Il Corriere della Sera. Nel ’96, Zola lascia il Parma per il Chelsea: Ancelotti non ama i trequartisti, come Sacchi, nel 4-4-2. Il fantasista affida il suo articolo a Zagnoli, dopo la conferenza stampa di addio all’Italia.

zola

Gianfranco Zola

La mia esclusiva più importante, a 25 anni. Era il 1996, Gianfranco Zola lasciava il Parma per il Chelsea. Raccolsi il suo articolo per Corriere della Sera, ma non aggiunsi la dicitura testo raccolto da Vanni Zagnoli. Me ne sono sempre pentito.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml <http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml>

– LETTERA D’ ADDIO, di Gianfranco Zola, testo raccolto da Vanni Zagnoli.

– – – – – – – – – – – – – Me ne vado in Inghilterra, al Chelsea, parto lunedi’ . Ho sperato fino all’ ultimo di restare in Italia, ma poi ho capito che questa soluzione era ideale per tutti. Chiunque restasse fuori squadra, infatti, tra me, Crespo e Chiesa, avrebbe avuto da ridire. E allora ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Imparero’ una lingua, l’ inglese, finalmente. Con le audiocassette restavo sempre a meta’ . Faro’ un’ esperienza importante, sul piano umano e culturale. A Parma sono stato bene, tre anni ricchissimi, ma questo mondo del calcio e’ fatto cosi’ .

Mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante botte morali ho preso. Ricordo con piacere il giorno dell’ esordio in serie A, mentre la delusione piu’ cocente e’ stata il rigore sbagliato in Inghilterra, contro la Germania. Ora, comunque, stavo iniziando a dimenticarlo. Questo calcio sta cambiando, agli uomini concede sempre di meno, eppure i giocatori di qualita’ serviranno anche in futuro. Non dite che noi trequartisti siamo una razza in via d’ estinzione. A trent’ anni ho ancora tanto da dare. Per emergere ho sempre perseguito le mie idee, in maniera quasi maniacale. E anche stavolta e’ stato cosi’ .

Giocare all’ ala non mi entusiasma. Sono convinto di essere piu’ utile, di esprimermi al meglio in altre zone del campo. Ancora una volta ho voluto mantenere fede ai miei principi. Me ne vado senza rancori, nei confronti di nessuno, e voglio ringraziare soprattutto i tifosi per i tre anni che ho trascorso in Emilia. Confesso di non amare molto i cambiamenti, soprattutto quando mi trovo bene, e allora sarei rimasto volentieri a Parma. Spero tuttavia che l’ Inghilterra mi regali le stesse emozioni della mia prima emigrazione, dalla Sardegna a Napoli. A Parma ritornero’ a fine mese, il 27, per disputare un’ amichevole con il Chelsea.

Sembrera’ strano, ma garantisco che in queste settimane non ho ricevuto una sola offerta, da parte di una squadra di serie A italiana. Tifosi e giornalisti mi imputano di non essermi saputo imporre, nei confronti della societa’ . Forse avrei dovuto chiedere che venisse acquistato un attaccante di mio gradimento, perche’ io sono Zola e ho diritto a scegliere il partner. Ma io penso che nella vita ciascuno debba fare il proprio mestiere, cosi’ alla fine siamo tutti contenti.

 

Il Gazzettino. Chelsea-Juventus 4-0. Ahian chapee la bala. Dybala, invece, doveva essere titolare. L’autunno del calcio italiano

(sport.sky.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/dura_giusto_25_lo_0_0_della_juve_sul_campo_della_squadra_campione_d_europa_aveva-6341852.html

Dura giusto 25’ lo 0-0 della Juve sul campo della squadra campione d’Europa. Aveva battuto il Chelsea a Torino, risoluzione di Chiesa, per un quarto di gara si era illusa di avere speranze di vincere la Champions, per la proprietà transitiva, invece…  Abbiamo sperato che restasse inviolata, come all’Olimpico con la Lazio, invece ne beccherà tre in mezzora, da una squadra tosta, non così prolifica, e pure un quarto. A San Pietroburgo al Chelsea basterà eguagliare il risultato della Juve per essere primo, senza preoccuparsi della differenza reti, mentre i bianconeri ospiteranno il Malmoe. 

E’ di nuovo autunno, per il calcio italiano, dopo l’Europeo dei doppi rigori premianti. I blues sono primi, Massimiliano Allegri secondo, serviva il 3-2, per avere le migliori chances nell’ultimo turno, il sorteggio degli ottavi sarà problematico, in grande partita fuori casa la fase difensiva funziona poco e in avanti si costruisce ancor meno. Ad Alvaro Morata arrivano fischi, ingenerosi, giocò un biennio a Londra, è un discreto attaccante, certo inferiore a Cristiano Ronaldo, a 29 anni non dovrebbe essere titolare in una squadra che dal ’96 punta alla terza Champions league. Due sono anche le coppe ex dei Campioni nella bacheca del presidente Roman Abramovich, in entrambe non era per nulla favorito, nella prima venne portato ai supplementari dal Napoli di Walter Mazzarri, oggi ultimo in serie A con il Cagliari. “Ho fatto una pazzia, a venire in Sardegna”, ci risponde l’ex allenatore anche dell’Inter. 

Nessuna pazzia, invece, fanno i bianconeri, concentrati ma poi imperfetti, nell’opposizione. Da trequartista, Allegri meritava un’altra carriera, rispetto alle mirabilie di Pescara, da allenatore trascura lo spettacolo. Boniperti è scomparso, teorizzava “l’unica cosa che conta è vincere”, questo 3-0 leva il primato. Con lo Zenit nel girone, c’era il rischio di fare come con Antonio Conte, uscito per tre volte nella fase a gruppi, una con la Juve e due all’Inter.

La formazione di Tuchel è armonica, centrale, negli attacchi, sospinta anche da Rudiger, fra i tanti romanisti venduti da Pallotta, come ha evidenziato Mourinho, ex del Chelsea, come Conte, e in fondo anche Allegri piaceva, alla patrona Marina Granovskaia, ad dal 2014. Anche Cuadrado è stato lassù e prova a difendere. Neanche senza Lukaku, infortunato, Bonucci trascorre una serata tranquilla. Szczesny è sollecitato dal destro da fuori di James, si piega sul destro frontale di Chalobah, c’era peraltro il fallo di mano di Rudiger: siamo ai limiti, il tocco si può anche non punire, al pari della spinta di Jorginho su Bonucci. 

Locatelli replica subito, scucchiaia per Alvaro Morata, il pallonetto non è abbastanza forte da evitare il salvataggio di Thiago Silva, 37 anni, il difensore forse più longevo della storia, se rapportiamo il rendimento e l’età, assieme a Paolo Maldini. 

James insiste, a destra, stop e calcio, il portiere polacco della Juve conferma di essere più forte di Buffon, professionista da 26 anni, tornato nel Parma dove debuttò nel ’95, a fine novembre.

La Juve traccheggia e perde palla, Rabiot non brilla, resta il punto debole e neanche l’infortunio di Kantè alleggerisce la pressione britannica. Jorginho era un trequartista, nel Chelsea è capitano e difensivo, al limite ruba palla a McKennie senza fallo. 

E’ alto il baricentro inglese anche nella ripresa, Ziyech sbaglia la rifinitura, il raddoppio arriva comunque: al 10’, Alex Sandro è fuori posizione, sul cross da sinistra spizzato, in area, e il destro di James è imparabile. La terza marcatura è umiliante, per Allegri, molti tecnici non farebbero peggio di lui, oggi, non solo Gasperini. Una bella azione, con i bianconeri inermi, di fronte a 6 passaggi precisi e al destro di Hudson-Odoi. L’unico sussulto è un tiro di McKennie alzato da Mendy. E Ziyech si fa parare il poker e poi lo propizia. Umiliazione rara, per la Juve.

Vanni Zagnoli

Chelsea-Juventus 4-0

Chelsea (3-4-3): Mendy 6; Chalobah 7, Thiago Silva 7, Rudiger 7; James 7,5, Kante 6 (37’ pt Loftus-Cheek 7), Jorginho 6,5 (31′ st Saul Niguez 6), Chilwell 6,5 (26′ st Azpilicueta 7); Ziyech 7,5, Pulisic 6 (26′ st Werner 6), Hudson-Odoi 7 (31′ st Mount 6). All. Tuchel 8. A disp. Kepa, Bettinelli, Alonso, Christensen, Lukaku, Barkley, Sarr.

Juventus (4-4-2): Szczesny 6,5; Cuadrado 6 (35′ st De Winter 5), Bonucci 5,5, De Ligt 5, Alex Sandro 4,5; McKennie 5,5, Locatelli 6 (22′ st Arthur 5,5), Bentancur 5 (14′ st Dybala 5), Rabiot 5; Chiesa 5 (35′ st Kulusevski sv), Morata 5,5 (22′ st Kean 4,5). All. Allegri 4,5. A disp. Pinsoglio, Perin, Rugani.

Arbitro: Jovanović (Serbia) 6,5

GOL: 25′ Chalobah, st 10′ James, 13′ Hudson-Odoi, 50’ Werner.

Note: ammoniti Cuadrado. 40mila spettatori. Angoli 12-3.

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Tre inglesi ai quarti: 2-0 del Chelsea all’Atletico Madrid, gol di Ziyech ed Emerson

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/tre_squadre_inglesi_ai_quarti_2_0_chelsea_atletico_madrid_gol_di_ziyech_ed_emerson-5838043.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/tre_squadre_inglesi_ai_quarti_2_0_chelsea_atletico_madrid_gol_di_ziyech_ed_emerson-5838048.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/tre_squadre_inglesi_ai_quarti_2_0_chelsea_atletico_madrid_gol_di_ziyech_ed_emerson-5838043.html

di Vanni Zagnoli

Passa il Chelsea, 1-0 all’andata (a Bucarest) e successo anche al ritorno, 2-0 sull’Atletico Madrid, davvero insidioso solo nel finale. Festeggia Thomas Tuchel, che aveva qualificato il Psg agli ottavi e adesso passa il turno con i blues, nella stessa stagione. Veniva dalla storica finale con i francesi, difficilmente Pochettino farà meglio, nonostante abbia eliminato il Barcellona. Il tecnico tedesco era arrivato ai quarti anche con il Borussia Dortmund, migliora il Chelsea, che la scorsa stagione arrivò quarto con l’ex bandiera Lampard e in questa stava faticando.

Gli inglesi attaccano con giudizio, l’Atletico aspetta, come sempre, rischia quando Werner riceve in area e si gira con il sinistro, Savic devia in angolo, stranamente Orsato da Schio non lo concede. I blues sono attenti, chiudono gli spazi su Joao Felix. Rudiger rischia il rigore con una spallata vigorosa a Suarez, un arbitro più fiscale e impulsivo avrebbe persino potuto fischiare. In genere due mezzi rigori ne fanno uno, la mano di Azpilicueta trattiene Carrasco di quel tanto sufficiente a evitare il rigore ma da sbilanciare l’attaccante dei colchoneros, a Orsato non serve il Var. 

L’Atletico alza il pressing, il Chelsea costruisce dal basso con un pizzico di apprensione. La squadra di Tuchel ha un po’ il cinismo dell’Atletico, abbassa il ritmo, cerca di azzerare le palle sporche concesse. A tratti sembra l’Atletico, colpisce al momento giusto. Kantè allunga palla di testa al limite dell’area, Havertz vola sulla sinistra e lancia Werner, traversone, il destro di Ziyech è imperfetto, Oblak è forse il miglior portiere al mondo, stavolta si fa infilzare da una traiettoria prendibile. 

Anche sulla fascia destra i blues si incuneano con James, la velocità di crociera aumenta, arrivano altre due occasioni. L’argine di Kantè davanti all’area britannica è eccellente, i biancorossi si fanno vivi con il cross di Llorente e con il destro da fuori di Joao Felix. James e Havertz hanno una bella intesa, sulla destra (arriva anche un tiro di Kovacic) e non a caso esce Renan Lodi, all’intervallo, in difficoltà di là.

Si riparte, con gli affondi del Chelsea a destra, Ziyech lancia Werner, il destro è pronto, Oblak respinge. Passa il tempo, l’Atletico avrebbe bisogno di due gol, non è mai davvero pericoloso e teoricamente è strano, dal momento che è la capolista della Liga. Lo è meno considerata l’attitudine difensiva, la difficoltà a imporre il proprio gioco. Pressa, contrasta, paga con l’ammonizione a Saul, continua a soffrire Havertz, 21enne tedesco, si capisce perchè sia stato pagato 90 milioni al Bayer Leverkusen, più 25 di bonus. Anche Ziyech ha talento, l’ex Ajax di sinistro fa volare Oblak.

Esce Suarez, che in trasferta in Champions non segna dal settembre 2015, segnò con il Barcellona all’Olimpico, con la Roma. Gimènez rischia l’espulsione, con un intervento su Havertz, preso con la gamba di richiamo. Sono spettacolari anche le volate di Werner, a sinistra. Si resta lì, aspettando un lampo dell’Atletico, arriva l’errore di Hermoso, non sfruttato da Havertz. Finalmente arriva una parata di Mendy, sul tirocross di Joao Felix. Che si ripete, da fuori, la deviazione di Azpilicueta è insidiosa. 

Ammonito, Savic azzarda una gomitatina su angolo, al petto di Rudiger, Orsato vede ed espelle l’ex viola: “Fuori, fuori”, gli urla. L’Atletico chiude in 3-4-2, sempre a contenere James e un contropiede di Hudson-Odoj. Llorente raggiunge il fondo, i blues si salvano: in tribuna c’è Thiago Silva a seguire con attenzione ogni azione. L’ultimo pericolo è sul destro potente di Joao Felix, Mendy si oppone. Appena entrato, Emerson Palmieri trasforma la controfuga nel recupero, su palla recuperata da Kantè. 

Chelsea da 7, nelle due gare, Atletico Madrid da 5,5, a essere abbondanti. La quarta della Premier quasi domina la prima della Liga. Ai quarti arrivano tre inglesi (sono passate anche Manchester City e Liverpool) e due tedesche (Borussia Dortmund e Bayern Monaco), la francese Psg e la portoghese Porto. Solo una spagnola, il Real Madrid. I maestri inglesi sono ritornati tali, almeno in Champions, e la squadra del patron Abramovic potenzialmente vale la finale. Ne perse una ai rigori nel 2007-08, contro il Manchester United, e la vinse, sempre dal dischetto, nel 2011-12, contro il Bayern Monaco. Quella volta era allenato dall’ex laziale Roberto Di Matteo, non era più forte di adesso.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Senza gol Chelsea-Manchester United. Cadono in casa Leicester e Bayer Leverkusen, come in Europa

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/senza_gol_chelsea_manchester_united_cadono_casa_leicester_bayer_leverkusen_europa-5797136.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/senza_gol_chelsea_manchester_united_cadono_casa_leicester_bayer_leverkusen_europa-5797145.html

di Vanni Zagnoli

Zero a zero nella sfida tra Chelsea e Manchester United. Prevalenza dei blues, galvanizzati dal successo esterno in Champions, con l’Atletico Madrid, ma i Red Devils resistono e anzi sono più insidiosi. Prevalenza iniziale dei londinesi, la prima occasione tuttavia è per la squadra di Solskjaer, la punizione di Rashford è respinta da Mendy. Un tocco di mano di Hudson-Odoi non è punito neppure dal Var e lo stesso attaccante ghanese è pericoloso per il Chelsea. Lo United colleziona opportunità nella ripresa, con Greenwood, McTominay e Fred. Poi due opportunità per la squadra di Tuchel, conclusione di Kovacic, parata, e chiusura di Lindelof su Werner. Il Manchester è secondo a 12 punti dal vertice, il Chelsea quinto.

Altra sconfitta interna per il Leicester, come in Europa, da 1-0 a 3-1, con l’Arsenal, che aveva già recuperato con il Benfica. Foxes avanti con Tielemans al 6′, replica David Luiz al 39′, poi Lacazette su rigore e Pepe a inizio ripresa.

In classifica, l’Arsenal sale al nono posto, a -8 dalla zona Champions. Leicester sempre terzo con 49 punti, 

E’ 0-0 tra Crystal Palace e Fulham, in uno dei tanti derby londinesi. La squadra di Scott Parker a 5 la striscia di risultati utili, restando terzultimo. Il Fulham ha avuto le occasioni migliori, il portiere Vicente Guaita salva su Josh Maja. Resta tredicesimo ma senza tiri in porta il Palace di Roy Hodgson, l’ex tecnico dell’Inter, classe 1947.

Dopo due sconfitte, riparte il Tottenham di Josè Mourinho, 4-0 al Burnley, con doppietta di Gareth Bale e reti di Kane e Lucas Moura. In serata, in Premier, il Liverpool torna alla vittoria dopo 4 sconfitte, 2-0 sullo Sheffield United, sempre ultimo con 11 punti. Al 48’ segna Curtis Jones, abile a sfruttare una corta respinta dell’ex Everton Jagielkam poi l’autogol di Kean Bryan, che devia in maniera goffa un tiro di Mané. I reds ora sono a un punto dal Chelsea, quinto.

Nella Liga, l’Atletico respinge a -5 il Barcellona, in campo domani, e consolida la vetta della Liga, con ancora una partita da recuperare. Due a zero sul campo del Villarreal: autogol di Alfonso Pedraza, dopo un colpo di testa di Savic, parato, al 25’; il destro al volo di Joao Felix a metà ripresa. Nel finale gran parata di Oblak, a impedire il rientro del sottomarino giallo. Il Betis passa a Cadice per 1-0, è sesto. Ottava posizione conquistata invece dal Granada, dopo il 2-1 interno contro l’Elche.

In Bundesliga, 1-1 tra Union Berlino e Hoffenheim, 0-1 tra Mainz e Ausburg e altra sconfitta del Bayer Leverkusen, eliminato in Europa league e battuto in casa dal Friburgo, 1-2.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Rovesciata Giroud, colpo del Chelsea: 1-0 a Madrid con l’Atletico

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/atletico_madrid_chelsea_diretta_live_risultato_formazioni_champions_league_giroud_suarez-5786003.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/atletico_madrid_chelsea_0_1_giroud_risultato_finale-5786362.html

di Vanni Zagnoli

D’attesa, come tante gare uno di coppa. Con il Chelsea a manovrare, nonostante sia fuori casa, e con l’Atletico Madrid più in difesa del solito. Strano perchè è in testa alla Liga, mentre i londinesi sono solo quinti, eppure l’attitudine delle squadre è diversa rispetto al teorico pronostico. Vincono gli inglesi e forse neanche loro ci credevano perchè generalmente i colchoneros sono tostissimi.

Si gioca a Bucarest, manovra tanto la formazione di Tuchel, anche a discreto ritmo ma all’infinito, senza creare grandi occasioni. Christensen alto, replica Suarez, scappa a destra per Lemar che non arriva. Oblak non ha problemi su un esterno sinistro di Marcos Alonso, il mancino preferito da Antonio Conte.

Lemar sbaglia l’assist per Suarez. Timo Werner per gli inglesi è il più attivo, non sorprende il portiere sloveno. Secondo tempo sulla stessa lunghezza d’onda, Mount per il Chelsea, replica Werner. Suarez conclude, Christensen si oppone. Si vede finalmente Joao Felix. Il ritmo scende, nessuno vuole prendere gol.

Si traccheggia tanto, i passaggi dei britannici sono il triplo, spesso però orizzontali. Resta sempre un pizzico di delusione quando i biancorossi sono così passivi, il cholismo è vincente da un decennio, con questa tattica. 

Arriva la rete di Giroud, a metà frazione, l’arbitro Brych annulla subito, la posizione sembra nettamente irregolare eppure passano i minuti, almeno 3, la rovesciata del francese è splendida, certo è stato considerato il retropassaggio di Hermoso sul tocco di Mount. Esce Hudson-Odoi fra i blues (in maglia bianca), ha toccato molti palloni. A Stamford Bridge l’Atletico punterà a fare un gollettino per raggiungere i supplementari e magari vincere ai rigori o con un altro gol fortunoso, comunque non si getterà all’attacco in maniera scriteriata. Ha ragione il portoghese Futre, vice Pallone d’Oro quando l’Atletico vinse una coppa delle coppe, a fine anni ‘80: “Simeone ha cambiato la storia sostanzialmente perdente di questo club”. Ma anche Arrigo Sacchi: “Con tutto il potenziale anche offensivo che ha…”.

Nell’ultimo quarto di gara, per rendere l’idea, non arriva una sola occasione per i madridisti, anzi è Werner a calciare fuori da buona posizione. L’Atletico prende gol in casa da 7 gare di fila, in Liga, anche per questo Simeone era stato così difensivo. E’ mancata la garra del cholismo, il suo tremendismo. 

Piace la disciplina tattica delle contendenti, l’attenzione alle posizioni, la linea dietro del Chelsea nel finale è a 5, a tratti. Adesso la bilancia della qualificazione è in equilibrio, 70 a 30. Perchè l’Atletico anche di rimessa un gol lo può trovare. Certo senza pubblico si potrebbe davvero abolire il gol doppio in trasferta, come chiedevano tanti allenatori.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Champions league, passano Barcellona, Siviglia e Chelsea. Scatenati Haaland e Bruno Fernandes

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/passano_barcellona_siviglia_chelsea_scatenati_haaland_bruno_fernandes-5605698.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/passano_barcellona_siviglia_chelsea_scatenati_haaland_bruno_fernandes-5606936.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/passano_barcellona_siviglia_chelsea_scatenati_haaland_bruno_fernandes-5607011.html

di Vanni Zagnoli

Nel girone della Lazio, il Borussia Dortmund batte il Bruges per 3-0. La classifica: Borussia 9, Lazio 8; Bruges 4; Zenit 1.

I tedeschi avanzano al 18’ con Haaland, raddoppia Sancho su punizione. Il tris dopo un’ora, di nuovo con Haaland, 20enne e potenziale miglior cannoniere d’Europa per 15 anni.

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Nel gruppo Juve, a Kiev, il Barcellona passa sugli ucraini per 4-0. La classifica: Barcellona 12, Juventus 9; Ferencvaros e Dinamo Kiev 1.

Il Barça impiega 52’ per passare, bell’azione con quattro tocchi, rasoterra, per la rete di Dest. Il bis è quasi immediato, da corta distanza, con Braitwaite. Che poi si procura e realizza un penalty. Allo scadere timbra anche Griezmann.

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Gruppo H, Psg-Lipsia 1-0, Manchester United-Basaksehir 4-1. Classifica: Manchester 9, Psg e Lipsia 6; Basaksehir 3.

Bruno Fernandes fa doppietta, da fuori e su errore del portiere, da distanza ravvicinata: fra Novara, Udine e la Sampdoria aveva lasciato intravvedere classe, ma non di essere l’uomo più incisivo dei Red Devils. Poi Rashford si procura e trasforma un rigore. Nel finale turchi a segno con Turuk, poi la loro traversa con Visca. Nel recupero il poker, di James. 

Psg-Lipsia 1-0 Decide l’atterramento di Angel Di Maria, il rigore è trasformato da Neymar. Mbappè chiede un rigore, il match è comunque intenso, ci stava il pari.

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Girone E

A braccetto Chelsea e Siviglia volano agli ottavi. Gli inglesi vincono in Francia all’ultimo respiro, al Rennes resta la corsa per l’Europa league, con un punto è alla pari con i russi. Due a uno anche degli spagnoli, a Krasnodar. Le due squadre sono a 10 punti, si giocheranno il primo posto nello scontro diretto della settimana prossima. 

Rennes-Chelsea 1-2 

Occasione per Werner, dimenticato dalla difesa transalpina. Al 21’ vantaggio del Chelsea, di Hudson Odoi: palla recuperata da Mount sulla propria trequarti, lancio di 40 metri a mandare in porta l’anglonigeriano.

A un quarto d’ora dalla fine colpo di Guirassy sugli sviluppi di un angolo, Mendy salva la porta dei blues. Al 39’ l’azione si ripete e i francesi impattano. Prima del recupero risolve Giroud, di testa, dopo un’azione rocambolesca.

Krasnodar-Siviglia 1-2

Il vantaggio degli spagnoli al 3’, Rakitic insacca da fuori con un gran destro. Kounde si fa respingere dal portiere la palla del raddoppio, poi Lea Siliki sfiora il pari. Ripresa. Gudelj perde la palla davanti alla difesa, Cabella calcia per i russi, Kounde si immola in scivolata deviando sul palo. Il Siviglia sfiora il raddoppio con De Jong, al volo in area. Sul ribaltamento il pareggio russo, con il neoentrato Wanderson, brasiliano. A 4’ dalla fine, Diego Carlos avvicina di nuovo il vantaggio, la sua deviazione sotto porta finisce a lato. Risolve il marocchino El Haddadi, che aveva esordito nella Spagna, nel 2014. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Arsenal e Chelsea cercano la finale tutta londinese, Sarri e Piccini (Valencia) per quella italiana. L’Eintracht mancava dall’80 da una semifinale, all’epoca vinse la Uefa. Le assenze, lo sprint per la Champions fra Emery e il tecnico toscano

Cristiano Piccini (violapresses.com)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/arsenal_chelsea_cercano_la_finale_tutta_londinese_sarri_piccini_italia-4464325.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/arsenal_chelsea_cercano_la_finale_tutta_londinese_sarri_piccini_italia-4464330.html

di Vanni Zagnoli

Il calcio inglese prova a monopolizzare la finale di Europa league, se non di Champions.

Il successo dell’Ajax all’Hotspur stadium complica il progetto di poker di finaliste, è dura anche in Europa league, con sfide molto equilibrate. Si giocano domani dalle 21, Eintracht Francoforte-Chelsea (Skysport1) e Arsenal-Valencia (Skysport 253 e in chiaro su 8 dt).

Londra cerca la finale stracittadina, come Madrid nelle due di Champions vinte dal Real sull’Atletico. A Sarri manca Ru­di­ger, l’ex giallorosso operato a Ro­ma al gi­noc­chio si­ni­stro, si è infortunato domenica con il Manchester United ma aveva già accusato dolore a Liverpool. A 36 anni, il tedesco della Sierra Leone resta il migliore dei di­fen­so­ri blues, Sarri si accontenterebbe del pari in Germania, per poi vincere il ritorno. Neanche Wil­lian sta be­nis­simo e senza Hud­son-Odoi ope­ra­to al ten­di­ne d’Achil­le il Chelsea ha penuria di esterni. A Francoforte do­vreb­be par­ti­re ti­to­la­re Pe­dro, in at­tac­co il fa­vo­ri­to è Gi­roud, 10 gol in Eu­ro­pa.

Sul fiume Meno, l’appuntamento è con la storia, perchè l’ultima semifinale europea era dell’80, per l’Eintracht, che allora se l’aggiudicò. La scorsa stagione, invece, vinse la coppa di Germania. Le aquile hanno vinto solo una delle ultime cinque partite, coppe comprese, sono prive di Sébastian Haller e Ante Rebić, i due attaccanti migliori. Adi Hütter dovrebbe schierare questo 3-4-1-2: Trapp; Abraham, Hasebe, Hinteregger; Da Costa, Rode, Fernandes, Kostić; Gaćinović; Jović, Paciência. Mancano anche Stendera e Tawatha.

Per il Chelsea questo 4-3-3: Arrizabalaga; Azpilicueta, Christensen, David Luiz, Emerson Palmieri; Jorginho, Kanté, Loftus-Cheek; Pedro, Giroud, Hazard.

“Dobbiamo avere il massimo rispetto per l’Eintracht – spiega Maurizio Sarri, alla prima semifinale europea della carriera, a 60 anni -, andare in finale sarà durissima. Loro sono una squadra molto dinamica, forte in casa ma anche in trasferta”. Problemi anche per Chaill, che non si è allenato. “Ma spero recuperi per il ritorno”. Un occhio anche al campionato: “Dobbiamo assolutamente andare in Champions, ma arrivare quarti in Premier non è cosa facile…”

Lo sa bene l’Arsenal, reduce da tre sconfitte in campionato, anche per questo Unai Emery punta sulla coppa. Mancano De­nis Sua­rez e Ram­sey, che poi verrà alla Juve, Hol­ding e l’esterno destro Bel­le­rin, recupera Mon­real. Si punta su Aubameyang, peraltro in dubbio, come Ozil, e Lacazette, già primattori nel 3-0 complessivo al Napoli. 

La probabile formazione dei gunners (3-5-2): Leno; Papastathopoulos, Koscielny, Monreal; Maitland-Niles, Xhaka, Torreira, Iwobi, Kolasinač; Aubameyang, Lacazette.

Dice Emery: “Abbiamo grande ambizione e motivazione in questa competizione. All’inizio della stagione sapevamo che sarebbe stato molto difficile finire tra i primi quattro in Premier”. E’ quinto, a due punti dal Chelsea.

Valencia senza Cheryshev (problemi a un ginocchio), Coquelin e l’ex interista Kondogbia, dolorante a una coscia. Il 4-4-2 sarà con: Neto; Piccini, Roncaglia, Garay Gabriel, Gayà; Guedes, Parejo, Wass, Soler; Rodrigo, Mina.

Uno dei duelli chiave potrebbe essere fra Ainsley Maitland-Niles e Gonçalo Guedes, l’esterno britannico dovrà fare attenzione, sulla destra degli spagnoli c’è l’azzurro Piccini.

Le parole di Marcelino, allenatore degli spagnoli, vincitori di coppa Uefa e supercoppa europea, nel 2005. “Non dobbiamo commettere errori, siamo contro una grande squadra, una potenza e sul loro campo. Hanno profondità, talento e velocità, sono molto veloci nella transizione. Evitiamo di perdere palla nella nostra metà campo”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Champions league femminile. Fiorentina battuta dal Chelsea ma la qualificazione è ancora possibile

Stephanie Ohrstrom (bloogger.it)

(v.zag.) Resta possibile la storica qualificazione della Fiorentina ai quarti di Champions league. A Londra, le viola hanno perso solo per 1-0 (rigore del Chelsea al 9’, di Carney), grazie alle 5 parate di Stéphanie Öhrström. Il ritorno mercoledì 31.

Il Gazzettino, l’International Champions cup: Juve-Benfica e Inter-Chelsea. Arriva Vrsaljko, probabile anche Vidal. Spalletti: «Due uomini in ogni ruolo»

Sime Vrsaljko è nel mirino dell’Inter (goal.com)

Il mercato si inframmezza all’International Champions cup. Stasera la Juve affronta il Benfica, dalle 19 (Sky 208), mentre l’Inter dalle 20 fronteggia il Chelsea (Skysport1), a Nizza.

Luciano Spalletti vuole una rosa più completa, per reggere il triplo impegno. «Serve coprire ruoli con pedine doppie – spiega all’uscita dalla cena in ristorante, a Milano, dopo un summit di mercato -. Abbiamo ancora bisogno di qualcosa». Ovvero di Sime Vrsaljko e Arturo Vidal. Per il terzino dell’Atletico Madrid, il ds Piero Ausilio offre 7-8 milioni, con diritto di riscatto a 18, mentre gli spagnoli ne vorrebbero 30, in tutto. Probabile si chiuda con questa formula ma a quota 22, per il riscatto. 

Dal Bayern Monaco dovrebbe arrivare Vidal, l’alternativa è Barella, del Cagliari, bravo ma meno esperto. Il contratto del cileno scadrà fra un anno, i tedeschi non lo cedono in prestito. Serve trovare un acquirente per Joao Mario, mentre Vecino piace al Chelsea e se fossero offerti almeno 30 milioni Spalletti darebbe l’ok alla cessione.

Marina Granovskaia, braccio destro del presidente Abramovich, è stata l’altra sera a Milano, alloggiava in un albergo a cinque stelle in centro, ha incontrato il ds della Juve Fabio Paratici e poi è rientrata a Nizza. 

Il tweet di Spalletti si congratula con i britannici: «Nel prendere un bravo allenatore come Sarri, ha di fatto potenziato l’idea di calcio portata da Guardiola al Manchester City. Avrò un motivo in più per la seguire la Premier League». 

E Roberto Gagliardini auspica: «Vogliamo dimostrare di poter competere con squadre di caratura internazionale».

In campo si rivedranno Politano e Karamoh, che con Lautaro Martinez dovrebbero comporre il trio offensivo dietro Icardi, nel 4-2-3-1. Mancano Borja Valero e Nainggolan, per problemi muscolari, l’ex romanista dovrebbe tornare contro l’Atletico Madrid, l’11 agosto.

La Juve resta negli Usa, dopo il 2-0 al Bayern Monaco affronta il Benfica, che ha battuto ai rigori il Borussia Dortmund. Si gioca alla Red Bull Arena di Harrison, nel New Jersey, mancano 10 nazionali stranieri della Juve e il goleador della prima partita del torneo, Favilli, resta promesso al Genoa.

Il modulo di partenza sarà nuovamente il 4-3-3, con Perin in porta, Cancelo a destra, Barzagli e Caldara in mezzo, Alex Sandro a sinistra. A centrocampo Pjanic, Marchisio ed Emre Can, poi magari spazio ai primavera Fernandes e Pereira. In avanti, Bernardeschi. Rui Vitoria è il tecnico lusitano, i punti di forza sono Grimaldo a destra, Salvio e Zivkovic in avanti.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

(Ziz)zagando. Cristiano Ronaldo, ma l’Italia se lo può permettere? L’Inghilterra solita incompiuta. Bella edizione dei mondiali, stadi pieni, nessuna protesta, var promosso. Moto, Dani Pedrosa lascia. Basket, il quadro delle italiane in Europa

Con Gustav Thoeni

(v.zagn) 1) Perchè le altre non hanno preso Cristiano Ronaldo? Se il Napoli avesse vinto lo scudetto, con Ancelotti l’avrebbe preso. La Champions è l’obiettivo, lo scudetto si può perdere, dalla Juve. Dal Cin che portò Zico e Futre. Marotta, Paratici e Agnelli, affari spendendo tanto. La Juve è davvero come il Bayern e il Psg, troppo più potente.

2) L’Inghilerra solita incompiuta.

3) Ma l’Italia si può permettere Cristiano Ronaldo? Perchè la ricca Germania non compra tutti i migliori stranieri, del calcio?
L’estro della Croazia e le nazionali più estrose della storia. La scuola danubiano-carpatica: l’Ungheria due volte vicecampione del mondo, la Jugoslavia vice d’Europa 50 anni fa, gli slavi nella storia dello sport: basket, volley. Quel lembo d’Europa di classe, che mai ospitava eventi, escluso il nuoto in Ungheria.
I grandi croati nella storia: Tony Kukoc, i fratelli Petrovic, la pallanuoto. Sarebbe il mondiale dell’ex Jugoslavia, ma anche di Austria, Ungheria, Bulgaria, Romania, Moldavia, Grecia, magari di qualche paese dell’ex Urss. Le distanze da nordest della Croazia, gli italiani che vanno là in vacanza e viceversa.

4) Indugiare sulle persone in tv, io lo faccio su vannizagnoli.it ed è un problema. Diretta tv, si cercano belle, bambini, immagini curiose, quando io eventualmente tento di farlo negli impianti sportifvi per me non basta il diritto di cronaca. Anche fuori, nella vita, il bimbo in tv non ha problemi di minore, il bimbo nella vita, anche in positivo, serve il permesso dei genitori. Un collega di ufficio stampa giovanile fa decine di video con bimbi fra i 13 e i 17 anni.

5) Bella edizione dei mondiali, stadi pieni, a dispetto per esempio di Italia 1990, nessuna protesta, var promosso, arbitri tranquilli, spettacolo da 7, emozioni anche. Insomma un buon mondiale.

6) Zola al Chelsea, Sarri con un mito, allenatore però modesto, si è visto al Cagliari. Tutti i senza contratto, che si alleneranno con l’Aic, con tanti volti noti, di serie B e C.

7) Caracciolo in serie C a salò, a 37 anni. Non si ferma, non sarà più bandiera del Brescia, Cellino l’ha indotto a scendere di categoria.

8) Moto, Dani Pedrosa lascia presto, è un ’85, mi pare, l’età di Cristiano Ronaldo.

9) Basket, il quadro delle italiane in Europa. Torna la Virtus Bologna, con wild card, neanche ai playoff, manca Reggio, semifinalista di Eurocup, la seconda coppa. C’è Cantù, che rischiava di fallire.