Ilmessaggero.it. Harrouoi gol e il Sassuolo si guadagna la Juve. Cagliari da supplementari, pari annullato dal Var Serra

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/harrouoi_gol_sassuolo_si_guadagna_la_juve_cagliari_da_supplementari_pari_annullato_var_millimetrico-6449507.html

di Vanni Zagnoli

Sono quarti storici, per il Sassuolo, mai ci era arrivato e affronterà la Juve, mercoledì 9 febbraio, a Torino. Il Cagliari meritava i supplementari, ha costruito parecchio, peraltro senza impegnare tanto Pegolo, in campo con la maglia nera, vecchia maniera, e autore di due sole parate.

Mazzarri impiega solo Pavoletti,  Nandez e Zappa, fra i giocatori più noti, il resto sono giovani o seconde linee. Dionisi limita il turnover,  Ruan Tressoldi è il nuovo del Sassuolo, sceglie bene il tempo, nei primi interventi. Su cross da destra di Zappa, Dalbert di testa ha una buona occasione, incrocia fuori. Il match è vero, Raspadori lavora bene, alle spalle di Scamacca. Il gol neroverde arriva al 18’: cross mancino di RogerioKyriakopoulos fa velo e Abdou Harroui tocca in porta, il marocchino d’Olanda è alla 29^ rete in carriera, bel bottino, per un centrocampista di 24 anni. 

Mazzarri fa giocare palla a terra, come sempre, Gagliano però accanto a Pavoletti dà poco. Sull’altro fronte pressa alto Magnanelli, il capitano di 37 anni, impiegato raramente e non a caso sostituito all’intervallo. Lo spettacolo si rianima con le fiammate emiliane sulle fasce, regge la difesa del Cagliari a tratti a 5 e proprio un esterno, Zappa, manca il pari, in acrobazia. Duettano i due azzurri di casa, Scamacca e Raspadori, in età da under 21 ma in azzurro, il guizzante bolognese coglie il palo in allungo caparbio. Pavoletti, Scamacca, le conclusioni si susseguono, ci sarebbe anche un rigorino da Var, per il Sassuolo, il colpo alla schiena di Dalbert su Ferrari, l’arbitro Marchetti usa il buon senso e opta per l’involontarietà, anche se non esisterebbe, in area. Raspadori ha davvero voglia di giocare, impegna Radunovic a terra. I sardi insistono sulla destra, rincorrono la vetrina dei quarti, non sarà affar loro.

Nella ripresa il Cagliari attacca, segna Dalbert ma in offside. Il Sassuolo ha tre occasioni in una, per iniziativa di Defrel, il portiere serbo si oppone bene e poi Scamacca gira fuori. Il match resta interessante, peccato solo per i 1300 spettatori, alla 9^ stagione di fila in serie A la squadra Mapei fatica a catturare nuovi spettatori, fuori dal distretto ceramico, lontano comunque 25 chilometri. Il pari arriva e meritato, ma in fuorigioco per la spalla di Nandez. Traversone da destra dell’uruguagio, non contrastato da RogerioFerrari non arriva, Pavoletti anticipa Tressoldi e insacca. Senza il Var, mai sarebbe stato annullato, e in postazione c’è l’arbitro Serra, di Milan-Spezia. 

In maglia azzurra, gli isolani aumentano il pressing, Dalbert si accentra. Entra Pereiro, per Gagliano, mentre Kourfalidis in assolo dà un saggio del potenziale tecnico. In campionato era finita 2-2, con il calcio rutilante di Mazzarri premiato, in coppa non bastano neppure attacchi con 6 uomini, il Sassuolo resiste. Finisce con il 3-5-2, Dionisi rispetto a De Zerbi chiede più di congelare il gioco, quando in vantaggio, al Mapei era in striscia negativa.

Entra Jacopo Desogus, unico sardo in rosa, classe 2002, non basta a segnare a una formazione che prendeva gol da 16 gare, ultima da inviolata fu con la Salernitana, di Castori. La luna piena non illumina le ultime azioni cagliaritane, su 6 ottavi solo la Fiorentina ha rovesciato il fattore campo. 

Da “Ilmessaggero.it”

Volley. Agli Europei il 3-0 alla Lettonia vale i quarti. Michieletto e poi Recine, è l’Italia dei figli d’arte

(EPA/LUKAS KABON/ansa.it)

di Vanni Zagnoli

A Ostrava l’Italia dei giovani supera facilmente gli ottavi di finale agli Europei, superando la Lettonia per 3-0. A Tokyo si era fermata ai quarti contro l’Argentina, metà squadra è cambiata, qui il livello è decisamente più basso però può arrivare in semifinale. Sarà difficile emulare l’oro delle donne, da 4 anni ai massimi livelli con lo stesso gruppo, questo è nuovo, con l’uscita del ct Blengini per Fefè De Giorgi.

C’è affinità fra il 5-0 dell’Italia del calcio sulla Lituania, nelle qualificazioni mondiali, e questo 25-14, 25-13 e 25-16. La Lettonia disputò l’Europeo calcistico nel 2004, strappando lo 0-0 con la Germania, nella pallavolo sognava un’impresa del genere contro gli azzurri, nella storia degli Europei vanta però solo l’11° posto del ’95. 

Solo l’avvio è equilibrato, una doppia difesa di Balaso salva una palla intricata, l’Italia se ne va sul 18-12. Azzurri superiori in battuta e a muro, chiudono il primo set a 13.

Il secondo comincia con il 7° muro del pomeriggio in Repubblica Ceca, non c’è proprio partita, escluso qualche errore in battuta dell’Italia. Galassi al centro attacca un buon primo tempo, la superiorità della nazionale di Ferdinando De Giorgi è tutta nella pipe di LaviaGiannelli si affida parecchio ai centrali in attacco, sul 12-5 la differenza è già notevole. Tantopiù con l’ace di Alessandro Michieletto, 19 anni, figlio di Riccardo, dirigente di Trento. Gli amaranto concedono un altro muro a tre e sbagliano una schiacciata. C’è il cambio tra figli d’arte, in campo sale Francesco Recine, figlio di Stefano, ds di Perugia, e dell’ex azzurra Beatrice Bigiarini, è alto 1,85, ricorda Nano Anastasi, come schiacciatore, nel volley di oggi è davvero piccolo, mette a terra lui il 25-14 e regala il suo sorriso contagioso. La regia di Giannelli è sempre lucida, attacco e contrattacco funzionano.

I primi muri lettoni arriva nella terza partita, su Pinali, l’opposto non così super, al posto di Zaytsev, operato dopo l’olimpiade. Anzani e compagni restano concentrati, salgono con pazienza sul 15-10. Resta il neo delle battute sbagliate, poco male perchè i baltici non sono in grado di rimanere davvero in partita. Entra Yuri Romanò, l’opposto di riserva di 24 anni, che debutterà in A1 con Milano. I giovani ci sono, conquistano la 6^ vittoria in 6 gare continentali, arriva con il mani e fuori di Recine.

Nei quarti, mercoledì, a Danzica (Polonia), si affronterà la vincente della sfida fra tecnici italiani, Andrea Giani (Germania) contro Silvano Prandi (Bulgaria), il pronostico è confermato, a favore dei tedeschi, per 3-1. 

Un quarto sarà fra Polonia, favorita, e Russia, è passata anche l’Olanda.

De Giorgi ha impiegato 13 dei 14 azzurri, in questi Europei ospitati in 4 nazioni, manca solo Piccinelli, il secondo libero. “Abbiamo entusiasmo e fame – spiega il ct – i giocatori si rispettano e si aiutano”.

Sabato le semifinali, domenica le finali, a Katowice, in Polonia, il presidente federale Giuseppe Manfredi ha speranze che la nazionale ci sia. 

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Mondiali Under 17, Italia sconfitta dal Brasile 2-0, esce ai quarti

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mondiali_under_17_brasile_segna_gol_primo_tempo_superiore_secondo_italia_fuori_ai_quarti-4856109.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/mondiali_under_17_brasile_segna_gol_primo_tempo_superiore_secondo_italia_fuori_ai_quarti-4857493.html

di Vanni Zagnoli

Niente semifinale, 32 anni dopo l’unica giocata dall’Italia, allora peraltro era un mondiale under 16. In Brasile, ai campionati del mondo under 17, gli azzurrini escono nei quarti come 10 anni fa, in Nigeria. Vince il Brasile, non inarrivabile, anche perchè sino a un mese fa neanche doveva disputare la manifestazione, l’ha organizzata solo per le inadempienze del Perù.

L’Italia gioca benino, non soffre tanto di più rispetto a quanto ha concesso all’Ecuador, superato nel finale grazie alla punizione di Oristanio, alla Recoba, il problema è stato subire gol in avvio e il raddoppio prima dell’intervallo.

Il ct Carmine Nunziata conferma gli 11 di partenza di giovedì, di fronte al 4-2-3-1 dei carioca, che passano alla seconda occasione. La parata di Molla è su Peglow, poi Patryck scende sulla sinistra e infila sotto la traversa, sorprendendo un po’ il portiere.

A Goiania ci sono 14mila spettatori, a trascinare il Brasile, dominante solo in avvio. L’Italia è insidiosa con Tongya e Dalle Mura, mentre Gnonto guadagna una punizione dal limite, calciata alta da Brentan. I sudamericani riprendono campo con Talles Costa e con Peglow e concedono un tiro a Gnonto, l’unico nostro 2003 in campo. Il raddoppio al 40’, da azione d’angolo azzurrina: la palla arriva a Pedro Lucas, che in verticale serve Peglow, ricezione sul centro destra e diagonale rasoterra, palo e gol. L’Italia concede qualcosa sulle fasce, nel secondo tempo soffre anche in mezzo. L’arbitro è troppo permessivo, non sanziona con l’ammonizione 3-4 interventi fallosi, l’ultimo è del brasiliano Patrick.

Il cross del nostro Cudrig non trova compagni piazzati per la deviaizone, neanche l’ingresso di Oristanio per Brentan è utile a riaprire la gara. Il Brasile cerca anche giocate spettacolari, come fosse la Seleçao, il sinistro da fuori di Patrick trova la risposta di Molla. In maglia verde, l’under 17 paga anche la desuetudine al caldo, ha una fiammata con Gnonto che parte da solo dalla trequarti, il portiere Donelli si oppone: dopo la conclusione, Patrick prende la caviglia di Gnonto, il Var non interviene per un rigore che onestamente sarebbe stato molto fiscale. Veron è fra i migliori del Brasile, uno dei trequartisti, e anche Kaio Jorge mostra buona velocità, in contropiede, un potenziale persino da nazionale maggiore.

Nel 2009, l’Italia era uscita per mano della Svizzera, per 2-1, all’epoca c’erano Perin in porta e in difesa Natalino, fermato presto da problemi cardiaci. E poi gente protagonista in serie B, oggi: Camporese, Simone Benedetti e Iemmello. Soprattutto, subentrò El Shaarawy, l’unico che abbia avuto tanto spazio nell’Italia maggiore. Oggi il più quotato resta Pirola, peraltro non impeccabile in avvio. L’Italia resta nel suo momento migliore della storia, considerati i due secondi posti agli Europei e questo piazzamento fra le prime 8.

Negli altri quarti di finale, Olanda-Paraguay 4-1, Messico-Corea del Sud 1-0 e Francia-Spagna 6-1. 

Le semifinali, giovedì: alle 20,30 Olanda-Messico, dalla mezzanotte, Brasile-Francia.

Il mondiale under 17 è l’unico che manca agli iberici, con 4 finali perse. Il Brasile insegue il 4° titolo, comunque è favorito, primatista è la Nigeria con 5 affermazioni. Due mondiali per il Messico e uno per la Francia.

Brasile-Italia 2-0
Italia (4-3-1-2): Molla (Bologna); Lamanna (Cremonese) (27’ st Barbieri, Novara), Dalle Mura (Fiorentina), Pirola (Inter), Ruggeri (Atalanta); Brentan (Sampdoria) (1’ st Oristanio, Inter), Panada (Atalanta), Udogie (Verona); Tongya (Juventus); Cudrig (Monaco) (35’ st Capone, Milan), Gnonto (Inter). All. Nunziata.

Marcatori: 6’ Patryck, 40’ Peglow.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Messaggero. L’Italia ai quarti del mondiale under 17: l’unica semifinale fu nell’87. Oristanio con una punizione alla Recoba evita i supplementari, contro l’Ecuador

(calcio.fanpage.it)

Dopo 10 anni, l’Italia è ai quarti del mondiale under 17. Batte 1-0 l’Ecuador con la punizione di Oristanio al 32’ st, sinistro da oltre 30 metri, affronterà il Brasile padrone di casa, lunedì a mezzanotte. Con il Paraguay aveva mollato nell’ultima gara del girone, per evitare l’Argentina, strategia vincente.
A Cariacica, i gradi sono 32, l’avvio è comunque gialloblù, il 4-3-1-2 di Carmine Nunziata regge, anche perchè Pirola in difesa è una sicurezza. Il ritmo è basso, lo testimonierà anche il gps, sotto la maglia azzurrina: Lamanna mette sul fondo di testa, mentre Chavez punge per due volte. Delgado è distratto sul pressing di Gnonto, Nicola Cudrig non è convinto e il portiere Lopez respinge. Cresce verso la mezzora il trio italiano di colore, Gnonto sbaglia a porta vuota. Metà ripresa è azzurrina, con due parate di Lopez, mentre Molla devia su Mina. Ruggeri sbraccia appena su Cabezas, l’arbitro concede il rigore e poi lo leva al Var. Un attimo dopo il capolavoro di Gaetano Oristanio.
Vanni Zagnoli
Italia: Molla (Bologna); Lamanna (Cremonese), Dalle Mura (Fiorentina), Pirola (Inter), Ruggeri (Atalanta); Brentan (Sampdoria) (23’ st Boscolo Inter), Panada (Atalanta), Udogie (Verona); Tongya (Juventus); Cudrig (Monaco) (1’ st Oristano, Inter), Gnonto (Inter) (34’ st Barbieri, Novara).

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero, europei di volley. Il 3-0 alla Turchia, solo il primo set è equilibrato. L’Italia è più forte del virus, Nelli in palla, Giannelli fa attaccare tanto Anzani. Prandi: “Nel quarto è favorita la Francia, è la più forte”. Lorenzetti: “Non è vero che mancano schiacciatori italiani di posto 4”. Giani: “Se passa, l’Italia è favorita, con Polonia e Russia”

(newsmondo.it)

I quarti per l’Italia erano scontati, un po’ meno da sabato sera, virus gastrointestinale con febbre per Colaci, Giannelli e il 20enne Lavia, ieri si è saputo anche di Zaytsev. Il 3-0 alla Turchia è per 25-22, 25-18 e 25-21, solo il primo set è in bilico, finisce al contrario rispetto ai 3 persi con la Francia. 
Balaso è l’unico libero, in genere si alterna o affianca a Colaci; Zaytsev si prende due muri sul 16 pari, non rientrerà. A Nantes è il pomeriggio di Gabriele Nelli, 26 anni, la scorsa stagione quasi sempre in panchina per Vettori, a Trento, e adesso fulcro dell’ambiziosa Piacenza, tornata in A. Di solito entra solo per una battuta, la sbaglia ma resta sul parquet e chiuderà il set con due aces. In mezzo anche l’ingresso di Candellaro per Piano, proprio per un servizio più insidioso.
Gli ottomani sono superiori solo fisicamente, dunque a muro, nel secondo parziale si smarriscono in ricezione e attacco, subendo la diagonale Giannelli-Nelli e i primi tempi di Anzani, che chiuderà con 12 punti, dietro ai 14 dell’opposto. Juantorena si fa rilassare la schiena, dopo un pestone di Anzani, rientra nel terzo, senza forzare. Antonov attacca raramente, sbaglia una ricezione e subisce un muro, servirebbe Lanza, fermato da un infortunio muscolare e rientrato a Perugia. Sul meno uno, i rossi dalla mezzaluna sbagliano un attacco e si prendono un muro da Piano, tradiscono i limiti di chi neanche è fra le prime 34 d’Europa, contro la 6^ del ranking. 
I DERBY DEI CT ITALIANI
Sabato, i 3-1 della Germania di Giani, in Olanda, sugli arancioni di Roberto Piazza e della Slovenia di Giuliani, a Lubiana, sulla Bulgaria di Prandi. Tre a zero della Russia sulla Grecia, che aveva strappato un set agli azzurri, della Serbia sulla Cechia e della Polonia sulla Spagna; 2-3 di Anversa, dell’Ucraina sul Belgio. I quarti. Stasera, alle 20, ad Apeldoorn (Olanda) Germania-Polonia; alle 20,30, a Lubiana, Slovenia-Russia. Domani: alle 21 a Nantes, Francia-Italia; alle 20,30 ad Anversa Serbia–Ucraina. Passasse, l’Italia avrebbe probabilmente la Serbia, rimandata al preolimpico di gennaio dopo il 3-0 di Bari. 
“E’ favorita la Francia – ammette Silvano Prandi, 72 anni, ct più anziano al mondo, a grandi livelli -, non solo nei quarti, è la più forte fra le squadre che ho visto. Sarà durissima per i due nostri ct eliminare Russia e Polonia”.
“Le migliori sono proprio la Polonia campione del mondo e la Russia, oro in due Europei degli ultimi 3 – aggiunge Andrea Giani -. Poi chi passerà tra Francia e Italia, pronostico incertissimo”.
“L’Europeo vero inizia solo adesso – sostiene Angelo Lorenzetti, campione del mondo per club, con Trento – e questo è quasi un mondiale. Vorremmo sempre la medaglia al collo, come succede alle donne, non è sempre possibile, sono cicli e dipende anche dagli avversari”.
Resta la penuria di schiacciatori italiani. “Avevamo Kovar, Parodi e Martino, penalizzati soprattutto da questioni fisiche. Si gioca anche troppo, come nel calcio e nel basket, e non sempre c’è gran pubblico”. Ieri 3100 spettatori, un milione e 600mila su Rai3 per Francia-Italia, mercoledì, domani probabile esaurito e almeno due milioni su Rai2.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Giornale, mondiali di calcio femminile. È l’Italia delle meraviglie. Il sogno mondiale continua. La Cina è inferiore, gli ottavi sono facili. Otto società di serie A su 12 hanno la squadra anche al maschile, ex professionisti di vaglia allenano le donne: Emiliano Bonazzoli e Carobbi, Piovani e adesso Ganz

Aurora Galli (calciomercato.com)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/litalia-delle-meraviglie-sogno-mondiale-continua-1716654.html

Vanni Zagnoli

Non è stato l’Europeo under 21, è il mondiale femminile anche dell’Italia. Ai quarti, come solo nel ’91, quando era allenata da Sergio Guenza, eppure ancora senza sicurezza di olimpiade. Per Tokyo serve arrivare fra le prime 3 europee e neanche la semplice semifinale potrebbe bastare, intanto elidiamo per 2-0 la Cina, approdata ai quarti in ogni partecipazione. L’ottavo è più aperto delle sfide ad Australia e Brasile (il 5-0 con la Giamaica non fa testo), dall’inizio le azzurre creano, anche grazie alle due Valentina, Bergamaschi a sinistra e Giacinti in avanti; Aurora Galli subentrerà, Sabatino non è più titolare. Milena Bertolini si conferma pragmatica e spettacolare, l’Italia ha lo sprint di Conte a Euro ’16 e la quadratura tipica del nostro calcio.  L’Italia c’è, insomma, anche a livello femminile, con l’obiettivo di ripetere il quarto posto del mondiale maschile under 20. Con belle chiome e corpi tonici, senza un filo di grasso, in tante tengono la maglia fuori dai pantaloncini.

La partita è gradevole, il ritmo alto, all’ennesimo errore asiatico la nazionale passa: al 14’, a destra Giacinti ruba palla, cross per Bonansea, che apre per Bartoli, sgambettata dalla portiera, dopo avere rubato il tempo all’avversaria; Giacinti angola la conclusione ravvicinata, è alla 7^ rete. Certe partite di serie A maschile sono meno interessanti, le emozioni sono pari a un playoff di serie B, aumentano per il nazionalismo, a partire dall’inno cantato. Le cinesi organizzarono il primo mondiale, 28 anni fa, pagano in concentrazione e altezza, l’Italia è rigorosa nella difesa a 4, capita peraltro qualche rinvio sbagliato a Laura Giuliani. Linari e compagne sono tecnica e velocità, anche l’intensità è aumentata, nel dopo Antonio Cabrini, il quinquennio con il campione del mondo aveva portato poco, come le 7 stagioni con Pietro Ghedin, poi a Malta, e, sempre a ritroso, il lustro con Carolina Morace. Fra gli ex ct, Comunardo Niccolai, noto da difensore per le autoreti, e Sergio Vatta, il mago delle giovanili del Torino. E’ cambiato tutto con Milena, la correggese ex stopper, che sul campo impatta come i guru di quando vinceva nella Reggiana, ovvero Velasco, Sacchi e Rudic. 

A Montpellier, le rosse si fanno vive solo da fuori, Giuliani alza e poi esce. Bergamaschi da destra impegna la portiera, neanche con le giamaicane avevamo costruito tanto. Il calo verso l’intervallo induce Bertolini al cambio di contenimento, Galli per la trequartista Girelli. Arrivano un palo cinese, ma in fuorigioco, sofferenze assortite. Il 2-0 al 5’ della ripresa, con il destro da fuori di Aurora Galli. Ottimo, tantopiù che Martina Rosucci ha perso la stagione e debutta solo nel finale, mentre Cecilia Salvai è a casa, infortunata.

Nei quarti, alle 21, giovedì Norvegia-Inghilterra, venerdì Francia-Usa; sabato alle 15 la gara dell’Italia, contro Olanda o Giappone, dalle 18,30 Germania-Svezia. 

Sono le settimane più importanti, per il calcio femminile, mai tanto popolare, peccato che la serie A non scenda oltre Roma e rappresenti appena 6 regioni. Otto società (su 12 partecipanti) hanno la doppia serie A, ovvero società al maschile e al femminile, tante ragazze potranno vivere di calcio, per qualche stagione, grazie a sponsor sottratti ad altre discipline minori. E dal maschile arrivano personaggi: Emiliano Bonazzoli subentrato al Chievo, Carobbi tecnico della Fiorentina, Piovani al Sassuolo, adesso Maurizio Ganz al Milan. Da settembre, aspettiamo stadi meno vuoti e meno biglietti omaggio.

Da “Il Giornale”

Il Gazzettino, Europei di pallanuoto. Il Setterosa si ferma ai quarti sconfitto dalle campionesse in carica dell’Ungheria per 10-9

Il Setterosa conclude la sua avventura europea ai quarti (corriere.it)

(v.zag.) Il setterosa esce ai quarti dell’Europeo di Barcellona. Vince l’Ungheria per 10-9, favorita, rimontando due volte. Le azzurre avanzano sul 4-2 per poi subire 4 reti in sequenza. Tabani spezza la serie negativa, Emmolo pareggia da fuori (6-6), sul finire del 3° quarto il controsorpasso è di Arianna Garibotti, seguito dal rigore parato da Gorlero. L’8-6 sempre di Garibotti illude l’Italia, ma a 2’ dalla fine arriva il pari delle magiare. E a 29” dal termine la “beduina” di Keszthelyi, decisiva. Perchè a 19” dalla sirena Bianconi si fa parare il rigore procurato da Palmieri: 5 anni fa, dal dischetto, le sfuggì la palla dalla mano, con la Grecia. 

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Svezia-Inghilterra 0-2: Maguire più Dele Alli, Leoni in semifinale, grazie anche alle 3 parate di Pickford

 

Il gol di Maguire (Ryan Pierse/Getty Images)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842538.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842552.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842549.html

https://sport.leggo.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842540.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/svezia_russia2018_inghilterra-3842554.html

di Vanni Zagnoli

E’ semifinale per l’Inghilterra, 28 anni dopo Italia ’90, quando uscì per la prima volta ai rigori, contro la Germania. Da allora la raggiunse solo a Euro ’96, con ulteriore uscita dal dischetto, in casa.

Fuori la Svezia, come da pronostico, ha costruito tre buone occasioni, dopo essere andata sotto, tradendo fatalmente limiti. Mercoledì 11, a Mosca, affronterà la vincente di Russia-Croazia.

Inghilterra-Svezia va secondo i binari prospettati, i gialloblù dietro, a proteggere la difesa, come nello spareggio con l’Italia, l’Inghilterra attacca, preferibilmente sulla destra. Equilibrio, opposizione svedese fiera, con il passare dei minuti la pressione aumenta, sino al gol della mezz’ora: da sinistra l’angolo di Ashley Young, lo stacco di Maguire è di forza, dall’alto del metro e 93, ad anticipare Forsberg. Genitori spagnoli, 25 anni, Harry Maguire dall’Hull City è passato al Leicester. E’ il quinto gol britannico su palla inattiva, grazie agli schemi di Southgate, che in tribuna ha persino un sosia, con quel panciotto che fa raddoppiare le vendite dei gilet. Elegante come questa Inghilterra, che per una sera ha nulla dal capocannoniere Kane eppure non tremerà.

A Samara, gli scandinavi vanno sotto per la prima volta (con la Germania avevano perso allo scadere, avevano subito gol solo dai tedeschi), non cambiano il canovaccio tattico, sulla pressione della nazionale dei tre leoni. Sterling è onnipresente, sbaglia una chance ma in fuorigioco, prima dell’intervallo calcia sull’uscita di Olsen e poi è chiuso da Granqvist, 33enne partito dal Wigan e discreto nel biennio al Genoa.

Alla ripresa occasione per la Svezia, cross da sinistra, stacco di Berg (centravanti senza gol, al mondiale) e parata di Pickford, portiere vero, finalmente, per l’Inghilterra. Nelle precedenti 3 grandi manifestazioni, fra i pali c’era stato Joe Hart, ex Torino, in Brasile e soprattutto in Francia sbagliò, era già declinante, al pari di vari predecessori. Pickford non si è fatto travolgere dalla stagione negativa dell’Everton, ha reattività. Come Sterling negli sprint e Maguire negli inserimenti. L’Inghilterra è tosta e continua, fa girare palla e raddoppia. Il destro da fuori di Lingard non è decisivo, Trippier alimenta l’azione come fosse rugby, il cross è della stessa ala dello United, Dale Alli ruba il tempo a Krafht, difensore del Bologna, in acrobazia e infila.

Sotto di due gol dopo un’ora, la Svezia ha comunque fiammate, Berg per Claesson e Pickford salva ancora. Le occasioni si susseguono, molto più che in Inghilterra-Colombia, Henderson e compagni non si accontentano, serve un altro salvataggio di Granqvist, propulsore anche offensivo. Il doppio cambio vivacizza i gialli, Guidetti (nonno paterno di Ferrara, cresciuto in Kenya) libera Berg e Pickford piazza la terza parata complicata. La Svezia meriterebbe il gol, ha costruito quasi di più in questo quarto di finale mondiale che nel doppio spareggio con l’Italia. L’Inghilterra è anche spettacolare, con i 5 ragazzi di colore, sembra una delle tante squadre Nba sospinta dalla fisicità e della velocità degli esterni.

Il finale è di controllo, a evitare rischi. E’ 2-0, come Francia-Uruguay, la Svezia però ha costruito più della nazionale di Tabarez. Anche il fantasma di Ventura adesso è eliminato, la sua riabilitazione postuma è finita. Con Prandelli, l’Italia iniziò lo scorso mondiale battendo gli inglesi ma poi venne eliminata. Chissà se avrebbe fatto meglio della Svezia, uscita per la seconda volta ai quarti. Niente podio, raggiunto due volte, l’ultima nel ’94, con Brolin, trottolino del Parma. Senza Ibrahimovic, ha fatto meglio che nei mondiali disputati o saltati nonostante il totem, eguagliando il quarto di Euro 2004.

E’ festa inglese, sugli spalti “God save the Queen” furoreggia. Nel 4° mondiale monomarca, con semifinaliste solo europee, l’Inghilterra ha superato tutte le sue paure. Conta di giocare la finale nel giorno dell’ultimo atto di Wimbledon. E di bissare il titolo del ’66, si può fare.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Gazzettino, volley. Belgio-Italia 3-0, fiamminghi super a muro, l’attacco azzurro è flebile, il secondo set obbrobrioso. Resta solo Giani, semifinalista con la Germania. C’è voglia di novità, di una finale tra belgi e tedeschi, mentre dovrebbe essere fra Serbia e Russia

Iacopo Botto (news.superscommesse.it)

L’Italia esce dagli Europei nel modo peggiore, travolta dal Belgio nei quarti. Dal tiebreak perso con la Germania era migliorata, non abbastanza da puntare alla finale, eppure era ipotizzabile prevalere sui fiamminghi, magari concedendo 1-2 set. Invece. Invece una volta di più è inadeguato Antonov, russo di Padova. Blengini sbaglia a insistere anche su Vettori, inserendo Sabbi a secondo parziale compromesso. I neri sono super a muro (14 a 4) e in battuta, il doppio libero non basta. Si perde nel primo e nel terzo set, con la fragilità nei momenti chiave, il secondo non è quasi giocato e sono esagerati gli inserimenti anche di Randazzo, Botto e Spirito. Nell’ultimo esordisce Buti (sbaglierà il 22 pari) e sul 5-2 il ct parla solo con Giannelli, lasciando il timeout al vice Medei. Paga le rinunce a Zaytsev e a Birarelli, la federazione doveva chiedere un sacrificio a Juantorena, 32enne acciaccato. Il Belgio attacca a volte senza muro, ne ha 4 del nostro campionato e mai aveva raggiunto una semifinale internazionale. Non resta che aggrapparsi a Giangio Giani, domani semifinalista con la Germania, contro la Serbia, dopo la finale con la Slovenia. Fefè De Giorgi è uscito negli ottavi con la Polonia e ora là tiferanno per il Belgio, contro la Russia. Nostro pagellista è Paolo Tofoli, allenatore di Alessano (Lecce), in A2.
BELGIO-ITALIA 3-0 (25-21, 25-11, 25-23): Giannelli 1 (voto 5,5), Vettori 12 (6-), Lanza 6 (4,5), Antonov 7 (5,5), D. Mazzone 10 (6), Piano 4 (5+); Colaci (l, 6), Balaso (l, 6+), Buti 2 (5/6), Sabbi 1, Botto 1. Blengini (6).
QUARTI. A Cracovia, Russia-Slovenia 3-0: 25-17, 25-19, 25-19. Serbia-Bulgaria 3-9: 25-21, 25-22, 28-26.
A Katovice, Germania-Rep. Ceca 3-1: 25-22, 16-25, 25-23, 25-20.

 

Il Gazzettino, tennis. All’Us Open, Roberta Vinci resiste un set: un tendine, la schiena e la Kerber hanno la meglio. Quel game omaggiato per errore dal giudice di sedia

Vanni Zagnoli

Niente semifinale per Roberta Vinci, agli Us Open. La tarantina avanza nel primo set per 5-4 per subire 9 games di fila. Si arrende dunque ai vantaggi nel parziale di avvio, dopo essere stata a due punti dall’1-0. Sul 30 pari, lo scambio è lungo e guidato dalla pugliese, Angelique Kerber è brava ad aggiudicarselo, rovesciando il match. Per tre volte Vinci aveva conquistato un break, ma in ogni occasione perde subito il servizio.

Lunedì si era allenata appena un quarto d’ora e senza palla, per la tendinite alla gamba sinistra e i problemi alla schiena, perciò proprio da sinistra gioca sempre il rovescio. Sullo 5-6 e 0-40, addirittura le viene sanzionato un fallo di piede al servizio, il replay dà comunque ragione al giudice di linea.

All’inizio del secondo set, Roby concede 9 punti di seguito. Sullo 0-5 ha un sussulto e almeno porta un gioco ai vantaggi. Azzecca una volèe, confermandosi la più spettacolare del circuito nel colpo sottorete. Dal fondo è imprecisa, si arrende alla bellissima Angelica, vincitrice dell’Australian Open e semifinalista a Flushing Meadows già nel 2011: è numero 2 al mondo, può scalzare Serena Williams dal vertice. “Mi è servita molta forza d’animo – spiega la tedesca -, per chiudere il primo set”. Durato 55’, con una guerra palla su palla e bei colpi reciproci. Nelle ultime 5 edizioni, solo una volta Vinci ha mancato la qualificazione ai quarti, a 33 anni poteva bissare la finale della scorsa edizione, persa contro Flavia Pennetta, ma si arena contro la tranquillità di Kerber, nervosa solo per 9 games. Sino a ieri Vinci aveva concesso appena un set, meritava il primo, in cui è stata superiore alle previsioni, anche nel dritto. Il giudice di sedia quasi si intenerisce e alla fine declama il punteggio regalandole un game, nel secondo set, incappando in un errore inconsueto. Ora Robertina uscirà dalla top ten Wta, per attestarsi sul 15° posto. Torna in Italia per curarsi e a fine anno deciderà se continuare. Gli appassionati sperano che sia longeva quanto Francesca Schiavone, ancora in campo a 36 anni.

QUARTI. Vinci-KERBER 0-2: 5-7, 0-6. Stasera (Eurosport): S. Williams (Usa)-Halep (Romania), Konjuh (Croazia)-Pliskova (Cechia).

Maschi. Alle 18, Nishikori (Giappone)-Murray (Gran Bretagna), all’1 Del Potro (Argentina)-Wawrinka (Svizzera).

A cura di Valmore Fornaroli