Enordest.it. Salvate il soldato Mancini

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https://www.enordest.it/2022/03/27/salvate-il-soldato-mancini/

di Vanni Zagnoli

Io c’ero e allora posso scrivere della Nazionale. Non ero a Palermo ma a Firenze, al rientro della nazionale, nella notte, l’unico giornalista presente. All’aeroporto Vespucci, molto piccolo, per servire una città così importante, gli azzurri con Mancini sono sbarcati prima delle 3 di giovedì mattina, ad attenderli solo pochi poliziotti, molto meno, per esempio, di quando a Reggio Emilia giocano la serie A, il Sassuolo, o la serie C, la Reggiana, e giusto gli autisti dei pullman, stop. Volti tesi, soprattutto dell’atalantino Pessina.

Mancini e la sua truppa

Neanche mi sono avvicinato, ho solo ripreso l’uscita dagli arrivi, proprio per non infierire sul momento più delicato della vita sportiva di questo gruppo. Fra gli ospiti anche il capo degli arbitri Trentalange e l’Assocalciatori, con il direttore generale Gianni Grazioli, vicentino, un passato importante da giornalista del Gazzettino.

Che farà Mancini?

L’Italia è fuori dal mondiale, dunque, e adesso tutta l’attesa è per Roberto Mancini, per capire se vuole restare. Ha il contratto sino al 2026, firmato prima degli Europei dal presidente federale Gabriele Gravina. Che vuole restare, non sarà avvicendato, a differenza di quanto avvenne a Carlo Tavecchio, che peraltro ora è stato sfiduciato anche dal comitato Lombardia.

Il perché

Mancini merita di restare perchè ha stabilito il record di imbattibilità della nazionale, perchè ha vinto l’Europeo, soprattutto grazie a due partite ai rigori, mentre la storia del nostro calcio era punteggiata di sconfitte, dal dischetto. Anche ai danni di nazionali anche più spettacolari, come l’Italia di Vicini nel ’90 o di Sacchi nel ’94, che peraltro abiurò in parte al bel gioco.

Mancini e le defezioni

Mancini si è trovato senza 4 titolari, rispetto alla finale di Wembley, Di Lorenzo si è fatto male due sabati fa, con l’Udinese, Bonucci e Chiellini sarebbero tornati in Portogallo, Chiesa è fuori da gennaio e contro la Macedonia avrebbe probabilmente fatto la differenza. Donnarumma agli Europei è stato il migliore, su quel tiro di Trajkovski non è arrivato, non era obiettivamente facile, ha ricordato  un po’ i presunti errori di Zoff sui tiri da lontano al mondiale d’Argentina, nel 1978. Emerson Palmieri gioca solo per l’infortunio di Spinazzola a metà Europei, nel secondo tempo di Palermo è sparito. Barella vive il peggior momento della carriera, sul piano fisico, Jorginho non illumina più. Verratti è stato l’unico davvero in palla.

Chi mi è piaciuto

A me Berardi è piaciuto. Intendo: io sono sempre per premiare chi si libera al tiro, chi contribuisce a creare occasioni, la maggioranza dei giornalisti punisce chi sbaglia un gol come chi è colpevole di uno subito, come se segnare, soprattutto nelle gare chiave, fosse facile. Lui ci ha provato, Insigne solo una volta, il subentrato Raspadori idem, è volenteroso ma troppo frenetico. Immobile ha avuto pure giusto due chances, rispetto ai grandi cannonieri mondiali è lontano.

Gli altri

Dimenticavo, dietro Florenzi ha fatto bene, rimediando all’errore di Gianluca Mancini nel primo tempo, Bastoni raramente tradisce, Tonali e Pellegrini in una ventina di minuti hanno inciso poco, il romanista ha sprecato un’occasione.

Gli errori di Mancini

Mancini Roberto ha pasticciato nei cambi, bastava che inserisse prima per Immobile Joao Pedro, debuttante entrato solo a un minuto dalla fine del tempo regolamentare, da tre anni è un signor attaccante di movimento, pericoloso e anche concreto.

Per le conclusioni e gli angoli l’Italia meritava di vincere, il gioco era stato scadente anche nello 0-0 in Irlanda del Nord, a novembre, e pure nell’1-1 con la Bulgaria, costato la qualificazione, assieme ai pareggi con la Svizzera, con quei due rigori sbagliati da Jorginho.

È anche colpa nostra

Lo 0-1 con i macedoni è sintetizzato sempre dal brasiliano che alza la mano per segnalare un tocco di braccio inesistente di Trajkovski, anzichè contrastare l’ex macedone che calcia. Un gol nel finale – magari sarebbe arrivato ai supplementari, senza quella prodezza – era l’unico modo per la Macedonia per poter vincere, il classico episodio.

Il possibile secondo turno

Il Portogallo ha battuto la Turchia 3-1, grazie al rigore sbagliato dal vecchio Burak Ylmaz, del potenziale 2-2. Forse in trasferta avremmo impostato le partite già viste agli Europei, contro Belgio, Spagna e Inghilterra, ovvero grande attenzione difensiva e ripartenza, magari anche gioco, perchè agli Europei c’era stato, è venuto meno giusto dopo.

Da Ventura a Mancini

Va rivalutato Gian Piero Ventura, che era finito secondo nel girone dietro la Spagna, non dietro la Svizzera, e che era uscito nello spareggio contro la Svezia, poi arrivata ai quarti di finale. Risolse l’autorete di Daniele De Rossi, contro un’avversaria di tradizione e molto più forte della Macedonia. Certo, il gruppo gli era sfuggito di mano, si era fatto prendere dal panico lui, non abituato a questo livello di competizione. Aveva però qualche talento in meno e non al top della carriera, al contrario di questo nucleo che ha raggiunto l’apice la scorsa estate.

Dal 2006 più niente

Dopo il mondiale del 2006, l’Italia ha collezionato solo brutte figure: in Coppa del mondo, con le uscite al primo turno nel 2010 con Lippi, incapace di battere Paraguay e Nuova Zelanda, complici gli infortuni a Pirlo e Buffon; di perdere con la Slovacchia, poi con Prandelli, incapace di tesaurizzare il 2-1 sull’Inghilterra, facendosi superare da Costa Rica e Uruguay, complice l’espulsione ingiusta di Marchisio.

Ripartiamo con Mancini?

Si riparte, dunque, speriamo con Mancini, perchè l’ipotesi di Marcello Lippi dt, di quasi 74 anni, con Fabio Cannavaro che mai ha allenato in calcio di alto livello è un azzardo. Ranieri ha 70 anni e nell’unica esperienza con una nazionale, la Grecia, non ha esaltato; Ancelotti, sì, andrebbe bene, a 63 anni, ormai, è però difficile che voglia lasciare il Real Madrid bis.

I possibili sostituti

Dopo i fallimenti sul piano del gioco con la Juve, Allegri è impresentabile, lo stesso Spalletti non sarebbe migliore di Mancini, probabilmente. Per non parlare di Gattuso, che peraltro a Napoli aveva chiuso bene e che come manovra raramente entusiasma.

Ah, poi c’è Gasperini, il vero fuoriclasse, che però nessuno vuole, dal momento che ha un carattere complicato, non scende a compromessi e allora resterà all’Atalanta.

La partita inutile

Adesso c’è la partita con la Turchia, inutile, il 1° giugno la finalissima, ovvero il trofeo fra le vincenti dell’Europeo e della coppa America, a Wembley l’Italia sarà con l’Argentina e per quanto a fine stagione potrebbe persino vincere, perchè neanche l’albiceleste è stata poi super, nella stessa rassegna.

In questo paio d’anni ci sarà la Nations league, al posto delle amichevoli, e l’Italia proverà a vincerla, dopo la semifinale persa a Milano. Gli Europei del 2024 saranno in Germania, a 24 squadre, e lì la qualificazione è scontata.

Aspettando il 2026

Il mondiale del 2026 sarà negli Usa, in Messico e in Canada, per la prima volta a 48 squadre, con qualificazione un po’ più agevole, dal momento che l’Europa avrà 16 formazioni, contro le 13 attuali.

Si dimentica sempre che l’Europa ha il calcio migliore al mondo, numericamente e come organizzazione, eppure i mondiali devono essere planetari e allora in Qatar vanno 4 asiatiche, 5 africane, 3 centramericane e 4 sudamericane, più due attraverso spareggi intercontinentali.

Una soluzione?

Ecco, basterebbe redistribuire meglio per evitare che nazionali più forti come l’Italia e in passato l’Inghilterra restino fuori.

Da “Enordest.it”

Ilmessaggero.it. L’Estonia dalle capriole di Risto Kallaste al Rumori calcio, club di italiani

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/italia_estonia_i_baltici_dalla_rimessa_laterale_capriola_di_kallaste_rumori_calcio_club_di_italiani-5578023.html

di Vanni Zagnoli

L’Estonia è al 109° posto nel ranking Fifa, come punto più alto ha i playoff di qualificazione a Euro 2012, persi contro l’Irlanda. Mentre un Paese baltico senza tradizione calcistica, la Lettonia, si qualificò per gli Europei del 2004 e addirittura fermò la Germania sul pariu. 

Dal 2009, gli estoni disputano regolarmente gli Europei, ma di pallavolo e lì mai sono andati oltre l’11° posto.

Il ct del calcio è Voolaid, schiera il 4-4-1-1, modulo preferito da Castori nel Carpi che sfiorò la salvezza, in serie A. Fra i titolari manca solo il centrocampista centrale del Domzale, Mattias Kait, infortunato.

Il portiere ha 18 anni e mezzo, Karl Jacob Hein è nella rosa dell’Arsenal. In difesa Pikk (gioca in Finlandia), Baranov (a Cipro), Kuusk (nel Tallin Flora, in Estonia), Teniste (del Brann, Norvegia); Marin (nel Tulevik, Estonia), Kreida (Flora), Ainsalu (in Ucraina), Lilvak (Flora); Vassiljev; Sappinen.

Anche i due attaccanti giocano nel Tallinn Flora, la squadra dell’ultimo triplete, la più titolata di Estonia, con 12 scudetti, 8 coppe e 10 supercoppe. Il club verde ha nella rosa anche Ken Kallaste, 32 anni e 45 presenze in nazionale, è il figlio di Risto, difensore di fascia sinistra popolare negli anni ’90 per la rimessa laterale con la capriola. L’acrobazia non era solo per strappare l’applauso, ma per lanciare la palla molto più lontano rispetto alla normale rimessa. In nazionale disputò 36 gare e giocò un anno in Danimarca. Da noi è ricordato per quel lancio spettacolare, in Italia-Estonia del ’93, a Trieste, qualificazione al mondiale americano.

“Fu un’idea del ct dell’epoca, Roman Ubakivi – raccontava -. Lui cercava qualcuno che fosse in grado di effettuare questo tipo di rimessa. Provammo in tanti, grazie alle mie doti atletiche e acrobatiche lo convinsi e l’ho sempre lanciata così. Finchè me la proibirono e non capisco perché. Alla fine è una rimessa laterale qualunque: la palla è ben dietro la testa e i piedi ben saldi a terra, non superano la linea. Non capisco. Io sono stato il primo a farla e dopo di me l’hanno fatta altri”. 

Inizialmente gli arbitri erano dubbiosi, non prendevano provvedimenti. “Un giorno il ct venne a dirmi che le autorità calcistiche ce lo proibiscono. A Trieste gli azzurri erano straniti per quella rimessa, c’erano Roberto e Dino Baggio, Ravanelli, Zola: perdemmo 2-0 e per noi fu un grande risultato”.

Nel dopo carriera, Kallaste ha fondato una ditta di importazione di marchi sportivi. “H2O, Laura Ashley. Abbiamo anche i nostri punti-vendita che seguo costantemente. Seguo ovviamente il calcio italiano, con occhio tecnico”.

Questa intervista è del 2013, opera di Angelo Palmeri, barese fondatore di Rumori Calcio, squadra di emigrati in Estonia, adesso nella terza lega del nord. Si chiama così per il nome di un sito internet, in rosa ha due italiani, Federico Levi e Alessio Vitella, un olanese, due gallesi, un algerino e un camerunese. Palmeri ha 45 anni, nel 2015 fece disputare la prima partita ufficiale del club sotto la federazione estone. A Tallin ha trovato moglie (Juta, che gli ha dato due figli), fa l’organizzatore e anche l’allenatore. L’altro deus ex machina è Samuele De Pizzol, 45 anni, trevigiano, che gestisce un’agenzia turistica per gli stranieri che visitano l’Estonia, era l’attaccante. Nelle scorse stagioni i “leoni” avevano gente anche di 22 nazioni e di varie regioni italiane.

L’Estonia ha un milione e 329mila abitanti, fra gli sportivi più popolari spiccano due ciclisti: Jaan Kirsipuu, vincitore di 4 tappe al Tour e di una alla Vuelta di Spagna, ed Erika Salumae, oro su pista a Barcellona ’92, l’unico titolo olimpico al femminile nella storia nazionale. Tradizione hanno pure la scherma, con ori mondiali al femminile, il rally con Markko Martin, il canottaggio, la vela, con due medaglie olimpiche dei fratelli Toniste, e il sollevamento pesi. Ma per gli appassionati di calcio nell’immaginario resta la rimessa di Kallaste.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero, Il Gazzettino. Le avversarie dell’Italia a Euro 2020, Turchia, Svizzera e Galles

Francesco Totti durante il sorteggio (Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Il Galles ha disputato solo un mondiale, nel ’58, arrivando ai quarti, e un unico Europeo, l’ultimo, con incredibile semifinale, battuto 2-0 dal Portogallo, poi campione. Coleman dopo la mancata qualificazione al mondiale si dimise, lasciò alla leggenda Ryan Giggs, che aveva solo allenato il Manchester United, per poco più di un mese. Impiega il 4-2-3-1, con Moore centravanti e James accanto a Bale, ormai emarginato al Real, e a Ramsey, nella Juve non ancora incidente quanto nell’Arsenal.
Il mito era Ian Rush, che alla Juve fallì. Lo sport nazionale resta il rugby: i migliori club gallesi giocano in Inghilterra.

Vladimir Petkovic è fra i ct più fedeli, guida la Svizzera dal 2014, dopo avere guidato la Lazio alla conquista della coppa Italia, sulla Roma; il vice è sempre Antonio Manicone. Sembravano fuori a tre giornate dalla fine, sono passati a scapito di Danimarca e Irlanda: in Francia 2016 uscirono negli ottavi, galleggiano al 12° posto nel ranking Fifa, davanti all’Italia.
La stella è il centrocampista Granit Xhaka, la bandiera il milanista Ricardo Rodriguez, il veterano Lichsteiner, ex Juve e Lazio, 108 presenze, 3° di ogni tempo. In questo millennio gli elvetici hanno mancato solo due qualificazioni, al mondiale del 2002 e a Euro ’12.

La Turchia ha battuto 2-0 la Francia e anche pareggiato a Parigi, per 1-1. La squadra di Senol Gunes si è schierata per Erdogan, con il saluto militare, rischiando sanzioni. Sul campo è solida, con 3 gol subiti in tutto il girone, di cui 2 dall’Islanda, che l’aveva battuta, per poi imporle il pari al ritorno. La stella Calhanoglu, raramente convincente nel Milan, Demiral nel Sassuolo ha meritato il ritorno alla Juve. Sarri ha escluso Emre Can dalla lista Champions, facendolo arrabbiare. Eccellente il romanista Under, nel 4-3-3, resiste Burak Yilmaz. A Euro 2008, con Terim, arrivò in semifinale, 3 anni fa non passò il primo turno. L’unico podio internazionale il bronzo mondiale del 2002.

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Prandelli: “Francia e Spagna favorite per gli Europei. Mancini inserisce talenti. Attorno al Milan le aspettative sono eccessive, a Ibrahimovic conviene andare a Bologna”. “Faccio il nonno e ho raccolto gli ulivi”

Cesare Prandelli (Ansa/Maurizio Brambatti)

L’integralità dell’intervista per Il Gazzettino

Cesare Prandelli, l’Italia ha chiuso le qualificazioni agli Europei con il 9-1 all’Armenia, sono 11 vittorie di fila. E’ anche la prima volta che si aggiudica tutte le gare di qualificazione a una grande manifestazione. Ma è vera gloria?
«Roberto Mancini ha creato una nazionale molto giovane, accompagnata da grande entusiasmo. Agli Europei vedremo se ci sarà il giusto compromesso fra gioventù e inesperienza, servono coraggio e spensieratezza».
Il ct faceva giocare bene la Lazio, l’Inter meno; il Manchester City non sempre e dal Galatasaray si era come inabissato…
«Ha avuto una grande visione, la capacità di programmare, inserendo giocatori con poche partite in serie A, creando così un gruppo molto interessante. C’è senso di appartenenza, il modo giusto nel prepararsi ai grandi eventi».
Qual è la favorita per gli Europei?
«La Francia, anche se ha rischiato di finire seconda, nel girone, e magari non sarà testa di serie. Poi la Spagna, cresce, è superiore a tante altre, che vivono anni di transizione».
Della sua ultima Italia, eliminata al primo turno dei mondiali, restano Bonucci e Chiellini, Verratti, Immobile e Insigne.
«E avevo impiegato nelle qualificazioni anche El Shaarawy. Nel tempo Bonucci ha dato sicurezza e personalità, leadership assoluta. Avevamo visto bene inserendo all’epoca molti giovani, per i quali lo staff venne criticato. Ora Acerbi è molto maturato, può diventare un riferimento». 
Sirigu era il suo 12°, meriterebbe di essere titolare?
«Giocò la prima gara in Brasile, il 2-1 sull’Inghilterra. E’ un professionista serio, ha meritato di tornare in nazionale, sta facendo benissimo, le scelte stanno al ct. Se dovesse essere lui sarà all’altezza, ma Donnarumma è molto forte».
Punterebbe su Belotti o su Immobile?
«Possono coesistere. Se hai esterni bravi, meglio Belotti. Altrimenti Immobile è straordinario a trovare gli spazi fuori marcatura».
Balotelli è fermo a 3 presenze in 5 anni. Tornerà?
«Non cambio idea, potenzialmente è fortissimo, dipende tutto da lui. Può dimostrare di avere continuità, ha accettato la sfida Brescia, serve grande senso di responsabilità, lavorare tutti i giorni, sacrificarsi. E’ anche difficile parlargli, cambia spesso numero di telefono…».
I buuh razzisti non sono provocati dal suo atteggiamento?
«Da sempre cerco di combattere l’idiozia, il problema va affrontato a viso aperto. Il pubblico deve indignarsi, applaudire e alzarsi, contrastando la discriminazione».
Ronaldo si è fermato a 99 gol, con il Portogallo. Garantiva di stare benissimo, domenica dev’essere stato imbeccato dalla Juve e ha ammesso di non essere al meglio…
«Anche un campionissimo può avere una flessione, sarà stato preda di un piccolo problema fisico, tornerà ancora più motivato».
Non va al Bayern Monaco, a fine stagione?
«Assolutamente no, è in una società forte. Sarri ha avuto le palle di sostituirlo, mandando un messaggio a tutti: ci si batte per una maglia, si deve vincere».
E’ l’anno bianconero, in Champions?
«Per potenzialità sì. Ce la si gioca sempre dai quarti, dipende da chi affronti, come stai e dalla pressione, per la Juve è il principale problema».
Rispetto alla serie A, il ritmo in Europa è più elevato?
«In Champions è maggiore l’intensità, più che il volume di gioco e non tutte le squadre italiane la trovano».
I lamenti di Conte c’entrano con la busta di proiettili arrivata all’Inter?
«Mi auguro sia solo un mitomane. 
Quando un allenatore chiede rinforzi in quel modo, la società è certamente al corrente, chiede una rosa più ricca per alzare l’asticella, stimolando così l’ambiente».
Il Napoli uscirà dalla crisi?
«Devono ricomporre insieme: allenatore, società e giocatori. Non è una bella immagine per i club e neppure per gli atleti, immagino conflitti interni. Escludo che la scadenza dei alcuni contratti influenzi le scelte di Ancelotti, che è una garanzia».
La prossima settimana Liverpool-Napoli vale il primato nel girone, lei è stato l’ultimo italiano a vincere ad Anfield, con la Fiorentina.
«Gol di Gilardino, servito da Vargas, fu una delle più grandi soddisfazioni della carriera. Bisogna saper soffrire».
Prandelli ha sempre cercato di vincere attraverso il gioco, non valeva la pena aspettare Giampaolo?
«Tante volte nel calcio accadono cose quasi impensabili. Venne presentato dal Milan come il nuovo profeta, in 7 partite hanno ribaltato tutto. E’ il calcio, va così, si deve accettare, i club dovrebbero migliorare molto la programmazione».
Ma Pioli è l’uomo giusto? All’Inter e alla Fiorentina fu esonerato per lunghe serie negative.
«E’ un ottimo allenatore e una persona perbene, ha dimostrato anche lì e alla Lazio di avere capacità, è stato preso perchè può garantire equilibrio tattico».
Con Gattuso il Milan era arrivato a un punto dalla Champions, adesso rischia di mancare persino l’Europa league?
«Le aspettative sono troppo elevate. Avrebbe bisogno di vincere qualche partita, per acquisire un’autostima maggiore».
Montolivo è stato costretto a smettere da Gattuso, disputò l’ultima partita a 33 anni.
«In nazionale debuttò con Lippi, io l’ho avuto nei miei 5 anni a Firenze, poi lo portai all’Europeo del 2012 e senza l’infortunio era al mondiale. Dispiace molto com’è finita, avrebbe meritato tanto di più, come persona».
Ibrahimovic sarebbe il rinforzo giusto?
«Non credo farebbe la differenza, rispetto agli obiettivi elevati che si pongono società e tifosi. Lo vedrei bene al Bologna, per ridare entusiasmo a una squadra che ha bisogno di una punta forte».
Chi vince lo scudetto?
«E’ questione fra Juve-Inter, non vedo altre squadre. Gli altri due posti Champions sono fra Atalanta, Lazio e Roma; il Napoli rientrerà e in questo momento anche la rivelazione Cagliari può sognare».
L’Udinese fa bene a insistere su Luca Gotti?
«E’ sempre stato un allenatore, per scelta aveva fatto solo il secondo. Se trova una società che condivide il progetto, può fare bene, ne valutano la conferma, è giusto».
Al Genoa lei si era salvato, con affanno, retrocedette l’Empoli che lasciò ai rossoblù Andreazzoli, esonerato dopo appena 8 gare. Per Thiago Motta, il suo ex regista preferito…
«La storia del calcio è così, accettiamo momenti buoni, basta non perdere la voglia di lavorare».
Da maggio, come passa il tempo libero?
«A Firenze, cammino molto e vengo fra l’altro dalla raccolta degli ulivi, è stata molto divertente. E faccio il nonno, delle figlie di Nicolò, prepatore atletico al Bologna: Manuela, 8 anni, e Francesco, 4».
E’ stato vicino al Brescia, che per il dopo Corini è andato su Grosso?
«Assolutamente no, dall’estero mi sono arrivate parecchie offerte, voglio però aspettare ancora, per qualche mese. Comunque, niente nazionali».
Lippi aveva vinto la Champions asiatica, era stato alla guida della Cina, che poi aveva lasciato a Cannavaro. E’ rientrato, entrambi sono stati discussi e ora si è dimesso. Per protesta?
«Avrà le sue ragioni. Dopo mille battaglie e con contratto così importante».
Quanto impiegherà il Venezia per ritornare in serie A?
«Bella domanda, è un po’ come la previsione sulle maree…».
Zamparini la esonerò nell’ultimo Venezia in serie A. Solo a luglio si è visto revocare gli arresti domiciliari…
«Penso all’uomo, alla famiglia. E’ stato un benefattore, per la nostra categoria. Ha esonerato tanti e pagato sempre tutti, fra l’altro è una persona di grande sensibilità, per bene».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

(Ziz)zagando. Anche giocatori sconosciuti convocati nello stage di Mancini. Calcio femminile, Juventus e Fiorentina si contendono la coppa Italia al Tardini. I cambi di campo della stagione, l’Atalanta al Mapei, la Spal a Bologna. Domani sera il Brescia è in serie A se vince a Lecce. Volley femminile, da mercoledì la finale scudetto tra Conegliano e Novara

(v.zagn) 1) Anche sconosciuti nello stage di Mancini: Carnesecchi, Bellanova comprato dal Bordeaux ma lasciato al Milan under 19, Riccardi della Roma, il figlio di Portanova. Salcedo, il primavera dell’Inter. E poi i giovani che hanno debuttato di recente nella Juve, Vignato a segno per il Chievo con la Lazio.

2) Calcio femminile, Juventus e Fiorentina sono le squadre che si sono divise gli ultimi trofei. Le ultime due coppe Italia sono andate alla Fiorentina, due scudetti alla Juve. L’ultima supercoppa è andata alla Fiorentina. Il Tardini come palcoscenico, sempre per dimostrare il salto di qualità compiuto dal calcio femminile, nelle scorse due stagioni si giocò a Noceto, sempre nel parmense.

3) La differenza fra il Milan, attendista, e la Lazio, offensivista, fra Gattuso e Simone Inzaghi, anche di budget, 140 milioni di monteingaggi contro 66.

4) Atalanta, lunedì l’ultima partita della stagione all’Azzurri d’Italia, le ultime due saranno a Reggio, ma anche 2-3 della prossima stagione e la coppa. Presto ci sarà Atalanta-Sassuolo ma proprio a Reggio, in casa ma fuori casa. I cambi di campo della stagione. Le partite della Spal a Bologna, le due in campo neutro del Frosinone.

5) Se domani sera il Brescia vince a Lecce, torna in serie A dopo 8 anni. Senza Baggio, non si salva dal ’66, in serie A. Il capolavoro di Corini, che finalmente fa giocare bene, non come al Chievo. I grandi della storia: Hagi, Lucescu in panchina, il presidente Corioni scomparso. L’inquieto Cellino: cambia allenatori, a Cagliari non era contento perchè gli mancava lo stadio, in Inghilterra con il Leeds non ha raccolto grandi soddisfazioni, a Brescia fa centro al secondo tentativo, in una società che andò vicino al fallimento.

6) Giovinco eroe dei tre mondi, naturalmente a Parma l’ho incontrato spesso, ero anche vicino a intervistarlo da solo, Leonardi mi prese in giro. Per anni ho chiesto il racconto al procuratore, Andrea D’Amico.

7) L’amichevole della nazionale universitaria del calcio, allenata da un altro grande amico, Daniele Arrigoni. Vuole vincere, 20 anni dopo Palermo, allora il ct era Paolo Berrettini, da anni ct del Congo.

8) Atletica, Daisy Osakue dall’uovo preso dall’auto in corsa (con abrasione alla cornea) alla qualificazione al mondiale.

9) Da mercoledì 1 maggio la finale di volley femminile, tra Conegliano e Novara, il racconto delle suore in tribuna, erano 16.

Italia-Liechtenstein. La battuta di Mancini: “I complimenti di Sacchi arrivano con 24 anni di ritardo… Guai a sottovalutare, pensiamo all’1-1 di Panama con il Brasile. Quagliarella aveva giocato a Udine, ho tranquillizzato Immobile per i cori contro”. Bonucci: “Kean ha 19 anni, sbaglia, l’importante è che siano cose piccole”.

Vanni Zagnoli

L’Italia prepara la partita del Tardini con il Liechtenstein, battuto con un complessivo 9-0 dall’Italia di Ventura.

Appunti dalla conferenza stampa del ct Roberto Mancini, con Bonucci.

Mancini: “I complimenti di Arrigo Sacchi arrivano con 24 anni in ritardo, fanno piacere – scherza il ct, ricordando il suo ostracismo rispetto a quando giocava -. Dobbiamo mantenere identità di gioco contro qualsiasi avversaria, l’1-1 fra Brasile-Panama in questo senso insegna. E Kean deve gestire la pressione”.

Bonucci: “Come tutti i 18enni Kean sbaglia qualcosina, l’importante è che siano cose piccole e limitate e che si lasci scivolare addosso la pressione”.

Mancini: “Abbiamo giocatori bravi tecnicamente, anche Barella può giocare davanti alla difesa, come Sensi e Verratti”.

Il ritorno del blocco Juve.

Bonucci: “Aiuta anche in nazionale, se ne conoscono i pregi e i difetti, l’idea di calcio del ct è diversa, ci adattiamo alle richieste”.

Mancini: “Valutiamo le condizioni di Biraghi e Chiellini, magari uno potrebbe giocare. Quagliarella? Non è a gettone, era già in nazionale molto tempo fa, ha un alto livello tecnico, merita di essere qua, al di là dei gol che segnerà o meno. Nel subentro di sabato è stato avvantaggiato dall’apertura della difesa del Liechtenstein, stancata dal lavoro di Immobile, che ha disputato una buona gara”.

Possibili 5 juventini titolari.

Mancini: “Non mi crea problemi, eventualmente. Le mie 10 partite in nazionale sono state molto belle, abbiamo perso con i campioni del mondo e d’Europa. I ragazzi sono bravi, è molto stimolante”.

Sul Liechtenstein. “L’allenatore norvegese faceva un ottimo calcio con la sua nazionale, si chiuderanno, dovremo trovare i varchi per sbloccare la partita, abbiamo grande rispetto”.

Il pragmatismo di Allegri.

Bonucci: “Io voglio vincere, l’importante è che arrivi la vittoria, anche con la Juve c’è la voglia di essere migliori, in nazionale ci divertiamo, alla Juve abbiamo grandi campioni, quando hanno voglia di vincere la vincono da soli. Stiamo migliorando il gioco, con l’Atletico Madrid, quando un campione ha aiutato la squadra”.

Mancini: “Dopo sabato, ho lasciato 30 ore di libertà mentale. Immobile era rimasto male per i cori allo stadio Friuli, gli ho detto che era normale arrivassero, dal momento che Quagliarella aveva giocato a Udine. Kean è un giovane, tutti noi siamo stati giovani, ci siamo esaltati e un po’ depressi: ha qualità, è un po’ come noi”.

Il numero 10 è finito a Bernardeschi. 

Mancini: “Ho lasciato liberi di scegliere le maglie, può diventare decisivo come gol, ci sta che prenda quel numero. Con il Liechtenstein il rischio è di risolvere la partita senza seguire un filo logico del gioco, facciamo meno errori possibili”.

Infine sul Parma, sempre il ct. “Seguiamo Inglese, in entrambe le volte che è stato convocato aveva problemi fisici, verrà chiamato più avanti, Qui ne abbiamo 29 e qualcuno va in tribuna”.

E il ricordo del gol di tacco allo stadio Tardini, con la Lazio.

“Sono passati molti anni, a Parma si viene sempre volentieri, ma in particolare per mangiare…”.

(Ziz)zagando. I convocati dell’Italia. L’Inter rinuncia a Icardi. L’esonero del calabrese Tedesco. Andreazzoli ritorna a Empoli. La morte di Renato Cipollini riserva dell’Inter di Bersellini

Con Luciano Pedullà
(v.zagn) 1) I convocati dell’Italia, ci sono Mancini e Piccini, del Valencia, che piace proprio a Mancini, Spinazzola, Sensi anche se non gioca sempre, nel Sassuolo.

2) L’autolesionismo dell’Inter nell’arrivare alla rinuncia di Icardi.

3) E’ ufficiale l’esonero del calabrese Domenico Tedesco, bellissima storia che finisce, di un tecnico arrivato dal nulla su una panchina così prestigiosa. E poi la chiamata di uno dei figli di Paolo Maldini, nell’under 18.

4) Il ritorno di Andreazzoli a Empoli l’effetto Iachini è durato il primo mese. Stavolta il suo difensivismo non ha pagato, comunque l’Empoli giocava discretamente.

5) Le grandi imprese della Juve, il 3-1 al Real Madrid con Nedved che valse la finale persa ai rigori.

6) Ronaldo e la Champions, a 34 anni un attaccante che incide così, nel calcio, non c’è mai stato.

7) La morte di Renato Cipollini, portiere di riserva dell’Inter di Bersellini, poi buon dirigente, presidente del Bologna, dg di Lega Pro, aveva 73 anni.

8) La nascita della coppa del mondo per club, al posto della confederations. Gravina pensa alla multiproprietà dei club, anzichè alla seconda squadra.

9) Domenica gli 80 anni di Trapattoni, sbarcato sul web di recente.

Il Gazzettino, Mancini richiama Quagliarella dopo 3 anni e mezzo e lancia già il millennial Moises Kean, che potrebbe essere suo figlio

Moises Kean (hellas1903.it)

«Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera». Francesco Guccini, con Auschwitz, è il periodo giusto, per rievocarlo. Viene in mente di fronte alle convocazioni in nazionale di Fabio Quagliarella e di Moises Kean, classe 1983 e 2000, gli opposti che si attraggono, il capocannoniere della serie A, con la Sampdoria, e il baby ex Verona, che la Juve ha trattenuto. Roberto Mancini convoca 32 giocatori per lo stage di lunedì e martedì e affaccia anche il difensore Alessandro Bastoni, centrale del Parma, rispetto al passato il raduno non è per nulla sperimentale, ci sono giocatori pronti subito, non giovani vari ed eventuali, escluso proprio Kean, per il momento da under.
Stasera, fra l’altro, Quagliarella sarà a Napoli, nella sua città, pensando a quel poliziotto stalker che gli rovinò la carriera, inventando una brutta storia, per ricattarlo, per avere soldi. Fabio giocò un bel quarto d’ora finale al mondiale di Sudafrica 2010, con la Nuova Zelanda, segnò un gol da fuori, meritava di giocare al posto di Iaquinta, di cui Lippi si era innamorato. Come di Pepe. Fabio è l’eternauta del gol, 36 anni e 11 club, compresi il Chievo e l’Ascoli, più 7 gol azzurri in 25 partite. Quagliarella è gol da metà campo e pallonetti, girate di classe e virate, è uscire dalla partita e risolverla, è sicuramente esaltato dal gioco offensivo di Marco Giampaolo, sorprendente quanto Gasperini con l’Atalanta. Fabio può vincere la classifica cannonieri da vecchio, come Luca Toni a Verona, con Europa league avvicinata, in realtà l’anno precedente, a 38 anni. Mancava in azzurro dall’ottobre 2015, ct Antonio Conte, era al Toro, dopo il quadriennio alla Juve. Si fece notare a Udine, con quel gol da metà campo, un decennio fa, è un professionista esemplare, di Castellammare di Stabia, indossa il 22 per ricordare il compagno delle nazionali giovani Niccolò Galli, figlio del portiere mundial Giovanni, morto in incidente in motorino, a Casteldebole, a 17 anni.
I convocati. Portieri: Donnarumma (Milan), Alex Meret (Napoli, friulano) e Sirigu (Torino). Difensori: Bastoni (Parma), Biraghi (Fiorentina), Chiellini (Juventus), A. Conti (Milan), Criscito (Genoa), De Sciglio (Juventus), Florenzi (Roma), Izzo (Torino), A. Romagnoli (Milan) e Spinazzola (Juventus). Centrocampisti: Barella (Cagliari), Benassi (Fiorentina), Bryan Cristante (Roma, friulano), Gagliardini (Inter), Lo. Pellegrini (Roma), Sensi (Sassuolo), Tonali (Brescia), Zaniolo (Roma) e Manuel Lazzari (Spal, vicentino). Attaccanti: Berardi (Sassuolo), Bernardeschi (Juventus), Chiesa (Fiorentina), El Shaarawy (Roma), Inglese (Parma), Insigne (Napoli), Kean (Juventus), Lasagna (Udinese), Politano (Inter) e Quagliarella (Sampdoria).
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

(Ziz)zagando. Il primo successo del Kosovo neopromosso in serie C. Faggiano ds del parma fino al 2020. L’attesa per l’Europeo under 21 nel 2019. Valentino Rossi, a 39 anni ha senso continuare? Molinari sportivo italiano dell’anno

 

(v.zagn) 1) Il primo successo del Kosovo, neopromosso in serie C. Il portiere ex Palermo Ujkani è fra i leader, con il laziale Berisha.

2) Politano, Sensi, Berardi, Zaza, Missiroli che quando doveva esordire si infortunò. Il Sassuolo – e magari ci sono altri – in nazionale.

3) Il Parma allunga con Faggiano sino al 2020, la situazione contrattuale di dg e ds in serie A, aspettando l’ufficialità per Marotta.

4) Il galà del centro di coordinamento Spal club. Grande entusiasmo, il racconto della terra degli este alla vigilia della Juve. “Come seconda squadra abbiamo il Milan, in prevalenza”, dice un ultrà.

5) L’attesa per l’europeo Under 21, l’ex guardalinee Stefani: “Impossibile riempire gli stadi, in Polonia ci furono 12mila spettatori di media, biglietti a poco più di 10 euro”.

6) Di Biagio: “Le distanze fra nazionale giovanile e A si sono abbassate, ma non è un bene”.

7) L’Italia di Mancini continua a segnare poco, non è tanto migliore, rispetto a Ventura.

8) Nuoto, il record italiano di Silvia Scalia, la vitalità sempre del nuoto italiano, infinitamente più vitale dell’atletica, dai record rarissimi.

9) E’ l’anno di Molinari, proprio, a occhio è lo sportivo italiano dell’anno.

10) I due opposti. Il turco di 15 anni e 3 mesi che è il più giovane vincitore nella storia dei mondiali di moto. Gabriele Tarquini a 56 anni è il più vecchio vincitore di un titolo nell’automobilismo.

11) Valentino Rossi, una vittoria negli ultimi 2 anni e mezzo, ma 2°, 5° e 3°, nella moto gp. A 39 anni, ha senso continuare?

12) Tennis, la radiazione di Bracciali, i 10 anni a Potito Starace, da anni sono in contatto con entrambi.

13) La panoramica dello sport in tv. Le coppe, i campionati, la divisione fra Sky, Raisport, Mediaset mi pare abbia nulla o quasi, Sportitalia. Restano senza tv l’hockey su prato e l’hockey su ghiaccio, a occhio.

14) I 25 anni dal primo gol in Italia di Paulo Jorge Dos Santos Futre. La prima vittoria della Reggiana in serie A, la storia del mito, che ho intervistato spesso, negli ultimi anni.

15) River-Boca, sabato il ritorno, dal 2-2. La galleria di campioni di entrambe. Pratto che al Genoa non aveva convinto, è capocannoniere di Libertadores con 4 gol.

16) Curling, il bronzo dell’Italia, sulla Germania sempre emozionante lo sport rivelato in Italia nel 2006, a Torino, mancava dal 79, addirittura.

Il Gazzettino, amichevole Italia-Ucraina a Genova. Mancini: “Speriamo di portare felicità dopo tanta tristezza”

Roberto Mancini (corrieredellosport.it)

La nazionale arriverà a Genova la prossima settimana, era già previsto prima della tragedia del ponte Morandi, perchè la Figc aveva deciso di partire da dove Roberto Mancini è stato idolo, dunque Bologna e poi Genova, resta Roma, sponda Lazio, e poi magari Milano per le panchine nell’Inter.
«Speriamo di portare felicità, dopo tanta tristezza – auspica -. Inviteremo gli sfollati a vedere la partita e al 43′ si fermerà per 30”, in ricordo delle 43 vittime del ponte. Inoltre porteremo la scritta Genova nel Cuore».
Fra gli azzurri, mancano due centravanti, Belotti e Balotelli, giudicati evidentemente non in condizione, soprattutto Mario, titolare in sovrappeso contro la Polonia. Torna Giovinco, mentre debutta il doriano Caprari, meritevole già a Pescara. A Marassi l’Italia affronterà l’Ucraina, in amichevole, poi sarà in Polonia per la Nations. Belotti non è inamovibile, d’altra parte dalla primavera 2017 si è smarrito, sorprende che Mancini convochi la sua riserva, Simone Zaza. Da tre anni mancava Giovinco, venne chiamato da Conte per la sfida alla Norvegia, è il più pagato della Major league soccer, con 7 milioni a stagione, in 23 partite stagionali ha realizzato 12 gol e smazzato 6 assist.
Ritornano Florenzi e D’Ambrosio, assenti a settembre, Verratti e Cutrone, spariti dopo marzo, nei due test in Inghilterra con Di Biagio. Rientra Francesco Acerbi, due anni dopo l’amichevole persa dall’Italia in Germania, con Conte.
Lunedì pomeriggio a Coverciano l’allenamento, mercoledì l’amichevole con l’Ucraina, poi il ritorno in Toscana e la gara di sabato a Chorzow.
I 28 convocati. Portieri: Cragno (Cagliari), Donnarumma (Milan), Perin (Juventus) e Sirigu (Torino). Difensori: Acerbi (Lazio), Biraghi (Fiorentina), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Genoa), D’Ambrosio (Inter), Emerson Palmieri (Chelsea), Florenzi (Roma), Romagnoli (Milan). Centrocampisti: Barella (Cagliari), Bernardeschi (Juventus), Bonaventura (Milan), Gagliardini (Inter), Jorginho (Chelsea), Pellegrini (Roma), Verratti (Psg). Attaccanti: Berardi (Sassuolo), Caprari (Sampdoria), Chiesa (Fiorentina), Cutrone (Milan), Giovinco (Toronto), Immobile (Lazio), Insigne (Napoli) e Zaza (Torino).
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”