Zeman e Zenga (scudetto più coppa), rappresenta il calcio serbo, di talento ma discontinuo, capace di vincere la coppa dei Campioni del ’91, a Bari, ai rigori, con anche Mihajlovic in campo.

«Ho giocato al Marakana due volte, in coppa – ricorda Ancelotti -, andò bene. Se non c’è due senza tre siamo a posto». Vinse proprio la coppa, da centrocampista del Milan, la prima volta passò il turno nella ripetizione della gara sospesa per nebbia, con i rossoneri in grande difficoltà. Il Napoli pare la terza forza del raggruppamento, insegue i primi quarti della sua storia, nel torneo più importante. 

«Siamo competitivi – spiega il tecnico tre volte sul tetto d’Europa -, magari non così esperti. Servono coraggio, personalità e forza per imporre il gioco».

Saranno 50mila i serbi, per il ritorno in Champions dopo 27 anni.  «C’è da fronteggiare anche la passione dei tifosi, hanno eliminato il Salisburgo, semifinalista nell’ultima Europa league. Servono ritmi alti».

Riposo per Hamsik, sostituito da Diawara, ritornano Ospina, Albiol e Milik. A sinistra, Insigne favorito su Mertens.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, la Champions league. Il varo senza Var, il presidente Uefa Ceferin: “Chi decide e quando si usa?”. Le favorite, il Manchester City è davanti alla Juve? La Lokomotiv Mosca è la testa di serie più debole. Il Liverpool mina vagante

Aleksander Čeferin presidente Uefa (calciomercato.com)

Domani sera il varo dei gironi di Champions league, anche quest’anno senza Var. Neanche dai quarti. E’ il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin a smentire l’ipotesi di introdurlo per i turni più importanti. «Il nostro organismo – spiega – non è convinto di questo strumento. L’ho detto al designatore Rosetti: un giorno dovremo usarla, bisogna capire chi decide e quando, valutare cosa vedono gli arbitri e cosa no».

Il rigore discusso fischiato a Benatia in Real Madrid-Juventus, gli errori a danno della Roma con il Liverpool e del Bayern con il Real sembravano rendere la tecnologia improcrastinabile. «Invece – obietta Ceferin, che era stato appoggiato dall’ex presidente federale Tavecchio -, non ne abbiamo parlato. Chi decide quando usarla: l’arbitro o l’assistente? Il pubblico non capisce. Giochiamo in tutta Europa, serve un regolamento». 

Ceferin si ricandida, cerca l’appoggio anche delle piccole federazioni e allora è complicato piazzare il Var in stadi piccoli, di nazioni lontane dal grande calcio e anche addestrare il personale.

La scelta di Rosetti per il dopo Collina sembrava perfetta per la tecnologia a supporto degli arbitri, dato il suo incarico di coordinatore del progetto per la serie A, invece se ne riparlerà la prossima stagione.

Arriveranno le decisioni del financial fairplay sul Psg: «Un po’ in ritardo, ma non è vero che il Real le aspetta per Neymar…». Cioè per prenderlo subito. Da sloveno, Ceferin ha un pensiero anche per Oblak, il portiere dell’Atletico Madrid: «Il mio Paese non ha mai avuto un giocatore di questo calibro, almeno cinque presidenti di club lo vorrebbero prendere, considerandolo il più forte al mondo».

E domani, alle 18, a Montecarlo (e su Skysport1) nell’urna dei sorteggi ci saranno anche i colchoneros, vincitori della supercoppa europea e potenzialmente da quarti. E’ il primo anno della Champions riformata, con quattro italiane al via, anche per Spagna, Inghilterra e Germania, è stata una vittoria di Tavecchio, per il nostro calcio. In prima fila c’è forse il Manchester City, con il Barcellona, poi Juve e Real Madrid, quindi Bayern e Psg. La finalista Liverpool è lo spauracchio di molti, balla fra seconda e terza fascia, in base alla qualificazione del Benfica: i portoghesi vengono dall’1-1 interno con il Paok, se passeranno a Salonicco farebbero scivolare i finalisti dell’ultima Champions di una fascia. Il City è arrivato solo una volta in semifinale, punta alla prima finale, con il bel gioco di Guardiola e l’innesto di Mahrez, che vinse la Premier con il Leicester. Il Barça ha un gran difesa, Dembelè in avanti e poi gli innesti di Arthur, Lenglet e Malcom. Con Ronaldo, la Juve non è lontana e comunque davanti al Real, senza il 5 volte pallone d’oro e Zidane ma con il portiere Courtois, Odriozola e un totale di 150 milioni comunque spesi sul mercato. Il Bayern è da quarti, con Goretzka al posto di Vidal e Robben e Muller in ribasso. Il Psg insegue la prima semifinale dell’èra sceicchi, spera nell’esplosione di Neymar e Mbappè. Fra le outsider c’è il Tottenham, che non ha acquistato nessuno, poi il Napoli e la Roma e il Manchester United. L’Inter per ora è dietro, a livello di Borussia Dortmund e Monaco. La Lokomotiv Mosca è invece la testa di serie più debole.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”