Il Gazzettino, serie B. Allo stadio Menti per il playout salvezza. Il calcio difensivo di Bisoli accarezza la vittoria, con il Cosenza, eppure passano i biancorossi, 1-0, e adesso sono leggermente favoriti

Per salvarsi, il Vicenza deve pareggiare venerdì a Cosenza, ha un buon 60% di possibilità, considerato l’1-0 del Menti. Come occasioni, ci stava almeno il pari, sono quattro a testa, con gol annullato dubbio ai blu e la traversa vicentina. 
L’atmosfera nella città del Palladio è da èra FGuidolin, coppa Italia e semifinale di coppa delle Coppe, tambureggiare infinito e cori in curva e invece lo spazientirsi dei tifosi in tribuna. Festosissimi i 1400 della curva silana, esaltata dall’allenatore Pierpaolo Bisoli, a Vicenza subentrato ed esonerato (poi arrivò la serie C), dal suo modo di vivere la partita, dal suo calcio fisico e tattico, che non l’ha premiato solo in serie A. Caso è il più insidioso dei calabresi, Boultam manca il tap e poi si fa male. Al 27’ Cavion controlla ed esplode il destro, traversa. De Maio sbaglia un controllo facile e Caso si invola, Maresca annulla per fuorigioco, non valuta giocata l’errore del difensore del Vicenza, controllando al Var, opinabile. Prima dell’intervallo, Bruscagin salva sulla girata di Rigione, del Cosenza. Alla ripresa Giuseppe Caso sembra l’ex azzurro Domenico, anche se non è parente, dribbling e destro respinto da Nikita Contini, portiere di madre ucraina, in pena per la guerra.
La squadra di Francesco Baldini replica con la rifinitura di Cruz per Diaw che spara alto. Sul traversone di Jordan Lukaku, Diaw fa esultare quasi tutto lo stadio, il tocco di mano al Var è netto. Gli attacchi del Vicenza sono insistiti, decide la giocata del subentrato Dalmonte su Vaisanen, piatto fra le gambe del portiere Matosevic, palo interno e segna Christian Maggio da Montecchio Maggiore, 40 anni. L’ex azzurro del mondiale in Sudafrica fa argine nel recupero. Stasera iniziano i playoff, con dirette Sky e Dazn: Ascoli-Benevento (la vincente contro il Pisa), domani alle 18 Brescia-Perugia (il Monza attende); i ritorni sabato 21 e domenica 22. Le finali giovedì 26 e domenica 29, solo in caso di parità fra Pisa e Monza si disputerebbero supplementari e rigori.  
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. L’Atalanta meno formidabile del solito, la Lazio supera il Parma solo allo scadere. Le 4 salvezze anticipate. Lo Spezia può restare davanti al Benevento

(pianetagenoa1893.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_dea_vola_lazio_in_extremis-5957148.html

Il Benevento perde a Bergamo ma non è ancora retrocesso. Con l’Atalanta i sanniti mantengono il pari sino a metà primo tempo, dopo un’occasione per Pessina la rete arriva su scambio nello stretto fra Muriel e Malinovskyi, il colombiano chiede l’uno-due all’ucraino e anticipa l’uscita di Montipò, con la suola. Piove, all’Azzurri d’Italia, i nerazzurri sono meno pimpanti del solito, merito anche della difesa giallorossa. Il raddoppio è dei nuovi entrati, Miranchuk inventa il corridoio per Zapata e Pasalic finalizza il suggerimento del colombiano. La squadra di Pippo Inzaghi reagisce con Barba, che trova l’opposizione di Zapata. Caldirola fra i campani subisce due ammonizioni in due minuti, interviene duro e poi sbraccia su Zapata.
In alto vincono tutte, anche la Lazio, uno a zero al Parma, al 95’. Primo tempo a ritmi bassi, con la sola occasione per Luis Alberto, traversa. Nella ripresa un gol annullato al Var ai biancocelesti, poi due occasioni per il Parma. Allo scadere Hernani prende un palo e sul ribaltamento di fronte Immobile segna il gol vittoria sparando in rete un pallone vacante in area. La Lazio deve recuperare la gara con il Torino, mantiene un pizzico di speranza Champions, potrebbe salire a -2 dalla Juve. 
E’ la sera della salvezza matematica per il Bologna e l’Udinese, per la Fiorentina e il Genoa. Non ancora per il Cagliari, comunque a +5 sul Benevento, grazie allo 0-0 con i viola. Il Grifone passa a Bologna con Zappacosta e con il rigore di Scamacca. Lo Spezia sale a +4 sui sanniti con il 2-2 di Genova, con la Sampdoria: avanza con Pobega, pareggio di Verre, altra rete dell’ex Pordenone, il 2-2 è di Keità Baldè a 10’ dalla fine. Il Torino deve sempre recuperare la gara con la Lazio, solo un miracolo può salvare il Benevento di Pippo Inzaghi, che come a Bologna tradisce i limiti del suo gioco, in serie A, con il solo successo a Torino, con la Juventus, da una ventina di gare. 
Domani sera chiuderà il turno Crotone-Verona, entrambe peraltro sono senza obiettivi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Genoa-Lecce 2-1, a Nicola la sfida salvezza

(raisport.rai.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/sfida_salvezza_al_genoa_il_brescia_spedisce_la_spal_in_b-5356872.html

Non c’è paragone, in stagione, fra il calcio del Lecce, sempre spettacolare, persino nelle 6 sconfitte di fila recenti, e le prestazioni del Genoa, con 3 allenatori. Chi giocava meglio, al grifone, era Andreazzoli, che superò la Fiorentina di Montella, entrambi però vennero esonerati.
Dunque a Marassi finisce 2-1, i pugliesi scivolano a -4 e la Spal è condannata aritmeticamente, con 4 giornate di anticipo.
L’avvio è rossoblù, con il duo Pandev-Sanabria, a bersaglio al secondo tentativo. L’imbucata del macedone è sporcata da Donati, Sanabria era già stato l’uomo della salvezza con Prandelli, al 7° indirizza il match. Si fanno male Sturaro e Babacar, entra nel Lecce Ladapula che alla seconda chance si procura il rigore, sull’uscita di Perin, più fallosa rispetto a quella di Handanovic su Strefezza in Spal-Inter. Dal dischetto Mancuso sbaglia, come con la Lazio, altissimo, veniva da 11 trasformazioni consecutive, ultimo errore 3 anni fa, alla Casertana. Il resto è giallorosso, come in ogni gara equilibrata in cui una deve recuperare e ha più tecnica. 
La pizzica salentina prosegue nella ripresa, angoli e il pari di Mancuso, su cross insidioso. Il Genoa si fa vivo con Criscito (palo a gioco fermo) e con Schone, il più insidioso però è Barak, lasciato in prestito dall’Udinese. Il Genoa si fa coraggio e segna da fuori con il destro del polacco Jagiello, palo e poi palla sulla schiena di Gabriel.
Il Lecce ha un calendario più semplice ma un -5 (per i confronti diretti, 1-1 all’andata) sul Genoa, al 13° campionato di serie A di fila e per la 5. volta in bilico. Un anno fa fece retrocedere l’Empoli di Andreazzoli, chissà se si ripeterà la scelta del presidente Preziosi, di prendere Liverani, che aveva fatto debuttare troppo giovane, in panchina, salvo richiamare Gasperini.
Ora che la salvezza è andata, la Spal gioca meglio. Discreta con l’Inter, al di là dello 0-4, e anche a Brescia, rimontata e poi superata a Brescia. Concede un’occasione a Torregrossa ma è insidiosa con Cerri e avanza al 42’: Dabo dialoga con Missiroli al limite, il portiere Joronen rimpalla, anche sullo stinco di Dabo e la palla entra; Tunjov avvicina il raddoppio. La ripresa è delle rondinelle, chance per Mateju, Skrabb e Donnarumma, Tunjov e Cerri pungono per la squadra di Gigi Di Biagio, che ha peggiorato decisamente la media punti di Semplici. Subisce il pari e il sorpasso dal ceco Zmrhal, 27 anni, servito da Donnarumma. In mezzo anche il gol annullato a Martella.
A Firenze, è partito il classico sprint finale di Beppe Iachini, per riprendere il Cagliari al 12° posto, è a -6 dal Sassuolo, dove non venne confermato per far posto a De Zerbi, infinitamente più spettacolare. Il Torino resta tranquillo, a +8 sul Lecce, Longo cerca di scacciare l’ombra di Pioli e Giampaolo, mentre Commisso vorrebbe Juric, dal Verona. Autorete iniziale di Lyanco, su ciabattata di Kouame, il Toro non calcia mai in porta, nel primo tempo. A un quarto d’ora dalla fine palo di Belotti, poi il raddoppio di Cutrone, su errore di Meitè. Viola superiore, con Ribery e Castrovilli.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Corriereadriatico.it. Parma-Fiorentina 1-0. Si salva D’Aversa, Montella meritava almeno il pari, è a un punto in 7 gare. Della Valle ammetterà l’errore su Pioli?

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/fiorentina_parma_salvezza_retrocessione_live_diretta_punteggio_risultato-4501796.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/fiorentina_parma_salvezza_retrocessione_live_diretta_punteggio_risultato-4501811.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/fiorentina_parma_salvezza_retrocessione_live_diretta_punteggio_risultato-4501826.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/fiorentina_parma_salvezza_retrocessione_live_diretta_punteggio_risultato-4501809.html

di Vanni Zagnoli

“Qui stadio Tardini, a voi Castellani”, dicono in radio, Rai1, a Tutto il calcio. Il pomeriggio ducale scorre sugli smartphone, con video o radio, in tribuna stampa i monitor sono tutti per offrire i replay di Parma-Fiorentina. Vincerà la squadra del presidente Pietro Pizzarotti, famiglia di grandi costruttori edili, omonimo del sindaco. Perde la Fiorentina, alla crisi più nera della storia e non è ancora salva. A Empoli invece il Torino prende gol da Acquah, accade regolarmente che le motivazioni per la sopravvivenza siano prevalenti su Europa o Champions, finirà 3-1.

Con Pioli, candidato alla panchina crociata, i viola si erano battuti a lungo per il settimo posto, serviva il sesto, anche al Toro, per tornare in coppa, data la coccarda tricolore appunto al petto della Lazio. D’Aversa era già virtualmente salvo a dicembre, con 25 punti, il ritorno è stato un calvario, con un confronto asperrimo con la tifoseria dopo la sconfitta allo scadere a Frosinone e anche dopo il 4-1 buscato nel derby di Bologna. L’1-1 strappato dal Cagliari, o meglio dal Genoa, tranquillizza tutte, salvo waterloo collettive il ballottaggio per la serie B sarà fra toscani e liguri.

Fiorentina insidiosa con Chiesa, fuori, Parma con Gervinho, palo esterno. Lo spettacolo è in curva, le tifoserie non si amano, partono cori degli ultras viola, tutti a torso nudo, incuranti della temperatura marzolina. Esce Mirallas, acciaccato, per Dabo. La Fiorentina fa girare palla, con un punto è tranquilla, il Parma farebbe meglio a vincere, dal momento che chiuderà all’Olimpico con la Roma. Il gioco di attesa è reciproco, è la disciplina preferita per D’Aversa, ispirato da Allegri. Un rinvio dell’azzurrino Bastoni è largo, sintetizza che i ducali non sono tranquilli, pur essendo stati in zona salvezza per l’intera stagione. Roberto D’Aversa era appetito da grandi club, il finale lo trattiene qui, assieme al ds Daniele Faggiano, a preparare la 4^ annata in Emilia, con i 7 di Nuovo inizio, aspettando il verdetto dei ricorsi del presidente cinese, escluso.

Ogni volta che Federico Chiesa tocca palla il pensiero va a papà Enrico, fra i più amati di questo stadio, con o senza Crespo. Si aggiudicarono tre trofei in 100 giorni, con Malesani, compresa l’ultima Uefa per l’Italia, 20 anni fa. Andrebbero celebrati. Molto più di questo Parma, dignitoso, più efficace fuori che in uno stadio con larghi vuoti, ma alla fine festeggiante.

La Viola in rosso è controsenso, ha una buona squadra, Montella dal subentro a Pioli manca il secondo punto. Le interruzioni sono rituali. Il Parma è l’emiliana con più trofei, negli ultimi 40 anni, perde il primato regionale, andato al Sassuolo, sulla Spal, adesso la lotta è con il Bologna, ex gialloblù. Biraghi è solo, in fascia, dall’altra parte Benassi ruba palla all’impacciato Bastoni e crossa, non è il campionato di Simeone, calcia fuori. Le espressioni di D’Aversa sono tese, a centrocampo prevale la Fiorentina, Simeone spedisce alto. Gli scontri si inaspriscono, servirebbero molti più dei 2’ di recupero. 

Ripresa, destro di Chiesa, palo. Il pari del Torino tranquillizza la curva nord Matteo Bagnaresi, anzi la galvanizza, sul fronte opposto i 400 calorosissimi toscani si rimettono la maglia. E’ partita vera, anche in tribuna, l’ultima stagionale al Tardini, dove magari verrà magari il Brescia, per qualche partita, se non a Modena, dove ci sarà ancora probabilmente la serie D. La Fiorentina manovra, Ceccherini e Milenkovic vigilano, Dabo spicca per la fisicità, Montella ha le mani in tasca, si sbraccia l’ex Tarozzi, vice di D’Aversa. Vitor Hugo incorna su angolo, ribatte Milenkovic, in traiettoria. Testa di Kukca, Benassi salva in acrobazia. Chiesa, Sepe. Milenkovic si libera di Kucka, diagonale, palo esterno. 

Al terzo gol, l’Empoli è certo del più uno sul Genoa, il Parma resterebbe un punto sopra ai toscani e a +2 sulla terzultima. Sabato o domenica Fiorentina-Genoa e Inter-Empoli. Per retrocedere, il Parma avrebbe dovuto perdere, il Genoa vincere fuori casa e l’Empoli ottenere almeno un punto a San Siro. Improbabile, dal momento che i viola e l’Inter non possono regalarla.

Un tocco in area di Ceccarini su Sprocati lascia qualche dubbio, lo 0-0 è scritto, invece arriva la salvezza matematica, a 9’ dalla fine. Punizione da sinistra di Matteo Scozzarella, primattore in B nel Portogruarosummaga e nel Trapani, Iacoponi di testa, autogol di schiena di Gerson. Lì la linea alta dei crociati non mollerà mai, nel Tardini festante. I contrasti sono vigorosi, Chiesa sbilanca. Montella resta con un punto in 7 gare. Signori Della Valle, non siete pentiti di avere indotto alle dimissioni Pioli?

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Corriereadriatico.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it. Spal-Genoa 1-1, anche Prandelli è quasi a posto, con il +6 sull’Empoli. Vantaggio di Felipe, pari di Lapadula, al primo gol stagionale

Vicari e Bonifazi si scontrano con Lazovic (ilmessaggero.it/ansa-Serena Campanini)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/chievo_parma_spal_genoa_la_diretta_prandelli_salvezza-4457508.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/chievo_parma_spal_genoa_la_diretta_prandelli_salvezza-4457599.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/chievo_parma_spal_genoa_la_diretta_prandelli_salvezza-4457606.html

di Vanni Zagnoli

La Spal non è ancora salva, manca giusto la matematica, a +10 sull’Empoli, ma anche il Genoa è vicino alla permanenza, con 6 punti sulla terzultima. Non arriva la terza vittoria in sequenza però Ferrara è già in festa, è in festa da almeno un mese, con quelle 5 vittorie in 7 gare, contro la Roma e la Lazio, la Juve, a Frosinone e a Empoli.

Esultano i rossoblù, come avessero vinto. Capitan Criscito: “Muoviamo la classifica, ritroviamo fiducia, mancava giusto il gol, gli attaccanti si sono sbloccati”.

Il successo sulla Juve, fragoroso, ha come bloccato i rossoblù, con appena 3 punti nelle successive 7 partite. “Non eravamo abituati a questo genere di campionato, speriamo che contro la Roma Marassi sia pieno, da due incontri mancano i tifosi, sappiamo del loro litigio con la società”.

Il primo tempo è vivace: il ritmo è alto e le squadre si affrontano a viso aperto, anche la Spal è meno tattica, grazie alla classifica tranquillizzante. Il Genoa arremba con tre occasioni in un quarto d’ora, al 13’ Kouame scatta in profondità, pallonetto e traversa con la palla che rimbalza in campo di poco. Floccari controlla ma conclude alto, su errore di Mazzitelli, Murgia è insidioso, ha meritato lo stage con la nazionale. 

Sblocca Felipe, sfrutta la spizzata di Vicari e insacca di testa, su angolo da destra di Kurtic. Lazzari e Fares sulle fasce piacciono sempre, le controfughe restano di livello e l’esterno mancino impegna Radu in tuffo.

Dopo l’intervallo, di nuovo Genoa, con Lerager, interessante, a esaltare Viviano. Il pari è all’11’, con Lapadula, subentrato, sulla palla difesa da Pandev. Madre peruviana, è al primo gol stagionale. 

Floccari azzecca un bel cross, da sinistra, senza trovare compagni pronti. Poi cade in area a contatto con Romero, Massa fa proseguire. I cambi non mutano la sostanza del match, il pari può andare bene a entrambe, l’unica grande occasione capita a un quarto d’ora dalla fine ai biancazzurri: testa di Kurtic su uscita del portiere, Romero salva sulla linea in scivolata. E’ più viva la Spal, anche nel finale, il Genoa non è sereno.

Fares è il migliore fra gli emiliani, davanti a Felipe e Lazzari, Murgia e Floccari. Nel Genoa oltre al goleador spiccano Romero e persino Gunter, nonostante la sostituzione, Lerager e Pandev. Semplici dovrebbe restare: “Ho un altro anno di contratto”. La scorsa stagione cercarono un’alternativa, restò mortificato, adesso è il più fedele della serie A, assieme ad Allegri. Entrambi toscani e con l’equilibrio come parola chiave.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it. Cremonese-Verona 1-1, la superiorità grigiorossa, la resistenza dell’Hellas. Lo Zini meno vuoto del solito. Mogos dal litigio con un giornalista ai 4 gol in questa serie B

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/risultato_anticipo_serbie_b_cremonese_verona-4394780.html

di Vanni Zagnoli

Con il turno di riposo, la classifica di serie B quest’anno è spesso bugiarda, così il Verona è a 2 punti dal Palermo ma con due partite in più. Il quarto posto potrebbe essere solo parziale, insomma, per i gialloblù, e l’1-1 di Cremona per loro è una sconfitta, all’inseguimento della promozione diretta. 

La Cremo è a 8 punti dai playoff, ormai non ha più speranze, può solo evitare i playout, distanti 4 lunghezze, eppure il collettivo è di qualità. Al punto che segna al 13’, cross da sinistra di Migliore, preferito a Renzetti, Zaccagni è fuori posizione e arriva il 4° gol stagionale per Vasile Mogos: tre anni fa alla Reggiana era arrivato al faccia a faccia con un giornalista televisivo che l’aveva accusato di non avere mai crossato, eppure già allora il tatuatissimo romeno era arrembante ed efficace. “Non perderti mai Di Gaudio”, gli stava diceva mister Rastelli, l’esterno ha risposto segnando e comunque limitando l’attaccante.

Agazzi salva su Laribi, poi Terranova è appena troppo irruento su Zaccagni, in serie B non c’è ancora il Var, il contatto è leggero ma punibile, anni fa peraltro si sarebbe sorvolato: dal dischetto pareggia Di Carmine, alla prima rete esterna della stagione, sono appena 6, in tutto, penalizzato da infortuni. 

In tribuna c’è il ct del basket Meo Sacchetti, ha vinto la coppa Italia con Cremona, mentre il calcio manca dalla serie A dal ’96, il budget quest’anno era da promozione diretta, difficilmente arriveranno anche solo i playoff. Il primo tempo è grigiorosso, con la propulsione di Castagnetti e due occasioni per Carretta, l’Hellas comunque regge, mantiene il possesso palla senza però affondare. Anche nella ripresa concede due opportunità: errore di Bianchetti, Migliore libera Soddimo che spreca; il sinistro a giro di Carretta poco oltre l’incrocio. Entra Pazzini, è subito pericoloso, Grosso lo tiene spesso per i finali, ha 35 anni, è ancora integro e meriterebbe maggiore spazio. Per una sera, lo stadio Giovanni Zini non è così vuoto, merito anche del migliaio di tifosi veronesi, loro sì, sempre da serie A. 

Da “Ilmessaggero.it”

Spal-Roma, la vigilia di Semplici: “Servirà una superpartita, migliore dell’andata”

Simone Colombarini (gettyimages)

Vanni Zagnoli

“Avremmo firmato per essere in zona salvezza, a questo punto della stagione, resta l’obiettivo”. Ce lo confessava, di recente, a Reggio, Simone Colombarini, il figlio del patron della Spal, Francesco. Che in realtà sognerebbe di arrivare in Europa, in tre anni.

Era a +5 sul Bologna, dopo il pareggio con il Sassuolo, adesso è a +2 e non è proprio la stessa cosa. Ferrara si aspettava una continuità superiore, al Mazza l’unica vittoria stagionale è di 6 mesi fa, con l’Atalanta, quando venne reinaugurato lo stadio Paolo Mazza.

Manuel Lazzari è recuperato, dall’infortunio muscolare con il Torino, potrebbe partire dall’inizio e poi uscire. “Non è al top – conferma mister Leonardo Semplici -, ma è a disposizione. E per noi è un giocatore fondamentale, abbiamo visto il suo apporto quando sta bene”.

Manca Valoti, squalificato, torna anche Missiroli, a centrocampo, accanto a Schiattarella e a Kurtic. In difesa Cionek rientra da squalifica, sostituirà Vicari, ormai non più titolare, mentre in attacco l’ex laziale Floccari dovrebbe affiancare Petagna. 

“All’andata – ricorda Semplici, il tecnico più fedele della serie A, assieme ad Allegri -, fu una vittoria storica ma dal punto di vista del gioco non fu certo tra le migliori». 

Resta la più grande impresa, dal ritorno in serie A e già quello 0-2 mise in crisi Eusebio Di Francesco.

“La Roma ha una rosa eccellente, mi aspetto una loro reazione dopo il recente cambio di allenatore. Hanno esterni che sono altri attaccanti, vorranno fare la partita, per storia, blasone e classifica. Starà a noi contrastarli con intensità e continuità, senza gli errori che di solito ci compromettono il risultato. Hanno qualità sopra la media, lasciando loro spazio mettono in difficoltà. A San Siro per oltre un’ora siamo stati in campo in una certa maniera, senza però essere capaci di reagire”.

La Spal viene da un punto in 5 gare, proprio quello del Mapei.

“Va migliorata la gestione delle gare, contro la Sampdoria se avessimo subito un gol solo magari l’avremmo recuperata. Sappiamo qual è il nostro cammino, molti forse l’hanno dimenticato, la nostra salvezza passa anche da queste partite contro grandi squadre. Per caratteristiche perdiamo fluidità nel gioco quando cambiamo modulo”.

Petagna è fra i migliori 10 cannonieri della serie A, con 10 gol, sono invece mancate le reti di Antenucci, fermo a 3, di Paloschi, a 2.

“Da alcuni mi aspettavo più gol, occorrono maggiori conclusioni anche dei centrocampisti. Comunque la classifica dice che siamo padroni del nostro futuro, lo scorso anno eravamo in una situazione più difficile. Questo piccolo margine ci deve incoraggiare, senza mettere in tensione. Quando si perde, la colpa è in primis mia, le sconfitte vanno prese in maniera costruttiva”.

L’ex laziale Murgia dovrebbe almeno subentrare. “Per noi è importante – ammette Semplici -, ne valuto l’impiego, ma non ha la caratteristica di cambiare ritmo. Regini è pronto anche dal primo minuto, Marko Jankovic cresce ma al massimo ha mezzora. Tiriamo fuori le qualità, soprattutto il carattere, serve una prestazione eccezionale”.

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it. La Spal supera la Sampdoria 3-1: Ferrara salva in A dopo 51 anni

 

Antenucci ha firmato la salvezza della Spal (lapresse/repubblica.it)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/il_3_1_spal_sampdoria_doppietta_di_antenucci_ferrara_salva_dopo_51_anni-3744481.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/il_3_1_spal_sampdoria_doppietta_di_antenucci_ferrara_salva_dopo_51_anni-3744488.html

https://sport.leggo.it/calcio/il_3_1_spal_sampdoria_doppietta_di_antenucci_ferrara_salva_dopo_51_anni-3744481.html

di ​Vanni Zagnoli

La salvezza della Spal è in gloria, con un 3-1 esaltante. Senza patemi, come da previsioni, perchè segna presto, su rigore, mentre il Crotone subisce il gol del Napoli a metà primo tempo. Sinistro di Viviani, mano di Caprari, Di Bello fischia, il silent check conferma, eppure ci sono dubbi sulla volontarietà. Segna Antenucci, l’idolo della promozione.

Al 18’, slalom di Linetti, la palla arriva a Caprari, sinistro respinto in tuffo da Gomis, Praet arriva sul tap-in e di destro mette a lato. Cantano le due curve, in particolare la blucerchiata, tra fiumi di birra, nonostante il finale di campionato negativo. La squadra di Semplici lascia l’iniziativa ai doriani, è abituata. C’è caldo, il gioco è spesso fermo, è curioso che siano accese le luci anche in pieno sole. Raramente la Spal alleggerisce la pressione, è insidiosa prima dell’intervallo, approfittando dall’espulsione di Caprari. Già ammonito, entra con il piede a martello su Felipe, Di Bello non può esimersi dal secondo cartellino giallo. Solo davanti a Belec, Antenucci è troppo altruista e cerca Paloschi, anticipato.

La circolazione di palla della Sampdoria è lenta, rispetto ai tre quarti di campionato, la Spal controlla e affonda all’improvviso, mostrando buon pressing. I 13mila presenti allo stadio Mazza possono distrarsi, non ci sono pathos nè grandi barriere, fra i tifosi e il campo. Il trionfo è alla ripresa, con gli assist di Viviani. Crossa da destra, Paloschi non arriva, raddoppia Grassi di testa, da distanza ravvicinata. Poi l’apertura del regista per Antenucci, rientro sul destro e tiro angolato sul secondo palo. E’ il punto esclamativo sulla salvezza della Spal, il Paolo Mazza è in tripudio ma anche nella curva ligure si continua a cantare, per celebrare comunque una bella stagione. Basta un destro di Quagliarella per scaldare i cuori ospiti.

“Chi non salta è bolognese”, è il leit motiv biancazzurro, il Bologna è appena un punto sopra. La regina dell’Emilia è il Sassuolo, quest’anno, e rientra in A il Parma. Questa è la regione trainante del calcio italiano, anche se nessuna è da Europa.

La partita prosegue con occasioni, anche sul 3-0, Antenucci avvicina la tripletta e la Samp realizza con Kownacki, in mezza girata. I due gol di scarto alleviano l’amarezza per la 7^ sconfitta nelle 11 gare finali. Si chiude con buone trame doriane, il gioco raramente è mancato, l’Europa resta lontana 7 punti. Il 4-1 di Paloschi sarebbe mortificante, sul diagonale di Antenucci, che per il Var è in fuorigioco. La Spal imita il controgioco di Castori al debutto in A, è premiata in extremis, a differenza del Carpi di due anni fa. Il Mazza sarà ampliato, il ciclo di Leonardo Semplici può essere lungo, a Ferrara. La città degli Este si salva in A, 51 anni dopo.
Da “Il Messaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Il Gazzettino. A rischio l’Europa league del Milan. Il palpitante finale, fra Champions ed Europa league, soprattutto per la salvezza

L’Europa league del Milan è a rischio, ma pure il futuro di Gattuso, se dovesse mancarla, nonostante il triennale firmato lo scorso mese. L’Atalanta può superare i rossoneri e la Fiorentina in tal caso potrebbe raggiungerli battendo il Cagliari, la più candidabile alla serie B. Avvince la volata fra Champions, Europa e salvezza, con sole 4 squadre senza obiettivi. L’Atalanta vinse 2-0 all’andata, fu a Firenze che iniziò la risalita di Gattuso, con l’1-1 e fra una settimana il campione del mondo del 2006 dovrebbe comunque festeggiare la permanenza in Europa, a patto di non perdere con i viola. Meriterebbero più il posto Atalanta, Fiorentina e la stessa Sampdoria, per il gioco più spettacolare. I blucerchiati ospitano il Napoli, hanno chances di batterlo, mentre l’ultima giornata difficilmente vinceranno a Ferrara, e neppure 60 punti potrebbero essere sufficienti per il 7° posto.

L’Udinese vive il derby di nordest a Verona, Tudor dovrebbe conquistare il primo successo, bissabile con il Bologna, nonostante l’unico punto conquistato in 13 partite. Vincendo a Torino, la Spal festeggerebbe la salvezza oggi, se il Cagliari non passerà al Franchi. Crotone-Lazio è un bel crocevia fra Champions e salvezza, Inzaghi: «L’Inter sbaglia il tempo di deposito del contratto di De Vrji, ma l’olandese non ci tradirà». Al Chievo potrebbe bastare il punto, a Bologna, se poi batterà il Benevento, tantopiù che il Cagliari chiuderà con l’Atalanta. Gasperini attacca Pairetto, arbitro del 3-1 sul Genoa: «Mi disse: “A Roma non saranno concessi questi comportamenti”. Non so come sapesse che avrebbe fatto il Var in casa della Lazio».

Vanni Zagnoli

da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Incredibilmente, è Giancarlo Abete il candidato alla presidenza federale, 4 anni dopo le dimissioni. Perchè non ripescare Matarrese, Tavecchio o altri grandi ex? Avanti con le squadre B, sul modello spagnolo

Antonio Matarrese (calcioweb.eu)

Le seconde squadre e Giancarlo Abete di nuovo presidente della Figc. Sono giorni di svolta per il calcio italiano, aspettando altre due promozioni in A, i playoff in ogni categoria e il nuovo ct, quasi certamente Mancini. 

L’idea era stata dell’assocalciatori, in particolare del presidente Damiano Tommasi, sull’abbrivio dell’eliminazione dei precedenti mondiali, al primo turno, rilanciata ad ogni estate, per dare spazio ai giovani senza mandarli in provincia, con il rischio che non giochino, neanche in serie C. Si dovrebbe già partire, con le seconde squadre, sarà interessante vedere chi aderirà, in particolare fra le grandi impegnate in Europa, che potranno valorizzare talenti senza svenderli o con il rischio poi di pagare tanto per riportarli alla casa madre. L’attività femminile è interamente federale, mentre in serie C dovrebbero entrare alcune seconde squadre, le Juve, i Milan e l’Inter bis, due, come il Barcellona B in Spagna o il Castilla, appunto la squadra di riserve del Real Madrid. La B fa opposizione perchè rifiuta l’idea di far salire una grande camuffata da piccola, con il rischio di ritrovarci, fra due anni, i posti salvezza in A cannibalizzati da altre big. 

Il subcommissario Costacurta è determinato a partire da agosto, al posto dei club che non si iscrivono, in genere fra i 4 e i 7 anni. Le  formazioni B saranno composte da under 21, con un numero minimo di convocabili, parteciperanno regolarmente al campionato con promozioni e retrocessioni, nelle categorie inferiori alla Liga. Un bel modello è il club Italia del volley, discreto protagonista in A2 maschile e anche in A femminile. Il presidente della B Mauro Balata impone lo stop: “Certe decisioni vanno discusse, con un confronto programmatico. La nostra categoria punta sul territorio e già sui giovani”.

La Lega Pro (Gravina) chiede di rinviare al 2019-20, le grandi hanno interesse subito, l’idea piace al presidente della Juve Agnelli, a Milan e Inter, Roma, Fiorentina e Napoli, all’Atalanta e persino all’Udinese, da un lustro lontana dalle coppe. Nei ripescaggi, perlatro, lo stesso Tommasi auspica l’alternanza con la serie D.

Intanto si fa strada una candidatura unica e (in)credibile, per la presidenza federale, ovvero Giancarlo Abete, il romano a lungo al vertice del calcio italiano e anche presidente Uefa, appoggiato da Lega Pro, serie D (Sibilia) e calciatori, ovvero il 70% degli elettori, per terminare il commissariamento. Si era dimesso 4 anni fa, assieme al ct Prandelli, per le sconfitte con la Costa Rica e l’Uruguay, costate il passaggio agli ottavi. Di questo passo, potremmo aspettarci il ripescaggio di Antonio Matarrese (“Ma neanche commento, sono impegnato con le mie aziende”, ci risponde da Bari) e di altri grandi ex. Magari con il reinserimento da gregario del doppio ex Tavecchio, già commissario di Lega.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”