Il Gazzettino. Bologna-Inter 0-1, Conte avvicina lo scudetto, bastano altri 19 punti. Sembra Allegri, nel contenimento, e insegue i suoi primati. L’errore di Ravaglia sul gol di Lukaku, l’assist di Bastoni

(corrieredellosport.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/bologna_piu_8_sul_milan_e_mercoledi_il_recupero_con_il_sassuolo_l_atalanta-5877249.html

Più 8 sul Milan e mercoledì il recupero con il Sassuolo, l’Atalanta è già a 10 punti, la Juve a 12 e pure con una partita in meno. Insomma la squadra di Antonio Conte con il successo di Bologna compie un altro passo verso lo scudetto e ha tutta l’intenzione di chiudere in anticipo, proverà a vincerle tutte, per avvicinare quota 100. L’allenatore non riuscirà a superare il suo record alla Juve, dei 102 punti, al massimo arriverà a 98, però cercherà di avvicinare quella quota, per lasciare un segno. 5-4-1 per l’Inter, in fase di non possesso, molto avveduta, concede poco e nel finale spende tre ammonizioni, per evitare rischi. Nerazzurri fisici, attenti sempre nel contenimento. Lukaku arriva al tiro presto, centrale.
“Skov Olsen si è svegliato – diceva alla vigilia Mihajlovic, sempre pirotecnico -, come diceva Sordi nel marchese del grillo”. Con la Danimarca ha realizzato una doppietta contro l’Austria, a 21 anni e 3 mesi è il più giovane a riuscirci in nazionale, con la maglia del Bologna, ha levato il primato di precocità al mito Bulgarelli e avvia una buona azione per Soriano, il centrocampista più prolifico del campionato, dopo Veretout.
L’Inter non ha fretta, Conte chiede di costruire dal basso, incisività quando si parte. Barella va a fare l’ala destra, accanto ad Hamiki, Eriksen resta più interno e calcia fuori una punizione. Il Bologna ha Ravaglia, il terzo portiere, che ne prese 5 dalla Roma, la capolista lo impegna poco per mezz’ora, cade su un’azione da sinistra. Bastoni scambia con Young, supera Skov Olsen e crossa come fosse un’ala, il colpo di testa di Lukaku è forte, la deviazione del portiere laterale e il centravanti infila di piede, è alla 20^ rete, può superare i 25 realizzati all’Everton, il suo record in campionato.
L’Inter stava incrementando il ritmo, il Bologna accompagnava di meno l’azione. Esce per infortunio muscolare Tomiyasu, Mihajlovic si lamenta perchè è stato impiegato nel 14-0 del Giappone sulla Mongolia, entra De Silvestri. Anche Ranocchia arriva alla conclusione, di testa, poi Lautaro avvicina il raddoppio, la sensazione è che difficilmente l’Inter si farà rimontare. Eppure concede due chances nel recupero, Schouten con il destro da fuori non sorprende Handanovic e Soriano tocca fuori da distanza ravvicinata. Nella ripresa Soriano serve Sansone, la conclusione è alta. Le giocate sono individuali ma pregevoli, Eriksen serve Lautaro Martinez, l’argentino mira e coglie il palo. Anche Ranocchia è insidioso, di testa, a 33 anni gioca raramente ma è dignitoso. Soffre un pizzico la velocità di Barrow, che comunque chiude fuori. I rossoblù vivono un buon momento, Sansone chiude fuori, lasciato libero da Brozovic. Gagliardini entra per Eriksen, a dare più forza al centrocampo. L’Inter resta accorta e riprende campo, Lukaku calcia, deviato. Entra Svanberg e tira malissimo, era l’occasione migliore della ripresa, per pareggiare. Conte impiega Alexis Sanchez e Darmian, che danno sprint per il finale. Soumaoro chiude Hakimi, stranamente in ombra. Brozovic perde due palle pericolose, negli ultimi, gli emiliani non ne approfittano, nonostante la verve degli esterni. L’abbraccio fra Conte e il team manager Oriali dà l’idea dell’importanza della serata. La differenza l’ha fatta Lukaku, come spesso. Fosse lui il centravanti del Bologna, magari sarebbe finita 1-0. Sono 9 successi in sequenza, dopo una precedente serie di 8, l’uscita ai gironi di Champions, la mancata finale di coppa Italia vengono compensati da un probabile scudetto che manca dal 2010, dal triplete con Mourinho. Ci sono affinità, con quell’Inter, la compattezza e le individualità. I campioni di 11 anni fa erano superiori, il gioco ora dovrebbe migliorare. L’Inter di Conte sembra la Juve di Allegri, per la capacità di limitare le occasioni altrui.  
Vanni Zagnoli

Bologna-Inter 0-1
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia 5,5; Tomiyasu 6 (34’ pt De Silvestri 6), Danilo 6, Soumaoro 6,5, Dijks 6 (35’ st Juwara 6); Schouten 6,5, Dominguez 5,5 (24’ st Svanberg 6); Skov Olsen 6 (35’ st Orsolini 6), Soriano 6, Sansone 5,5 (24’ st Vignato 5,5); Barrow 6. All. Mihajlovic 6.
Inter (3-5-2): Handanovic 6; Skriniar 6, Ranocchia 6,5, Bastoni 7; Hakimi 5,5, Barella 6,5 (47’ st Vecino ng), Brozovic 6, Eriksen 6,5 (16’ st Gagliardini 6), Young 6 (26’ st Darmian 6,5); Lukaku 6,5, Lautaro 6,5 (26’ st Sanchez 6,5). All. Conte 7.
Arbitro: Giacomelli di Trieste 6,5.
Rete: 32’ pt Lukaku.
Note: ammoniti Soumaoro, Ranocchia, De Silvestri, Vignato, Juwara, Brozovic, Bastoni, Gagliardini. Recupero: pt 3’, st 4’. Angoli 4-4

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Pagelle Udinese-Inter, Musso show. I migliori sono i difensori e Barella. Brozovic e Young scolastici. Maresca poteva riammonire Arslan

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/pagelle_udinese_inter_0_0_la_parata_di_musso_diciottesima_giornata_serie_a-5720187.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/pagelle_udinese_inter_0_0_la_parata_di_musso_diciottesima_giornata_serie_a-5720187.html

di Vanni Zagnoli

Le pagelle

Udinese (3-5-1-1)

Musso 7 Altrochè reattivo, su Lautaro. E’ l’unica parata, ma splendida. E piace all’Inter, per il futuro. 

Becao 5,5 L’errore a metà primo tempo è da matita blu, per il resto è attento. Certo un po’ lento, migliora nel secondo tempo.

Bonifazi 6,5 Contiene Lukaku con la sua fisicità, è anche elegante, manca giusto più velocità nell’impostazione.

Dal 17’ st De Maio 6 Contribuisce all’argine, con i movimenti giusti. 

Samir 6,5 Molto applicato, dietro. Assiste Zeegelaar nel contenimento di Hakimi. Spende un’ammonizione su Lukaku, salterà lo Spezia.

Stryger Larsen 6,5 Un tempo di spinta, con un colpo di testa vicino alla traversa, nella ripresa contiene e fa bene.

Dal 32′ st Nuytinck 6 Utile nel fermare le avanzate nerazzurre.

De Paul 6,5 Un lancio splendido, per Larsen, una conclusione interessante. Cerca le punte sempre con classe.

Arslan 5,5 Corsa e anche errori. Ammonito presto, rischia altre due volte, costringe Gotti a levarlo prima dell’intervallo.

Dal 33’ pt Walace 6,5 Buono schermo, sul centrocampo, nella gara tanto difensiva dell’Udinese è utile.

Pereyra 6 Avanza nel secondo tempo, qualche lampo arriva ma quando arrivò alla Juve aveva un potenziale superiore.

Zeegelaar 5,5 Perde il duello con Hakimi, che più volte lo mette in difficoltà. In genere è un punto forte, aveva di fronte il cliente peggiore.

Dal 32’ st Molina 6 Dà una mano nel contenere, quando Hakimi ha già speso il meglio.

Deulofeu 5 Si vede poco, è l’ombra della freccia che al Milan aveva sorpreso. Pressa tanto, in questo è utile.

Lasagna 6 Gira tanto ma a vuoto. Avvicina il vantaggio con un sinistro in avvio, poi cala. E’ vicino al Verona.

All. Gotti 6,5 Di più non poteva fare, impedisce all’Inter il titolo d’inverno. Quando deve difendere è a suo agio, meno nell’attaccare. I pareggi contro Atalanta e Inter dovrebbero tenerlo a Udine.

Inter (3-5-2)

Handanovic 6 Era quasi da senza voto, supera Giovanni Galli con 497 presenze in serie A, è al 15° posto e dovrebbe superare anche Ferrara e Gilardino, in questa stagione.

Skriniar 6,5 Convincente dietro e anche nell’impostazione.

De Vrij 6,5 Posizione e anticipo, impedisce che arrivino palle giocabili a Lasagna.

Bastoni 6 Un solo errore, all’inizio, mai in sofferenza e dal suo sinistro parte spesso l’azione.

Hakimi 6 E’ il più insidioso, fosse anche preciso negli appoggi… Ha la tendenza a deragliare. Primo tempo di applicazione difensiva, poi crea superiorità numerica con cross e tiri.

Barella 6,5 Prova inserimenti e giocate, resta il più lucido e determinato.

Brozovic 5,5 Non alza il ritmo, nè trova verticalizzazioni. Giocate elementari e anche errori.

Vidal 5,5 Crea poco, è tornato alla versione meno convincente, voleva restare in campo. Corsa fine a se stessa, un destro fuori. Che differenza rispetto a Nainggolan, che con Conte di fatto mai ha avuto una chance vera. 

Dal 25’ st Sensi 5,5 Vivacizza il match parzialmente, non riesce a cambiarlo. Un tiro è troppo centrale.

Young 5,5 Scolastico, quando invece servirebbe anche la sua giocata per accendere la partita. Mestierante.

Dal 25’ st Perisic 5 Si vede poco, a Madrid aveva illuso. Talvolta del vicecampione del mondo resta l’ombra, con cross sbagliati.

Lukaku 5,5 Si danna negli appoggi, non gli arrivano palle buone.

Lautaro 5,5 Un gol annullato per fuorigioco, una palla presa dal portiere. Esce dal match nella ripresa.

Dal 25’ st Sanchez 6 A Udine dava spettacolo, con Guidolin, stasera l’hanno raddoppiato e tenuto a bada.

All. Conte 5,5 Due punti in 3 trasferte, per questo non è in vetta alla classifica. Contro squadre chiuse produce poco. Si fa espellere perchè voleva più recupero, era difficile da calmare.

Arbitro: Maresca 5,5 La direzione è buona, a parte la seconda ammonizione risparmiata ad Arslan nel primo tempo, avrebbe cambiato il match. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it e Ilgazzettino.it. L’Inter non approfitta della caduta del Milan, a Udine è solo pari. Conte contro l’arbitro: “Maresca, sempre tu. Dal Var a qui”. L’errore iniziale di Bastoni, Vidal ritorna normale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720114.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720116.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720122.html

di Vanni Zagnoli

Il Milan crolla con l’Atalanta, evidenziando i limiti che in questi mesi Pioli aveva mascherato, e l’Inter non fa abbastanza per vincere a Udine. Per carità, è capitato anche in questo anno e mezzo con Conte che si aggiudicasse partite costruendo anche meno, però i bianconeri non rubano nulla. Non è facile affrontarli per l’atteggiamento difensivo molto accorto, peraltro i friulani hanno perso 9 delle ultime 12 sfide dirette con l’Inter.

Il match a lungo è equilibrato, molto tattico, nella pioggia del Friuli, a tratti ricorda Juve-Napoli di supercoppa, anche se i bianconeri di Luca Gotti tengono la palla più della squadra di Gattuso.

Rispetto all’1-1 con l’Atalanta, Deulofeu affianca Lasagna e Pereyra si abbassa al posto di Mandragora, che entrerà per l’ultimo quarto di gara. 

Il temuto calo di concentrazione post Juve è sintetizzato dal disimpegno sbagliato da Bastoni, che rischia di mandare in porta Lasagna. Qualche lampo da metà primo tempo, cross morbido di De Paul per Stryger Larsen che va a colpire di testa in maniera pericolosa ma fuori.

Sbaglia Becao vicino all’area, serve Lautaro, il destro è forte e angolato, Musso riesce a deviare la palla, ha un polso davvero molto forte. Poi il destro al volo da fuori di Barella, su angolo. Luca Gotti leva Arslan al 33’, era stato ammonito in avvio e ha commesso altri due falli (uno da dietro su Lukaku era punibile con il secondo giallo), lo consola mentre esce, Walace è più fisico. L’Udinese tiene alta l’attenzione, Vidal è pressato e anche per questo strozza il sinistro da fuori.

Bastoni fa un po’ il regista difensivo, alla Bonucci, imposta dal centro sinistra, l’Inter avanza con triangolazioni a mezza altezza o palla a terra, Lukaku fa da sponda, contenuto dai centrali. Il ritmo resta basso, l’Inter aspetta altri errori friulani, che però non arrivano. 

“Hanno attaccanti di valore – conferma Musso, all’intervallo -. Noi  abbiniamo la fase difensiva a quella offensiva”.

L’Inter segna il doppio nella ripresa, stavolta no. Non segnavano così tanto dalla stagione ’51-’52, Musso non deve compiere altri prodigi. Accelera con Hakimi, che Marotta garantisce non lascerà Milano, ma si mangia una bella occasione, su cross di Young. 

Ha uno sprazzo l’Udinese, conclusione di Pereyra alta e poi su una palla recuperata dà la netta sensazione di accontentarsi del pari, difende con due linee strette, è prontissima a seguire la palla anche quando l’Inter allarga a destra. Costruirà un’altra chance con De Paul, fuori di poco.

Barella sfugge a Pereyra, Lautaro non è pronto. Hakimi attende quell’attimo di troppo, per cercare la giocata risolutiva, sprecando, di fatto. Lukaku lo trova in area, altra deviazione mancata. Sempre a destra, con Hakimi e Barella, i nerazzurri trovano le migliori soluzioni, dall’altra parte faticano. E infatti Conte leva Ashley Young, anonimo, e anche Vidal, che non gradisce il cambio. Via anche la seconda punta, Lautaro, per l’ex Alexis Sanchez. 

Lukaku rimprovera giustamente Sensi, subentrato, perchè dal limite calcia troppo in maniera troppo blanda. 

Lasagna si appoggia su Barella e anche su Sensi, che poi lo trattiene, è una punizione a favore dell’Udinese, utile a rifiatare. Perisic combina nulla, nel subentro. L’Udinese è stanca, eppure resiste, appena tre giorni dopo l’altro pari. Hakimi raggiunge ancora il fondo, servirebbe sempre la giocata decisiva.

L’arbitro sente una frase di Conte, lo ammonisce, ne arriva un’altra e allora lo espelle. “Sei sempre tu, sempre tu sei – accusa l’allenatore, con la sua inflessione pugliese e tutta l’adrenalina -. Sempre tu sei, già dal Var”.

Espulso a fine partita anche il team manager Lele Oriali, che contesta i 4’ da recuperare.

“Bisogna accettare quando non si vince”, replica l’arbitro di Napoli.

L’Inter chiude il girone d’andata a due punti dal vertice, come l’anno scorso. Un anno fa c’era la Juve, che nel confronto diretto le aveva dato una lezione di calcio, con Sarri, il confronto diretto l’ha appena premiata e il Milan è vulnerabile. Insomma Conte a freddo sorriderà.

E’ peraltro la prima volta che in campionato non trova il gol, soffre gli avversari molto chiusi, per un tempo è stato un lungo corpo a corpo. E Brozovic in regia ha avuto pochissima libertà.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. L’Inter contestata risponde sul campo: 3-0 al Sassuolo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613573.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613589.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613638.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613580.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613597.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/sassuolo_inter_formazioni_ufficiali_diretta_risultato_live-5613580.html

di Vanni Zagnoli

Niente primato solitario del Sassuolo, che al Mapei ha battuto solo il Crotone, e a fatica, e 3-0 dell’Inter, che la raggiunge per ora al secondo posto.

Due gol in meno di un quarto d’ora, tre parate di Handanovic nel primo tempo, nessuna nella ripresa, nonostante le triangolazioni anche interessanti neroverdi, ma leggere. Prova di forza, dell’Inter, in senso letterale, con fisicità e pressing, concentrazione difensiva, applicazione armoniosa e anche facile, con il triplo vantaggio.

E dire che a Reggio era iniziata male, con Marcelo Brozovic debolmente positivo, al tampone effettuato ieri e dunque non a disposizione. Il centrocampista croato era già stato positivo il 13 novembre, giovedì era negativo al controllo al termine della quarantena, ora la nuova positività, leggera ma sufficiente a tenerlo fuori.

E poi la curva nord dell’Inter, chiedeva una reazione dopo le ultime prestazioni negative, usa uno striscione da condannare: “Quella maglia che tu indossi va onorata. Tirate fuori i c… o veniamo coi bastoni”, si legge nello striscione con foto pubblicata dalla tifoseria organizzata sui propri account social. “Era ora vi faceste sentire”, “vi siete svegliati finalmente”, scrivono altri sostenitori nerazzurri. 

“Siamo in un momento di grande difficoltà – conferma nel prepartita l’ad Beppe Marotta .-, un risultato positivo aiuterebbe a risolvere problematiche. Lo stress è psicofisico, alcuni giocatori dal 21 agosto sono andati in nazionale, altri neanche hanno staccato. Eriksen? A gennaio l’abbiamo acquistato per 20 milioni, a detta di tutti è un grande giocatore. Se fra un mese non avrà trovato spazio, sarà il primo a chiedere di essere ceduto, magari non è funzionale all’Inter, è piena la storia del calcio di casi analoghi”.

Marotta ammette i problemi difensivi: “Con il Sassuolo siamo il miglior attacco, in difesa commettiamo errori singoli, anche grossolani. La scorsa stagione eravamo la seconda miglior difesa, ora la statistica è impietosa”.

Ma sul campo viene sovvertita.

Lukaku parte in panchina, giocano Lautaro e Alexis Sanchez. Nainggolan è infortunato, anche per questo Conte insiste su Vidal e ha finalmente ragione. 

Senza Caputo nè Defrel, nel Sassuolo gioca Raspadori, doppietta contro la Svezia con l’under 21. Il minuto di raccoglimento per Maradona è struggente, nel silenzio del Mapei stadium.

Il Sassuolo parte male, perde due palle in avvio, alla seconda prende gol. Chiriches si fa deviare un lancio dalla trequarti, Lautaro, poi Sanchez che combinano. L’argentino evita l’uscita di piede di Consigli, è abile a liberare al centro il cileno che la piazza con freddezza, si era già ritrovato nel secondo tempo con il Torino. E’ il pressing interista a originare il vantaggio. Perisic calcia dalla sinistra, di fronte a Chiriches, Consigli respinge a fatica. 

Lautaro è ispirato, sfiora il raddoppio in pallonetto da fuori. 

Al 10’ ci si ferma, come da protocollo Lega, per ricordare Maradona. Anche Vidal piazza un buon cross, arriva l’angolo, originato da Chiriches. Toljan va a vuoto, il cileno spara dalla destra, il difensore romeno del Sassuolo cerca di spostarsi, fa carambolare la palla in porta.

Il Sassuolo si assesta e inizia a piazzare le sue combinazioni, con Djuricic, traversa da fuori e poi l’uscita di Handanovic. Tra Europa e serie A c’è una bella differenza, per l’Inter, a Reggio intercetta passaggi, fa girare la palla rasoterra, esattamente come in genere fanno i neroverdi. Vidal calcia fuori da lontano, dopo il disastro con il Real Madrid è in giornata. 

Conte guida il pressing dalla panchina: “Vieni, Arturo”. E’ questione di attimi, se uscire a caccia della palla o aspettare. Raspadori si gira, al limite viene fermato da Gagliardini, era punizione, da posizione ideale, per Irrati ha preso la palla, servirebbe il Var anche in casi come questo.

Rogerio calcia da fuori, Toljan dall’altra parte, Handanovic si oppone. Mancano giusto le illuminazioni di Boga, al Sassuolo.

Lautaro punge con il sinistro.

Piace il centrocampo dell’Inter, con Barella centrale, contornato da Vidal, non più trequartista, e da Gagliardini.

All’intervallo la concentrazione di Lautaro: “Facciamo quanto abbiamo preparato, Conte resta un martello, portiamo in campo le sue idee”.

Buon abbrivio emiliano nel secondo tempo, un errore di Skriniar non è sfruttato. Lautaro gioca per la squadra, Darmian lo chiama al tiro, fuori. Quel traccheggiare a vuoto, dell’Inter con il Real Madrid, complice l’inferiorità numerica, a Reggio diventa premiante, tantopiù con il terzo traversone di pregio di Darmian, Gagliardini dal limite anticipa Marlon e trova l’angolo. L’Inter non è appagata, anche Sanchez accarezza il bersaglio. Anche sullo 0-3 il Sassuolo cerca le sue triangolazioni, con pazienza.

Conte propone due sostituzioni solo a 10’ dalla fine, leva gli attaccanti, per Ashley Young e Lukaku, chiude con Perisic di punta, come a Madrid, ma qui non serve segnare. Eriksen entra a 5’ dal termine, come con il Real, come fosse un ragazzino, anzichè un campione, ma si comporta da professionista. Darmian chiude anche su Boga, è l’emblema dell’intensità voluta da Conte. Che allontana la concentrazione e riprende a inseguire lo scudetto. La Champions è andata, ma l’agosto di Europa league rivive nella miglior partita stagionale.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Il Gazzettino. Champions league, Inter-Borussia Moenchengladbach 2-2: doppio Lukaku salva l’Inter nel finale

(repubblica.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/lukaku_non_basta_solo_pari_per_l_inter-5539036.html

Luci, a San Siro. L’Inter si fa superare nel finale e poi raggiunge il Borussia Moechengladbach, resta comunque complicata la corsa agli ottavi.
Un’azione collettiva, infinita, porta al vantaggio in una serata complicata, con sprazzi di buona Inter, nella ripresa, dopo il gol. Il tackle affondato da Vidal sul figlio di Lilian Thuram origina il pari, su rigore. Nel finale il vantaggio tedesco sul filo del fuorigioco e il pari ancora di Lukaku. 
Va peggio al Real: perde a Madrid per 3-2 con lo Shakhtar Donetsk, era sotto 3-0 all’intervallo, con reti di Tetè e Solomon, inframezzate dall’autogol di Varane. Le marcature di Modric e Vinicius Junior (20 anni) non bastano a recuperare gli ucraini, sulla carta la quarta forza del girone e adesso all’inseguimento almeno del terzo posto, ovvero del rimando in Europa league.
Nel primo tempo, è l’Inter di questo avvio di stagione, sembrava si fosse fermata alla finale di Europa league, in Germania, con il Siviglia. Andava meglio quando Antonio Conte aveva i nervi tesi. Qualsiasi partita con i tedeschi è sempre complicata, i nerazzurri sono usciti dall’Europa league un anno e mezzo, con Spalletti, perdendo a San Siro con l’Eintracht Francoforte e a dicembre dalla Champions per il 3-2 subito a Dortmund dal Borussia.
I bianchi si difendono bene, concedono poco, giusto un destro da fuori a Eriksen, ribattuto da Kramer. Prima dell’intervallo Sanchez finta come quando era all’Udinese di Guidolin, lancia Lukaku ma il belga incrocia troppo il diagonale.
Entra Lautaro per Sanchez, continua però il palleggio laterale. Da un’azione come tante arriva il vantaggio. Perisic da sinistra crossa e fa capire perchè è vicecampione del mondo, un difensore libera, Vidal, Lautaro, D’Ambrosio per Darmian, Lukaku infila. Il belga si fa respingere l’occasione per il raddoppio, stessa cosa accade a Darmian.
Considerata le sconfitta nel derby, è un miracolo che l’Inter conceda poco, con un solo difensore centrale, De Vrji, perchè D’Ambrosio e Kolarov non sono abituati ad agire centralmente, soprattutto il 35enne ex Lazio e Roma. Bastoni e Skriniar vengono dal covid, l’azzurrino è in panchina, Asley Young non si è ancora ripreso dal virus e ieri è arrivata la positività di Hakimi, il marocchino di 22 anni è asintomatico.
De Vrji sbaglia una giocata in uscita, Vidal fa ancora peggio perchè entra su un piede di Marcus Thuram, dal dischetto l’algerino Bensebaini angola tanto, al punto che il pararigori Handanovic non arriva.
Il portiere ex Udinese deve uscire dall’area per evitare un contropiede.
La formazione della famiglia Zhang ha pazienza, chiede gli straordinari a Lukaku, che respinge un angolo. 
Meritava di vincere, si è peraltro aggiudicata appena 5 delle ultime 20 sfide con squadre tedesche, la più importante fu la finale di Champions, 10 anni fa, contro il Bayern.
Darmian crossa che è un piacere, da destra, insegue l’Europeo, al Parma non era stato sempre impeccabile. Aziona Lautaro, la girata è pronta, c’è una deviazione con un braccio, giudicata involontaria di Ginter, ci stava il rigore. Arriva l’1-2 dei bianchi, il lancio da centrocampo è deviato sulla trequarti da Thuram, De Vrji lo tiene in gioco, forse per centimetri, servono 3’ per decrittare l’azione, al Var. L’arbitro convalida. Poi Sommer salva su Darmian, di testa. Lukaku fa doppietta al 90’, tocco ravvicinato su angolo di Kolarov. Che allo scadere su punizione non trova la porta. Conte saluta Rose, avrebbe dovuto far attaccare di più nel primo tempo.

Inter-Borussia Moenchengladbach 2-2
GOL: st 4’ e 45’ Lukaku, 18’ Bensebaini rig, 40’ Hofmann.
INTER (3-4-1-2): Handanovic 6; D’Ambrosio 6,5, de Vrij 6,5, Kolarov 5,5; Darmian 6,5, Barella 5, Vidal 4,5, Perisic 6 (34’ st Bastoni sv); Eriksen 5,5 (34’ st Brozovic 6); Sanchez 5 (1’ st Lautaro Martinez 6), Lukaku 6,5. All. Conte 6.
 
BORUSSIA MOENCHENGLADBACH (4-2-3-1): Sommer 6,5; Lainer 6, Ginter 6, Elvedi 6,5, Bensebaini 6,5; Kramer 5,5, Neuhaus 6,5; Embolo 5 (30’ st Herrmann), Hofmann 7, Thuram 6,5; Pléa 5,5 (45’ st Stindl sv). All. Rose 6,5.
Arbitro: Kuipers (Olanda) 6.
Note: ammoniti D’Ambrosio, de Vrij, Kramer e Handanovic. Angoli 3-2. 

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Torino-Inter 0-3. La pioggia penalizza gli attacchi granata. Il centrocampo nerazzurro è da semifinali di Champions, la difesa all’altezza. Lukaku fa massa… L’infortunio di Belotti

(corrieredellosport.it)

E’ l’Inter di Lautaro Martinez, ma anche di Lukaku. L’argentino incanala l’anticipo del Grande Torino, va rivalutato Spalletti che nel finale della scorsa stagione lo preferiva a Icardi, pur reintegrato. I granata erano partiti bene, in un match iniziato tardi per drenare un po’ il campo dall’acqua, perderanno 3-0. Si fa male Belotti, il Toro è in 10, la battuta dal fondo di Sirigu diventerà un assist. A centrocampo Vecino fa valere lo stacco, lancia Lautaro, il destro è perfetto, raggiunge le 9 reti stagionali, è alla 5° marcatura esterna, bella, sul primo controllo a fuggire via. Otto sono i suoi gol nella prima mezz’ora. 
Diluvia a Torino, chi deve attaccare non è favorito, come evidenziava quand’era all’Inter Mazzarri, esponendosi così all’ironia di chi era prevenuto.
Il Torino veniva dal poker di Brescia, era in ripresa, gioca discretamente, meriterebbe il pari, l’Inter si difende con umiltà, come faceva anche con Spalletti. Il resto è periferia torinista, aggiramento sofferto, di fronte all’applicazione di Biraghi e compagni. Conte fa aumentare l’attenzione, gli azzurrini (da maglia esterna) non si distraggono mai. Il centrocampo regge, non funzionano le ripartenze, all’Inter basta far girare la palla per rifiatare. Servirebbe maggiore spettacolo, resta il pragmatismo di Conte, in attesa di giocarsi la qualificazione agli ottavi di Champions league, a Praga.
E’ un’Inter di marpioni, con Godin re del controgioco, all’Atletico Madrid, D’Ambrosio però si distende bene, è da nazionale, come quando si rivelò al Torino. La Juve si fa preferire per quantità di pallegol create, per classe, eppure l’Inter resiste, a un punto, e dovrebbe prolungare il secondo posto molto più rispetto al biennio con Luciano Spalletti. Brozovic giostra sempre bene, in regia, Barella pressa i tre difensori piemontesi, i movimenti sono perfetti di entrambe le squadre, a parte la dormita di casa sul gol. Uno lo segna sempre, l’Inter, in ogni gara della stagione, la fase difensiva è in miglioramento, dopo il tris buscato a Dortmund e a Reggio Emilia.
Il Toro insiste, Handanovic si allunga sulla girata di Ansaldi, poi Verdi e Nkoulou non trovano la porta. A tratti il gioco nerazzurro piace, Barella e Brozovic ricamano, sul cross del vicecampione del mondo Lukaku frusta, Sirigu si oppone. Sull’angolo da destra, crossa il croato, De Vrij è smarcato e tocca lo 0-2, dimenticato da Izzo. Il Toro non dispiace, non arriva il gol per riaprire il match, anzi il tre contro due interista esalta Sirigu, sul destro di Barella. Che lì si fa male a un ginocchio. Prima dell’intervallo cross di Verdi da destra, De Silvestri evita l’autogol su De Vrij, che anticipa De Silvestri.
Alla ripresa Sirigu salva ancora, su Lukaku, si va avanti così, con gli attacchi della squadra di Mazzarri, che 5 anni fa non meritava l’esonero, per Mancini, e con i raid dell’Inter. Il tris su passaggio di Brozovic per Lukaku, il destro è angolato, Sirigu stavolta non si supera. 
Il Toro replica con Verdi, nel finale ancora Lukaku è protagonista, la palla avvicina il palo. E’ un’Inter molto potente, che può resistere a lungo come anti Juve e anzi ambire al sorpasso, Conte se avrà i rinforzi richiesti potrebbe tenere anche in Champions, a patto che passi il turno. Mazzarri resta in difficoltà, come risultati, Belotti dovrebbe rientrare presto, la classifica resta lacunosa e l’Europa bis è lontana. Il presidente Cairo non è contento della stagione, avrebbe dovuto inserire altri rinforzi, rimedierà a gennaio?
Vanni Zagnoli

Torino-Inter 0-3
GOL: 12′ Lautaro Martinez, 32′ De Vrij; 10’ st Lukaku.
TORINO (3-5-2): Sirigu 7; Izzo 5,5, Nkoulou 5, Bremer 5 (11’ st Ola Aina 5); De Silvestri 6, Meité 5,5, Lukic 5,5, Baselli 6 (26’ st Berenguer 5,5), Ansaldi 6,5; Belotti sv (14′ pt Zaza 5,5), Verdi 5,5. All.: Mazzarri 5.
INTER (3-5-2): Handanovic 7; Godin 6,5, De Vrij 7, Skriniar 6,5; D’Ambrosio 7 (38’ st Dimarco sv), Vecino 6,5, Brozovic 7, Barella 6,5 (49’ pt Borja Valero 6,5), Biraghi 6; Lautaro Martinez 7 (24’ st Candreva 6,5), Lukaku 7. All.: Conte 7.
Arbitro: Maresca di Napoli 6,5.
Note: ammoniti Lautaro, D’Ambrosio, Izzo, Skriniar, Ola Aina. Recupero: pt 3’, st 2’. 25mila spettatori. 

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero, Sassuolo-Inter 3-4. Il ricordo di Squinzi, l’atterraggio in campo del paracadutista. Le doppiette di Lautaro e Lukaku, gli errori di Biraghi. Stellini dai due anni di patteggiamento al ritorno con Conte. De Zerbi: “Meritavamo il pareggio”

(ilgazzettino.it)

Reggio Emilia
E’ come se l’Inter volesse imitare la Juve, rischia un po’ meno dei bianconeri con il Bologna, è andata peggio all’Atalanta, raggiunta dalla Lazio. C’è il miglior Lautaro italiano, favorito dal gioco di Lukaku, è tutto facile con la difesa più in difficoltà della serie A, 4 gol subiti come dall’Atalanta e dalla Roma. L’argentino segna subito un bel gol, pareggia Berardi con un diagonale di destro imparabile, Biraghi doveva chiuderlo meglio. Lukaku tampona Peluso e fa annullare il nuovo vantaggio di Lautaro, si rifarà aggirando di forza il marcatore e insaccando l’1-2. Poi la sciocchezza di Marlon su Lautaro, mentre però si aspetta il rigore accade la situazione più esilarante. Un paracadutista sorvola la curva milanese, è nerazzurro e ha la maschera da Batman, atterra perfettamente a centrocampo, si prende il suo minuto di celebrità, due inservienti lo accompagnano fuori, gli arriverà un daspo perchè la manovra è pericolosa e magari una denuncia. Lukaku trasforma il rigore che alleggerisce il compito di Conte, era da 10 anni che un interista non segnava 4 gol nelle prime 4 trasferte, ci riuscì il Milito del triplete. Il belga è più fisico di Icardi e anche più partecipe, Lautaro non è più alternativo al centravanti, come avveniva spesso con Spalletti. L’Inter abbassa un po’ il ritmo nella ripresa, Brozovic per un tempo aveva comandato il pressing, senza Sensi rifulge Barella, trattenuto da Muldur, punito con l’altro rigore, infilato da Lautaro. Conte ha la febbre, in panchina si dimena meno del solito, De Vrij è imperfetto sui gol dei subentrati Djuricic (Lazaro perde la palla chiave) e Boga (splendido slalom), Bastoni non chiude, sporcando la prestazione. “Il calo è mentale – conferma Lautaro -, abbiamo perso ordine. Io peraltro sto benissimo”. L’arrembare sassolese non porta grandi pericoli. Resta l’impressione del centrocampo interista solido, con Gagliardini gregario, di una difesa che Godin per Bastoni renderà più fisica, mentre Biraghi a sinistra è vulnerabile. Il coinvolgimento delle fasce è puntuale, serviva il cinismo di Spalletti sul +3. Complice l’influenza, Conte lascia il palcoscenico a Cristian Stellini, il vice che aveva indotto alle dimissioni alla Juve, nel 2011, quando emerse il coinvolgimento di entrambi nelle scommesse, al Bari, preludio al patteggiamento arrivato quando Conte divenne ct. Stellini fu squalificato per due anni, riprese alla primavera del Genoa, viene dall’esonero di Alessandria, Conte l’ha ripreso: “Per 70’ abbiamo dominato – spiega -, nonostante i tanti reduci dalle nazionali. Servono più lucidità ed energie, nei finali”. “Non possiamo soffrire così – aggiunge Lukaku -, sull’1-4 la partita deve essere finire. Con il Borussia Dortmund non dovremo perdere la testa nei momenti difficili”. Ma il brio è almeno da secondo posto.
Per il Sassuolo era la prima dalla morte di Squinzi: “Meritavamo il 4 pari – sostiene De Zerbi -, il mio rammarico è avere convidiso poco tempo con il patron”.
Vanni Zagnoli
Sassuolo (4-3-1-2): Consigli 6; Muldur 4,5 (32’ st Toljan 5,5), Marlon 4,5, Peluso 5, Tripaldelli 5; Duncan 5,5, Magnanelli 5, Obiang 5 (7′ st Boga 6,5); Traorè 5 (21′ st Djuricic 6,5); Berardi 6,5, Caputo 5,5. A disp.: Turati, Russo, Defrel, Raspadori, Romagna, Piccinini, Ghion, Locatelli, Kyriakopoulos. All.: De Zerbi 5. 
Inter (3-5-2): Handanovic 6; Skriniar 6, De Vrij 6,5, Bastoni 5,5; Candreva 6 (28′ st Lazaro 5), Gagliardini 6, Brozovic 6,5, Barella 6,5, Biraghi 5,5; Lautaro M. 7,5 (27’ st Politano 5,5), Lukaku 6,5 (45’ st Vecino sv. A disp: Padelli, Berni, Godin, Ranocchia, Asamoah, Borja Valero, Dimarco, Esposito. All.: Conte. Arbitro: Giacomelli di Trieste 7.
Marcatori: 2′ Lautaro M., 16′ Berardi, 38’ e 45’ rig Lukaku; 26′ Lautaro M. rig, 29′ Djuricic , 36′ Boga. 
Note: ammoniti Obiang, Duncan, Magnanelli, De Vrij, Muldur, Tripaldelli e Bastoni per gioco scorretto. Recupero: pt 1’, st 5′. Angoli: 7-5 per l’Inter. Spettatori: 18 mila circa.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Le pagelle di Sassuolo-Inter. Il miglior Lautaro di sempre, l’affanno di Lazaro, Bastoni e Biraghi. I balbettii della difesa modenese

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_miglior_lautaro_di_sempre_affanno_di_lazaro_bastoni_biraghi-4809684.html

di Vanni Zagnoli

Le pagelle del Sassuolo (4-3-1-2)

Consigli 6 L’Inter o segna o calcia fuori, i due interventi nella ripresa sono facili.

Muldur 4,5 Preso fra Martinez, Barella e Biraghi vive un pomeriggio complicatissimo.

(dal 32’ st Toljan 5,5. Era stato uno dei migliori al penultimo Europeo under 21, con la Germania, è lontano da quelle cavalcate a destra).

Marlon 4,5 Non è proprio un centrale, ferma Martinez una volta sola.

Peluso 5 Ha l’unico merito di indurre Lukaku al fallo, nel primo tempo, a 35 anni fatica a reggere attacchi del genere.

Tripaldelli 5 Altro triturato, in fascia, ma ha 20 anni. 

Obiang 5 A metà primo tempo interviene su Barella, cerca la palla, trova l’uomo, l’ammonizione è inevitabile. Nella Sampdoria era uomo squadra, in neroverde è anonimo.

(dal 7’ st Boga 6,5 Avvia l’azione del 2-4, non è mai banale, in genere fumoso, stavolta segna pure in assolo).

Magnanelli 5 Altro 35enne in difficoltà nell’arginare.

Duncan 5,5 Con l’Inter aveva sfoderato superprestazioni, stranamente imbelle, meglio nel finale.

Traorè 5 A Empoli spaccava le partite, qui non va oltre il compitino.  

(dal 21’ st Djuricic 6,5 Bravo nel far centro subito)

Berardi 6,5 Vive forse il momento migliore della carriera, in un Sassuolo senza fase difensiva. 

Caputo 5,5 Sul sinistro ha la palla del 2-3, neanche avvicina la porta. A Empoli incideva tanto di più. 

Le pagelle dell’Inter (3-5-2)

Handanovic 6 A parte i gol (uno annullato) è quasi inoperoso. Sbaglia un rinvio ma a gara apparentemente chiusa.

Skriniar 6 Controlla bene Caputo, va un po’ in bambola negli ultimi minuti.

De Vrij 6,5 E’ il regista difensivo, azzecca il filtrante per il nuovo vantaggio. Poteva scivolare verso sinistra sulle due giocate individuali che ridanno dignità al Sassuolo. 

Bastoni 5,5 E’ il leader della nuova under 21, ha chance di andare all’Europeo maggiore. Posizione e fisicità, centrale mancino come pochi. Doveva opporsi meglio sul terzo gol, nel recupero spende un’ammonizione saggia. 

Candreva 6 A destra lascia spesso spazio a Gagliardini, neanche c’è sempre bisogno delle sue accelerazioni. 

(dal 28’ st Lazaro 5 Il subentro dell’austriaco agevola la rimonta interista). 

Gagliardini 6 Nell’Atalanta risolveva partite, qui argina e contribuisce a impostare d’esperienza.

Brozovic 6,5 Pressa per un tempo, oltre a cercare l’assist. Si capisce perchè Conte l’ha trattenuto nonostante i dissidi con Icardi e altri. E’ complice del 3-4. 

Barella 6,5 Senza Sensi, è un altro regista di classe, neanche serve che illumini. Raddoppia su Berardi, si procura di mestiere il rigore del poker. 

Biraghi 5,5 Non sempre preciso, ha sulla testa la palla del poker, fuori. Contro questo Berardi limita i danni, la fisicità non basta se non è accompagnata da concentrazione.

Lukaku 6,5 Per il gol. Nel finale sparisce e va in panchina. Resta un fattore, fossimo nel basket. Certo di fronte alla difesa più allegra della serie A non ha problemi. 

(dal 45’ st Vecino sv Entra per traccheggiare sul centrocampo).

Martinez 7,5 Probabilmente il miglior Lautaro italiano, mette in croce Marlon. 

(dal 27’ st Politano 5,5 Subentra offrendo solo respiro su un contropiede).

All. Conte 6,5. Sul 3-4 deve far riprendere attenzione, balbettii imprevisti. Però un’ora è positiva.

Arbitro Giacomelli 7. Gara lineare, anche senza Var, azzecca le ammonizioni. 

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Inter, quanta fatica. Sassuolo ko per 4-3. L’atterraggio del paracadutista, la vulnerabilità difensiva dei neroverdi, Gattuso in tribuna

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolointerlive_sassuolointerdiretta_sassuolointerrisultato_punteggio_formazioni_scudetto_conte-4809505.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/sassuolointerlive_sassuolointerdiretta_sassuolointerrisultato_punteggio_formazioni_scudetto_conte-4809519.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/sassuolointerlive_sassuolointerdiretta_sassuolointerrisultato_punteggio_formazioni_scudetto_conte-4809532.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/sassuolointerlive_sassuolointerdiretta_sassuolointerrisultato_punteggio_formazioni_scudetto_conte-4809532.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/sassuolointerlive_sassuolointerdiretta_sassuolointerrisultato_punteggio_formazioni_scudetto_conte-4809532.html

di Vanni Zagnoli

Sassuolo-Inter è un po’ come Sassuolo-Atalanta, l’1-3 del primo tempo dice tanto, considerate anche altre palle gol concesse dalla squadra di De Zerbi, finisce però 3-4, dunque molto meglio dell’1-4 della partita precedente la sosta e la morte di Squinzi. Per l’Inter era tanto facile, su un campo che negli ultimi anni aveva sofferto, dopo i 7 gol segnati per ciascuno dei primi confronti diretti, all’improvviso l’uno-due sassolese rende insidioso il finale. Come Juve-Bologna, l’Emilia è indomita.

Il prepartita è tutto dedicato al ricordo di Squinzi, scorrono le immagini della promozione in A, il suo motto: “Mai smettere di pedalare”. 

E’ appena iniziata, quando Brozovic serve Lautaro Martinez, il destro è all’incrocio dei pali, inatteso il subitaneo vantaggio nerazzurro. Ancora il croato per l’argentino, Marlon è sorpreso, il diagonale esce di poco. Berardi punta Biraghi sulla sinistra, la conclusione è di destro, talmente diagonale da tagliare fuori anche Handanovic, la dedica è naturalmente per Squinzi. Gli attacchi prevalgono sulle difese, quando si esce dal palleggio fine a se stesso, i neroverdi in genere fanno la partita, stavolta è l’Inter a far girare la palla, con la maglia celeste. Ogni palla che arriva in area è un pericolo per Consigli, Lukaku travolge Peluso sul cross di Candreva, Lautaro infila e l’arbitro Giacomelli annulla presto, senza neanche andare al Var, ogni contatto viene enfatizzato dal replay ma questo è evidente. E’ l’altra faccia della bestia, comunque sempre ai limiti del regolamento nei movimenti. 

E’ in fuorigioco la partenza di Caputo che pure segna, servito da Berardi, altro gol non convalidabile. A tratti la squadra di Conte schiaccia la banda di De Zerbi, vulnerabile sui cross laterali. E anche sulla girata repentina di Lukaku, servito da De Vrij e stavolta regolare nell’uno contro uno su Peluso. Il Sassuolo sbanda ancora, Magnanelli deve atterrare Martinez al limite. Atterra anche un paracadutista sul campo, prima del rigore, la task force di Mastergroup lo bracca subito. Marlon trattiene Lautaro, sospinto anche da Duncan, certo l’argentino fa poco per restare in piedi: dal dischetto va Lukaku, sporca la percentuale di Consigli come pararigori.

Sopra di due, l’Inter spinge anche nel secondo tempo, il Sassuolo continua a giocare ma ormai è andata. Muldur esulta per un salvataggio su Lautaro, che poi da fuori sollecita Consigli, idem Candreva. I (ner)azzurri arrivano a calciare con facilità rara, contro i brevilinei modenesi, c’era bisogno di questa verve contro lo Sparta Praga ma la Champions è molto più tosta della serie A. In tribuna c’è Gattuso, con il fido di Gigi Riccio, che al Sassuolo tentò la scalata verso la A, da centrocampista. L’Inter ha il temperamento gattuseo e la classe di molti singoli. Il resto è a lungo festa della curva nerazzurra e accademia. Anche il tocco di Muldur su Barella, per il secondo rigore e la doppietta di Martinez, applauditissimo. Il rilassamento porta al destro di Djuricic, servito da Caputo, su azione di Boga, con Bastoni in ritardo. L’ex Chelsea trottola sulla sinistra, Brozovic non lo contrasta a trova l’angolino, complice di nuovo Bastoni. Sul meno 1 l’Inter va in bambola, come in certi momenti dell’1-2 con la Juve. Due situazioni sono rischiose, Conte si farà sentire. Resta il -1 sulla Juve, escluso lo scontro diretto l’Inter è sulla stessa linea.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

(Ziz)zagando. Le difficoltà dell’Italia nei confronti del calcio inglese. Il debutto della Pergolettese in casa, in C. La mappa dei tecnici italiani all’estero. Basket, Sacchetti taglia il figlio Brian

Con Lucia Bosetti

(v.zagn) 1) Calcio femminile, il 2-3 dell’Italia in Israele, da 1-0, salvate nel finale da una parata di Giuliani. Il pareggio prima dell’intervallo, troppe amnesie in fase difensiva.

2) Basket, Sacchetti taglia il figlio Brian: “Recuperati Datome e Gallinari”. Il ct ha spiegato perchè ha tenuto in gruppo il figlio Brian e anche Ricci, “per tenere alto il livello di allenamento”.

3) Il debutto della Pergolettese in casa, in C, domenica.

4) Le difficoltà dell’Italia nei confronti del calcio inglese. La mappa delle presenze dei club italiani che non fanno tanta Europa.

5) La Conte story, del miglior allenatore al mondo, per continuità, intensità. Quanto può incidere sui risultati un tecnico così. Preferisco Giampaolo ma difficilmente sarà vincente quanto Antonio. Per un grande come lui, la federazione doveva provare a derogare, nazionale e club insieme, se possibile, anche solo come consulente.

6) Lazio, Atalanta, anche Bologna, il coraggio fuori casa. Il Genoa, soprattutto. Due grandi partite già alla seconda di campionato: Juve-Napoli, il derby di Roma. Bellissimo ma azzardato, magari tifosi sono ancora in vacanza.

7) Volley femminile, nessun set concesso in 4 partite, tutto normale. Potrei chiedere di intervistare la cugina di Egonu, Terry, pure nata a Padova, direi mai entrata ma resta una bella storia, la campionessa all’Europeo con la cugina, e così pure a Conegliano.

8) I tecnici italiani, l’Italia esporta ct: Antonio Maurogiovanni, di Bari, è dt dell’Irlanda, il napoletano Marco Galeone del Sudafrica, mentre il comasco Eros Goretti guida l’Ungheria. La mappa dei ct italiani all’estero, che allenano pure. Buscaglia, nuovo allenatore di Reggio, nel basket, allena l’Olanda. Ricordate Giani che mi disse che il doppio incarico è ammissibile ma non nello stesso campionato, infatti Blengini due anni fa ha dovuto lasciare la nazionale.

9) La curiosità. Al Bangor City, serie B gallese, ci sono 20 giocatori italiani, fra cui il figlio di Delvecchio. “Ne abbiamo molti di più di tante società italiane”, dice il ds Max Leghizza, ex marketing Udinese.