Il Messaggero, mondiali di volley. L’Italia ai quarti, a Cuba un set ma ha buttato via tante occasioni, con Herrera

“Tranquilli, la vinciamo”, auspica il ct Ferdinando De Giorgi nel terzo set, quando l’inerzia è dalla parte di Cuba. La sua serenità, l’invito a non accelerare le giocate sono una delle chiavi per superare un ottavo di finale molto complicato, con i cubani non lontani dall’argento mondiale del 2010, a Roma, e da quello del ’90, quando l’Italia si aggiudicò il primo dei tre mondiali di fila. 
A Lubiana (Slovenia) è 3-1 e i giovani azzurri mostrano tecnica e tattica azzeccata. Anzani è in panchina per tre set, al centro Russo, accanto a Galassi, due giovani cresciuti tanto, nell’ultimo quadriennio, ieri sera per 3 set hanno sofferto ed era prevedibile. Nel primo è Lavia ad approfondire il break, contrattacco, ricezione acrobatica e chiusura intelligente, per il 25-21. Se i cubani si perdono nelle azioni lunghe, l’Italia si smarrisce nel secondo parziale, con Romanò e Russo. De Giorgi chiama il secondo timeout: “Fiducia, muovete anche le gambe”, dice sul -4. Arriva la parità ma poi due attacchi complicati di Lavia e il muro subito da Galassi portano al 21-25. 
“Dobbiamo difendere e murare meglio”, aggiunge il ct. Nel terzo conduciamo sul 14-11, sul 19 pari i muri di Russo e Lavia restituiscono ossigeno. Resistiamo con Michieletto e veniamo graziati da Herrera: 26-24. Nel quarto l’Italia recupera 4 punti di distacco con Anzani al servizio, raggiunge il 15-12 ma poi si fa rimontare. L’altro strappo è a muro, di Giannelli e Anzani, il 25-18 schianta la fisicità caraibica.
Lunedì sera l’ottavo Francia-Giappone, per stabilire l’avversaria degli azzurri, nel pomeriggio il 3-1 della Slovenia sulla Germania.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero, la prima edizione, i mondiali di volley. Slovenia ai quarti, battuta la Germania per 3-1 ma i tedeschi sorprendono per resistenza. Il ct di casa è Cretu, romeno che si emoziona parlando di Bassano

La Germania dura persino un set di troppo. A Lubiana, il primo ottavo dei mondiali finisce 3-1: vince la Slovenia, come da pronostico, anzi fatica più del previsto.
E’ il mondiale sloveno, con 4 poule di qualificazione disputate nella capitale, contro le 2 in Polonia, e i verdi hanno davvero un tifo polacco, a seguirli, nel senso che è come fossimo nel Paese culla del volley. Si esibiscono una band e due speaker che si spostano fra i 12mila dell’arena Stozice, a trascinare la nazionale allenata da Cretu, romeno per due anni a Bassano: “Quando parlo dell’Italia – racconta -, mi viene la pelle d’oca, ogni volta che ritorno sul Grappa fanno a gara a ospitarmi. Devo la carriera anche alla follia di mia moglie, ex cestista, che mi ha sempre assecondato”.
Sino al tetto d’Europa, con lo Zaksa, il club polacco vincitore della Champions su Trento. Cretu vive il match con grande partecipazione, due set facili, a 18 e 19, poi l’intensità cala e sale la Germania, sul 21-25, grazie anche alla strategia di Winiarski, il tecnico polacco di 38 anni, il più giovane del mondiale, ex schiacciatore di Trento.
Nel quarto parziale, sul +6 i padroni di casa sembrano a posto, vengono però graziati dai tedeschi, che per tre volte sbagliano la possibilità di pareggiare. La Germania erano stata bronzo, nel 2014, la Slovenia invece era uscita al primo turno nel mondiale italiano. Ora aspetta la vincente fra Ucraina e Olanda, sono leggermente favoriti gli arancioni, guidati dal parmigiano Piazza.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, prima edizione

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Volley, ai mondiali l’Italia strapazza anche la Cina: sabato l’ottavo con Cuba

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_italia_cina_risultato_ottavi_finale_mondiale-6900740.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_italia_cina_risultato_ottavi_finale_mondiale-6900755.html

di Vanni Zagnoli

Facile anche contro la Cina. Ai mondiali di volley, l’Italia vince ancora 3-0 e resta a Lubiana, diventa la 3^ del tabellone e affronterà Cuba, anzichè l’Argentina che la eliminò dall’olimpiade, un anno fa, con il ct Marcelo Mendez, dai nonni italiani. Da quel quarto di finale, gli azzurri hanno cambiato molto, mentre i sudamericani passano per terzi del suo girone, nonostante abbiano il miglior palleggiatore al mondo, De Cecco, capace di battere anche la depressione.

Volley, Italia supera la Turchia 3 a 0: crescono le speranze di podio

“Seguo con interesse proprio Cuba – dice due giorni fa il ct Ferdinando De Giorgi -, squadra giovane e sorprendente. Senza tanti campioni che hanno preso passaporti esteri, sarebbero sempre rimasti al top”.

Tantopiù con il miglior giocatore al mondo, Simon, in assoluto, degli ultimi anni, centrale che incide quanto un attaccante.

Con la Cina, l’Italia passeggia, già sul 22-13 sorridono Anzani e Lavia. Al maschile il paese asiatico vanta al massimo il 5° posto a Pechino 2008, non ha la tradizione del femminile e così i nostri giocano rilassati, chiudendo con il lungolinea di Michieletto. Ricezione quasi perfetta, per la verità anche per i rossi, è la loro specialità, la differenza è tanto in attacco, con la solita bella distribuzione di Giannelli, il capitano regista.

In tribuna esulta la famiglia Anzani, il papà barbiere riprende il figlio dalla tribuna, esulta per il suo muro, è l’unico trentenne della compagnia, con l’uscita di Zaytsev. Più appartati i genitori di Yuri Romanò, si gustano ogni azione del figlio opposto, 25 anni, la madre era schiacciatrice, arrivò sino in serie C. Più su c’è Gloria, australiana, la madre di Leandro Mosca, che ha perso il padre a 15 anni. “Per un anno – racconta la signora, ex insegnante a Osimo – si chiuse in se stesso, andava male a scuola finchè ebbi l’idea di iscriverlo alla pallavolo”.

Storie belle, anche facili, da identificare anche perchè gli spettatori sono poche centinaia, nel primo anello, in pole position amatori arrivati da Pieris, il paese di Fabio Capello, in provincia di Gorizia.

Sull’11-2 del secondo parziale, Lavia sbaglia una schiacciata, si rifà prontamente in pallonetto spinto. Ci si allena a tenere alto il livello di gioco, con soluzioni lineari, al centro, con Galassi in particolare. Quando Balaso non riesce a respingere una schiacciata molto potente, è quasi un’eccezione, in un match amichevole, in cui la Cina chiude ultima nel girone. Il 25-10 esprime la differenza di livello.

L’Italia è padrona del suo destino, avesse lasciato un set sarebbe finita a Gliwice, in Slesia, Polonia, con la prospettiva di affrontare nell’ipotetico quarto il Brasile, non più imbattibile, e che dovrebbe superare l’Iran. “Fare calcoli è da deboli”, aggiunge De Giorgi.

Neanche sull’8-2 del terzo parziale il ct dà spazio alle riserve, è strano, ha scelto di lasciare in panchina solo Russo, fra i titolari. “E’ diverso rispetto al calcio, il dispendio fisico può essere inferiore, mi interessava collaudare ulteriormente la squadra”.

I cinesi hanno uno sprazzo sul 12-10 ma è un attimo, entra Pinali al posto di Romanò, sua alternativa e compagno di stanza, per mettere il punto esclamativo alla serata. 

Se passerà ai quarti, l’Italia avrà probabilmente la Francia di Andrea Giani, che a Bologna l’ha esclusa fragorosamente in semifinale, di Nations league, e che ora avrà il Giappone.

Numero 7 del seeding, si dice nel tennis, è l’Olanda di Roberto Piazza, parmigiano del sasso. “Come Stefano Pioli – racconta -, ci siamo visti una volta, quando lui era già Pioli”. Affronterà l’Ucraina, ripescata in base al ranking, al posto della Russia, esclusa per la guerra.

Passa per ultima la Tunisia di Antonio Giacobbe, 75enne livornese, il ct più vecchio del mondiale, ora che Silvano Prandi non è più con la Bulgaria. “Sono gli emblemi della nostra professione, la dimostrazione che possiamo allenare sino a tarda età”, chiosa De Giorgi.

L’Italia dovrebbe giocare sabato, probabilmente sempre alle 21,15, con dirette su Rai2 e Sky, la Slovenia affronterà la Germania alle 17,30. Anche i quarti saranno a Lubiana, le semifinali a Katowice, Polonia. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Il City sa solo vincere: 2-0 al Gladbach e quarti ipotecati

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/borussia_monchengladbach_manchester_city_diretta_live_risultato_formazioni_notizie_oggi_24_febbraio-5788307.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/borussia_monchengladbach_manchester_city_0_2-5788687.html

di Vanni Zagnoli

L’andata degli ottavi di Champions offre la 7^ vittoria esterna, un record, a conferma che il fattore campo conta davvero poco, senza pubblico. Ma c’è anche una supremazia obiettiva, questo 2-0 può confermare che è la Champions league del City. Guardiola dopo il Barcellona non ha più fatto strada, in casa del Borussia Moenchengladbach ipoteca i quarti, grazie a due cross di Joao Cancelo. 

Il City fa la partita, pressa, impedisce il gioco al Borussia che deve agire in contropiede. Il match è tattico, si sblocca al 29’: traversone da sinistra di Joao Cancelo, Bernardo Silva scatta alle spalle di Elvedi e angola la traiettoria di testa.

Ritmo basso, a Budapest si sentono le urla, il vuoto degli spalti allo stadio Ferenc Puskas è impressionante, l’arbitro Artur Diaz fischia pochissimo. Gli azzurri girano palla, dominando la gestione, con qualche iniziativa di Sterling.

Neanche dopo l’intervallo arriva n pizzico di reazione dei tedeschi, che con l’Inter erano stati più convincenti, almeno nel 2-2 di San Siro, Lainer è comunque il più attivo.

Palla a terra, i citizens sono impeccabili, al massimo basta un’uscita al limite dell’area di Ederson. Sbaglia l’algerino Bensebaini, per i tedeschi, Gabriel Jesus è disattento, Elvedi è eccellente nella chiusura. I neri pressano, il City fa girare palla, senza pubblico si perdono intensità e propulsione. Zakaria sbaglia la rifinitura dell’occasione migliore per il Borussia. Da destra si ripete e Plea gira di tacco sul fondo. Entrano Thuram e Lazaro, che chiude un’incursione di Sterling.

Il raddoppio è per iniziativa di Joao Cancelo, Bernardo Silva appoggia all’indietro e Gabriele Jesus tocca in porta. Marco Rose non è riuscito a limitare i cross dell’ex juventino, comunque il Borussia è inferiore, non ha quasi chance di rovesciare il match al ritorno.

Entra Mahrez per Sterling, che all’uscita mostra addominali strong, Gundogan diventa capitano e calcia fuori la palla tris. Il resto scorre via in serenità, con un tiro contrato da Hofmann. Joao Cancelo invece rischia il rigore su Hofmann, l’arbitro fa controllare il Var ma la decisione non cambia. L’arbitro lascia correre un fallo su Walker, stranamente, in ritardo. Allo scadere su errore di Rodri Wolf calcia, Ederson respinge. Avrebbe alimentato la speranza del M’Gladbach di giocarsela davvero, così è segnata. Sono 19 vittorie di fila per il Manchester City, fra campionato e coppe. In Premier è a +10 sulla United, ma l’obiettivo è la prima finale di Champions.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Giornale, mondiali femminili. Italia sconfitta dal Brasile per un rigore generoso, trasformato da Marta, rossetto viola e regina dei bomber di ogni tempo, ai campionati del mondo. Azzurre agli ottavi da prime del girone. Due occasioni per Bonansea, il calo nella ripresa

Marta insegue Valentina Cernoia (DENIS CHARLET/AFP/Getty Images)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/azzurre-ko-indolore-brasile-vince-su-rigore-1-posto-nostro-1713222.html

Vanni Zagnoli

Serve un rigore generoso, per infliggere la prima sconfitta all’Italia, nel mondiale femminile. Elisa Linari allarga il braccio su Debinha, il contatto è spalla contro spalla, la messicana con il fischietto neanche va al Var, per rivedere, e dal dischetto segna Marta. E’ il 28’ del secondo tempo e, trentasette anni dopo, con questo 1-0 il Brasile vendica in minima parte il 3-2 maschile. Il triplettista di Spagna ’82, il mito Paolo Rossi, è in studio, su Rai1, in Francia l’Italia non sa tenere lo 0-0 sino alla fine, è salvata da due traverse e concede più occasioni. A Valenciennes passa comunque per prima, le brasiliane sono terze per differenza reti e comunque qualificate, mentre l’Australia è seconda grazie al 4-1 sulla Giamaica. Negli ottavi, le azzurre saranno favorite, martedì 25 a Montpellier, con la Nigeria o con la Cina.

Il turnover della ct Milena Bertolini è minimo, rispetto al 5-0 con la Giamaica entrano Galli per Bergamaschi e Giacinti per Sabatino. 

Bonansea è sempre uno spettacolo, a sinistra, nelle gambe ha la forza di un uomo. Impegna a terra il portiere (entrambe si chiamano Barbara) e quando punta l’avversaria ricorda Cristiano Ronaldo, del resto anche lei gioca nella Juve. E’ in ribasso Marta, nel Brasile, al 5° mondiale a 33 anni: resta insidiosa sugli angoli da destra, Laura Giuliani ha un riflesso super sul colpo di tacco di Debinha e poi si aiuta con la traversa. Con il passare dei minuti crescono le verdeoro, suppliscono alla mancanza di Formiga, a 41 anni ancora fra i centrocampisti più forti al mondo: serve una bella chiusura aerea di Linari, l’unica italiana a giocare all’estero, nell’Atletico Madrid.

La nazionale sa soffrire, riguadagna metri, copre bene il campo e segna con Cristiana Girelli, ma in evidente fuorigioco. Sempre la trequartista bianconera in acrobazia si fa respingere la conclusione ravvicinata. Il ritmo scende, Linari oppone il braccio a un colpo di testa in area, il Var conferma che non è rigore. Giuliani è brava con i piedi, avvia un contropiede spettacolare di Valentina Cernoia, Alia Guagni si sovrappone, crossa e Bonansea colpisce troppo centralmente, agevolando la parata.

Il secondo tempo scorre via con buone trame palla a terra, Andressinha coglie la traversa su punizione, avvicinano il palo Kathellen di testa e Beatriz in girata, appena entrata. Nell’Italia c’è il cambio fra Valentine, Bergamaschi per Giacinti, per arginare l’offensiva brasiliana, più insistita sulla destra. Il possesso palla è sterile e quando la tattica di attesa di Milena Bertolini sembra premiante arriva quel contrasto di Linari. Marta con il rossetto viola trasforma il rigore con sicurezza, è capocannoniera iridata di ogni tempo, con 17 gol, uno in più del tedesco Miroslav Klose. Era subentrata Boattin a Bartoli, per difendere, entrerà anche Ilaria Mauro per Girelli ma l’Italia costruirà solo tre occasioni, senza pareggiare. La migliore è allo scadere, parata di Barbara sul tirocross di Manuela Giugliano. Con l’Australia, al debutto, si era esaltata nel secondo tempo, ieri sera si è spenta dopo una buona frazione. Era già passata con un turno d’anticipo, festeggia comunque perchè la prestazione resta positiva.

Da “Il Giornale”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it. La Colombia vince 1-0, si qualifica e condanna il Senegal

 

Yerry Mina ha regalato la vittoria alla Colombia (telegraph.co.uk)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/senegal_colombia_diretta_risultato_finale_live_russia_2018-3824361.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/senegal_colombia_diretta_risultato_finale_live_russia_2018-3824381.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/senegal_colombia_diretta_risultato_finale_live_russia_2018-3824428.html

https://sport.leggo.it/calcio/senegal_colombia_diretta_risultato_finale_live_russia_2018-3824596.html

di Vanni Zagnoli

Esce anche il Senegal, neppure un’africana passa al secondo turno del mondiali, dall’86 è la prima volta, ovvero da quando esistono gli ottavi di finale.

L’1-0 firmato Mina, già a segno con la Polonia, punisce l’eccessivo attendismo della nazionale di Cissè, eliminata per due cartellini gialli in più, rispetto al Giappone, secondo. Al 29’ del secondo tempo arriva il gol che premia la Colombia, prima nonostante la cattiva partenza, con il Giappone, e sino ad allora passiva quanto gli africani.

Il Senegal perde l’imbattibilità mondiale all’8^ gara, venne sconfitto solo dalla Turchia ma ai supplementari, nel quarto di finale del 2002.

All’ingresso, Niang abbraccia Cuadrado, erano stati avversari nel derby torinese, vincerà lo juventino, pur deludendo. Il Senegal ha 4 elementi offensivi e anche soltanto la loro presenza impone cautela ai sudamericani, nonostante la necessità di vincere. N’Diaye compie comunque la prima parata, su punizione di Quintero. La partita è bloccata, i colombiani girano palla orizzontalmente. Finchè Cuadrado sbaglia, Keita Balde riparte con uno spunto tipico del quadriennio laziale, serve Manè, palla colpita da Sanchez, con il tacco, e solo un attimo più tardi tocca la gamba. Mazic fischia il rigore, il Var gli fa cambiare idea.

A Samara arriva anche un’occasione per Falcao, il centravanti manca la porta, è lontano all’èra pre infortuni, era fra i primi 5 al mondo. Esce per problemi muscolari James Rodriguez dopo mezz’ora, non è il suo mondiale, entra Muriel, 9 gol al Siviglia, darà qualcosa nella ripresa. Perkerman resta guardingo, il Senegal è leggermente più insidioso pur mantenendo la massima attenzione difensiva. Contribuì a eliminare la Francia nel 2002, da debuttante, complica il pomeriggio alla Colombia, incapace di smarcare centrocampisti ed esterni. Sembra già di essere alle gare a eliminazione diretta, ai rigori. Con Sanè e Manè i senegalesi restano temibili, il problema è che si accontentano.

Quando segna la Polonia, il Senegal con lo 0-0 sarebbe primo e andrebbe nella parte più agevole del tabellone, mentre il Giappone passerebbe come seconda.

Allora la Colombia prende campo, Muriel si coordina, Koulibaly salva. Anche Keita si applica tanto nel contenimento. Rovescia la partita Mina, colpo di testa dall’alto del suo metro e 95, l’ha perso Kouyatè. Diventano primi i cafeteros e il Giappone secondo per il minor numero di cartellini gialli subiti, 4 contro 6. Ospina piazza due parate, su Niang e Manè. Il disorientamento africano si palesa nel destro altissimo di Sarr, il forcing produce nulla, neppure nel recupero.

La Colombia ha una qualità superiore, ha rischiato molto. E’ lontana parente della squadra di 4 anni fa, però magari farà più strada, grazie alla parte del tabellone più favorevole. Avrà la perdente fra Inghilterra e Belgio, appare  inferiore a entrambe.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “leggo.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Svizzera-Costa Rica 2-2: il pari qualifica gli elvetici

 

La Svizzera agli ottavi sfiderà la Svezia (fantagazzetta.com)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/russia2018_svizzera_costa_rica_diretta-3822522.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/russia2018_svizzera_costa_rica_diretta-3822527.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/russia2018_svizzera_costa_rica_diretta-3822539.html

https://sport.leggo.it/calcio/russia2018_svizzera_costa_rica_diretta-3822602.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/russia2018_svizzera_costa_rica_diretta-3822548.html

di Vanni Zagnoli

La Svizzera è seconda, concede il primo punto alla Costa Rica con il 2-2 e il verdetto è giusto. Con il 2-0 del Brasile aveva bisogno di vincere con due gol di scarto, per aggiudicarsi il girone, così invece sfiderà la Svezia, martedì 3 luglio.

Le emozioni sono all’inizio, con il tunnel di Shaqiri, le super parate dell’elvetico Sommer su Joel Campbell e Celso Borges e la traversa di Colindres. Lichtsteiner si prende uno schiaffo da Oviedo, impunito, la partita si fa tesa.

Il vantaggio della Svizzera è molto italiano, l’ex interista Shaqiri crossa per Lichtsteiner (via dalla serie A dopo un decennio, giocherà per l’Arsenal), pallone sul palo lontano, Embolo fa da sponda e trova il rimorchio di Dzemaili (già 5 squadre nel nostro calcio), il centrocampista calcia da distanza ravvicinata e infila Keilor Navas.

Licht entra in ritardo su Colindres, si fa ammonire, salterà l’ottavo con la Svezia, stessa sorte per Schar nel finale e così la fascia destra sarà interamente da ridisegnare.

I costaricani sono insidiosi, come 4 anni fa quando batterono 2-1 l’Italia, di fatto escludendola al primo turno. Velo di Waston, Campbell spreca. Pareggiano all’11’ della ripresa, su corner da destra, lo stacco di Waston è notevole, trova l’angolo. Entra Behrami, altro primattore della nostra serie A, adesso all’Udinese.

Il ritmo scende, i sussulti tornano nel finale. Palo di Drmic su cross dal fondo di Embolo, per gli svizzeri. Sommer nega l’1-2 a Borges, servito da Campbell. Il vantaggio della nazionale di Petkovic e del vice Antonio Manicone è a 2’ dalla fine, traversone basso di Zakaria, Drmic incrocia rasoterra. L’arbitro Turpin concede un rigore alla Costa Rica per fallo su Ruiz, ci ripensa tramite il Var, per fuorigioco, ma è dubbio perchè pare esserci la deviazione di un difensore, sull’assist aereo.

Il penalty arriva davvero nel recupero, quando Zakaria travolge Campbell. Dal dischetto Ruiz, traversa e pallone sulla testa del portiere Sommer e poi in autogol.

A Nizhny Novgorod il 2-2 rende merito alla Costa Rica, presente a 5 delle ultime 8 edizioni e per due volte agli ottavi, mentre la Svizzera passa il primo turno per la 4^ volta nelle ultime 5, solo in Sudafrica 2010 venne eliminata subito.

Nel gioco ha qualcosa della prima Lazio di Petkovic, con fiammate e classe. Viene in mente quando Vlado vinse il derby nel novembre 2012 e anche la finale di coppa Italia, sempre con la Roma. Due anni fa, agli Europei, venne eliminato dalla Polonia ai rigori, negli ottavi, con la Svezia non parte favorito, sarà comunque una bella sfida fra nazionali europee. Gli elvetici sono arrivati per tre volte ai quarti, l’ultima in casa, nel ’54. Sognano la prima finale, difficilissima. Anche Oscar Ramirez, piccolo ct dai baffi, è felice. I biancorossoblù sono stati dignitosi, come sempre.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Gazzettino, Champions league. Manchester City-Basilea 1-2. Lo 0-4 dell’andata induce Guardiola al turnover, arriva la 4^ sconfitta stagionale, elvetici in gran serata

Il vantaggio di Jesus per il Manchester (sport.sky.it)

(v.zag.) L’altra partita della serata era scontata, dopo lo 0-4 di Basilea. Il Manchester City la prende sotto gamba e si fa battere per 1-2, all’Etihad, dov’era imbattuto da 12 gare, in Champions. Era stata la Juve a superarlo per l’ultima volta, per i citizens è appena la 4^ sconfitta stagionale.
Al 7’ è già avanti, grazie al traversone da destra di Bernardo Silva, Gabriel Jesus segna e si fa il segno della croce, ricordando Astori. Il brasiliano è al rientro grazie al turnover di Guardiola, che lascia in panchina Walker, Aguero, De Bruyne e Otamendi. Il Basilea pareggia al 17’, con il destro sul primo palo di Elyounoussi. La partita è aperta e spettacolare, anche grazie ai rossoblù, più intraprendenti rispetto all’andata. C’è agonismo, la gara è vera, rispetto allo 0-0 di Liverpool, dopo lo 0-5 di Oporto, per i reds. Il City insegue la prima finale di Champions della storia, la gara di ieri non è significativa, tantomeno nel secondo tempo, con il ritmo a scendere. Al 27’ Elyounoussi libera Lang e il difensore fa centro sul primo palo. Due parate chiave, di Vaclik, su Gundogan e Diaz, 18enne del vivaio britannico.
Ricco quasi quanto il Psg, il City riesce regolarmente a fare molta più strada dei francesi, nell’ex coppa dei Campioni. Guardiola cerca il double, lo scudetto è vicinissimo, la coppa passa anche da un buon sorteggio, poichè Barcellona, Real e Bayern non sono meno forti.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, volley. La scaramanzia della capitana azzurra Antonella Del Core: “Ai mondiali battemmo 3-0 gli Usa ma poi arrivarono primi. Noi abbiamo perso con l’Olanda…”

del core
Antonella Del Core

(v.zagn.) Inizia il dentro o fuori, agli Europei di volley femminile. Oggi 4 gare per designare le avversarie del quartetto ai quarti grazie al 1° posto. A Rotterdam e su Raisport1, alle 17 Italia-Croazia (la vincente contro la Russia), dalle 20 Bielorussia-Polonia (chi passa va con l’Olanda). Ad Anversa: Germania-Ungheria (ore 17,30; Turchia) e Belgio-Rep. Ceca (20.30, Serbia). Le azzurre sono leggermente favorite. “Potremmo imitare gli Usa di un anno fa – auspica Del Core -. Perse 3-0 con noi e poi vinse il mondiale”.