Ilmessaggero.it.Via Liverani, anche a Parma c’è un ritorno, D’Aversa. A Krause piaceva Paulo Sousa, profilo internazionale

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di Vanni Zagnoli

A Parma torna Roberto D’Aversa. L’allenatore abruzzese nato in Germania piaceva anche alla Roma, a due terzi della sua prima stagione in serie A, avrebbe seguito Daniele Faggiano se il ds fosse sceso nella capitale, poi James Pallotta andò su Petrachi, che scelse Fonseca.

Un altro americano, Kyle Krause, opta ora per il ritorno del tecnico nato a Stoccarda, 45 anni fa. Il ds Marcello Carli ha evidentemente riconosciuto l’errore di non averlo confermato, dopo la salvezza di agosto, più convincente rispetto alla prima. Era affascinante l’idea di imporre il gioco con regolarità, Liverani per esempio con il Lecce aveva rimontato a San Siro con il Milan, nell’ottobre del 2019, sul 2-2. Stesso risultato quest’anno con il Parma, contro la capolista e pure contro l’Inter, si è però visto raramente ma quello spettacolo che ha sempre accompagnato la sua carriera in panchina.

Il congedo dell’ex regista della Lazio per 5 stagioni avviene dopo il 3-0 di Bergamo e forse neanche un pareggio l’avrebbe salvato. “Il rammarico – racconta – è non avere dato continuità al lavoro sul campo con i giocatori, tra infortuni e covid, e non aver avuto la possibilità di fare il ritiro. Quando si cambia struttura, tra staff tecnico, direttore sportivo e proprietà, quel periodo è molto importante. Dovessi andare via, è con dispiacere ma con tante problematiche, ci sta nel calcio, so quel che è il mio ruolo, la vivo con molta serenità”.

Liverani chiude con un gol in 5 gare, ne aveva presi 3 anche dal Torino e 4 dalla Juve. “Abbiamo pochi attaccanti da alternare. Gervinho stava recuperando, Karamoh dopo qualche minuto si è fermato, a Bergamo. Il romeno Mihaila veniva da 3-4 mesi di inattività, è riuscito a fare una buona partita e mettere minutaggio”.

E’ uno fra i 7 giovani arrivati, non così pronti, per giocare tanto, in serie A. “Il campionato iniziale del Parma era per una salvezza, anche sofferta, abbiamo avuto tantissimi problemi. Numericamente davanti dobbiamo mettere un po’ di esperienza e qualità, con il mercato. L’obiettivo è arrivare al 24 maggio e stare sopra la linea rossa, in questa stagione post-covid molto problematica. Poi con calma in un’annata normale si può programmare qualsiasi cosa”.

Il presidente Krause è d’accordo solo in parte, dunque cambia. “Sapevamo che il nostro percorso in questa stagione sarebbe stato difficile, ma non ci aspettavamo di arrivare in questo modo a questo punto. Comprendo la delusione dei nostri tifosi, sono il primo a pensare che ci sia l’assoluta necessità di invertire la rotta. Nelle prossime ore valuterò tutte le opzioni possibili, come proprietario ho la responsabilità di prendere decisioni, anche sofferte, ma sicuramente fatte per il bene del Parma e del suo futuro”. 

Già domani mattina, alla ripresa degli allenamenti, dovrebbe ritornare Roberto D’Aversa, che ha il contratto sino al 2022. Aveva rinunciato all’Egitto, per restare nel calcio che conta, è stato premiato. 

Fra i suoi titolari non ha più Scozzarella, regista passato al Monza, ma spesso infortunato. In rosa ha ancora 19 giocatori rispetto alla scorsa stagione, riporterà probabilmente l’intero suo staff.

Piaceva al Monza, se Brocchi fosse precipitato, invece è quasi in zona promozione diretta, e poi al Genoa. Faggiano aveva scelto Vincenzo Italiano, in estate, ma il patron Volpi l’ha bloccato allo Spezia, dopo la promozione. A quel punto sembrava scontato che si affidasse al tecnico che gli aveva dato due promozioni e due salvezze, invece optò per Maran. E Preziosi è andato su Ballardini, il mese scorso, anzichè su D’Aversa.

A Parma salta la terza panchina di serie A, anche le altre sono state ritorni. Ballardini fu esonerato dal Genoa due anni fa, dopo la sconfitta interna proprio contro il Parma di D’Aversa, mentre Prandelli a Firenze mancava da 10 anni e mezzo, dal passaggio in nazionale. 

Se D’Aversa avesse rinunciato, il contratto sarebbe decaduto, perciò il ds Carli e il vice Alessandro Lucarelli sarebbero andati su Paulo Sousa, che a Parma disputò le sue ultime 8 partite italiane, nel 2000. Dopo la Fiorentina il portoghese è stato in Cina e al Bordeaux. Aveva speranze di richiamo anche Roberto Donadoni, mentre l’argentino Matias Almeyda era una suggestione, legata al fatto che allena negli Usa, gli Earthquakes.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma, Liverani resiste sino a Bergamo. D’Aversa non è convinto, alternative tiepide

(ilmessaggero.it)

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https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_liverani_resiste_sino_bergamo_d_aversa_non_convinto_alternative_tiepide-5680791.html

di Vanni Zagnoli

Dunque resta Fabio Liverani, almeno sino a mercoledì, alla gara difficilissima di Bergamo. Prevale la calma, a Collecchio, nella riunione della mattinata, ovvero il programma di Marcello Carli e del vice Alessandro Lucarelli, il presidente Kyle Krause si fida della loro esperienza, in fondo il Parma anche oggi sarebbe salvo.

I due soli giorni di distanza dalla gara di campionato hanno favorito la permanenza del tecnico romano, del quartiere Tuscolano. La prima alternativa è naturalmente Roberto D’Aversa, sotto contratto per altre due stagioni ma non così convinto di tornare. Meritava di restare, per i risultati ottenuti nelle 4 stagioni e mezza, e anche il gioco nell’ultimo campionato era migliorato. Il suo lavoro viene ora rivalutato, considerate le difficoltà incontrate da Liverani. Accadde la stessa cosa nel passaggio fra Guidolin Marino, ai tempi dell’ad Leonardi e del presidente Ghirardi, e la voglia di dominare le partite ma il cambio fu controproducente. 

Il ds Carli aveva preferito cambiare, cercare maggiore possesso palla e spettacolo, e adesso sarebbe per lui un rimangiarsi la scelta.

D’Aversa aveva rinunciato all’Egitto, è strano che non ritorni così volentieri, magari non vede la stessa convinzione da parte del ds. Le alternative non sono ancora così concrete, Roberto Donadoni tornerebbe molto volentieri, dopo il triennio a Bologna (in cui Saputò gli impedì di ritornare in nazionale, salvo poi esonerarlo a distanza di due anni) e il biennio in Cina. Walter Zenga in Serie A ha fatto veramente bene solo a Catania, mentre Davide Nicola è sotto contratto con il Genoa, l’aveva salvato senza convinvere, al punto che l’ex ds del Parma Faggiano e anche il presidente Preziosi aveva preferito cambiare, soprattutto dopo i 6 gol presi a Reggio, con il Sassuolo. 

In mattinata, Liverani ha guidato l’allenamento, con lavoro leggero, non ha parlato molto, alla squadra. A bordocampo c’era anche il presidente Kyle Krause, voglioso di rendersi conto di persona del clima all’interno del gruppo. Kurtic e Kucka con il tecnico romano rendono di meno, anche il portiere Sepe ha perso sicurezza. Tanti giovani insieme rappresentano un azzardo, a gennaio serviranno comunque rinforzi di esperienza. 

A Collecchio, all’ingresso del centro sportivo, sono spuntate due scritte con lo scudo crociato a fianco: “Onoratela” e “Indegni!”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma, Krause vuole il ritorno di D’Aversa, il ds Carli resiste con Liverani

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

Domenica ci sarà Parma-Lazio e Fabio Liverani rischia seriamente di non essere in panchina. Grazie alla maglia biancoceleste giocò una partita in nazionale (la prima fu con il Perugia, al Curi, l’ultima quando era della Fiorentina), ora l’ex regista del quartiere romano Tuscolano è appeso a un filo. 

Lo 0-3 con il Torino e il digiuno di reti al Tardini da 6 gare preoccupano il presidente Kyle Krause. Fosse dipeso dall’americano, l’avrebbe già licenziato, è il ds Marcello Carli che tiene ad alimentare il progetto.

La riunione del dopo match si è interrotta in serata, l’unico punto in 4 gare ne fa rimanere uno solo sulla zona retrocessione. 

In mattinata ci sarà una nuova riunione nella quale verrà presa la decisione definitiva, con anche il vice ds Alessandro Lucarelli. Il direttore sportivo toscano ha sempre limitato al minimo gli esoneri, all’Empoli, azzeccando due scelte straordinarie: Sarri che portò l’Empoli ai playoff, al ritorno in serie A e poi alla salvezza con 4 giornate di anticipo, e poi a Giampaolo, l’avversario di oggi, che nel 2015 aveva mancato i playoff, con la Cremonese, in serie C, e poi fece benissimo anche alla Sampdoria.

Carli ama quel tipo di calcio, offensivo. A Cagliari aveva scelto Rolando Maran, difendendolo nel momento delicato della prima stagione. Il premio fu lo scorso girone d’andata, da record, fu il Cagliari nel dopo Bruno Giorgi, dopo 15 giornate era ancora quarto, seguirono 11 gare senza vittorie e lì Giulini scelse di cambiare. E a fine stagione congedò anche Carli.

A Parma avevano pensato anche a due maghi del settore giovanile, Federico Cherubini responsabile dell’under 23 della Juventus, e a Dario Baccin, vice ds dell’Inter, ma scelsero Carli. Al posto di Daniele Faggiano, che aveva preferito il Genoa, salvo essere licenziato un mese fa dal presidente Preziosi.

L’opzione Carli fu della famiglia Pizzarotti e di Marco Ferrari, di Guido Barilla e dall’avvocato Giacomo Malmesi, ovvero i soci più influenti fra i 7 di Nuovo Inizio, da metà settembre però hanno ceduto il 90% della società a Kyle Krause, mamma palermitana, tifoso della Juve e del Palermo, prima di acquisire il club ducale, per 100 milioni di euro.

Laureato in Iowa, guida un gruppo da 2,8 miliardi di dollari di fatturato, ha acquistato la cantina Serafino, in Piemonte. La famiglia ha un patrimonio di 3 miliardi di dollari, più terreni in Italia e immobili di lusso negli States. Ha una squadra di calcio in Usa, il Des Moines Menace, nella Usl league Two, ovvero la più importante federazione dilettantistica. Krause sperava di migliorare l’11° posto della scorsa stagione, anche se l’obiettivo ufficialmente era la salvezza.

Dunque, se il presidente deciderà di cambiare, il primo a essere chiamato sarà Roberto D’Aversa, due promozioni e due salvezze (larghe) sulla panchina crociata, come presenze è dietro soltanto a Nevio Scala. Ha il contratto sino al giugno del 2022, dovesse rifiutare il richiamo la società risparmierebbe circa un milione di euro e a quel punto virerebbe su un altro tecnico, da identificare.

D’Aversa era stato confermato dalla vecchia proprietà e anche da Carli, dopo un primo colloquio. Il nuovo ds però non era convinto del suo calcio di poco possesso palla, di grande equilibrio difensivo e allora svoltò per Liverani, ora i due accetteranno di lavorare assieme? D’Aversa fra l’altro a novembre ha rifiutato un triennale da 9 milioni complessivi in Egitto, dal Pyramids, rilevato da un magnate di Dubai.

Liverani diede spettacolo salvando la Ternana in serie B, poi retrocessa senza di lui. Al Lecce subentrò alla quarta giornata, in C, e venne promosso con un turno di anticipo, dopo 6 stagioni dei pugliesi in terza serie. Imitò Ventura, portando i salentini dalla serie C alla A, e senza playoff. In A il suo calcio era molto offensivo, toccò l’apice battendo la Lazio per 2-1, a luglio, con i giallorossi avrebbe meritato la salvezza molto più del Genoa, come gioco, eppure vanificò molto per distrazioni difensive. Al Tardini ha battuto solo il Verona, senza convincere, e persino lo Spezia avrebbe meritato più del 2-2. In compenso era avanti 2-0 a San Siro con l’Inter e con il Milan, entrambe le volte si è fatto raggiungere nel finale sul 2-2. Il successo di Marassi con il Genoa sembrava la svolta, l’attacco resta il peggiore della serie A.

“E’ un momento complicato – spiega Fabio Liverani -, ma alla squadra non posso rimproverare di non provare a giocare. Manca il guizzo, la scelta determinante per segnare, più determinazione nell’inventarsi la giocata, non essere troppo scolastici. La squadra gioca, lavora, costruisce, manca un dribbling in area”.

Simone Iacoponi è il crociato più fedele, l’unico partito dalla serie C, poco dopo il subentro di D’Aversa.  “La squadra – garantisce – è sempre stata dalla parte di Liverani, lo sarà sempre. Continueremo ancora di più a lavorare sul campo, a fare ciò che il mister chiede. Mercoledì abbiamo una partita, bisogna pensare a quanto ci dirà di fare”.

Dopo domani sarà a Bergamo, dove il Sassuolo ha appena preso 5 gol. Insomma per Liverani è durissima, anche se non dovesse saltare oggi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Parma-Torino 0-3: Singo, Izzo e Gojak (2 assist di Belotti); 4 parate di Sirigu. Krause deluso da Liverani

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_torino_0_3_singo_izzo_gojak_assist_gol_4_parate_di_sirigu_krause_deluso_da_liverani-5679038.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_torino_0_3_singo_izzo_gojak_assist_gol_4_parate_di_sirigu_krause_deluso_da_liverani-5679090.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/parma_torino_0_3_singo_izzo_gojak_assist_gol_4_parate_di_sirigu_krause_deluso_da_liverani-5679089.html

di Vanni Zagnoli

La pazienza del ds Vagnati e del presidente Cairo è premiata, il Torino vince al Tardini per 3-0, raggiunge i 5 punti in 3 gare e anche Spezia e Genoa, al penultimo posto e il Parma è lì, un punto sopra. Liverani esce a testa bassa, il ds Marcello Carli e il vice Alessandro Lucarelli lo difenderanno il più possibile, gli va bene che si rigioca mercoledì, a Bergamo, e domenica con la Lazio, certo dipendesse solo dal presidente Kyle Krause sarebbe probabilmente esonerato. 

Per l’ottava volta il Torino era in vantaggio a fine primo tempo, resta la squadra regina delle rimonte subite, stavolta non succede, arriva il secondo successo stagionale, in trasferta come a Marassi con il Genoa. C’era atmosfera tranquilla, sabato notte, all’Nh hotel, nel ritiro granata. Facce pericolose, in zona stazione, a Parma, freddo e nessun tifoso, complice il lockdown e un 2020 da zona retrocessione. Il team manager Emiliano Moretti giocava a carte con altri due dello staff, alla reception dell’albergo, neanche ci siamo avvicinati troppo, per non violare la privacy.

Sul campo, il Torino gioca quasi sempre bene, trova il gol al 7’, è il secondo per Singo, che aveva realizzato alla Roma, nella scorsa stagione. L’ivoriano recupera palla a destra, il Parma è sbilanciato, Belotti lo serve in profondità, Bruno Alves tradisce i suoi 39 anni, è in ritardo e il ventenne chiude con un diagonale sicuro, di destro.

Rispetto ai pareggi interni insipidi, con Fiorentina e Benevento (con il Cagliari aveva costruito qualcosa di più), il Parma è in progresso, come manovra, sfiora il pari immediatamente, con Cornelius, il destro è leggermente largo. I granata avanzano il baricentro, lasciano giocare, concedono una conclusione a Kurtic, fuori equilibrio. Karamoh è attivo, già a Crotone al di là della sconfitta non era dispiaciuto, ha una chance prima dell’intervallo, sul rinvio corto di Sirigu, all’interista manca sempre quel quid per essere decisivo. La retroguardia torinista resta imperfetta, la classifica incide, Bremer ha personalità e forza, sul pressing alto dei crociati. Il presidente Kyle Krause dalla tribuna incita, certo al suo primo anno a Parma sperava di soffrire di meno, ha messo il figlio Oliver nello staff di Liverani, come director of analytics e ora seguirà personalmente il club.

Belotti ha l’occasione per raddoppiare prima dell’intervallo, sbaglia stranamente il controllo, Sepe lo chiude. La doppia K reagisce, Kucka crossa, Kurtic per poco manca la porta, con Roberto D’Aversa i due incidevano di più e proprio il tecnico delle due promozioni e delle due salvezze potrebbe ritornare, è ancora a contratto e con il suo calcio di pura attesa era più produttivo. Si vede poco Brunetta, nella posizione di Gervinho, risparmiato per un problema muscolare alla coscia e vicino all’Inter. 

Il Parma si ritaglia conclusioni, Sirigu tuttavia resta inoperoso, per tre quarti di gara: per 4, aveva lasciato i pali a Vanja Milinkovic Savic, il fratello del laziale, ex Spal, ma non poteva essere accantonato, dopo stagioni dal rendimento persino superiore a Donnarumma. Gagliolo passa da un salvataggio vicino alla porta, a un tiro deviato, merita di disputare gli Europei, ha solo debuttato nella Svezia, un anno fa, dopo due convocazioni. E’ peraltro graziato dal taglio di Verdi, servito da Belotti, il trequartista sbaglia il primo controllo e manda fuori il diagonale.

Liverani si gioca il triplo cambio, Sohn regista 19enne lento, per Hernani, che non era andato male; il 21enne belga Busi per Osorio è un rischio, nonostante la settimana con tre gare. Inglese per Brunetta aumenta il peso offensivo e con un grande destro dalla distanza non sorprende Sirigu. Che volerà con la mano di richiamo sul sinistro di Karamoh. 

Il Torino replica come sempre, Belotti calcia, Sepe c’è, in due tempi, Singo fuori. Debutta fra i crociati Valentin Mihaila, 20enne di Targoviste, città romena da cui tante ragazze sono arrivate fra Parma e Reggio, è un attaccante paragonato a Mutu, non regalerà sprazzi. Liverani ha fin troppo coraggio, nel provare giovani scelti da Carli. Giampaolo si limita a levare Verdi per Bojac, poi Linetty per Segre.

Sirigu non ha problemi su Kucka, il Toro per una volta raddoppia, anzichè farsi riprendere. Sinistro di Rincon deviato, angolo di Gojak e Izzo svetta su Iacoponi. Aveva segnato anche a Napoli, da napoletano, è la 5^ rete da angolo per i granata. Armando Izzo mostra gli addominali alla Cristiano Ronaldo, quando era al Genoa venne squalificato 6 mesi per scommesse, ha speranze di Europeo. Lo stacco di Inglese meriterebbe l’1-2, Sirigu alza. Allo scadere Belotti per Amer Gojak, che piazza la prima rete granata. E’ titolare nella Bosnia, era il leader della Dinamo Zagabria vincitrice di 5 scudetti e 4 coppe, ha lasciato la Champions league per il Toro. Ricardo Rodriguez dal campo felice, assieme all’altro svizzero Sohn.

Liverani è alla terza sconfitta in sequenza, ha battuto solo il Verona, al Tardini, e il Genoa, a Marassi. A Terni e nelle tre stagioni a Lecce dava spettacolo, a Parma la ricerca dell’equilibrio porta a un ibrido preoccupante. Il ritiro dopo Natale non è servito.

Giampaolo respira: “Ma non mi sento ancora al sicuro, la società mi ha difeso perchè la squadra era dalla mia. Ero affezionato alla difesa a 4, quella a 3 si adatta di più ai giocatori e allora è giusto che abbia cambiato io”.

Parma-Torino 0-3
Parma (4-3-3): Sepe 6; Iacoponi 5,5, Osorio 5 (15’ st Busi 5), Alves 4,5, Gagliolo 6; Kucka 5,5 (40’ st Cyprien ng), Hernani 6 (15’ st Sohm 5), Kurtic 5,5, Karamoh 6 (30’ st Mihaila 5,5), Cornelius 5,5, Brunetta 4,5 (15’ st Inglese 6,5). All.: Liverani 5,5. 
Torino (3-5-2): Sirigu 7; Izzo 7,5, Lyanco 6, Bremer 6,5; Singo 7, Lukic 6, Rincon 6,5, Linetty 6 (40’ st Segre ng), Rodriguez 6; Verdi 5 (25’ st Gojak 7), Belotti 7. All.: Giampaolo 7. 
Arbitro: Doveri di Roma 6,5. 
Marcatori: 8′ Singo; st 43′ Izzo, 50′ Gojak. 
Note: angoli 9-3. Recupero: pt 1’, st 5′. Ammoniti: Gagliolo, Verdi, Alves e Izzo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma-Cagliari 0-0, Liverani in casa non convince. Progressi difensivi per Di Francesco

(ilmessaggero.it)

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https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_cagliari_0_0_liverani_casa_non_convince_progressi_difensivi_di_francesco-5649624.html

di Vanni Zagnoli

E’ di nuovo 0-0, per il Parma, al Tardini, per la quarta volta in 6 gare non segna e, ci fosse il pubblico, si spazientirebbe. Nelle ultime 8 partite ha perso solo all’Olimpico, con la Roma, ma in casa è fermo al successo sul Verona, le speranze nel cambio fra D’Aversa e Liverani erano differenti.

Per il Cagliari è il terzo punto in 5 partite, ha retto a lungo con disinvoltura, concedendo qualcosa nel finale. Finisce senza reti, dunque, la sfida fra la squadra che ha tirato di meno, il Parma, contro quella che concede più tiri. 

Osorio è alla sesta gara di fila tra i crociati, di fronte ha Cerri, di San Secondo Parmense, alla prima stagionale da titolare. Di Francesco utilizza l’uruguagio Oliva, a centrocampo, lasciando in panchina Faragò e Marin. Il turnover tocca anche Simeone e Pavoletti, gioca Sottil, a bersaglio con l’Inter. 

Kucka non sorprende di testa Cragno, stessa cosa Nandez con Sepe. Il Parma attacca su entrambe le fasce, il match è spezzettato, il Cagliari fa circolare palla da dietro, senza trovare grandi spazi. 

E’ infinita un’azione dei sardi, in maglia gialla, porta almeno un angolo. Liverani chiede a Kucka precisione nei passaggi, tantopiù dopo l’uscita di Scozzarella. Che rifiuta la stretta di mano del tecnico, contrariato per il classico problema muscolare: del resto un’uscita per scelta tattica al 18’ sarebbe stata inconsueta. Entra Sohm, probabilmente troppo alto per fare il regista, ha 19 anni e qualità difensive, il passo è lento.

Il Parma segna con Osorio, il fuorigioco di Inglese è evidente e allora il gol è annullato. Si fa male Pezzella, entra Gagliolo, il nazionale svedese, che ogni tanto deve rifiatare. Gervinho svaria, chiama al tiro Kucka, fuori. Di Francesco chiede attenzione in difesa, a destra, per non lasciare Zappa solo contro l’ivoriano. 

Le squadre di Eusebio Di Francesco in genere tengono di più la palla, il Cagliari aspetta e contrasta il possesso ducale. Lykogiannis calcia una punizione dalla sinistra, Cerri non ci crede abbastanza. Un passaggio laterale di Karamoh per Iacoponi è la sintesi di un match che a tratti non regala emozioni. Nel finale di primo tempo la palla è più dei sardi, senza sussulti. Neanche per il presidente americano del Parma, Krause, in tribuna. I centravanti Roberto Inglese e Alberto Cerri incidono poco, il gigante del Cagliari ha giocato per la squadra, esce per Simeone, per avere maggiore profondità, ma l’argentino non lascerà il segno.

Manca la precisione, anche a Sottil, in avvio di ripresa. Un cross di Nandez passa, Joao Pedro gira troppo centralmente, fra le braccia di Sepe. Il palleggio paziente, palla a terra, del Cagliari allontana i rischi. Inglese recupera il pallone senza fallo, al limite, Kurtic tuttavia calcia alto. Klavan non si distrae, nella difesa sarda, protetta da un buon pressing. Sottil ha una chance, la deviazione facilita la parata di Sepe. Una grande chance arriva dopo un’ora, Gervinho semina Zappa, Inglese gira alto: non segna da agosto. 

Calcia da fuori, Inglese, Cragno vigila. Le squadre si allungano, anche Gervinho tira, sbagliando. Si fa male Walukiewicz, entra Ceppitelli. Liverani si gioca il triplice cambio finale, al 27’ st leva tutti e tre gli attaccanti, per Hernani, Cornelius e Brunetta, Kucka avanza sulla destra, a fare l’attaccante. Brunetta ha due palle gol, sulla sinistra, la seconda conclusione è attutita. Il Parma forza i tempi, l’ultima occasione però è sul destro di Joao Pedro, girata sul fondo. 

Anche nel cambio tra Zenga e Di Francesco il presidente Giulini sperava in una continuità ancora superiore. Di risultati. Il gioco non è male, tantopiù considerata la trasferta.

Il tabellino pubblicato sul cartaceo

Parma-Cagliari 0-0

PARMA (4-3-1-2): Sepe 6; Iacoponi 6, Osorio 6,5, Bruno Alves 6, Pezzella 5,5 (29′ pt Gagliolo 6); Kucka 6, Scozzarella sv (18′ pt Sohm 5), Kurtic 6; Karamoh 5,5 (26′ st Brunetta 6) Gervinho 6 (26′ st Hernani 5,5); Inglese 6 (26′ st Cornelius 5,5). All. Liverani 6.

CAGLIARI (4-2-3-1): Cragno 6,5; Zappa 5,5, Walukiewicz 6 (25′ st Ceppitelli 6) Klavan 6,5, Lykogiannis 6,5 (38’ st Carboni sv); Oliva 5,5 (32′ st Marin sv), Rog 6,5; Nandez 6, Joao Pedro 5,5, Sottil 6 (37’ st Tramoni sv); Cerri 5 (1’ st Simeone 5). All. Di Francesco 6.

ARBITRO: Pezzuto di Lecce 6,5.

Note: ammoniti Oliva, Cornelius. Angoli 8-5.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Il tango argentino disorienta Liverani: un gol regalato per parte, Udinese-Parma 3-2

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/udinese_parma_libe_risultato_punteggio_formazioni-5531373.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/udinese_parma_libe_risultato_punteggio_formazioni-5531446.html

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/udinese_parma_libe_risultato_punteggio_formazioni-5531374.html

di Vanni Zagnoli

Per ora, il Parma di Liverani è inferiore alla quadriennio di D’Aversa. Sfuma a 2’ dalla fine il quarto punto dei crociati, il 3-2 è firmato dal destro di Pussetto. Ignacio l’argentino non segnava da un anno, l’azione è di De Paul, la sponda di Okaka. 

Si era partiti dal destro da fuori di Hernani episodico, leggermente deviato; il 2-1 dell’Udinese, con l’errore di Kurtic, sul rinvio di Sepe, e poi il pareggio, di Karamoh. Può essere l’anno dell’interista, ma è dura. 

E’ soprattutto dura cambiare la mentalità di una squadra che con Roberto D’Aversa, anche in serie C, nel subentro ad Apolloni, era troppo pragmatica. Vinceva di forza, non di classe. Quando vinceva di classe, perchè è anche piaciuta, era più per merito della qualità individuale, di Kulusevski, che per la coralità.

Il Parma ha fatto come la Juve, è passato da Allegri a Sarri, D’Aversa aveva proprio Allegri come idolo, e adesso Liverani fatica, esattamente come Sarri. 

L’Udinese era ancora più in difficoltà, con Luca Gotti si era salvata senza grandi problemi, con i primi punti lascia le difficoltà al Torino.

Il 3-2 del Friuli mostra formazioni discrete, non ancora trascinanti, servono mesi a Fabio Liverani per mantenere l’attitudine difensiva e dare spettacolo, imitare Atalanta e Sassuolo. Gotti ha la stessa necessità, di entusiasmare. Ecco, raramente l’ha fatto, dal subentro a Velasquez. Lo fa nel ricamo di De Paul, valso due punti.

Udinese-Parma è partita da 6,5 perchè i gol sono appunto estemporanei, esclusa la rete decisiva. Vantaggio esterno su opposizione timida di Arslan, turco di Germania, che disputò le nazionali giovanili ottomane e poi passò a quelle germaniche. Il portiere Nicolas non è reattivo. 

Il pari è immediato, al 28’, corner di Ouwejan, olandese (uno dei tanti che in Friuli sperano di rendere plusvalenza), Kurtic non è attento, infila di testa Samir, brasiliano ex Flamengo, come Zico. 

Nel secondo tempo, il 2-1 è all’8’, sul rinvio ragionato di Sepe, Pereyra va sulla sinistra e crossa, Iacoponi devia sul primo palo. Il pari è a 20’ dalla fine, Pezzella da sinistra pennella, Karamoh appoggia, complice la distrazione di Ouwejan. Il 3-2 è molto argentino, il Friuli fra musica e un po’ di pubblico si entusiasma. E’ in serie A da un quarto di secolo, record, per una non grande grande del calcio italiano. 

Dimenticavamo. I 7 positivi nel gruppo Parma, magari un po’ hanno inciso, le assenze: sono 11, partendo da 4 infortunati. Per esclusione, potremmo anche indicarli, rispettiamo la loro privacy. I Pozzo gioiscono, dopo la retrocessione del Watford. L’americano e i 7 di Nuovo Inizio e i tifosi crociati iniziano a rivalutare D’Aversa. Ma con Liverani lo stesso del Lecce e della Ternana arriverà.

Udinese-Parma 3-2
UDINESE (3-5-2): Nicolas 5.5; Becao 5.5, De Maio 6.5, Samir 7; Ter Avest 5,5, De Paul 6.5, Arslan 5 (22′ st Makengo 6), Pereyra 6 (33′ st Deulofeu sv), Ouwejan 6 (33′ st Forestieri sv); Lasagna 5 (22′ st Pussetto 7), Okaka 6.5. In panchina: Scuffet, Gasparini, Zeegelaar, Nestorovski. Allenatore: Gotti 6.5.
PARMA (4-3-1-2): Sepe 6.5; Laurini 5.5, Iacoponi 5.5, Gagliolo 6, Pezzella 6.5; Hernani 6.5 (35′ st Grassi sv), Brugman 5.5 (19′ st Cyprien 6), Kurtic 4,5 (19′ st Sohm 6); Kucka 5; Gervinho 5, Karamoh 6.5. In panchina: Colombi, Rinaldi, Balogh, Adorante, Nicolussi Caviglia. Allenatore: Liverani 5,5. ARBITRO: Fabbri di Ravenna 6. Marcatori: pt 26′ Hernani (P), 28′ Samir; 7′ Iacoponi aut, 25′ Karamoh (P), 43′ Pussetto. Note: ammoniti Arslan, Becao, Brugman, Iacoponi, Makengo. Angoli: 11-2. Recupero: 1′; 6′.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma, Kurtic regala i primi punti a Liverani e al presidente Krause. Verona ko

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_kurtic_regala_i_primi_punti_liverani_presidente_krause_verona_ko-5503317.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_kurtic_regala_i_primi_punti_liverani_presidente_krause_verona_ko-5503466.html

di Vanni Zagnoli

Aspettando la fine del mercato, il Parma ottiene i primi punti in campionato. C’era preoccupazione, dopo lo 0-2 con il Napoli e il 4-1 subito a Bologna, il progetto Liverani è lontano, come dominio del gioco, intanto arriva il successo grazie al gol di Kurtic dopo meno di trenta secondi. Finta a destra di Karamoh, sull’ex Dimarco, al centro Cetin e Gunter sono disattenti, il tocco ravvicinato dello sloveno è facile, per la 36^ rete in carriera, tanto, per un esterno non attaccante. Karamoh sfiora il raddoppio, con il sinistro a giro, il Verona replica con il tiro cross di Faraoni a destra per Tameze, con una doppia deviazione, anche di Sepe. Al quarto d’ora Brugman su palo evita l’autogol.

L’occasione più nitida per i gialloblù è a metà primo tempo, spunto di Zaccagni a sinistra, centra dal fondo per Faraoni, lo sparo a colpo sicuro è intercettato da Pezzella, quasi sulla linea. Prima dell’intervallo, Tameze rischia un controllo in area, regala palla a Kucka, tiro rimpallato da Cetin che rischia l’autogol. Infine Silvestri, fresco di convocazione azzurra, si oppone a Gervinho.

La ripresa è equilibrata e tattica, Liverani dopo le due sconfitte deve fare un po’ il D’Aversa, per forza. I brividi per gli emiliani sono appena due, sui guizzi di Colley a sinistra: il traversone basso è mancato da Favilli, a bersaglio per la prima volta in serie A con l’Udinese; nel finale lo spiovente invita allo stacco Gunter, per il gran riflesso di Sepe. In mezzo la parata di Silvestri, sul destro dal limite di Brugman.

Entra Darmian, prima di passare all’Inter, il migliore è Bruno Alves, quasi 39enne: è il quarto giocatore più vecchio della serie A, dietro Buffon e Pegolo (Sassuolo), non titolare, e di un mese più giovane di Ibrahimovic.

La chiusura del Parma è stata in 5-3-2, con Dermaku, Bruno Alves e Gagliolo, per difendere il vantaggio. Un anno fa vince il Verona di Juric, al Tardini, sempre per 1-0, aveva meritato, al di là del fatto che il tecnico croato diede merito alla squadra di D’Aversa. Ora gioisce il nuovo presidente Kyle Krause, al primo successo, ha portato 7 buoni innesti, da far debuttare. L’unico italiano è Nicolussi Caviglia, bel talento, in serie B, nel Perugia. Si costruisce un Parma da salvezza larga, per migliorare il 14° e l’11° posto delle ultime stagioni. Per il Verona è il primo stop, sarà complicato andare oltre il 9° posto di luglio. Oggi si è visto poco Barak, eccellente già al Lecce, dopo il lockdown, meglio Ivan Ilic, 18 anni, di proprietà del Manchester City, passato dall’Olanda.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma, il ds Carli: «Ho scelto io Liverani, sa anche difendere. Su D’Aversa ero perplesso»

(ansa/ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_ds_carli_scelta_liverani_d_aversa_perplessita-5423349.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_ds_carli_scelta_liverani_d_aversa_perplessita-5423368.html

di Vanni Zagnoli

D’Aversa-Faggiano-Parma era un bel sodalizio, sulle orme di Gasperini-Sartori-Atalanta, è finito dopo meno di 4 anni, quando il Genoa ha scelto Faggiano. “Il ds va in una piazza superiore, a Parma”, dice l’ingegner Dallara, 83 anni, uno dei 7 di Nuovo Inizio. 
Come pubblico, come potenziale, sì, come situazione economica di Preziosi, da anni contestato, no.

Dopo Gasperini, al via per la 5^ stagione di fila, D’Aversa era il tecnico più fedele della serie A, assieme a Inzaghi, subentrò qualche mese prima del tecnico laziale, per panchine con il Parma è secondo soltanto a Nevio Scala, l’uomo della prima serie A e di 4 trofei.

A Parma si aspettano i qatarioti per rinverdirli, sognano di imitare le parabole dei club grandi e piccoli arrivati al top d’Europa con vagonate di milioni, come Manchester City e Psg.

In questo contesto al Tardini si è presentato, in mattinata, Marcello Carli, il direttore sportivo che a Cagliari si ricorda per una sfuriata su Sky: “Se questo torto arbitrale lo subisce una grande se ne parla per settimane, se tocca a noi finisce in pochi minuti”.

Toscano, 56 anni, Carli è stato calciatore in serie D e C, alla Cerretese (Cerreto Guidi, Firenze), alla Massese e a Carrara, all’Empoli e al Livorno. Dal 2000 è stato all’Empoli, viceallenatore, dirigente del settore giovanile, ds per 6 stagioni, due da dg. Da aprile 2018 era in Sardegna, con il presidente Giulini.

Nell’attesa dei soldi arabi, appunto, il Parma ripunta sui giovani, da valorizzare. D’Aversa ha compiuto miracoli per 4 stagioni, subentro ad Apolloni in serie C, vittoria dei playoff (ma in semifinale il Pordenone era stato superiore e anche penalizzato dall’arbitro, si arrese ai rigori), secondo posto e promozione diretta a spese del Frosinone, due salvezze larghe in serie A. D’Aversa con Faggiano sarebbe rimasto, senza chiedeva magari una squadra con qualità superiore, con scommesse inferiori, due settimane fa si era incontrato con il presidente Pizzarotti, costruttore, il vice Malmesi, avvocato, e l’attivissimo Marco Ferrari, giornalista, ne avevano deciso la permanenza, a metà della scorsa settimana il ripensamento.

D’Aversa è un pragmatico, può arrivare ai grandi club e anche a successi: “Ammiro Allegri”. 
Non accettava le critiche sul gioco che allo stadio Tardini spesso era deludente, in serie B evidenziava la superiorità di budget e uomini delle antagoniste, per l’eredità il Parma ha scelto un tecnico che strabilia, per numero di occasioni create. Fabio Liverani, l’ex regista della Lazio, meritava la salvezza, con il Lecce, l’ha mancata per i disastri difensivi rituali, distrazioni a volte da calcio dilettantistico. Mica è detto che ottenga più punti che D’Aversa, anzi, potrebbe ripetersi la storia del cambio fra Guidolin, inviso a Leonardi, di recente condannato a 6 anni, in prima grado, e Pasquale Marino, esonerato a primavera perchè rischiava la retrocessione.

La piccola Parigi comunque vira, Liverani debuttò in A nel Genoa, a 37 anni, ma era acerbo. Passò in Inghilterra al Leyton Orient, nel reality di Agon Channel, nel 2014-15. Alla Ternana conquistò 3 anni fa una salvezza incredibile, in serie B, poi le due promozioni a Lecce.

Qualche distillato dell’ora di conferenza.

Marcello Carli: “Abbiamo una ventina di giocatori che torneranno da prestiti, tutto normale. Ad Empoli eravamo falliti (novità, ndr), a Cagliari solo uno stupido come me poteva andarci, figuriamoci qui a Parma, una situazione ottima, società seria, un ambiente straordinario con una tifoseria sana, bella. Il mercato sarà in ritardo, con meno denaro, partirà dal 10 settembre. Il Parma in questi anni ha lanciato Bastoni e Kulusevski, i giocatori forti, giovani o vecchi, giocano. Il Parma ha tracciato una linea, se il giovane è forte è pronto. D’Aversa ha valorizzato al massimo la rosa. Liverani ha preso tanti gol ma dalla sua carriera si vede che la difesa la sa fare. L’intelligenza di un allenatore è questa, starà a noi fargli una squadra vicina al suo modo di intendere calcio. Cercheremo di fare una squadra a somiglianza delle sue idee. Il mister è giovane, era il meglio sul mercato. E’ una mia scelta, la proprietà non ha messo parola. Se sono venuto qui è anche per questo, spero stia con noi qualche anno”.

Carli ritorna sul predecessore Faggiano. “Sino al 5 agosto c’era lui, l’addio era inaspettato. Prima hanno voluto trovare il ds, sono operativo da 10 giorni. Volevo D’Aversa, gli ho parlato credendo di continuare con lui. Poi, è stata una decisione mia, e abbiamo preso la scelta di cambiare l’allenatore perché partiamo in maniera diversa. Per me era fondamentale partire con un allenatore, abbiamo ritardato perché lavoro da una settimana. Capisco l’affetto della gente, può sembrare ci sia un momento di scoramento ma io sono tranquillo. Ho deciso io, ho preferito ragionarci cinque giorni in più”. 

Alessandro Lucarelli: “C’è stato malumore nelle ultime settimane, fra dubbi. L’ingrediente fondamentale per raggiungere l’obiettivo è l’unità di intenti, la salvezza non è scontata”.
“Lucarelli sarà un ds assieme a me – promette Carli -, saremo sempre insieme, spero nei suoi consigli giusti. Quando sono andato via dalle società, chi ha lavorato con me rimane sempre. Faccio i complimenti a Faggiano, lo rispetto e ha fatto un lavoro importante. Avevo due strade: restare a Cagliari con il contratto e riposarmi, mi ha spinto a Parma la compattezza della dirigenza”.

In realtà, Pizzarotti e gli altri 6 dirigenti seguono i modelli De Zerbi, Juric, Di Francesco, ovvero se dai spettacolo ogni volta che puoi valorizzi anche la rosa e fai plusvalenze e i tifosi si entusiasmano. D’Aversa ha sempre ottenuto il massimo con il minimo, proprio De Zerbi, con la Spal, invece, ha perso regolarmente. Se va al Genoa, faticherà a fare meglio, se Preziosi non investe, diversamente aspetterà la prima buona panchina che andrà a liberarsi. A 45 anni, è pronto per l’Europa. Per l’Europa del Parma basterebbe il gioco del Lecce di Liverani, ma meno spregiudicato.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Genoa-Lecce 2-1, a Nicola la sfida salvezza

(raisport.rai.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/sfida_salvezza_al_genoa_il_brescia_spedisce_la_spal_in_b-5356872.html

Non c’è paragone, in stagione, fra il calcio del Lecce, sempre spettacolare, persino nelle 6 sconfitte di fila recenti, e le prestazioni del Genoa, con 3 allenatori. Chi giocava meglio, al grifone, era Andreazzoli, che superò la Fiorentina di Montella, entrambi però vennero esonerati.
Dunque a Marassi finisce 2-1, i pugliesi scivolano a -4 e la Spal è condannata aritmeticamente, con 4 giornate di anticipo.
L’avvio è rossoblù, con il duo Pandev-Sanabria, a bersaglio al secondo tentativo. L’imbucata del macedone è sporcata da Donati, Sanabria era già stato l’uomo della salvezza con Prandelli, al 7° indirizza il match. Si fanno male Sturaro e Babacar, entra nel Lecce Ladapula che alla seconda chance si procura il rigore, sull’uscita di Perin, più fallosa rispetto a quella di Handanovic su Strefezza in Spal-Inter. Dal dischetto Mancuso sbaglia, come con la Lazio, altissimo, veniva da 11 trasformazioni consecutive, ultimo errore 3 anni fa, alla Casertana. Il resto è giallorosso, come in ogni gara equilibrata in cui una deve recuperare e ha più tecnica. 
La pizzica salentina prosegue nella ripresa, angoli e il pari di Mancuso, su cross insidioso. Il Genoa si fa vivo con Criscito (palo a gioco fermo) e con Schone, il più insidioso però è Barak, lasciato in prestito dall’Udinese. Il Genoa si fa coraggio e segna da fuori con il destro del polacco Jagiello, palo e poi palla sulla schiena di Gabriel.
Il Lecce ha un calendario più semplice ma un -5 (per i confronti diretti, 1-1 all’andata) sul Genoa, al 13° campionato di serie A di fila e per la 5. volta in bilico. Un anno fa fece retrocedere l’Empoli di Andreazzoli, chissà se si ripeterà la scelta del presidente Preziosi, di prendere Liverani, che aveva fatto debuttare troppo giovane, in panchina, salvo richiamare Gasperini.
Ora che la salvezza è andata, la Spal gioca meglio. Discreta con l’Inter, al di là dello 0-4, e anche a Brescia, rimontata e poi superata a Brescia. Concede un’occasione a Torregrossa ma è insidiosa con Cerri e avanza al 42’: Dabo dialoga con Missiroli al limite, il portiere Joronen rimpalla, anche sullo stinco di Dabo e la palla entra; Tunjov avvicina il raddoppio. La ripresa è delle rondinelle, chance per Mateju, Skrabb e Donnarumma, Tunjov e Cerri pungono per la squadra di Gigi Di Biagio, che ha peggiorato decisamente la media punti di Semplici. Subisce il pari e il sorpasso dal ceco Zmrhal, 27 anni, servito da Donnarumma. In mezzo anche il gol annullato a Martella.
A Firenze, è partito il classico sprint finale di Beppe Iachini, per riprendere il Cagliari al 12° posto, è a -6 dal Sassuolo, dove non venne confermato per far posto a De Zerbi, infinitamente più spettacolare. Il Torino resta tranquillo, a +8 sul Lecce, Longo cerca di scacciare l’ombra di Pioli e Giampaolo, mentre Commisso vorrebbe Juric, dal Verona. Autorete iniziale di Lyanco, su ciabattata di Kouame, il Toro non calcia mai in porta, nel primo tempo. A un quarto d’ora dalla fine palo di Belotti, poi il raddoppio di Cutrone, su errore di Meitè. Viola superiore, con Ribery e Castrovilli.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. Sassuolo-Lecce 4-2, da 2-2. Tridente neroverde da Europa, Liverani alla 6^ sconfitta di fila

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_lecce_diretta_risultato_live-5327229.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_lecce_diretta_risultato_live-5327233.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/sassuolo_lecce_diretta_risultato_live-5327237.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/sassuolo_lecce_diretta_risultato_live-5327306.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/sassuolo_lecce_diretta_risultato_live-5327237.html

di Vanni Zagnoli

Quattro a 2 per il Sassuolo, 14 gol in 5 partite, dalla ripartenza, e speranze di settimo posto. 

Sei sconfitte di fila, per il Lecce, dopo 3 successi in sequenza, fra cui quello incredibile a Napoli, prima del Covid. Liverani è rimasto a lungo in zona salvezza, in stagione, rischia di staccarsi in anticipo e lascia speranze di rientro a Spal e Brescia, almeno per la terzultima posizione. Il rammarico è nei volti del presidente Saverio Sticchi Damiani, nipote di Angelo, presidente dell’Aci e vicepresidente della Fia, del vice Corrado Liguori e del ds Mauro Meluso, ex laziale. 

Sky sceglie di lasciare l’effetto visivo con gli stemmi delle squadre e della lega calcio solo in avvio, il resto sono i soliti spalti vuoti, visti dal Mapei come dalla tv, in tribuna stampa. 
I neroverdi schierano il 4-2-3-1, sono fra le squadre che tengono di più la palla e con il minor numero di lanci lunghi. Ma al 5’ è proprio un long line di Locatelli a liberare Caputo sulla trequarti, in posizione regolare: solo Ronaldo e Immobile sono come l’attaccante produttore di birra, nelle ultime due stagioni, ovvero ad almeno 15 reti; più dell’argentino Paz è colpevole il rientrante Lucioni, che De Zerbi voleva portarsi qui, dal Benevento.
In avanti sono in ribasso gli ex Babacar, che a Modena nel 2013-14 in ribasso rispetto a quando fu terzo cannoniere della serie B, e Farias, che nel primo Sassuolo in serie A aveva mostrato qualcosa.
De Zerbi si arrabbia con Kyriakopoulos perchè non si smarca, in realtà chissà cosa dovrebbe fare Liverani, per una squadra che si è smarrita. Anche sul tocco ravvicinato di Gian Marco Ferrari, deviato da Gabriel, che qua vicino fu protagonista della promozione del Carpi in A. 

Dopo 20’, i salentini migliorano. Al primo angolo il pareggio, cross mancino di Calderoni, Locatelli è fuori posizione e Lucioni realizza il 30° gol da professionista, a 33 anni. Quando il Benevento debuttò in A, venne fermato 2 mesi per un presunto doping. 
Il Sassuolo pressa alto, a salvezza certa può rischiare, all’inseguimento del Milan. Qui le trame giallorosse convincono, gestite da Tachtsidis, che alla Roma Zeman preferiva a De Rossi, discreti anche il ceco Barak – meno abile a difendere, a piedi piatti – e l’ucraino Shakhov, che finisce a fare il centrocampista di sinistra, passando il modulo da 4-3-1-2 a 4-4-2. I neroverdi non trovano più spazi, Paz devia il destro da fuori di Traorè. Il Lecce benfigura contro una squadra che lascia giocare. All’intervallo un giocatore si ferma per Sky un minuto ma il collegamento non arriva, subito la pubblicità, e allora rientra in spogliatoio. I giardinieri del Mapei innaffiano il campo, alla ripresa si odono le urla del match analyzer emiliano persino da fuori dallo stadio che potrebbe accompagnare la Reggiana verso il ritorno in serie B, dopo 21 stagioni.

Il Lecce riparte bene, poi si rivede la formazione marchiata Mapei, seguita sempre in tribuna dallo staff degli specialisti dei test voluto da Giorgio Squinzi, dal ciclismo al calcio. Paz abbraccia Ferrari e lo lascia, il centrale modenese gli aveva preso il tempo, certo resta il classico rigorino da Var e da ultimi anni. Marlon sgambetta Babacar, sul fronte opposto, Massa fischia la punizione, il fallo è sulla linea e allora il Var Chiffi lo corregge. Il senegalese va sul dischetto, invece entra Marco Mancosu per battere il rigore e Consigli quasi lo prende: è alla prima stagione da titolare, a 32 anni, arriva a 11 reti, per la gioia anche dei due fratelli, calciatori professionisti, sardi. Marlon non è nuovo a questi errori, il Barcellona l’ha venduto al Sassuolo per 6 milioni, tanti.
Sul 2-2, il risultato dell’andata, le squadre si allungano, Farias invita al tiro Falco, non va, e sul capovolgimento arriva l’unico squillo della serata di Boga, il più dribblomane della serie A, controllo e conclusione angolata. Impossibile che resti a Sassuolo per la 3^ stagione, vale la Champions league e da titolare. Per i “ceramisti” è il terzo tris in sequenza, per Berardi, Caputo e Boga il totale è di 37 reti. L’attacco di casa è il 5° del campionato, testimonia la differenza fra De Zerbi e il predecessore Iachini, che peraltro aveva salvato il Sassuolo vincendo a San Siro con l’Inter. 

Va a segno anche il 21enne Muldur, diagonale su Calderoni, fra i tanti del Lecce più abili in fase offensiva, come dimostrò segnando al Milan di Pioli, appena subentrato. De Zerbi ha ritardato il cambio con Toljan, così il turco ripetere la prodezza di Firenze. Due chance finali per il Lecce, che ha di gran lunga la peggior difesa della serie A. E’ impossibile salvarsi con 70 reti subite in 30 partite. Domani deve tifare Udinese, con il Genoa, per restare a un punto dalla salvezza.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”