Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Volley, Italia implacabile: 3-0 alla Slovenia e finale mondiale conquistata dopo 24 anni. Stasera c’è la Polonia

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https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_italia_mondiali_slovenia_polonia_finale_tv-6921572.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/volley_italia_mondiali_slovenia_polonia_finale_tv-6921581.html

di Vanni Zagnoli

Katowice 

Il 3-0 dell’Italia sulla Slovenia è stato facile. “Io – dice Simone Giannelli, il capitano, al secondo mondiale – ero pronto a una battaglia di 5 set”. Modello Polonia-Brasile, insomma, con i verdeoro allenati da Renan Dal Zotto a sprecare la palla del 10-12, nel tiebreak. “E lì si sarebbe complicata”, dice Sliwka, uno dei protagonisti degli attacchi finali dei polacchi.

Italia-Slovenia è intensa, sì, ma il 25-21, 25-22 e 25-21 recita di una superiorità mai in discussione, di un controllo costante degli azzurri. “Eppure non è stato agevole”, obietta il ct Fefè De Giorgi, tre mondiali vinti da alzatore, l’ultimo nel ’98. E da allora l’Italia non ha più disputato finali iridate, ma è stata argento olimpico nel 2004, con Giampaolo Montali ct, oggi uomo della Ryder cup di golf, e nel 2016, con Gianlorenzo Blengini.

Stasera si fa la storia, dalle 21, su Rai1 e su Skysport action, favorita tuttavia è la Polonia di Nikola Grbic, vicecampione d’Italia con Perugia e non confermato, al solito, dal presidente Gino Sirci, e adesso con il conforto di 11500 vocianti, a Katowice. E’ stato argento in Nations league, a Bologna, dove l’Italia sbagliò anche la finale per il terzo posto, un mese e mezzo fa, ma è come se avesse voluto restare coperta, per dissimulare favori del pronostico che erano tali, dopo l’oro continentale. Sempre qui, alla Spodek arena di Katowice.

A Perugia Grbic viene sostituito da Andrea Anastasi e così si chiude il cerchio, con l’allenatore che aveva firmato un bronzo olimpico nel 2000 e la semifinale iridata di Roma, nel 2010.

Adesso la nazionale è giovane, con il solo Simone Anzani di 30 anni. “Io sono al terzo mondiale – spiega -, siamo andati in crescendo, non c’ero per la finale olimpica di Rio, certo quello è l’apice per tutti ma anche il mondiale…”.

Già, il mondiale, l’Italia si è fatta strada eliminando una Cuba molto insidiosa per 3-1, negli ottavi, con quel mancino, Herrera, immarcabile eppure a sparacchiare fuori le palle chiave per girare la partita. Il quarto contro la Francia è stata la vera semifinale, in teoria il gap era quello di Bologna, 3-0 a parziali bassi, un po’ come nei quarti mondiali di 4 anni fa, a Torino, contro Polonia e Serbia. 

La bravura di De Giorgi è stata proprio di mantenere la calma, migliorare il rendimento in battuta, il livello generale di gioco e puntare solo sui titolari. Yuri Romanò è uscito una sola volta in sei gare, per il vice opposto, Pinali. “Non sento la fatica – conferma – e cerco di essere freddo”.

Lo è anche nel terzo set di ieri, quando la Slovenia si affaccia nell’unica parità, lui contrattacca di slancio ed esulta. “Siamo migliorati nella gestione dei momenti complicati”, sottolinea Giannelli, il regista che coinvolge in maniera scientifica gli attaccanti, a cui arrivano 21, 22 e 23 palloni, neanche fosse tutto stabilito a tavolino. Quindici punti sono di Lavia, il migliore, come percentuale, 14 di Romanò, 9 di Michieletto, in serata meno brillante del solito, in attacco, ma saprà risalire di livello per la finale che vale una carriera. E’ lui a dire: “Siamo giovani, i cambi non sono indispensabili”.

Da metà del terzo set parziale entra Recine, per dargli fiato, l’Italia supera quell’attimo di difficoltà e va in porto. Lavia prende due muri, si rialza prontamente. Anche grazie ai tuffi di Balaso, candidato a miglior libero del mondiale. Ha ragione Giannelli: “E’ un risultato incredibile”.

Dopo la doppia uscita ai quarti, alle olimpiadi, l’Italia ha conquistato i due ori europei, le donne anche il primo posto in Nations league e presto ripartiranno da favorite, al mondiale. Al maschile è più difficile affermarsi, il livello è più alto, storicamente. Adesso si fa la storia, come come nei due mondiali di fila con Julio Velasco e nel titolo del ’98, in Giappone, con il compianto ct Bebeto, brasiliano.

Il nuovo re mida è Ferdinando De Giorgi, flemmatico e ironico, 17 trofei in 22 anni di panchina. “E adesso siamo al punto più alto della carriera, in panchina”, ci risponde Nikola Grbic. Si prevede una battaglia infinita, come Polonia-Usa e Polonia-Brasile. Entro mezzanotte l’Italia è pronta a festeggiare, 24 anni dopo. E il volley ad avvicinarsi al basket, come attenzione, con il rischio che la nazionale di Pozzecco esca agli ottavi degli Europei. A spingere gli azzurri c’è il numero di tesserati, nel nostro paese, secondo solo al calcio, fra uomini e donne. In uno sport che dall’89, dall’Europeo in Svezia, ha cambiato la storia d’Italia, con Julio Velasco. E Fefè il mite è stato uno dei suoi allievi prediletti. E che importa se ha un filo di pancetta, da italiano medio.

Da “Il Messaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Enordest.it. Volley, il sogno mondiale non si ferma: 3 a 0 alla Slovenia

https://www.enordest.it/2022/09/11/il-sogno-mondiale-non-si-ferma-3-a-0-alla-slovenia/

Vanni Zagnoli

Katowice (Polonia)

Due settimane al seguito dell’Italia, all’inseguimento del mondiale di volley. 

Siamo partiti per Lubiana due sabati fa, appunto, per il debutto nella fase a gironi, dell’Italia, con il 3-0 al Canada. Facili anche le gare con la Turchia e la Cina, sempre 3-0.

Poi il rientro dalla Slovenia, a casa, per la morte della suocera, Enza Dall’Aglio, 81 anni, il funerale lo scorso venerdì e lunedì la voglia di ripartire, dopo che l’Italia aveva battuto Cuba per 3-1.

Nel frattempo abbiamo ascoltato tante storie, che trovate sullo youtube di vannizagnoli.it. 

A partire dai due liberi padovani, Fabio Balaso e Leonardo Scanferla, fatto raro.

”E’ il mio primo mondiale – racconta Balaso -, anche se in nazionale ho debuttato a 20 anni, nel 2015. Mantengo un buon rapporto con Massimo Colaci, titolare alle olimpiadi.

Con Anzani abbiamo vinto lo scudetto a Civitanova, c’era anche Simon, adesso a Piacenza, e Yant”.

Sono i due cubani che l’Italia è riuscita a domare, con la regia di Fefè De Giorgi, un gentiluomo in panchina, assolutamente unico.

Una delle imprese l’ha compiuta l’Ucraina, da ripescata nel tabellone – per ranking, non per la guerra – ai quarti, con il 3-0 all’Olanda del parmigiano Roberto Piazza, a trascinarla Plotnytskyi, di Perugia, e Tupchii, che gioca in Ucraina. Poi l’inevitabile eliminazione, con la Slovenia, dopo l’illusione durata un set. “Per quanto riguarda la guerra – racconta Plotnytskyi -, speriamo di vincerla, dopo i tanti caduti, è l’unico auspicio che mi sento di fare”.

Abbiamo assistito dal vivo, a Lubiana, alla quasi uscita della Francia già agli ottavi, con il Giappone di Philippe Blain, ex Cuneo, capace di raggiungere il 18-15 al tiebreak. 

“Non mi ha scelto Ngapeth”, mi rispondeva Andrea Giani, a Bologna, alla Nations league. E io a spiegargli che nel calcio i grandissimi giocatori, come Cristiano Ronaldo, spesso sono determinanti anche nella scelta del tecnico.

Italia-Francia 3-2 è stata anche la sfida fra la sua panchina, profondissima, e i soli due cambi reali nelle scelte di De Giorgi, ovvero Anzani che dagli ottavi ha giocato stabilmente al posto di Roberto Russo e Sbertoli che entra ogni tanto come sostituzione tattica.

Vedendo quell’Italia-Francia ci sono venute in mente le sfide mondiali del calcio, a Berlino 2006, vinta ai rigori dagli azzurri, e all’olimpiade di Tokyo, nel basket, con il ct Meo Sacchetti che ha fatto l’impossibile, per eliminare i blues, decisamente più forti.

Vice palleggiatore francese è un friulano, di origine, Benjamin Toniutti, di San Daniele, da anni in Polonia.

De Giorgi era stato compagno di Andrea Giani nei 3 mondiali vinti dall’Italia, di fila, ne aveva disputati 4 in sequenza, è stato bello ascoltare la loro fraterna amicizia, all’una, nella notte, davanti all’albergo, dopo l’eliminazione dei francesi, assieme a parlare di Velasco.

Questa è una sventagliata dei video della serata, storica, anche con le nostre domande.

E poi Earvin Ngapeth, il giocatore dotato di maggiore classe al mondo, da anni, mi risponde al tavolo, sempre all’una, con i francesi: “Non sono il miglior giocatore al mondo”. Il migliore adesso è Rrromanò”.

Un po’ come dicono gli speaker e un po’ al cubo, dal momento che Yuri Romanò è stato davvero determinante, con i suoi 22 punti. 

A Milano Romanò era riserva di Patry, francese, a Piacenza sarà per la prima volta titolare in serie A1. Aveva iniziato con il calcio, sino ai 16 anni, terzino sinistro, è uno dei rari opposti mancini, come Herrera, di Cuba. 

La mamma ci confessa: “Ogni settimana mi riguardo la finale degli Europei, da quando è entrato”. Lei faceva la pallavolista, in C. 

Per lui, De Giorgi ha lasciato a casa Zaytsev, che era rientrato per la Vnl, per lasciarlo giocare più tranquillo.

E poi ieri sera la semifinale mondiale, Italia-Slovenia, con gli azzurri al cospetto di un paese da 2 milioni di abitanti che vive per lo sport. L’Italia stavolta era favorita, rispetto alla finale europea di un anno fa, nella stessa città polacca. Daniele Lavia è l’unico giocatore del sud fra i 7 impiegati nelle gare importanti come titolari, ovvero sei più un centrale che esce a rotazione per fare spazio al libero.

E la bella storia di Gheorghe Cretu, ct con Bassano del Grappa nel cuore. “Ogni volta che torno fanno a gara a ospitarmi. Lì ho passato due anni splendidi, con il presidente Fiorenzo Signor. A parlare di Bassano mi viene veramente la pelle d’oca. Se a maggio ho vinto la Champions league, a Lubiana, con lo Zaksa, squadra polacca, lo devo anche alla follia di mia moglie, che mi ha sempre assecondato in tutto, lei è ungherese ed è stata protagonista anche in Champions di basket, da allenatrice, anche contro Schio. E’ difficile per un romeno affermarsi nel volley, su di noi”. 

E giovedì sera, all’arrivo in Polonia, abbiamo visto anche la bellissima arena di Gliwice, 16mila posti, che ha chiuso dopo i quarti. . La semifinale è stata alle 21, non più alle 18. Prima c’era Polonia-Brasile, i polacchi hanno già rischiato con gli Usa, erano sopra 2-0, hanno chiuso al tiebreak.

Da “Enordest.it”

Ilmessaggero.it. Europei, l’Italia è in finale ma rischia di non avere Sylla

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_italia_finale_3_1_olanda_sylla_dubbio_nella_sfida_eterna_serbia-6174039.html

di Vanni Zagnoli

Domani sarà ancora Italia-Serbia, come nella finale mondiale del 2018 (2-3), come nella semifinale di due anni fa (1-3) e come nei quarti all’olimpiade (0-3). Le azzurre non sono favorite, proprio per la sudditanza anche psicologica nei confronti delle slave, però hanno ritrovato il livello di gioco almeno della qualificazione olimpica dell’anno scorso, a Catania. L’Olanda conquista solo il terzo set, con la Slovacchia negli ottavi e la Russia nei quarti l’Italia non ne aveva concessi, comunque ritorna la nazionale più amata dagli italiani.

A Belgrado gran parte del pubblico se ne va, restano 2400 spettatori, dopo la prima semifinale, 3-1 della Serbia alla Turchia ma con parziali alti, 34-32, 28-26, 25-23, escluso il 13 finale. Il modenese Giovanni Guidetti, dunque, sfiderà i Paesi Bassi per il bronzo, era argento in carica.

A caricarsi sono le azzurre, intonando l’inno, colpisce la differenza di altezza fra Beatrice Parrocchiale, libero di riserva, e Anna Danesi, centrale titolare grazie all’infortunio al ginocchio di Sarah Fahr, di nuovo primattrice.

L’Olanda resta a galla all’inizio, sino al 6 pari, perde contatto grazie a un muro di Chirichella, sul 18-11 arriva un errore di Egonu, non saranno tanti. L’attacco azzurro va al doppio, come percentuali, rispetto ai Paesi Bassi, il contrattacco convince, sospinto dalla regia di Alessia Orro, di nuovo preferita a Lia Malinov, a contenere il ritorno sul 23-18, con un muro a tre. 

Elena Pietrini è in serata anche nel secondo parziale (7 punti su 9 attacchi nel primo, chiuso a 19), rispetto all’olimpiade (e alla qualificazione) rileva Caterina Bosetti, operata, assieme a Orro è la novità rispetto all’argento mondiale di tre anni fa e al bronzo del 2019, in Turchia, agli Europei. Danesi alza il muro del 7-4, le orange confermano l’inferiorità: ad allenarle c’è Avital Selinger, che ha rilevato il bolognese Giovanni Caprara.

L’Italia vola sul 17-11, con le schiacciate di Sylla e una buona distribuzione. Entra Beatrice Parrocchiale per rafforzare la ricezione. Che peraltro salta a Miriam Sylla, così le arancioni tornano a -3. L’Italia resiste senza affanni, al di là di un’invasione per Alessia OrroDe Gennaro alza per Sylla come fosse una palleggiatrice, la schiacciata impedisce di scendere sotto il +2. Con Parrocchiale al posto di Pietrini, come secondo libero, arriva il 23-16. Qualche imprecisione andrà levata, per aumentare le possibilità di battere la Serbia.

Alle olimpiadi Mazzanti ha cambiato troppo, in Croazia e in Serbia è rimasto sul medesimo sestetto, coinvolgendo le centrali anche in attacco. 

Egonu piazza il muro della parità in avvio di terzo set, impedendo a Plak e compagne di allontanarsi. Accade, in realtà, sul 4-8, con un paio di pallonetti. Dati i due set di vantaggio, Mazzanti chiede “bombe” in attacco, ovvero di spazzare via il timore. Un tocco sopra la rete di Egonu spezza la sequenza negativa, le azzurre sanno anche soffrire. Il pari arriva a quota 9, con il muro di Chirichella. Arrivano 5 punti di fila per le olandesi, serve la svolta in alzata, entra Malinov, mentre Alessia Gennari fa rifiatare Sylla per una leggera distorsione. Debutta Sylvia Nwakalor, per Egonu, il quarto parziale sul -7 è dato per perso dal ct marchigiano. Sul 14-23 sorridono le avversarie, chiudendo a 16. 

Resta come martello Gennari, torna Orro ad alzare e il muro di Paola Egonu vale il buon riavvio, sul 5-2 le sensazioni sono di nuovo positive. Con Danesi al servizio l’allungo è per 11-4, un margine già irrecuperabile. Una schiacciata e un ace di Egonu rendono la sensazione del potenziale in maglia Dhl. Il muro subito da Anna Danesi offre il 13-18. Niente spaventi perchè anche Chirichella svetta. Si finisce in gloria, con il lungolinea di Egonu e con il mani e fuori di Pietrini.

E’ anche questione di livello, oltre che di pressione psicologica, l’Italia a Tokyo ha perso con gli Usa e la Cina, poi con la Serbia, in Europa solo Turchia e le stesse serbe possono realmente impensierirla.

Domani sera, alle 20, a Belgrado, la finale, sempre con diretta Rai3 e su Dazn. La Serbia viene da due ori europei (da tre in 5 edizioni) e da due medaglie olimpiche, non è imbattibile, come dimostra il 3-0 subito in Giappone dagli Usa.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. L’unico errore del portiere Kastrati condanna il Cittadella: 1-0 Venezia in finale, con Di Mariano. Gli Usa avranno 5 squadre in A

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/cittadella_1_0_venezia_finale_playoff_serie_b_calcio_news_oggi_24_maggio_2021-5978498.html

di Vanni Zagnoli

Il Venezia si accinge a ritornare in serie A, dopo 19 anni. Vince al Tombolato, il Cittadella per entrare nell’Italia che conta dovrà aggiudicarsi il ritorno con due gol di scarto, diversamente sarà festa arancioneroverde e il pronostico è ormai scontato.
E’ il trionfo di Paolo Zanetti, 39 anni, fra i tecnici più giovani del calcio italiano, ex centrocampista del Torino, chiuse la carriera nella Reggiana e lì iniziò ad allenare. Fece bene al Sud Tirol, meritando la serie B, ad Ascoli, meritava maggiore pazienza, la scorsa stagione, diversamente avrebbe portato i marchigiani magari ai playoff. Quest’anno il Venezia è stato a lungo secondo solo all’Empoli, per la classe espressa sul campo, a due terzi di stagione era secondo, ha buttato le chance di promozione diretta al Penzo e anche facendosi ribaltare dalla Salernitana, da 0-1 a 2-1, in extremis. Roberto Venturato resta un mito, non solo per Cittadella, un tecnico da un decennio da serie A, da quando portò il Pizzighettone non lontano dalla cadetteria, gli manca giusto quel quid, per trasformare ottime stagioni in imprese memorabili, con i salti di categoria più complicati.
L’andata di ieri sera, dunque, è decida da Di Mariano, l’azione è bella, decide però l’unico errore nei playoff di Kastrati, il portiere albanese migliore in campo, per il resto. Qualità ed esperienza per la società di proprietà americana, un’ora di buon ritmo, con parecchie occasioni e rischi minimi, di fronte agli attacchi granata. Squalificato Maleh, acciaccato Aramu, dopo Lecce, entra negli ultimi 20’, a tenere palla. 
La sarabanda di occasione parte con la torre di Svoboda per Ceccaroni, tuffo e Kastrati vola. Come sulla conclusione di Di Mariano dai 25 metri. Il Cittadella replica con Baldini, da fuori, Maenpaa devia in angolo. Di Mariano serve Forte, alto di poco. Al 5’ st la rete, lo sloveno Crnigoj in profondità per Johnsen, il norvegese elude Donnarumma, centra per Di Mariano, tiro centrale, Kastrati buca l’intervento e fa passare la palla alle spalle. Mancano 10’ alla fine, Baldini scappa a sinistra, ne salta due, crossa, il camerunese Tsadjout spara, il finlandese Maenpaa si oppone.
E’ festa americana, dunque, con una serie A che sarà sempre più a stelle e strisce, con Roma e Fiorentina, Parma e Spezia, e giovedì notte anche, probabilmente, il Venezia. Tanta roba, in laguna. Dove sperano di confermarsi campioni d’Italia di basket, dopo il titolo femminile, atteso da 75 anni. Nordest ricco e vincente, insomma. Il ritorno è dalle 21,30, su radioRai1 e su Dazn.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Serie B, allo Spezia basta un’ora per ribaltare il Chievo e andare in finale: 3-1

(LaPresse – Tano Pecoraro)

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https://www.ilgazzettino.it/nordest/verona/serie_bchievo_e_andare_in_finale_3_1_maggiore_nzola-5401544.html

di Vanni Zagnoli

Una serata da Spezia, all’inseguimento della sua prima serie A a girone unico. Tre a uno al Chievo, che aveva vinto l’andata per 2-0, basta perchè in semifinale non sono previsti i tempi supplementari e si qualifica la squadra meglio classificata in campionato. 

Gli aquilotti la capovolgono in un’ora, solo nel recupero arriva il gol del Chievo, su rigore, e adesso aspettano l’altra finalista: a Trieste si parte dall’1-0 per il Pordenone sul Frosinone, si gioca alle 21, con diretta su Danz.
Lo spettacolo è già nel tardo pomeriggio, con la carovana di motorini e fumogeni, al grido di “Alè lo Spezia alè”, fra i viali vicini al mare e all’arrivo del pullman.

Il vantaggio ligure è dopo un minuto e 45”, cross da destra di Bartolomei, Renzetti non chiude, al centro Leverbe non arriva e Galabinov di testa incorna puntualmente. La squadra di Vincenzo Italiano attacca, Ricci svirgola il destro da fuori, poi Maggiore sbaglia il colpo di testa ravvicinato. E’ molto pericoloso anche il difensore Erlic, ma l’occasione migliore è per Nzola, che vola verso la porta senza essere freddo, rallenta il passo e consente a Semper di agganciare la sua conclusione, non abbastanza angolata. Il braccio alto di Rigione in area, vicino a Galabinov, non è premiato con il rigore, in questa stagione sono stati fischiati tocchi con la mano meno evidenti. All’attivo del Chievo solo un cross in contropiede sbagliato da Seper Valencia. 

Nella ripresa l’ulteriore strattone alla semifinale, Vitale è re della fascia sinistra, frenato in questa stagione da problemi muscolari, chiama al tiro Maggiore che sorprende Semper sul primo palo. Giulio Maggiore è titolare nell’under 21 di Paolo Nicolato, cresciuto con i liguri: “Eravamo terzultimi, alla 10^ giornata – ricorda -, queste gare danno ansia. Con Italiano creo di più, sono più presente, pur segnando di meno”.

Al 12’ il tris, Erlic lancia dalla propria trequarti, Nzola aggira Rigione e tocca in pallonetto sull’uscita del portiere che anche stavolta devia appena la palla.
Il match evidenzia la differenza di qualità, soprattutto a centrocampo, di intensità, fra lo Spezia, che al Picco poi si esalta, e il Chievo, per varie settimane anche fuori dalla zona playoff. Con quei due gol di vantaggio, lo Spezia controlla, concede solo un colpo di testa a Dickmann, fuori. 

Aglietti un anno fa capovolse con il Verona il 2-0 subito a Cittadella, stavolta subisce la rimonta, ma quell’Hellas era decisamente più forte. Fa entrare Hervin Ongenda, il franco-congolese mise assieme 16 presenze nel Paris Saint Germain, in avvio di carriera, viene una buona stagione in Romania ma si è perso, rispetto alle aspettative. Ai gialloblù sarebbero serviti Giaccherini e Vaisanen, infortunati, lo Spezia non corre rischi.

Solo nel 2’ di recupero arriva un rigore, per il classico tocco fra petto e mano di Mora. Leverbe segna dal dischetto. Restano 2’, arrivano i fischi da fuori dei tifosi di casa. In mille sono all’esterno e riceveranno maglie e pantaloncini dai giocatori.

Vincenzo Italiano è la scelta del ds Daniele Faggiano per il Genoa, arrivasse la serie A potrebbe persino rinunciare, per giocarsela con i bianchi. “Abbiamo praticamente concesso zero, al Chievo – spiega -, il gruppo si è cementato quando eravamo in zona retrocessione. Che Galabinov si sia arrabbiato per la sostituzione è un buon segnale”.

Un anno fa si aggiudicò i playoff di serie C con il Trapani, a Piacenza peraltro c’era almeno un rigore per gli emiliani, finì 0-0 e 3-1 al ritorno. Grinta e ritmo sono da tecnico di primo livello e dai siciliani si è preso N’bala Nzola, il francese dalle grandi potenzialità fisiche, a segno anche in quella finale, è arrivato a gennaio. “Ogni tanto stacca la spina mentalmente, durante la gara – sostiene Italiano -, ci stiamo lavorando, se migliorerà lo attende una grande carriera”.

L’allenatore dello Spezia durante i festeggiamenti ce l’aveva con alcuni giornalisti locali: “Non mi era piaciuto qualche commento, dare qualche 4, persino un 3,5, per l’andata, fa soffrire qualche giovane”.
Questa finale inizierà domenica, fuori casa, il ritorno sarà giovedì 20, allo stadio Picco.

Nella storia dei playoff è solo la quarta volta che viene rovesciata una sconfitta con due reti di scarto. Da quando il Chievo arrivò in serie A, nel 2000-01, non è mai stato in B per due stagioni di seguito, nel 2007-08 con Iachini risalì immediatamente. Anche nel prossimo campionato sarà molto dura. “Eravamo molto affaticati – ammette Alfredo Aglietti -, paghiamo il gol subito in avvio di gara, sapevo che sarebbero arrivate le difficoltà fisiche”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Mondiale per club, epica rimonta di Conegliano. Domani finale con l’Eczacibasi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_mondiale_club_conegliano_in_finale_egonu_super-4911471.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_mondiale_club_conegliano_in_finale_egonu_super-4911694.html

di Vanni Zagnoli

A Shiaoxin, in Cina, va in onda la partita dell’anno, nel volley femminile. Al mondiale per club Conegliano è sotto 10-14 nel tiebreak, annulla 9 matchball e va in finale, con il muro dell’olandese Robin De Kruijf e con 39 punti di Paola Egonu.

Le pantere abbattono il Vakifbank di Istanbul, fatale nell’ultimo atto della Champions 2017 e nella semifinale dell’anno scorso. Sul sestetto del modenese Giovanni Guidetti c’era già stata una rivincita, a primavera, al golden set nella semifinale di Champions in Turchia, per 14-16. Le trevigiane vincono 3-2: 25-23, 20-25, 25-23, 21-25 e 23-21.

E’ la vera finale, con tante giocatrici fra le migliori al mondo, a partire dalle serbe Ognjenovic e Rasic, che calerà nel quinto set. Maja Ognjenovic è la palleggiatrice, innesca bene la brasiliana Gabi e la 20enne svedese Bella Haak, ex Scandicci. Le venete sono contratte, le sveglia Paola Egonu. Haak firma il 23 pari nel primo set, Conegliano chiude grazie alla centrale Folie e a un errore in attacco delle ottomane. 

Il secondo è caratterizzato da Gabi e dalla 19enne Karakurt, una delle due turche in sestetto, assieme a Gunes. L’Imoco scivola sul 13-18, rimonta sino al -1 per ripiombare a -3, proprio con Gunes. Entra la centrale americana Ogbobu, alla prima stagione con le pantere, per Folie, ma commette due errori che valgono il pari. Il terzo parziale è dell’Imoco, con gli unici squilli della giornata di Myriam Sylla. Migliora la difesa, il +5 giunge con il muro di Egonu su Karakurt e la stessa azzurra firma il 2-1. Il quarto è di Gunes, Gabi e pure di Haak, a lungo in ombra.

Il set decisivo è pregiudicato sul 4-8 e sul 5-10, lì il coach Daniele Santarelli rinuncia a Sylla, sostituita da Sorokaite. Le campionesse in carica pagano la tensione, Rasic è murata da De Kruijf, sul 9-11 torna la speranza. Levata dall’ace di Karakurt. Sul -4 una schiacciata e poi una battuta sbagliata da Egonu. Dal 10-14 è praticamente impossibile rovesciare un quinto set, invece Paola Egonu lo riapre. Guidetti chiama un timeout solo motivazionale, Egonu annulla anche il penultimo matchpoint e Haak manda fuori. Sul 14 pari il muro di Robin De Kruijf su Gabi dà primo il matchpoint a Conegliano. Gunes pareggia, Egonu sbaglia ma poi annulla il quinto matchball. Sedici pari, Haak in parallelo. Replica Egonu, poi Gunes. Sul 17-18 la tensione è alle stelle, ancora Egonu. Sorokaite sbaglia la battuta, anche Ognjenovic. Il 20-19 è sempre di Paola, incontenibile, per il secondo matchball. Annullato da Karakurt, che piazza l’ace del controsorpasso. Egonu difende e azzecca il diagonale. Infine il muro di De Kruijf, accanto a Wolosz, sulla brasiliana Gabi. 

Domani la finale, alle 13 (su Skysport Arena), contro le altre turche dell’Eczacibasi, già per due volte campionesse del mondo. Novara è in sofferenza all’inizio (21-25), pareggia a fatica sul 25-23, quasi non gioca nel terzo (11-25) eppure si guadagna il tiebreak: 25-23. Lì Arrighetti mura per il 7-9, è però Arici a fermare Brakocevic. Chirichella mura a sua volta Natalia (9-10), Boskovic manda fuori e così è parità a 11. Novara per due volte avvicina il contrattacco punto ma sul primo matchpoint sbaglia la ricezione Courtney e Kim può chiudere: 13-15. Due a tre e dunque niente finale tutta italiana. La Igor gorgonzola giocherà dalle 10 per il terzo posto, contro il Vakifbank.  

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Giornale. Usa-Olanda 2-0, il quarto mondiale femminile degli Stati Uniti: come l’Italia, ma le donne lo giocano solo dal ’91. Il Var sblocca la finale dopo un’ora. La tinta di Rapinoe, la potenza di Lavelle

(lapresse/quotidiano.net)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/trionfo-usa-elogiate-pure-trump-1722628.html

Vanni Zagnoli

Gli Usa femminili sono come l’Italia al maschile, 4 titoli mondiali, ma in appena 28 anni. La finale è a stelle e strisce, 2-0 in metà ripresa, rigore di Rapinoe e controfuga. La vera finale è stata la semifinale, il 2-1 americano all’Inghilterra, più competitiva dell’Olanda. Mezz’ora equilibrata, poi tre parate dei Paesi Bassi e un rigore reclamato. 

A Lione fa caldo, le francesi sono il club più titolato al mondo, la nazionale però è uscita nei quarti, contro gli Usa, sennò magari sarebbe arrivata in fondo. L’opposizione delle arancioni si ferma all’ora di gioco, sul contrasto aereo di van der Gragt su Morgan è rigore al Var, decretato all’arbitra Frappart, francese, coadiuvata dalla romana Manuela Nicolosi, 38 anni. Dal dischetto Rapinoe, signora dai capelli metalizzati, ieri lilla. Lavelle ruba palla a metà campo, avanza con velocità e potenza maschili e scaglia il sinistro rasoterra del raddoppio. Fioccano le occasioni statunitensi, c’è spettacolo, manca il pathos perchè la finale è decisa. L’Olanda ha già fatto troppo, i 17 milioni di abitanti producono 160mila tesserate, 7 volte le praticanti italiane. Il bronzo era andato alla Svezia, le azzurre inseguiranno il podio in Inghilterra, agli Europei del 2021, ma è durissima, perchè sono inferiore alle britanniche e anche Germania e Francia. E’ stato un signor campionato del mondo, certamente il più mediatico. Gli Usa potrebbero battere una squadra italiana di serie C, comunque sono tecnicamente e fisicamente convincenti. Le più belle sono dei Paesi Bassi e le scandinave, chissà se qualcuna diventerà regina di social e tv. Come Regina Baresi, capitana dell’Inter neopromossa in A e volto di Rai2.

Da “Il Giornale”

Ilmessaggero.it e Ilmattino.it. La nona Copa America del Brasile, 3-1 al Perù nonostante l’uomo in meno nell’ultimo quarto d’ora, espulso Gabriel Jesus. Brillano Dani Alves e Richarlison. I piazzamenti dei peruviani

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/brasile_peru_3_1_la_copa_america_verdeoro_un_solo_gol_subito-4604960.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/copa_america_brasile_3_1_peru-4604961.html

di Vanni Zagnoli

E’ Brasile, non Perù, nonostante l’uomo in più dei biancorossi nell’ultimo quarto d’ora. Tre a uno e festa per Tite, il ct di origine mantovana che riporta i verdeoro al successo, dopo la striscia negativa di 4 mondiali e di 3 Copa America. Non vincevano dall’edizione del 2007, in Venezuela, sanno anche soffrire, nel finale. Mvp Dani Alves.

Il Perù aveva spezzato in Russia la serie di 8 mondiali senza qualificazione, era stato terzo per due volte, in questo decennio, si arrende ai più forti. Al Maracanà, al quarto d’ora i brasiliani avanzano, Gabriel Jesus per Everton e destro da centro area nell’angolino basso. Renato Tapia manca la porta e dunque il pareggio, i peruviani lo ottengono al 42’, per il fallo di mano di Thiago Silva, evidenziato dal Var. Prima dell’intervallo, assist di Arthur per Gabriel Jesus e destro nell’angolino.

Il Brasile è tranquillo, sino al gomito alto di Gabriel Jesus, espulso. Il tris scacciapensieri è per il fallo su Richarlison, che dal dischetto segna. Nella fase a gironi, questo match era finito 5-0. Everton (mvp) e Gabriel Jesus sono gli uomini della serata brasiliana, è la loro 9. copa America (la prima un secolo fa) e anche Richarlison incide tanto. Tre tiri nello specchio e tre gol, il pragmatismo è anche della seleçao. In questa edizione, ha subito solo un gol, il rigore di ieri. 

Da “Ilmesssaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it. Mondiale femminile, la finale è Usa-Olanda. Tatticismo esasperato, occasioni rare, la Svezia si piega nel primo supplementare

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/la_finale_usa_olanda_la_svezia_si_piega_al_supplementari_un_palo_testa-4596769.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/la_finale_usa_olanda_la_svezia_si_piega_al_supplementari_un_palo_testa-4596789.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/la_finale_usa_olanda_la_svezia_si_piega_al_supplementari_un_palo_testa-4596782.html

di Vanni Zagnoli

Sarà l’Olanda ad affrontare gli Usa, domenica pomeriggio, nella finale per l’assegnazione del titolo mondiale di calcio femminile. In semifinale la Svezia ha tenuto lo 0-0 sino al minuto 9 del primo tempo supplementare, poi si è piegata al gol della Groenen.
La seconda semifinale non seduce, per via del tatticismo esasperato, con il primo non prenderle. Le occasioni sono rare, un palo per parte nel secondo tempo (Fischer al 10’ per le gialloblù, la solita Miedema per le orange), si gioca tanto a centrocampo e a ritmi lenti, con interruzioni. Il caldo abbassa lo spettacolo. Quando già si pianificano i rigori, Groenen arma il destro, lo diagonalizza al meglio, quasi imparabile. La reazione svedese è modesta, a parte l’intraprendenza di Asllani, che uscirà in barella per infortunio.

La Svezia aveva fatto fuori la Germania, superpotenza storica, conferma invece la forza dell’Olanda, propositiva anche nei supplementari. Le scandinave non sono male, con l’Umea vantano due Champions e altre 3 finali, ma nello scorso decennio. Le gialloblù inseguivano la seconda finale della storia, dopo l’argento del 2003 e il terzo posto assaporato 8 anni or sono. Vantano anche un titolo europeo, nell’84, mentre l’Olanda è campione continentale in carica.

Ora per la finale favorita sono gli Usa, che non avranno l’onore di Donald Trump sugli spalti (sarà rappresentata dalla vice segretaria al Commercio) con 3 mondiali e 4 olimpiadi, domenica dalle 17 saranno le arancioni a puntare ai rigori. Sabato, invece, a Nizza, Inghilterra-Svezia si giocheranno la terza piazza.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “leggo.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it e Ilmattino.it. Il mondiale femminile, Inghilterra battuta 2-1, Usa prima finalista. La superiorità delle americane

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4594526.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4594533.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4595969.html

di Vanni Zagnoli

E’ sempre il calcio degli Usa, in finale con il 2-1 all’Inghilterra, che aveva superato la Norvegia per 3-0. Il pari a metà ripresa è annullato dal var, il finale è senza grande pathos. Stasera l’altra semifinale, sempre alle 21, fra Olanda e Svezia, molto equilibrata.
Con tutta la partigianeria, per la ct Milena Bertolini, l’Italia resta di un livello inferiore rispetto alle migliori 4 al mondo, magari con l’Inghilterra avrebbe avuto qualche chances in più, non con gli Stati Uniti, nè probabilmente con la Svezia, capace di eliminare la Germania, che già aveva escluso la nazionale di Cabrini, dagli Europei.

Dunque, al 10’, l’americana Heath folleggia a destra, assist per Kelley O’Hara, con finta di Lavelle, cross del terzino destro, Press stacca in anticipo su Bronze e caratterizza già la prima semifinale. Gli Usa hanno segnato almeno un gol nei primi 12’ di ciascuna delle 5 gare mondiali. Le britanniche reagiscono con calma, l’1-1 arriverà al 19’, su traversone dalla sinistra di Beth Mead, Ellen White devia in area, è capocannoniera di questa Francia ’19, con 6 reti.

L’ultima rete è al 31’, suggerimento di Lindsay Horan dal limite, Morgan in acrobazia raggiunge pure le 6 marcature. Le ragazze di Phil Neville ci provano, White manca il 2-2 alla ripresa, infilerà a metà frazione, ma in fuorigioco per pochi centimetri e dunque il Var giustamente fa annullare. A 9’ dal termine Sauerbrunn tocca White, è rigore, rivisto in tv: calcia Houghton, debolmente, Alyssa Naeher para. Bright entra a gamba alta su Morgan, arrivano il secondo cartellino e l’espulsione. I 7’ di recupero non offrono una chance da supplementari, tantomeno in inferiorità numerica. Sarà la quinta finale a stelle e strisce, 3 le hanno vinte, si presenteranno comunque da favorite. Nel finale c’è stato spazio anche per Lloyd, stella dello scorso campionato del mondo: in tutto sono 11 successi di fila, nelle due rassegne iridate. Alla perfida Albione resta la consolazione della semifinale, arrivata anche al maschile, un anno fa. Fra uomini e donne, sono i migliori. Bravi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”