Il Messaggero. I mondiali 2022, le avversarie dell’Italia nelle qualificazioni: solo la Svizzera può impensierire gli azzurri. La caduta dell’Irlanda del Nord, la crisi della Bulgaria, la Lituania mai a una grande manifestazione

il portiere elvetico Sommer (st.ilsole24ore.com)

SVIZZERA E’ la migliore delle squadre di seconda fascia, 11° nel ranking, non vince peraltro da 7 gare. Uomini chiave sono il portiere Sommer (Borussia Moench.), il torinista Ricardo Rodriguez e il centrocampista dell’Arsenal Xhaka (capitano). E poi l’atalantino Freuler, il rientrante Shaqiri (Liverpool) e Seferovic (Benfica). Ct Vladimir Petkovic, ex Lazio.
IRLANDA DEL NORD 45. nel ranking, è arrivata agli ottavi di Euro 2016, unica partecipazione agli Europei, il mese scorso ha perso il playoff di qualificazione al 2021, 2-1 dalla Slovacchia. Per tre volte è stata ai mondiali, l’ultima nell’86. Fra gli attaccanti Lafferty, della Reggina, 33 anni e 20 gol. Il capitano è Davis, dei Rangers. Ct Baraclough.
BULGARIA 68. al mondo, vive il periodo più buio, manca dai mondiali dal ’98, dopo la storica semifinale persa con l’Italia nel ’94, e dal 2004 dagli Europei. Due vittorie nelle ultime 21 gare, ha cambiato 15 allenatori in 20 anni. Gioca con il 4-2-3-1 e dopo il lockdown il ct Dermendziev ha cambiato 4 portieri, compreso il figlio di Michailov.
LITUANIA Mai qualificata a una grande manifestazione, è allenata da Urbonas, 10° ct di questo millennio. Contro le grandi applica il 4-5-1, è 129. al mondo. Fra i pali Švedkauskas, ex Roma, passato anche da Fiorentina, Ascoli e Pescara. Slivka è centrocampista ex Juve e Ascoli. Nei precedenti con l’Italia, 2 pareggi e 4 sconfitte. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Gazzettino, atletica, la marcia. Il primato continentale per Anna Eleonora Giorgi nella 50 km, è la consacrazione per la laureata: come Antonella Palmisano, è da medaglia mondiale. “Imparo dalle sconfitte”

Schiacciata fra nuoto, pallavolo e magari basket, anche l’atletica italiana offre segnali incoraggianti, con il nuovo ct Antonio La Torre. Una medaglia ai mondiali di staffetta di Nassau, Bahamas, il bronzo nella 4×400 femminile, ieri il doppio oro nella coppa Europa di marcia, la disciplina da cui proviene l’erede di Elio Locatelli, al punto da mantenere ad interim il coordinamento del settore.
Alytus, in Lituania, consacra Anna Eleonora Giorgi nella 50 km. La milanese di 29 anni debutta sulla distanza più massacrante della pista, più ancora che la maratona, stampa il primato continentale in 4 ore 4’50”, migliorando di oltre un minuto il tempo dell’oro mondiale di Londra 2017, della portoghese Ines Henriques. Seconda la spagnola Julia Takacs, a 54”, bronzo alla lusitana, a quasi 9’ dalla nostra. A squadre, l’Italia è terza, grazie ai progressi della romana Mariavittoria Becchetti, 11. in 4 h 26’10”, e della bergamasca Federica Curiazzi, 15. in 4 ore e mezza. Al maschile, azzurri quinti, grazie al 9° posto del maceratese Michele Antonelli (3 h 52’09”, due medaglie due anni fa), al 19° di Marco De Luca, 38 anni, e al 30° di Gregorio Angelini. L’oro va allo specialista francese Yohann Diniz, arrivato un quarto d’ora prima del migliore degli italiani.
Piace l’idea della Iaaf di differenziare gli appuntamenti, rispetto ai classici Europei, mondiali e coppa Europa. Le prove multiple hanno concentramenti a parte, il mondiale di staffetta è invenzione di questo decennio e le gare di marcia trovano maggiore visibilità. Una soddisfazione per l’Italia arriva anche dalla 10 km under 20, con il mantovano Riccardo Orsoni, primo anche a squadre, con Aldo Andrei (6°) e Gabriele Gamba (9°).
Della mattinata a est d’Europa resta la marcia trascinante di Giorgi, omonima dell’attrice anni ’70. Laureata in economia alla Bocconi, da tempo vale la medaglia mondiale, già conquistata dalla pugliese Antonella Palmisano. «È stata una gara inaspettata – racconta -, è successo un po’ di tutto. Crisi dal 25° km, per 10, la spagnolo rimontava, mantenevo il ritmo costante. Mi ero preparata bene, non vedevo l’ora di cantare l’inno».
Un anno fa, Locatelli neanche avrebbe voluto far disputare questa gara iridata: «La Iaaf raccattava atlete, per andare oltre le 5-6 inizialmente iscritte». «Qui eravamo in 30 – sussurra Anna Eleonora -, spero che il Cio cambi idea, inserendola subito, a Tokyo”. E’ allenata da Gianni Perricelli, all’inseguimento della medaglia iridata a Doha, a fine estate. «Mi è stato vicino in questi anni, anche durante le sconfitte. Fondamentali per arrivare a questo trionfo».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero. L’under 21 conquista un punto più dei serbi pur essendo inferiore. Nelle ultime 6 edizione solo una finale e una semifinale

Rosseti in azione durante il match contro la Lituania 

Non potevano esserci dubbi, l’Italia va agli Europei under 21 senza spareggi. A Kaunas bastava il pari, restano lo 0-0 e l’imbattibilità, ma avrebbe meritato il successo per le occasioni. Contro la Lituania il gioco è da sufficienza stiracchiata e in fondo neanche con la Serbia era stata brillante. Gli azzurrini vanno oltre i propri limiti, tengono un punto dietro la nazionale del biancoceleste Milinkovic-Savic, più forte. Raggiungono la fase finale per la 19^ volta, è un record, e agli spareggi vanno i serbi, nonostante il 3-1 sulla Slovenia.

Piace la fascia destra, Conti e Benassi spingono che è un piacere, meno la mancina, con Barreca e Grassi timidi. Il gol arriverebbe al 17’ Di Francesco impegna Svedkauskas, sulla ribattuta è in fuorigioco il centrale Caldara. Anche Benassi è insidioso, rientrava dal prestito a Ventura, in Macedonia. Il portiere baltico vola anche sul sinistro di Ricci, sempre da fuori. Il secondo tempo è di qualità inferiore, Rosseti non è così utile alla manovra e allora al centro dell’attacco entra Petagna, reduce dai tre gol con l’Atalanta. Appoggia fuori sulla prima occasione, non ne avrà più. E’ comunque l’under dei bergamaschi, con la grinta di Caldara e Grassi e Andrea Conti re della fascia, neanche fosse Bruno. Traversa dal fondo (nessuno è pronto), sfiora il palo in diagonale con una percussione da Italia maggiore.

I baltici non calciano in porta, sono graziati dalla traversa sull’ultima azione, fra subentrati, Mazzitelli da sinistra per lo stacco di Morosini.
Di Biagio sperava di vincere: “Era una partita ostica. La qualificazione è più che meritata per quanto mostrato nell’anno. Mancano infortunati e convocati in nazionale A, il parco giocatori sopperisce alle assenze, adesso magari scopriremo altri talenti”. Benassi obietta: “Qui potevamo fare un po’ meglio”. Il presidente Tavecchio esulta: “Un grande risultato, arrivato con entusiasmo e professionalità”.

Dal 15 al 30 giugno, gli azzurrini si presenteranno in Polonia con Berardi e lo juventino Mandragora, ora infortunati. Con i 4 chiamati da Ventura sarebbero da finale: Donnarumma avrebbe bisogno di esperienza anche con l’under 21, Romagnoli ha giocato in Macedonia, è difficile che torni; l’altro centrale, Rugani, trova poco spazio anche nella Juve e qui era il leader; Bernardeschi fatica, dopo l’Europeo con i grandi, tuttavia è improbabile che torni con i pari età. Nelle ultime 6 edizioni, gli azzurrini hanno raggiunto solo una finale (persa contro la Spagna, Mangia ct) e la semifinale del 2009 con Casiraghi, eliminato dalla Germania. Anche questo è un buon ciclo.

Vanni Zagnoli

LITUANIA-ITALIA u21 0-0
Lituania (4-2-3-1): Svedkauskas 7; Petrauskas 5,5, Janusevskis 6, Gaspuitis 6, Baravykas 5,5; Artimavicius 5,5, Silkaitis 5,5; Stankevicius 6, Sirgedas 5, Kazlauskas 5 (47′ st Lasickas sv); Ruzgis 5 (29′ st Upstas 5). Ct Vingilys 5. Italia (4-3-3): Cragno sv; Conti 7, Caldara 6,5, Ferrari 6, Barreca 5,5; Benassi 6,5, Cataldi 6,5, Grassi 6 (45′ st Mazzitelli 6); Ricci 6,5, Rosseti 5,5 (12’ st Petagna 5,5), Di Francesco 6 (33′ st Morosini 6). Ct Di Biagio 6,5.
Arbitro: Treimanis (Lettonia) 6,5.
Note: ammoniti Silkaitis, Petrauskas, Grassi, Ricci, Conti. Classifica:(gruppo 2): ITALIA 24; Serbia 23; Slovenia 15, Irlanda 12, Lituania 10, Andorra 3.

A  cura di Francesco Delendati

Il Gazzettino, Lituania-Italia u21 0-0. Azzurrini già qualificati agli europei in Polonia. È la 19^ partecipazione e quest’anno senza passare dagli spareggi. Basta un punto ma l’Italia merita la vittoria. Caldara segna un gol in fuorigioco

Di Francesco contro i difensori lituani 

Per la 19^ volta, l’Italia è qualificata alla fase finale degli Europei under 21. E’ un record e stavolta non passa attraverso gli spareggi. A Kaunas bastava il pari, lo ottiene senza problemi, anzi meritava i tre punti, per la pressione costante. La Serbia supera la Slovenia per 3-1, in valore assoluto è più forte ma va ai playoff. Dal 15 al 30 giugno, gli azzurrini si presenteranno in Polonia per passare almeno il girone, tornassero Donnarumma e Rugani e (improbabile) Romagnoli e Bernardeschi varrebbero la finale.

In Lituania piace la fascia destra, Conti e Benassi spingono, meno la mancina. Al 17’ arriva il gol, ma Caldara è in fuorigioco sulla ribattuta di Svedkauskas, impegnato da Di Francesco. Il portiere vola all’intervallo sul sinistro di Ricci, sempre da fuori. Dopo un’ora Petagna sostituisce il centravanti Rosseti, appoggia fuori e non sarà più pericoloso. E’ comunque l’under degli atalantini, Caldara e Grassi sono attenti, Andrea Conti in fascia è strepitoso: crossa per nessuno, sfiora il palo in diagonale. E sull’ultima azione, di Mazzitelli, Morosini incorna contro la traversa. “Per vincere – ammette Benassi – serviva qualcosa di più”. Ma non era indispensabile.

Vanni Zagnoli

LITUANIA-ITALIA u21 0-0
CLASSIFICA (gruppo 2): ITALIA 24; Serbia (agli spareggi) 23; Slovenia 15, Irlanda 12, Lituania 10, Andorra 3.

A cura di Francesco Delendati

Ilmessaggero.it e ilgazzettino.it l’under 21. L’Italia tiene lo 0-0 in Lituania, è già fra le 12 finaliste di Polonia 2017. Andrea Conti sembra Bruno, sulla destra. Traversa finale di Morosini, debuttante

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/under_21_qualificazioni_europei_italia_di_biagio_lituania_pareggio-2019683.html

http://sport.ilgazzettino.it/calcio/under_21_qualificazioni_europei_italia_di_biagio_lituania_pareggio-2019773.html

Il centrocampista Benassi è fra i migliori anche in Lituania

di Vanni Zagnoli
In Lituania bastava il pari, per qualificarsi per l’Europeo under 21 di Polonia, l’Italia lo centra senza fatica. Non va oltre lo 0-0 ma è molto più pericolosa dei gialloverdi, quasi sempre lontano dall’area di Cragno. Allo scadere il colpo di testa di Morosini centra la traversa, sarebbe stato il giusto premio a una prestazione comunque sufficiente.
A Kaunas è freddo, Di Biagio ostenta un bel berretto azzurro e ammette: “Speravamo di vincere. La gara non è stata esaltante ma ostica. La qualificazione è ampiamente meritata”.
Fra i giovani tifosi italiani presenti grazie al progetto Erasmus
campeggia la bandiera tricolore “Rovigo”. Cerri è in tribuna, anzichè centravanti, il numero 9 va a Rosseti, altrettanto fisico, emigrato in Svizzera, al Lugano, per essere titolare. Alberto Cerri è di proprietà della Juve, alla Spal da un mese non gioca e allora anche nell’under 21 ha perso il posto. Piacciono il movimento del romanista Ricci, non sempre utilizzato nel Sassuolo, e il regista della Lazio Cataldi, per la propulsione.
Di Francesco mette fuori da buona posizione, calcia bene da lontano ma sulla ribattuta è in fuorigioco Caldara, per questo il gol è annullato. Pregevole anche il destro di Benassi, arrivato in nottata dalla Macedonia, dopo la convocazione con l’Italia maggiore.
I lituani aspettano, ogni tanto ripartono di slancio, senza insidiare Cragno, brillante in B con il Benevento. Avevano vinto 3 delle ultime 4 gare, per cui la supremazia totale azzurrina non era scontata. Prima dell’intervallo il sinistro di Ricci fa volare il portiere Svedkauskas.
Il secondo tempo è meno intenso, Petagna subentra a Rosseti e avvicina subito il vantaggio con un tocco sporco ma sarà l’unico squillo dell’atalantino.
Il ritmo scende, Conti raggiunge il fondo, crossa per nessuno e poi meriterebbe il gol con un’azione di forza. La circolazione di palla dalla difesa è un po’ passiva, sulla cerniera baltica, e il contenimento non è sempre perfetto, come dimostrano le tre ammonizioni. L’azione finale è per iniziativa dei nuovi entrati, dalla sinistra Mazzitelli crossa per Morosini, il colpo di testa sbatte contro la traversa. E’ mancata giusto la ciliegina. L’Italia ha già fatto tanto a tenere dietro la Serbia, arrivata a un punto e onestamente più forte.

 

Il Gazzettino, under 21. L’Italia ferma sull’1-1 la Serbia, campione del mondo under 20. Di Francesco jr vivacizza una squadra poco esperta e senza campioni

In copertina: Federico Di Francesco in azione

Vanni Zagnoli

A Vicenza, la Serbia meritava di vincere. Segna nel primo tempo, pareggia nella ripresa con un rigore provocato dall’uscita improvvida del portiere su Rosseti, nel finale è fermata sulla linea da Cerri, sul colpo di testa di Grujic, con uscita a vuoto di Cragno, sollecitato anche in mischia.

Anzi, il pari è legittimato parzialmente dalla vivacità di Federico Di Francesco, il figlio del tecnico Eusebio, del Sassuolo. Nel recupero gli azzurrini congelano il gioco, per mantenere il primato solitario e la qualificazione virtualmente conquistata. Da finalizzare battendo martedì la cenerentola Andorra, a La Spezia, e in ottobre la Lituania.

Questo biennio è forse meno qualititativo rispetto al precedente, che mancò la seconda olimpiade di fila, al centro della difesa è poco noto Caldara, due campionati di serie B da mezzo titolare. A centrocampo la recluta si chiama Mazzitelli, del Sassuolo, ex Brescia. Ecco, nonostante l’inesperienza e un pizzico di fragilità, gli azzurrini compiono il passo decisivo verso la fase finale degli Europei under 21, cui approdano per la prima volta direttamente le vincitrici dei gironi. Di Biagio sta lavorando da 6+, dopo il 6,5 della precedente covata, in Polonia servirebbe però una medaglia, per riaccendere l’entusiasmo. Non a caso, il Menti è semivuoto, nonostante una piazza da sempre appassionatissima. In tribuna firma autografi Sinisa Mihajlovic, presente anche il mese scorso a Reggio per Sassuolo-Stella Rossa. L’Italia non impensierisce Vanja Milinkovic-Savic, fratello del laziale Sergej, assai più protagonista. Serve Gacinovic che perde il tempo, poi Meleg dal corner centra il palo. Milinkovic è troppo forte per Murru (Cagliari), apre per Gajic che azzecca il destro violentissimo del vantaggio. Grujic avvicina il raddoppio, Romagnoli due volte il pari, alla ripresa. L’Italia impatta su rigore di Cerri, per alcuni minuti i temutissimi serbi fanno preoccupare, sulle tribune.

Di Francesco entusiasma, come a tratti il gioco dei neroverdi di papà, procura due ammonizioni e calcia due volte, dà propulsione al posto dello spento Benassi. Insomma, è stata una partita intensa, contro una nazionale che aveva infastidito Di Biagio anche nello scorso girone. Sivic è un ottimo ct, nel primo tempo concede solo un’occasione: a Rosseti, servito da Cerri. E nel finale il pubblico berico urla un provvidenziale “Italia, Italia” per mantenere il primato sulla Slovenia e i 6 punti sui biancorossoblù.

ITALIA-SERBIA u21 1-1: 33’ pt Gajic (S), 10’ st Cerri rig.

A cura di Giangabriele Perre

 

Dailybasket. Kaukenas si ritira a 39 anni: “La decisione più difficile”. La raccolta per la fondazione Charity, per aiutare i bambini lituani malati di cancro

Il logo ufficiale della Charity stars, la fondazione di Kaukenas, che aiuta i bambini lituani malati e quelli sopravvissuti alla guerra civile del 92.
Il logo ufficiale della Charity stars, la fondazione di Kaukenas, che aiuta i bambini lituani malati e quelli sopravvissuti alla guerra civile del 92.

(Vanni Zagnoli)  Rimantas Kaukenas si ritira dal basket a 39 anni: “La decisione più difficile”. Si ferma 4 anni prima di Mitchell, che arrivò a 43 anni, a Reggio, per scomparire nel 2011, a 56.

Il tiratore lituano poteva diminuire il minutaggio in campo, continuare per altri 2-3 anni scendendo sino a 10′ di qualità. Immagino che Reggio gli offra un posto in società.

Continuerà  la storia della sua onlus per i bambini malati di tumore, in Lituania, la sua Lituania.

In Italia vanta 5 scudetti, 4 supercoppe e 3 coppe Italia con Siena: fu mvp della finale nel 2007);. A Reggio, una Eurochallenge e una Supercoppa.

I 27 punti a Milano in gara1 sono stati l’ultimo acuto.
Entra  così nella galleria di grandi vecchi del basket italiano, nella storia. Come Bob McAdoo a Milano, Meneghin e non tanti altri, protagonisti sino a 39 anni.

A cura di Gg Perre

 

Il Gazzettino, l’under 21 fra mète abituali: Castel di Sangro, dopo Reggio. Contro la Lituania è squalificato Cataldi, altri 2-3 cambi. Di Biagio: “In 5 sono già da nazionale”.

di biagio
Gigi Di Biagio

L’under 21 si muove fra mète rituali: Reggio Emilia, per scelta della Mapei proprietaria dello stadio, oggi Castel di Sangro, grazie ai dirigenti federali abruzzesi (Marinelli, in precedenza Gravina), a ricordo della serie B nel paese più piccolo della storia.

Nel pomeriggio non servirà certo un’impresa, per battere la Lituania, vicina agli Europei assoluti ma non competitiva a livello giovanile. “In Serbia – spiega il ct Di Biagio -, abbiamo disputato una gran partita, anche senza vincere. Ora vediamo se siamo una squadra matura: i lituani hanno esterni molto offensivi, eppure  potrebbero aspettarci”.

Squalificato Cataldi, si prevedono altri 2-3 cambi. Il biennio è appena iniziato, non tutti i migliori azzurrini concluderlo. “Berardi e Benassi, Bernardeschi, Romagnoli e Rugani sono pronti per la nazionale”.

  1. Alle 17 (Rai3), Italia-Lituania.

Dailybasket.it, video. Slanina: “Io, Reggio, la Lituania, la Spagna, la scuola basket. Adesso sono il 3° “

Slanina terzo allenatore della Grissin Bon
Slanina terzo allenatore della Grissin Bon

Il lituano entra nello staff tecnico della Grissin Bon e ripercorre la carriera, compreso il titolo europeo del 2003.

La video intervista.

http://www.dailybasket.it/serie-a/donatas-slanina-io-reggio-la-lituania-la-spagna-la-scuola-basket-adesso-sono-il-3/

https://youtu.be/8h9lQBuXwyw

Da La Gazzetta dello Sport. Kaukenas alla vigilia di Italia-Lituania, quarti di finale degli Europei: “Il vantaggio è la leadership dell’Italia”.

 

Kaukenas con la maglia della Lituania
Kaukenas con la maglia della Lituania

(v.zagn.) Proseguiamo nella valorizzazione dei pezzi più belli usciti su La Gazzetta dello Sport, le interviste che riguardano la Grissin Bon. Spesso vengono affidate a Francesco Pioppi, 31 anni, reggiano, insegnante a Castelnovo Monti. Ex giocatore, fisico curato e allenato, Pioppi è valorizzato in particolare da Andrea Tosi, redattore a Bologna per la Gazzetta. Sino all’anno scorso era Daniele Barilli il corrispondente, ma da quando lavora in provincia, a Carlino Reggio, aveva meno tempo e allora spesso veniva inviato in settimana Tosi, a Reggio. Da un anno appunto le interviste vengono affidate alla passione e alla competenza di Pioppi.

Noi le pubblichiamo a grande distanza dall’uscita sul cartaceo, con il permesso di Tosi, citando appunto la Gazzetta e valorizzando le sue scelte.

Pubblicato il 15 settembre 2015

http://archiviostorico.gazzetta.it/2015/settembre/15/Kaukenas_vantaggio_vostra_leadership__ga_0_20150915_e785a05c-5b76-11e5-b42b-33c47ebf74ad.shtml

Rimas: “Azzurri maturati moltissimo, sanno da chi andare nei momenti difficili, merito di Pianigiani”. “Spero vinca la Lituania ma è difficile non tifare Italia: gioca meglio di tutti”.

Francesco Pioppi

Reggio Emilia. ”La chiave della partita credo sarà la leadership: alla Lituania manca quella dei gemelli Lavrinovic e di Motiejunas, l’Italia invece ne ha molta grazie a Gallinari, Belinelli e Gentile”.

Ancor prima di qualsiasi analisi tecnica, Rimas Kaukenas, legge i quarti dal punto di vista attitudinale. “Gli azzurri sono maturati moltissimo in questi anni, i giocatori Nba hanno messo da parte l’ego e adesso sanno con chiarezza da chi andare nei momenti difficili, si vede che stanno bene assieme e questo, precisa, è il grande merito di Pianigiani, perfetto nel capire le personalità e nel farle collaborare al meglio”.

La Lituania, con cui Kaukenas ha giocato 2 Olimpiadi e 2 Europei (vincendo il bronzo a Spagna ‘07) non sembra avere le stesse garanzie, anche se il Maciulis visto agli ottavi con la Georgia ha dato risposte importanti: “Ci sono 3 giocatori che devono per forza provare a combinare il massimo per arrivare a essere le guide: Maciulis, Valanciunas e Kalnietis, gli altri sono buoni giocatori, di ruolo, che devono portare grande aggressività, l’Italia ha più certezze”.

Duello. Fra queste certezze, quella che Bargnani ci sarà: “Fra lui e Valanciunas il duello decisivo, sono curioso di vedere chi potrà fare meglio: Jonas proverà a sfruttare la sua stazza in area, mentre Andrea potrebbe diventare un rebus giocando il pick and pop e portando i lunghi lontano da canestro”. Due giocatori con caratteristiche quasi in antitesi che rispecchiano, per certi versi, le specialità delle proprie nazionali.

Gli uomini di Kazlauskas hanno la quinta miglior difesa (69.5 punti concessi) mentre i ragazzi di Pianigiani sono il terzo miglior attacco (86 punti a partita): “Per questo dico che se la Lituania vuole vincere non può permettere all’Italia di fare troppa circolazione di palla, spiega Kaukenas “questo metterebbe in condizione Gallinari, Belinelli e tutti gli altri di prendere spesso tiri aperti e di viaggiare ad una velocità superiore, sarà una questione di ritmo”.

Il cuore di Kaukenas, che con Reggio Emilia sta per iniziare la decima stagione nel nostro paese, è diviso a metà: “Spero che vinca la Lituania perché è la mia nazione, ma è davvero difficile non tifare per l’Italia: giocano bene, forse addirittura meglio di tutti gli altri e lì ho tanti amici”.

A cura di Giovanni Nicotera