Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Lo Spezia resiste al Sassuolo: gol di Frattesi, poi Dragowski sbaglia ma salva il 2-2

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6893512.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/gol_di_frattesi_poi_dragowski_sbaglia_ma_volte_salva_2_2_spezia_resiste_al_sassuolo-6894532.html

di Vanni Zagnoli

Meglio il Sassuolo, soprattutto negli ultimi 10’ e recupero, con l’uomo in più, ma lo Spezia resiste e conferma di avere tutto per la terza salvezza di fila in serie A. 

Un’occasione per gli aquilotti al 10’, cross profondo di Reca sul secondo palo, sponda di testa di Bastoni alle spalle, protegge palla e serve Nzola che calcia forte in porta, fuori di poco. Il Sassuolo inizia a giocare con la sua manovra avvolgente, Mathias Henrique ci prova da fuori, poi il gol. Berardi da fuori allarga sulla sinistra per Kyriakopoulos, al centro per Frattesi che insacca di testa: non è la sua specialità, resta l’uomo mercato del Sassuolo, anche per questi ultimi giorni. La replica ligure è pronta, Bastoni riceve palla da sinistra e insacca in maniera sporca. Il match è intenso, Luca Gotti mantiene lo Spezia a buon livello, anche grazie al Nzola, rivitalizzato, dopo una stagione al di sotto del potenziale. Nel recupero Ferrari allarga il gomito per colpire di testa, Ristov si fa pure male, al Var è un rigore che si può dare e Nzola lo trasforma, il Sassuolo conferma i propri limiti con le piccole squadre, subendo troppi gol.

La ripartenza neroverde è convinta, con la propulsione di Kyriakopoulos,  che Dionisi vede come dopo Raspadori, in attacco, proprio, dopo una carriera da esterno difensivo in cui convinceva tanto di più in avanti. Il 2-2 è peraltro frutto di un errore di Kiwior che lascia passare il pallone su cross lungo di Toljan e poi di Caldara e per ultimo del portiere, Dragowski esce a vuoto e Pinamonti realizza il suo primo gol in maglia Mapei.

Uno spunto di Berardi non è sfruttato da Kyriakopoulos, mentre Frattesi non gradisce il cambio, aveva ancora energie. Una palla persa da Toljan dà il via libera a Bastoni, Gyasi calcia di sinistro, fuori di poco. Il finale è a prevalenza modenese, con un’accelerazione di Berardi e la doppia ammonizione di Ekdal, entrato da un quarto d’ora. Nel finale Dragowski riscatta in parte l’errore dell’1-2 opponendo un ginocchio alla conclusione di Matheus Henrique. E anche nel recupero un’altra parata di Dragowski, sul colpo di testa ravvicinato di Defrel. 

Senza il salto di qualità con le squadre medio piccole, il Sassuolo resterà fermo all’unica Europa league, conquistata con Di Francesco.

Spezia-Sassuolo 2-2
Spezia (3-5-2): Dragowski 6; Hristov 6 (1’ st Caldara 5), Kiwior 5, Nikolaou 6; Gyasi 6, Agudelo 5.5 (24’ st Verde 5.5), Bourabia 6.5 (21’ st Ekdal 5), S. Bastoni 6,5 (33’ st Sala sv), Reca 7; Strelec 5 (13’ st Kovalenko 5.5), Nzola 6,5. A disposizione: Zoet, Zovko, Beck, Podgoreanu, Sanca, Ellertsson. Allenatore: Gotti 6.
Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Toljan 6, Erlic 6, Ferrari 5,5, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (24’ st Thorstvedt 6), M. Lopez 6.5, M. Henrique 6.5; Berardi 6, Pinamonti 6 (32’ st Defrel 6), Kyriakopoulos 6,5 (33’ st Ceide 6). A disposizione: Pegolo, Russo, Marchizza, Ayhan, Harroui, Alvarez, Obiang, Tressoldi, Defrel. Allenatore: Dionisi 6,5.
Arbitro Cosso 6.
Marcatori: 27’ Frattesi, 30’ Bastoni, 49’ Nzola rig; 5’ st Pinamonti.
Note: ammonito Ferrari. Espulso Ekdal per doppia ammonizione al 36’ st. 7mila spettatori

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Milan in frenata, solo un pareggio contro la Salernitana

(corrieredellosport.it)

Se l’ultima della classe ferma il Milan, significa che Pioli faticherà a reggere per lo scudetto, sino alla fine. Il più 2 è con due partite in più, l’Inter ospita oggi il Sassuolo, capace di vincere a San Siro con i rossoneri, e deve recuperare la partita di Bologna, per la quale ancora non c’è una data.
Salerno è meno cenerentola, con il debutto in panchina di Davide Nicola, capace di salvare il Crotone da posizione ancora più complicata, e poi il Genoa e il Torino ma senza convincere. Il ds Sabatini l’ha preso al posto di Colantuono, che aveva sostituito Castori. 
Il Diavolo azzecca subito la classica percussione di Theo Hernandez, da sinistra ad accentrarsi, è al 9° assist stagionale: Radovanovic non commette fallo, Fazio avanza a sproposito, Ranieri così va fuori posizione e Messias resta smarcato, angola la conclusione, è un suo must, come negli anni di Crotone, a ravvivare la sua favola, da ex venditore di elettrodomestici porta a porta, in Piemonte, in serie D, con l’ex torinista Ezio Rossi in panchina, al gol in Champions a Madrid, con l’Atletico. Atletico è anche il Milan, corre in opposizione e per costruire, punge con la punizione di Bennacer, il portiere Sepe devia in angolo, viene da una stagione negativa a Parma, dopo 3 buone. Tomori e compagni fanno girare la palla, risparmiano energie, si allungano quando devono e chiudono preventivamente, concedendo poco ai campani. Il pareggio è sull’unico errore del primo tempo. Leao crossa molle da sinistra, in attacco, chiede un rigore che non può esserci, Mazzocchi riparte veloce, crossa, Maignan esce male su Djuric e Federico Bonazzoli rovescia in porta: Tomori non può arrivare, Theo Hernandez sulla linea quasi devia fuori, per l’attaccante sono 3 reti nelle ultime 3 gare.
Lì la capolista tradisce nervosismo, esattamente come un anno fa, quando ha finito per staccarsi dall’Inter in anticipo, Bennacer paga con l’ammonizione. La manovra palla a terra diventa scolastica, Tonali alimenta l’azione senza squilli, gli attacchi anche con 7 uomini diventano sterili. Calabria si muove da leader, a destra, Theo si accentra e lancia in fascia Leao, mostrando una bella intesa. Giroud ha un’unica intuizione, libera Leao, il portoghese si fa chiudere da Ederson. Il pressing milanese è intenso, il match vivo, mancano le rifiniture, Brahim Diaz è anonimo. Il Milan è a 26 reti in 26 primi tempi, la Salernitana appena al 2° gol con le migliori 8 del campionato.
All’intervallo entra il muscolare Kessie per Bennacer, va a fare l’uomo ovunque, arretrando Tonali. Leao quasi imita Bonazzoli, senza però trovare la porta. Come Giroud, servito in acrobazia da capitan Romagnoli. Il controgioco granata è zeppo di fallosità, indispensabili per tenere il match in equilibrio, assieme ai raddoppi di marcatura. Pioli chiede a Messias di sacrificarsi nel contenimento, Ribery ha una chance, non sfruttata da Djuric. Giroud arrota un mezzo pallonetto da destra, Sepe si oppone. Bonazzoli ruba palla a Maignan, Romagnoli salva vicino alla linea. Leao continua la sua partita personale, il portiere di casa tocca in angolo. Ribery si fa male a un polpaccio, rischia un mese di stop. Un altro lampo e la Salernitana passa, cross da destra ancora di Mazzocchi, Romagnoli non chiude, Kessie salta a vuoto e Tomori è anticipato dal volo di Djuric, che di nome fa Milan ed è bosniaco. L’altro Milan non si piega, Giroud vince il duello aereo con Dragusin, Rebic parte palla al piede e da fuori trova il primo palo. 
Roberto Mancini ha seguito la partita accanto a Salvatore Carmando, il massaggiatore storico di Maradona, il Milan non ha fatto abbastanza per vincerla.
Vanni Zagnoli

Salernitana Milan 2-2
GOL: 5′ Messias, 29′ Bonazzoli; st 27’ Djuric, 32′ Rebic.
SALERNITANA (4-4-2): Sepe 6,5; Mazzocchi 7, Dragusin 6, Fazio 6, Ranieri 5,5; Kastanos 6 (24′ st Obi 6), Radovanovic 5 (15′ pt Ederson 6), Coulibaly 6,5, Ribery 6 (24′ st Perotti 5); Djuric 7 (37’ st Mikael ng), Bonazzoli 6,5 (37’ st Mousset 5,5). All. Nicola 6,5.
MILAN (4-2-3-1): Maignan 5; Calabria 6,5 (28′ st Florenzi 6), Tomori 5,5, Romagnoli 5,5, Hernandez 6,5; Tonali 6, Bennacer 6 (1′ st Kessie 5,5); Messias 6,5 (27′ st Saelemaekers 5), Diaz 5 (16′ st Rebic 6,5), Leao 6,5; Giroud 6. All. Pioli 5,5.
Arbitro: Fabbri di Ravenna 6,5.
Note: ammoniti Bennacer, Ederson, Giroud, Rebic, Djuric, Romagnoli. Angoli: 5-7. Recupero: pt 3’, st 4’. Spettatori 15mila. 

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Sassuolo-Sampdoria 0-0, le occasioni neroverdi, la buona opposizione di D’Aversa. Un solo nuovo in campo fra i 22 titolari, Frattesi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_sampdoria_0_0_marassi_reti_bianche-6163931.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_sampdoria_0_0_marassi_reti_bianche-6164009.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/sassuolo_sampdoria_0_0_marassi_reti_bianche-6163961.html

di Vanni Zagnoli

Sassuolo-Sampdoria va più o meno come da aspettative, Alessio Dionisi continua sul solco di Roberto De Zerbi, arrivato alla fase a gironi di Champions con lo Skakhtar Donetsk, e del suo Empoli, brioso ma non sempre concreto, mentre Roberto D’Aversa fa il D’Aversa, visto nelle complessive 6 stagioni di Parma, difesa e pressing alto, a festeggiare le 100 panchine in serie A.

Certo le occasioni più nitide sono del Sassuolo, la Samp resta solida, come con Claudio Ranieri, autoesclusosi dopo il 15° posto da subentrato e il 9° di maggio, perchè di meglio non sarebbe riuscito a ottenere.

Ritorna il pubblico al Mapei stadium, nella curva ligure non più di 300 persone, a urlare ogni tanto contro il presidente Ferrero, che non cede la società, un po’ di più nel settore di casa, con una ventina a torso nudo, quasi a dimostrare che anche il distretto delle ceramiche ha i propri ultras, comunque siamo lontanissimi dalla metà capienza consentita.

Berardi vuole la Fiorentina, a 27 anni dopo l’Europeo da titolare è pronto per una piazza da Europa anche come pubblico, neanche è in panchina, Scamacca entra nel finale e difficilmente resterà: il ds Giovanni Rossi preferisce cederlo, convinto che Caputo a 34 anni possa essere ancora efficace e salvo un infortunio avrebbe probabilmente disputato gli Europei al posto di Raspadori.

I neroverdi, dunque, non approfittano di un pallone perso da Yoshida, Djuricic al limite dell’area consente l’uscita di Audero. Che fa defilare proprio Caputo, nella seconda opportunità. Il diagonale di Candreva, invece, si perde sul fondo. Si vede anche Boga, che aveva annunciato l’addio al mondo Mapei e invece è ancora qua, con i suoi inserimenti dalla sinistra. Augello deve riscattare l’errore del gol del Milan, appoggia a Darmsgaard ma Quagliarella non arriva. 

Alla ripresa nuovi strattoni modenesi, Colley sbaglia il retropassaggio, Boga serve Caputo che spreca il pallonetto. Audero è di nuovo pronto sul francese. Rispetto all’èra De Zerbi, l’unica novità è Frattesi, primattore nel Monza, in serie B, ma timido nella prima in A a Reggio Emilia. Il Sassuolo è sempre piacevole, palla a terra, l’ultima chance è tuttavia del norvegese Askildsen, 20 anni, che manda alto dal limite. 

A Verona i neroverdi avevano ottenuto anche più di quanto avessero meritato, contro i doriani ci stava la vittoria ai punti.

Viceversa, la Samp aveva meritato più il pari contro il Milan che stasera. Certo resta l’impressione di squadre solide, che non avranno difficoltà a salvarsi ma difficilmente avviceranno l’ultimo piazzamento, De Zerbi aveva firmato un 11° e due ottavi posti.

D’Aversa non aveva un solo giocatore nuovo, dall’inizio, del resto non è indispensabile cambiare per il gusto di farlo. A Genova, peraltro, cercano emozioni diverse, per una Sampdoria che dal 2003 è rimasta in serie B solo per un campionato.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Corriereadriatico.it. Udinese-Bologna finisce 1-1: perla di De Paul e rigore di Palacio

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947368.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947468.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947443.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947427.html

di Vanni Zagnoli

Udinese e Bologna procedono a braccetto, si diceva una volta, a quota 40, la classica della salvezza e nella prossima giornata dovrebbero brindare alla permanenza, con due turni di anticipo, ma è già possibile domani.

Friulani avanti con De Paul, l’argentino davvero meriterebbe l’Inter, emiliani al pari nel finale, di Orsolini, uscita senza controllo del corpo di Musso, su Palacio, in formissima, con la tripletta alla Fiorentina.

Mihajlovic non sbaglia più, non aveva convinto a Firenze, al Milan e con la Serbia, per il resto è sempre andato parecchio bene, gli manca solo un grande bomber per finalizzare un’organizzazione apprezzabile, non lontano dal celebrato De Zerbi, che piace tanto in Ucraina, allo Shakhtar Donetsk. Vorrebbe l’Europa, Sinisa, a Bologna sarà difficile che il presidente Joey Saputo abbia davvero voglia di provarci, anche se investe nel restyling dello stadio Renato Dall’Ara. 

Anche Luca Gotti dovrebbe essere confermato, l’Udinese non pensa più alla Conference league, diciamo, al settimo posto, la famiglia Pozzo non ha più voglia di gettare soldi, le plusvalenze dopo Guidolin sono diminuite.

Alla Dacia arena un tempo per parte, con relative reti. Il primo è a ritmo bassi, ravvivato dalla conclusione di Barrow, facile, di prima, contrata da un difensore, e dalla percussione centrale di Rodrigo De Paul, il cui tocco coglie Skorupski in controtempo. Aveva recuperato palla a centrocampo, va in serpentina e angola come fosse biliardo. Servirebbe davvero all’Inter, per fare strada la Champions.

Le occasioni concrete scarseggiano, il Bologna avvicina il pari solo con Soriano e Palacio, conclusione e tapin frustrati da Musso. I bianconeri sanno chiudersi, come sempre, in casa subiscono pochi gol, grazie alla fisicità dei difensori e di Okaka, abile nel far salire la squadra. Palacio prolunga di testa una punizione di Skov Olsen, Soumaro sul secondo palo non arriva per poco. Dopo il pari, Svanberg da fuori, la palla rimbalza davanti a Musso, il portiere argentino rimedia. “Abbiamo preso gol nell’unica occasione concessa – riflette Mihajlovic -, speravo di vincerla, anche prima della fine. Con una punta e un difensore centrale, saremmo da Europa, il problema è sono i soldi…”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Messaggero. Sassuolo-Roma 2-2, il pareggio di Raspadori capitano a sorpresa. De Zerbi: “Non accetto le critiche per avere rinunciato a Ferrari e a Locatelli nonostante siano negativi al tampone”

(eurosport.it)

Reggio Emilia
Al Sassuolo mancavano Berardi e Caputo, acciaccati dopo la nazionale, Ayhan, Muldur, Defrel, Bourabia e Romagna, eppure De Zerbi ha rinunciato anche a Gianmarco Ferrari e a Locatelli, entrati in contatto con Bonucci e Verratti e con i 4 dello staff azzurro positivi dopo la vittoria in Lituania.
«Tenevo molto a questa partita – spiega l’allenatore neroverde -, l’abbiamo giocata benissimo. Dava fastidio essere accusati di dare poca regolarità al campionato. Non giudico cosa fanno gli altri ma comportarsi secondo la propria coscienza e poi essere additati di falsare il campionato può accadere solo nel calcio». 
Il tampone a cui si erano sottoposti il difensore centrale e il regista del Sassuolo era peraltro negativo. «In passato avevamo escluso Defrel perché ebbe un contatto con un positivo, lo stesso era accaduto Chiriches. Per coerenza era giusto escludere anche Locatelli e Ferrari perché erano stati dentro un focolaio».
La squadra modenese si è visto rinviare le gare di Torino, già recuperata, e con l’Inter. «Se le Asl di Milano o Torino bloccano una partita per 4-5 positivi, mi dovete spiegare perché la scelta nostra è discussa. E’ partita da me e condivisa con la società e lo staff medico, bruciava perchè abbiamo dovuto spostare a sinistra Marlon, un destro. Conserviamo l’ambizione di arrivare settimi e abbiamo dei premi per l’ottavo posto, non vogliamo passare dieci partite in vacanza. La fascia di capitano a Raspadori? L’aveva negli esordienti, ne ho parlato con Consigli e Magnanelli».
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino. Il Bologna va avanti con Soriano, Hickey si fa espellere e il Sassuolo pareggia con Caputo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/bologna_avanti_soriano_hickey_si_fa_espellere_sassuolo_pareggia_caputo-5780277.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/bologna_avanti_soriano_hickey_si_fa_espellere_sassuolo_pareggia_caputo-5780292.html

di Vanni Zagnoli

Finisce pari il derby emiliano, Sassuolo superiore, costruisce di più e magari meritava di vincere però il Bologna è indomito e con la difesa a 5 salva l’1-1, nonostante l’uomo in meno per un’ora. 

E’ una sfida intensa, con 20’ rossoblù, sublimati nel gol di Soriano, il cartellino rosso a Hichey la riequilibra. Sassuolo nel classico 4-2-3-1 con Maxime Lopez fra i trequartisti è più difensivo, Magnanelli è centrale, talvolta passa al 4-3-3 con l’arretramento del francese. 

Caputo calcia fuori una buona occasione, poi un errore di Soumaoro non è sfruttato. Ci sono buone azioni, da squadre tranquille, il Bologna prima del derby è a 9 sulla zona retrocessione e attacca sulle fasce. Il gol del Bologna arriva su errore di Magnanelli per Marlon, Barrow sfrutta il rimpallo sul brasiliano e serve al centro Soriano, al 7° gol stagionale, a uno dal suo primato. E’ migliorata la fase difensiva rossoblù, Tomiyasu chiude su Caputo e cerca di contenere Rogerio, inizialmente in serata. Gira bene la palla il Bologna, alla maniera dei neroverdi, ma con superiore rapidità. La Penna va al Var, richiamato da Nasca, per l’irruzione di Hickey su Muldur ed espelle il 19enne scozzese, l’intervento sulla caviglia è di vigoria eccessiva. Il derby diventa più teso, il Sassuolo insiste. Tomiyasu passa a sinistra, entra De Silvestri a destra e Soriano arretra, Mihajlovic passa al 4-4-1, in fase di non possesso. Dominguez sgambetta al limite Berardi, che calcia contro la barriera. Muldur entra in area con grande veemenza, è chiuso ma è stato uno degli spunti migliori della serata. Magnanelli prova due volte da fuori, non segna da 4 anni, uscirà all’intervallo. Skorupski è reattivo fra i pali, magari respinge, anzichè bloccare, lo fa in due tempi su Locatelli.

Il pari arriva al 7’ st grazie al rientro sul destro di Djuricic, Danilo devia e libera Caputo, sinistro e 4^ rete nelle ultime 5 gare, come nel 3-4 di avvio stagione. Poi Soumaoro salva sul cross del centravanti. Il Sassuolo attacca con intensità, sempre palla a terra, l’opposizione bolognese a tratti è con 9 giocatori vicini all’area. Con tre cambi, Mihajlovic passa al 5-3-1 con Soriano regista. La squadra di De Zerbi resta paziente nell’offensiva, Schouten salva in affanno. Assieme a Palacio, offre respiro al Bologna. Un’altra bella chiusura è di Skov Olsen. Splendido il volo di Skorupski sul colpo di testa di Marlon. Di fronte alle difese chiuse, la squadra targata Mapei fatica, non è la prima volta. Mancano occasioni da urlo anche nel recupero.

Sette i tiri nello specchio da parte del Sassuolo, che raccoglie poco, rispetto all’avvio di campionato. Resta un punto avanti al Verona, è ottavo, a 5 lunghezze dall’Europa ma il trend è tale che difficilmente la conquisterà. Il Bologna punta a chiudere nella parte sinistra della classifica, non è così inferiore alla Sampdoria. “Non siamo fortunati con gli arbitri – dice Mihajlovic -, contro l’Udinese Samir aveva commesso decisamente più da espulsione rispetto a quello di Hickey. Prevale la rabbia, li avevamo dominati, a parità di uomini. All’andata eravamo avanti 3-1 e perdemmo, avremmo potuto fare 6 punti, ne abbiamo preso uno solo. Manca continuità, con i giovani”.

Sassuolo-Bologna 1-1

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli sv; Muldur 6,5 (26’ st Toljan 6), Marlon 5,5, Ferrari 6, Rogerio 6; Magnanelli 5,5 (1’ st Traorè 6,5), Locatelli 6,5; Berardi 5,5, Lopez 6 (42’ st Raspadori ng), Djuricic 6,5 (26’ st Defrel 6); Caputo 6,5. All. De Zerbi 6.

Bologna (4-2-3-1): Skorupski 7; Tomiyasu 6,5, Danilo 6, Soumaoro 6,5, Hickey 5; Dominguez 6 (36’ st Baldursson ng), Svanberg 5,5 (34’ pt De Silvestri 5,5); Orsolini 5,5 (17’ st Skov Olsen 6), Soriano 7, Sansone 6 (17’ st Schouten 6,5); Barrow 6,5 (17’ st Palacio 6,5). Allenatore: Mihajlovic 6,5.

Arbitro: La Penna di Roma 6,5.

Marcatori: 17’ Soriano, 7’ st Caputo.

Note: espulso Hickey al 30’ per fallo pericoloso. Angoli: 10-6 per il Sassuolo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it e Ilgazzettino.it. L’Inter non approfitta della caduta del Milan, a Udine è solo pari. Conte contro l’arbitro: “Maresca, sempre tu. Dal Var a qui”. L’errore iniziale di Bastoni, Vidal ritorna normale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720114.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720116.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/inter_udinese_0_0-5720122.html

di Vanni Zagnoli

Il Milan crolla con l’Atalanta, evidenziando i limiti che in questi mesi Pioli aveva mascherato, e l’Inter non fa abbastanza per vincere a Udine. Per carità, è capitato anche in questo anno e mezzo con Conte che si aggiudicasse partite costruendo anche meno, però i bianconeri non rubano nulla. Non è facile affrontarli per l’atteggiamento difensivo molto accorto, peraltro i friulani hanno perso 9 delle ultime 12 sfide dirette con l’Inter.

Il match a lungo è equilibrato, molto tattico, nella pioggia del Friuli, a tratti ricorda Juve-Napoli di supercoppa, anche se i bianconeri di Luca Gotti tengono la palla più della squadra di Gattuso.

Rispetto all’1-1 con l’Atalanta, Deulofeu affianca Lasagna e Pereyra si abbassa al posto di Mandragora, che entrerà per l’ultimo quarto di gara. 

Il temuto calo di concentrazione post Juve è sintetizzato dal disimpegno sbagliato da Bastoni, che rischia di mandare in porta Lasagna. Qualche lampo da metà primo tempo, cross morbido di De Paul per Stryger Larsen che va a colpire di testa in maniera pericolosa ma fuori.

Sbaglia Becao vicino all’area, serve Lautaro, il destro è forte e angolato, Musso riesce a deviare la palla, ha un polso davvero molto forte. Poi il destro al volo da fuori di Barella, su angolo. Luca Gotti leva Arslan al 33’, era stato ammonito in avvio e ha commesso altri due falli (uno da dietro su Lukaku era punibile con il secondo giallo), lo consola mentre esce, Walace è più fisico. L’Udinese tiene alta l’attenzione, Vidal è pressato e anche per questo strozza il sinistro da fuori.

Bastoni fa un po’ il regista difensivo, alla Bonucci, imposta dal centro sinistra, l’Inter avanza con triangolazioni a mezza altezza o palla a terra, Lukaku fa da sponda, contenuto dai centrali. Il ritmo resta basso, l’Inter aspetta altri errori friulani, che però non arrivano. 

“Hanno attaccanti di valore – conferma Musso, all’intervallo -. Noi  abbiniamo la fase difensiva a quella offensiva”.

L’Inter segna il doppio nella ripresa, stavolta no. Non segnavano così tanto dalla stagione ’51-’52, Musso non deve compiere altri prodigi. Accelera con Hakimi, che Marotta garantisce non lascerà Milano, ma si mangia una bella occasione, su cross di Young. 

Ha uno sprazzo l’Udinese, conclusione di Pereyra alta e poi su una palla recuperata dà la netta sensazione di accontentarsi del pari, difende con due linee strette, è prontissima a seguire la palla anche quando l’Inter allarga a destra. Costruirà un’altra chance con De Paul, fuori di poco.

Barella sfugge a Pereyra, Lautaro non è pronto. Hakimi attende quell’attimo di troppo, per cercare la giocata risolutiva, sprecando, di fatto. Lukaku lo trova in area, altra deviazione mancata. Sempre a destra, con Hakimi e Barella, i nerazzurri trovano le migliori soluzioni, dall’altra parte faticano. E infatti Conte leva Ashley Young, anonimo, e anche Vidal, che non gradisce il cambio. Via anche la seconda punta, Lautaro, per l’ex Alexis Sanchez. 

Lukaku rimprovera giustamente Sensi, subentrato, perchè dal limite calcia troppo in maniera troppo blanda. 

Lasagna si appoggia su Barella e anche su Sensi, che poi lo trattiene, è una punizione a favore dell’Udinese, utile a rifiatare. Perisic combina nulla, nel subentro. L’Udinese è stanca, eppure resiste, appena tre giorni dopo l’altro pari. Hakimi raggiunge ancora il fondo, servirebbe sempre la giocata decisiva.

L’arbitro sente una frase di Conte, lo ammonisce, ne arriva un’altra e allora lo espelle. “Sei sempre tu, sempre tu sei – accusa l’allenatore, con la sua inflessione pugliese e tutta l’adrenalina -. Sempre tu sei, già dal Var”.

Espulso a fine partita anche il team manager Lele Oriali, che contesta i 4’ da recuperare.

“Bisogna accettare quando non si vince”, replica l’arbitro di Napoli.

L’Inter chiude il girone d’andata a due punti dal vertice, come l’anno scorso. Un anno fa c’era la Juve, che nel confronto diretto le aveva dato una lezione di calcio, con Sarri, il confronto diretto l’ha appena premiata e il Milan è vulnerabile. Insomma Conte a freddo sorriderà.

E’ peraltro la prima volta che in campionato non trova il gol, soffre gli avversari molto chiusi, per un tempo è stato un lungo corpo a corpo. E Brozovic in regia ha avuto pochissima libertà.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Il Crotone ha imparato a difendersi, Udinese superiore ma non va oltre lo 0-0

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_crotone_ha_imparato_difendersi_udinese_superiore_ma_non_va_oltre_0_0-5647389.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/crotone_udinese_0_0_risultato_finale-5647462.html

di Vanni Zagnoli

Niente quarta vittoria di fila per l’Udinese, il Crotone azzecca il secondo risultato utile in sequenza, raggiunge per un giorno Torino e Genoa, non è più solo in fondo alla classifica. I bianconeri sono già a +8 sulla zona retrocessione, un bel margine, rispetto alla partenza, anche delle scorse stagioni. Meglio l’Udinese, ma avrebbe dovuto spingere di più anche nel primo tempo, i pitagorici crescono come tenuta difensiva, Stroppa deve avere concordato la linea con il ds Peppe Ursino, per evitare l’esonero, lo 0-0 è un bel premio. “Abbiamo fatto più punti in questi 4 giorni – sorride il tecnico alla ricerca della sua prima salvezza, in serie A – che nel resto del campionato. Servivano risultati, dopo le prestazioni”

Anche alla Dacia arena si ricorda Paolo Rossi, con uno striscione da Pasian di Prato, località friulana.

Crotone senza i registi, Cigarini e Benali, eppure pericoloso in avvio, con Simy e con Messias, su punizione, saranno gli unici due interventi di Musso e l’unico acuto del centravanti. Quando deve fare gioco, l’Udinese fatica sempre, trova il gol con Pussetto ma in fuorigioco evidente, ravvisato facilmente. Il Crotone è migliorato come quadratura, contro squadre di livello mediobasso adesso regge: 0-0 a Torino, sconfitta a Bologna per 1-0 nell’unica distrazione e anche quello straordinario 1-1 con la Juve. De Paul azzecca una bella ripartenza, fa metà campo e scarica su Nestorovski, la conclusione è debole.

Il Molina dell’Udinese, Manuel, argentino, attacca raramente, nel 3-5-2 bianconero, a destra gli capita di essere controllato anche da Salvatore Molina, che aiuta Reca. Non ha problemi Antonio Di Martino, l’arbitro di Giulianova soltanto alla 5. direzione in A, deve comunque ammonire Petriccione, per un fallo su De Paul. Che poi fa spaventare i tifosi dell’Udinese, resta a terra per un colpo al ginocchio destro, resisterà con sofferenza, anche dopo l’intervallo, si farà bloccare la parte sottostante all’articolazione.

E’ sempre l’Udinese degli argentini, una conclusione di Pussetto è deviata in angolo. In ombra Pereyra, non fa meglio il Pereira calabrese, Pedro, con un tiro alto nel secondo tempo. Henrique Eduardo entra per Riviere, il francese era più brillante al Cosenza, in serie B.

Il ritmo si abbassa, Luca Gotti tiene linee ravvicinate anche in casa, contro l’ultima della classe, così la squadra spettacolo ritornata in A con Giovanni Stroppa non trova spazi. E quando l’Udinese arriva sul fondo, con Pussetto, trova Cuomo pronto a centroarea. Anche dall’altra fascia arriva un bel cross, Manuel Molina gira con il destro, Cordaz vigila. Anche Golemic su un filtrante.

La mancanza del pubblico favorisce qualche momento di stanca del match. Occorre la verve di Deulofeu, al posto di Nestorovski, un gol arriva ma dopo lo sbandieramento del guardalinee: “Ci siamo fermati”, gracchia Stroppa. E il fermo immagine dà ragione alla squadra arbitrale.

Crescono i friulani, Pereyra cerca il rigore, il contatto con Golemic è troppo leggero per essere punito, l’affondo di Pussetto invece è contrato a fatica. 

De Paul ha la palla sul destro, sceglie di non tirare proprio perchè non lo sente come sempre, appoggia su Pussetto che però lo specchio di porta meno aperto e così Cordaz si salva ancora. Pedro Pereira avrebbe il contropiede giusto, non lo finalizza. Ogni interruzione favorisce la convinta opposizione dei calabresi, che in avvio di stagione crollarono nel finale, a Reggio Emilia, con il Sassuolo, mentre ora restano lì con la testa senza problemi.

Esce il talentuoso Messias, che fra i dilettanti faceva il rappresentante di elettrodomestici, per il romeno Dragus, sempre per fare argine, rischia l’espulsione ma non arrivano ulteriori pericoli.

Il Crotone resta a Udine sino a venerdì, sabato ha la Sampdoria a Genova, la chiusura di anno sarà con il Parma, sono due sfide alla portata. Anche per l’Udinese, a Cagliari e con il Benevento. E’ in serie A da 26 stagioni di fila, ha tutto per confermarsi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Atalanta superiore, lo Spezia tiene lo 0-0: un palo per parte

(Ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/atalanta_superiore_spezia_tiene_0_0_un_palo_parte-5599907.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/atalanta_superiore_spezia_tiene_0_0_un_palo_parte-5599947.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/atalanta_superiore_spezia_tiene_0_0_un_palo_parte-5599960.html

di Vanni Zagnoli

Spezia-Atalanta ricorda un po’ Spezia-Juve, gli aquilotti difendono e ripartono, la squadra più blasonata fa la partita, punge, ma relativamente. La migliore occasione del primo tempo è il palo di Farias, per i liguri, destro dal limite. Gasperini davanti a noi si sgola, l’Atalanta è in una maglia celeste scuro, di sicuro unica, la realtà è che ha perso il tremendismo dello scorso quadriennio, di questo passo rischia di restare persino fuori dall’Europa. Per carità, il potenziale, le accelerazioni ci sono, l’efficacia offensiva è diminuita parecchio, la tenuta difensiva non è migliorata. 

E’ la penultima gara della squadra del patron Gabriele Volpi in Romagna, lo stadio Alberto Picco è quasi pronto per la serie A, almeno senza pubblico. L’addio al Manuzzi si celebrerà con la Lazio. 

Vincenzo Italiano si gode una classifica da salvezza tranquilla, non trema neppure di fronte al palo di Zapata al 40’, destro da fuori, interno. Papu Gomez suona la rumba, con il suo roteare al limite dell’area, apre il gioco e scardina la difesa, Ilicic esce spesso dalla partita, Pessina prova a meritare la nazionale, manca un pizzico di precisione nei passaggi, sono opacizzati i gregari bergamaschi, quella classe operaia arrivata al paradiso della Champions. Andrà ad Anfield road, servirebbe un punto, per evitare di dover vincere ad Amsterdam con l’Ajax. 

Quando Gasperson urla “Porca p…” si capisce che non è una gran serata. I bianchi avanzano, almeno sul rinvio, il regista dei movimenti è Terzi, fra i pochissimi con esperienza in serie A. Non arrivano guizzi dalla coppia di colore, la potenza di Nzola non si sprigiona, la velocità di Gyasi era fenomenale, ma in B.

Il secondo tempo scorre via sulla stessa falsariga, al freddo per i giornalisti e gli ospiti in tribuna, mentre sul campo l’Atalanta concede nulla e avvicina il gol. Lo meriterebbe, non arriva perchè manca lucidità. Tantopiù con l’uscita di Gomez per Pasalic. In realtà il sinistro di Gosens è bello e dentro, il fuorigioco è millimetrico, evidenziato dal Var. 

Italiano alza la voce per difendere, ha sfiorato la promozione in C con l’Arzignano (Vicenza), conquistato la B con il Trapani e a ferragosto la serie A qui. Lo voleva il Genoa, Volpi l’ha trattenuto. Il patron, anche della Pro Recco, di pallanuoto, grazie al petrolio può resistere in seri A, anche a lungo, come potenziale economico.

Esce Zapata, entra Lammers (Muriel neanche è convocato), lo Spezia si fa vivo per due volte nell’area di Gollini, difende quel pari accarezzato per tre quarti di gara con la Juve. Nzola ha la palla buona al limite, il sinistro è debole, a Benevento era finita 1-4, qui 0-0. Perchè i bergamaschi sprecano, come quando uscirono dal preliminare di Europa league, in Danimarca. E’ anche merito di Provedel, pordenonese abile fra i pali. Poco lavoro, invece, per Gollini, al rientro dopo 4 mesi dall’infortunio al ginocchio. Cade appena fuori area Miranchuk a contatto con Maggiore, la panchina orobica urla rigore, il silent check non ferma il gioco, al massimo era punizione.

Da Cesena si esce con una consapevolezza, l’Atalanta non è da scudetto, lo Spezia è da salvezza. Più che possibile. Pessimo l’atteggiamento dell’arbitro, Rapuano: “Hai problemi?”. Irritante, dalla tribuna si sente molto.

SPEZIA-ATALANTA 0-0SPEZIA (4-3-3): Provedel 7; Vignali 6 (10′ st Mattiello 6), Terzi 6,5 (30’ st Chabot sv), Erlic 6,5, Bastoni 6 (17′ st Marchizza 6); Estevez 5,5 (30′ st Deiola sv), Ricci 6, Pobega 5 (1’ st Maggiore 6); Farias 6, Nzola 6, Gyasi 5,5. All. Italiano 6,5. ATALANTA (3-4-2-1): Gollini 6; Toloi 6, Romero 6, Palomino 6; Depaoli 6 (25′ pt Piccini 5,5; 39′ st Sutalo sv), De Roon 6,5, Pessina 5,5, Gosens 7; Ilicic 6 (39′ st Miranchuk sv), Gomez 5,5 (1′ st Pasalic 6); Zapata 6 (22′ st Lammers 6,5). All. Gasperini 6,5.Arbitro: Rapuano di Rimini 5,5.Note: ammoniti Ricci (S), Estevez (S), Gosens (A), Pasalic (A), Terzi (A), Pessina (A). Recupero: pt 2’, st 5’.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Corriereadriatico.it. Il Parma resiste, la Fiorentina non va oltre lo 0-0. Iachini allontana Prandelli

(corrierequotidiano.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_fiorentina_serie_a_novembre_ottava_giornata-5572327.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_fiorentina_serie_a_novembre_ottava_giornata-5572328.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/parma_fiorentina_serie_a_novembre_ottava_giornata-5572334.html

di Vanni Zagnoli

La sfida fra Liverani e Iachini va al contrario, i viola fanno gioco, senza entusiasmare, Liverani si traveste da D’Aversa e mantiene lo 0-0, pur giocando al Tardini. In tribuna c’è il presidente Krause, non Commisso, nel derby fra proprietari americani, si aspettava un’avvio più appagante.

Senza pubblico, si sente tutto, soprattutto il vociare dei tecnici. Rispetto a tante gare estive con valanghe di gol qui come la sera prima al Mapei, per Sassuolo-Udinese, siamo quasi tornati al tatticismo esasperato, come quando la vittoria valeva due punti.  

Iachini allontana così il ritorno di Prandelli, il sogno di Commisso resta Sarri ma è molto più difficile convincerlo. “Andiamo avanti con Beppe – sostiene il ds Pradè, prima del match -, tutti noi siamo in discussione. Ci aspettavamo di più, ci sono attenuanti”. Chissà se basteranno per evitare il cambio, durante la sosta. Piacciono l’identità difensiva, il presidio del campo.

Pezzella parte bene, affonda sulla sinistra, lancia Gervinho, la conclusione è ben contrata da Dragowski. Manca Callejon, positivo e asintomatico, la Fiorentina prende comunque il controllo delle operazioni, a 37 anni Ribery continua a incidere tanto, nelle giocate offensive: Sepe respinge la punizione di Biraghi e si oppone al destro del francese.

Iachini chiede di coinvolgere Castrovilli più rapidamente, quando Grassi deve uscire nel controllo di Biraghi. Impegnandosi tanto nella fase difensiva, gli emiliani perdono lucidità nella ripartenza. Il cattivo avvio rende prudente Liverani, il suo calcio offensivo di Lecce per ora è in naftalina. Si aspetta e magari si riparte velocemente, come sul recupero di Gagliolo, a lanciare Gervinho, e poi sull’altra fuga di Pezzella. Il tecnico di casa guida azione su azione, con grande trasporto, chiede anche a Bruno Alves di alzare la linea difensiva.

I viola non trovano varchi, il possesso palla diventa fine a se stesso. Prima dell’intervallo Ribery dribbla, si ferma, Osorio lo tocca: il contatto è lieve, la scorsa stagione sarebbe stato rigore, La Penna addirittura fischia la simulazione, ammonizione eccessiva.

Ribery esce sulla trequarti, anzichè affondare, da punta. All’intervallo Cutrone si scalda blandamente, come se non dovesse entrare, lo farà invece da metà ripresa.

Si riprende con il medesimo disegno tattico, Pulgar trova il varco per Biraghi, complice un rimpallo, la conclusione è pronta, Sepe attento.

Liverani cambia prima dell’ora di gioco, con Karamoh e Som cerca maggiore velocità, non muta però il canovaccio del match. Ribery ha ragione a lamentarsi dell’arbitro, perchè Osorio meriterebbe un’ammonizione.

La Fiorentina cala un po’, il Parma guadagna metri e con Karamoh si procura una punizione. Debutta Brunetta, Ribery perde lucidità, nel finale, riesce comunque a mandare al tiro Castrovilli, centrale. Il finale è crociato, Gagliolo libera Karamoh, impreciso nello stop per Kucka, spinto di quel tanto per sbilanciarlo evitando comunque il rigore. Anche i toscani giocano sino all’ultimo, Bonaventura entra ma ha perso smalto, rispetto a prima dell’infortunio con il Milan. Lirola ha lo spiraglio giusto a destra, Bruno Alves chiude.

Serviva maggiore coraggio, soprattutto alla Fiorentina, che fra gennaio e l’estate aveva speso tanto. Iachini fa solo scaldare Vlahovic, i limiti del suo calcio sono noti, difficile che basti per l’Europa. Il pubblico gigliato chiede più spettacolo. “Siamo contenti di non avere preso gol – dice Milenkovic -, sul campo siamo rimasti uniti, abbiamo risposto sul campo. Continuiamo a pedalare a testa bassa”. Prandelli dopo la nazionale si è perso, non è più quello di Firenze, della semifinale Uefa persa ai rigori contro i Rangers di Glasgow, al Franchi, è difficile che ripeta i primi 4 dei suoi 5 anni toscani. “Ci è mancato solo il gol – sostiene Iachini -, Sepe ha piazzato alcune parate, non posso rimproverare nulla ai miei”

Liverani era troppo spregiudicato, si è acquietato per evitare le imbarcate di Lecce. Va rivalutato D’Aversa. Che ha rifiutato un ricco triennale in Egitto per subentrare in serie A, il Crotone l’ha già nel mirino.

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