Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. Slovenia-Italia 2-3, anche gli azzurri del volley sono campioni d’Europa. Yuri Romanò sorprendente, dalla panchina, dal quarto set, ma anche Ricci, nel tiebreak. I meriti di Fefè De Giorgi

(ilmessaggero.it)

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Vanni Zagnoli

Neanche nelle migliori favole si poteva immaginare un volley così. Campione d’Europa con i maschi, 3-2 alla Slovenia, dopo il 3-1 delle donne alla Serbia. E’ incredibile perchè gli azzurri erano meno quotati, rischiavano di uscire ai quarti, come alle olimpiadi, con l’Argentina, e invece sono campioni. Sedici anni dopo Roma, anche allora al set di spareggio, ma da 0-2. Arriva un oro per l’Italia, gioisce anche Libenzio Conti, dirigente storico che ha vissuto tutta l’èra d’oro del nostro volley, dall’89 con Velasco in poi. Un terzo di secolo, sensazionale. 

Il protagonista inatteso è Yuri Romanò, monzese, entra nel quarto set per Pinali, da opposto, e rovescia l’inerzia del match. Nel tiebreak si ritrova Alessandro Michieletto, fondamentali anche la continuità di Lavia, l’ingresso di Ricci per Galassi, al centro, la resilienza di Anzani e di Balaso, che in ricezione è finito spesso in crisi. E poi, naturalmente, Simone Giannelli: “Sono orgoglioso di essere italiano”.

E’ ancora l’argento della Slovenia, nazione di due milioni di abitanti svettante in tanti sport. Basket, ciclismo, stasera nella pallavolo ha mancato il primo titolo internazionale. “Il nostro segreto – argomentava il capitano Tine Urnaut – è la pratica sportiva, di tantissimi, anche bambini, per le strade. L’importante è muoversi e così si creano i campioni”.

Secondi furono anche con Andrea Giani ct, nel 2015, e due anni fa, con successo della Serbia. L’Italia è andata oltre i limiti, si temeva non andasse oltre i quarti di finale, con mezza 6 giocatori cambiati sui 12 di Tokyo, si aggiudica invece il trofeo della Cev. Lo pregustava già il marchigiano Alberto Giuliani, che ha un figlio libero, di riserva, a Ravenna, molto più piccolo di lui. E’ festa soprattutto in Puglia, per Fefè De Giorgi, al punto più alto della carriera in panchina, dopo tre titoli mondiali da alzatore.

Inizialmente l’attacco azzurro fatica, la superiorità fisica slovena si fa sentire in battuta, mandando in crisi anche Fabio Balaso, il libero padovano, di Camposampiero.

Il primo set va male, 22-25, con problemi in ricezione, l’efficacia slovena al servizio e Urnaut scatenato. L’avvio di Alessandro Michieletto è complicato, meglio Pinali e Lavia, Ferdinando De Giorgi chiede pazienza, nel gioco, ma non è ascoltato. In 8 gare europee, gli azzurri non avevano mai perso il primo set.

Migliore l’avvio di secondo parziale, con vantaggio incipiente e parità a quota 8. Serve un timeout motivazionale, per De Giorgi, a cui fa da contraltare Giannelli: la tensione si avverte, la giovane Italia ha fatto la bocca al titolo, dopo il 3-1 alla Serbia, soffre gli attacchi di Urnaut, 7 squadre in Italia, e di Cebulj, 5 di serie A. Reggiamo al centro, con un attacco di Anzani e un muro di Galassi, con Lavia arriva lo scambio lungo del +3. Anche grazie alle difese del padovano Balaso, gli azzurri trovano la continuità offensiva degli 8 successi precedenti. 

A Katowice il pubblico è più sloveno, gioisce per il meno 1. Nei timeout Giuliani parla in italiano, anche con espressioni tipiche del nostro slang. Un muro di Michieletto dà il 19-16, Urnaut azzecca il contrattacco di un altro meno uno. Sulla battuta di Giannelli arriva il muro di Anzani ad allontanare i vantaggi. Kozamernik riporta sotto gli sloveni, Lavia e Michieletto restituiscono ossigeno. I muri di Lavia e Pinali (sono 5 in questo parziale) impattano con il 25-20. La ricezione azzurra è migliorata, in fondo anche le donne avevano vinto l’Europeo dopo avere perduto il primo set.

Giuliani si scatena su un punto lungo, sembra Giovanni Guidetti con la Turchia femminile, due errori di Urnaut portano tuttavia al vantaggio italiano. Pajenc al centro è tosto ma incappa nel primo errore. Giannelli insiste su Lavia, in serata. Il diagonale di Cebulj e un ace danno l’8-11. “Giochiamo noi le palle tattiche, per allungare le azioni”, chiede Fefè De Giorgi, che ama le palle sporche. Il servizio vincente di Giannelli riavvicina Azzurra, solo per un attimo, per il controbreak di Stern. Pinali perde efficacia, la trovano Pajenc e Stern, per l’11-16, con il centrale al servizio. Lì il terzo set è compromesso e con buona probabilità anche la finale. “Stiamo sulle azioni lunghe, con pazienza, non abbiate fretta di chiudere i punti”, domanda ancora il ct. Pinali viene da una stagione modesta, a Ravenna, azzecca un ace ma non arriva il contrattacco, nonostante la difesa di Piccinelli, entrato come libero per Balaso. Serve un errore di Cebulj per il -2, il controbreak è con il muro di Anzani su Pajenc e il 20 pari è con Giannelli, al servizio. L’opposto Stern gli risponde per le rime (con due aces, su Balaso), idem Pajenc su Anzani. E’ 20-25.

Nel quarto parziale entra Yuri Romanò per Pinali, a 24 anni debutterà in questa stagione in A1, con Milano, impatta bene, dal 2-6 si arriva presto alla parità. Uno scambio lungo è di Cebulj, mani e fuori, altro indicatore di un match a lungo dalla parte dei meno favoriti. L’Italia regge con la coppia di mancini, Romanò preciso e Michieletto. Manca il contrattacco punto di Lavia, per il sorpasso. E’ proprio lo schiacciatore calabrese a dare l’impulso per raggiungere il tiebreak, con tre servizi vincenti e una schiacciata. Dal +4 la Slovenia però si riprende, un muro subito da Galassi lascia il 21-20, entra al suo posto Ricci. Che mura. L’invasione serba fa il resto, assieme all’ace di Romanò e all’appoggio di Lavia: 25-20. Ricezione, attacco e muri vedono l’Italia superiore, nel 2-2.

Il tiebreak è sloveno, all’inizio, con l’opposto Stern in battuta e un salvataggio di testa. Anche Romanò è ispirato, va in battuta e chiude il 3 pari, fra diagonale e lungo linea, sorprendente. Risorge Michieletto, un muro e due attacchi. Si sentono i tifosi italiani, anche i polacchi tifano Italia, per le 4 eliminazioni di fila, agli Europei, subite dalla Slovenia. Arriva il break di Lavia, sul 9-7 c’è speranza di farcela davvero. Con l’ace di Michieletto, a 112 orari, su Urnaut, è la Slovenia a capire che neanche stavolta sarà oro. Ne arriva un altro, è il giusto tributo per questo 19enne formidabile, che può reggere per altre 3 olimpiadi. E’ conto alla rovescia verso l’oro: Lavia, l’errore di Pajenc, Ricci al centro, 14-9. Cebulj sbaglia, 15-11. 

Forse neanche 33 anni fa il 3-1 sulla Svezia, firmato Velasco, era così inatteso. E’ il 7° titolo europeo, più 4 argenti e 3 bronzi, più 6 podi olimpici, 4 ai mondiali, 15 alle World league, 5 in coppa del mondo e 4 in Grand Champions cup. Un palmares degno della scherma. Manca giusto l’oro olimpico, questo gruppo lo vale, in prospettiva Parigi 2024. Ha l’età media di 23 anni.

Il bronzo è della Polonia, 3-0 alla Serbia, campione uscente. Ma la festa è italiana, anche per l’argento di Giuliani, battuto a scacchi dall’amico Fefè.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Corriereadriatico.it. Europei pallavolo, la giovane Italia batte 3-1 la Serbia, è in finale con la Slovenia. Michieletto e Giannelli super

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/italia_serbia_risultato_finale_europei_pallavolo_ultime_notizie-6204233.html

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di Vanni Zagnoli

La Serbia invecchia, l’esplosività diminuisce, Uros Kovacevic incappa forse nella serata peggiore della carriera e l’Italia va in finale. Adesso da favorita, sulla Slovenia, come dimostra il 3-0 della prima fase, con due set per la verità tirati, e anche il successo di tre anni fa, al mondiale italo-bulgaro. L’Italia detronizza i campioni in carica, alimentando la trilogia di imprese sui serbi, dal basket all’Europeo femminile di volley, con finale a Belgrado. La giovane Italia di Fefè De Giorgi strabilia, tecnica e precisa, 3-1 e via, in finale, 5 anni dopo l’argento olimpico di Rio. L’ultimo podio fu nel 2017, in Grand Champions cup, c’erano già il libero Balaso e Giannelli, ora capitano. La superiorità è a muro e in battuta, in difesa e nel limitare gli errori gratuiti. Lanza se l’era presa perchè alle olimpiadi Blengini gli aveva preferito Michieletto, ora viene davvero il dubbio che con l’Argentina sarebbe andata diversamente, con Pinali per Zaytsev, non al meglio al punto poi da dover essere operato. E anche con Balaso per il 35enne Colaci. In un mese e mezzo di lavoro, terminato a Mantova, Fefè De Giorgi ha chiuso con la generazione dell’argento di Rio innestando i giovani giusti.

La partita

A Katowice, i rossi si illudono giusto all’inizio, 4-8, complice un errore di Giannelli. Il vantaggio azzurro arriva rapidamente, con i muri su Luboric, l’opposto preferito ad Atanasijevic, e anche uno di Anzani. Gli azzurri si muovono armonicamente nell’opposizione sottorete, il centrale azzecca un buon contrattacco. Ivovic sorprende Balaso in ricezione, quella palla però toccava a Lavia. Arriva l’errore di Pinali, in uno contro uno, gratuito, è lì che deve migliorare l’opposto, per allontanare i ritorni di Zaytsev e Vettori. Quando Michieletto mura Kovacevic, suo ex compagno a Trento, il 15 pari offre la speranza di farcela. I serbi insistono al centro, con Lisinac, il nuovo sorpasso arriva grazie a due difese di Giannelli. Il ct Bobo Kovac inserisce Atanasijevic, suo ex giocatore a Perugia, da -2 la Serbia arriva al 18-20 con due muri. Uno giunge anche da Pinali, che poi propizia il controbreak in battuta. Michieletto blocca Kovacevic, portando il primo setpoint. Si chiude sul 29-27 con l’improbabile diagonale di Ivovic, lì prende quota la speranza di fare come a Bari, quando la Serbia perse 3-0, due anni fa, e l’Italia si qualificò alle olimpiadi.

Il pregio degli azzurri è la concentrazione, Pinali cerca spesso il mani e fuori, anche in posto 4. Atanasijevic rientra per il secondo set, chiama il tifo come fosse a Perugia, Kovacevic trova un ace cercando di cambiare faccia alla sua serata negativa, l’altro mancino Michieletto si rifà con il 9 pari. Esce Ivovic, per Petric, eppure arriva un altro muro, di Anzani. Sempre con Giannelli al servizio, Alessandro Michieletto azzecca un tocco da beachvolley, per il +3. Vanificato da Petric in battuta. Galassi mura Kovacevic, sempre più contrariato, l’Italia invece resta scaltra, nelle conclusioni, il mani-fuori di Lavia è significativo. Al pari, peraltro, dell’ace di Lisinac e del muro di Podrascanin. Si resta lì, in una semifinale tiratissima, Giannelli controbrekka di fronte a Petric, con il +1 azzurro, il vantaggio doppio arriva con l’intuizione del capitano, per Gianluca Galassi, al centro. Due set point, Pinali azzecca l’ace sul libero Majstorovic, è 25-22, per la felicità del presidente federale Giuseppe Manfredi, che ha scelto Fefè De Giorgi come erede di Chicco Blengini. 

Nel terzo parziale un’azione di 19” è serba, rende però l’idea della determinazione azzurra. Si resta vicini, anche sul 10-12, con timeout di Ferdinando De Giorgi, Atanasijevic inizia con gli sguardi torvi. Non serve ad arginare il muro di Galassi, perfetto. L’ace di Jovovic riporta il -2, Giannelli azzecca un colpo di seconda, l’arbitro lo richiama per evitare tensioni e fa pace con Basta Atanasijevic. Che si fa murare da Lavia per il 19 pari. Krsmanovic incide poco, eppure Pinali sbaglia un attacco chiave, è -2. I due set di margine consentono agli azzurri di essere tranquilli, nel finale, forti della superiorità a muro, Michieletto firma il 23 pari. I serbi mantengono i nervi saldi, cambio palla di Krsmanovic e chiusura al centro di Kovacevic, quella mancata da Galassi.

Quarta partita e 5-0, addirittura, con Giannelli al servizio, ace e muro di Anzani. Atanasijevic sbaglia, le distanze si dilatano, 10-4, con errore di Krsmanovic. La Serbia non ha la continuità per rimarginare il gap, i pochi tifosi italiani presenti in Polonia sono tranquilli e galvanizzati dalla musica della Cev. Pinali giocherà a Trento, dove il presidente Mosna ha lasciato, Modena l’aveva mandato a Ravenna, per crescere, azzecca l’ace della sicurezza, a 116 orari, sul 17-10. Pinali, Lavia, sul 25-18 c’è la firma di tanti. 

L’ultima finale continentale per l’Italia fu nel 2013, a Copenaghen, 3-1 della Russia, questa è sempre a Katowice, stasera, dalle 20,30, su Rai3 e su Dazn.

L’altra semifinale è palpitante e va per lunghe, al punto che a Katowice la seconda inizia con una dozzina di minuti di ritardo. 25-17 Polonia, favorita, 30-32 il pari sloveno, il terzo set è a senso unico per gli adriatici, il quarto è proprio unico. Matchpoint per la Slovenia, con il challenge, su errore di Bieniek, a scatenare le tifose slovene. Il servizio è per Urnaut, il migliore, Leon annulla, poi Bieniek va in battuta e favorisce il 4° setpoint, annullato da Cebulj. Arriva un secondo match point, Leon sembra murato invece la palla non era passata, come evidenzia il challenge. Altro challenge infinito, l’allenatore marchigiano Alberto Giuliani sorride, arriva però un altro verdetto al replay sfavorevole alla sua nazionale, è 31 pari. Kurek manda fuori sull’ennesimo setpoint polacco e Stern mette a terra il 35-37.

E’ giusto così, gli sloveni sono alla 3^ finale continentale, seconda di fila, meritata. La Polonia va alla finale per il 3° posto con la Serbia, l’allenatore campione del mondo in carica Vital Heynen lascia da sconfitto, esattamente come all’olimpiade, con l’uscita ai quarti al tiebreak con la Francia, poi campione. Per la quarta volta di fila, agli Europei, la Slovenia, con 2 milioni di abitanti, elimina la Polonia, che ne ha 40 milioni ed è il Paese più appassionato di pallavolo. Si è qualificata per il mondiale di Russia del 2022, stessa cosa per l’Italia. La pallavolo piace perchè è sempre più imprevedibile. Sedici anni dopo Roma, aspettiamo un oro.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Messaggero, volley. La sfida infinita tra Serbia e Italia, anche stavolta gli azzurri non sono favoriti. Finirà come a Bari? I giovani cambiano faccia alla nazionale

(corriere.it)

Chapter number 4. Stasera c’è il quarto capitolo della sfida infinita tra Serbia e Italia. La nazionale di basket vince a Belgrado e si qualifica per l’olimpiade, negando la partecipazione ai serbi, argento mondiale 2014 e olimpico nel ’16. Le azzurre del volley perdono 3-0 il quarto a Tokyo, mancando per la sesta volta il podio olimpico. Si rifaranno al quarto tentativo, con Davide Mazzanti ct, nella finale europea di Belgrado, 0-3 a parziali bassi, stupefacente.
Ecco, stasera servirebbe un’Italia che sbalordisca, dalle 21, su Rai2 e Dazn. Si gioca a Katowice, in Polonia, la Serbia è favorita, campione in carica e decisamente più esperta, però ha mancato le ultime due qualificazioni olimpiche: a Bari nel 2019 buscò un 3-0 dagli azzurri, nella migliore espressione assoluta post argento di Rio. L’opposto Atanasijevic viene dalle due stagioni peggiori della carriera, fra problemi fisici e accantonamento, a Perugia. Dopo i playoff persi contro Civitanova se n’è andato in Polonia, durante la finale però era stato licenziato anche Heynen, l’allenatore che in Umbria ha vinto solo due supercoppe italiane: con la Polonia ha vinto bronzo e oro mondiale, dalle 17,30 parte favorito nell’altra semifinale, contro la Slovenia di Alberto Giuliani, ma a fine torneo lascerà comunque la nazionale biancorossa, uscita nei quarti a Tokyo al tiebreak con la Francia.
Otto dei 14 serbi hanno giocato o giocano in Italia, il martello più in forma è Kovacevic, mentre Podrascanin è in serie A dal 2007, è stato centrale, in tutti i sensi, a Civitanova e Perugia, da un anno è a Trento. Loro abbatterono i sogni iridati dell’Italia a Torino, 0-3 a parziali bassi, nel 2018, ma anche quelli continentali di Berruto, alla prima finale, nel 2011. 
L’Italvolley è più forte in regia, con Giannelli su Jovovic, il capitano è leader: “Siamo consapevoli dei nostri mezzi”.
Balaso vale i due liberi serbi, al centro, dunque a muro, e in banda l’Italia potrebbe reggere, un po’ dipenderà dall’opposto Giulio Pinali, l’attaccante meno continuo, assieme a Lavia, entrambi sono al match più importanti della carriera. “Il 3-0 alla Germania – spiega Pinali – evidenzia il nostro gioco e la sintonia, arriviamo alle finali con entusiasmo e coesione, per migliorarci, giocando senza pressioni. Ci metteranno in difficoltà con il servizio, dovremo tenere in ricezione e nei momenti complicati, cercando punti anche lì. Non mi aspettavo potessimo fare così bene”.
Merito anche di Fefè De Giorgi, ct ironico e semplice: “Rispetto a Blengini – dice – ho cambiato 6 giocatori e i metodi, ma non i principi. Ho una mia idea, di volley”. Che da tecnico l’ha portato a vincere 17 trofei, fra Cuneo, Civitanova e Zaksa, Polonia. L’ultimo dell’Italia maschile fu l’Europeo del 2005, a Roma, da allora una finale olimpica e due europee. C’è voglia di emulare le donne. O almeno del podio.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero, Il Gazzettino. Volley, agli Europei l’Italia torna in semifinale dopo 6 anni, il 3-0 di Fefè De Giorgi alla Germania di Giani. Il dominio a muro e dei giovani

(sportmediaset.mediaset.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/europei_viene_un_dubbio_osservando_l_europeo_di_volley_e_il_3_0_dell_italia-6199207.html

Viene un dubbio, osservando l’Europeo di volley e il 3-0 dell’Italia sulla Germania. Se questa nazionale fosse stata all’olimpiade al posto dei 12 scelti da Blengini, avremmo vinto il tiebreak con l’Argentina, sempre nei quarti? Probabilmente non ci saremmo neppure arrivati, perchè gli 8 nuovi (su 14, agli Europei vanno a referto due giocatori in più) sono in buona parte inferiori ai 6 usciti dalle convocazioni. Fra i titolari, Juantorena quel giorno fu il migliore, aveva già dato l’addio alla nazionale dopo il 5° posto al mondiale di Torino, a 37 anni sarebbe rimasto ma è stato il nuovo ct, Fefè De Giorgi, a rinunciare al cubano. Punta su Daniele Lavia, l’unico meridionale di questa giovane Italia, capace di attaccare anche palloni sporchi: “Andiamo su tutte le palle – racconta -, restando concentrati, anche nei rari momenti in cui finiamo sotto”.
Galassi e Anzani al centro sono efficaci, contro i tedeschi guidati da Andrea Giani, erano titolari anche a Tokyo, con il cambio Piano, ieri non hanno mai rifiatato e a muro svettano. Novità è l’opposto, Giulio Pinali, 24 anni, bolognese, positivo in battuta, continuo in attacco e migliore dell’ultimo Zaytsev, che poi ha dovuto operarsi, e forse anche di Vettori, che Blengini aveva convinto a fare da riserva allo zar. E poi c’è il libero, Balaso era già l’alternativa a Colaci, che a 36 anni ha chiuso con l’azzurro: ha 26 anni e con Anzani è il meno giovane del gruppo. Capitano è Giannelli, regista acrobatico e fisico, in grado di reggere sino all’olimpiade del 2036, quando avrà 40 anni. “Mancavamo dalla semifinale dal bronzo in Bulgaria, nel 2015 – ricorda -, è una sensazione fantastica. Restiamo umili, ci aspettano i campioni in carica”.
Ovvero la Serbia, 3-0 all’Olanda di Roberto Piazza, ma da due olimpiadi incapace di qualificarsi: l’Italia la battè due anni fa, a Bari, per 3-0. Si rivedranno sabato a Katowice, sono favoriti i serbi, più esperti, come la Polonia padrona di casa, nell’altra semifinale, contro la Slovenia, capace di superare la Rep. Ceca per 3-0.
Ferdinando De Giorgi porta tranquillità, allenò la Polonia, fallì l’Europeo del 2017, uscendo negli ottavi, a Cracovia, da selezionatore è già al suo punto più elevato. Da giocatore vinse tre mondiali di fila, proprio con Giani, solo nel ’98 però giocò tanto, in panchina viene da 5 trofei a Civitanova eppure la Lube ha preferito scambiarlo con Blengini. 
Con la Germania è molto più facile che nel calcio, i tedeschi restano attaccati negli avvii di set, perdono rapidamente, 25-13, a 18 e a 19, patiscono tanto in ricezione, a muro (13 contro 2) e in difesa. Fanno sette vittorie di fila, all’ultimo Europeo, in Francia, l’Italia fu penalizzata da un virus gastroenterico e uscì nei quarti, 3-0 contro i padroni di casa, ora campioni olimpici ma eliminati dai cechi. Le nostre ultime medaglie furono d’argento, a Rio e in Grand champions cup, nel 2017, De Giorgi vuole imitare i predecessori Berruto e Blengini, sul podio appena nominati ct. E poi c’è il sogno di imitare le donne, neocampionesse continentali, nonostante il fattore campo avverso. Per questi giovani sarebbe molto più sorprendente.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Volley, europei: l’Italia schiaccia la Germania 3-0 e vola in semifinale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/italia_germania_pallavolo_risultato_finale_quarti_di_finale_europei_volley-6197676.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/italia_germania_pallavolo_risultato_finale_quarti_di_finale_europei_volley-6197862.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/italia_germania_pallavolo_risultato_finale_quarti_di_finale_europei_volley-6197743.html

di Vanni Zagnoli

E’ un’Italia settebellezze, tre a zero anche nei quarti, settimo successo di fila, anche sulla Germania di Andrea Giani, facile. 

Gli azzurri affronteranno sabato la Serbia, 3-0 all’Olanda di Roberto Piazza ma con due set faticati. L’altra semifinale sarà Polonia (3-0 netto alla Russia) contro la vincente fra Cechia, capace di eliminare la Francia olimpionica, e la Slovenia, finalista uscente, con Alberto Giuliani. 

A Ostrava, la battuta è di prim’ordine, come per la Serbia a Torino, al mondiale del 2018 in cui l’Italia non arrivò in zona medaglie. Tre anni fa, la Polonia fece il resto e vinse e nel fine settimana ospiterà a Katovice le 4 gare per il podio. Gli azzurri mancano da Euro 2015, in Bulgaria, con Blengini ct, da allora arrivarono solo altre due medaglie, l’argento di Rio e di Grand Champions cup, nel 2017.

Fefè De Giorgi in panchina è subito alle final four, impatta alla grande, come quando subentrò a Civitanova, vincendo tutto, esclusa l’ultima Champions, scambiandosi in anticipo con Blengini.

A Tokyo era uscita ai quarti contro l’Argentina, poi bronzo, oltre metà squadra è mutata, Giannelli è il capitano, perfetto, si gioca a mente libera. 

Un ace di Pinali impedisce alla Germania di volare via, sono invece gli azzurri ad andarsene, con una buona precisione offensiva e una bella distribuzione del regista. La Germania fatica in ricezione, su Michieletto e su Anzani. Funziona anche il muro, l’Italia arriva sul 19-11 contro la nazionale di Andrea Giani. Anche quando le traiettorie sono imperfette, gli azzurri riescono a piazzare schiacciate e muri (5), con l’opposizione al centro anche di Galassi.

I tedeschi avevano superato negli ottavi la Bulgaria di Silvano Prandi per 3-1, nel 2012 furono quinti all’olimpiade e nel ’14 terzi al mondiale, mentre 4 anni fa con Giani arrivarono in semifinale.

Anche nel secondo parziale restano in equilibrio sino al 6 pari, con Galassi al servizio arriva il +3, partendo da una parallela di Pinali, che giocherà a Trento. Giani si rifugia nel timeout, sull’11-7, gli azzurri sono più precisi, con la pipe di Lavia e il muro del grintosissimo Anzani, 29 anni, il meno giovane della compagnia. I bianchi non vanno oltre il -3, con Karlitzek e Kaliberda, che a Modena si sono dati il cambio, proprio con Giani in panchina. Sono tanti i tedeschi che hanno giocato o giocano nella nostra superlega (Grozer e Krick sono a Cisterna, a Latina) concedono il break decisivo, 21-14 con il muro e una ricezione da terra di Giannelli e l’ace di Galassi. Un raro errore di Michieletto, con il suo mancino, rimanda solo la chiusura, arrivata sul 25-18. Solo in difesa e a muro l’Italia è imperfetta, nel secondo parziale, i sincronismi pensati da Fefè De Giorgi convincono, contribuisce anche Daniele Lavia, l’altro giovane schiacciatore, l’unico del sud, calabrese.

Weber firma il 3-5 nel terzo parziale, con Lavia al servizio arriva subito la parità. La Germania stavolta galleggia sino a quota 11, è sempre Lavia a spingere i tre palloni dei break, anche sporchi, per il 16-12. Il mani e fuori di Pinali chiudono in anticipo il quarto, sul +6. Due muri di Anzani abbreviano il cammino, è 25-19, per la festa anche dei giovanissimi in panchina. Italia da 7,5, con Giulio Pinali vicino ai livelli degli ultimi Zaytsev e Vettori.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it. Europei, l’Italia è in finale ma rischia di non avere Sylla

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_italia_finale_3_1_olanda_sylla_dubbio_nella_sfida_eterna_serbia-6174039.html

di Vanni Zagnoli

Domani sarà ancora Italia-Serbia, come nella finale mondiale del 2018 (2-3), come nella semifinale di due anni fa (1-3) e come nei quarti all’olimpiade (0-3). Le azzurre non sono favorite, proprio per la sudditanza anche psicologica nei confronti delle slave, però hanno ritrovato il livello di gioco almeno della qualificazione olimpica dell’anno scorso, a Catania. L’Olanda conquista solo il terzo set, con la Slovacchia negli ottavi e la Russia nei quarti l’Italia non ne aveva concessi, comunque ritorna la nazionale più amata dagli italiani.

A Belgrado gran parte del pubblico se ne va, restano 2400 spettatori, dopo la prima semifinale, 3-1 della Serbia alla Turchia ma con parziali alti, 34-32, 28-26, 25-23, escluso il 13 finale. Il modenese Giovanni Guidetti, dunque, sfiderà i Paesi Bassi per il bronzo, era argento in carica.

A caricarsi sono le azzurre, intonando l’inno, colpisce la differenza di altezza fra Beatrice Parrocchiale, libero di riserva, e Anna Danesi, centrale titolare grazie all’infortunio al ginocchio di Sarah Fahr, di nuovo primattrice.

L’Olanda resta a galla all’inizio, sino al 6 pari, perde contatto grazie a un muro di Chirichella, sul 18-11 arriva un errore di Egonu, non saranno tanti. L’attacco azzurro va al doppio, come percentuali, rispetto ai Paesi Bassi, il contrattacco convince, sospinto dalla regia di Alessia Orro, di nuovo preferita a Lia Malinov, a contenere il ritorno sul 23-18, con un muro a tre. 

Elena Pietrini è in serata anche nel secondo parziale (7 punti su 9 attacchi nel primo, chiuso a 19), rispetto all’olimpiade (e alla qualificazione) rileva Caterina Bosetti, operata, assieme a Orro è la novità rispetto all’argento mondiale di tre anni fa e al bronzo del 2019, in Turchia, agli Europei. Danesi alza il muro del 7-4, le orange confermano l’inferiorità: ad allenarle c’è Avital Selinger, che ha rilevato il bolognese Giovanni Caprara.

L’Italia vola sul 17-11, con le schiacciate di Sylla e una buona distribuzione. Entra Beatrice Parrocchiale per rafforzare la ricezione. Che peraltro salta a Miriam Sylla, così le arancioni tornano a -3. L’Italia resiste senza affanni, al di là di un’invasione per Alessia OrroDe Gennaro alza per Sylla come fosse una palleggiatrice, la schiacciata impedisce di scendere sotto il +2. Con Parrocchiale al posto di Pietrini, come secondo libero, arriva il 23-16. Qualche imprecisione andrà levata, per aumentare le possibilità di battere la Serbia.

Alle olimpiadi Mazzanti ha cambiato troppo, in Croazia e in Serbia è rimasto sul medesimo sestetto, coinvolgendo le centrali anche in attacco. 

Egonu piazza il muro della parità in avvio di terzo set, impedendo a Plak e compagne di allontanarsi. Accade, in realtà, sul 4-8, con un paio di pallonetti. Dati i due set di vantaggio, Mazzanti chiede “bombe” in attacco, ovvero di spazzare via il timore. Un tocco sopra la rete di Egonu spezza la sequenza negativa, le azzurre sanno anche soffrire. Il pari arriva a quota 9, con il muro di Chirichella. Arrivano 5 punti di fila per le olandesi, serve la svolta in alzata, entra Malinov, mentre Alessia Gennari fa rifiatare Sylla per una leggera distorsione. Debutta Sylvia Nwakalor, per Egonu, il quarto parziale sul -7 è dato per perso dal ct marchigiano. Sul 14-23 sorridono le avversarie, chiudendo a 16. 

Resta come martello Gennari, torna Orro ad alzare e il muro di Paola Egonu vale il buon riavvio, sul 5-2 le sensazioni sono di nuovo positive. Con Danesi al servizio l’allungo è per 11-4, un margine già irrecuperabile. Una schiacciata e un ace di Egonu rendono la sensazione del potenziale in maglia Dhl. Il muro subito da Anna Danesi offre il 13-18. Niente spaventi perchè anche Chirichella svetta. Si finisce in gloria, con il lungolinea di Egonu e con il mani e fuori di Pietrini.

E’ anche questione di livello, oltre che di pressione psicologica, l’Italia a Tokyo ha perso con gli Usa e la Cina, poi con la Serbia, in Europa solo Turchia e le stesse serbe possono realmente impensierirla.

Domani sera, alle 20, a Belgrado, la finale, sempre con diretta Rai3 e su Dazn. La Serbia viene da due ori europei (da tre in 5 edizioni) e da due medaglie olimpiche, non è imbattibile, come dimostra il 3-0 subito in Giappone dagli Usa.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Europei donne, l’Italia sfida il Belgio. In palio i quarti di finale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_europei_femminili_pallavolo_italia_contro_il_belgio_per_gli_ottavi_di_finale-6164061.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_europei_femminili_pallavolo_italia_contro_il_belgio_per_gli_ottavi_di_finale-6164964.html

Per l’Italia femminile siamo al dentro o fuori, nel pomeriggio dalle 17, con diretta su Rai2 e su Dazn, affronta a Belgrado il Belgio. Le azzurre sono favorite, anche perchè manca la più nota delle fiamminghe, la schiacciatrice Britt Herbots, per uno strappo agli addominali, è vicecampionessa d’Italia con Novara. C’è, invece, l’altra della nostra serie A, Van Gestel, di San Casciano, Firenze. Nelle 37 sfide dirette, l’Italia ha perso solo 5 volte.
Davide Mazzanti ha voglia di alzare il primo trofeo delle sue 4 stagioni da ct, è durissima perchè la Serbia resta favorita, anche solo per il 3-0 che ha rifilato all’Italia nei quarti olimpici, salvo poi arrendersi in semifinale. Le azzurre hanno chiuso a punteggio pieno il girone di Zara, in Croazia, concedendo solo un set alla Slovacchia di Marco Fenoglio, poi eliminata. Il percorso è stato agevole e tale sarà anche nel probabile quarto di finale di mercoledì, contro la Francia, capace di rimontare al tiebreak la Croazia di Daniele Santarelli, campione d’Italia e d’Europa con Conegliano, che regola la Francia. La sua Imoco rappresenta la spina dorsale di questa nazionale che a Belgrado ha tutto per raggiungere almeno la semifinale, nonostante l’infortunio di una centrale delle pantere, Sarah Fahr, che sarà operata a un legamento crociato: al suo posto arriva Alessia Mazzaro, del Chieri, è una novità degli Europei, la possibilità di sostituire infortunate in corsa. 
“Nelle cinque partite del girone – spiega Mazzanti, confermato prima di Tokyo -, abbiamo fatto belle cose in cambio palla, dobbiamo migliorare nei break, imponendo la nostra qualità. E’ mancata costanza, gli ottavi saranno l’occasione per aumentare il livello. Deciderà l’attacco”. 
In regia Alessia Orro ha superato Lia Malinov, dopo l’alternanza nipponica, al centro Chirichella sarà affiancata da Danesi, fu la coppia dell’argento mondiale di tre anni fa, da allora entrambe hanno accusato passaggi a vuoto. Raphaela Folie, invece, è rimasta a casa dopo Tokyo, ha bisogno di 4 mesi e mezzo per risolvere il problema a un ginocchio che la perseguita da alcune stagioni, nonostante il quale aveva disputato da titolare le qualificazioni olimpiche, due anni fa. In banda si è ripresa il posto la capitana Sylla, dopo i balbettii nella finale di Champions e di Tokyo, al suo fianco Elena Pietrini, che aveva saltato volontariamente gli Europei 2019, chiusi con il bronzo. Si attendono super partite da Paola Egonu, che vuole riprendersi il ruolo di miglior opposto al mondo. “Le belghe – spiega – sono molto grintose, possono metterci in difficoltà. Siamo in crescita, l’abbiamo dimostrato contro la Croazia, superando il momento olimpico negativo”.
L’Italia femminile non vince da un decennio, dalla coppa del mondo del 2011, con Massimo Barbolini. Da allora Marco Mencarelli è uscito ai quarti, degli Europei, Marco Bonitta fu quarto al mondiale di Milano e 7° agli Europei del 2015 e poi uscì al primo turno olimpico. Mazzanti ha portato anche un argento nel World Gran Prix, gli manca giusto l’oro e stavolta sarebbe una sorpresa. Stasera gioca anche la Russia di Busato, ai quarti ci sono già l’Olanda di Caprara e la Turchia di Guidetti. 
Mercoledì inizieranno gli Europei maschili, l’Italia sarà a Ostrava, in Rep. Ceca e da venerdì Fefè De Giorgi non avrà difficoltà a passare il girone, nonostante la rosa ringiovanita. Rispetto all’uscita del ct Blengini ai quarti di Tokyo, contro l’Argentina, sono rimasti solo Anzani, Giannelli e Michieletto, fra i titolari, più Galassi, Lavia e il secondo palleggiatore Sbertoli. Per loro il podio sarebbe una sorpresa.
Vanni Zagnoli

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Europei U21, Germania in trionfo: 1-0 al Portogallo. Terzo titolo tedesco, terza finale persa dai lusitani

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/europei_under_21_germania_portogallo_1_0_terzo_titolo_tedesco_terza_finale_persa_dai_lusitani_ct_kuntz_fu_ds_presidente-6006531.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/europei_under_21_germania_portogallo_1_0_terzo_titolo_tedesco_terza_finale_persa_dai_lusitani_ct_kuntz_fu_ds_presidente-6007477.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/europei_under_21_germania_portogallo_1_0_terzo_titolo_tedesco_terza_finale_persa_dai_lusitani_ct_kuntz_fu_ds_presidente-6007729.html

di Vanni Zagnoli

Ammettiamo di avere tifato Portogallo, perchè storicamente inferiore ai tedeschi, al terzo titolo europeo under 21, contro gli 0 dei lusitani, alla terza finale: nel ’94 vennero battuti dagli azzurrini al golden gol di Pierluigi Orlandini, con Cesare Maldini in panchina, idem 6 anni fa, con la Svezia, già con il ct Rui Jorge.

Vince la Germania 1-0 e in fondo è giusto così, segna al 4’ st Nmecha e basta, i bianchi sono più insidiosi, i rossoverdi attaccano anche piacevolmente, senza costruire tanto, non perdevano da un anno e mezzo e venivano da 12 vittorie di seguito: potevano starci i tempi supplementari. Piace Conceiçao, figlio di Sergio, l’ex laziale allenatore del Porto che ha eliminato la Juventus, sottotono il milanista Leao, mentre il premio al miglior giocatore del torneo va al portoghese Fabio Vieira, centrocampista del Porto, di 21 anni. La finale di Lubiana, in Slovenia, si decide sull’assist di Rigle Baku, filtrante per Lukas Nmecha e destro in area piccola, nell’angolino.

Nell’albo d’oro, l’Italia resta davanti, con 5 affermazioni, assieme alla Spagna, campione uscente, con Fabian Ruiz (Napoli) premiato come migliore, a Udine, poi i 3 successi dei bianchi, con due Urss, Inghilterra e Olanda, con un titolo Francia e Repubblica Ceca. 

I tedeschi hanno il siciliano Tony Di Salvo come vice allenatore, come già due anni fa. Il portiere Dahmen è all’altezza, come il centrale Schlotterbeck e soprattutto Dorsch, centrocampista. Festeggia la Germania, di fronte a centinaia di spettatori. Vanta anche i titoli del 2009, sull’Italia di Casiraghi, e il secondo posto dell’82, la semifinale del 2015 e 4 quarti di finale. La difesa è stata perfetta, soprattutto a palla alta. Il ct Stefan Kuntz, 58 anni, fu campione d’Europa nel ’96, da calciatore, in Inghilterra, al golden gol di Bierhoff. Da tecnico è stato al Karlsruhe e al Mannheim, mentre al Bochum per due stagioni fece il direttore sportivo e al Kaiserslautern fu presidente.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it. Europei under 21,assist di Kluivert e l’Olanda elimina la Francia. La Germania passa ai rigori, la Spagna ai supplementari

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/europei_under_21_assist_di_kluivert_olanda_elimina_la_francia_favorita_la_germania_passa_ai_rigori_la_spagna_ai_supplementari-5994608.html

di Vanni Zagnoli

Negli altri tre quarti degli Europei under 21, fra Slovenia e Ungheria, passano due delle nazionali più attese, storicamente, la Spagna, ai supplementari, e la Germania, mentre l’Olanda supera la Francia allo scadere. Giovedì, dunque, in semifinale ci sarà il derby iberico, fra Spagna e Portogallo (ore 18), mentre i tedeschi se la vedranno con i Paesi Bassi, alle 21. Favorita ora è la Germania, mentre l’altra semifinale è incertissima.

Esce, dunque, la Francia di Dagba, Upamecano e Aouar, forse la favorita. La Germania elimina la Danimarca dopo 14 rigori, 8-7 il risultato finale, con il penalty decisivo firmato da Jaekel, dopo l’errore di Kristansen, i tempi regolamentari erano finiti sul 2-2. Le prime occasioni sono per Bruun Larsen, per i danesi, a metà ripresa segnano: Holse trova Faghir, entrato al posto Larsen, evita Pieper e Schlotterbek e di sinistro batte Dahmen. I biancorossi concedono nulla sino a 2’ dalla fine, all’angolo di Maier, Nmecha viene lasciato colpevolmente solo e, in caduta, infila di destro. 

Supplementari, al 10’ i germanici avanzano, Burkardt è trovato in area da Raum, la stoppa di petto e batte con il sinistro, la conclusione è deviata e sorprende Christensen. Al 107’ Mai stende Isaksen, dal dischetto Nelsson non sbaglia e impatta. Al 117’ Burkardt (Germania) prende un palo clamoroso. Ai rigori, per la Danimarca sbagliano Faghir e Kristansen, nella Germania solo Burkardt, gioisce così il ct Kuntz.

Olanda-Francia  2-1

Occasione orange al 20’, con Stengs, fermato sulla linea da Maouassa. I francesi segnano poco dopo, Ikone fa partire un bolide da fuori che Bijlow devia in angolo: batte Diaby, intercetta Upamecano, che di testa autografa il vantaggio. Al 6’ st il pareggio, calcia dalla distanza Harroui, Boadu intercetta il pallone in posizione dubbio (non c’è il var) e batte Meslier. Poi la doppia opportunità transalpina, Ikone a tu per tu con Bijlow, si oppone con il corpo Schuurs, il pallone rimane lì e lo stesso Ikone coglie il palo, a porta vuota. Al 91’ Aouar ha sulla testa la palla dell’1-1, eppure manda alto. Due minuti dopo, sull’ultimo contropiede, Kluivert trova in area Boadu, sinistro imperfetto ma efficace. 

Spagna-Croazia 2-1

Spettacolo, con i croati, partendo da Ivanusec e da Bradaric, murato da Mingueza. Che crea la migliore occasione spagnola nel primo tempo, cross dalla destra, Pino non arriva di un soffio. Ripresa, i campioni in carica, allenati dal ct La Fuente, alzano il ritmo, Semper si esalta, come nel Chievo, ma al 21’ è infilato dal cross di Bryan Gil, dalla sinistra, per Puado. A 6’ dal termine Pino spreca incredibilmente a porta vuota. Nel recupero, Guillamon aggancia Majer, è rigore, trasformato da Ivanusec. Supplementari: al 5’ del secondo, Puado raccoglie un lancio lungo di Cuccurella, evita due difensori e insacca.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Covid, Filippo Tortu positivo: «Chi ha avuto contatti faccia il test». Fra due mesi gli Europei indoor

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/filippo_tortu_positivo_al_covid_ha_avuto_contatti_faccia_test_mesi_europei_indoor-5679196.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/filippo_tortu_positivo_al_covid_ha_avuto_contatti_faccia_test_mesi_europei_indoor-5679227.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/filippo_tortu_positivo_al_covid_ha_avuto_contatti_faccia_test_mesi_europei_indoor-5679205.html

di Vanni Zagnoli

Filippo Tortu entra nella galleria dei grandi personaggi dell’atletica leggera che hanno contratto il covid. Sceglie instagram, facebook e twitter, per comunicarlo, con un bel “leggete, è importante”.

Si rivolge anche alle persone con cui è stato in contatto di recente, invitandole alla massima prudenza e a effettuare il test: “Ho da poco fatto il test rapido per il Covid-19 e, nonostante le prevenzioni messe in atto, sono risultato positivo. Ho svolto il sierologico, i risultati mi verranno consegnati tra domani e martedì. Ho provveduto a contattare tutte le persone con cui ricordo di essere stato in contatto nell’ultimo periodo; se non avete ricevuto il mio messaggio e abbiamo interagito, vi prego di prestare la massima attenzione ed effettuare il test anche voi. Voglio rassicurarvi sulle mie condizioni, sto bene, ma la mia priorità e far stare al sicuro tutte le persone viste nell’ultimo periodo e osservare la quarantena fino a quando non tornerò negativo. A presto, Filippo”.

Fra i commenti su instagram spicca il “forza” di due atlete, Silvia Scalia, la nuotatrice, e Alessia Maurelli, la capitana della nazionale di ginnastica ritmica.

Il velocista rischia di saltare gli Europei di atletica indoor, in programma dal 5 al 7 marzo a Torun, in Polonia, dove magari disputerebbe i 60 piani.

In atletica, il virus era toccato anche all’ex Usain Bolt, al sudafricano van Niekerk, che era in Friuli ad allenarsi, a Valentine Lavillenie, fratello dell’ex primatista mondiale del salto con l’asta. Fra i grandi sportivi azzurri, a Valentino Rossi, a Federica Pellegrini, agli altri nuotatori Gabriele Detti e Simona Quadarella, Benedetta Pilato e Magnini, al tennista Fabio Fognini, di recente a Giuliano Razzoli, che ha scoperto il virus nel giorno del compleanno.

Tutti atleti con una forza fisica tale che non dovrebbero riportare danni dal contagio. Tortu fra l’altro ha solo 22 anni, sulla stagione olimpica lo stop potrebbe incidere poco. “Spero si riprenda presto”, è l’auspicio dell’ex manager Marcello Magnani. Dalla nascita di Sprint academy, del figlio dell’ex ct, nel 2019, è seguito dal padre Salvino e dal fratello Giacomo.

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