Il Gazzettino. Sassuolo-Milan. Un anno di Generazione S, con Raspadori. Dionisi ha espresso a Venezia il suo calcio migliore. La Mapei e la famiglia Squinzi, lo stadio privato e i tifosi

Reggio Emilia
Anche il Sassuolo ha fatto il suo mediaday, come la Roma. Solo che i neroverdi sono a metà classifica, senza reali obiettivi da mesi, sono unicamente arbitri dello scudetto. Vent’anni dopo, l’Inter spera in un 5 maggio al contrario, dal pianto di Ronaldo all’Olimpico con la Lazio, da 1-2 a 4-2, con scudetto alla Juve, che vinceva facilmente a Udine, con Lippi allenatore bis e Ventura con la famiglia Pozzo, alla speranza di un capitombolo Milan, per mantenere il tricolore.
In questo millennio il diavolo ha vinto appena due scudetti, con Ancelotti e Allegri, Pioli è parmigiano come Carlo, che poi magari festeggerà una nuova Champions con il Real Madrid, cui aveva regalato la decima, prima delle tre con Zidane, suo ex allievo.
Tutto questo è ambientato nel primo stadio privato d’Italia, a Reggio Emilia, venne costruito nel ’94 da Franco dal Cin, trevigiano, per una vita nel calcio a nordest, portò Zico all’Udinese e poi Futre in questa città, neanche il ricco Sassuolo ha mai avuto un campione del genere, vice pallone d’oro. “Il Sassuolo è una falsa piccola – ci disse Maurizio Sarri, quando al debutto in serie A portò l’Empoli a metà classifica -, perchè dietro ha la Mapei”. Già, la multinazionale dei calcestruzzi per l’edilizia, per gli interni. Il patron Giorgio Squinzi era tifoso del Milan, non ha avuto il coraggio di prenderlo, rifiutò anche il Verona e il Bologna, ai figli Veronica e Marco ha ordinato di portare avanti il progetto pallone, anche con i giovani, generazione S, presentato martedì sera, al primo anno di attività. Nel distretto emiliano delle ceramiche, al confine con Modena, aspettano società affiliate anche dalle nostre regioni, ha preso la parola persino un campano.
Questa è la fabbrica dei campioncini, del tridente re del mercato, Berardi che disse no alla Juve e all’Inter, mentre l’ad Carnevali l’ha negato alla Fiorentina, dopo il titolo Europeo dell’Italia, e poi Scamacca, vicino all’Inter, e Raspadori, che piace alla Juve.
“Nasco tifoso bianconero – spiega l’attaccante originario del Bolognese, che De Zerbi volle capitano contro la Roma, un anno fa -, non ho preferenze fra Inter e Milan”.
Questo finale di campionato regala emozioni agli sportivi, in parte ricompensati dall’assenza dell’Italia al mondiale in Qatar. “Non basterebbe neppure uno spareggio, che non si disputa più – osserva Raspadori -, per restituire quanto abbiamo perso a Palermo, con la Macedonia. In nazionale arrivo prima dell’Europeo, tocchiamo l’apice a Wembley e poi entro nel finale del playoff, semifinale”. Per cancellare la delusione, servirebbe minimo una semifinale a Euro 2024, oppure vincere la Nations league, che ha il sapore della Confederation cup per la Roma.
Sulla barca nera e verde c’è Alessio Dionisi, toscano ma non tifoso della Fiorentina, simpatizzante della Juve, un giocoliere, ha vinto a San Siro con Milan e Inter, all’andata e al ritorno, e a Torino con la Juve. Il massimo, eppure chiuderà probabilmente all’11° posto. “Vorremmo proprio salire nella parte sinistra della classifica”, auspica Raspadori, brevilineo tonicissimo. Dionisi era esordiente in serie A: “Sono stato un ex difensore in C, mai avrei immaginato di scalare il calcio così rapidamente, dai dilettanti”.
Al Venezia dava spettacolo, spesso, Zanetti è partito dal suo grande lavoro, per la promozione, che Dionisi ha colto a Empoli. “Vogliamo vincere per noi stessi, per i tifosi, per la famiglia Squinzi, non per l’Inter”, dicono Dionisi e Giacomo Raspadori. “Pensaci, Giacomino!”, si chiama una commedia di Luigi Pirandello. Ecco, l’Inter spera che ci pensi lui, fra assist e gol o anche penultimo passaggio vincente, con o senza Scamacca o Berardi. Frattesi è già da nazionale, Maxime Lopez è un piccolo Jean Tiganà, il mito degli anni ’80, campione d’Europa con la Francia di Platini. Comunque vada, sarà uno spot per la Mapei. Mentre Kerakoll sponsorizza il Modena, appena tornato in B. La ricchissima Emilia Romagna ha una concentrazione di sport che sembra il nordest vecchia maniera, con i Benetton padroni di basket, volley e rugby. Qui si fa la storia, Milan al 95%, Inter al 5%, anche se è più forte. Simone Inzaghi ha già supercoppa e coppa Italia, le aveva già vinte alla Lazio, Pioli è a zero titoli, non perderà l’occasione.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Sassuolo-Cagliari 2-2, mezza rovesciata di Keita Baldè e spettacolo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_cagliari_2_2_scamacca_keita_balde_berardi_joao_pedro_serie_a-6336024.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_cagliari_2_2_scamacca_keita_balde_berardi_joao_pedro_serie_a-6336099.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/sassuolo_cagliari_2_2_scamacca_keita_balde_berardi_joao_pedro_serie_a-6336086.html

di Vanni Zagnoli

Conturbante e rutilante è la partita fra una squadra tranquilla e l’ultima della classe. Il 2-2 vale un 4-4, per emozioni, varie partite di Champions non sono di intensità inferiore.

Al Mapei stadium, si raccolgono fondi per la bimba di 11 anni che ha perso i famigliari, nella strage di Sassuolo, peccato che la risposta del pubblico sia tiepida. Si sentono solo i tifosi ospiti, come quasi sempre. «Cagliari ti amo», recitano in uno striscione, saranno 300, sardi emigrati al nord. Pochi sostenitori in più nella curva di casa, semivuoto il settore distinti, semipiena la tribuna tutta. A Reggio si va sempre alla partita come fosse a teatro, anzi qua non ci sono i loggionisti, c’è pazienza, per il Sassuolo, anche quando fatica a fare la partita. Dionisi non controlla sempre il gioco, a differenza di De Zerbi e in parte di Eusebio Di Francesco, in Serie B dava spettacolo con il Venezia e l’Empoli, in A cerca l’equilibrio. Ceduti Locatelli Marlon, in Ucraina con l’ex allenatore, Boga neanche oggi c’è, a volte è fuori partita, il tridente ambito dalle grandi squadre è spento. Berardi sgasa a intermittenza, Scamacca ha la fisicità di Ibrahimovic, si vede poco e Raspadori è nel mirino di Dionisi, che peraltro smentisce.

Il Cagliari è la compattezza di Walter Mazzarri, non si batteva per la semplice salvezza da 14 anni, dal miracolo a Reggio Calabria. Aspettiamo due terzi di campionato da Mazzarri, da quasi quarti di finale di Champions, con il Napoli, da Europa league con il Torino, a 60 anni può ancora dare molto. Non strepita, in panchina, è in abito scuro, accompagna i movimenti, con questo pareggio non perde contatto dalla zona salvezza. Il presidente Tommaso Giulini ha perso la pazienza, da Semplici a Di Francesco, da Zenga a Maran, andando a ritroso, non avrebbe dovuto esonerare Maran, artefice del miglior terzo di campionato del millennio, con i rossoblù.

La partita è discreta, Cragno si oppone a Frattesi, il miglior del Monza in serie B, poi l’esterno aziona Scamacca, alto. Raspadori è leggero, in una deviazione, con De Zerbi ebbe persino la fascia di capitano, a 20 anni, ora deve pensare a difendere, anche. Il Cagliari avanza, con ardore, nella nebbia mediopadana. Dalla tribuna si odono le voci dei tifosi. Si aspetta il guizzo di Joao Pedro, è figlio di agricoltori emigrati da Veneto e Trentino e per questo potrà giocare in nazionale, peccato che non sia un centravanti puro. Simeone è esploso, a Verona, le sue prime stagioni sono sempre d’impatto, accadde così anche al Genoa, alla Fiorentina e al Cagliari, la prossima stagione cercherà di evitare la sua classica stagione del secondo anno, magari andrà via, come dal Genoa. Arriva l’occasione rossoblù da urlo, Nandez merita una grande, centra per Bellanova, l’azzurro si coordina e Consigli una volta di più merita la nazionale, molto più di Meret e Sirigu, campioni d’Europa.

Ferrari avanza, da centrale e capitano azzarda un movimento da trequartista, la punizione non è sfruttata. Merito del controgioco di Mazzarri, convincente. E le trame sono buone, si arriva regolarmente a conclusione buona.

Nel momento migliore degli isolani arriva la controfuga vincente, al 36’ il primo guizzo di Traore a centrocampo libera Berardi, il tocco fulmineo lancia Scamacca, Nandez è troppo avanti, Lykogiannis e Ceppitelli sono presi d’infilata. Il centravanti avanza e spara, è solo alla 3^ rete in neroverde. Mazzarri incita, il pari è immediato, la rete più bella del campionato, la sforbiciata da copertina di Keita Baldè, destro da una decina di metri, su cross da destra di Nandez, altrettanto spettacolare, in allungo, dal fondo, su Rogerio. Sono squilli da Champions, spettacolo da Champions, sono tecnica e intuizioni, questo è il Mazzarri che vinse la coppa Italia, con il Napoli, e sfiorò la supercoppa. 

Ripresa con gli stessi effettivi, dicono alla radio. Walter non è più a vocazione difensiva, sul rinvio di Cragno dispone a 4-2-4, in contenimento a 4-4-2, quando la palla arriva ai 16 metri anche a 5-4-1, ma è normale. Il ritmo è alto, Marin impreciso, la reciproca azione di rottura prevale sulla rifinitura. Anzi, è Frattesi a rompere l’equilibrio, si fa sgambettare da Lykogiannis, sull’appoggio di Toljan, dal dischetto Berardi migliora la percentuale, di sicuro è superiore a Jorginho. 

Il Cagliari ha paura, il tocco in angolo di Zappa, da solo, inutile, mostra il dispiacere da ultima della classe, che concede un’occasione gratuita. Il match ripete il copione del primo tempo, i sardi replicano puntualmente, stavolta con fortuna, Frattesi tocca Joao Pedro, questione di centesimi, è il rigore del 2-2, dello stesso brasiliano che rafforzerà la nazionale di Mancini. Consigli ha parato la bellezza di 22 rigori, in serie A, è spiazzato. Prende voce la Sardegna in curva, cori e danze, al freddo emiliano. Palla a terra, il Cagliari è gradevole, quanto l’Empoli, appena passato qui. I bianchi sono frenetici, in condizione, solo episodicamente distratti dietro, i neroverdi armonici e duttili, il terreno ha una fascia marrone, nonostante giardinieri specialisti. Il match rifiata, a parte un destro volante e violento di Traore. Essere Mazzarri significa capire la partita, abbassare il ritmo quando serve, inibire il gioco avversario e ripartire fulminei, con Raoul Bellanova che ha sprint da straniero, del resto è passato dal Bordeaux, in Francia. Si raddoppia, si appoggia, si punta e così Joao fa ammonire Frattesi, era il classico fallo da arancione, tattico ma pure di forza. Senza Maxime Lopez, i mapeisti costruiscono meno, Cragno esce e fa male a Ceppitelli, è colpa dell’arbitro Baroni che non ha sanzionato subito l’offside, Meli doveva sbandierare subito.

Fiorentina-Milan, le pagelle: Saponara ( 8 ) e Vlahovic ( 8 ) sono devastanti, che papera per Tatarusanu (4)

Sassuolo-Cagliari, le aspettative delle stagioni delle due squadre

E il finale è da Champions, per davvero, Rogerio traversa, Defrel impatta, Cragno vola. Martella anchje il Cagliari, un cross di Nandez quasi procura l’autogol. Il Sassuolo aveva perso la Conference a 5’ dalla fine, ora difficilmente si batterà per il 7° posto, Mazzarri vorrebbe migliorare l’11°, miglior piazzamento dell’èra Giulini. Non è inferiore alle liguri, naturalmente alla Salernitana e forse neanche alle nordestine.

“Abbiamo calciato 20 volte in porta – sostiene Alessio Dionisi – e concesso pochissimo, paghiamo un paio di errori. E il Cagliari davanti ha giocatori importanti. Non guardiamo solo le negatività, la classifica non è male”.

Sassuolo-Cagliari 2-2

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6,5; Toljan 6,5, Ayhan 6, Ferrari 6,5, Rogerio 5 (40′ st Kyriakopoulos ng); Frattesi 6,5, Lopez 6; Berardi 6,5, Traore 6 (40′ st Henrique ng), Raspadori 5 (45′ st Muldur ng), Scamacca 6,5 (28’ st Defrel 6). Allenatore Dionisi 6,5.

CAGLIARI (4-4-2): Cragno 6,5; Zappa 6 (33’ st Caceres ng), Ceppitelli 6,5, Carboni 5,5, Lykogiannis 5; Bellanova 6,5, Marin 6 (39′ st Oliva ng), Grassi 6 (33′ st Deiola ng), Nandez 7; João Pedro 6,5, Keita Baldé 7 (39′ st Pavoletti ng). Allenatore: Mazzarri 7.

Arbitro: Baroni di Firenze 6

Marcatori: 37′ Scamacca, 40′ Keita Baldè; st 6′ Berardi rig, 11′ Joao Pedro rig. Note: spettatori 4 mila circa. Ammoniti: Marin, Grassi, Ayhan. Angoli 6-5. Recupero pt 1’, st 4’.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Segna sempre Beto, l’Udinese vince con il modulo del Sassuolo, 3-2

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307205.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307214.html

di Vanni Zagnoli

Il pragmatico Luca Gotti si aggiudica il duello con il creativo Alessio Dionisi. L’Udinese si conferma bestia nera del Sassuolo, lo prende a 14 punti, in zona tranquillità. Segna presto, subisce due eppure ha la forza di rovesciarla nuovamente. Neanche quest’anno i neroverdi torneranno in Europa, non sono continui, soprattutto contro le squadre di medio livello dovrebbero essere più cinici, si sono fatti rimontare nel recupero dall’Empoli, vincitrice, e dal Genoa, battere a Reggio dal Torino e si sono fatti imporre lo 0-0 dalla Sampdoria. Difficilmente Dionisi eguaglierà i due ottavi posti di Roberto De Zerbi, ha perso Locatelli ma ha Frattesi, potenzialmente già da nazionale, e preferito Scamacca (entrato solo al 27’ st) a Caputo.

La terza Udinese di Gotti proverà a migliorare il 12° e il 13° posto raggiunto, dal 2013-14 i bianconeri non sono mai andati oltre la 12^ posizione, appunto. Sono in serie A dal ’95, ininterrottamente, serie record per le provinciali, superiore anche a quella dell’Atalanta, sono 26 stagioni consecutive, contro le 25 di tutto il resto della storia, la famiglia Pozzo limita gli esborsi, non piazza più le grandi cessioni di inizio millennio.

I gol, dunque, dello stadio Friuli. All’8’, azione prolungata, Becao sfonda a destra, crossa per Deulofeu che prende il tempo alla difesa emiliana e segna. Passano 6’ e Silvestri in fase di rinvio, serve ne approfitta da posizione ravvicinata. I salvattaggi di Becao sul tiro di Defrel e di Nuytinck su Berardi. Al 28’ il sorpasso, Rogerio traversa per Frattesi, il sinistro è perfetto, sotto la traversa. Il pari dalla distanza è di Molina, decisiva peraltro la deviazione in autorete di Frattesi. Consigli, invece, nega il 2-2 a Beto.

Il sorpasso definitivo è al 7’ st, tocco all’indetro di Pereyra, Norberto Beto appoggia in rete, il var convalida, è la 4^ rete del portoghese, in poche settimane.

Nel finale Makengo allontana la palla e viene ammonito, poi ferma la ripartenza di Berardi e viene espulso. L’unica parata vera di Silvestri è sul colpo di testa di Ferrari. Discreto l’esordio dell’argentino Perez, arrivato a Udine in prestito dall’Atletico Madrid. L’Udinese non vinceva da 8 turni, prevale grazie al 4-2-3-1 che il Sassuolo proponeva con De Zerbi, ora Dionisi vira sul 4-3-3, mantiene il possesso palla ma esce a mani vuote. Prevale la fisicità dei furlani, i “mapeisti” pagano l’assenza di Maxime Lopez, squalificato.

Udinese-Sassuolo 3-2

UDINESE (4-2-3-1): Silvestri 5; Perez 5,5, Becao 6,5, Nuytinck 6,5, Samir 5,5 (36′ pt Udogie 6,5); Arslan sv (16′ pt Makengo 5,5), Walace 6; Molina 7, Pereyra 6,5, Deulofeu 7; Beto 7 (42′ st Success sv). A disposizione: Padelli, Carnelos, Zeegelaar, Jajalo, Samardzic, Nestorovski, Forestieri, De Maio, Soppy. All. Gotti 6,5.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6; Muldur 5,5, Chiriches 5,5, Ferrari 5,5, Rogerio 6 Frattesi 7 (41′ st Harroui sv), Magnanelli 6 (26′ st Matheus Henrique 5,5), Traore 6,5 (21′ st Scamacca 5,5); Berardi 6,5, Defrel 5,5, Raspadori 5,5. A disposizione: Pegolo, Satalino, Goldaniga, Ayhan, Peluso, Toljan, Kyriakopoulos. All. Dionisi 6.

Arbitro: Dionisi 6. Reti: 8′ Deulofeu, 15′ Berardi, 28′ Frattesi, 39′ aut. Frattesi; 7′ st Beto. Note: ammoniti Arslan, Ferrari, Muldur, Consigli, Beto, Makengo. Espulso al 42’ st Makengo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Derbyderbyderby.it. Il dopo De Zerbi, Alessio Dionisi: “Io e il Sassuolo ci siamo incontrati e sposati”

(derbyderbyderby.it)

https://www.derbyderbyderby.it/calcio-italiano/serie-a/il-dopo-de-zerbi-alessio-dionisi-io-e-il-sassuolo-ci-siamo-incontrati-e-sposati/

di Vanni Zagnoli

Al Mapei Center si presenta l’unico allenatore debuttante in serie A, Alessio Dionisi, ex difensore: “Al massimo sono arrivato in serie C”. Il Sassuolo ha scelto questo senese di Abbadia San Salvatore, 41 anni, il secondo più giovane della serie A, dietro soltanto Thiago Motta, che va allo Spezia. “E’ un’eredità difficile – spiega il tecnico arrivato dopo Roberto De Zerbi, per due volte ottavo -. La società ha scelto me, ha un’identità precisa, è la scelta adeguata anche per me, sarà stimolante. Il mondo del calcio va velocissimo, è difficile confermarsi, sarebbe folle non cercare di dare continuità al lavoro fatto dal collega. Il Sassuolo ha un marchio riconoscibile, dovremo confermarci sul campo. Ancora non ci conosciamo, cercherò di metterci qualcosa, l’Europa è lontana, ci sono società che non hanno fatto per quanto avrebbero potuto. Il Sassuolo ottimizza anche queste situazioni, l’obiettivo ora è fare meno danni possibili”. De Zerbi è passato in Ucraina, per la Champions League, allo Shakhtar Donetsk: “Ha compiuto una scelta coraggiosa, che non è da tutti. E poi fuori si vede la facciata, delle persone, i rapporti spesso sono diversi: con me è stato disponibile in una telefonata, magari ce ne saranno altre”.

Quando venne promosso con l’Empoli, Dionisi espresse il desiderio di sfidare Allegri: “Giocheremo contro, ci stiamo avvicinando. Prima o poi andrò a cena con lui. Non c’è un allenatore in particolare a cui mi ispiro, non ho mai allenato in A”. Il Sassuolo è in serie A dal 2013, dopo l’Europa e le salvezze con Eusebio Di Francesco aveva faticato, con Bucchi, poi sostituito da Iachini. Il triennio di De Zerbi è stato invece eccellente: “L’ambiente mi ha fatto un’ottima impressione, ho trovato un gruppo sano, confermarsi è più difficile che arrivarci, dev’essere uno stimolo”. L’Italia è in finale, agli Europei, anche grazie a Berardi e a Locatelli, e in rosa c’è anche Raspadori: “Siamo italiani e orgogliosi, da un po’ non vedevamo gli azzurri giocare così. E’ importante che ci siano giocatori del Sassuolo, con Mancini, la scelte di mercato non spettano a me, magari altri ancora l’avrebbero meritata. La sostenibilità di una società passa anche dal mercato”. L’uscita dall’Empoli è stata turbolenta, comunque meno rispetto a quanto è successo a Italiano, nel lasciare lo Spezia per la Fiorentina: “Anche a me ha fatto arrabbiare leggere certe cose. Se il Sassuolo mi ha dato questa possibilità, è grazie al percorso, iniziato in serie D, all’Olginatese. Poi il Borgosesia e il Fiorenzuola, quindi l’Imolese in C, il Venezia e naturalmente la promozione con l’Empoli. Il tempo dirà se i dissapori con l’ultima società sono capricci o reali, di certo non faccio polemica”.

Il 4-2-3-1 era il modulo preferito da De Zerbi: “Il Sassuolo giocava e otteneva risultati, ha tanti giocatori bravi, vanno messi nelle migliori condizioni. Si etichettano gli allenatori con dei moduli, intanto si va avanti sul filo della continuità. Dobbiamo conoscerci, sul campo, non devo fare richieste, per il mercato, il ds Giovanni Rossi ha già le idee molto chiare. Non abbiamo parlato di giocatori, Bajrami è bravo ma non chiedo nessuno. Partiamo da chi rimarrà. E rimarranno in tanti, io vorrei allenare tutti loro. Sino a due anni fa, mai avrei pensato di fare il 4-3-1-2”. Quanto è stato vicino, alla Sampdoria? “Con il Sassuolo è stato un innamoramento, ci siamo incontrati e sposati, in mezzo ci può essere stato un parziale ripensamento, Genova è stato questo. Ho sempre sperato che il Sassuolo trovasse l’accordo con l’Empoli, per la mia uscita”. Il bel gioco resta il dogma di Dionisi e anche del Sassuolo: “Occorre essere credibili nei confronti dei calciatori. Empoli e Salernitana sono state promosse con concetti di gioco agli antipodi, comunque avrei rubato qualcosa volentieri al loro pragmatismo. Certo se devo scegliere, preferisco giocare e bene”.

Da difensore centrale, Dionisi è stato per 6 stagioni al Voghera, per 4 alla Tritium: “Non sono stato un gran giocatore. Da tecnico sono ballerino, le squadre migliori sono arrivate l’anno successivo, e anche il Sassuolo è una grandissima opportunità formativa, cerco occorrerebbe cercare continuità. Peraltro non sono per niente irrequieto, non vado alla ricerca di chissà che cosa”. La chiusura tocca a Giovanni Carnevali: “Ci godiamo la nazionale – spiega l’ad -, che porti a termine quanto di buono abbiamo visto. Di Locatelli riparleremo quando finirà l’Europeo, dopo domenica: abbiamo ricevuto offerte, con la Juve ci siamo sentiti 10 giorni fa, è tutto da valutare. Sono arrivate proposte anche per qualche altro giocatore, cerchiamo sempre di coniugare il risultato sportivo ed economico, per ora abbiamo dato via solo Marlon, cessione comunque pesante”. Per il proprietario anche di Mastergroup, “il mercato è straniero, più che italiano. Abbiamo giocatori appetiti da grandi club: Boga, Berardi, Raspadori, per noi l’interesse è motivo di vanto e tranquillità. Serve sempre il triangolo, ovvero accontentare noi, la società acquirente e il giocatore, non abbiamo necessità di cedere. Mister Dionisi sa già che deve stare tranquillo, abbiamo lavorato a quanto possa succedere nel domani, magari arriveranno offerte irrinunciabili. Raspadori viene dal nostro settore giovanile, è super importante”. Dionisi ha un biennale con opzione per la terza stagione: “Per dare continuità – conclude Carnevali -, sposa il progetto Sassuolo. Non ha potuto conoscere il patron Giorgio Squinzi, scomparso un anno e mezzo fa, crediamo sarebbe stato l’ideale, spesso nelle nostre scelte pensiamo a quanto avrebbe voluto fare il fondatore della Mapei”.

Da “derbyderbyderby.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Punizione di Dionisi e rigore molto generoso, ma il Frosinone non batte il Pordenone: 2-2

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/punizione_di_dionisi_rigore_molto_generoso_ma_frosinone_non_batte_pordenone_2_2-4990217.html

https://www.ilmattino.it/sport/serie_b/punizione_di_dionisi_rigore_molto_generoso_ma_frosinone_non_batte_pordenone_2_2-4991535.html

di Vanni Zagnoli

Il girone di ritorno della serie B inizia con l’1-1 tra Frosinone e Pordenone, il pari va stretto ai friulani, superiori, a conferma di un secondo posto meritato, ora a +4 sul Crotone. 

La punizione all’incrocio di Federico Dionisi arriva fin troppo presto, al 2’, è peraltro splendida. I ciociari concedono troppo alla squadra di Attilio Tesser, una conclusione al volo di Pobega è alta. Bardi chiude su Strizzolo, servito da Gavazzi. Il pari arriva con l’incertezza del portiere sulla conclusione di Gavazzi, la respinta è laterale e Leonardo Candellone è abile ad angolare il tapin, è alla sua prima rete in B. La squadra di Alessandro Nesta riprende campo, dopo l’intervallo Dionisi non riesce a toccare di testa in porta, la palla danza per un attimo vicino alla linea. Passa allora il Pordenone, su cross da destra del solito Gavazzi, l’impatto di destro è perfetto, sul primo palo, del ventenne Tommaso Pobega, che all’andata fece doppietta. Gavazzi sfiora Brighenti, il contatto è troppo leggero per portare al rigore, Pezzuto lo concede e fa innervosire i neroverdi dal dischetto Ciano: il sinistro è respinto da Di Gregorio, in tapin è perfetto. 

Il Pordenone schiuma rabbia, anche perchè Tabanelli in area tocca con la mano, è il classico rigore che al Var si potrebbe concedere (la sperimentazione partirà domani, offline, in Cremonese-Venezia), lì Pezzuto non è altrettanto fiscale. L’unica occasione vera è per Ciano, nel finale, con ulteriore tensione al triplice fischio. 

Il Frosinone aveva pareggiato anche a fine anno, resta a 7 punti dalla seconda piazza, che rischia di uscire dalla portata, si pensava costruisse ancora di più. Contro l’Ascoli mancheranno Ciano e Dionisi, squalificati. I ramarri somigliano al Novara di Tesser, autore del duplice salto, un decennio fa, in trasferta sono meno vulnerabili, al di là del 4-0 subito a Salerno. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Frosinone-Avellino 1-1. Novellino in B fa la differenza, Pasquale Marino è meno dominante del passato, come gioco. Castaldo manca il pari, lo trova nel finale

Il gol di Castaldo (legab.it)

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/frosinone_avellino_1_1_dionisi_castaldo_ma_traversa_un_rigore_negato_ai_ciociari-2358432.html

di Vanni Zagnoli
Il Frosinone si fa riprendere dall’Avellino e dunque domani sera potrebbe essere ripreso in vetta alla serie B da Spal e Verona. Contro l’Avellino, il possesso palla è ciociaro, per una volta il gioco di Pasquale Marino non è così spregiudicato e ottenuto il vantaggio risparmia energie e fa girare la palla. Eccesso di prudenza, punito a 9’ dalla fine dal destro da fuori di Castaldo.
A sinistra, Mazzotta spinge che è un piacere, come quando venne promosso in A nel Lecce, a 21 anni: serve Dionisi e il sinistro dell’attaccante esce. Sempre l’esterno mancino scatta in leggero fuorigioco su passaggio lungo di Ariaudo, il controllo a seguire diventa assist per Dionisi, al 14° gol stagionale, a uno dal suo primato personale, stabilito in Lega Pro. Federico Dionisi resta il più insidioso, assieme all’esterno destro Fiamozzi, lanciato da Gasperini nel Genoa.
Novellino fa entrare Castaldo per il regista Moretti per aumentare la forza offensiva, un’azione infinita nell’area giallazzurra fa gridare al gol il migliaio di tifosi irpini in curva, è Bardi ad anticipare proprio il centravanti di maggiore stazza della categoria.
La ripresa è ancora più tattica, con il controllo del Frosinone e una certa pressione dell’Avellino, sostenuto da Marco Perrotta. Lo spettacolo scende di livello, nonostante l’attivismo del giallazzurro Maiello. Quando Russo allontana, nessuno va a contrastare Castaldo, così il centravanti trova l’angolino. Poi Terranova si gira all’improvviso al limite dell’area, come un attaccante, centra la traversa. Ci sarebbe un rigore su Dionisi, l’arbitro Marini non lo fischia.
Esulta così Novellino, a +8 sulla zona retrocessione. Se in serie A, un anno fa, al Palermo durò un mese, con un punto in 4 gare, in cui non seppe incidere, nell’Avellino al posto di Domenico Toscano convince appieno.

Ilmessaggero.it e ilmattino.it. La Spal domina anche a Carpi. Triplo Dionisi, Frosinone a +2 sul Verona. Il tributo di Ascoli a Mazzone. Il crollo del Bari a Trapani

Mazzone festeggiato in campo ad Ascoli (lastampa.it)

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/la_spal_domina_carpi_la_tripletta_di_dionisi_porta_frosinone_2_verona_tributo_di_ascoli_mazzone-2325629.html

http://sport.ilmattino.it/calcio/serie_b_sspal_domina_frosinone_ascoli_tributo_mazzone-2325744.html

Vanni Zagnoli
Carpi
Vista da vicino, la Spal offre una notevole dimostrazione di forza, nel derby emiliano con il Carpi, che un anno fa sfiorò la salvezza in A. Al Cabassi festeggia il migliaio di spallini, gratificato dal tris in 40’. I biancazzurri sono tecnici e avveduti, tattici e ardimentosi, Leonardo Semplici merita la serie A a prescindere, ma il triplo salto è davvero fattibile, perchè da un mese il Frosinone ha perso il ritmo (al di là della tripletta di Dionisi) e il Verona si è smarrito già prima del 2017. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per il doppio salto centrato dal Novara e dal Cesen, con la regista del codino Castagnetti, davanti alla difesa e l’appoggio di Arini, collega di look. Colpiscono fisicità e personalità di Kevin Bonifazi, già stagista con il ct Ventura, a sorpresa, e fidanzato di miss Italia 2015, Alice Sabatini. Del Grosso è muscolare, a sinistra, Schiavon una certezza. La partita si risolve in 10’, con il palo di Arani e il tapin di Sergio Floccari, Raddoppio di rigore, per la trattenuta di Lollo su Schiavon e l’esecuzione di Antenucci, primattore cadetto. Altre 3 occasioni contro 2, nel primo tempo, più il terno fimato dal sinistro di Floccari, all’incrocio dei pali. E’ a quota 7 reti in due mesi, a 36 anni per la serie B è molto competitivo e proverà a essere titolare in caso di promozione.
Alla ripresa i biancorossi accorciano su azione di Struna, il destro di Mbakogu è respinto e ribadito in gol da Kevin Lasagna, già dell’Udinese. Meret nega il 2-3 a Fedato, poi Nasca nega il rigore a Poli: resta un arbitro molto sopravvalutato, soprattutto abbronzato. Il Carpi meritava quasi il punto, per il secondo tempo, lì Vicari e compagni arretrano con giudizio, tenendo palla, e vanno a segno anche con Zigoni, uno dei tre parenti d’arte in rosa.
La giornata è memorabile per la festa ad Ascoli per Carlo Mazzone, 80 anni domani e invitato dalla società bianconera. Il tecnico romano abita a 5’ dallo stadio Cino e Lillo del Duca, si è commosso e ha risposto al pubblico. Qui iniziò ad allenare nel ’68 e conquistò due promozioni in tre anni, assieme al presidente Costantino Rozzi, guidando il Picchio al debutto in A, nel 1974-75, e alla prima salvezza. Tornò nelle Marche nell’80, per traguardare 4 salvezze di fila, partendo da un sesto posto eccellente, secondo soltanto al 4° ottenuto due anni prima da Gb Fabbri.
E’ stata comunque la giornata di Federico Dionisi, che può riportare in A il Frosinone, mentre il Verona conquista il pareggio meritato solo allo scadere, grazie al colpo di testa di Simone Ganz: Pecchia non può rischiare di perdere anche a Vercelli, sul campo di una squadra che era in zona retrocessione, l’unica dietro a non avere cambiato allenatore, a insistere su Moreno Longo. Come solo il Latina, che però è penalizzato dal fallimento.
Sorprende la quaterna del Trapani al Bari, con Colantuono potenzialmente da serie A diretta. Cagni torna a Brescia, la sua città, riprendendo lo Spezia, dove aveva allenato per l’ultima volta. A 66 anni è lo Zeman della B, solo però all’anagrafe.
Frosinone-Vicenza 3-1: 33’ pt, st 28’ e 36’ Dionisi, 48’ Pucino rig (mano di Maiello).
Pro Vercelli-Verona 1-1: 42’ pt Bianchi (P), 49’ Ganz.
Carpi-Spal 1-4: pt 8’ e 38’ Floccari, 11’ Antenucci rig; st 9’ Lasagna (C), 46’ Zigoni.
Trapani-Bari 4-0: pt 21’ Legittimo, 27’ e 37’ Jallow; 14’ st Coronado.
Avellino-Novara 1-1: 10’ pt Macheda (N), 32’ st Ardemagni rig (fermato in uscita dal portiere Da Costa).
Brescia-Spezia 1-1: 4’ pt Sciaudone (S), 30’ st Mauri.
Ascoli-Cittadella 2-1: st 6’ Litteri rig (C, mano di Almici), 20’ Gigliotti, 41’ Orsolini; espulso Iori (C) al 43’ per fallo su Cassata
Pisa-Latina st 5’ Manaj (P), 35’ Corvia.
Domani (17,30) Cesena-Ternana; lunedì (20,30) Entella-Salernitana.
Ieri: Perugia-Benevento 3-1:
CLASSIFICA. Spal 58, Frosinone 56; Verona 54; Benevento (-1) 49, Bari 46, Perugia, Spezia e Novara 45; Cittadella 44; Entella e Carpi 43, Ascoli 38, Avellino 37, Salernitana 36, Pro Vercelli 34, Pisa (-1) e Vicenza 33; Latina e Brescia 32; Cesena 31, Trapani 29, Ternana 26.