Il Messaggero. Volley, Alessandro Bovolenta campione Europeo Under 20

C’è un Bovolenta sul tetto d’Europa, Alessandro Alberto è campione under 20, da miglior giocatore della manifestazione, a 18 anni, fra i più giovani del torneo di Montesilvano, in Abruzzo.
Il 24 marzo 2012 perse il papà Vigor, rodigino, per 13 anni in nazionale, con l’argento olimpico e due ori europei. Il suo cuore smise di battere a 37 anni, durante una partita di serie B2, a Treia, Macerata, con Forlì, dove stava chiudendo la carriera. Aveva sofferto di extrasistole, nel 2000 si fermò per 4 mesi, ma quel problema cardiaco non influì sul decesso. L’autopsia parlò di coronaropatia aterosclerotica severa, una patologia per la quale avrebbe dovuto fermarsi, ma nel 2015 i due medici che gli avevano rilasciato l’idoneità sportiva vennero assolti per insufficienza di prove dall’accusa di omicidio colposo. Assieme alla tragedia del calciatore Piermario Morosini, la sua morte ha aperto la strada ai defibrillatori negli impianti sportivi.
Alessandro aveva quasi 8 anni e a un mese dalla scomparsa del papà scese in campo con la nazionale guidata da Mauro Berruto nel primo Bovo day, quest’anno ha esordito in serie A a Ravenna, con cui il padre vinse la Champions league. La squadra è finita ultima, lui resterà in A2, si era rivelato in serie B, nella seconda squadra giallorossa.
E’ stato Marco Bonitta, il ct campione del mondo con l’Italia femminile, nel 2002, a volerlo nel settore giovanile romagnolo e fargli cambiare ruolo, era centrale come il padre, è diventato opposto, il finalizzatore offensivo. Un anno fa è andato al mondiale under 19 a Teheran, da più giovane dell’Italia, e fu quasi sempre titolare.
A fargli da filtro per le interviste c’è mamma Federica Lisi, romana, a lungo palleggiatrice in serie A1, a Roma, a Napoli, sino alla chiusura a Modena. “Senza paura è il motto di casa”, racconta lei. La famiglia abita in una villetta a Ravenna, la fece costruire nonno Gino. “Le difficoltà vanno sempre affrontate, siamo una squadra, 5 figli sono veramente come una mano”.
I Bovolenta si chiamano tutti con la A, Arianna ha 14 anni, le gemelle Angelica e Aurora 11 e il piccolo Andrea 9, è nato qualche mese dopo la morte del padre. Anche i tre piccoli giocano, a Ravenna, le bimbe nella gloriosa Olimpia. “Nei due anni di covid, anche i grandi fra i miei ‘nani’ frequentavano in dad una scuola di Trieste con tutor dedicati”. 
In stagione, Alessandro vive a Ravenna ma in foresteria con due compagni di squadra. Va in quinta ragioneria. “Continuo con l’istruzione parentale – spiega lui -, farò l’esame da privatista, come tanti sportivi. So che è importante studiare, per relazionarmi con gli altri. Mamma mi fa mantenere il cervello attivo, non si vive di sola pallavolo”.
Arianna da febbraio gioca nel Volleyrò, a Casal de Pazzi, Roma, dove frequenta il liceo linguistico, e sarà già inserita in B2. I Bovolenta cercano di non farsi schiacciare dal cognome. “E’ il mio, ne vado esclusivamente fiero”, sottolineava Alessandro. Ha cambiato numero di maglia, dal 30 al 7. “Ho scelto di non indossare il suo 16 perché io sono un’altra persona. Papà mi guarda da lassù, ma questa è la mia storia”. 
Il 30 maggio, nel giorno del compleanno di Vigor i 5 figli si ritrovano anche con i nonni paterni, che hanno perso un altro figlio, per leucemia. “Fisicamente mio marito non c’è – riflette Federica – ma è presente. Magari si parte scherzando e poi può uscire il discorso, parliamo della nostra quotidianità, siamo molto intimi nei ricordi. E Alessandro all’epoca era talmente piccole che ne ha pochi”.
Domenica sera, l’Italia ha battuto la Polonia campione del mondo under 19 al tiebreak ma il quinto set è stato facile. In rosa figurano altri due parenti d’arte, il palleggiatore Mattia Boninfante è figlio di Dante, bronzo olimpico a Londra, da secondo alzatore, e Luca Porro, fratello di Paolo, già in serie A, e miglior schiacciatore al mondiale juniores un anno fa. “Nella semifinale con la Bulgaria – riprende Alessandro – ho realizzato 27 punti, ma il merito è soprattutto della squadra, abbiamo cercato di sbagliare il meno possibile. Siamo come una famiglia, con tutti, e per me Gaetano Penna è come un fratello”.
In 105 giorni di ritiro, l’Italia under 20 ha disputato 19 partite, perdendone una sola. “E’ stata l’estate più bella della mia. E questo oro mi mette i brividi”.
L’Italia ha vinto tutti e 6 gli Europei under 20 della storia e anche tutti e 6 gli ultimi campionati giovanili, fra maschi e femminile, nelle 3 categorie, non ci riuscì neanche l’Urss. Il segreto è anche il direttore tecnico Julio Velasco, che fu allenatore di Vigor nell’argento olimpico del ’96. “Julio ci ha dato una grandissima mano dall’inizio, dal 12 giugno – conclude Bovo junior -, ci ha sempre accompagnato, provando a cambiare la nostra mentalità, a renderla vincente, anche adesso che ritorniamo nei club”. E il guru argentino dice che, come Vigor, Alessandro è un ragazzo d’oro. “Lo ringrazio. Il gruppo è di classe 2003 e 04, la mia precocità è questione di genetica, i due metri e 05 a 18 anni, ma proprio lui ha contribuito a farmi portare avanti, con la testa, oltre a cercare di migliorarmi tecnicamente”. In prospettiva, vale altri figli d’arte, Michieletto e Zaytsev.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Agli Europei, finale Serbia-Slovenia. La Francia buca il tiebreak, Giuliani elimina i bicampioni del mondo

Alberto Giuliani (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/agli_europei_finale_serbia_slovenia_la_francia_buca_tiebreak_giuliani_elimina_campioni_mondo-4762068.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/agli_europei_finale_serbia_slovenia_la_francia_buca_tiebreak_giuliani_elimina_campioni_mondo-4763293.html

di Vanni Zagnoli

La finale dell’Europeo di volley è tutta dell’ex Jugoslavia, con due sorprese: la Serbia capace di vincere in Francia, con un tiebreak dominato, e la Slovenia che a Lubiana ha superato la Polonia bicampione mondiale. I serbi ritornano a battersi per l’oro 8 anni dopo il successo di Vienna sugli azzurri, allora allenati dal ct Berruto, e fu l’ultima finale per l’Italia a livello continentale. La prima palla sarà domani alle 17,30, su Raisport. 

A Parigi, il primo set è francese, per 25-23, il secondo serbo, dominato, al di là del 23-25: lì l’inerzia diventa dei bianchi, sul 21-25 nel terzo. Il quarto è nettamente transalpino, 25-17, con Ngapeth dominante, a scherzare con l’amico Petric, capitano serbo, entrambi avevano azzeccato il triplete italiano, a Modena. Il quinto è proprio caratterizzato da Petric in battuta (0-5), il friulano (di famiglia) Toniutti in regia fatica, sul 2-8 è già finita. Atanasijevic vive una di quelle serate da numero uno al mondo, per le quali a Perugia è stato preferito a Zaytsev, con 27 punti. Serbia dominante a muro, superiore in attacco (anche con Kovacevic, del Trento), a colmare le difficoltà in ricezione. E’ stata quarta al mondiale, maltrattando l’Italia, che invece l’ha atterrata nel preolimpico di Bari, raro acuto per la nazionale di Blengini, dopo l’argento olimpico.

Lì ha cambiato ct, da Nikola Grbic a Bobo Kovac, esonerato da Perugia per Bernardi, che si aggiudicò il triplete italiano ma solo la coppa Italia, nell’ultima stagione, e così è stato sostituito. Per Heynen, il belga campione del mondo con la Polonia e oggi alle 18, a Parigi, contro la Francia, per il bronzo, sempre su Raisport. 

Giovedì è stata la notte di Alberto Giuliani, marchigiano che nei timeout parla italiano. Allena la Slovenia, in finale agli Europei, come 4 anni fa, con Giani. Stavolta l’eroe del 3-1 alla Polonia è l’allenatore dell’unico scudetto di Cuneo, nel Vday di Bologna, nel 2010, del secondo e del terzo di Civitanova, nel 2012 e nel 2014. Gli sloveni eliminano la Polonia per la terza volta di fila, agli Europei. Il fattore campo è decisivo, ancora più che nel quarto della Francia con l’Italia: solo gli azzurri non hanno quasi sfruttato il fattore campo, all’ultimo mondiale. 

Giuliani (nella foto) ora allena ad Ankara, l’Halkbank (“E’ una buona esperienza”, spiega), si era rivelato a Corigliano e a Verona, prima di vincere a Cuneo. E’ stato ct della Slovacchia e tecnico della Piacenza che arrivò in semifinale di coppa Italia, spezzando il dominio nelle semifinali di ogni manifestazione italiana, eliminando Perugia, due anni e mezzo fa. “Avevamo preparato la Francia, invece…”, ci risponde mentre è in riunione con i suoi giocatori. 

Se Scariolo è campione del mondo, nel basket, con la Spagna, Giovanni Guidettiè vicecampione d’Europa con la Turchia femminile, nazionale inferiore a tante, come la Slovenia di Gasparini e compagni. Che sogna il primo successo internazionale della sua storia, vuole andare oltre la finale raggiunta 4 anni fa con Giani. La nazione oltre Adriatico di un milione e 800mila abitanti è campione d’Europa nel basket. A pallavolo, la Serbia vanta l’oro olimpico del 2000 (eliminò l’Italia di Anastasi in semifinale), una finale e un bronzo mondiali, mentre agli Europei solo tre volte ha mancato il podio. Era stata a medaglia anche quando si chiamava Jugoslavia. Per una volta, accade un po’ come nella pallanuoto, in cui le nazioni nate dalla disgregazione della Jugoslavia sono diventate dominanti, moltiplicandosi: Serbia, Croazia, Montenegro. 

Da “Il Messaggero”, “Ilmattino.it”

Il Messaggero, volley. Aveva ragione Prandi: “La Francia è la più forte degli Europei”. I due set sbagliati dagli azzurri, resta il rammarico per il finale di secondo. Zaytsev e Juantorena negativi come nelle gare chiave del mondiale, il cubano neanche doveva giocare. Il virus ha debilitato il sestetto azzurro. Resta in lizza solo il marchigiano Giuliani, ct della Slovenia

(sport.sky.it)

Per il secondo Europeo di fila, l’Italia esce ai quarti. A Nantes perde 3-0, con due set umilianti, dando ragione all’ex ct Silvano Prandi: “La Francia è favorita, è la più forte”. Ci aveva concesso un set, la scorsa settimana, in palio c’era solo il primato del girone, l’avversaria degli ottavi, passati con facilità da entrambe. I francesi però erano in maschera, spingevano solo nei finali, gli azzurri avrebbero potuto vincere 3-0, ieri sera sono arrivati ai vantaggi solo nel secondo set, sprecando 3 palle per l’uno pari.
Antonov ha problemi gastrici alla vigilia, un po’ la tensione ma molto è anche il virus, Juantorena è in campo con due infiltrazioni alla schiena, vivrà la peggior serata della stagione. Il suo contrattacco della parità è murato a tre, poi sbaglia una palla. Sul 14-9 il primo set è pregiudicato, con il secondo errore di Zaytsev e il mani-fuori di Ngapeth, il giocatore più spettacolare al mondo. Sul 16-10 entra Lavìa per Antonov, sarebbe stato utile Lanza, rientrato in Italia per un infortunio alla schiena, in allenamento. Boyer (Verona) piazza tre bordate in battuta, sul 22-13 l’inferiorità azzurra è totale, con lo 0/6 in attacco dello zar e il 25-16. Non va il servizio, come nelle gare chiave dei mondiali, a Torino, altra uscita ai quarti. 
Nel secondo, Blengini riporta Zaytsev in banda, come nel triplete italiano di Perugia, per fare spazio a Nelli. Le luci si spengono nei timeout, progressivamente anche per l’Italia, tantopiù con l’ingresso di Lyneel per Tillie, il figlio del ct. Ngapeth batte su Zaytsev, suo erede a Modena, sul 14-10 la sensazione è che i transalpini chiuderanno rapidamente. Difesa e contrattacco non vanno, il friulano Toniutti ha gioco facile in regia. Entra Sbertoli per battere, porta al 20-19, la parità è di Anzani a muro, il sorpasso di Nelli. Boyer manda fuori, è 22-24. Nelli si fa murare un setpoint, Zaytsev mette fuori due volte (27-25), nonostante abbia davanti Toniutti, vulnerabile. Il terzo è a senso unico, sul 5-1, 12-4 con 4 aces in sequenza di Boyer. Fuori Juantorena, per Lavia, poi Giannelli per Sbertoli e Zaytsev per Cavuto, dal momento che sul 15-5 è andata. Sul 16-11 torna un pizzico di speranza, ma è tardi. Entra anche Russo, allora, al centro, a fare esperienza. Anche la panchina francese è superiore, a un anno da Tokyo c’è da preoccuparsi: il 25-15 fa esplodere la festa: “Aleh, le blues”.
Resta un solo italiano, nell’Europeo organizzato da Slovenia e Francia, da Olanda e Belgio, è il marchigiano Alberto Giuliani, ct sloveno, capace di regolare per 3-1, grazie anche al fattore campo, la Russia, che si era aggiudicata due degli ultimi tre Europei. In semifinale, a Lubiana, avrà domani la Polonia campione del mondo, passata per 3-0 sulla Germania di Giani. Dopo l’argento di Rio, per l’Italia solo l’argento in Grand Champions cup e la qualificazione olimpica. Meglio le donne. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Gazzettino, volley, Francia-Italia 3-0. La gastrite di Antonov, le bordate di Boyer. Funziona solo il muro azzurro, da metà del terzo set Blengini fa entrare i giovani

(repubblica.it)

Per il secondo Europeo di fila, l’Italia esce ai quarti. A Nantes perde 3-0, con due set umilianti, dando ragione all’ex ct Silvano Prandi: “La Francia è favorita, è la più forte”.
Antonov ha problemi gastrici, Juantorena è in campo con due infiltrazioni alla schiena, vivrà la peggior serata della stagione. Sul 14-9 il primo set è pregiudicato, con il secondo errore di Zaytsev e il mani-fuori di Ngapeth, il più spettacolare al mondo. Sul 16-10 entra Lavìa per Antonov, sarebbe stato utile Lanza, infortunato in allenamento. Boyer (Verona) piazza tre bordate in battuta, sul 22-13 l’inferiorità azzurra è totale, con lo 0/6 in attacco dello zar e il 25-16. Non va il servizio, come nelle gare chiave dei mondiali, a Torino, altra uscita ai quarti. 
Nel secondo set, Blengini riporta Zaytsev in banda, fa spazio a Nelli. Le luci si spengono nei timeout, progressivamente anche per l’Italia, tantopiù con l’ingresso di Lyneel per Tillie, il figlio del ct. Ngapeth batte su Zaytsev, sul 14-10 l’Italia comunque lotta. Entra Sbertoli per battere, porta al 20-19, la parità è di Anzani a muro, il sorpasso di Nelli. Boyer manda fuori, è 22-24. Nelli si fa murare un setpoint, Zaytsev mette fuori due volte (27-25), nonostante abbia davanti il friulano Toniutti, vulnerabile. Il terzo è a senso unico, sul 5-1, 12-4 con 4 aces di Boyer. Fuori Juantorena, per Lavia, poi Giannelli per Sbertoli e Zaytsev per Cavuto, sul 15-5. Il 16-11 dà un pizzico di speranza, ma è tardi. Entra anche Russo, ma a un anno da Tokyo c’è da preoccuparsi: il 25-15 fa esplodere la festa: “Aleh, le blues”.
Le semifinali. Domani a Lubiana Slovenia (ct Alberto Giuliani)-Polonia, venerdì a Parigi Francia-Serbia. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, europei di volley. Giannelli va in doppia cifra e l’Italia rimonta un set, con la Grecia: 3-1

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europeo_volley_2019_l_italia_in_scioltezza_contro_la_grecia_3_1-4732667.html

Vanni Zagnoli

Con le nazionali di secondo piano, l’Italia fatica. A differenza dell’Italia femminile, la nazionale di Blengini soffre anche con squadre di secondo piano. 

A Bari, nel preolimpico, ha rischiato di farsi battere dall’Australia, in Nations league ha sbagliato varie partite, con la Grecia perde il primo set per 17-25, addirittura, soffrendo in ricezione e a muro, poi si scioglie e vince per 3-1.

Roberto Russo è acerbo, per questi livelli, inizia con Matteo Piano e il binomio al centro non è così efficace. Sul 6-12 l’Italia è già in difficoltà, con il Portogallo aveva giocato Anzani, non Russo. Le battute e la ricezione ellenici per un set sono superiori, neanche bastano gli ingressi di Nelli e Lanza; esce Antonov, non in serata. Sul 16-22 il set è andato, arrivano persino due aces di Voulkidis.

A Montpellier, in Francia, va meglio il secondo parziale, con l’attacco più convincente e gli errori ellenici. Entra Balaso per la ricezione, si riaffaccerà anche nei parziali successivi, al posto di Colaci, come libero, mentre Candellaro subentra a Russo: il centrale padovano aveva saltato il torneo di qualificazione alle olimpiadi per Pesaresi, terzo libero, stavolta il ct Blengini ha scelto di portare fra i 14 un quarto centrale.

Torna per un attimo Nelli, alla vana ricerca di un ace, sul +4 Antonov urla perchè si sblocca: l’Italia da anni ha nel secondo schiacciatore il tallone d’Achille, il russo trevigiano per matrimonio era stato titolare all’Europeo di due anni fa, quando l’Italia uscì nei quarti, contro il Belgio. Il muro a tre è imperfetto, la Grecia raggiunge la parità con il 5° ace, Zaytsev e uno scambio lungo chiuso da Juantorena portano al 25-23. La ricezione non è così precisa, anche per questo Giannelli non coinvolge tanto i centrali. Per il terzo parziale, il ct opta per Candellaro e Anzani, più abili in attacco, rispetto a Russo e a Piano. La pipe di Juantorena vale il 7 pari, il problema resta la battuta, come nelle due gare chiave del mondiale, contro Serbia e Polonia. Dall’11 pari arrivano 5 punti in sequenza, con un pallonetto di Antonov, l’ace di Juantorena e il muro di Zaytsev portano. La Grecia scivola a 8 lunghezze, si arrende sul 25-19. 

Lì il più è fatto, l’Italia non può più perdere. Giannelli fa l’attaccante, in fondo non era nato palleggiatore, fra un’azione e l’altra è davvero leader e migliora il livello di gioco. Il punto più sorprendente è sull’alzata di Zaytsev per il palleggiatore trentino. Sul 13-6 è fatta e anche un muro dello zar allontana i greci. La pipe di Juantorena è prepotente, Antonov (7 punti) chiude in fiducia e Candellaro azzecca un muro. Il servizio vincente di Giannelli dà il 25-18, mette la bellezza di 10 punti, bottino da schiacciatore. Il più prolifico è Juantorena, con 21 punti, contro i 12 di Zaytsev, che dà una mano anche in ricezione.

L’Italia non ha mai perso con la Grecia, non poteva certo farlo agli Europei, peccato ci fossero appena 438 spettatori. 

Nel pomeriggio, la Bulgaria batte per 3-0 anche la Romania, avversaria degli azzurri domenica, alle 14, con diretta su Rai2 e su Dazn.

Tra le favorite, anche la Russia concede un set, alla Bielorussia. 

Intanto l’under 18 femminile è in finale mondiale, affronterà gli Usa. Ha recuperato due set alla Cina, il ct Marco Mencarelli si conferma un mago, con le nazionali giovanili.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. L’Italdonne centra il bronzo europeo: battuta la Polonia 3-0 nella “finalina”. Egonu sbotta: ​«I critici? Guardassero la loro vita»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/risultati_europei_volley_italia_bronzo_polonia_battuta-4721558.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/risultati_europei_volley_italia_bronzo_polonia_battuta-4721649.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/risultati_europei_volley_italia_bronzo_polonia_battuta-4721570.html

di Vanni Zagnoli

Il bronzo è azzurro, dieci anni dopo l’Italia ritorna sul podio agli Europei. Le ragazze sono ancora terribili, con il 3-0 alla Polonia: 25-23, 25-20, 26-24. Praticamente senza Lucia Bosetti e senza la prima riserva Elena Pietrini, che ha rinunciato, dopo la qualificazione olimpica, la nazionale arriva per la terza volta a medaglia con Mazzanti, veniva dagli argenti nel World Grand Prix e al mondiale. 

Sarebbe stato affascinante vederla sfidare la Turchia di Giovanni Guidetti, se fossero finita nell’altra parte del tabellone, magari sarebbe arrivate almeno al tiebreak, in semifinale, a differenza del 3-1 subito dalla Serbia.

Nella finale per il terzo posto, l’Italia se ne va dal 12-11, con Sorokaite e Chirichella, la centrale è in giornata. Dal +5, resta un punto di margine per due errori di Egonu. Sul 23 pari risolve il muro di Ofelia Malinov, che non aveva convinto, ieri.

L’inizio del secondo set è ritardato per problemi all’illuminazione. Si riparte dopo una dozzina di minuti e l’Italia brilla, da un attacco di seconda di Ofelia Malinov: è stato l’unico, in questo Europeo, ma ha l’attitudine offensiva di Giannelli. A Conegliano era riserva di Asia Wolosz, che in Veneto ha vinto tutto esclusa la Champions league e che dopo ogni trofeo si fotografa nuda coperta solo dalla coppa. Stavolta la bionda polacca è fuori dal podio, resta talentuosa. 

Nell’ultima partita del girone, a Lodz, la Polonia aveva vinto al tiebreak, ad Ankara paga a muro. Come sul 18-10 di Sorokaite, la lituana che ha la cadenza tipica dell’Est. Quando parlano, sui punti al challenge, Parrocchiale e Sylla si coprono la bocca, neanche fossero calciatrici. Il secondo libero entra a rafforzare la ricezione, il vantaggio è tale che i soliti due errori di Egonu non incidono, anche perchè Sylla in ricezione regge. Chiude Paola, 25-20.

Il terzo parziale è equilibrato, Mazzanti prevede il calo di Folie, al centro, e inserisce la 17enne Sarah Fahr, per arginare il 9-12. Uno scambio è spettacolare, Egonu continua ad azzardare le conclusioni, è salvata da un videocheck, dal tocco a muro. Sorokaite offre la parità a quota 18, uscirà per Parrocchiale. Sylla mette il punto esclamativo all’Europeo con due attacchi prepotenti. Riavanzano però le rosse, sprecano un matchpoint e Sylla contrattacca conquistandone uno. Il 3-0 è sull’ace di Egonu, che può gioire. Non è più un sorriso nervoso ma rilassato. Paola è durissima, al microfono di Rai2: «Ho sentito tante critiche, dopo la sconfitta di sabato. “Non ho mai visto una pestare così tanto (la riga negli attacchi da seconda linea, ndr). Mandatela a casa: torna al tuo paese. Intanto oggi abbiamo vinto, c’eravamo noi, in campo. A tutti i critici dico: “Guardassero la loro vita, prima».

Affidiamo le pagelle dell’Europeo a Lorenzo Micelli, pesarese come il ct Mazzanti, vincitore di 9 trofei, tra Polonia, Turchia e Italia. “Fra il 7 e l’8 a quasi tutte le azzurre, perchè questo bronzo vale l’argento mondiale. In Giappone – spiega – c’era maggiore sintonia di gioco, il ritmo era più elevato, anche grazie a Lucia Bosetti. Le azzurre hanno offerto sempre buone partite, l’organizzazione di gioco ha penalizzato, il livello in attacco non era male. Quella sconfitta con la Polonia ha cambiato il tabellone, alla fine ha inciso”.

La meno positiva è Malinov: “Ha faticato più del solito, con le centrali, doveva però alzare palle staccate da rete, dovute anche alla qualità della ricezione e in quel fondamentale Bosetti era importante. Merita comunque il 7. 7/8 a Egonu, perchè comunque cambia la partite, escluso ieri. E molto positivi anche gli ingressi di Orro, al palleggio”.

Da giovedì toccherà ai maschi, in Francia, in un Europeo pure in 4 nazioni. Obiettivo un altro podio.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazeettino.it”

Il Messaggero, europei di volley femminile. Le azzurre soffrono ma passano ai quarti, battuta la Slovacchia per 3-0

Indre Sorokaite (instagram)

Due set sofferti, qualche balbettio finale anche nel terzo ma l’Italia raggiunge i quarti, agli Europei. A Bratislava soffre il fattore campo, il gran tifo per la Slovacchia, appena alla quarta partecipazione a fasi finali. E’ valorizzata al massimo da Marco Fenoglio, due scudetti (a Bergamo, con Champions, e a Novara) e fra i 7 nostri ct della manifestazione.
L’Italia va due volte a più tre, nel primo set, con Sylla e il muro di Sorokaite: da anni l’ucraina fa l’opposto, in attacco convince, in ricezione comunque migliora, rispetto alla controprestazione costata la sconfitta con la Polonia. Sul 20-15, due errori di fila di Egonu avvicinano le rosse. Si affaccia in campo Lucia Bosetti, al debutto nel torneo, non è ancora recuperata appieno, se serve potrà rafforzare la ricezione. Il 25-20 maschera le difficoltà azzurre, con Indre Sorokaite al 78% in attacco e Paola Egonu appena al 33.
La meno giovane delle sorelle Bosetti resta sul parquet sino al 6-5, piazza anche un muro, il rientro di Sorokaite sostiene l’Italia, sotto anche di 3 e per questo entra Fahr (non Danesi), per Folie. La nazionale di Mazzanti sbaglia troppo al servizio, sul 17 pari due errori in sequenza di Egonu, in attacco. La tensione è eccessiva, l’obbligo di vincere manda in confusione, è però lo stesso opposto ad azzeccare i due aces valsi il 25-23. Sorprendono gli errori gratuiti, due di seguito anche per Chirichella, in ritardo pure a muro. 
La capitana si rifà in avvio del terzo parziale, Egonu azzecca un altro servizio, l’Italia soffre il clima di bagarre, eppure resiste, con la puntualità offensiva di Sorokaite. Folie raggiunge la doppia cifra con un muro, un ace di Chirichella allarga la forbice e sul 20-10 è fatta. Lì però le azzurre si rilassano, serve un attacco centrale da seconda linea di Sorokaite per il 22-16. Altro blackout, comunque sarà 25-21.
«E’ stata la partita più brutta degli Europei – ammette Davide Mazzanti -, eravamo troppo lenti, nel gioco. E’ il dentro o fuori a metterci in difficoltà, in questi due anni abbiamo giocato molto più spesso nelle fasi a gironi. Non abbiamo mai trovato il ritmo, ci guardavamo, senza quasi riconoscerci. Approccio e gestione sono stati faticosi».
Oggi il ritorno in Polonia, a Lodz mercoledì l’Italia affronterà la Russia, che regola il Belgio per 3-1. «Il quarto è bello tosto, ci dovremo mettere in riga, sappiamo come non dovremo andare in campo».
Le ex sovietiche si sono aggiudicate gli Europei del 2013 e del 2015, in questo decennio vantano solo altri due podi, nel World Grand Prix. «Servirà il nostro cambio palla abituale e poi aggiustare i tempi sul loro muro, fatichiamo contro chi ha la palla alta come punto di forza».
Altri ottavi. A Budapest, Olanda-Grecia 3-0 e Azerbaijan (allenatore Caprara)-Bulgaria 0-3. Ad Ankara, Serbia-Romania (ct Pedullà) 3-0, Turchia (Guidetti)-Croazia (Santarelli) 3-2. A Lodz, Germania-Slovenia (ct Chiappini) 3-0, Polonia-Spagna 3-0.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, ilmattino.it. Europei, l’Italia perde 3-2 dalla Polonia. A Bratislava affronterà la Slovacchia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4702659.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4703818.html

di Vanni Zagnoli

Alla prima difficoltà vera, arriva la prima sconfitta dell’Italia all’Europeo organizzato in quattro paesi. Vince la Polonia al tiebreak, è seconda e costringe l’Italia a spostarsi a Bratislava, per affrontare la Slovacchia, domenica, negli ottavi. Nella seconda fase, infatti, non si possono affrontare due paesi organizzatori, in questo caso Polonia e Slovacchia.
Le azzurre si aggiudicano il girone, già con due set vinti, eppure lasciano Lodz e la Polonia, è come fossero arrivate seconde. Pagano i 18 errori al servizio, il doppio rispetto a quelli delle biancorosse, e i 12 errori in ricezione, 7 di Sorokaite.
La nazionale orchestrata in regia da Wolosz, dell’Imoco Conegliano, parte forte e sul 10-4 Mazzanti cambia la diagonale, entrano Orro e Nwakalor per Malinov ed Egonu, ma giusto per un paio di scambi. L’Italia recupera sul 14-10, poi si riallontana e resta ferma a 25-14, con la ricezione traballante.
C’è l’entusiasmo che vorrebbe sempre la Cev, a Lodz, il secondo parziale però è molto azzurro, sul 7-13, con errori biancorossi. Due situazioni a muro premiano comunque la nazionale di Nawrocki, una schiacciata di Egonu porta al vecchio cambio palla e al 9-14. Sale in cattedra la nigeriana di Cittadella, anche in pipe, a contenere il rientro delle padrone di casa. Tre, quattro punti di margine, è 17-19 sull’errore di Folie. Resta una lunghezza, sulla chiusura fuori proprio di Egonu. Sylla si dispera, eppure l’Italia riparte. Con il muro di Folie, sul 18-22 è quasi fatta, tantopiù dopo l’ace di Sorokaite. E’ 19-25, non era scontato, tantopiù rinunciando al contributo offensivo delle centrali. 
Anche il terzo è a prevalenza azzurra, sul 5-8 firmato Folie, anche il ct esulta. La ricezione soffre ancora, a tratti, Sylla e Chirichella a muro allungano, è dominio italiano, con il 13-25. Nel quarto, Sylla respira, per trovare concentrazione, Sorokaite azzecca una palla difficile, è il 4-6. Il 9-10 arriva con il muro di Sylla, ritardato, a una mano. De Gennaro non è nella serata migliore, sbaglierà in tutto tre ricezioni, compreso il 13-11. Entra Orro per un servizio, Egonu chiude il 14 pari ed esulta come un’ossessa, a dimostrazione di quanto l’Italia tenesse a restare imbattuta. Esce Chirichella, sul 17 pari, si affaccia Anna Danesi, prodotto del Volleyrò Casal de Pazzi. Sorokaite sbaglia la ricezione del 20-18, Danesi si fa murare e la Polonia scappa via, verso il tiebreak, tra il pubblico festante. Danesi pesta la linea al servizio, Egonu manda una palla lunghissima. Sorokaite però restituisce speranza, sul 23-21, è tuttavia la stessa lituana a sbagliare la ricezione che manda al quinto set. Lucia Bosetti in questo fondamentale dà garanzie diverse, magari non altrettanto in attacco, stasera era di nuovo a referto come secondo libero. 
Le richieste di challenge reciproche spezzano il ritmo, Wolosz sorprende ancora Sorokaite in ricezione. Replica Egonu con un servizio vincente, mentre Chirichella chiude sopra la rete. Sul 3-5, il timeout polacco è rompere la serie in battuta di Egonu, Stysiak azzecca un ace (5-6) ma poi sbaglia. Idem Sylla, la Polonia mette la freccia con Alagierska al servizio e il nuovo errore in ricezione di Sorokaite. L’8 pari è di Egonu, fra il “Polska, Polska” del tifo di casa. Chirichella sbaglia al servizio, non è in serata, il muro su Sorokaite dà il 10-8. Entra Orro, al solito, per battere, fuori di pochissimo. Sbaglia invece nettamente Egonu, sorridono le ragazze dell’est, anche durante il challenge. Con il semplice cambio palla portano a casa il match, Malinov perde il duello a rete, della speranza, finisce 15-12.
Il girone è vinto dall’Italia, la Polonia è seconda, il Belgio terzo e la Slovenia di Alessandro Chiappini quarta. Fuori l’Ucraina e il Portogallo.
Affidiamo i voti ad Antonio Giacobbe, ct della Tunisia, 72 anni, campione d’Africa per due volte di fila e in preparazione della coppa del mondo. “Ho allenato la nazionale molti anni fa – racconta -, ne resto il primo tifoso e la seguo con occhio emotivamente interessato”.
Malinov 5,5. “A tratta è in sofferenza”.
Egonu 7. “Azzecca anche bellissimi colpi, può sbagliare, a un certo punto tiene in piedi la baracca”.
Chirichella 5,5. “Sporca la prestazione con errori al servizio, aveva fatto molto bene nel secondo set”.
Folie 5,5: “A me piace molto, la guardo con attenzione: anticipa i primi tempi, come al maschile. Non è stata lucidissima, stavolta”.
Sylla 6,5. “Per la continuità, è una sicurezza”.
Sorokaite 6. “Determinante in attacco, abbiamo però pagato molto la sua ricezione, non era molto lucida a muro. Doveva coprire una zona importante. L’assenza di Lucia Bosetti si è avvertita perchè a muro è molto brava, negli spostamenti: ero stato allenatore della madre, Franca Bardelli, in nazionale”.
De Gennaro 6. “Al di sotto delle prestazioni abituali, in genere va sull’8”. Mazzanti 6,5. “Sta lavorando molto bene, a prescindere da questa serata”.
Ad Ankara, il girone A premia la Serbia, a punteggio pieno, davanti alla Turchia di Guidetti, alla Bulgaria e alla Grecia, escono Finlandia e Francia.
In Ungheria, il gruppo C è dominato dall’Olanda, sull’Azerbaijan di Gianni Caprara, poi la Croazia allenata da Daniele Santarelli, marito di Moky De Gennaro, e la Romania del novarese Luciano Pedullà; eliminate Ungheria ed Estonia. Il raggruppamento D, a Bratislava, è della Germania, sulla Russia, passano anche la Slovacchia, guidata da Marco Fenoglio, e la Spagna, escono Svizzera e Bielorussia.
Gli accoppiamenti degli ottavi. Ad Ankara: Serbia-Romania; Turchia-Croazia. A Lodz: Russia-Belgio, Spagna-Polonia. A Budapest: Olanda-Grecia; Azerbaijan-Bulgaria. A Bratislava: Germania-Slovenia; Slovacchia-Italia.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino, volley femminile. Le azzurre battono 3-0 anche il Belgio

(FIVB-oasport.it)

Il girone per l’Italia è facillimo, avrebbero detto i latini. Da Lodz, Polonia, la città del Widzew di Zibì Boniek, l’Italia è bella di notte, come domenica, e pure di giorno, venerdì e ieri. Tre a zero al Portogallo e all’Ucraina, anche al Belgio, la squadra migliore, avanti per 10-14 e alla pari a quota 23 nel terzo. Sorpresa. E’ come se il ct Davide Mazzanti volesse allenarsi un po’ a gestire situazioni non così facili.
Le azzurre hanno la fisicità di Sylla, precisa in ricezione e astuta nei pallonetti, neanche c’è bisogno delle raffiche di Paola Egonu, elevazione e addominali da uomo. La nigeriana di Cittadella ha la cugina Terry in rosa, la regista Ofelia Malinov non è in grande giornata, non importa perchè il potenziale offensivo è tale che l’Italia arriva al 9-0, ovvero enplein dei set.
Le migliori sono le esterne, nell’ordine Sylla, Egonu e Sorokaite, non così abile in difesa. Folie meglio di Chirichella, al centro, secondo la valutazione di Marcello Abbondanza, fra i migliori tecnici d’Europa. “De Gennaro è sempre positiva, solo Malinov è da rivedere”.
Stasera, dalle 21, sempre su Rai2, la sfida alla Slovenia di Alessandro Chiappini, altro 3-0 scontato, a differenza di quanto avviene con i maschi, vicino al livello degli azzurri, già un anno fa, nel girone del mondiale, a Firenze. 
E’ il primo Europeo a 24 squadre, l’Italia spera di avanzare in blocco con i ct: Santarelli (Conegliano, Croazia) ieri ha perso 3-0 dall’Olanda, Guidetti con la Turchia è da podio, Busato vice della Russia insegue l’oro, mentre Caprara con l’Azerbajgian e Pedullà con la Romania sarebbero felici di passare agli ottavi di finale. Dove magari nella prossima edizione arriverà Fenoglio, con la Slovacchia.
Dispiace soltanto che i palazzetti siano semivuoti, l’arena di Lodz tiene 13mila spettatori, sarà esaurita giovedì, per Polonia-Italia, con il primo posto in palio. La guarderanno in tv Elena Pietrini, che ha rinunciato all’Europeo per misterioso stress, e Valentina Diouf, papà senegalese, vittima dell’esplosione di Egonu ma scudettata in Brasile.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero, volley. In Polonia l’Europeo femminile, azzurre favorite

Lucia Bosetti (corriere.it)

L’Italia ha una gran voglia di vincere qualcosa, nel volley. Come nazionale, non ci riesce dalla coppa del mondo del 2011, che qualificò all’olimpiade, con i maschi da Euro 2005, a Roma, con Montali ct. Oggi inizia in Polonia l’Euro femminile e le azzurre sono favorite, assieme alla Serbia. Sono state a due punti dall’oro iridato, un anno fa, a Catania hanno appena maltrattato l’Olanda, quarta mondiale, nella qualificazione olimpica, nonostante l’uscita di Lucia Bosetti a metà gara. Davide Mazzanti eccelle con il gruppo disegnato da Marco Bonitta, nel frattempo tornato al maschile, quarto al mondiale 2014, a Milano, ma eliminato in anticipo dalle olimpiadi. Il ct non ripesca la moglie, Serena Ortolani, che a 32 anni potrebbe avere chiuso con la nazionale: “Vado proprio a Tokyo…”, abbozzava, quasi rassegnata. Pensare che il ct del basket Meo Sacchetti magari porterà al mondiale in Cina il figlio Brian, per il quale ha già rinunciato a capitan Aradori.
L’Italia inizia alle 17,30 con il Portogallo, non siamo nel calcio e le rossoverdi non sono competitive, sarà un 3-0 facile. Magari sarà meno agevole domenica l’Ucraina, dalle 21, mentre il Belgio lunedì vorrebbe strappare un set, neanche avvicinato a Catania. Martedì con la Slovenia altro 3-0 prevedibile (i maschi sono molto più forti), mentre giovedì con la Polonia potrebbe sfuggire un set. Ogni gara è su Rai2 e su Dazn, la federazione ha perso nel tempo il colosso Sky ma ha scelto di mostrare l’Italia gratis, a quanti più italiani possibili, anche in prime time.
Questa nazionale femminile è la più amata dagli italiani, più della scherma, di nicchia, e anche molto seducente. La rosa è per metà di origine straniera e con 6 del Conegliano campione d’Italia, spicca Paola Egonu, accompagnata dalla cugina Terry Enweonwu, nigeriana nata a Padova. Lodz è la città di Boniek, il bello di notte e bella di notte sarà anche l’Italia. «A Roma – confessa il ct – ho visto cambiare situazioni tecniche con una velocità incredibile, il girone consoliderà il ritmo di gioco. Due anni fa, non avevamo mostrato la pallavolo del Grand Prix, rispetto alla Sicilia possiamo limare tanto».
Si gioca pure ad Ankara, a Budapest e a Bratislava, dai quarti si giocherà solo in Turchia e Polonia, dalle semifinali ad Ankara. Poi toccherà ai maschi, sempre in 4 nazioni, la finale sarà a Parigi e l’Italia punta alla doppietta.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”