Enordest.it. Rai radio2 fa bella la notte

https://www.enordest.it/2022/08/07/rai-radio2-fa-bella-la-notte/

Vanni Zagnoli

Proprio adesso che l’estate entra nel vivo, la programmazione di Rai radio2 cambia, con i miti del resto dell’anno che vanno in vacanza, come a fine anno.

Il secondo canale, della modulazione di frequenza, fm, si diceva una volta, quando ancora c’erano le onde medie e io ascoltavo Tutto il calcio minuto per minuto, con la voce di Roberto Bortoluzzi, napoletano.

A proposito, sono dieci anni dalla morte di Alfredo Provenzali, il terzo conduttore di sempre, dietro Massimo de Luca e prima di Filippo Corsini, il caporedattore, da un decennio al microfono.

Qui raccontiamo il cazzeggio su radio2, cazzeggio in gergo significa scherzare, è l’evoluzione dell’infotainment, fra etere e tv.

La notte, lo sapete, siamo metodici, con I Lunatici, Roberto Arduini e Andrea di Ciancio, che si sono raccontati di recente, al microfono di Pierluigi Diaco, a Ti sento.

Ci sono storie notturne, che vanno anche in tv, all’incirca fra l’una e mezza e le due mezza, su Rai2, naturalmente.

Il trascinatore è Arduini, con quella voce singolare, coniuga emozioni e temi leggeri, sesso e salute, antidepressivi e drammi, guariti e pittoreschi. Curiosissimo, escluso il rituale invito a mettere i mi piace sui profili social e poi l’insistenza con un anziano eccentrico, nonno Giannino. Erano e saranno in onda da mezzanotte alle 4, andrà per un po’ il meglio di, della terza stagione, super. 

Dalle 4, adesso, mentre prima i Lunatici erano sino alle 6, ci sono i Mattinotti, o qualcosa del genere, mattinotti è un bel termine, un duo, naturalmente uomo e donna, come tanto, in radio, in tante radio, con Noemi Ferracini, ex radio Freccia, e Fabrizio d’Alessio.

Alle 6 c’era il cult, Caterpillar Am, con Filippo Solibello, sino alle 7,45, con Marco Ardemagni, piacentino, il giudice, con improbabili giornali, il Ieri e il dopodomani, o giù di lì, e l’opposizione, quella sì, e Claudio de lillo, pugliese, Elasti, come scrittrice.

Pochi brani, tanti sorrisi e qualche bell’ospite, compresi talvolta i direttori dei quotidiani e, naturalmente, le prime pagine, con insistenza magari su Il Messaggero e Il Gazzettino, per accordi aziendali.

Adesso ci sono i sostituti, sono 3, ma non di quel livello, gli stessi di Natale. Cater xl è il programma, sino alle 8,30. Poi radio2 Happy Family, ma dalle 7,45 alle 10 c’è sempre stato il Ruggito del coniglio, altra comicità, volontaria, satira, sarcasmo, come piace a noi, giorno e notte. Il Ruggito, dunque, che bello, soprattutto per mia moglie, che adora la coniglietta, Panciottina, coniglia vera, non come il ruggito della trasmissione radio.

Soggetti smarriti era la sera, prima dei Lunatici, con Marzocca, ex comico di Zelig.

Non è un paese per giovani da mezzogiorno alle 13,30, poi Siesta e quel che resiste all’estate. Numeri due, al posto di Numeri uno, e poi Caterestate, in luogo di Caterpillar, appunto, con Sara Zambotti, milanese e Massimo Cirri, piemontese, di Carmignano.

Tutto l’anno c’è stato Back2back, dalle 21 alle 22,30, con Ema Stockholma, francese, dalla voce sexyssima, e con Gino Castaldo, il baffo di Repubblica, spettacoli, forse ex.

Di qui è passata anche Geppy Cucciari, nata a Cagliari, tifosa del basket Sassari, scudettato con l’ex ct Meo Sacchetti, nel 2015, e poi passata su radio1, con Giorgio Lauro, a Un giorno da pecora, con interviste comiche, di quelle che vorremmo fare anche noi, spesso riportate in agenzia.

Insomma la radio, 2, in particolare, come antidoto al malumore, nel mio caso alla disoccupazione, con il cazzeggio reiterato, curioso, con classe, con bella puntualità, quotidiana. Con programmi che spesso vincono premi, come il Biagio Agnes, andato ai Lunatici, l’anno scorso.

Ah, nel weekend c’erano le Lunatiche, Federica Elmi, che non mi fa intervenire, e Jodi Alivernini, sostituta di Barbara Venditti, che preferivo. Rudi è l’autore, in sostituzione di uno che proprio mi riconosceva anche quando davo un nome diverso, nella telefonata. E poi il regista, Paoletto Castro, dice sempre Elmi. Adesso il sabato, mi pare, con Jody, dalle 16 alle 19.

Voto a radio 2 dieci. Sono intervenuto alcune volte con Solibello, ho spiegato a Lunatici e Lunatiche che sono un giornalista, ancorchè disoccupato, e allora mi poco, soprattutto le donne. Carichissime e dalla voce di grande personalità. Energicisissime.

Da “Enordest.it”

Assocalciatori.it, 60 anni da Antonio Di Gennaro, il migliore nel rapporto carriera in campo e al microfono: “Grinta sempre. Quella volta che mi arrabbiai con Salvemini. Pirlo è di un altro pianeta. Italia-Francia con me dall’inizio non sarebbe cambiata”

 

Antonio Di Gennaro oggi (agoramagazine.it)

http://www.assocalciatori.it/news/il-pallone-racconta-antonio-di-gennaro

Antonio Di Gennaro ha compiuto 60 anni, è il miglior italiano, se consideriamo quanto ha dato da calciatore e quanto è bravo da commentatore tecnico. È la voce tecnica più grintosa, persino più di quanto fosse in campo.

Antonio, come ha festeggiato?
“In famiglia, in un ristorante a Polignano, vicino a Bari, in maniera molto semplice ma in un posto incantevole”.

Dove abita?
“Nel capoluogo pugliese, proprio, in un quartiere residenziale. Venni qua giusto 30 anni fa, dopo Verona, restandoci sino al ‘96: tornai a Firenze, come allenatore, e poi sono rientrato a Bari, nel 2003, e da allora sono sempre rimasto quaggiù. Vivo a 10 chilometri dal mare, certo il migliore qui va da Monopoli al Salento”.

A parte l’opinionista che fa?
“Ho una scuola calcio, da 9 anni, è la Pro calcio Bari, ma non è legata alla squadra adesso in serie D. Sono con Michele Andrisani e Marcello Sansonetti”.

Chi è l’Antonio Di Gennaro del calcio mondiale e chi era prima di lei, come caratteristiche?
“Registi alla mia maniera non me ne vengono in mente molti. Iniziai da mezzala e poi a tutto campo, a Firenze siamo cresciuti con i De Sisti, i Merlo e gli Antognoni, c’era questa prerogativa, poi ognuno fa la sua strada. Negli ultimi anni il miglior regista del mondo è stato Andrea Pirlo ma lui era a un livello molto più elevato. Io sono stato solo un buon giocatore”.

Rimpianti per quell’Italia-Francia del mondiale 1986? Il ct Enzo Bearzot puntava su di lei, eppure nella partita chiave snaturò la Nazionale, per inserire Beppe Baresi in marcatura su Michel Platini…
“Nessuno. Giocare il mondiale è già qualcosa di importante, per quanto uno ha voluto fare. Entrai nella ripresa, ma quand’anche fossi rimasto in campo dall’inizio sarebbe cambiato poco, i francesi erano più forti”.

Al microfono come fa a essere così trascinante?
“Amo quel che faccio e cerco di metterci il meglio di me, per far capire la tattica e la tecnica agli spettatori. Bisogna essere concentrati, viverla come se uno giocasse, anche se vedendola da sopra la prospettiva è totalmente diversa. Iniziai 16 anni fa, come un gioco, adesso è una professione”.

Con chi completiamo il podio dei più grandi, fra campo e microfono? Lei, Bergomi e…?
“Il livello è altissimo. Da questa stagione sono in Rai, ero a Sky e a Mediaset. Beppe cominciò persino prima di me, appena smise. Siamo amici e in tanti telecronisti ho ravvisato professionalità, competenza e la giusta partecipazione, per il giusto binomio con il commentatore tecnico”.

Quando litigò di più, fra campo, spogliatoi o in tribuna stampa?
“Sul terreno di gioco ero un po’ fumino, come si dice a Firenze. Ricordo una volta a Lecce, con Gaetano Salvemini sulla panchina del Bari, sbottai per la sostituzione fra il primo e il secondo tempo e nelle settimane seguenti fu chiarita la situazione. Per il resto ebbi un rapporto eccellente con il mister”.

Come si prepara per commentare una partita?
“Sono attento alle problematiche dei giocatori per l’intera settimana, studio la tattiche, le assenze e il giorno prima o il giorno stesso la stessa gara”.

Le capita mai di arrivare su un campo alla cieca o quasi?
“No, anche da giocatore giungevo un’ora prima dell’allenamento. Difficilmente arrivavo con soli 10’ di anticipo, stessa cosa da commentatore. Ai mondiali di Russia 2018, con Sandro Piccinini arrivavamo anche con 3 ore di anticipo”.

È sposato?
“Per due volte. Dal primo matrimonio, a Verona, nacque Elisa, 34 anni, che mi ha reso nonno di Tommaso, 10 anni. Mi sono risposato a Bari e ho altri tre figli: Andrea, 28 anni, Ilaria, 23, e Giovanni, 20. Entrambi i maschi hanno un po’ giocato”.

Disegni il top 11 della sua vita.
“Sceglierne andrebbe a sminuire gli altri, perché ho giocato davvero con grandi campioni. La squadra dello scudetto al Verona è stata grande ma ho avuto colleghi di rilievo tra Firenze e Perugia, la Nazionale e persino a Barletta, in C1. Il tricolore all’Hellas rientra in una storia irripetibile”.

Vanni Zagnoli

Da “Assocalciatori.it”

Radio Rai, verso i 60 anni di Tutto il Calcio minuto per minuto. Interviste, video e audio con le voci di radio Rai più tonanti, anche di Mediaset e Sky. La classifica degli entusiasti: Repice, Iori, Gentile. “Eccezionali”, direbbe Sandro Piccinini, il più laconico. Preferisco la frenesia sovrastante il gioco. Gli spot continui della radio sulla Rai

Giovanni Scaramuzzino è fra le voci più tonanti di radio Rai

(v.zagn). La risposta della Rai alle paytv, spot continui sullo sport gratis in radio, le voci dei gol alla Domenica Sportiva. Le migliori voci della tv e radio d’Italia. Scaramuzzino è il campo principale della domenica, Repice, Riccardo Gentile di Sky, Alessandro Iori di Mediaset Premium. La classifica dei primi 50 come voce. La telecronaca che diventa radiocronaca con Iori, mentre Piccinini lascia molte pause e ripete: “Incredibile, non va. Eccezionale”. L’evoluzione della telecronaca da Bruno Longhi a Massimo Callegari. Le voci in comune fra Mediaset Premium e Sportitalia. Il ritmo, il brio, i cambi di sport: Franco Lauro dal basket al calcio. I doppi ruoli, Antinelli bordo campo nazionale, Ds e volley. Rimedio nazionale e 90° minuto.

Interviste a Scaramuzzino, Repice, Bisantis, Brughini, Dotto, Barchiesi, Delfino, Codignoni, Avallone

 

https://www.youtube.com/watch?v=cwLNwiAY1MA

 

https://www.youtube.com/watch?v=90vmoQUYz2I

 

https://www.youtube.com/watch?v=90vmoQUYz2I

https://www.youtube.com/watch?v=CDIlOU3rW2k

https://www.youtube.com/watch?v=3a64HZv_HmE&t=93s

https://www.youtube.com/watch?v=Xrdi_fzGAnA

https://www.youtube.com/watch?v=larsS1FQVDs

https://www.youtube.com/watch?v=O-4NJd8cxTU&t=12s

https://www.youtube.com/watch?v=Ga3TI1LLK90

https://www.youtube.com/watch?v=7ZnZOGwV7Hw&t=136s

https://www.youtube.com/watch?v=N0PfQNCfpH4&t=34s

https://www.youtube.com/watch?v=l2DSjmTZGlk

https://www.youtube.com/watch?v=OXaq8XhQRac&t=9s

https://www.youtube.com/watch?v=l2V6TWzahJo

https://www.youtube.com/watch?v=lU_zKXC1LPs&t=10s

https://www.youtube.com/watch?v=IYYH-s0Q9qE

https://www.youtube.com/watch?v=d8TWIQGl3Fs

https://www.youtube.com/watch?v=O-4NJd8cxTU

https://www.youtube.com/watch?v=X-UJNLQNliI

https://www.youtube.com/watch?v=lU_zKXC1LPs

 

https://www.youtube.com/watch?v=OXaq8XhQRac

https://www.youtube.com/watch?v=W-hOEub-pW4

https://www.youtube.com/watch?v=7vBBTnGd0o8

Rai, la morte di Gianni Bettini, mito del basket, con la sua voce rauca. Il ricordo di Antonio Farnè (ordine di Bologna): “Era fortitudino, ma nessun virtussino l’ha mai accusato di parzialità”

Morto l'ex giornalista Gianni Bettini
L’ex giornalista Gianni Bettini

Lutto nel mondo del giornalismo. È morto a Bologna Gianni Bettini, uno dei redattori storici della Tgr Emilia-Romagna. Lo annuncia una nota della testata regionale della Rai.
Nei tanti anni trascorsi alla sede Rai di Bologna, Bettini era divenuto prima uno dei volti noti del tg dell’Emilia-Romagna, poi uno dei più competenti cronisti di sport. In particolare, nella seconda fase della sua carriera, si era affermato come la voce del basket emiliano-romagnolo e bolognese in particolare. Era anche stato uno dei radiocronisti protagonisti di Tuttobasket, lo storico programma Rai per gli aggiornamenti dai palasport. Aveva concluso la sua carriera in Rai come vicecaporedattore. I funerali si terranno in forma privata.

(v.zagn.) Gianni era il basket, con quella voce rauca, da sigarette. Era competente, misurato ed entusiasta, si muoveva fra Bologna e Reggio, Faenza e Rimini, sempre con passione, con una voce che aveva un qualcosa di Sandro Ciotti.

Il ricordo di Antonio Farnè, presidente dell’ordine giornalisti dell’Emilia Romagna

http://odg.bo.it/blog/e-scomparso-gianni-bettini-voice-del-basket-bolognese/

Il suo marchio di fabbrica era la voce. Una voce roca, inconfondibile, figlia delle tante sigarette che bruciava. Era un vizio antico quello del fumo, da cui non riusciva ad affrancarsi. In compenso aveva tante virtù, umane e professionali.
Era simpatico, affabile, generoso. Ai giovani colleghi che si affacciavano in redazione non faceva mai mancare un incoraggiamento, un consiglio, un segnale di attenzione. Naturalmente era anche un bravo giornalista. Scrupoloso, competente, curioso. Nella sua lunga carriera, iniziata al Nuovo Quotidiano di Bologna, giornale diretto da Enzo Tortora a metà degli anni Settanta, e consumata soprattutto presso la redazione regionale della Rai, aveva spaziato in tanti settori. La politica, il terrorismo ai tempi degli anni di piombo (realizzò numerosi servizi sulla strage di Bologna), fino ad arrivare all’enogastronomia e all’agricoltura, con la responsabilità di una rubrica nazionale dedicata a quest’ultimo argomento.
Molti però lo associano allo sport. Fu uno degli inviati di Novantesimo Minuto ai tempi del mitico Paolo Valenti, ma seguì soprattutto il basket, in un’epoca in cui Bologna era la capitale europea della palla a spicchi. Aveva la Effe nel cuore, effe come Fortitudo, ma nessun tifoso virtussino l’ha mai accusato di essere parziale. Un cavallo di razza della professione com’era lui non si lasciava certo trascinare dalla passione.
Oggi che il mito di Basket City ha perso lo smalto di un tempo, anche lui se n’è andato. Lievemente, com’era nel suo stile, nonostante la stazza importante. Ci mancherà la sua voce, il suo sorriso, la sua simpatia, il suo modo di fare giornalismo serio e competente.
Ciao Gianni, sei stato un Grande.
Antonio Farnè

Da Gazzetta.it, Mario Sconcerti da Sky alla Rai: sarà l’opinionista di punta sul calcio. Il sabato sera con Marco Lollobrigida e la comica Francesca Macrì, la domenica 90° con Alberto Rimedio

Nell’immagine: Mario Sconcerti, editorialista del Corriere della Sera

http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/26-08-2016/mario-sconcerti-sky-rai-sara-l-opinionista-punta-calcio-160931145532.shtml

Presentati dal direttore di RaiSport, Gabriele Romagnoli, i nuovi palinsesti dedicati alle partite di A del fine settimana. Novità nei programmi e tra i conduttori

Comincia con la seconda giornata di campionato la nuova offerta della Rai dedicata alla serie A, e comincia con un acquisto eccellente: quello di Mario Sconcerti, giornalista e opinionista del Corriere della Sera, che da Sky Sport passa appunto alla tv pubblica . “Nelle nostre trasmissioni vogliamo raccontare il campionato secondo due linee guida: volti nuovi e modi nuovi, accompagnati da una grande autorevolezza. Le scelte della Rai si ispirano all’innovazione, ma al tempo stesso al commento di alto livello”, spiega Gabriele Romagnoli, direttore di Rai Sport.

 

Il palinsesto — Si parte il sabato sera con Calcio Champagne, che dalle 22.45 alle 23.50 su Rai2, sostituisce Sabato Sprint. In uno studio completamente rinnovato Marco Lollobrigida, attorno ad un bancone che riproduce un lounge bar, servirà cocktail calcistici insieme ai suoi ospiti e ad un pubblico giovane. Gli opinionisti di Calcio Champagne saranno Katia Serra e Mario Sconcerti: con loro un calciatore o un allenatore e un “insospettabile ultrà”, per usare le parole di Romagnoli, ovvero un normale professionista del mondo del lavoro che nel fine settimana si trasforma in accanito tifoso della propria squadra. Insieme con Lollobrigida anche una bar woman: la comica Francesca Macrì. La sintesi del match del sabato sera sarà a cura di Marco Civoli. A seguire, il dopo partita e la presentazione delle gare della domenica pomeriggio. Nello spirito della rinnovata Rai Sport grande spazio alle clip musicali, all’interazione con i social e alle immagini provenienti dal web. La domenica dalle 17.00 alle 19.00 – sempre su Rai2 – il classico appuntamento con Novantesimo Minuto. Paola Ferrari e Alberto Rimedio (nello studio di Roma rinnovato) daranno ampio spazio alle interviste in diretta e agli approfondimenti delle gare del giorno prima, soprattutto grazie ai contributi statistici. Nella seconda parte di Novantesimo, le classiche sintesi delle partite, i dati e il commento di Mario Sconcerti.
Appuntamento storico — La domenica sera alle 22.40 su Rai2 riparte la storica Domenica Sportiva. Da Milano, Alessandro Antinelli e la new entry Giorgia Cardinaletti (giornalista Rai ex Rainews24) condurranno la trasmissione per circa due ore avvalendosi delle opinioni di Sconcerti. In studio Paolo Tramezzani si occuperà della disamina tattica delle gare, mentre Marco Tardelli e Ivan Zazzaroni animeranno il dibattito, assieme a agli ospiti della domenica. Previsto un collegamento live a serata con i protagonisti del posticipo. Il programma si aprirà con una clip emozionale – una copertina – che anticiperà i temi forti della serata. La nuova Ds si dividerà in tre momenti: il posticipo; l’analisi delle partite con servizi scritti in maniera tale da offrire spunti di discussione; l’approfondimento e l’analisi di Mario Sconcerti. È prevista la clip dei gol raccontata dalle voci di Tutto il calcio minuto per minuto e l’interazione social soprattutto nella scelta del man of the match e delle giocate più belle del giorno. Due rubriche fisse: il calciomercato e il calcio Primavera. Quindi uno sguardo sui campionati stranieri e una grande intervista ad un big italiano protagonista di campionati stranieri.

Il Riformista, 2010. Il ritratto di Franco Bragagna, insegnante di geografia, storia e cultura sportiva a milioni di italiani: atletica, sci di fondo, olimpismo. “Non faccio sconti a nessuno”

Franco Bragagna, telecronista Rai
Franco Bragagna, telecronista Rai

Questo articolo, rarissimo, per me, di commento, uscì nell’autunno 2010, su Il Riformista, grazie a Massimiliano Gallo.

Vanni Zagnoli

Questo è un elogio di Franco Bragagna, 51 anni e 4 figli, padovano che lavora a Bolzano, nella sede del Trentino Alto Adige. E’ il miglior giornalista sportivo della Rai, peccato non si occupi di calcio, perciò non sarà mai popolare quanto Martellini e Pizzul o, adesso, Fabio Caressa di Sky. E’ competente, brioso, il suo entusiasmo è rapportato all’impresa, non si mette a strepitare come un ossesso qualsiasi. E’ cultura, ovvero geografia e storia, dizione e pronuncia perfetta, di tutti i cognomi stranieri. Declamati senza incertezze, altrochè dal “nome impronunciabile”. “Troppo comoda cavarsela così”, l’ha detto anche in diretta, lo scorso weekend.
Domenica sera è calato il sipario sui campionati europei di atletica leggera, Bragagna è stato il mattatore, lo è dalle Olimpiadi di Barcellona ’92, quando si rivelò, ma alla radio, affiancando Ettore Frangipane, stessa base operativa ma agli antipodi come personaggio. Franco è tecnica e tattica, previsione del tempo o della misura. All’imbocco del rettilineo la voce si impenna, se davvero c’è aria di primato o comunque di impresa sportiva di rilievo. E’ stakanovista del microfono, parla ore regalando qualche battuta. Quelle mai arrivano prima del racconto, sono un dippiù: cazzeggio circoscritto, prevale la disquisizione. Gli aneddoti sono finalizzati a far capire, arricchiscono l’appassionato e appagano chi segue solo l’evento dell’anno per la regina degli sport olimpici. Commenterebbe alla grande anche la Nazionale di calcio, lì sarà il vicedirettore Bruno Gentili a rilevare il pacato Marco Civoli.
Il taglio di Bragagna è internazionale, racconta le gesta di atleti e paesi che magari all’italiano medio interessano poco, spesso trascura gli azzurri che in gara non sono protagonisti. E’ mosso da fairplay e non fa sconti. “A nessuno”. A un convegno sul doping anni fa parlò della piaga nel ciclismo, era presente la campionessa olimpica Antonella Bellutti, che non la prese bene. Al Mondiale di Siviglia del ’99 vinse l’oro nel lungo Niurka Montalvo, cubana naturalizzata spagnola che all’ultimo salto superò Fiona May. Le riprese mostrarono la scarpa della padrona di casa al limite della striscia bianca, i giudici convalidarono perchè la plastica morbida era intatta. “Se non c’è segno non c’è fallo”, commentò il portavoce della Iaaf, Giorgio Reineri. Giusto, anche secondo Bragagna, il marito-allenatore di Fiona, Gianni Iapichino, non ha mai perdonato al commentatore di non essersi battuto per la revoca dell’oro all’avversaria: “Fiona fa l’atletica per arrivare a vincere, non per prendere fregature”.
Ecco, “sòle” al telespettatore Bragagna non ne rifila mai.

Europei, gli opinionisti. La tempistica degli ex giocatori di Sky fa la differenza sulla Rai, come telecronisti il livello è simile. Adani si allunga molto, Ambrosini e Bergomi talvolta sussurrano, a Pierpaolo Amoruso sfugge qualche modo nei verbi, Rambaudi è prevedibile. Come Minotti

 

Daniele Adani (41 anni) ex difensore e opinionista a sky.
Daniele Adani (41 anni) ex difensore e opinionista a sky.

Massimo Ambrosini (39 anni) ex centrocampista di Cesena, Milan, Vicenza, Fiorentina.
Massimo Ambrosini (39 anni) ex centrocampista di Cesena, Milan, Vicenza, Fiorentina.

 

Beppe Bergomi (52 anni) ex difensore dell'Inter, ed ex allenatore. e opinionista a Sky sport.
Beppe Bergomi (52 anni) ex difensore dell’Inter, ed ex allenatore. e opinionista a Sky sport.

Roberto Rambaudi (50 anni) ex centrocampista ed ex allenatore Astrea. è attualmente commentatore per la RAI (commentatore tecnico agli europei 2016).
Roberto Rambaudi (50 anni) ex centrocampista e allenatore dell’Astrea. commenta per la Rai, dopo La7

La differenza fra Rai e Sky è nelle voci tecniche, i giornalisti  Rai sono altrettanto bravi, ma gli ex calciatori si esercitano ad hoc, con grande partecipazione non solo emotiva.

(Vanni Zagnoli) Adani si allunga troppo ma seduce, Ambrosini e Bergomi sono altrettanto fotografanti, molto più di Roberto Rambaudi e di PIerpaolo Amoruso. L’ex capitano della Fiorentina piace come opinionista a 11 pm, ma in telecronaca gli è capitato di sbagliare un modo di verbo, in avvio. Minotti è di Sky, troppo prevedibile. Come Amoruso.

Grande impegno narrativo, invece, per Marco Lollobrigida (in copertina) e Stefano Bizzotto, in Rai, oltre al telecronista azzurro Alberto Rimedio, con il pugnace Walter Zenga.

A cura di Giangabriele Perre

Alla Rai arriva un direttore editoriale delle news: è Carlo Verdelli, ex direttore della Gazzetta dello Sport, oggi editorialista di Repubblica.

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Carlo Verdelli

(v.zagn.)  Pubblichiamo il pezzo da Repubblica.it sulla storia di Carlo Verdelli, nuovo direttore editoriale della Rai.

Verdelli scriveva ora per Repubblica, è stato direttore di varie testate, la più importante una bella stagione della Gazzetta dello Sport. Per l’azienda di stato, è un eccellente direttore.

 

ROMA – Si chiama Carlo Verdelli la carta a sorpresa che Antonio Campo Dall’Orto calerà stamattina sul tavolo del consiglio di amministrazione di viale Mazzini. L’ex direttore di Vanity Fair e Gazzetta dello Sport, già vicedirettore del Corriere della Sera e oggi collaboratore di Repubblica, diventerà – se i consiglieri daranno il via libera – il nuovo direttore editoriale dell’informazione Rai. Una figura che finora non è mai esistita, ma che servirà a coordinare tutta l’offerta informativa del servizio pubblico. E, soprattutto, a studiare un nuovo piano che sostituisca quello dell’ex direttore generale Luigi Gubitosi.

Addio alle due newsroom, quindi. Addio a un progetto che prevedeva – si scopre oggi – 300 esuberi tra prepensionamenti e licenziameni, 27 mesi come tempo di attuazione (un tempo lunghissimo, secondo la visione del nuovo dg) e neanche più una scrivania per molti dei giornalisti che lavorano oggi all’informazione Rai. L’idea di accorpare – senza ridefinirne la mission – Tg1, Tg2 e Rai Parlamento in una prima newsroom, Tg3, RaiNews24 e TgR nella seconda, non ha mai convinto Campo Dall’Orto. Per questo, il direttore generale ha deciso di ricominciare daccapo. E nell’accelerazione della scelta hanno avuto un ruolo anche i fatti di Parigi.

Nei giorni seguiti agli attacchi, il dg ha lavorato in prima persona ai palinsesti, in modo che fossero coerenti con la gravità di quanto stava accadendo. Ma non è il suo ruolo, ha bisogno di qualcuno che lo faccia dal punto di vista giornalistico. Per questo lavoro, Carlo Verdelli è considerato perfetto. “Dovunque è andato lo ha fatto innnovando – racconta chi ha parlato con i vertici  –  sa molto di giornalismo, di multipiattaforma, di gestione vista l’esperienza da manager in Condé Nast. Ha studiato e lavorato sui linguaggi visivi. Da Indro Montanelli ed Enzo Biagi alla Gazzetta dello Sport, la sua è una figura completa”. Uno che ha sempre puntato sul mestiere, lontano da appartenenze e cordate politiche. Anche questo ha pesato.

La diretta conseguenza è che i tg per ora rimarranno così, con gli attuali direttori responsabili le cui competenze non saranno intaccate da quelle del nuovo direttore editoriale. L’intenzione è quella di cambiare molto, ma di farlo partendo dai contenuti. Serve una nuova visione strategica e di approfondimento giornalistico. Serve – in tempi come questi un linguaggio ben diverso da quello dell'”infotainment”, che si addice a periodi sereni, non a giorni in cui c’è bisogno di spiegare al mondo perché un aereo russo viene abbattuto da un Paese Nato come la Turchia mentre va a bombardare la Siria.

Il piano di Gubitosi pensava all’efficienza, dicono i detrattori, non all’efficacia. Quello targato Campo Dall’Orto-Verdelli avrà l’obiettivo di informare di più e meglio, di coprire gli eventi con tutti i linguaggi e sulle diverse piattaforme. Così, per l’immediatezza ci sarà Rainews, per la sintesi i tg e a fianco delle tramissioni di inchiesta che hanno già un brand vincente, come Report, ne nasceranno di nuove per l’approfondimento. Il senso è che se delle risorse saranno liberate facendo in modo che le edizioni dei tg non siano più la fotocopia l’una dell’altra, quelle professionalità verranno usate per fare altre cose.

Quindi niente esuberi, come annunciato martedì dalla presidente Monica Maggioni in commissione di Vigilanza Rai. Ma un ripensamento profondo di cui la nomina di Carlo Verdelli è solo il primo tassello.

Quel che è certo, è che se anche resteranno redazioni separate, Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews saranno completamenti ripensati. La logica è la stessa che i nuovi vertici stanno applicando alle reti: ogni pezzo deve avere una sua precisa identità. Il punto non è quanti tg ci sono, ma il racconto che fanno della realtà, con quali linguaggi, a partire da quale target. Il centro del progetto sull’informazione adesso è questo: diversificare, raccontare e spiegare meglio. E infine, ancora una volta, far sì che i contenuti prodotti dalla Rai possano essere fruiti ovunque: sul piccolo schermo come sullo smartohone, sull’ipad o collegandosi col computer di casa. La parola d’ordine consegnata da Campo Dall’Orto a Verdelli è “contemporaneità”. Dopo il voto del cda, cominceranno a lavorarci.

Il backstage mediatico di Italia-Malta: Trapattoni, auditel e dintorni.

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Giovanni Trapattoni con Alberto Rimedio, cronista azzurro della Rai

(v.zagn.) Ritorna dopo un periodo di autoesilio, diciamo di vacanza, durata un mese, Salvatore Occhiuto. Da massmediologo analizza il debutto di Giovanni Trapattoni nella postazione Rai per la nazionale.

di Salvatore Costantino Occhiuto

Dalla sua introduzione nel lontano dicembre 1986, l’Auditel è diventato il termometro, anzi l’insindacabile giudice dell’appeal televisivo di programmi, contenuti, personaggi.

Un sistema di misurazione degli ascolti concepito essenzialmente per pianificare gli imprescindibili spazi pubblicitari. Una risorsa dalla quale la tv, anche a pagamento, non può prescindere. Infatti ogni attore mediatico attende le canoniche e fatidiche 10.30 del mattino seguente allo scopo di comprendere gli effetti della sua performance sul piccolo schermo.

La partita di giovedì sera Italia-Malta, allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze, in diretta su Rai uno, ha raccolto 6.3 milioni con uno share del 28,6% . La novità Giovanni Trapattoni, in versione telecronista dalla ”visione a 190°”, ha indubbiamente inciso. Un commento corredato da metafore e aneddoti espressione del suo eccezionale background che ha appassionato i telespettatori. Essendo una partita di qualificazione agli Europei con una squadra mediocre, non potevano impreziosire la partita gesti straordinari dei nostri artisti del pallone.

L’unico che non si stupisce è proprio Trapattoni. “Molti pensavano che non fossi capace, ma era una capacità di analisi che adoperavo già durante la mia carriera di allenatore. Mostravo video, li studiavamo con la squadra, cercavo di trarne nuove situazioni tattiche”.

La cosiddetta terza giovinezza del Trap incanta, forse perché evidenzia un lato sconosciuto. “Quando citavo le giocate angolari, erano perplessi, però oggi tutti imitano il Barcellona”. Sul gol di Pellè ha osservato la moviola in quanto non era chiaro come quello di Henry contro la sua Eire.  Comunque non esclude ancora di sedere su una panchina parafrasando una sua celebre frase ”un bel ‘non dire gatto…”

 

Mondiali di nuoto, la bella squadra della Rai, con il fuoriclasse Luca Sacchi accanto a Mecarozzi; Cattaneo, Failla, Pescante in coordinamento; Caporale alle interviste, poi Sangiorgio. E ascoltate radio Rai, con Verna e Manuela Collazzo

Luca Di Bella guida la spediizione Rai ai mondiali di Kazan
Luca Di Bella guida la spediizione Rai ai mondiali di Kazan

Troppo facile, no, parlare bene di tutti? Lo facciamo in tanti, certo, è esagerato. Io stimo tanti colleghi, compresa la squadra dei mondiali di nuoto.

La Rai ha una bella squadra, con il fuoriclasse Luca Sacchi accanto a Tommaso Mecarozzi; Fabrizio Failla e Dario Di Gennaro alla pallanuoto, con l’eccellente coinvolgimento di Francesco Postiglione. Sandro Fioravanti è caporedattore, è stato la voce per 17 anni, del nuoto, ora c’è stato un turnover.

 

Fra Rai Sport 1 e 2, magari con puntate su Rai3, Riccardo Pescante coordinerà la squadra di inviati: Stefano Bizzotto, il tecnico Oscar Bertone e Nicola Sangiorgio per i tuffi; Enrico Cattaneo e Paola Celli per il sincronizzato.

Per radio Rai, Carlo Verna, voce da Napoli, e Manuela Collazzo, voce del volley.

.In studio conduce Luca Di Bella, ospite Domenico Fioravanti, ex nuotatore, plurimedagliato ai Giochi di Sidney 2000.
Anche Eurosport (su Sky in HD, e su Mediaset Premium) coprirà integralmente la manifestazione. Nella prima settimana tutti i turni di qualificazione e le finali dei tuffi saranno coperte in diretta dal canale paneuropeo leader nell’intrattenimento sportivo, ad eccezione di alcune sessioni che verranno trasmesse in differita. Il commento è affidato a Gianmario Bonzi, che sarà affiancato da Dario Scola, attuale allenatore della tuffatrice azzurra Elisa Bertocchi.
A partire da domenica 2 agosto, invece, sarà la volta dei nuotatori. Per una settimana, Eurosport prevederà due sessioni giornaliere LIVE: quella del mattino dedicata alle batterie, quella del pomeriggio con semifinali e finali, per non perdersi nemmeno un’istante della competizione. Nel ruolo di spalla tecnica di Gianmario Bonzi è confermato Lorenzo Vismara, vincitore in carriera di un argento iridato, di undici medaglie europee e di svariati titoli italiani.
Ci sarà, infine, spazio anche per alcune partite del torneo di pallanuoto, che saranno raccontate agli spettatori da Gianmario Bonzi e Federico Mistrangelo, centrovasca della Rari Nantes Savona e Argento agli Europei del 2001 con la nazionale italiana.

Tommaso Mecarozzi
Tommaso Mecarozzi