Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Volley, ai mondiali l’Italia strapazza anche la Cina: sabato l’ottavo con Cuba

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https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_italia_cina_risultato_ottavi_finale_mondiale-6900755.html

di Vanni Zagnoli

Facile anche contro la Cina. Ai mondiali di volley, l’Italia vince ancora 3-0 e resta a Lubiana, diventa la 3^ del tabellone e affronterà Cuba, anzichè l’Argentina che la eliminò dall’olimpiade, un anno fa, con il ct Marcelo Mendez, dai nonni italiani. Da quel quarto di finale, gli azzurri hanno cambiato molto, mentre i sudamericani passano per terzi del suo girone, nonostante abbiano il miglior palleggiatore al mondo, De Cecco, capace di battere anche la depressione.

Volley, Italia supera la Turchia 3 a 0: crescono le speranze di podio

“Seguo con interesse proprio Cuba – dice due giorni fa il ct Ferdinando De Giorgi -, squadra giovane e sorprendente. Senza tanti campioni che hanno preso passaporti esteri, sarebbero sempre rimasti al top”.

Tantopiù con il miglior giocatore al mondo, Simon, in assoluto, degli ultimi anni, centrale che incide quanto un attaccante.

Con la Cina, l’Italia passeggia, già sul 22-13 sorridono Anzani e Lavia. Al maschile il paese asiatico vanta al massimo il 5° posto a Pechino 2008, non ha la tradizione del femminile e così i nostri giocano rilassati, chiudendo con il lungolinea di Michieletto. Ricezione quasi perfetta, per la verità anche per i rossi, è la loro specialità, la differenza è tanto in attacco, con la solita bella distribuzione di Giannelli, il capitano regista.

In tribuna esulta la famiglia Anzani, il papà barbiere riprende il figlio dalla tribuna, esulta per il suo muro, è l’unico trentenne della compagnia, con l’uscita di Zaytsev. Più appartati i genitori di Yuri Romanò, si gustano ogni azione del figlio opposto, 25 anni, la madre era schiacciatrice, arrivò sino in serie C. Più su c’è Gloria, australiana, la madre di Leandro Mosca, che ha perso il padre a 15 anni. “Per un anno – racconta la signora, ex insegnante a Osimo – si chiuse in se stesso, andava male a scuola finchè ebbi l’idea di iscriverlo alla pallavolo”.

Storie belle, anche facili, da identificare anche perchè gli spettatori sono poche centinaia, nel primo anello, in pole position amatori arrivati da Pieris, il paese di Fabio Capello, in provincia di Gorizia.

Sull’11-2 del secondo parziale, Lavia sbaglia una schiacciata, si rifà prontamente in pallonetto spinto. Ci si allena a tenere alto il livello di gioco, con soluzioni lineari, al centro, con Galassi in particolare. Quando Balaso non riesce a respingere una schiacciata molto potente, è quasi un’eccezione, in un match amichevole, in cui la Cina chiude ultima nel girone. Il 25-10 esprime la differenza di livello.

L’Italia è padrona del suo destino, avesse lasciato un set sarebbe finita a Gliwice, in Slesia, Polonia, con la prospettiva di affrontare nell’ipotetico quarto il Brasile, non più imbattibile, e che dovrebbe superare l’Iran. “Fare calcoli è da deboli”, aggiunge De Giorgi.

Neanche sull’8-2 del terzo parziale il ct dà spazio alle riserve, è strano, ha scelto di lasciare in panchina solo Russo, fra i titolari. “E’ diverso rispetto al calcio, il dispendio fisico può essere inferiore, mi interessava collaudare ulteriormente la squadra”.

I cinesi hanno uno sprazzo sul 12-10 ma è un attimo, entra Pinali al posto di Romanò, sua alternativa e compagno di stanza, per mettere il punto esclamativo alla serata. 

Se passerà ai quarti, l’Italia avrà probabilmente la Francia di Andrea Giani, che a Bologna l’ha esclusa fragorosamente in semifinale, di Nations league, e che ora avrà il Giappone.

Numero 7 del seeding, si dice nel tennis, è l’Olanda di Roberto Piazza, parmigiano del sasso. “Come Stefano Pioli – racconta -, ci siamo visti una volta, quando lui era già Pioli”. Affronterà l’Ucraina, ripescata in base al ranking, al posto della Russia, esclusa per la guerra.

Passa per ultima la Tunisia di Antonio Giacobbe, 75enne livornese, il ct più vecchio del mondiale, ora che Silvano Prandi non è più con la Bulgaria. “Sono gli emblemi della nostra professione, la dimostrazione che possiamo allenare sino a tarda età”, chiosa De Giorgi.

L’Italia dovrebbe giocare sabato, probabilmente sempre alle 21,15, con dirette su Rai2 e Sky, la Slovenia affronterà la Germania alle 17,30. Anche i quarti saranno a Lubiana, le semifinali a Katowice, Polonia. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Pellè al Parma 9 anni dopo: «La Cina mi ha cambiato la vita. L’allenatore Magath sembrava Zeman»

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

Nove anni dopo il passaggio alla Sampdoria, Graziano Pellè ritorna a Parma. Da allora è stato in Olanda, al Feyenoord, in Inghilterra, al Southampton, e 4 anni in Cina, dove si è aggiudicato la coppa nazionale, con lo Shandong Luneng. Soprattutto, con Antonio Conte era stato in nazionale. Sbagliò uno dei rigori del quarto di finale agli Europei del 2016, contro la Germania, gli altri errori furono di Zaza, Bonucci e Darmian, altro ex del Parma. Le ultime presenze furono con Ventura, l’amichevole persa con la Francia e le gare di qualificazione ai mondiali con Israele e Spagna. Pellè si è fermato a 9 gol in 20 gare, una buona media realizzativa. Ritorna in Italia a 35 anni.

Graziano, quando sarà pronto per giocare?

“La stagione in Cina è terminata a fine anno, ho lavorato per essere in condizione. Devo entrare e dare una mano la mano al momento giusto. Decide mister D’Aversa, spero di fare bene, non ho alibi”.

In Asia ha viaggiato alla media di un gol ogni due gare.

“Cinque anni fa, la scelta di andare lì era la migliore possibile. Da professionisti, si dà il massimo ovunque. Ho raggiunto una maturità tale da rispettare un campionato al di sotto di quelli europei. Gli allenamenti sono intensi, nel primo anno ho avuto come tecnico Felix Magath, una specie di Zeman, con cui si deve correre e lavorare, curavamo tanto la parte fisica”. 

Come ha vissuto la pandemia in Cina?

“E’ partita in inverno e in quel periodo non si giocava. Eravamo in ritiro all’estero, quando tornammo la situazione era migliorata. Con il regime, c’è grande rispetto delle regole, quasi 2 miliardi di persone hanno fatto la loro parte per far passare il periodo. Abbiamo giocato in una bolla per 5 mesi, con controlli severi e quarantena. Eravamo chiusi in una struttura, non è stato facile, come del resto in tutti i campionati”.

A Parma disputò una buona mezza stagione, con Franco Colomba in panchina, e poi passò alla Sampdoria, in serie B.

“Trovai l’equilibrio giusto subito dopo l’esperienza crociata. Mi impegnavo tanto, in tandem con Giovinco feci abbastanza bene: Sebastian sfruttava le mie caratteristiche e segnava qualche gol. Ho raggiunto la maturità per capire cosa fare, il calcio deve essere curato nei dettagli, anche nell’alimentazione. Ho avuto un exploit internazionale grazie al modo di approcciare questo lavoro, sono cambiato abbastanza, più completo”.

Avverte meno la pressione?

“A me la pressione piace, si è sotto pressione ogni domenica, è parte del lavoro, bisogna viverla in maniera positiva. Siamo in tanti, non è il singolo che farà svoltare la stagione del Parma”. 

Che serie A ritrova?

“E’ un periodo particolare in tutto il mondo, non è la situazione migliore. Il campionato era in una fase di crescita, nel 2012 stava cambiando mentalità, si investiva su strutture: è sempre affascinante, uno dei più combattuti”.

Negli ultimi anni sono tornati in tanti dall’estero, nel Parma Gervinho dalla Cina. Cosa si porta di quelle esperienze lontane?

“Cercherò di fare il massimo, spero di aggiungere qualcosa. Il calcio non è solo fisico o talento, è anche mentale, dunque la gestione dei momenti. Ho raggiunto un’apertura mentale tale da poter gestire al meglio questi sbalzi”.

Per il coronavirus, il governo cinese ha imposto alla federcalcio di fissare a 3 milioni di euro lordi il tetto massimo degli stipendi ai giocatori, ovvero a un milione e 750 mila euro netti. Pellè, perchè ha scelto Parma?

“Dall’ultima partita ho avuto una serie di chiamate per ripartire, ho aspettato un po’ per avere la scelta giusta. Il Parma mi ha mostrato più voglia di avermi, non tanto il bisogno. Ero stato qui tempo fa, lasciai metà lavoro fatto. Sono orgoglioso, mi piace dare alle persone ciò che trasmettono, penso di dover dare di più a questa piazza. A livello economico la Cina mi ha cambiato la vita, ho sempre dato il massimo per rispetto alla società che mi ha voluto”. 

La squadra di Roberto D’Aversa però è penultima, con un punto sul Crotone e a 4 dal Torino, in zona salvezza. Il resto è lontano, lo Spezia è già a 8 punti… 

“Arrivo in un momento particolare, ne ero consapevole. Ringrazio il ds Marcello Carli e la società, è una scelta che ho voluto fortemente. Siamo coscienti della posizione, non possiamo piangersi addosso, occorre reagire, il calcio cambia da un momento all’altro. Siamo in una situazione negativa, possiamo solo svoltare, cercherò di aiutare a ribaltare la situazione”. 

Il Parma viene da un punto in 10 gare, compresa la coppa Italia. Neanche l’esonero di Liverani ha arginato la crisi.

“Mister D’Aversa è testardo, ama fare le cose per bene, pretende il massimo. Dobbiamo seguirlo, ha idee. Ho avuto bravi allenatori, è un bene averne uno che spinge sul lavoro”. 

Dal Feyenoord è passato anche Joshua Zirkzee, arrivato a Parma dal Bayern. Ha 20 anni e fra i giocatori preferiti ha proprio Pellè...

“L’ho ringraziato di persona. Viveva vicino a Rotterdam, io avevo fatto abbastanza bene, in Olanda. Ha qualità e prestanza fisica, è giovane, dobbiamo cercare di migliorarlo. Deve impegnarsi, come tutti. In attacco siamo tanti e tutti bravi”.

Il transfer per Graziano Pellè è arrivato e lunedì, a Verona, potrebbe subentrare.

Fra le notazioni del ds Carli, una merita una sottolineatura. “Siamo una società perfetta – dice chi ha costruito questo Parma -, paghiamo gli stipendi senza rinviare, non c’è una cosa a cui possiamo aggrapparci per non tirarci fuori. Se non lo faremo, sarà perché non saremo stati in grado”.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino, La Gazzetta del Sud. Marcello Lippi da Viareggio alla Cina: “Tudor merita di iniziare la stagione, dopo due salvezze da subentrato. Sarri fa giocare a due tocchi, è difficile. De Ligt è il difensore più precoce della storia, Manolas è un gran colpo, per il Napoli”

Marcello Lippi sulla panchina della nazionale cinese (gazzetta.it)

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/marcello_lippi_intervista-4606124.html

Alla parola Udinese, Marcello Lippi si illumina, al telefono. E’ un assist al bacio. «Sono contento per Tudor, mio ex allievo alla Juve. Era bravo, anche da giocatore, serio, da allenatore, ha di nuovo ottenuto il massimo con i bianconeri e stavolta è stato confermato, è una bella storia».
Il ct campione del mondo del 2006 (rari i titoli iridati per l’Italia, anche negli sport vari) si aggira fra la Cina e Viareggio («Ma ho venduto la barca»), con puntate a Losanna: «Ero a supportare la candidatura olimpica di Milano e Cortina, bravo il presidente del Coni Malagò»). Si racconta volentieri, fa un’eccezione proprio per noi.
Marcello, Sarri darà spettacolo alla Juve, come a Empoli e al Napoli?
«Dopo il quinquennio con Allegri, c’era voglia di cambiare, anche filosofia. Sarri fa giocare a due tocchi, una delle cose più complicate, lui ci riesce benissimo e sono convinto che andrà molto bene. E’ andato a parlare con Cristiano Ronaldo, lo facevo anch’io, con i leader, e non per sapere la posizione preferita».
Giampaolo arriva al Milan, è un altro che diverte: non è più il tempo dei Gattuso, dell’attesa?
«In realtà vince chi entra nella testa dei giocatori, questo è il difficile. E quando parlano un’altra lingua, come me in Cina, non c’è traduttore che possa arrivare anche al cuore degli atleti, è questa la maggiore difficoltà nel lavorare così lontano».
Ma il suo Gattuso?
«Rino appartiene alla categoria di persone che qualsiasi cosa facciano la fanno bene e anche al Milan si è fatto valere, con due buone stagioni. Alla Champions è mancato pochissimo».
Conte rischia il flop, all’Inter, come l’unico capitato a lei? Si dimise dopo l’uscita al preliminare di Champions e la sconfitta a Reggio Calabria…
«Argomento così. Quando Giovanni Trapattoni arrivò in nerazzurro, un terzo di secolo fa, era un simbolo della juventinità, ma dopo una vita al Milan. Aveva vinto tutto a Torino, si afferml anche a Milano e poi in Portogallo, Austria e Germania. Antonio ha trionfato in Italia e in Inghilterra, è un grande tecnico, di sicuro una scelta azzeccata».
La Juve è ancora favorita?
«Sicuramente, però Napoli e Inter sono molto vicine. Ancelotti porta la sua impronta e arrivano innesti di qualità».
E in Champions?
«Auguro ai bianconeri di fare la strada più lunga possibile, per coronare il grande sogno, a me manca proprio la musica, l’atmosfera delle finali». 
Vinse la prima, ai rigori con l’Ajax, a Roma, ne perse tre, con il Real, il Borussia Dortmund e il Milan, ai rigori.
«Restano le emozioni, i percorsi».
E’ anche il mercato dei difensori: il 33enne uruguagio Godin all’Inter, Manolas al Napoli, De Ligt alla Juve.
«L’olandese può spostare gli equilibri. Ho allenato Ferrara e Nesta, Cannavaro e Materazzi, fronteggiato Baresi e Maldini, ma a 19 anni non erano così forti. Manolas per Ancelotti è un colpo strepitoso».
E Rabiot?
«E’ un altro bel rinforzo, dà sostanza ulteriore al centrocampo».
Lippi, chi l’ha cercata, in questi anni? Galliani quando esonerò Mihajlovic e?
«La Roma, dopo Di Francesco. Mi hanno chiesto la disponibilità, ero già stato vicino altre volte, ho ribadito che con i club ho chiuso».
Sapeva del disagio di Francesco Totti?
«Naturalmente. Ci sentiamo spesso. Voleva contare di più, contribuire alle scelte, sta facendo le sue esperienze».
Quali sentimenti per il quarto di finale raggiunto dall’Italia femminile?
«Mi ha emozionato, onestamente ha fatto il massimo, mantenendo aperta la sfida con l’Olanda sin quasi alla fine. E’ importante che cambi la cultura, che il pallone sia anche delle donne».
Come fanno Germania e Spagna ad arrivare quasi sempre in fondo, a ogni competizione?
Come si trova in Cina?
«Benissimo. E’ l’8. stagione, dapprima ho vinto scudetto, coppa e la Champions asiatica con l’Evergrande, la Juve cinese, poi il governo mi ha chiesto di allenare la nazionale».
Non si è qualificato al mondiale, con Ventura con l’Italia, e poi suggerì Fabio Cannavaro, come erede.
«E di recente mi hanno domandato di riprendere in mano la nazionale. Nel frattempo li ho convinti a investire sui giovani».
Che Mancini lancia, nell’Italia.
«E per questo va applaudito, per il coraggio. I migliori trovano spazio anche in serie A. Il migliore per me è Federico Chiesa, ha determinazione, forza e qualità».
Come papà Enrico, insomma, avversario della sua Juve, a Parma e alla Fiorentina e alla Lazio.
«Sono padre e figlio migliori, complessivamente, come attaccante».
Cosa non è andato, con l’under 21?
«Ha sbagliato giusto la partita con la Polonia, per il resto c’eravamo. Di Biagio ha lavorato bene, in questi 6 anni, adesso confidiamo in Paolo Nicolato, eccellente con le under 20». 
E l’Udinese, allora?
«Da un quarto di secolo è in serie A, consecutivamente, un bel record, per una provinciale. Complimenti alla famiglia Pozzo, anche per la scelta di Tudor».
Verona risale subito in A, con l’Hellas, ma torna in B con il Chievo, che nel millennio era finito in cadetteria per una sola volta.
«Pensate che volevo portare in Cina Giaccherini, 5 anni fa, ma preferì restare in Inghilterra, al Sunderland. Preferisco non giudicare le singole squadre».
Neanche il Toro?
«Lì il presidente Cairo e Mazzarri lavorano bene, l’Europa è meritata».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, volley. La Nations league, le Final Six con le sole donne: gli uomini non vincono da 14 anni, le donne da otto. Favorite

Cristina Chirichella (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Non solo nel calcio le donne sono meglio degli uomini. Ieri è iniziata in Cina la final six della seconda edizione di Nations league, eredità della World league e, al femminile, del World grand prix. Ebbene, la nazionale di Blengini non si è qualificata, come un anno fa, mentre le ragazze puntano all’oro, 8 anni dopo la coppa del mondo sollevata con Barbolini, campione d’Europa con Novara, dopo Casalmaggiore. La generazione di Zaytsev è a zeru titoli, Mourinho dixit, ultimo alloro Euro 2005, a Roma, e viene dalla mancata semifinale mondiale, Egonu e compagne sono arrivate a due punti dall’oro iridato.
A Nanchino, ieri i 3-1 degli Usa sulla Polonia e della Turchia sulla Cina, che schiera le riserve per i troppi infortuni. Dalle 13,30 (su Eurosport2, replica alle 19 su 9 dt) le ottomane guidate dal modenese Giovanni Guidetti contro le azzurre. Davide Mazzanti è alla centesima panchina con l’Italia, fronteggia uno dei tecnici più vincenti del panorama internazionale, già superato ad Ankara per 3-2. La Vnl è propedeutica alla qualificazione olimpica, a Catania dal 2 al 4 di agosto, l’Italia dovrebbe passare a prescindere, ovvero battendo la Cina, venerdì. 
«Due anni fa – ricorda Cristina Chirichella, la capitana -, proprio a Nanchino ci aggiudicammo l’argento nel Grand Prix, per tante di noi fu il primo grande risultato in nazionale». 
Dalle 9, Brasile-Polonia, in semifinale dovrebbero passare le carioca, con le americane. Il ct Mazzanti conferma ovviamente il grupppo dell’argento mondiale, con Lia Malinov, cresciuta a Bassano, preferita a Orro, titolare a 18 anni alle olimpiadi, al centro la certezza è Anna Danesi, del Conegliano, su Chirichella, Folie e la giovane Sarah Fahr. In banda Miriam Sylla, sempre dell’Imoco, e Lucia Bosetti, pronte a subentrare la bella Sorokaite e Bosetti junior, Caterina, infortunata oltre un anno fa. Libero è Monica De Gennaro, veterana delle pantere, su Beatrice Parrocchiale. Paola Egonu punta a diventare mvp del torneo, in caso di oro italiano sarebbe quasi automatico. Sabato le semifinali incrociate, domenica alle 13,30 la finale.
Mazzanti ha tutte le migliori, per l’olimpiade potrebbe persino ripescare Piccinini, 40 anni e mezzo, se accettasse la panchina, è più difficile che richiami Valentina Diouf, scudettata in Brasile e miglior italiana al mondiale chiuso con il quarto posto di Milano, 5 anni fa. Ieri sera era a cena in Italia, preferisce non parlare di nazionale, paga l’esplosione di Egonu, ghanese di Cittadella. Ora tutto il movimento, maschile e femminile, ha voglia di sollevare un trofeo, aspettando la prima medaglia olimpica in gonnella e l’oro degli uomini.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Giornale, mondiali di calcio femminile. È l’Italia delle meraviglie. Il sogno mondiale continua. La Cina è inferiore, gli ottavi sono facili. Otto società di serie A su 12 hanno la squadra anche al maschile, ex professionisti di vaglia allenano le donne: Emiliano Bonazzoli e Carobbi, Piovani e adesso Ganz

Aurora Galli (calciomercato.com)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/litalia-delle-meraviglie-sogno-mondiale-continua-1716654.html

Vanni Zagnoli

Non è stato l’Europeo under 21, è il mondiale femminile anche dell’Italia. Ai quarti, come solo nel ’91, quando era allenata da Sergio Guenza, eppure ancora senza sicurezza di olimpiade. Per Tokyo serve arrivare fra le prime 3 europee e neanche la semplice semifinale potrebbe bastare, intanto elidiamo per 2-0 la Cina, approdata ai quarti in ogni partecipazione. L’ottavo è più aperto delle sfide ad Australia e Brasile (il 5-0 con la Giamaica non fa testo), dall’inizio le azzurre creano, anche grazie alle due Valentina, Bergamaschi a sinistra e Giacinti in avanti; Aurora Galli subentrerà, Sabatino non è più titolare. Milena Bertolini si conferma pragmatica e spettacolare, l’Italia ha lo sprint di Conte a Euro ’16 e la quadratura tipica del nostro calcio.  L’Italia c’è, insomma, anche a livello femminile, con l’obiettivo di ripetere il quarto posto del mondiale maschile under 20. Con belle chiome e corpi tonici, senza un filo di grasso, in tante tengono la maglia fuori dai pantaloncini.

La partita è gradevole, il ritmo alto, all’ennesimo errore asiatico la nazionale passa: al 14’, a destra Giacinti ruba palla, cross per Bonansea, che apre per Bartoli, sgambettata dalla portiera, dopo avere rubato il tempo all’avversaria; Giacinti angola la conclusione ravvicinata, è alla 7^ rete. Certe partite di serie A maschile sono meno interessanti, le emozioni sono pari a un playoff di serie B, aumentano per il nazionalismo, a partire dall’inno cantato. Le cinesi organizzarono il primo mondiale, 28 anni fa, pagano in concentrazione e altezza, l’Italia è rigorosa nella difesa a 4, capita peraltro qualche rinvio sbagliato a Laura Giuliani. Linari e compagne sono tecnica e velocità, anche l’intensità è aumentata, nel dopo Antonio Cabrini, il quinquennio con il campione del mondo aveva portato poco, come le 7 stagioni con Pietro Ghedin, poi a Malta, e, sempre a ritroso, il lustro con Carolina Morace. Fra gli ex ct, Comunardo Niccolai, noto da difensore per le autoreti, e Sergio Vatta, il mago delle giovanili del Torino. E’ cambiato tutto con Milena, la correggese ex stopper, che sul campo impatta come i guru di quando vinceva nella Reggiana, ovvero Velasco, Sacchi e Rudic. 

A Montpellier, le rosse si fanno vive solo da fuori, Giuliani alza e poi esce. Bergamaschi da destra impegna la portiera, neanche con le giamaicane avevamo costruito tanto. Il calo verso l’intervallo induce Bertolini al cambio di contenimento, Galli per la trequartista Girelli. Arrivano un palo cinese, ma in fuorigioco, sofferenze assortite. Il 2-0 al 5’ della ripresa, con il destro da fuori di Aurora Galli. Ottimo, tantopiù che Martina Rosucci ha perso la stagione e debutta solo nel finale, mentre Cecilia Salvai è a casa, infortunata.

Nei quarti, alle 21, giovedì Norvegia-Inghilterra, venerdì Francia-Usa; sabato alle 15 la gara dell’Italia, contro Olanda o Giappone, dalle 18,30 Germania-Svezia. 

Sono le settimane più importanti, per il calcio femminile, mai tanto popolare, peccato che la serie A non scenda oltre Roma e rappresenti appena 6 regioni. Otto società (su 12 partecipanti) hanno la doppia serie A, ovvero società al maschile e al femminile, tante ragazze potranno vivere di calcio, per qualche stagione, grazie a sponsor sottratti ad altre discipline minori. E dal maschile arrivano personaggi: Emiliano Bonazzoli subentrato al Chievo, Carobbi tecnico della Fiorentina, Piovani al Sassuolo, adesso Maurizio Ganz al Milan. Da settembre, aspettiamo stadi meno vuoti e meno biglietti omaggio.

Da “Il Giornale”

Il Gazzettino, Fiorentina-Napoli. Hamsik al Dalian per tre stagioni, Albiol fuori per un mese, magari si curerà con le cellule staminali. Gioca Maksimovic, Insigne capitano, Mertens favorito su Milik

Marek Hamsik (napolipiu.com)

Vincerà la strategia di Aurelio de Laurentiis, il Napoli cederà Marek Hamsik al Dalian per tre stagioni, ma alle proprie condizioni. Lo stop alla trattativa era tattico, la prossima settimana il capitano dovrebbe partire per la Cina, per guadagnare i 9 milioni l’anno promessi. Al Napoli arriveranno i 20 milioni cash, senza dilazioni, così ieri Marechiaro ha interrotto l’allenamento e non è stato convocato per Firenze.
Dove con Sarri gli azzurri persero lo scudetto in albergo, ovvero videro la Juve capovolgere la partita con l’Inter, un anno fa, in extremis, a San Siro, e si squagliarono l’indomani. Stavolta hanno cambiato hotel… Mancherà Raul Albiol, in Spagna per un mese, a curare la tendinopatia: è stato visitato a Barcellona da Angel Ruiz Cotorro, che curò il tennista Rafa Nadal con le cellule staminali e potrebbe fare la stessa cosa con il difensore centrale spagnolo.
Al suo posto sarà promosso Maksimovic, mentre Fabian Ruiz giocherà nella posizione di Hamsik e la fascia di capitano passerà a Insigne, che ha appena interrotto i 3 mesi di digiuno dal gol e dovrebbe fare coppia con Mertens, in leggero vantaggio su Milik. Allan deve ancora smaltire la delusione per il mancato passaggio al Psg, a centrocampo restano solo altri 4, con la partenza di Rog per Siviglia: Callejon, Ruiz, Zielinski e Diawara; avranno perciò maggiore spazio gli esterni offensivi Ounas e Verdi. Ritorna fra i convocati il difensore romeno Chiriches, 5 mesi dopo l’operazione al ginocchio. Al Franchi ci saranno 2mila tifosi del Napoli.
La Fiorentina è a 4 punti dall’Europa, la insegue anche tramite la coppa Italia. «E’ un Napoli molto imprevedibile – spiega Pioli -, l’importante sarà giocare da Fiorentina. Vorremmo raggiungere i 60 punti».
Squalificato Milenkovic, sono in dubbio Vitor Hugo e Laurini. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, nuoto. A Hangzhou i mondiali in vasca corta. Claudio Rossetto: “Una delle spedizioni più cospicue. Non abbiamo superfavoriti, speriamo in Paltrinieri, Detti e Scozzoli. Tante medaglie europee sono al massimo da finale. Siamo da vasca lunga, in genere subiamo la manifestazione”

Claudio Rossetto (swim4lifemagazine.com)

Nella notte sono iniziati i mondiali di nuoto in vasca corta a Hangzhou, in Cina, con le batterie delle prime gare. In 13 edizioni, l’Italia assomma 43 medaglie, di cui appena 6 ori, e quattro anni fa portò a casa un unico titolo, i 200 stile di Federica Pellegrini.
Claudio Rossetto, da ex dt azzurro, cosa ci possiamo aspettare dopo la pioggia di medaglie di Glasgow?
«Non abbiamo superfavoriti – spiega l’allenatore del padovano Luca Dotto -, speriamo in Paltrinieri sui 1500, in Detti nei 400 stile e in Scozzoli sui 50 rana, in cui è già stato medagliato».
Niente podi, dalle donne?
«La trevigiana Margherita Panziera è più competitiva nei 200 dorso, rispetto ai 50 e ai 100. Simona Quadarella può fare bene sui 800 stile, nessuna delle due è comunque specialista della vasca corta. E’ una competizione molto difficile, in genere la subiamo, rispetto alla lunga. In confronto agli Europei, il lotto dei partecipanti è molto diverso, cambiano di molto i valori, con americani, australiani, giapponesi e cinesi».
Non dimentica la padovana Ilaria Cusinato, fra le papabili al podio?
«Vale la finale dei 400 misti. Dipende anche da chi fa la gara, perchè non tutti gli iscritti partecipano veramente. Era molto brava a livello giovanile, si allena bene, con Stefano Morini, era previsto che esplodesse. Fisicamente è vicina al top, si impegna ed è molto forte, anche in prospettiva».
Che differenza c’è, rispetto alla vasca da 50 metri?
«Tecnicamente è molto forte, la sua velocità si sprigiona più nel tempo: non ha la partenza nè virate eccezionali, vale la medaglia ai mondiali di agosto in vasca lunga».
Perchè non partecipa il suo Dotto?
«Ha un problema alla spalla destra, abbiamo deciso di lasciarlo tranquillo, preparerà appunto i mondiali più attesi, del 2019, in Corea del Sud. Ha l’obiettivo di Tokyo, avrà 30 anni, poi vedrà se continuare».
Fra i 32 azzurri chi altri manca?
«E’ una delle spedizioni più cospicue della storia. Le uniche assenze di rilievo sono Silvia Di Pietro ed Erika Ferrajoli».
Federica Pellegrini voleva saltare i 200 stile, invece pare averci ripensato…
«Non credo dica bugie. Magari non era brillantissima e allora aveva dubbi, comunque manterrà le aspettative e sarà competitiva».
E’ la più grande nuotatrice di ogni tempo?
«Italiana sicuramente, forse la più grande 200centista di sempre».
Il vicentino Thomas Ceccon sarà il campione multidisciplinare del futuro?
«E’ uno dei più dotati al mondo, a 17 anni. La speranza è che continui così, il futuro è dalla sua».
E il dorsista friulano Matteo Restivo, futuro medico?
«E’ molto tignoso, anche lui però paga qualcosa in vasca corta. Non ha subacquee perfette e allora questo mondiale può essere di passaggio, verso l’estate in vasca lunga».
Il veronese Luca Pizzini è continuo, fra i ranisti.
«E’ discretamente forte, deve dimostrare qualcosa in più, in corta. Qui la nuotata è di forza, più che di ritmo, conta chi una buona dotazione sott’acqua».
E il padovano Mattia Zuin?
«Nello stile libero ha grande carattere, si impegna tanto e merita quanto sta ottenendo».
Fra i suoi allievi c’è anche un canadese, Santo Condorelli.
«E’ arrivato quest’anno, si sta abituando al nostro nuoto, sta crescendo, speriamo faccia sempre di più».
Qual è il segreto dei risultati del nuoto, rispetto all’atletica?
«Le tante piscine, gli allenatori appassionati che in tutta Italia lavorano, quasi a titolo gratuito. Sono un grande serbatoio. Aumentano fra l’altro anche i praticanti. Il nuoto da noi è molto popolare dal 2000, grazie ai campioni esplosi».
Ha seguito a lungo Filippo Magnini, sarà riabilitato dalla sentenza di secondo grado?
«E’ vittima di una situazione paradossale, speriamo ne esca pulito. Quattro anni di squalifica per qualche telefonata con il dottor Porcellini sono assurdi».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Giornale, mondiali di volley femminile. L’Italia batte la Cina per 3-2 e conquista la finale

Davide Mazzanti e Serena Ortolani (volleynews.it)

Vanni Zagnoli

Le fidanzatine d’Italia fanno innamorare ma per vincere è come se per due volte fossero andate ai rigori, i tiebreak vinti in maniera tanto sofferta sono qualcosa di più dei tempi supplementari, se pensiamo al calcio.

In Giappone, a Yokohama, le fidanzatine abbattono la grande muraglia cinese, dopo le nipponiche, sempre per 3-2: 25-18, 21-25, 25-16, 29-31, 17-15. Fidanzatine perchè sono tutte under 24, escluse Lucia Bosetti, Monica De Gennaro e la riserva Serena Ortolani, signora Mazzanti, il ct che ha reso padre. La riserva più giovane, Fahr, ha 17 anni, età da ginnasta. Piacciono, tengono incollati gli appassionati su Rai2, sbracciano schiacciate e si abbracciano, rotolano in difesa e srotolano tappeti rossi per le bordate di Paola Egonu. A 19 anni, incide quanto Messi: Cristiano Ronaldo non era così forte, alla sua età. Nella semifinale piazza 45 punti, migliora il primato in nazionale, già suo, di 39, stabilito con la Russia nel World Grand prix. Due anni fa ne mise 46, in campionato, ma qui è come se avesse azzeccato un poker nella gara più dura del mondiale, contro le campionesse olimpiche.

Lucia Bosetti tiene in ricezione, De Gennaro ogni tanto fatica, Sylla talvolta rinuncia, la palla non sempre arriva pulita all’opposta vincitrice di supercoppa e coppa Italia, a Novara, Malinov fa l’impossibile per servirla all’altezza giusta, non troppo staccata da rete o bassa, lei martella che è un piacere. Sbaglia anche, ma è normale. Resta l’ultimo ostacolo, domattina dalle 12,20 con la Serbia, 3-1 all’Olanda. E’ stata l’unica capace di sottomettere la nazionale, sempre per 3-1, Myriam Sylla però aveva risparmiato le ginocchia, nell’ultima gara di Nagoya, e anche per questo ieri ha piazzato 23 punti. Ancora più decisivi i 12 di Anna Danesi, fra cui 3 muri chiave, è la migliore del mondiale. “I centrali – ci raccontava Mauro Berruto – è come fossero gli stopper, del calcio”. L’altro difensore, allora, è Cristina Chirichella, autrice del 12-11 a muro, nel quinto set, dopo i due sprecati nel quarto. Era la più giovane quattro anni fa, a Milano, quando le cinesi dopo essere state battute 3-0 nel girone rovesciarono l’Italia per 1-3, stavolta finiscono loro gambe all’aria. Il 14-12 è con il 5° ace di Egonu, a 92 orari, potente quanto una schiacciata di Olajuwon, nigeriano mito Nba degli anni ’80. Akeem the dream e il sogno rischia di evaporare con la pipe centrale fuori della regina dell’elevazione. Anche il terzo esce, ma era fuori equilibrio. Al quarto matchpoint lo azzecca, esplode la gioia. Anche di Eleonora Lo Bianco, 5 olimpiadi, portabandiera mancata, arrivata a sostenere le ex compagne, accanto al presidente federale Cattaneo.

Davide Mazzanti assapora le emozioni di Chicco Blengini finalista olimpico, ma se quel Brasile era imbattibile questa Serbia è attaccabile. «Nel secondo set – spiega – abbiamo sprecato troppo in contrattacco, mentre nel quarto si è persa lucidità nel cambio palla. Le ragazze si sono riorganizzate tatticamente». Nel 2005, lui andava in motorino da Marotta (Pesaro), dove l’hanno seguito davanti al maxischermo, a Jesi, a seguire Lang Ping, la super allenatrice. Ha imparato bene e oggi si batte per l’oro. Solo il romagnolo Bonitta c’era arrivato, a Berlino 2002: “All’epoca – sorride Mazzanti – guidavo il pullmino della nazionale, in amichevole”. Fra due anni, a Tokyo, ripartirà da favorito.

Da “Il Giornale”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Volley, l’Italia è in finale ai Mondiali. Cina ko al tie break 3-2

 

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/italvolley_semifinale_cina_diretta-4048383.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/italvolley_semifinale_cina_diretta-4048383.html

https://sport.leggo.it/altrisport/italvolley_semifinale_cina_diretta-4048383.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/italvolley_semifinale_cina_diretta-4050007.html

di Vanni Zagnoli

C’è un’Italia che fa emozionare, arriva alla seconda finale della storia, nel volley femminile, vince 17-15 al tiebreak, davvero con il cuore in gola, dopo avere sprecato 2 matchpoint già nel quarto set. Magari di poco ma è stata sempre superiore alla Cina e domani alle 12,40 affronterà la Serbia, in finale. All’alba, le slave hanno superato l’Olanda per 3-1, perdendo solo il secondo set 26-28. Le azzurre ritrovano l’unica squadra che le ha battute, nella seconda gara di final six, 1-3 ma Sylla era a riposare.

A Yokohama, dal 16-12 l’Italia allunga con un gioco molto veloce, entra anche Carlotta Cambi e sul muro di Danesi e l’ace di Lucia Bosetti il set è dominato, imprevedibilmente, per 25-18, con bella varietà di schemi, come nella gara del girone di due settimane fa, con superiorità in attacco, al servizio e negli errori procurati. Le asiatiche soffrono a muro e in difesa, le rigiocate sono perfette.

Chirichella è scatenata, Egonu sbaglia però una parallela facendo avanzare le giallorosse, sul 5-7, subito rintuzzate a muro da Danesi. Migliora il servizio a mandorla, della mancina Li, riprende puntualità l’opposto di Cittadella. Le asiatiche vanno in confusione, su un tocco di Sylla, salvo crescere nell’opposizione a rete. Sul 10-13 serve il timeout di Davide Mazzanti, perchè tornano i sorrisi fra le cinesi. Egonu non ha continuità al servizio, la ritrova in pipe, poi il muro di Lucia Bosetti. Le azioni si allungano, la cannoniera sbaglia un pallone, non il secondo, supportata dalla difesa di Beatrice Parrocchiale.

Da ragazzo, il ct andava in motorino da Marotta (Pesaro), dove stamane hanno allestito un maxischermo, a Jesi, per studiare gli allenamenti di Jenny Lang Ping, la miglior allenatrice al femminile, appassionata di pesca e musica classica: sarà lui a vincere la sfida dei nervi, nonostante l’inesperienza di squadra. Egonu sbraccia altissima, sul 15-18 le chances di rimonta sulle campionesse olimpiche sono basse. Myriam Sylla tiene aperto il set, un videochallenge annulla il -3 ma il punto non è concesso all’Italia, è comunque la schiacciatrice ivoriana a ottenere il 19-20. Gong a muro la ferma, eppure restiamo lì, con Egonu. Le scelte di Malinov sono perfette, tuttavia la parità non arriva, anzi due aces in sequenza di Hu portano al 21-25. Nell’uno pari, la differenza è a muro e negli errori procurati.

L’inerzia resta asiatica anche nel terzo set, Chirichella si sposta per chiudere un buon pallone e poi azzecca una battuta grazie a un fallo di posizione. Incide anche Lucia Bosetti, della famiglia di 3 sorelle pallavoliste, figlie d’arte, di allenatori finiti in Turchia. Con Egonu e Danesi arriva il 9-8, le difese di Bosetti portano al +3, di Sylla. Un altro fallo di posizione vale il 14-9, imprevisto. Matita agli occhi e finale di capelli blu, Myriam mantiene i 5 punti di margine. Diventano 6, con lo stacco di Egonu. Che chiude con due aces in sequenza, sul 25-16, sempre da altezze siderali.

Nel quarto, sfugge una ricezione a De Gennaro, in realtà perchè Sylla si allontana in anticipo. C’è aria di tiebreak, sul 6-8, con la mancata difesa di Chirichella, comunque generosa, arriva però l’8 pari con il tocco a sorpresa di Malinov. L’altra ricezione sbagliata da Moky porta al -2, il tocco dell’alzatrice cresciuta a Bassano viene catturato e costa il 13-16. Un contrattacco non è finalizzato, pensa Egonu al 18 pari con due attacchi a raffica. Danesi gira le mani a muro su Zhu e lì gira anche il set. Chirichella chiude a rete, sul servizio vincente di Anna Danesi esulta anche Mazzanti, con il 22-19 la finale è vicina. Sylla mantiene i 2 punti di margine, poi si fa difendere e allora torna la parità a 23. Si continua così, ai vantaggi, con due matchpoint rintuzzati. Il muro di Li su Egonu vale il setpoint giallorosso, 26-27, lo stesso opposto ne annulla due. Il 29 pari è di Sylla, in extrarotazione, a 23 anni ha nervi saldissimi. Il 2-2 è grazie al challenge, la schiacciata cinese è dentro.

Nel set di spareggio il vantaggio psicologico è per Yuan e compagne, Sylla però azzecca due punti e Bosetti mette il 5 pari. Danesi conferma la crescita degli ultimi anni con il muro del sorpasso, è la super centrale del mondiale e autografa il sorpasso. L’ingresso di Cambi in regia contribuisce all’8-7 al cambio campo. Egonu sbaglia completamente una palla, il vantaggio diventa asiatico. Lo scambio infinito è di Danesi, vale il 10-9. Zhu è forse la più pagata al mondo, intercetta la parallela di Egonu, sul 10-11 qualche certezza si sbriciola. La difesa di Cambi vale il controsorpasso, confermato dal muro di Chirichella. Il 5° ace di Paola Egonu ai 92 orari significa 14-12 e la candidatura a mvp del mondiale. Esce però la sua pipe centrale, evapora il secondo matchpoint. Anche il terzo, ma era troppo difficile. Al quarto la mette giù. Sedici anni dopo l’Italia è in finale e anche all’epoca ci arrivò battendo la Cina. Danesi piange, è il secondo tiebreak tiratissimo con un’asiatica, anche il Giappone era stato indomito. Basta l’ultimo sforzo perchè questo baby gruppo diventi leggenda. E poi l’assalto alla prima medaglia olimpica, mai avvicinata.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico”

Il Giornale, mondiali di volley. Un po’ Italia, un po’ club. Il segreto della Nazionale e delle “bimbe” azzurre

Massimo Bellano tecnico del Club Italia (sportgrigiorosso.it)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/bimbe-azzurre-1590043.html

Vanni Zagnoli

Arriva il redde rationem, per l’Italia, stamane dalle 9,10 contro la Cina campionessa olimpica, ancorchè ringiovanita. Dalle 6,40 c’è Olanda-Serbia, con le slave favorite, argento a Rio 2016. Entrambe le gare di Yokohama vanno su Rai2, per le azzurre arriverà uno share stellare, soprattutto in caso di tiebreak.

La nazionale di Davide Mazzanti è la terza più giovane del mondiale, con 23 anni e un mese di età media, solo Messico e Cuba erano ancora più imberbi, e il segreto è anche nel Club Italia: in 9 su 14 sono passate dal team adesso allenato da Massimo Bellano, oro europeo under 19, il mese scorso. E in quella rosa aveva la 17enne Sarah Fahr, fidanzata con un altro centrale, l’olandese van der Ent, appena arrivato a Modena. 

Il Club Italia fu inventato da Julio Velasco, ct femminile dopo l’argento di Atlanta ‘96, per due stagioni. Non vinse ma lasciò in eredità questa struttura, per consentire alle giovani di maturare e da lì uscirono 4 campionesse mondiali del 2002: Eleonora Lo Bianco (5 olimpiadi, primato per il volley italiano), Elisa Togut, Simona Rinieri e Anna Vania Mello. 

Dal 2011, il collegiale permanente è a Milano, al centro Pavesi, e per la 3^ stagione giocherà in A1, rendendo il campionato sghembo, a 13 squadre.

A fine mondiale, in 4 la mattina torneranno a scuola, mentre al pomeriggio alterneranno studio e allenamento. Da quella esperienza sono usciti i due ori mondiali under 18, tre anni fa con Paola Egonu, nel 2017 con Elena Pietrini mvp: è la prima millennial schierata da una seniores nazionale di volley. “Non le manca il coraggio – spiega il ct Mazzanti -, anche se è rallentata da qualche problema fisico. Doveva essere qui in Giappone anche Terry Enweonwu, senza il grave infortunio al ginocchio di quasi un anno fa».

Il club Italia si è spostato più avanti, come età, per evitare la dispersione dei talenti di 20-22 anni. 

E l’Italia ne ha davvero tanti, con 10 esordienti ai mondiali, sulle 14, e 5 nuove italiane. La stella è Paola Egonu, capelli lunghi e intrecciati, piercing alla narice sinistra e matita blu attorno agli occhi. Alta uno e 93, da opposto stacca oltre i 3 metri e bombarda anche ai 100 orari. Famiglia nigeriana, è nata a Cittadella ed è cresciuta a Galliera Veneta, sempre in provincia di Padova. Se l’Italia si ricoprirà di oro, 16 anni dopo, sarà la favorita come migliore del torneo, premio toccato al polacco Kurek, al maschile. Palleggiatrice è Ofelia Malinov, figlia di Atanas, allenatore bulgaro che tra il ’96 e il ’97 azzeccò lo slam, a Bergamo. E’ cresciuta a Bassano del Grappa, sempre seguendo anche la madre, Kamelia, e ha due sorelle minori, gemelle, che pure giocano a pallavolo. Debuttò in nazionale 3 anni fa, a 19, pagò l’esplosione di Alessia Orro, la Giannelli in gonnella, per Rio ’16, ha conquistato il ct a Conegliano, dove assieme si aggiudicarono supercoppa e coppa Italia, arrivando in finale di Champions. L’anno scorso con questo gruppo è stata argento al World Grand prix. A completare la metà di sestetto di origine straniera c’è Myriam Sylla, ivoriana nata a Palermo e cresciuta in Lombardia. “Vissi momenti di razzismo – ci confessava -, replicando però con il sorriso”.

L’anno scorso saltò gli Europei per un doping fasullo, frutto di una vera contaminazione alimentare in Cina. «Venni accusata di qualcosa che non feci – racconta -, a lungo mi presero di mira gratis. Si colpì la persona, restano dolore e voglia di riscatto. E non datemi della nuova italiana, non mi piace».

Lo sono anche Sarah Fahr e Sylvia Nwakalor (classe ’99), nigeriana di Lecco, che con la sorella Linda giocherà nel Club Italia. Vengono dal Volleyrò Casal de’ Pazzi, la società romana regina del volley giovanile, da cui sono uscite anche Pietrini, la seconda palleggiatrice Carlotta Cambi e Anna Danesi, il miglior muro del mondiale, altra probabile nel sestetto top. Soprattutto se l’Italia arriverà alla finale di domani.

Da “Il Giornale”