Volley, l’impresa di Stefano Lavarini, piemontese in semifinale con la Corea del Sud, poi è uscito con gli Usa

(volleynews.it)

Nel volley femminile, l’impresa è di Stefano Lavarini, piemontese del lago d’Orta: porta la Corea del Sud in semifinale, per le asiatiche è la quarta volta, più altre 4 ai mondiali. Era favorita la Turchia del modenese Giovanni Guidetti, probabilmente il miglior allenatore al mondo, tra le donne, ma alle olimpiadi mai sul podio: allenava Chieri, nel Torinese, quando Lavarini si affacciava come tecnico giovanile. Le coreane perdono il primo set, ne vincono due (il terzo a 28) e poi si aggiudicano il tiebreak sulle turche, di due punti. 
Lavarini è della provincia di Verbano-Cusio-Ossola, di valle Strona, testardo come quella gente di montagna. Iniziò come assistente nell’Omegna, come alzatrice c’era Eleonora Lo Bianco, la primatista di presenze in azzurro. Fu il primo tecnico italiano ad allenare in Brasile, fra il 2017 e il ’19 si aggiudicò 4 trofei, con il Minas. Ad aprile, con Novara, impegnò a fondo Conegliano, nelle finali scudetto.
L’allenatore con la barba e dal carattere spigoloso dormiva in giro per le palestre italiane, per essere il primo agli allenamenti: “Ho costruito la mia carriera da zero – racconta -, con tanti sacrifici, non sempre si ottiene per quanto si dà. Già con il Giappone e la Domenicana servivano certi incastri tattici, per passare, con la Turchia ci sembrava nettamente più difficile”. 
Domani affronterà gli Usa. “La nostra semifinale è incredibile, restiamo in questo flow emotivo, continuando ad andare oltre i nostri limiti”.
E’ uscito il quarto tecnico italiano che aveva raggiunto i quarti, Sergio Busato, trevigiano di Resana, ct della Russia, battuta 3-1 dal Brasile. Era vice dal 2011, dal 2019 è stato promosso capo allenatore. 
Da una ventina d’anni, l’Italia ha la migliore scuola di allenatori al mondo, fra uomini e donne, sul piano numerico e qualitativo, in tanti hanno il doppio incarico.
Vanni Zagnoli

Professione Reporter. Olimpiadi, la star Calligaris e i telecronisti Rai, compassati, emozionati, bizzarri

(professionereporter.eu)

https://www.professionereporter.eu/2021/08/olimpiadi-la-star-calligaris-e-i-telecronisti-rai-compassati-emozionati-bizzarri/

di VANNI ZAGNOLI

Chi racconta le Olimpiadi sulle agenzie, nel web, alla Rai?

Intanto l’Ansa. La principale agenzia di stampa ha inviati da Roma Piercarlo Presutti, capo dello sport, Francesco Grant, già firma della nazionale, il canuto Alessandro Castellani, Ciro Fusco (video), Francesco Loscalzo e Tullio Giannotti, per anni firma da Parigi; e il collaboratore Alessandro Libri.

“L’agenzia – scriveva nei primi giorni olimpici – garantirà la copertura 24 ore al giorno dell’informazione sui Giochi anche grazie alle altre redazioni di Roma: dallo sport alla redazione internazionale alla Cronaca, dagli uffici all’estero alle sedi in tutte le regioni italiane. Sul notiziario tutti i giorni alle 7 ‘Buongiorno Italia’, con i risultati della notte; alle 22 la sera e alle 2 della mattina il programma con gli ‘Azzurri e le stelle in gara’; alle 15.30, alle 17.30 e alle 19.30 l’elenco dei servizi di primo piano del giorno. 

AUDIO E PODCAST

È online su ansa.it lo speciale Tokyo 2020 con i pezzi la presentazione delle gare e del villaggio. 

Il sito cura gli aggiornamenti e i risultati in tempo reale, mostra tutte le immagini delle Olimpiadi, pubblica gli audio e i podcast e si occupa della socializzazione delle notizie. 

La redazione immagini distribuisce le foto e i video di Ciro Fusco da Tokyo e degli altri colleghi fotografi dall’Italia e quelle di Afp e Epa, partner dell’Ansa”.

Pezzi di agenzia che troviamo su molti quotidiani, regionali e provinciali. Per esempio il primo lunedì olimpico, su La Gazzetta del Mezzogiorno, il quotidiano della Puglia che ora sospende le pubblicazioni, non c’era un solo pezzo firmato. Su domenica 1° agosto, su Libertà, il quotidiano di Piacenza, di firmato – senza data – solo l’articolo su Edoardo Scotti, lodigiano dell’atletica leggera, dunque della zona, il resto ben impaginato ma anonimo.

LIBRI E INCHIESTE

Fra i quotidiani più diffusi, anche Il Sole 24 ore ha due inviati, Marco Bellinazzo e Dario Ricci, per Radio 24, ma firma anche sul sito, dall’inviato, insomma lavora per il gruppo editoriale. Bellinazzo è diventato anche un volto tv, da anni, grazie a libri e inchieste su calcio e business, Ricci ha vinto vari premi giornalistici di racconto sportivo, in radio. Dove dagli studi di Milano le voci sportive sono Carlo Genta e Giovanni Capuano.

Per caso abbiamo scoperto un bel sito, in cui Fabrizio Marchetti, vice capo ufficio stampa, al Coni, conduce le conferenze post gara, con gli inviati italiani. E’ https://tv.italiateam.sport, con l’integralità dei colloqui fra Casa Italia e i giornalisti, con i medagliati. Lì prendono la parola Antonio Moscatello di Askanews e Alda Angrisani, di mamma (lo è davvero) Rai, cresciuta al Guerin Sportivo. E poi, naturalmente, Novella Calligaris, la prima grande donna del nuoto italiano, medaglie olimpiche e mondiali negli anni ’70, da tempo a Rainews24 e già firma de L’Unità, nei primi anni 2000. Domande lunghe, da personaggio. In parte anche per Sabrina Carlotta Gandolfi, la bionda conduttrice di Raisport, che debuttò come valletta di Mike Bongiorno.

OLIMPIC ATHLETES

Scorrendo qualche video, si notano le domande di Andrea Capello, inviato de Lapresse, e di Daniele Palizzotto, di Sportface.it e di Italpress, l’agenzia di Palermo specializzata in sport, presente anche con Gianfranco Merenda, che avevamo conosciuto a Budapest, agli ultimi mondiali di scherma. 

Ai nuotatori, le domande da personaggio di spettacolo di Massimiliano Rosolino, con la maglia sponsorizzata Herbalife, il napoletano ha una rubrica su Sport2U, la webtv di Enrico Spada, romagnolo, editore di Oasport.it, olimpic athletes, appunto.

In radio, è piacevole ascoltare le Olimpiadi, dalle 3 i collegamenti con Guido Ardone, conduttore in studio degli ultimi anni, voce molto gutturale. Dà la linea, fra gli altri, al calabrese Giuseppe Bisantis per la scherma, al presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna per il nuoto, a Cristiano Piccinelli per il canottaggio e il judo. Eccellente la voce tecnica Daniele Masala, pentathleta campione olimpico a Los Angeles ’84 e fedelissimo della radio, esperto persino di canottaggio, al punto da riconoscere subito l’embardee, il fuori assette del 4 di coppia costato una medaglia. 

ATLETICA E VOLLEY

Altri inviati sono il capo della redazione sportiva di Radio1, Filippo Corsini, e Maurizio Ruggeri, già scrittore, voce dell’atletica leggera, da un decennio, ormai, conduttore di Zona Cesarini, nelle sere in cui c’è sport. Adesso Ruggeri è anche in tv, con Record, belle immagini e storie olimpiche, in cui si alterna ad Andrea Fusco.

Voce del volley è naturalmente Manuela Collazzo, che la domenica si alterna con Paolo Zauli, un jolly è Manuel Codignoni, per vari sport. Le medaglie in diretta, con voci appassionate.

Su Rai2, la tv olimpica, è impossibile la visione che non sia dalla tv vera, digitale terrestre, perchè la Rai non ha preso i diritti per il web. Persino le trasmissioni senza dirette, come i rotocalchi curati da Jacopo Volpi e da Alessandra De Stefano, non sono visibili a computer o smartphone, nemmeno quando ci si appoggia alla rete wifi di casa, nel nostro caso alla Skyq.

TROPPE SPERIMENTAZIONI

In tanti sparano sulla Rai, noi lo facciamo con garbo. Il racconto in video è fatto anche di voci, care ai telespettatori, il direttore Auro Bulbarelli ha deciso di sperimentare troppo, in questa olimpiade arrivata dopo 5 anni. Alla conferenza stampa di vigilia della scherma, per esempio, abbiamo partecipato anche noi e le prime domande erano di Federico Calcagno, narratore di scherma – succeduto a Maurizio Vallone, ex conduttore anche del tg2 – e della canoa. Magari farà la canoa, nell’ultima settimana, intanto in pedana c’è stato, a sorpresa Simone Benzoni. Ha lasciato spazio il più possibile a Stefano Pantano, l’ex schermidore, si è limitato a ricordare il punteggio, ai classici “luce verde”, “luce rossa”. Il suo termine preferito è “coraggio”, all’azzurro o all’azzurra nei finali di assalto più combattuti. Ecco, il coraggio che quasi è mancato a lui, nel commentare uno sport complicato, fra parate e risposte, ricostruzioni del presidente di giuria e replay.

E’ rimasto sulle sue anche Stefano Pirozzi, nel canottaggio. Certo non può reggere il paragone con il mito Giampiero Galeazzi, classe 1946, ma è lontano anche dalla verve di Marco Lollobrigida, evidentemente in ferie dopo il mese di conduzione di Notti Europee, su Rai1. La voce tecnica Bruno Mascarenhas, nato in Portogallo, ha enfasi ma cade ogni tanto sull’italiano, per entusiasmo si è sostituito al telecronista e non dovrebbe farlo.

COMPETITOR SURCLASSATI

Il resto è andato secondo le attese. Nel nuoto, Tommaso Mecarozzi e Luca Sacchi surclassano i competitor di Discovery, ovvero Ettore Miraglia, di recente autore di un libro olimpico, e Cristina Chiuso. Abbiamo seguito tramite Dazn (che dà in diretta due canali al giorno, di Discovery) la loro telecronaca di Federica Pellegrini che si guadagnava la quinta  finale sui 200, era talmente tranquilla che sembrava da tubo. Troppo compassati.

Sempre bene impostate le voci di Nicola Sangiorgio sul tennis e di Francesco Pancani sul ciclismo (con l’ex Marco Saligari), mentre al femminile Stefano Rizzato per ora di una categoria inferiore, come brio. 

Il basket in Rai è di Maurizio Fanelli, con l’ex cestista Sandro de Pol: hanno seguito anche il bel 3×3, la nazionale femminile. Memorabile quando Fanelli ha detto tripla, correggendosi presto, in due punti, visto che in questa nuova disciplina il tiro da fuori è premiato con 2 punti e da sotto con uno. Nel volley c’è il solito show di Andrea Lucchetta, linguistico e semantico, bizzarro e onomatopeico, un paio d’anni fa Repubblica gli dedicò una bella pagina. La coppia con Maurizio Colantoni, ex firma dei motori, a L’Unità, è collaudata, anche nel beach. Al femminile ci sono Marco Fantasia e l’ex atleta Giulia Pisani, mentre Alessandro Antinelli ha avuto tanto con la nazionale di calcio e per questo riposa. Colantoni inanella telecronache a raffica, nel volley, ha scritto un bel libro su Miriam Sylla, nel tempo ha levato spazio ad Antinelli, mentre Fantasia commenta anche il beach volley femminile e l’equitazione.

VOCE CAVERNOSA

La ginnastica è come sempre di Andrea Fusco, da un quarto di secolo, con Igor Cassina. Al judo abbiamo apprezzato Fabrizio Tumbarello, fra i tanti che incrociamo negli stadi in Emilia Romagna. Nel taekwondo è stato criticatissimo Giulio Guazzini, decisamente più a suo agio sulla vela, altro sport comunque difficile da seguire, in tv, di certo è troppo compassato e non soltanto per i 63 anni.

L’atletica nelle eliminatorie valorizza Luca Di Bella, per il pomeriggio-sera di Tokyo, ovvero la mattina-pomeriggio italiani arriva il migliore, Franco Bragagna, che commenta con maestria anche il softball e la canoa fluviale. Con loro c’è l’ex Stefano Tilli e Guido Alessandrini, ex rugbysta, voce cavernosa, pensionato da Tuttosport.

Ai tuffi lo specialista Stefano Bizzotto, peccato non siano arrivate medaglie, lui anticipa regolarmente le classifiche, le valutazioni della giuria, esattamente come Bragagna.

LA VOCE CHE SALE

Sul tiro a volo Gianfranco Benincasa, negli ultimi anni all’atletica, in assenza di Bragagna, nelle scorse olimpiadi c’era Davide Novelli, nessuno dei quali è specialista. Benincasa ripeteva regolarmente “vediamo la risposta di”, dopo vari piattelli. La voce di personalità andava accompagnata dalla voce tecnica, stante la desuetudine di Benincasa a questo sport. 

La pallanuoto da anni ha visto Dario Di Gennaro sostituire Fabrizio Failla, che non ha difficoltà a mostrare il proprio sovrappeso, su facebook, e con Francesco Postiglione si appassiona persino troppo, nella pallanuoto. 

Enrico Cattaneo commenterà il nuoto sincronizzato con Paola Celli, intanto si è regalato qualche secondo di triathlon. 

La coppia del rugby è formata da Armando Palanza e Andrea Gritti, ex atleta. Giacomo Capuano, reduce da Euro 2020, si è cimentato con il suo stile (voce che sale anche troppo), nel sollevamento pesi e nella boxe. Il tiro con l’arco è di Luca Di Bella, serviva una voce tecnica, Lorenzo Roata nelle precedenti edizioni era più emozionante.

STORIE DI DE AGOSTINI

Lo studio della notte è dell’abruzzese Arianna Secondini, cerimoniosa, ma non come quando racconta il pattinaggio artistico. Aspettando che finisca il nuoto, dov’è stata impegnata Elisabetta Caporale, nell’atletica le interviste sono a cura di Ettore Giovannelli, una delle firme della F1, non così a suo agio, in tribuna.

Splendido un pezzo sulle storie firmato da Stefano De Agostini, nella trasmissione “Il circolo degli anelli”. 

Il coordinamento è affidato a Gigi Cavone, a Massimiliano Mascolo e a Riccardo Pescante, il figlio dell’ex presidente del Coni Mario, capo delle produzioni extra calcio. 

Niente salotti per Simona Rolandi, che aveva guidato il primo pomeriggio Rai sull’Europeo. Il direttore Bulbarelli applica un giusto turnover sui volti, rinunciando alla mora che per il fascino comunque aumenterebbe l’audience.

Le ultime notazioni sono per “Il circolo degli anelli”. Sara Simeoni, 68 anni, spesso viene colta da un’irrefrenabile voglia di ridere, guarda gli altri ospiti del tavolo in cerca di conforto, delle sue teorie, alcune anche interessanti. Certo è fin troppo spontanea, involontariamente comica. Juri Chechi invece ha quell’attitudine a scherzare con le donne che a noi piace, ma di certo, soprattutto in Rai, si può considerare sessista. Sabato notte ha fatto la verticale in studio e poi ha invitato l’alta e scollata Consuelo Mangifesta a fare la verticale. “Ma ha la gonna”, lo ferma Alessandro De Stefano. “Proprio per questo”, scherza. E’ già la seconda volta che va un pizzico oltre, almeno per com’è cambiato negli ultimi anni il concetto di rispetto per le signore.

Da “professionereporter.eu”

Professione Reporter. Chi firma da Tokyo? Pensionati, inviati, redattori da casa (e in condominio)

Emanuela Audisio (quisenigallia.net)

https://www.professionereporter.eu/2021/07/chi-firma-dalle-olimpiadi-pensionati-inviati-tanti-redattori-da-casa-e-in-condominio/

di VANNI ZAGNOLI

Benny Casadei Lucchi, capo dello sport de Il Giornale, titolerebbe così. Il manuale Cencelli della stampa nazionale italiana alle Olimpiadi. Aveva titolato così, anni fa, un mio pezzo su tutti gli scudetti italiani. Bei tempi.

Qui raccontiamo, allora, gli inviati a Tokyo, i contrattualizzati ma anche soltanto i collaboratori a pezzo presenti a Tokyo, i pensionati, ma anche le firme da casa, dalla redazione o dalla tv, sulle Olimpiadi.

Iniziamo da La Gazzetta dello sport. 

Spesso apre la sezione Giorgio Specchia, capo delle pagine di varie, inviato. Sfogliando il numero di lunedì 26 luglio troviamo la galleria dei presenti in loco: Stefano Arcobelli, firma di nuoto (softball e baseball), Riccardo Crivelli (tennis, secondo sul nuoto e anche medaglia nel sollevamento pesi) e Andrea Buongiovanni: aspettando l’atletica, fa la ginnastica, di cui è firma Federica Cocchi, da anni, ma è rimasta a Milano.

JUDO E CICLISMO

Ciro Scognamiglio è l’inviato del ciclismo, Antonino Morici sul judo, in genere è al desk del sito, per i video. Davide Chinellato naturalmente è in Giappone per il basket. Valerio Piccioni, inviato della vecchia guardia, sulla scherma. Gian Luca Pasini per il volley e ovviamente il beach, volley – il re delle grafiche, con il settimanale di volley che va avanti da anni – e con lo skateboard.

Volutamente, ci perdonerete, andiamo in maniera schizofrenica, passando dal tanto al poco, come sport.

La Verità, per esempio. Domenica aveva il pezzo con partenza dalla prima pagina, di Gabriele Gambini, firma di Tv zoom. 

Sul Tirreno, su Gazzetta di Reggio, Modena e Mantova c’è il punto di Giorgio Billeri, della redazione di Livorno; su lunedì, c’era un pezzo di Andrea Masini, su Detti, livornese. 

DATE E PRESENZE

A Tokyo c’è Leo Turrini, per il Qs (quindi Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), ci risultava in pensione. Firma l’apertura sulla medaglia femminile nel judo, l’altra su Vanessa Ferrari e una terza sul nuoto, tutte con la dicitura ‘inviato’. 

Alessandro Trebbi, collaboratore di Carlino Modena, fa un’apertura su Nicolò Melli, protagonista emiliano nel basket. Qualche pagina più in là, firmerà anche lo skateboard.

Doriano Rabotti, vice capo dello sport del Resto del Carlino, firma il volley in fondo. Data Tokyo, gliene avevamo parlato di persona, sostiene che si possa datare senza essere presenti – “Basta non scrivere inviato” -, io non sono d’accordo. Se l’ho fatto, in passato, di datare, era perchè costretto o consigliato da redazioni con cui colloboravo, anche se non ero presente. Basta non mettere la città. Massimo Selleri, contrattualizzato a Bologna, pistoiese, racconta nella metà pagina inferiore il basket, appunto.

LA MEDAGLIA DEI PESI

Il ciclismo è naturalmente di Angelo Costa, certamente in pensione, Paolo Franci ha raccontato la medaglia dei pesi.

Altra pagina, sbuca una quarta apertura di Leo Turrini, con solo data Tokyo, senza inviato, a confermare la nostra notizia. Strano che in tre aperture figuri come inviato e nella quarta pagina no. Succede, per la fretta. Belle, comunque, le pagine a cura di Corrado Piffanelli, ferrarese, capo del Qs.

Di Avvenire, prendiamo il numero di martedì 27. Le Olimpiadi sono a pagina 12, inizia Mario Nicoliello, freelance di Brescia, con il racconto delle due medaglie in staffetta. E’ a Tokyo, anche per Il Messaggero: a metà pagina racconta la scherma. Al piede c’è Pierfranco Redaelli, sempre dal Giappone, collaboratore storico (per i 5 cerchi) del quotidiano cattolico.

DAI PRIMI ANNI ’90

Alla 13 c’è l’inviato, Alberto Caprotti, dal ’95 al 2015 capo della redazione sportiva e ora alla pagina dei motori e all’economia, comunque inviato. Classe ’64, Caprotti era presente come collaboratore al mondiale dell’86 e il grande Vladimiro Caminiti lo raccontò, su Tuttosport. All’epoca era per L’Arena di Verona, per Sport sud o qualcosa del genere, comunque un quotidiano campano che non esiste più, e anche per Avvenire, appunto. E’ inviato alle Olimpiadi dai primi anni ’90, chissà se anche da Seul ’88, andiamo a memoria; conoscendolo bene, racconta da sempre quel che gli altri trascurano, come Teresa, la portabandiera dei grassi.

La rubrica Cerchi alla testa è un cult, di Avvenire, inizialmente era di Caprotti, ora è di Massimiliano Castellani, umbro, capo dello Sport e vice della sezione che raggruppa anche gli Spettacoli e la Cultura. Caprotti e Castellani sono grandi penne, punti di forza del quotidiano diretto da Marco Tarquinio.

Di Libero prendiamo il numero di domenica. Come quasi sempre, il quotidiano ora diretto da Alessandro Sallusti, non ha inviati, sullo sport. Le firme sono peraltro di scrittura, Claudio Savelli, Daniele Dell’Orco e Federico Strumolo, ex stagista, poi Federico Danesi, torinese, con due gemelli, specialista degli sport vari. Gianluca Veneziani era partito dalla prima. Renato Bazzini è quasi certamente uno stagista, firma l’apertura sulle nazionali italiane negli sport di squadra. Le pagine sono orchestrate dal bergamasco Alessandro Dell’Orto, con il vice Tommaso Lorenzini, chiantigiano che abita a Como, mentre il caporedattore con delega con sport e spettacoli è Fabrizio Biasin, che l’aveva diretto per quasi un decennio, è un altro lariano.

COLLABORATORI IN GIAPPONE

Il Messaggero ha come unico inviato Gianluca Cordella, foggiano, che ha raccolto l’eredità di Carlo Santi, come firma degli sport vari. A dargli manforte due collaboratori a Tokyo, Mario Nicoliello (ginnastica, volley) e Giacomo Rossetti, già letto sul basket e sulla pallanuoto. 

Il ciclismo e non solo è firmato da Carlo Gugliotta, erede di Francesca Monzone, il nuoto ed editorialismi sono dell’infinito Piero Mei. In redazione il nuovo capo Alessandro Catapano, con Romolo Buffoni e Roberto Avantaggiato, più il contrattista Alberto Abbate, messinese, e l’esperto Ugo Trani, unico inviato agli Europei di calcio, più Alessandro Angeloni.

Le pagine sono passate interamente a Il Gazzettino, del nordest, che magari adatta un po’ le grafiche, le foto, quando (spesso) dispone di una pagina in meno rispetto ai colleghi in sinergia; da Venezia opera il redattore sportivo Toni Liviero.

(S)BRONZI DI GIOIA

Il Mattino di Napoli, l’altro quotidiano principale del gruppo Caltagirone, ha il richiamo in prima di Gianluca Cordella, lunedì, (S)bronzi di gioia. Le pagine sono in sinergia con il Messaggero e allora leggiamo anche Gugliotta, Nicoliello con l’intervista a Vanessa Ferrari. Poi si passa al Napoli, con Pino Taormina.

Di Repubblica guardiamo il numero di martedì 27. Alessandra Retico, inviata, già premio Ussi, ha il richiamo in prima, sul nuoto.

Dentro il fondo è di Maurizio Crosetti, inviato, prima firma, erede di Gianni Mura. A Tokyo c’è naturalmente la regina della scrittura, Emanuela Audisio, fiorentina, pensionata ma di enorme livello, letta nei mesi scorsi anche sul calcio.

Pagina 34, Mattia Chiusano, inviato, uno dei vice di Francesco Saverio Intorcia, l’avevamo incrociato nella conferenza stampa online di vigilia, sulla scherma.

COLONNINO DI PREGIO

La 35 è aperta da Fabio Tonacci, firma non sportiva, inviato, sul tiro a volo. Immancabile la splendida rubrica di Antonio Dipollina, colonnino di pregio, degli eventi sportivi visti in tv.

A pagina 37 di nuovo Crosetti e il quinto inviato, il pugliese Cosimo Cito, che da collaboratore si rivelò a L’Unità.

Il Corriere della Sera. Su lunedì – il martedì arriva dopo le 5, 4 ore più tardi rispetto a Repubblica -, parte dalla prima il commento di Arianna Ravelli, inviata, sul flop nuoto a 16 anni di Benedetta Pilato.

Dentro, L’età del bronzo, è titolato il pezzo. Gaia Piccardi, inviata, Arianna appunto, Marco Bonarrigo, collaboratore, dalla tv. Il basket è dell’inviato Marco Imarisio, che faceva lo sport a La Notte, a inizio carriera.

La ginnastica è a doppia firma, degli inviati Luca Gelmini, ex capo di Corriere.it, e di Arianna Ravelli, probabile nuovo capo dello sport, quando andrà in pensione Daniele Dallera, unitamente al vice Domenico Calcagno. 

LOCALI SINERGIE

Piano basso con il basket, di Flavio Vanetti, da Tokyo, contrattualizzato da pensionato, firma in alto con data, corretto.

La Stampa ha l’inviata Giulia Zonca, compagna di Paolo Brusorio, capo della redazione sportiva, Angelo Di Marino, già direttore de La Città di Salerno, e a La Stampa capo delle sinergie con i quotidiani locali, poi l’editorialista Gianni Riotta, in loco, l’inviato Stefano Mancini, il collaboratore Alberto Dolfin, presente in Giappone, e la firma Stefano Semeraro, senza data, dunque dalla sua Bologna. Tutti pezzi che troviamo anche su Il Secolo XIX. Su Genova sport, la firma di Paola Provenzali, figlia del mito Alfredo, scomparso nel 2012, che raccontò per la radio tante Olimpiadi. Lei si occupa di nuoto e ginnastica, da Genova.

Il Giornale ha le sue firme, di prestigio, nessun inviato e inviatino. 

Su lunedì, Vittorio Macioce, inviato alle ultime due olimpiadi, con partenza dalla prima, Marco Lombardo in apertura (era inviato alla scorsa olimpiade), Riccardo Signori, pensionato di prestigio, con due pezzi, il redattore Marcello Di Dio, arrivato due anni fa da Roma (venne assunto a Il Corriere di Toscana), Pier Augusto Stagi, fra i più grandi esperti italiani di ciclismo, freelance; Benny Casadei Lucchi, capo della redazione sportiva, con bella intervista a Matteo Giunta (è fra gli interlocutori privilegiati di Federica Pellegrini), Antonio Vettese sulla vela, Oscar Eleni, altro pensionato di lusso, Lucia Galli, freelance di pregio. Firma rituale è Elia Pagnoni, una vita al desk, dello sport, gli ultimi 4 anni da capo, fra gli esodati del 2019. In redazione, sulle pagine ci sono Davide Pisoni e Matteo Basile, genovese.

NEMMENO UNA RIGA

Su Domani, su martedì 27, non c’è una sola riga, di Olimpiade.

Su La Ragione, l’ultimo pezzo, nelle 8 pagine, è sportivo, di Diego De la Vega, che l’aria dello pseudonimo, però potrebbe anche esistere, da linkedin esce per esempio il profilo di un digital organizer.

Niente inviati per Il Tempo, di Roma, le firme sono giovani: Francesca Schito, Fabrizio Cicciarelli, Valentina Lo Russo. Il più noto è Simone Pieretti.

Su Il Fatto Quotidiano, l’olimpiade è solo in un colonnino a pagina 17, la prima di Secondo tempo, la firma è prestigiosissima, di Leonardo Coen, ex Repubblica. Strana la scelta di dedicare una pagina fredda, invece, allo scudetto di Ranieri al Leicester, storia di 5 anni fa, firmata da Paolo Ziliani.

RESOCONTI DA REMOTO

Il Corriere dello sport, di martedì. Paolo De Laurentiis in prima, in alto, inviato. Dentro firma una passante, alla 26 c’è Marco Evangelisti, ma da remoto. Al pari di Enrico Spada, firma delle varie, collaboratore che spesso si sposta, agli eventi, romagnolo. Da Tokyo, sulla scherma, troviamo Alberto Dolfin, che ricordate firma anche su La Stampa. Da casa, Giorgio Burreddu, di Bologna, e Giorgio Marota, romano, al pari di Giorgio Marchetti. Sul tennis, Alessandro Mastroluca, alla vela Emanuela di Mundo, firme giovani. Il basket è di Fabrizio Fabbri, per anni a Il Tempo. Sul volley, da Tokyo, c’è Carlo Lisi, una vita da capo ufficio stampa della federazione pallavolo, e ora in pensione, romano. In Giappone c’è pure Franco Morabito, storica firma del canottaggio e sconfitto da Gianfranco Coppola nella corsa alla presidenza dell’Ussi. Firmano da casa Giorgio Coluccia, che scrive anche per Il Giornale, il 68enne Franco Fava, ex fondista (atletica) e anche ex redattore.

STELLA AL MERITO

Infine Tuttosport, recentemente stella al merito dello sport del Coni, proprio per avere dato tanto spazio agli sport olimpici e al presidente Malagò.

Nessun inviato, per il terzo quotidiano sportivo. Su lunedì, Piero Guerrini in prima, in seconda, Andrea Schiavon in terza e quarta, Giorgio Pasini in quinta. Sono tutti redattori. Fra i collaboratori, Emanuele Mortola, poi altri pezzi assortiti di Guerrini. Il volley del redattore Diego De Ponti, il beach di Luca Muzzioli, di volleyball.it, il tennis del torinese Roberto Bertellino, collaboratore, di nuovo Piero Guerrini. Poi Alessia Scurati, sul calcio olimpico, collaboratrice da Milano. Sino a pagina 11, compresa, ci sono le Olimpiadi.

Questo per i quotidiani che abbiamo trovato, fra un bar a Reggio Emilia, vecchie password da (ex) collaboratore e altri sistemi per vedere i pezzi cartacei ribaltati online. Pezzi di cartacei, appunto, di molte testate, nazionali e regionali. L’universo è infinito ma affascinante, un bel giro d’Italia. Con vista a cinque cerchi.

(Da professionereporter.eu)

Ilmessaggero.it. Tiro a segno, Ceccarello alle Olimpiadi. Atletica, 8 successi in due giorni

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/atletica_sofia_ceccarello_olimpiadi_news_oggi_30_maggio_2021-5992577.html

di Vanni Zagnoli

Tiro a segno, una 18enne romagnola, Sofia Ceccarello, va alle Olimpiadi, da campionessa europa nella carabina 3 posizioni.Atletica, la super Italia in coppa Europa, seconda a due punti e mezzo dall’oro, dalla Polonia. Senza l’infortunio di Gianmarco Tamberi (bastava sostituirlo) avremmo probabilmente vinto. Otto i successi nella due giorni, sorprendono Nadia Battocletti sui 5mila e soprattutto Gaia Sabattini sui 1500, anche Desalu, sui 200. Si deve continuare con Antonio La Torre, il ct ex marcia che non piace al nuovo presidente federale Stefano Mei.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. Di Francisca diventerà di nuovo mamma: «Niente Olimpiadi, ma…»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/elisa_di_francisca_diventera_di_nuovo_mamma_maggio_2021_magari_torno_dopo_tokyo-5561732.html

di Vanni Zagnoli

Elisa Di Francisca ha scelto la vita, anzichè la scherma. Diventerà mamma per la seconda volta, alla vigilia dell’olimpiade di Tokyo, a maggio del 2021, però lascia aperta la porta per ritornare in pedana.

Elisa, dunque Ettore avrà un fratellino…

“Beh, spero sia femmina, dal momento che abbiamo già un maschio. Sarebbe bello, altrimenti ho la scusa per cercare il terzo figlio”.

Con suo marito Ivan Villa, produttore televisivo, ha già scelto il nome?

“Li stiamo passando in rassegna adesso”.

Viene da due ori a Londra 2012, da debuttante olimpica a 29 anni, e dall’argento individuale a Rio, solo perchè la prova a squadre non era prevista. Vanta 7 titoli mondiali e addirittura 13 europei. Perchè ha scelto di rinunciare a Tokyo?

“Abbraccio i valori dei genitori, mi hanno inculcato l’importanza della famiglia. Papà Giacomo è insegnante di biologia marina, a Jesi, in pensione, mamma Ombretta fa la commessa. E mai come in questo momento penso alla salute, all’amicizia: assieme al lavoro sono le situazioni più importanti”.

In famiglia c’è ancora chi fa scherma?

“Mio fratello Michele la praticava, a 27 anni vorrebbe diventare maestro, sta compiendo il percorso tecnico. Mia sorella Martina lavora con i bimbi, ha una figlia, Zoe, già molto brava con il fioretto, a 11 anni”.

Elisa, sulla carta era da finale olimpica, di nuovo con la russa Inna Deriglazova, campionessa in carica. Non valeva la pena attendere un anno?

“Con Ivan ero combattuta, già prima del covid. Durante il lockdown ho sentito il bisogno di stare più tempo insieme, nonostante le brutture del periodo c’era la voglia di allargare la famiglia”.

Per questo ha smesso la pillola?

“Magari il figlio non sarebbe venuto subito, per il periodo stressante, per l’organismo, invece è arrivato e ora sono felice”.

Come l’ha presa il presidente del Coni Giovanni Malagò?

“Ha usato parole tenere e umane, è una persona molto comprensiva, è felice per me, mi ha fatto gli auguri. Da un lato ovviamente gli dispiace: “Ma ti capisco, so come sei fatta…”.

Esclude di rientrare per fine luglio?

“Quella corsa proprio no…”.

E’ proprio l’addio alle pedane?

“Per dopo Tokyo, non ho ancora detto niente. Non sappiamo se verranno rimandate, annullate, magari verranno disputate a porte chiuse. Non mi sento di dire stop in maniera definitiva, non ho chiuso con il fioretto”.

Come trascorrerà questi mesi?

“Mangiando. Scherzo, ovviamente. Diciamo in tranquillità, con la famiglia, come ogni donna incinta è il bello di restare in serenità, a casa. Abitiamo a Roma, nel quartiere nord”.

Ci sono mamme sportive a cui si ispira? E a sua volta lei ispira aspiranti madri?

“Ammiro tutte le mamme, chi sceglie per il bene del figlio. E’ sempre difficile conciliare con il lavoro, so che ogni donna fatica, avvertiamo sempre quel senso di colpa, nel lasciare il figlio ai nonni e alla babysitter. Con Tania Cagnotto e Flavia Pennetta ci confrontiamo molto”.

Il momento più bello della carriera è stato naturalmente Londra?

“Sì, non solo per il doppio exploit. Furono le olimpiadi dell’incoscienza e della vittoria, individuale e a squadre”.

Rifarà “Ballando con le stelle”, su Rai1?

“Perchè no? Adoro Milly Carlucci, sono in contatto con Raimondo Totaro, con cui vinsi nel 2013. Mi piacerebbe, dal momento che è una famiglia. Ballare incinta? Non credo”.

Che eredità lascia, alle altre schermitrici?

“Intanto faccio l’in bocca al lupo ad Arianna Errigo, positiva al covid, e a tutte le ragazze. Le giovani sono davvero forti, la squadra sarà ancora più in armonia, non c’è più quel divario generazionale che io stessa ho vissuto, gareggiando con Giovanna Trillini e Valentina Vezzali: erano talento e forza, ma anche armonia inferiore”. 

L’argento dei mondiali di Budapest 2019 arrivò con Errigo e con Alice Volpi, Francesca Palumbo era la riserva. Ora a chi toccherà?

“Credo a Martina Batini, accanto alle prime due, poi se la giocheranno Palumbo e Camilla Mancini, dipenderà anche dal ranking, deciderà come sempre il ct Andrea Cipressa”.

Senza di lei sono ancora da oro?

“Assolutamente sì, restano forti. Io stessa magari avrei potuto vincere, in fondo mi ero imposta nell’ultima gara di coppa del mondo, a Kazan, a febbraio”.

Sarà a Tokyo almeno da invitata?

“Non mi muoverò di certo, le seguirò dal divano, comodamente da casa”.

Ha un futuro la grande scuola di scherma di Jesi?

“Alice Volpi ogni tanto si allena lì, con Giovanna Trillini. Ci sono bimbe interessanti”.

Arianna Errigo coronerà il suo sogno di essere azzurra sia nella sciabola che nel fioretto?

“Io non entro nel merito, anche perchè c’è una causa aperta, con la federazione. Diventa faticoso reggere due armi, a me ne bastava e avanzava una. Non è facile, se ci riesce è Mandrake”.

A proposito, Gigi Proietti era il Mandrake della risata. Lo conosceva?

“Non di persona. Lo ammiravo, sono dispiaciutissima. E’ nato e morto lo stesso giorno. Come Shakespeare”.

Da “Ilmessaggero.it”

Zizzagando. 9 titoli di sport

Con Matt Andersen

(v.zagn) 1) Il rinvio delle Olimpiadi, dunque, giusto e meglio così. Ma cosa faranno Aldo Montano, che avrà quasi 43 anni, e Federica Pellegrini? Tutti gli atleti a rischio, per limite di età. Cosa succederà, ora, ai mondiali di atletica e di nuoto, dell’anno prossimo? Rinviati al 2022? Si salta un’edizione, la cadenza biennale potrebbe consentire di saltare un’edizione o di farne due ravvicinate. O, ancora, potrebbe essere l’occasione per mettere il mondale di nuoto e di atletica ogni anno, non disputandolo solo nell’anno olimpico.

2) I 40 anni dal calcio scommesse. I protagonisti dell’epoca, cosa è rimasto, le penalizzazioni.

3) Il preparatore dei portieri, Gianpaolo Spagnulo, ex Genoa, in serie A, e Sergio Spuri, dodicesimo al Verona dello scudetto. “La settimana tipo del portiere, l’acrobaticità. Perchè serve il preparatore dei portieri”. Spuri: “35 anni fa Bagnoli aveva solo un collaboratore, Lonardi, scomparso, era vice e preparatore dei portieri”. Come William Vecchi con Marchioro. Spagnulo: “Preferivo essere titolare, anche in categoria inferiore, che essere pagato da riserva. Se Bruno Giorgi non mi avesse impiegato, al Genoa, sarei andato via, arrivò Gigi Maifredi e mise in panchina Tacconi. Al top, dopo un anno al Genoa, Anconetani mi fermò un anno perchè voleva i 3 miliardi di lire del parametro, al Pisa. Sarei tornato a Genova a zero lire, 3 anni più tardi”.

4) La morte dell’ex ct della Francia, Michel Hidalgo, a 87 anni, dunque quella grande Francia, fra l’82 e l’86.

5) Basket, Letterio Visigalli è un’ex ala di serie A, a Siena e a Livorno. Dal 2007 combatte un melanoma, un tumore alla pelle particolarmente aggressivo. E’ stato il paziente zero di Ipilimumab, un medicinale che non agisce sulle cellule malate ma sul sistema immunitario.

6) Canoa, le battaglie dall’87 di Daniele Scarpa, veneziano, contro la federazione. “Ho speso 100 milioni di lire per difendermi da accuse ingiuste. Un oro e un argento olimpico, ma volevano che andassi anch’io a Ferrara, da Conconi”. Il matrimonio con un’arciera in carrozzella, la Polinesia, le Hawaii. Le battaglie.

7) Volley, la nuova vita di Nadia Centoni: “Da tre olimpiadi come opposto a preparatrice atletica, a Firenze. Da vice in A1, con Mencarelli, al settore giovanile. Essere bomber, la grinta, la definizione del corpo, il dna. I 15 trofei in Francia, ma i 3 anni in Turchia sono stati i migliori. Felice di avere lasciato l’Italia, mi ha lanciato Bonitta”.

8) Volley, Serena Ortolani si ferma, la moglie del ct a 33 anni potrebbe smettere.

9) Assurdità della boxe che a Londra ha combattuto lo stesso le qualificazioni olimpiche.

10) La fretta del rugby, ma perchè non assegnare il titolo? Si potrebbero fare anche solo i playoff, è un peccato. Già c’è il 6 nazioni, da recuperare, sicuramente avranno ponderato bene, però.

Zizzagando. 9 titoli di sport

Con Giulio Pinali

(v.zagn) 1) Alla fine verranno rinviate anche le Olimpiadi, mancano giusto 4 mesi, non c’è neanche tempo per le qualificazioni. Il rinvio degli europei di nuoto di maggio. Magari si recupera l’anno prossimo, ma reggeranno gli atleti più vecchi come Federica Pellegrini, che avrà 33 anni?

2) Come finire la stagione? Magari con partite da 45’, oppure ogni 5 giorni. Comunque tutti i giocatori devono rinunciare a molte mensilità. Sarebbe bello finire d’estate, con molte partite di sera. In Turchia si gioca ancora, ma a porte chiuse. Le ipotesi stravaganti dall’Inghilterra: una è del Cristal Palace, la media punti delle ultime 3 stagioni, per attribuire lo scudetto, oppure qualcuno dice alle ultime 3 giornate.

3) Gli allenatori stranieri in Italia: Rangnick rischia di fare la fine di tanti grandi che in serie A si sono bruciati, su tutti Menotti alla Sampdoria, dove pure meritava maggiore pazienza. Tanti allenatori erano stati calciatori in Italia, dunque qualche volta è come fossero frutto del nostro calcio, gli stranieri puri spesso hanno deluso, come Velasquez all’Udinese, ma persino l’ex ct del Brasile Lazaroni, tra Fiorentina e Bari. Ranghick difficilmente giocherà meglio dello standard della Sampdoria o dell’Empoli con Giampaolo.

4) I registi italiani: Cellino vuole 50 milioni, per Tonali, magari a Euro 21 affiancherà Jorginho e Verratti, senza dimenticare Sensi. Ecco, sarebbe bello un centrocampo con 4 registi, unico, o anche soltanto la doppia staffetta. I talenti azzurri del ruolo, c’è anche Locatelli del Sassuolo, Scozzarella spesso il migliore del Parma e andrei a controllare le altre squadre.

5) Cosa fanno gli arbitri, adesso che sono fermi. I loro compensi, in tabella. Arbitri: 3800 euro a partita, var 1500, assistente 1000, avar 700, iv° ufficiale 500. Quasi quasi tento la carriera da avar.

6) La morte di Lorenzo Sanz, l’ex presidente del Real Madrid. “Ci abbiamo rimesso 8 milioni”, mi raccontò il figlio, pochi anni fa, mai pubblicato. Avevano comprato il Parma, non pagarono il resto, poi sarebbe arrivato Ghirardi.

7) Basket, per la metà di serie A che non ha giocato la final 8 di coppa Italia, a Pesaro, lo stop è già oltre 50 giorni, Reggio e le altre non giocano da 50 giorni. Coppa Italia, la nazionale, il rinvio nel giorno in cui il volley era a porte chiuse. E’ chissà quando si riprenderà.

8) Approfittiamo anche per cambiare gli sport, inserendo ovunque il var, il tempo effettivo, armonizziamo i cambi. Sarebbe bello proprio ragionare sui massimi sistemi, levare il fuorigioco o metterlo solo sino al limite dell’area, correggere i tiri liberi, i rigori. Proprio discettare su come migliorare gli sport e renderli magari più televisivi. Il volley sperimenta in coppa Italia come velocizzare le partite. Armonizziamo anche la durata dei tempi, gli intervalli, le soste per le nazionali, le qualificazioni olimpiche, le qualificazioni mondiali, i tornei continentali, le manifestazioni di contorno, le coppe.

9) Boxe, il romano Vincenzo Nardiello non parla, era stato condannato due anni fa e due anni e mezzo per violenze domestiche contro l’ex compagna. Volevo raccontare la sua storia, dall’inizio, parlare di pugilato, niente: “Con quel mondo ho chiuso”. 32 anni fa, a Seul, venne defraudato della finale, se ricordo bene, lo fermò Mario Pescante, consolandolo, per evitargli la squalifica, contro la giuria.

Ilmessaggero.it, volley, le qualificazioni alle Olimpiadi. Giani in finale con la Germania, ma vincerà la Francia. Antonio Giacobbe porta la Tunisia a Tokyo, era già passato nel 2004. Nel femminile sperano tre ct italiani: Lavarini (Corea del Sud), Guidetti (Turchia) e Caprara (Olanda). Mencarelli esonerato da Scandicci

Antonio Giacobbe (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/qualificazioni_olimpiche_giani_finale_la_germania_contro_la_francia_giacobbe_tunisia_quasi_al_sicuro_femminile_sperano_tre_ct_italiani-4972620.html

di Vanni Zagnoli

Nel volley, è la settimana delle qualificazioni olimpiche, con ben 9 ct italiani impegnati fra nazionali maschili e femminili.

A Tokyo non ci saranno gli uomini della Serbia, come per Rio hanno mancato la qualificazione, nonostante siano campioni d’Europa e un anno fa avessero eliminato gli azzurri, ai mondiali, a Torino. A Catania avevano perso 3-0 dall’Italia e allora cambiarono ct, con esonero di Nikola Grbic per Bobo Kovac, oro europeo sulla Slovenia. A Berlino la Francia li batte per 3-0, grazie a Patry (Latina) e all’ex modenese Ngapeth, a surclassare Kovacevic, sottotono. Non basta il 3-0 sull’Olanda di Roberto Piazza, tecnico di Milano, firmato Petric, da quest’anno proprio in maglia Powervolley. La Serbia esce per mano della Bulgaria, vincente al tiebreak con Silvano Prandi, 72 anni, fra i tecnici più anziani di tutti gli sport, ai massimi livelli. Il girone è stato vinto dalla Bulgaria, capace di battere anche Francia e Olanda, a sorpresa, la Francia è passata grazie al punto in più, ovvero il tiebreak raggiunto con i Paesi Bassi.

Nell’ultimo quadriennio la Serbia si era aggiudicata anche una World League e il bronzo al penultimo Europeo, paga anche lo scarso tempo per preparare il torneo di qualificazione, appena una settimana viaggi compresi. E’ serbo Alexandar Boricic, presidente della Cev, vicepresidente della Fivb, ex giocatore, allenatore e dirigente nel suo paese, avrebbe dovuto far cambiare il calendario: in estate alcuni nazionali sono arrivate a disputare la bellezza di 55 gare, fra amichevoli, Nations league, preolimpico di tre giorni e tornei continentali, mentre la qualificazione al torneo più importante si disputa al termine dei gironi d’andata dei campionati nazionali.

In serata, le semifinali, con l’uscita della Slovenia del marchigiano Alberto Giuliani, rimontata da 2-0 a 2-3 dalla Francia. Gli adriatici erano avanti di un break nel terzo set, si sono piantati con parziali a 14, 21 e 9, di fronte in particolare a Louati. Poi la Germania ha regolato la Bulgaria per 3-1, perdendo solo il terzo parziale, per 25-20. Sokolov non era in serata, neanche Yosifov, eccellente invece il regista tedesco Kampa, che ha distribuito gli attacchi fra Grozer, Kaliberda (che gioca a Modena, con lo stesso Giani in panchina) e Fromm. Esce dunque Prandi, mentre Giani con i tedeschi si giocherà stasera, dalle 20,10, la finale contro la Francia, il pronostico è equilibratissimo e chi passa farà compagnia alla Polonia campione del mondo, alla Russia vincitrice della Nations league e all’Italia che si è qualificata al primo tentativo. 

E’ quasi fatta per Antonio Giacobbe, ct della Tunisia, cui basta oggi un set contro l’Algeria, per qualificarsi. Decisivo il successo sull’Egitto padrone di casa, l’allenatore toscano di 73 anni aveva già partecipato ad Atene 2004, sempre con i tunisini. 

In campo femminile, è in semifinale Stefano Lavarini, con la Corea del Sud. Ad Alpedoorn, passano in semifinale la Polonia e l’Olanda del bolognese Giovanni Caprara, mentre l’altro girone si deciderà oggi, con Germania-Croazia e Turchia-Belgio. Sono già eliminate le croate di Daniele Santarelli, scudetto e mondiale per club con Conegliano, le tedesche sono già certe della semifinale mentre la Turchia con Giovanni Guidetti è favorita. Domani le semifinali, domenica la finale, con le turche fresco argento europeo non così avvantaggiate. 

A Scandicci, intanto, è saltata la panchina di una delle aspiranti alla finale femminile, l’ex ct azzurro Marco Mencarelli è avvicendato da Luca Cristofani. Le toscane sono quarte, alla sosta, a un solo punto da Novara, certo il club è ambizioso, per questo non aveva confermato Carlo Parisi, eppure Mencarelli meritava più tempo, considerato quanto ha vinto a livello giovanile. 

Da “Il Messaggero.it”

Il Messaggero, volley. Con il contrattacco l’Italia azzera anche il Belgio

(volleyball.it)

CATANIA 
Stasera, magari, dalle 21,15, sempre con diretta su Rai2, racconteremo la partita, perchè la sfida con l’Olanda al femminile sarà equilibrata, quasi come le sfide maschili degli anni ’90, con Velasco, alle olimpiadi. Qui si fa l’olimpiade, non si può sbagliare, le vicecampionesse del mondo non sbaglieranno, perchè sono più forti e accompagnate dalla discoteca tipica ormai di tanto sport, sicuramente esagerata, per un palazzetto che ospita l’A2 di volley e la B di basket, uomini. L’Italia resta innamorata delle blu (maglia scura, indaco), un milione l’altra sera con il Kenya e sicuramente anche per il 3-0 di ieri con il Belgio. Sotto di 6 punti dall’inizio e mai in grado di impensierire Lucia Bosetti e compagne. Al contrario della nazionale poi allenata di Anastasi, capace di eliminare gli azzurri di Blengini all’Europeo. Andasse male, stasera, nulla sarebbe perduto perchè ci sarebbero altri due tornei. Mazzanti insegue il primo podio olimpico nella storia di questo sport in gonnella, sfuggì con Frigoni, Bonitta, Barbolini e Bonitta II, con rose ancora più attrezzate. Oggi c’è Paola Egonu, la Cristiana Ronaldo della rete, potenza impressionante. Il bello è che le colleghe non sono gelose, Sylla sarà sua compagna anche a Conegliano, tutte le altre attaccano pochissimo ma non protestano, sono ai piedi della ghanese di Cittadella, che può reggere tranquillamente per 6 olimpiadi, traguardo che meritava Francesca Piccinini. Folie è titolare per Danesi, accanto a Chirichella, Malinov in regia vale Lo Bianco, la panchina resta a guardare. Chirichella mura il 25-17, è una passeggiata. Anche il secondo, con le fiamminghe doppiate e chiuse a 16. Più avvincente il terzo, sul 16-12, poi però 25-16, con eccellente contrattacco. Facilissimo anche per l’Olanda sul Kenya. Questa sera il palazzetto sarà pieno, finalmente.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. L’Italia travolge anche il Belgio: solo l’Olanda sulla via per Tokyo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/italia_volley_femminile_pass_olimpico_belgio_olanda-4657310.html

di Vanni Zagnoli

Italia-Belgio è stata tranquilla, un 3-0 come Olanda-Kenya e come, venerdì sera, Italia-Kenya. A Catania il pubblico folleggia sui primi punti, l’atmosfera è da evento, le musiche fra Sanremo amarcord e discoteca, gli occhi però sono tutti per Paola Egonu. Cristiano Ronaldo, in proporzione, vale meno. Nel senso che non tutti i palloni, non così tanti attacchi sono per il pallone d’oro dei palloni d’oro. La ghanese di Cittadella calamita il gioco, a Novara molto più che in nazionale, perchè l’ex ct Barbolini insiste a far alzare per l’opposto più forte della storia. Con le fiamminghe, per esempio, gli attacchi di Sylla e Lucia Bosetti (bravissima) insieme sono appena uno in più di quelli tentati dalla regina del volley mondiale. Paola ha 20 anni, potrebbe reggere per altre 5 olimpiadi, come Buffon nel calcio, dipenderà solo dalle motivazioni, perchè il suo corpo è super. Paola è elevazione e concentrazione, quasi sempre. L’opposto di riserva è Sorokaite, non può avere spazio. Sylla e Bosetti non sono gelose, il volley non è il calcio, non è la vita, non importa se tutti i riflettori sono per la ragazza dalla pelle di color ebano. «L’importante è vincere, sempre», chiosa Lucia.

E’ il contrattacco la fase più dell’Italia, regola le fiamminghe senza mai rischiare e neanche con i Paesi Bassi dovrebbe anche soltanto andare al tiebreak. L’Olanda è tosta ma lontana dai vertici maschili, di un quarto di secolo fa. «Io – racconta Davide Mazzanti – avevo 16 anni, dunque andavo ancora a scuola, quando gli orange batterono Velasco. Saranno loro a temerci». Già, l’Italia è vicecampione del mondo, ha una rosa giovane, vale la finale europea, magari contro la Serbia, sperando che finisca diversamente rispetto al Giappone. «Pensiamo a qualificarci – sussurra Raphaela Folie, bolzanina a sorpresa titolare -, io vengo da guai fisici, sarebbe una grande gioia esserci. E per il movimento una medaglia sarebbe fondamentale». Manca giusto quella, magari d’oro. Accarrezzato dagli uomini da Barcellona ’92, a prescindere, fra miracoli, e, come potenziale, pure dalle donne. Da Frigoni a Bonitta, da Barbolini al Bonitta II. «Adesso ci sono io», sorride Mazzanti da Marotta, Fano, Pesaro, la provincia di Paolino Tofoli, il regista della nazionale del secolo.

In Sicilia c’è il presidente federale Bruno Cattaneo, con le oranje sarà finalmente esaurito. Come a Bari, almeno per la Serbia, domenica prossima. C’è uno sport che non sbaglia mai, nel millennio mai ha mancato la qualificazione a cinque cerchi. Non resta che vincere. L’oro olimpico i maschi, un bronzo per le donne. Qua tutti firmerebbero. Ma forse neanche. Perchè sono state a due punti dal mondiale, un anno fa. E da fine mese vogliono trionfare all’Europeo, in 4 paesi. Tutte vittorie, solo vittorie. Scommettiamo? C’è Libenzio Conti, in entrambe le nazionali, memoria storica dell’Italvolley. La storia continua, sull’isola e in Puglia. Poi Europa e Tokyo. Intanto, il Brasile si è già qualificato, stasera le altre sfide chiave saranno fra Serbia e Polonia, tra Cina e Turchia, fra Stati Uniti e Bulgaria e tra Russia e Corea del Sud, con le prime favorite. Forse soltanto le turche, grazie a Giovanni Guidetti, possono sovvertire il pronostico.

Da “Ilmessaggero.it”