Il Messaggero. Il Venezia torna in serie A dopo 19 anni

(veneziatoday.it)

E’ la serie A del Venezia, 19 anni dopo, non la prima del Cittadella. Che si fa raggiungere sull’1-1 da Bocalon, allo scadere, su assist di Maleh, ma i padovani per salire dovevano raddoppiare, penalizzati dalla posizione in stagione regolare. E’ la fiaba di Duncan Niederauer, gli americani arrivano alla quinta proprietà in A, a scapito della famiglia più longeva, il Citta è nelle mani dei Gabrielli dagli anni ’70. L’allenatore Roberto Venturato perde la finale, come due anni fa, con il Verona, allora partiva dal vantaggio di due gol del Tombolato, stavolta dal -1.
Al 26’ arriva l’1-1 aggregato, su passaggio illuminante di Iori, classe 1982, Ceccaroni sbaglia l’intervento e Proia infila. Dieci minuti e due ammonizioni in pochi secondi a Mazzocchi, fallo tattico su Proia e irruzione in ritardo su Donnarumma. Veneziani in 10, resisteranno. Orsato non punisce una trattenuta su Modolo, ammonisce per simulazione, espelle Aramu (Venezia) per proteste, dalla panchina. Carambola sul braccio di Frare, Orsato fa proseguire. Pari superfluo e festa in laguna, l’ultima A fu con Prandelli, nel 2001. L’anno dopo con Zamparini venne esonerato, per Iachini, che mancò la salvezza, ora il presidente di New York spera nella permanenza. Raggiunta da Novellino, con Recoba, nel ’99.
Vanni Zagnoli
La serie A 2021-22: Atalanta, Bologna, Cagliari, Empoli, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Roma, Salernitana, Sampdoria, Sassuolo, Spezia, Torino, Udinese, Venezia, Verona.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Venezia-Cittadella 1-1, Paolo Zanetti sale in A a 38 anni, gli arancioneroverdi dopo 20. Niederauer e gli altri 4 proprietari americani

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/venezia_cittadella_1_1_paolo_zanetti_sale_a_38_anni_arancioneroverdi_dopo_20_vince_americano_niederauer-5986990.html

di Vanni Zagnoli

Venezia-Cittadella finisce 1-1, dopo lo 0-1 arancioneroverde allo stadio Tombolato. Sui 180’, il verdetto ci sta, di sicuro incide il miglior piazzamento della stagione regolare, quinto contro sesto posto, 59 contro 57 punti, ma il Venezia è stato più convincente, come gioco, del Cittadella, che pure da anni dà spettacolo. Il ritorno è granata, ci stava persino la sorpresa, il rovesciamento di un verdetto che era scontato, da domenica sera.

E’ la serie A del Venezia, 19 anni dopo, non la prima del Cittadella. Gli arancioneroverdi valevano la serie A diretta, la seconda piazza è andata alla Salernitana, capace di segnare all’Arechi due gol negli ultimi minuti, di cui uno non così regolare, rovesciando il Venezia, appunto, che era meritatamente in vantaggio e che per alcune settimane era stato superiore anche al Lecce.

Empoli dominante, dunque, poi una bella alternanza per la seconda piazza, la terza promozione resta uno schiaffo al Monza milionario dei Berlusconi, uscito per mano del Cittadella, di giustezza, mentre il Lecce nel doppio confronto non era stato inferiore alla squadra di Paolo Zanetti. Abile peraltro sugli esterni, spettacolare e anche concreto.

E’ la fiaba degli americani, del presidente Duncan Niederauer, da New York, adesso con il pizzetto, 62 anni, nel Venezia dal 2015, dunque dalla ripartenza in serie D. Si è preso la squadra da Joe Tacopina, un anno fa, e completa la corsa avviata in parallelo al Parma, che per la verità era passato in 3 anni dalla serie D alla A. Il Venezia aveva centrato il doppio salto, dalla serie D alla B, da matricola, sempre con Pippo Inzaghi, perse la semifinale playoff contro il Palermo, poi sconfitto in finale dal Frosinone. L’anno successivo retrocedette ai rigori, contro la Salernitana di Menichini, Serse Cosmi da subentrato fece peggio di Walter Zenga, che in realtà aveva compromesso il percorso dopo le sole 7 giornate concesse da Tacopina a Stefano Vecchi, vinci tutto con l’Inter primavera.

Notevole la stagione scorsa con Alessio Dionisi, talmente bravo da meritare l’Empoli e da dominare il campionato, e talmente bravo, il Venezia, con il ds Mattia Collauto e dal dt Paolo Poggi, da prendere il miglior allenatore possibile, per la serie B, dietro appunto a Dionisi, Paolo Zanetti. Nato nel dicembre dell’82, a Valdagno, Vicenza, ha giocato anche a Empoli e all’Ascoli, al Torino e a Grosseto, nel Sorrento e nella Reggiana, in C. Chiuse a 31 anni, restò per tre stagioni nello staff granata e poi sfiorò la serie B al Sudtirol, con l’ex presidente reggiano Alessandro Barilli. Un anno e mezzo fa non meritava l’esonero dall’Ascoli, a Venezia dà spettacolo.

Fa piangere, di gioia, la quinta proprietà statunitense nella serie A, a scapito della famiglia più longeva del calcio professionistico italiano, come proprietà, il Cittadella è sempre stato nelle mani dei Gabrielli, fin dai dilettanti, dagli anni ’70, dal patron Angelo ai figli. L’allenatore Roberto Venturato perde la finale, come due anni fa, con il Verona, allora partiva dal vantaggio di due gol del Tombolato, stavolta dal -1, era quasi impossibile completare la rimonta.

L’1-1 aggregato arriva al 26’: passaggio illuminante di Manuel Iori, classe 1982, alla probabile ultima partita della carriera, Ceccaroni sbaglia l’intervento e Proia infila. Dieci minuti e per Paolo Zanetti aumentano i guai, per le due ammonizioni in pochi secondi a Mazzocchi, fallo tattico su Proia e irruzione in ritardo su Donnarumma. I veneziani vanno in crisi, però resistono. 

Arbitra Orsato, il migliore al mondo, non punisce una trattenuta su Modolo, anzi ammonisce, Aramu protesta, per il Venezia, e viene espulso dalla panchina. 

Nel finale, la palla carambola sul braccio di Frare, Orsato da Schio fa proseguire, è l’arbitro ideale, vicentino, veneto anche lui, nella festa di nordest. Allo scadere azione a sinistra di Maleh, cross radente e Bocalon infila con sicurezza.

E’ festa in laguna, l’ultima serie A arrivò con Cesare Claudio Prandelli, nel 2001. L’anno dopo il presidente Maurizio Zamparini lo esonerò, con la solita impazienza, arrivò Beppe Iachini, a mancare la salvezza, con l’antico Alfredo Magni come collaboratore, prestanome. 

Da agosto, il Venezia proverà almeno a salvarsi, come riuscì Walter Alfredo Novellino, grazie al mancino Alvaro Recoba, nel 1999. 

Venturato ha la solita faccia compunta, scioglie la tensione in un sorriso abbozzato, per una serie A sfuggita per il 5° playoff. Ci riproveranno, i granata, giocano come pochi, spendono come come nessuno, cioè quasi nulla, hanno il budget minore della categoria, persino in serie C si spendono più dei 3,2 milioni fatti spendere dal direttore sportivo Stefano Marchetti ai Gabrielli, appunto.

E’ la festa di nordest, ricco e adesso con il Verona e l’Udinese, in serie A, Hellas alla terza stagione di fila, friulani presenti dal 1995, ininterrottamente. Veneto con due rappresentanti, come l’Emilia Romagna, altrettanto ricca, dietro soltanto a Lombardia e a Liguria, con tre squadre. 

Venezia è reduce da due scudetti nello scorso decennio, nel basket, adesso dal tricolore di pallacanestro femminile, sempre con la Reyer, e ora in A, di nuovo, nel calcio. La penultima salvezza risale al 1961-62, dunque a 49 anni fa, adesso con questo assetto societario e tecnico (Zanetti sarà confermato, ovviamente) spera di aprire un ciclo. Atteso da 255mila abitanti della città e dagli 853mila della provincia. E’ l’esaltazione dei lagunari, di una città alle prese con l’acqua alta, di tanto in tanto, operosa e seria. Città d’arte. Come il calcio del marocchino Maleh e di Aramu. Di Mariano dà pure spettacolo, Forte era più convincente alla Juve Stabia. 

Il Venezia ha l’11° monte stipendi della categoria, i giocatori guadagnano complessivamente 8 milioni. La loro serie A è uno schiaffo alla Spal (22 milioni) e al Monza (19), a Lecce (13), a Frosinone e e Chievo (12), a Brescia e Cremonese (11). Poi Salernitana ed Empoli, promosse, ma persino l’Ascoli salvo all’ultima giornata ha speso di più, 8,3 milioni.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. L’unico errore del portiere Kastrati condanna il Cittadella: 1-0 Venezia in finale, con Di Mariano. Gli Usa avranno 5 squadre in A

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/cittadella_1_0_venezia_finale_playoff_serie_b_calcio_news_oggi_24_maggio_2021-5978498.html

di Vanni Zagnoli

Il Venezia si accinge a ritornare in serie A, dopo 19 anni. Vince al Tombolato, il Cittadella per entrare nell’Italia che conta dovrà aggiudicarsi il ritorno con due gol di scarto, diversamente sarà festa arancioneroverde e il pronostico è ormai scontato.
E’ il trionfo di Paolo Zanetti, 39 anni, fra i tecnici più giovani del calcio italiano, ex centrocampista del Torino, chiuse la carriera nella Reggiana e lì iniziò ad allenare. Fece bene al Sud Tirol, meritando la serie B, ad Ascoli, meritava maggiore pazienza, la scorsa stagione, diversamente avrebbe portato i marchigiani magari ai playoff. Quest’anno il Venezia è stato a lungo secondo solo all’Empoli, per la classe espressa sul campo, a due terzi di stagione era secondo, ha buttato le chance di promozione diretta al Penzo e anche facendosi ribaltare dalla Salernitana, da 0-1 a 2-1, in extremis. Roberto Venturato resta un mito, non solo per Cittadella, un tecnico da un decennio da serie A, da quando portò il Pizzighettone non lontano dalla cadetteria, gli manca giusto quel quid, per trasformare ottime stagioni in imprese memorabili, con i salti di categoria più complicati.
L’andata di ieri sera, dunque, è decida da Di Mariano, l’azione è bella, decide però l’unico errore nei playoff di Kastrati, il portiere albanese migliore in campo, per il resto. Qualità ed esperienza per la società di proprietà americana, un’ora di buon ritmo, con parecchie occasioni e rischi minimi, di fronte agli attacchi granata. Squalificato Maleh, acciaccato Aramu, dopo Lecce, entra negli ultimi 20’, a tenere palla. 
La sarabanda di occasione parte con la torre di Svoboda per Ceccaroni, tuffo e Kastrati vola. Come sulla conclusione di Di Mariano dai 25 metri. Il Cittadella replica con Baldini, da fuori, Maenpaa devia in angolo. Di Mariano serve Forte, alto di poco. Al 5’ st la rete, lo sloveno Crnigoj in profondità per Johnsen, il norvegese elude Donnarumma, centra per Di Mariano, tiro centrale, Kastrati buca l’intervento e fa passare la palla alle spalle. Mancano 10’ alla fine, Baldini scappa a sinistra, ne salta due, crossa, il camerunese Tsadjout spara, il finlandese Maenpaa si oppone.
E’ festa americana, dunque, con una serie A che sarà sempre più a stelle e strisce, con Roma e Fiorentina, Parma e Spezia, e giovedì notte anche, probabilmente, il Venezia. Tanta roba, in laguna. Dove sperano di confermarsi campioni d’Italia di basket, dopo il titolo femminile, atteso da 75 anni. Nordest ricco e vincente, insomma. Il ritorno è dalle 21,30, su radioRai1 e su Dazn.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Serie B, è la notte del Cittadella in finale per la promozione

(ilcittadinomb.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/e_la_notte_del_cittadella_come_due_anni_fa_in_finale_per_la_promozione_con-5973667.html

E’ la notte del Cittadella, come due anni fa, in finale per la promozione. Con il brivido, poichè a 12’ dalla fine il Monza raddoppia ma non trova la terza rete che l’avrebbe qualificato. 
Nel 2019 si fece rimontare dal Verona, in finale, anche stavolta avrà la prima gara in casa, domenica. E’ una finale tutta veneta, con il Venezia non così favorito. Dal ritorno in serie B, con Roberto Venturato, i granata non hanno mai mancato i playoff, quest’anno sono stati a lungo lontani dalla promozione diretta, avranno risparmiato energie nervose per arrivare in fondo. Il Monza è compassato, si scatena tardi, dà la sensazione di poter completare la remuntada, il Cittadella resiste con fierezza. Esce la seconda rosa più costosa della serie B, grazie al mercato più ricco, l’eliminazione significa il probabile addio di Cristian Brocchi, non ancora allenatore da serie A, al di là della grinta, il gioco vive troppo sui singoli, su assoli individuali. 
In avvio, Donnarumma sbaglia il rinvio, Balotelli controlla sulla sinistra e calcia da posizione defilata, Kastrati è attento. Mario calcia anche una punizione, esce di poco. Il Monza spinge relativamente, la fase difensiva del Cittadella è migliorata, rispetto alla storia dei playoff. La punizione di Baldini è insidiosa, serve il tuffo di Di Gregorio. Perticone sfiora l’autorete, prima dell’intervallo Colpani slalomeggia, chiudono in 4, senza fallo. Boateng ci prova da lontano, tra Firenze e Barcellona ha combinato poco, nel Monza vorrebbe lasciare il segno per riprendere il match. 
Il Cittadella gioca sui nervi, Balotelli è nervoso, come spesso, in carriera, Boateng chiede che all’arbitro Sacchi di tutelarlo ma non non ha ragione. A sinistra i biancorossi sono insidiosi, sull’altro fronte offensivo di meno. La palla buona arriva a inizio ripresa, Boateng spreca. La replica è di Tsadjout, le squadre si allungano, manca precisione. I granata hanno 90’ in più nelle gambe, nel calendario compresso di questo mesi la fatica però non si sente. Proia lancia Baldini in contropiede, il centravanti vive l’euforia della tripletta di lunedì, impegna a fondo Di Gregorio. Al 13’ Carlos Augusto sfonda a sinistra, D’Urso e Ghiringhelli non ci sono e Balotelli anticipa Frare. In maglia gialla, il Citta ondeggia, per un attimo. Deve resistere nell’ultima mezzora, restringe le linee con concentrazione, è sempre da sinistra che il Monza è insidioso. Il tempo passa, la squadra della famiglia Gabrielli non trema. Solo quando D’Alessandro prende palla e si accentra si rivivono i fantasmi delle altre eliminazioni. Sul 2-0, un angolo, un tocco con la mano di Frare al limite dell’area, un controllo a seguire di D’Errico. Non ci sono i tempi supplementari, arrivasse il terzo passerebbe la formazione del presidente Silvio Berlusconi e di Galliani. Niente doppio salto, può invece essere la serie A della rosa dal budget inferiore a tutte.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Monza-Cittadella 2-0
GOL: st 13’ Balotelli, 33’ D’Alessandro.
MONZA (4-3-3): Di Gregorio 6; Sampirisi 6,5, Bellusci 6,5, Pirola 6, Carlos Augusto 7; Frattesi 6,5, Scozzarella 6 (31’ st Barberis 6,5), Colpani 6,5 (20’ st D’Errico 6); Boateng 5 (10′ st D’Alessandro 7), Balotelli 6,5 (31’ st Diaw 5,5), Mota Carvalho 6. All. Brocchi 6,5.
CITTADELLA (4-3-1-2): Kastrati 6,5; Ghiringhelli 5,5 (24’ st Cassandro 5,5), Perticone 5,5, Frare 5,5, Donnarumma 5,5 (31’ st Camigliano 6); Proia 5,5 (16’ st Vita 5,5), Iori 5, Gargiulo 5,5; D’Urso 6 (16′ st Pavan 6); Tsadjout 6 (16’ st Ogunseye 5,5), Baldini 6,5. All. Venturato 6,5.
Arbitro: Sacchi di Macerata 6,5.
Note: ammoniti D’Urso, Proia, Tsadjout, Sampirisi, Kastrati, Pirola. Angoli 9-4. Recupero: pt 1’, st 5’.

Tabellino pubblicato su il cartaceo de “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. Serie B, finale Venezia-Cittadella. Lecce eliminato per il rigore fallito da Mancosu e Monza fuori nonostante il successo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/rigore_venezia_al_var_rigore_sbagliato_da_mancosu_lecce_corini_esce_semifinale-5972569.html

di Vanni Zagnoli

Il Venezia e il Cittadella giocheranno la finale dei playoff, con in palio l’ultima promozione in Serie A e quindi con l’obiettivo di unirsi all’Empoli e alla Salernitana. Eliminati il Lecce che paga il rigore sbagliato da Mancosu e il Monza che vince solo 2-0 senza essere capace di rimontare il risultato della semifinale d’andata. Cittadella-Venezia si giocherà domenica alle 21,15, il ritorno giovedì 27 maggio alle 21,30.

LECCE-VENEZIA 1-1

Passa, dunque, il Venezia, in finale dei playoff di serie B grazie al rigore sbagliato da Mancosu, ma il Lecce fra andata e ritorno ha costruito qualcosa di più. Cioè quasi nulla al Penzo, parecchio stasera, compresa una traversa.

Coda ha un’occasione all’inizio, sempre dalla sinistra si fa vivo Henderson, lo scozzese crossa, per poco non arriva Pettinari. Il Lecce inizia a spingere, anche con Maggio, classe 1982, vicentino di Montecchio Maggiore, il suo sinistro è deviato da Maleh, esce di poco, voleva il rigore, Irrati vede bene.

E’ un attimo, il Venezia riguadagna metri, rallenta il ritmo con Molinaro, classe 1983, due stagioni da titolare nella Juve, dal 2007 al 2009. Paolo Zanetti tiene la difesa alta, come all’andata limita i rifornimenti per Coda, che calcia, ma da posizione defilata. Nikolov ha una buona chance, su errore di Maleh, tira in maniera timida. I salentini costringono sulla difensiva i trequartisti arancioneroverdi, Di Mariano, Aramu, lo stesso Maleh, Irrati consente qualche ruvidità di troppo ai padroni di casa, senza ammonire. Si va a ondate, il tiro di Henderson è deviato da Svoboda, Maenpaa disturbato dal vento respinge contro Molinaro, la palla carambola sulla traversa. Pettinari si gira al limite, il destro secco va oltre il secondo palo, il Lecce meriterebbe il vantaggio, le controffensive veneziane sono timide e anche l’uscita dalla trequarti è complicata, sul pressing. Una parata deve compierla comunque, Gabriel, su azione d’angolo di Taugourdeau, Maggio sembra anticipare Svoboda, invece è il contrario e al Var arriva il rigore. Il portiere Gabriel va a prendere un foglietto in spogliatoio, con cui ha studiato i rigoristi del Venezia, intanto arrivano insulti all’arbitro, anche dal presidente Sticchi Damiani, in tribuna. Il portiere danza sulla linea, eppure Aramu è perfetto. La reazione dei giallorossi è veemente, nel recupero, Coda saetta con il sinistro, Maenpaa non si fa piegare le mani.

Corini leva il deludente Nikolov per Mancosu, che stranamente aveva fatto iniziare dalla panchina, la pressione porta al pari al 20’, cross dalla sinistra di Coda, Dermaku gira di testa, Maenpaa respinge, arriva Lucioni che di prima centra per Pettinari e il tocco ravvicinato è facile. Dai e dai, arriva il rigore che può portare il Lecce in finale, tocco di mano di Maleh su conclusione di Maggio, Mancosu manda altissimo. Sale la tensione, Tachtsidis perde i sensi dopo uno scontro con Bocalon, entrano i sanitari e si riprende. La linea Maginot del Venezia resiste, allo scadere l’espulsione di Delgado, del Lecce, per Henderson.

Classe 1982, Paolo Zanetti ha imparato a difendersi, ad Ascoli la scorsa stagione aveva iniziato alla grande, la proprietà non ha pazienzato, diversamente magari avrebbe avvicinato l’impresa di stasera. Il Venezia aveva perso a Salerno l’opportunità di battersi per la serie A diretta, come cifra di gioco era stata complessivamente seconda solo all’Empoli. Il Lecce era la favorita per il secondo posto, sino a un mese fa, Eugenio Corini è stato troppo attendista, all’andata. Senza il Var, il rigore dello 0-1 non sarebbe stato concesso, Maresca ha giustamente richiamato Irrati a rivedere il contatto, il Lecce si appellerà al fatto che il non rigore non sarebbe stato un errore ed evidente. Comunque, in finale vanno i veneziani, domenica gara1.

MONZA-CITTADELLA 2-0

Monza-Cittadella va più o meno come Lecce-Venezia. Chi ha vinto all’andata tiene botta il più possibile, ondeggia nel finale ma porta a casa la qualificazione, dunque passano entrambe le squadre che avevano lo svantaggio del ritorno fuori casa, sarebbero uscite se il computo dei 180’ fosse stato di parità.

Il 3-0 di Cittadella era quasi irrecuperabile, il Monza ci va vicino, forse meriterebbe pure il passaggio del turno, ha la seconda rosa più costosa, rispetto alla più economica, anche solo per questo l’impresa dei patavini è di rilievo. Domenica giocheranno al Tombolato, alle 21,15, il ritorno sarà giovedì 27 allo stadio Penzo, alle 21,30, e il Venezia è favorito di un’unghia.

Brocchi sceglie Balotelli, l’ex azzurro non dispiace, controllo e conclusione da posizione complicata, punizione fuori di poco. Molto più centrata la battuta di Enrico Baldini, l’eroe di lunedì sera impegna Di Gregorio in angolo. Boateng crossa da destra, Perticone svirgola a centro area, rischiando l’autorete. 

L’avvio di ripresa offre due squilli del Cittadella, di Tsadjout (devia Bellusci) e di Baldini (para Di Gregorio). Al 12’ il primo gol, Carlos Augusto folleggia a sinistra, contro Ghiringhelli, Balotelli anticipa Frare e infila. In maglia gialla, i granata si schiacciano dietro, neanche sono abituati a farlo. D’Alessandro parte da sinistra, si accentra e trova l’angolino, splendido. Lì il Cittadella dà l’idea di cadere ancora, concede subito un angolo, poi un tocco con la mano di Frare, concede un controllo a seguire a D’Errico. Il Monza è insidioso con i traversoni, comunque Kastrati non deve compiere salvataggi.

Roberto Venturato non sorride, nel dopo partita: “Sappiamo fare meglio”. Sembra tanto Pasquale Marino, bravi ma introversi, a differenza di Brocchi. “E’ mancato un pizzico di fortuna all’andata e al ritorno – spiega il tecnico del Monza -, fra regular season e playoff paghiamo situazioni incredibili. Resta un buon percorso, abbiamo chiuso il campionato con valori importanti, siamo stati la miglior difesa, come in serie C. E’ stato un buonissimo lavoro, non concluso nella maniera migliore”.

La faccia di Frattesi è emblematica, l’azzurrino viene da una super stagione, all’andata ha sbagliato occasioni, nel ritorno non incide come dovrebbe. In realtà il Monza avrebbe dovuto centrare il doppio salto, raggiungere la prima serie A della sua storia. Ci proverà il Cittadella, due anni dopo l’unica finale.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Serie B, semifinale d’andata: Venezia-Lecce 1-0, gol di Forte

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/venezia_lecce_1_0_gol_di_forte_zanetti_ci_stava_un_altra_rete_5_sconfitte_7_gare_corini-5965927.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/venezia_lecce_1_0_gol_di_forte_zanetti_ci_stava_un_altra_rete_5_sconfitte_7_gare_corini-5965948.html

di Vanni Zagnoli

Il Lecce perde a Venezia per 1-0, giovedì dalle 18,30 avrà bisogno di vincere con un gol di scarto per raggiungere la finale playoff. Non ci saranno i tempi supplementari, a differenza del turno preliminare, il pari o la vittoria qualificheranno il Venezia, un successo con uno o più gol di scarto faranno passare la squadra del presidente Sticchi Damiani.

Netta la superiorità del Venezia, nel primo tempo, con 9 tiri contro 2, comprese quattro occasioni create da Johnsen, il norvegese è da serie A, come incidenza. Quanto alla cifra tecnica, in stagione il Lecce è stato meno continuo, peraltro sino a fine aprile sembrava la favorita per la seconda promozione diretta. 

Dunque una prima opportunità è per Johnsen, sul primo palo, Gabriel si oppone. Poi Modolo devia con il corpo, da angolo, a Fiordilino non riesce la girata vincente. Aramu da fuori calcia alto, proprio i 120’ di battaglia con il Chievo non si sentono, per il Venezia, al punto che i pugliesi devono rifugiarsi in angolo per 10 volte. 

Banti al Var non richiama Marini, sorvola su una trattenuta ai danni di Modolo, con il metro che ha portato al rigore di Darmian (Inter) su Chiellini ci poteva stare, al punto che il dirigente Ivan Ramiro Cordoba all’intervallo scende a protestare con l’arbitro. Dermaku invece tocca con la coscia e poi con il braccio, questo penalty non c’è, sempre per il Venezia. Nella pausa, si scalda l’intera panchina veneta, mentre tutto il Lecce è in spogliatoio, sono modi differenti di vivere lo stop.

Il gol arriva a inizio ripresa, Aramu serve Maleh, che al volo appoggia a Forte, il sinistro è perfetto, nell’angolo basso, per la 15^ rete stagionale, era a digiuno su azione da tre mesi.

I salentini creano una mischia, Modolo invece raddoppia ma di mano, lamenta una spinta che non c’è. Entra Henderson nella squadra di Corini, a migliorare la qualità, lo scozzese a sinistra spinge tanto: venne promosso in A con il Verona. 

Il Venezia deve rifiatare, le triangolazioni leccesi peraltro non sono così pericolose, serve solo un’uscita del portiere finnico Maenpaa. Corini inserisce a sorpresa Nikolov e Yalcin, bulgaro e turco mai a segno, in serie B, e incapaci di ravvivare l’assalto finale. Anzi, riprende metri il Venezia e con Svoboda avvicina il raddoppio. L’ultima chance è per Coda, da posizione defilata, centra il compagno Yalcin. E’ strano che il capocannoniere della serie B, con 22 reti, sia stato così anonimo. Merito di Mazzocchi, Ceccaroni e Modolo averlo limitato così. La formazione dell’americano Duncan Niederauer meritava un altro gol, così faticherà a passare. Eugenio Corini è riuscito a limitare il passivo, è alla 5^ sconfitta in 7 gare. In precedenza, però, aveva raggiunto le 6 vittorie di fila, record societario in serie B: “Il Venezia è molto insidioso in transizione”, dice il tecnico dell’ultima promozione del Brescia.

“Meritavamo uno scarto superiore – replica Paolo Zanetti -, abbiamo costruito 4 occasioni nel primo quarto d’ora. Maleh? Viene dal Ramadan integrale, non mangiava e non beveva, eppure va il doppio degli altri”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Corriereadriatico.it. Il costosissimo Monza è a un passo dall’uscita dai playoff. Tripletta di Enrico Baldini per il Cittadella

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/playoff_serie_b_monza_cittadella_calcio_news_oggi_17_maggio_2021-5965828.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/playoff_serie_b_monza_cittadella_calcio_news_oggi_17_maggio_2021-5965864.html

di Vanni Zagnoli

Giovedì, dalle 20,45, a Monza, il Cittadella passerà in finale anche perdendo con due gol di scarto. Si aggiudica l’andata con un 3-0 raro, nei playoff, e ha un protagonista inatteso, Enrico Baldini, massese, 24 anni, autore della tripletta. Le prime due reti arrivano in metà primo tempo, più o meno come nella finale di due anni fa, con il Verona, che però ribaltò la sfida nel ritorno.

Lombardi e la promozione in A con la Salernitana. «Anno difficile, ma sono pronto a tornare»

Uscito dalla Primavera dell’InterBaldini è arrivato dal Fano, dalla serie C, a gennaio, e aveva segnato due reti in 13 gare nel girone di ritorno, caratterizza il match anche con tanta corsa.

I brianzoli segnano con l’ex Diaw, l’arbitro Ayroldi annulla perchè la palla sull’angolo di Barberis era uscita. Al 13’ Vita crossa da destra, Baldini sorprende alle spalle Bettella (centrale spesso più abile sottoporta che in difesa) e con un tocco al volo batte Di Gregorio, imperfetto nell’uscita. Nella squadra di Brocchi, si fa male Paletta, che partì titolare al mondiale in Brasile, con Prandelli, entra Scaglia e soffrirà. I granata si coprono e raddoppiano al 22’, rinvio di Kastrati, la palla arriva nell’area opposta, Baldini controlla al volo, finta e destro piazzato. Splendido.Anche il Cittadella perde un titolare, Frare, sostituito da Perticone, soprattutto vengono ammoniti Branca e Adorni, che salteranno gara2. 

Il Monza si era ritrovato nel rush finale, con 4 successi in sequenza, anche a Salerno e sul Lecce, però aveva chiuso facendosi battere in casa dal Brescia. Reagisce con la punizione di Barberis, respinta dal portiere, gli manca proprio la propulsione del regista ex Crotone, neanche Frattesi, Dani Mota e Carlos Augusto hanno la verve abituale. Donnarumma, invece, da fuori, impegna a fondo Di Gregorio.

Anche la ripresa del Monza è modesta, per mezz’ora, meglio il Citta, con Tsadjout che in allungo manca la deviazione di un soffio e pure un’opportunità con Proia è favorevole.

Su traversone da destra, arriva un’occasione biancorossa, il colpo di testa di Dani Mota è respinto da Kastrati, Frattesi manda alto un tapin comodo. L’allenatore Roberto Venturato pensa a difendere, nel finale, nei 4 precedenti playoff aveva generalmente dato spettacolo, facendosi però beffare in extremis. Un tentativo da fuori di Carlos Augusto non può sorprendere Kastrati. Una curiosità: in Serie B si possono scaldare contemporaneamente solo 3 giocatori, Brocchi fa scaldare il quarto, Balotelli, nel campo vicino al Tombolato, e lo fa entrare per gli ultimi minuti, Adorni lo chiude, impedendogli il tiro. 

Daniele Donnarumma, invece, salta due volte Scaglia, rientra e calcia, Di Gregorio non trattiene e Baldini fa tris, a 5’ dal termine. E di nuovo Donnarumma, forse il migliore nella stagione granata, è insidioso da sinistra. Per il Monza tre tentativi velleitari, nel recupero.

Tris della Salernitana con il Pescara già retrocesso: promossa in Serie A per la terza volta

“L’abbiamo preparata perfettamente – dice Manuel Iori, 39 anni, capitano dei patavini -, al ritorno serve una gara gagliarda”. Potrebbe smettere, vorrebbe farlo lasciando il Cittadella in serie A.

In tribuna, al Tombolato i tanti addetti ai lavori non si capacitano di come fatichi tanto la squadra dal secondo budget più alto della serie B (quasi 19 milioni lordi, contro i 22,2 della Spal), in questo senso la differenza con il Cittadella è enorme. Il monte ingaggi dei granata è di appena 3,2 milioni, l’ultimo della cadetteria. Eppure ora sono vicini alla seconda finale della storia, al sesto playoff.

Da “Ilmessaggero.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Gazzettino. La serie B, le semifinali playoff saranno da lunedì Cittadella-Monza e Venezia-Lecce. I due legni del Chievo, il Brescia appannato

(notiziein.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/serie_b_le_semifinali_playoff_di_serie_b_saranno_cittadella_monza_e_venezia_lecce-5959195.html

(v.zagn.) Le semifinali playoff di serie B saranno Cittadella-Monza e Venezia-Lecce. Ce la fa, dunque, il Venezia, con il brivido, riprendendo il Chievo che nel primo supplementare era passato sull’1-2, finirà 3-2. Gli arancioneroverdi segnano subito, Taugourdeau serve Forte, la palla sfila verso Aramu che in caduta infila Semper: Sozza annulla grazie al Var, nei playoff è stato inserito. La replica del Chievo è immediata e porta al primo rigore, Canotto crossa dalla destra, Taugourdeau tocca con il braccio, anzichè con il ginocchio, trasforma Garritano. L’occasione migliore è per i veronesi, in ripartenza di Canotto, che calcia a lato. La formazione di Aglietti è scatenata, coglie il palo con Mogos, su errore di Ceccaroni. Il pari arriva dopo un’ora, Aramu pennella da destra e Bertagnoli fa autogol. Piove, il derby si accende, arriva la traversa del Chievo sulla punizione pennellata da Margiotta. Si va ai supplementari, Aglietti abbraccia i suoi, per caricarli, il Venezia resiste e anzi avvicina il vantaggio con Johnsen. Al 12’ pt Djordjevic per Di Gaudio, che di esperienza si guadagna il fallo di Ferrarini: dal dischetto, Mogos darebbe la qualificazione ai veronesi. Al 2’ del st grande azione di Dezi, Maleh trova un bel sinistro da fuori, lì passa già il Venezia, chiude Johnsen in contropiede. Allo scadere il rigore procurato da Forte, toccato da Vaisanen: Semper lo para, al centravanti.
Il Cittadella batte il Brescia per 1-0, lunedì ospiterà il Monza. Basta il gol di Proia nel primo tempo per domare la squadra di Clotet. Il match inizia con mezzora di ritardo per i problemi al Var. Al 17’ Beretta subisce fallo da Cistana, esce per un problema muscolare e lascia il posto a Rosafio, fra i granata. Le occasioni sono per il bresciano Labojko e per Iori, che di piatto cicca a lato. Il Citta convince, come gioco e 3’ più tardi passa, cross di Rosafio dalla sinistra, Proia svetta su Mangraviti e batte Joronen, è all’8° gol. A metà ripresa un bel sinistro da fuori di Daniele Donnarumma, il portiere delle rondinelle Joronen si distende. Il forcing finale non porta al pari, esce la conclusione di Bjarnason. 

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Le semifinali playoff sono Lecce-Venezia e Monza-Cittadella. Il Chievo esce ai supplementari, il Brescia li manca

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/le_semifinali_playoff_lecce_venezia_monza_cittadella_chievo_esce_ai_supplementari_brescia_non_li_agguanta-5958152.html

https://www.ilmattino.it/sport/serie_b/le_semifinali_playoff_lecce_venezia_monza_cittadella_chievo_esce_ai_supplementari_brescia_non_li_agguanta-5959346.html

di Vanni Zagnoli

Lecce-Venezia e Monza-Cittadella sono le semifinali playoff, in serie B. L’andata sarà lunedì a Cittadella, alle 18,30, il ritorno giovedì allo Upower stadium, alle 20,45. 

Venezia-Lecce sarà sempre lunedì alle 21, il ritorno giovedì alle 18,30.

Cittadella-Brescia 1-0

Sotto la pioggia del “Tombolato”, gli schemi sono speculari, 4-3-1-2 su entrambi i fronti, con un cambio dell’ultima ora nella squadra di Clotet, fuori Bisoli per un problema nel riscaldamento, dentro Labojko. Il Var è all’esordio in serie B, per risolvere un problema servono più di 20’ e allora il calcio d’inizio slitta alle 18,30. 

Il Cittadella fa valere il fattore campo, anche senza pubblico, replica il Brescia con Ayè, disturbato da Ghiringhelli, sul corner di Martella. Al 17′ i padovani perdono Beretta per stiramento, entra Rosafio. Due minuti più tardi, volata sulla sinistra di Martella e cross al centro per Labojko che tutto solo impatta malissimo. Il Cittadella riprende campo con Iori, da posizione defilata e a pochi passi dalla porta calcia fuori. Ayè ha perso lo smalto di due mesi fa, impensierisce Kastrati, calciando troppo centralmente. Al 40′ il vantaggio granata, grande azione sulla sinistra di Rosafio e cross al centro, Proia sovrasta Mangraviti e con un colpo di testa perfetto infila Joronen, basterà per passare in semifinale ed evitare così i tempi supplementari, previsti nei quarti, in caso di parità, ma senza rigori.

Ayé e Bjarnason si divorano il pareggio, il mancino del francese viene smorzato da un difensore prima della parata di Kastrati. 

Sulla ripartenza seguente, Rosafio ci prova dalla distanza a giro, la palla esce. Karacic replica per il Brescia. Il Cittadella riesce ad abbassare il ritmo degli ospiti, si fa vivo con il bolide dalla distanza di Daniele Donnarumma, che non sorprende Joronen. Al 27’ bella azione corale del Brescia, il pallone arriva ad Ayé che manda clamorosamente alto, a centro area. La squadra di Venturato replica con un missile di Gargiulo, che dal limite avvicina il palo. Tsadjout ha l’occasione del raddoppio, ma Joronen è strepitoso nel deviare di piede in angolo. Nel recupero Bjarnason ha la palla dell’1-1, la manda a centimetri dal palo. Il Brescia ha deluso, pare quasi svuotato dalla cavalcata che l’ha portato dal +2 sui playout al settimo posto, comunque ha disputato una buona stagione.

Il Monza ha il vantaggio del ritorno in casa, il Cittadella prova ad arrivare in fondo, come due anni fa, quando si piegò solo nel secondo tempo al Verona di Aglietti.

Venezia-Chievo 3-2 ai supplementari (1-1 al 90’).

La squadra di Aglietti è davvero indomita, come nei playoff della scorsa stagione, con l’uscita in semifinale. Il derby di nordest è intensissimo, il Venezia ce la fa con il brivido, riprendendo il Chievo che nel primo supplementare era passato sull’1-2, farà due gol e sbaglierà anche il rigore, allo scadere. 

Gli arancioneroverdi segnano subito, Taugourdeau serve Forte, la palla sfila verso Aramu che in caduta infila Semper: Sozza annulla grazie al Var, la tecnologia è stata inserita ad hoc nei playoff. La replica del Chievo è immediata e porta al primo rigore, Canotto crossa dalla destra, Taugourdeau tocca con il braccio, anzichè con il ginocchio, e dal dischetto trasforma Garritano.

La reazione della squadra di Paolo Zanetti non è pari alle attese, Mazzocchi se ne va a destra, Forte di testa sfiora il palo. L’occasione migliore è per i veronesi, in ripartenza dello scatenato Canotto, che calcia a lato, dopo essersi fatto tutto il campo. La formazione di Alfredo Aglietti è scatenata, coglie il palo con Mogos, su errore di Ceccaroni. Il pari arriva dopo un’ora, Aramu pennella da destra e Bertagnoli fa autogol. Piove, il derby si accende, arriva la traversa del Chievo sulla punizione pennellata da Margiotta. 

Si va così ai tempi supplementari, Aglietti abbraccia i suoi, per caricarli, il Venezia resiste e anzi avvicina il vantaggio con Johnsen. Al 12’ però Djordjevic serve Di Gaudio, subentrato, lo specialista in promozioni di esperienza si guadagna il fallo di Ferrarini: è rigore e Mogos porta per 5’ la qualificazione dalla parte dei veronesi. 

Al 2’ sts grande azione di Dezi, Maleh trova un bel sinistro da fuori, lì passa già il Venezia, chiude Johnsen in contropiede. E’ proprio Maleh il protagonista dell’ultima parte dei tempi supplementari. Allo scadere il rigore procurato da Forte, toccato da Vaisanen: calcia Forte, Semper para e il tempo scade.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Il Chievo riparte, 2-0 al Pisa e playoff vicini con lo sprint di Canotto. Due legni toscani con Sibilli

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/il_chievo_riparte_2_0_al_pisa_playoff_vicini_sprint_di_canotto_legni_toscani_sibilli-5893993.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/il_chievo_riparte_2_0_al_pisa_playoff_vicini_sprint_di_canotto_legni_toscani_sibilli-5894066.html

di Vanni Zagnoli

Il Chievo torna a vincere dopo 5 gare, è solo alla 3° successo in 11 partite, comunque basta per mantenere la zona playoff, tantopiù che ha un match in meno. E’ a +4 sul Brescia e sulla Reggina. Il 2-0 lascia il Pisa a una vittoria in 6 incontri, era all’ultima chance per rientrare in corsa per gli spareggi, per la salvezza non ha problemi, con 6 punti di margine a 5 giornate dal termine e pure con un incontro da recuperare. La nuova proprietà americana sperava in qualcosa di più.

A Verona è inferiore, al di là dei due legni colti da Sibilli. In panchina ha Riccardo Taddei, per le due giornate di squalifica a Luca D’Angelo, per le proteste dopo la sconfitta di Lecce.

Diluvia allo stadio Bentegodi, il Chievo passa al primo attacco, Mogos libera a destra Canotto, dimenticato dalla difesa a 3 del Pisa, calcia, la respinta di Gori è imperfetta, Garritano segna la 7^ rete in stagione. Canotto resta molto ispirato, sulla fascia destra, prosegue nel solco della splendida stagione scorsa, alla Juve Stabia, al di là della retrocessione. Mogos non arriva per il raddoppio, la replica nerazzurra arriva con la punizione di Mazzitelli, non lontana dalla traversa. Piace Samuele Birindelli, come spesso, nel Pisa, sulla destra spinge che è un piacere, magari accompagnato da Siega. Il figlio di Alessandro Birindelli, buon ex juventino, arriva anche al tiro. Prosegue il duello a distanza con Canotto, che sfugge a Pisano e impegna seriamente Gori. E poi aziona il contropiede di Obi, il portiere respinge e Djordjevic incredibilmente sbaglia. Sull’angolo il serbo coglie la traversa. Canotto ha davvero un passo da serie A, a destra, fa ammonire Mazzitelli e Marsura, peraltro in mezzo è rimproverato dall’allenatore Aglietti per un numero fine a se stesso: Mazzitelli, Lisi e Pisano faticano davvero a contenerlo.

Il campo enfatizza gli scontri, sono frequenti, il Pisa nel secondo tempo passa alla difesa a 4 e porta a sinistra Birindelli. Aglietti fa entrare Di Gaudio, 5 promozioni all’attivo, l’ultima allo Spezia, ma non tutte da protagonista, e Manuel De Luca. Resta in campo Cotali, uno dei migliori, sono loro a costruire il raddoppio. Di Gaudio in fascia per Cotali, sfuggito a Birindelli, De Luca sotto misura non perdona.

Sibilli coglie un altro palo, da angolo complicatissimo. Gucher, subentrato, fra i toscani, non trova il rigore: il possesso palla è stato un po’ fine a se stesso. Nel finale l’uno contro uno di Ciciretti porta alla parata di Gori. Semper dice no all’ultima chance, del solito Sibilli. E’ stato un buon posticipo di serie B, Aglietti ha tutta l’intenzione di essere protagonista, nei playoff, come nello scorso biennio. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”