Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Le Asl fermano i convocati di Fiorentina, Roma e Lazio. Sassuolo stop sino a martedì. Marotta sollecita Spadafora

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/le_asl_fermano_convocati_di_fiorentina_roma_lazio_sassuolo_stop_sino_martedi_marotta_chiede_spadafora-5574050.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/le_asl_fermano_convocati_di_fiorentina_roma_lazio_sassuolo_stop_sino_martedi_marotta_chiede_spadafora-5574090.html

di Vanni Zagnoli

E’ il caos, attorno alle convocazioni delle nazionali. Le Asl bloccano i giocatori della Roma, della Lazio e della Fiorentina. I nazionali del Sassuolo sono bloccati sino a martedì, quelli di Genoa e Inter potranno raggiungere i rispettivi ritiri solo con mezzi propri. 

Sembra quasi un assist al Napoli, che domani discuterà il ricorso per il 3-0 a tavolino subito per lo stop alla squadra, alla vigilia della partita per il bigmatch di Torino, di un mese fa. E proprio la società partenopea si augura di poter trattenere i nazionali, per lavorare meglio, in tempi di covid.

Lo stop arriva a macchia di leopardo, dipende dalle sensibilità dei dirigenti sanitari, magari dai rapporti che hanno con gli stessi club.

Si accende la polemica, soprattutto da parte l’ad dell’Inter Beppe Marotta: “Il rammarico è tale che chiedo l’intervento del ministero dello sport. Questa situazione è iniqua, porta a un’alterazione della regolarità delle competizioni. È assurdo che le Asl si comportino in modo diverso da Roma 1 o Roma 2, da Milano a Firenze. I protocolli sono rigidi, dobbiamo rispettarli, la zona d’ombra è per la mancanza di centralità di questa gestione: ogni Asl diventa centrale nella gestione dei club”. 

Proprio Marotta aveva chiesto di ridurre gli impegni delle nazionali, almeno si potrebbero evitare le amichevoli, come Italia-Estonia di mercoledì, a Firenze. Al momento, comunque, risultano in isolamento fiduciario anche due nerazzurri, Barella e D’Ambrosio.

L’Asl della regione Toscana blocca i 13 nazionali della Fiorentina, almeno per una settimana. Fra questi ci sono Biraghi, brillante a Parma, e Castrovilli, in ombra. Non possono uscire dalla bolla per la positività dello spagnolo Josè Callejon, in isolamento, dopo lo stop arrivato alla vigilia della gara di sabato sera. Salvo contrordini, entrambi salterebbero anche la gara di domenica a Reggio Emilia, di Nations league, con la Polonia.

I viola hanno due africani (Amrabat del Marocco e Kouame della Costa d’Avorio), in Sudamerica Quarta (Argentina), Caceres (Uruguay), Pulgar (Cile) e poi Dragowski (Polonia) e due serbi, Milenkovic e Vlahovic.

La Asl del Lazio accerta la positività di Dzeko, ma anche di due giovani romanisti, Milanesi e il portiere della Primavera Boer, per cui nessun giallorosso può uscire dalla bolla. “I nazionali non potranno viaggiare, per rispettare il protocollo in vigore”.

Spinazzola si è fatto male in avvio della gara di Genova, Cristante, Lorenzo Pellegrini e Gianluca Mancini sarebbero andati in azzurro.

La Lazio ha positivi Immobile, Leiva e Strakosha, fra l’altro è al centro della vicenda tamponi, in questo caso c’è incertezza, sino alle 21,30, con le voci a rincorrersi. Lo stop, invece, vale anche per i biancocelesti, dunque niente Italia per Acerbi e per lo stesso Immobile.

Sembrava che anche la Liguria avesse fermato i genoani per la positività del difensore colombiano Zapata, invece non sfuma il ritorno in azzurro di Criscito dopo due anni (Mancini l’ebbe allo Zenit) e di Luca Pellegrini, è sufficiente che rispettino i protocolli di viaggio.

Quanto ai nazionali del Sassuolo, resteranno in bolla sino a martedì, per cui mercoledì sera potrebbero pure giocare: sono Locatelli, in forma, Berardi e Caputo, rientrati non al meglio, con l’Udinese. Il tutto è concordato con la regione Emilia Romagna e riguarda anche altri nazionale, anche giovanili.

Gli interisti potranno comunque muoversi solo con spostamenti privati, dunque aerei (ma privati, appunto) e auto, i sudamericani faticheranno a raggiungere le nazionali dall’altra parte del mondo.

In generale, le società sono preoccupate perchè al rientro i convocati potrebbero portare ulteriori contagi.

La Roma ha Kumbulla convocato dall’Albania, Mkhitaryan dall’Armenia e il brasiliano Ibanez dall’Olimpica, Fonseca era giustamente preoccupato, per la sosta. La situazione è in continuo divenire, altre Ausl potrebbero intervenire a bloccare convocati o quelle che li hanno fermati a sbloccarli, almeno parzialmente.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

(Ziz)zagando. Spal, il sequestro di parte del Mazza. Daniele Pradè alla quarta squadra dal 2012, il ds che cambia di più. Le ragioni di Ghirardi: “Fallito per appena 40 milioni di debiti”. Softball, l’Italia femminile campione d’Europa

Con Armando Madonna

(v.zagn) 1) Spal, il sequestro di parte dello stadio Paolo Mazza, notizia kafkiana, oggi giorno. Immagino torneranno a Bologna, per l’avvio di campionato.

2) L’Atalanta dovrebbe giocare la Champions a San Siro, profittando anche dall’anno sabbatico del Milan, il Mapei è piccolo per la storia. Il Torino disputerà il primo turno ad Alessandria, l’Europa league al Moccagatta è tanta roba. Aspettando la serie B dei grigi, manca dal ‘73.

3) L’assurdità di Conte, e Marotta, non concedere una chance a Nainggolan e a Icardi. Li hanno sviliti, è rarissimo un trattamento del genere. Pensiamo al Napoli con Maradona, boh, assurdo.

4) Sarebbe divertente Totti al Real Madrid, 15 anni dopo la scelta di restare a Roma. Sembrerebbe Mancini, all’Inter da allenatore, ma Moratti lo voleva da calciatore. Al Real Madrid sono andati altri miti, Sacchi da dt, Cannavaro da centrale, da campione del mondo.

5) Marcolini debutterà in B, da allenatore, nel Chievo, è uno dei tanti ex che vengono valorizzati presto, nel calcio. Si pensava a Italiano, promosso in B con il Trapani.

6) Daniele Pradè alla 4^ squadra dal 2012, è il ds che cambia di più: Roma, Fiorentina, Sampdoria, Udinese, di nuovo Fiorentina,

7) Parma, Ghirardi ha ragione dal tribunale: “Avevo trattato solo con Taci”. Ricordate le nostre decine di whatsapp, riabilitativi. Se e quando volete, posso provare a convincerlo per intervista, da anni mi parla di un dossier: “Fallito per appena 40 milioni di debiti”.

8) Volley, non è la nations league dell’Italia, le donne eliminate con il 3-1 dalle riserve della Cina. Nonostante i 38 punti di Paola Egonu e i 14 di Elena Pietrini, l’Italia è fuori dalle semifinali, eppure era favorita, assieme agli Usa. Sylla è rimasta in panchina.

9) Atletica, si muove la velocità. A Losanna 19”50 dell’americano Lyles, quarto crono di ogni tempo. E sui 100 Gatlin fa 9’92, a 37 anni. E intanto Bolt prepara il rientro per Tokyo, avrà 34 anni e può vincere un oro individuale e uno in staffetta.

10) Lo sport al femminile, l’Italia campione d’Europa di softball. E’ l’11 titolo.

11) La grandezza di Marc Marquez, se fosse italiano sarebbe un idolo assoluto. E’ antipatico in corsa ma diventerà il più grande vincente nella storia dello sport, individuale.

12) Cori “Coco” Gauff, 15 anni, la nuova Serena Williams, a una prima occhiata. I baby talenti nella storia: Messi, Cristiano, Maradona, Baggio. I grandi nel basket, Kobe, ma 15 anni sono davvero nulla. L’età di ingresso dei campioni ai massimi livelli. Luca Toni debuttò in A a 23 anni.

13) Beach volley, niente podi mondiali, fuori ai quarti Lupo-Nicolai, Rossi-Carambula e Orsi Toth-Menegatti. E’ la prima volta di tre quinti posti iridati però il potenziale era anche superiore, almeno per l’argento olimpico e per le donne.

(Ziz)zagando. La classifica di serie A al netto degli errori del var. Merito anche a chi si procura i rigori. Cambio panchina nella stessa categoria, nella stessa stagione come fanno i dirigenti. Le proprietà locali in serie A, sono sette. La situazione in serie B e in C.

Con Luciano Gigliotti

(v.zagn) 1) La classifica al netto degli errori del var, il Torino sarebbe in Champions league.

2) Tanti rigori, per la classifica cannonieri contiamoli a metà, o meglio diamo anche 75% del merito a chi si procura il rigore e solo un 25% di merito a chi lo trasforma, per la classifica dei cannonieri. Era l’idea di Rino Tommasi.

3) La possibilità di cambiare panchina nella stessa categoria, nella stessa stagione, come in Germania. In fondo lo fanno i dirigenti, come Marotta.

4) Le proprietà locali: Agnelli, Pizzarotti, Pozzo, Percassi, Colombarini, Stirpe, Campedelli, devo verificare per Corsi, se è fiorentino, penso di sì. Dunque 7 proprietà su 20 sono locali.

5) Sul razzismo, il libro di Gherpelli, vicino all’Assocalciatori, con tutti gli episodi, dentro gli stadi ma anche tutte le storie.

6) Quando Cardona – il questore di Milano – era arbitro, memorabile un errore contro la Reggiana, Udinese-Reggiana 2-1, lasciò presto, in A, era un buon arbitro.

7) In serie B, 2 cambi di panchina. 2 punti in 7 partite, per Oddo, bravo a dimettersi. Foscarini licenziato dopo 5 sconfitte in sequenza, tornano Stroppa e Bisoli, l’allenatore della promozione. Il problema è che il Crotone pensa ancora alla serie A, invece rischia la C, mentre Bisoli è quasi esclusivamente bravo a difendersi.

8) Come va la serie C? Piacenza davanti a Pro Vercelli e Arezzo
il Pordenone ha 8 punti sulla Triestina, è vicino a una serie B storica.
Juve Stabia a +7 sul Trapani.

9) L’enplein di Milano, nel basket. Juve, Milano, Perugia nel volley, Novara al femminile. Venezia nel basket femminile.
Pallanuoto, la Pro Recco con Brescia, una sola sconfitta a testa. Catania al femminile. Nessuna sorpresa o quasi, insomma. Mentre in Inghilterra comanda il Liverpool e in Germania il Borussia Dortmund. Magari tenessero sino alla fine. Da noi vincono i più ricchi, non sempre i più bravi.




(Ziz)zagando. I normalizzatori nel calcio. Reggio, la condanna a due anni per Vincenzo Iaquinta. Il ratto dei dirigenti, Marotta all’Inter. L’Eurolega di pallanuoto, con maggiore attenzione da parte delle tv, Volley, i gironi delle coppe femminili, Modena e Civitanova insieme fra i maschi. Scherma, il ritorno in pedana delle neo mamme Elisa Di Francisca e Martina Batini

Con Elonu

(v.zagn) 1) Normalizzatori: Allegri, Spalletti, Gattuso, lo stesso Inzaghi, Ancelotti. Meglio loro, come risultati, purtroppo, di chi cerca molto il gioco, Di Francesco, Sarri e Giampaolo che alla fine vincono raramente.

2) Reggio, la condanna a due anni per Vincenzo Iaquinta, cade l’associazione mafiosa. 19 anni al padre. Avevo seguito il processo, in parte, incontrato Vincenzo al supermercato, cercato l’intervista sua per anni. Conosciuto il padre e intervistato per Radio Bruno. Mi chiamava Bruno.

3) Il ratto dei dirigenti, l’Inter si è presa Marotta. Come Moratti prese Lippi. Che però si era dimesso, dalla Juve, per lasciare spazio ad Ancelotti. Moggi fece Napoli e Lazio, Roma e Torino, Juve, gli mancarono solo le milanesi.

4) Il sabato superiore alla domenica, con Juve, Roma e Inter. La domenica la gente ha meno voglia di andare allo stadio? O è per favorire gli sport vari?

5) I playmaker della serie A: senza più Pirlo, chi fa gioco? Il Milan pastrocchia perchè non ha un regista. Brozovic lo è, Borja Valero da sinistra, Pjanic, Magnanelli. Criscito a tratti faceva il playmaker, da centro sinistra della difesa, il Bonucci. La partenza della manovra dal centrale difensivo, Bonucci, appunto.

6) L’Eurolega di pallanuoto, con il derby fra Brescia e Pro Recco. Aumenta l’attenzione delle tv sul grande sport: Sky dà molto, Raisport anche, Sportitalia con la pallamano, calcio a 5. Restano giusto discipline piccole come l’hockey su prato, da lanciare.

7) Volley, i gironi delle coppe femminili. In Champions, la debuttante Scandicci è nel girone con Conegliano, Novara è con il Cannes. Modena e Civitanova insieme, fra i maschi.

8) Scherma, il ritorno in pedana di Elisa Di Francisca e di Martina Batini, neo mamme. E le mamme ritornate competitive.

 

(Ziz)zagando. I 60 anni di Di Gennaro calciatore e commentatore. Marotta passa all’Inter. Gabriele Volpi proprietario della Pro Recco dona 250mila euro per gli sfollati di Genova. Basket, i 50 anni di Rusconi, primo italiano in Nba con Esposito

Con Stefano De Grandis

(v.zagn) 1) I 60 anni di Di Gennaro: con Bergomi, è il migliore considerata la carriera da calciatore e la competenza e la verve da commentatore.

2) I vecchi allenatori: Velasco, Rudic, Larry Brown 77enne, Tabarez arriverà a 75. Aspettiamo il ritorno di Zeman, 71 anni, e Ventura, 70.

3) L’Inter prende un migliore della Juve, Marotta. Come quando prese Lippi, ma un anno dopo diede le dimissioni. L’uscita di Thohir, presidente dimenticabile.

4) Gabriele Volpi, proprietario della Pro Recco, 13 scudetti di fila, e dello Spezia, in serie B, dona 250mila euro per gli sfollati di Genova.

5) Basket, i 50 anni di Rusconi, primo italiano in Nba, con Esposito.

6) La motogp in Thailandia, prima volta. Stravaganza.

Il Gazzettino, lega pro. Sud Tirol e Siena favorite per la finale playoff, ma l’1-0 a Cosenza e Catania basterà?

Alessandro Marotta (tuttoc.com)

(v.zag.) Sud Tirol e Siena si avvicinano alla finale playoff per la promozione in serie B. Entrambe si sono aggiudicata l’andata casalinga delle semifinali per 1-0.

A Bolzano, il Cosenza regge sino al 90’, al destro in mischia di Michael Cia, subentrato. Domenica alle 20,30 al San Vito basterà il pari per traguardare una storica cadetteria.

Poche emozioni a Siena, il Catania tiene lo 0-0 sino a 20’ dalla fine, quando Pisseri sbaglia l’uscita su cross di Neglia, segna Marotta. Nel primo tempo era stato pericoloso Iapichino, sempre per i toscani. Sono sfide molto equilibrate, in cui le due squadre del sud cercano almeno i supplementari, con un gol di scarto. In semifinale sono previsti anche i rigori, la finale è a Pescara, domenica 16.

Da “il Gazzettino”

Ilmessaggero.it e Ilmattino.it. Di Francesco contro i social: “Nessuno sconto alla Juve. Mi danno fastidio le illazioni su Berardi”. L’ad Carnevali è stato allievo di Marotta: “Al Monza, al Como e al Ravenna. Mi occupavo delle maglie”

Eusebio Di Francesco (foto Ansa)

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/di_francesco_contro_social_nessuno_sconto_juve_amicizia_marotta_carnevali_prestito_di_pol_lirola_berardi_riscattato_da_squinzi-2223948.html

http://sport.ilmattino.it/calcio/di_francesco_contro_social_nessuno_sconto_juve_amicizia_marotta_carnevali_prestito_di_pol_lirola_berardi_riscattato_da_squinzi-2223962.html

di Vanni Zagnoli

Sassuolo – L’ironia corre sul filo dei social e allora a Eusebio Di Francesco ha dato fastidio. “Su Berardi ho letto cose che non mi piacciono, non saremo teneri con la Juve. La nostra bontà con i bianconeri è una cavolata da social. Non a caso io non li frequento”.

La storia è nota, l’ad neroverde Giovanni Carnevali è uomo di Marotta. “Abbiamo lavorato insieme a Monza, Como e Ravenna, io iniziai occupandomi delle maglie”. Ne ha fatta di strada questo milanese amante dell’estetica, sempre impeccabile nel look. E’ il socio unico di Mastergroup sport, l’organizzazione che ha festeggiato i 20 anni e ha in mano la Legavolley femminile e il marketing di molto, sino all’anno scorso anche del calciomercato. Carnevali ha creato una struttura gioiello, con bellissime hostess e bellissimi steward, che in realtà sono host, ovvero ciascuno si occupa di uno sponsor del Sassuolo, al Mapei stadium. “Così – raccontava – abbiamo la seconda miglior hospitality da stadio, dietro solo alla Juve, e non ci vogliamo fermare”.

La cura dei particolari, oltre all’entente cordiale con la Juve. Neanche controlliamo adesso la rosa neroverde, di fatto da Torino è arrivato solo lo spagnolo Pol Lirola, bravo in avanti (matò l’Athletic Bilbao), negativo in difesa, con il Rapid Vienna e nel rigore causato contro la Roma.

Berardi era di proprietà della Juve, un anno e mezzo fa il Sassuolo l’ha riscattato per 10 milioni, mentre la scorsa estate ha detto no a 25. Carnevali ha detto anche all’Inter, come sta negando Defrel alla Roma, perchè la Mapei non ha bisogno di vendere, nonostante il -14 dall’Atalanta e dunque un’Europa irripetibile.

“Vorrei fare di Berardi la bandiera del Sassuolo, per sempre”, auspicava il patron Giorgio Squinzi, ma è impossibile. Così come gli sarà difficile trattenere Di Francesco, al quale il piccolo contesto modenese va stretto. Piccolo è bellissimo, come al Chievo, ma a Reggio è impossibile stalizzarsi nelle coppe, tantopiù con l’ostilità degli ultras della Reggiana. In 9 sono stati diffidati per avere danneggiato un vetro al pullman del Venezia, senza considerare i sassi contro il torpedone del Parma, nel derby, e gli indagati per i chiodi allo stadio Mirabello per far rimandare una partita del Sassuolo femminile, ex Reggiana.

Oggi il Mapei sarà pieno, ma più che altro di tifosi o simpatizzanti juventini, perchè i “sassolini” sono al massimo 10mila. Lo spettacolo coreografico proposto con Lucerna e Stella Rossa, Athletic Bilbao e Rapid Vienna era unico.

Sul piano tecnico, i neroverdi sono in ripresa, hanno rimontato il Palermo e triturato il Pescara, con la doppia doppietta di Alessandro Matri, passato da cedibile a titolare. Il Sassuolo è anche la squadra delle wags, perchè all’ex velina Federica Nargi, che ha reso papà il centravanti, si aggiungono Michela Quattrociocche (lady Aquilani) e Sara Piccinini Peluso, mamma, imprenditrice (ospite di un clinic del Chiavari) e personaggio tv (volto di Quelli che il calcio).

All’andata il Sassuolo ne prese 3 in mezz’ora, disputando poi una ripresa dignitosa. Nell’autunno del 2015 firmò l’impresa più grande di 95 anni di storia, ovvero l’1-0 firmato da Nicola Sansone (nella foto, adesso è al Villarreal, in Spagna) su punizione, con richiamo forte di Buffon. Lì iniziò la serie record bianconera, interrotta solo dallo 0-0 di Bologna.

“Ma la Juve – obietta Eusebio – in questo campionato ha perso contro il Genoa, che ha i nostri stessi punti. Sulla carta è favorita, la mia squadra tuttavia è determinata, vogliosa di riprendersi quanto lasciato per strada”.

Rimonte vorticose, subite a Genova (Sampdoria da 0-2 a 3-2 nel finale), dal Rapid, a Milano (Milan da 1-3 a 4-3, ma con un rigore inesistente), con la Roma (da 1-0 a 1-3) e persino in coppa Italia, con il Cesena, da 1-0 a 1-2 dall’85’. Ecco, quand’anche i neroverdi segnassero, la zona Cesarini evidenzia la loro vulnerabilità, la fragilità difensiva tipica del primo anno di serie A, con il parziale di 14 sconfitte in 17 gare che portò all’esonero di Eusebio. Ora il Sassuolo è già salvo, con quel +14, e perlomeno punta al pari. Magari anche per favorire la Roma di cui Di Francesco è stato titolare e poi team manager e che è comproprietaria di Politano e Pellegrini. “Abbiamo davanti un’armata – sottolinea l’allenatore più fedele della serie A, alla 5^ stagione di fila nel distretto delle ceramiche -, saremo quasi fuori casa anche in questo giro”.

La Juve ha appena battuto la Lazio e il Milan, ma in casa. “Giocare tante competizioni richiede cambi, li applicheranno rispetto alla coppa Italia, ma ha un potenziale enorme e sostituti fortissimi. Aggressivi con qualsiasi modulo: allo Stadium hanno impatto devastante, non solo con noi. Allegri può cambiare diversi sistemi, io preparo la squadra per fronteggiare individualità fortissime”.

La Juve segna tanto nel primo quarto d’ora, ovvero nell’altro periodo di maggiore sensibilità neroverde: “Siamo però primi nella concretizzazione delle azioni da gol. Davanti abbiamo i migliori in qualsiasi statistica, concedono quasi nulla. Non accetto di partire già battuti, possiamo avere una grande occasione e fare una grande partita. Non firmerei per il pareggio, altrimenti trasferirei ai giocatori una mentalità sbagliata, troppo divensiva, che non amo”.

Potrebbe essere l’ultima per Defrel, ma neanche è detto. “Non fa trasparire grandi emozioni, ma è molto chiacchierato e questo non aiuta”.

Gli ultimi passaggi dell’incontro nel container dello stadio Ricci sono sui singoli. “Cannavaro supera l’influenza, Lirola è out, Gazzola è rientrato e sarà convocato. Recuperiamo la condizione degli infortunati. Il passaggio al 4-2-3-1 è legato ai disponibili e all’assenza del capitano Magnanelli, miglior interprete del 4-3-3. Con questo modulo abbiamo offerto buone prestazioni, però si può migliorare”.

In presenza di Berardi, rientrato nel 2017, dopo 4 mesi di assenza, Politano finisce a sinistra. “Io preferisco si giochi a piede invertito, cioè il mancino a destra e viceversa, ma non è un must. Matteo accetta meglio di Berardi di giocare a sinistra, Domenico si sposta solo quando non mi vuole ascoltare…”.

E dietro Peluso per quanto affidabile finisce regolarmente in crisi contro i più rapidi. “Cuadrado ha qualità impressionanti, può fare tantissimi ruoli, è da grande squadra. Poi è sempre sorridente e a me i ragazzi solari piacciono”.

Beh, il Sassuolo ne ha parecchi, di buono qua c’è che la pressione è inesistente e allora si può giocare senza tensioni. I 61 punti di maggio sono lontani, ma sul campo Di Francesco ne ha ottenuti 27. Per questo, prima del recente double, contestava: “Non siamo la delusione della serie A”.

Tuttojuve.com. Zagnoli a Sportitalia: “Marotta dovrebbe lasciare la Juve per riformare tutto in Figc. Ma Agnelli lo bloccherebbe. E’ il miglior manager, con Paratici”

Su Tuttojuve.com viene riportato l’intervento ai microfoni di Sportitalia.

http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/sportitalia-vanni-zagnoli-marotta-dovrebbe-lasciare-la-juve-per-riformare-tutto-in-figc-326945

Ospite a “Calciomercato live”, su Sportitalia, Vanni Zagnoli, giornalista de Il Giornale e Il Gazzettino, ha auspicato il trasferimento dell’amministratore delegato della Juventus in Figc. Ecco le sue parole, riprese da Tuttojuve.com:  “Anche se hai soldi, delle volte li spendi male, come è successo a Sabatini alla Roma, a Mancini all’Inter, e a tantissimi altri. Marotta è uno che fa il mercato con Paratici. Allegri può chiedere, ma il mercato lo fanno loro ed è questo che fa la differenza. Quel tipo di dirigente, il migliore, sarebbe da mettere in Figc. Come si è messo Conte, che in quel momento era il migliore tra gli allenatori italiani, bisognerebbe che la Figc pensasse, ipotizzasse di trasferire il miglior manager italiano dalla Juventus – che credo non lo lascerebbe – in Federazione. Perchè è l’uomo che può davvero riformare tutto”.

A cura di Francesco Delendati

Tuttojuve.com. Le star Marotta e Paratici. Spendono più di Moggi ma portano campioni veri. I flop erano il malaka Martinez e l’olandese Elia

(Vanni Zagnoli) Ds, i meriti di Marotta e Paratici (in copertina), i loro capolavori e i flop.

Spendono tantissimo più di Moggi, però centrano gli obiettivi. Avevano sbagliato con l’olandese Elia, con il “malaka” Martinez, ex Catania.

Adesso la Juventus parte da favorita in Champions League, pazzesco. Bravi.

A cura di Francesco Delendati

Il calcio di Puzzolo: Juve, mai così male da 45 anni. Allegri è confuso, ma le responsabilità non sono tutte sue

Massimiliano Allegri , al secondo anno di juve
Massimiliano Allegri , al secondo anno di juve

Alzi la mano chi avrebbe ipotizzato una partenza di campionato peggiore della juve,  erano esattamente 45 anni che i bianconeri non partivano così male.

Tre sconfitte su sei gare giocate, difesa sempre battuta,  formazione e modulo sempre cambiato,  ci sono tutti i presupposti per dichiarare il tecnico in stato confusionale.

Allegri ha sicuramente le sue responsabilità , il continuo cambio di sistema di gioco toglie certezze ai giocatori,  anche i troppi infortuni pesano sulle spalle del tecnico,  ma sono le scelte tecniche che fanno arrossire: Padoin, evidentemente un suo pupillo,  passa da play di centrocampo a terzino destro (ma anche per un fattore scaramantico,  con lui in campo, la Juve perde sempre), mentre Alex Sandro,  fiore all’occhiello del mercato di Marotta,  entra a un minuto dalla fine,

Quadrado che aveva dimostrato di avere una marcia in più,  relegato in panchina,  Hernanes che già all’Inter aveva dimostrato di non saper fare la mezzala viene impiegato e non da trequartista,  ruolo per il quale sono stati spesi 10 milioni  di euro nell’ultimo giorno di mercato.

In ogni caso se le responsabilità di Allegri sono evidenti,  altrettanto mi sembrano le colpe di Marotta che ha curato il mercato. Se Alex Sandro è l’asso, questo fa capire che tipo di mercato mediocre ha scelto di fare , le partenze di tre leader,  in campo e nello spogliatoio non sono state sostituite da nessun campione,  ma solo da seconde,  e in alcuni così terze scelte,  le prime scelte sono state tutte fallite,  o volutamente ignorate per non spendere certe cifre,  ma ora la Juventus si ritrova con una rosa ampia e ben amalgamata, ma senza alcun fuoriclasse,  Pogba,  l’unico che può ambire a tale nome,  deve ancora crescere,  ed è troppo giovane per caricarsi di tale responsabilità.

I soldi spesi per il riscatto di Zaza non hanno senso per una quarta punta,  e i soldi investiti su Dybala  meriterebbero altra attenzione da parte di Allegri che lo impiega poco e male.

Ora la Juve si ritrova quasi tagliata fuori dal campionato,  una rimonta sembra ardua,  è costretta a puntare tutto sulla Champion,  che seppur ha avuto una brillante partenza,  e’ un palcoscenico quello europeo che ha regalato, spesso,  più delusioni che soddisfazioni.

La dirigenza continua a dire che alla Juve non possono esistere stagioni di transizione, ma l’idea che con la finale di  Champion di anno scorso e il quarto scudetto di fila conquistato, sia finito un ciclo appare tutt’altro che improbabile.

di Vanni Puzzolo