Il Messaggero, scherma. La rivoluzione dei ct, torna Cerioni, al fioretto, era vicino alla Francia. La sciabola a Tarantino, la spada al mito Chiadò. Di Francisca: “Ora abbiamo la speranza di ottenere più risultati”

Stefano Cerioni (qdmnotizie.it)

Hanno vinto Elisa Di Francisca e i 16 atleti che dopo Tokyo avevano chiesto la sostituzione del ct del fioretto, Andrea Cipressa. Anzi, siamo andati oltre, dal momento che la federscherma ha cambiato anche gli altri due tecnici delle armi, in realtà meno nel mirino dell’ex fiorettista veneziano.
Torna Stefano Cerioni, jesino come Di Francisca, i due ebbero anche una love story, come racconta l’oro di Londra 2012, nel suo libro, lei aveva criticato Cipressa per la semifinale a squadre, persa: “L’ultimo assalto avrebbe dovuto farlo Alice Volpi, la punta Arianna Errigo è mancata nel momento decisivo”. Su Rai2, Velasco aveva difeso Cipressa, si era indignato con l’ex campionessa. I 16 schermidori parlavano di “forte disagio e insanabile sfiducia”. Avevamo percepito il nervosismo di Cipressa già ai mondiali di Budapest 2019, gli ultimi disputati, i peggiori per l’Italia della scherma dall’87. Dalle pedane giapponesi sono arrivate appena 5 medaglie fra tre armi, Cerioni è stato strappato alla Francia, che l’aveva già annunciato la scorsa settimana. Ha vinto molto con l’Italia e poi con la Russia, a Tokyo è arrivato a tre podi da allenatore, una con la francese Ysaora Thibus. “La federazione e il Coni mi hanno fatto sentire importante – spiega il tecnico marchigiano -, convincendomi a sposare il progetto”.
Meno atteso il cambio alla sciabola, Giovanni Sirovich è sostituito da Luigi Tarantino, 48 anni, napoletano, un argento e tre bronzi olimpici a squadre, da Atlanta ’96 a Londra 2012, era il referente delle nazionali giovanili. Alla spada esce Sandro Cuomo, pure napoletano, per Dario Chiadò, torinese, 53 anni, da 25 nello staff della nazionale, laureato in scienze politiche, quasi un riconoscimento alla carriera. 
“Sono tre figure di prestigio internazionale”, garantisce il presidente federale Paolo Azzi, a raccogliere l’invito alla svolta del presidente del Coni Malagò. La nuova triade accontenta anche Di Francisca: “Sono validissimi ct, con loro la scherma guarda al futuro con la speranza di raccogliere sempre più risultati”. Rotta su Parigi 2024, passando per i mondiali di Cuba 22.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Di Francisca diventerà di nuovo mamma: «Niente Olimpiadi, ma…»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/elisa_di_francisca_diventera_di_nuovo_mamma_maggio_2021_magari_torno_dopo_tokyo-5561732.html

di Vanni Zagnoli

Elisa Di Francisca ha scelto la vita, anzichè la scherma. Diventerà mamma per la seconda volta, alla vigilia dell’olimpiade di Tokyo, a maggio del 2021, però lascia aperta la porta per ritornare in pedana.

Elisa, dunque Ettore avrà un fratellino…

“Beh, spero sia femmina, dal momento che abbiamo già un maschio. Sarebbe bello, altrimenti ho la scusa per cercare il terzo figlio”.

Con suo marito Ivan Villa, produttore televisivo, ha già scelto il nome?

“Li stiamo passando in rassegna adesso”.

Viene da due ori a Londra 2012, da debuttante olimpica a 29 anni, e dall’argento individuale a Rio, solo perchè la prova a squadre non era prevista. Vanta 7 titoli mondiali e addirittura 13 europei. Perchè ha scelto di rinunciare a Tokyo?

“Abbraccio i valori dei genitori, mi hanno inculcato l’importanza della famiglia. Papà Giacomo è insegnante di biologia marina, a Jesi, in pensione, mamma Ombretta fa la commessa. E mai come in questo momento penso alla salute, all’amicizia: assieme al lavoro sono le situazioni più importanti”.

In famiglia c’è ancora chi fa scherma?

“Mio fratello Michele la praticava, a 27 anni vorrebbe diventare maestro, sta compiendo il percorso tecnico. Mia sorella Martina lavora con i bimbi, ha una figlia, Zoe, già molto brava con il fioretto, a 11 anni”.

Elisa, sulla carta era da finale olimpica, di nuovo con la russa Inna Deriglazova, campionessa in carica. Non valeva la pena attendere un anno?

“Con Ivan ero combattuta, già prima del covid. Durante il lockdown ho sentito il bisogno di stare più tempo insieme, nonostante le brutture del periodo c’era la voglia di allargare la famiglia”.

Per questo ha smesso la pillola?

“Magari il figlio non sarebbe venuto subito, per il periodo stressante, per l’organismo, invece è arrivato e ora sono felice”.

Come l’ha presa il presidente del Coni Giovanni Malagò?

“Ha usato parole tenere e umane, è una persona molto comprensiva, è felice per me, mi ha fatto gli auguri. Da un lato ovviamente gli dispiace: “Ma ti capisco, so come sei fatta…”.

Esclude di rientrare per fine luglio?

“Quella corsa proprio no…”.

E’ proprio l’addio alle pedane?

“Per dopo Tokyo, non ho ancora detto niente. Non sappiamo se verranno rimandate, annullate, magari verranno disputate a porte chiuse. Non mi sento di dire stop in maniera definitiva, non ho chiuso con il fioretto”.

Come trascorrerà questi mesi?

“Mangiando. Scherzo, ovviamente. Diciamo in tranquillità, con la famiglia, come ogni donna incinta è il bello di restare in serenità, a casa. Abitiamo a Roma, nel quartiere nord”.

Ci sono mamme sportive a cui si ispira? E a sua volta lei ispira aspiranti madri?

“Ammiro tutte le mamme, chi sceglie per il bene del figlio. E’ sempre difficile conciliare con il lavoro, so che ogni donna fatica, avvertiamo sempre quel senso di colpa, nel lasciare il figlio ai nonni e alla babysitter. Con Tania Cagnotto e Flavia Pennetta ci confrontiamo molto”.

Il momento più bello della carriera è stato naturalmente Londra?

“Sì, non solo per il doppio exploit. Furono le olimpiadi dell’incoscienza e della vittoria, individuale e a squadre”.

Rifarà “Ballando con le stelle”, su Rai1?

“Perchè no? Adoro Milly Carlucci, sono in contatto con Raimondo Totaro, con cui vinsi nel 2013. Mi piacerebbe, dal momento che è una famiglia. Ballare incinta? Non credo”.

Che eredità lascia, alle altre schermitrici?

“Intanto faccio l’in bocca al lupo ad Arianna Errigo, positiva al covid, e a tutte le ragazze. Le giovani sono davvero forti, la squadra sarà ancora più in armonia, non c’è più quel divario generazionale che io stessa ho vissuto, gareggiando con Giovanna Trillini e Valentina Vezzali: erano talento e forza, ma anche armonia inferiore”. 

L’argento dei mondiali di Budapest 2019 arrivò con Errigo e con Alice Volpi, Francesca Palumbo era la riserva. Ora a chi toccherà?

“Credo a Martina Batini, accanto alle prime due, poi se la giocheranno Palumbo e Camilla Mancini, dipenderà anche dal ranking, deciderà come sempre il ct Andrea Cipressa”.

Senza di lei sono ancora da oro?

“Assolutamente sì, restano forti. Io stessa magari avrei potuto vincere, in fondo mi ero imposta nell’ultima gara di coppa del mondo, a Kazan, a febbraio”.

Sarà a Tokyo almeno da invitata?

“Non mi muoverò di certo, le seguirò dal divano, comodamente da casa”.

Ha un futuro la grande scuola di scherma di Jesi?

“Alice Volpi ogni tanto si allena lì, con Giovanna Trillini. Ci sono bimbe interessanti”.

Arianna Errigo coronerà il suo sogno di essere azzurra sia nella sciabola che nel fioretto?

“Io non entro nel merito, anche perchè c’è una causa aperta, con la federazione. Diventa faticoso reggere due armi, a me ne bastava e avanzava una. Non è facile, se ci riesce è Mandrake”.

A proposito, Gigi Proietti era il Mandrake della risata. Lo conosceva?

“Non di persona. Lo ammiravo, sono dispiaciutissima. E’ nato e morto lo stesso giorno. Come Shakespeare”.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Scherma, mondiali di Budapest, si chiude con otto medaglie. Bronzo per i fiorettisti, la sciabola femminile è quarta

Le ragazze della sciabola sono quarte (Bizzi)

Non è il peggior mondiale di sempre, perchè neanche a Losanna 1989 l’Italia chiuse senza ori, però è un pizzico preoccupante, alla vigilia di Tokyo. Per carità, manca un anno, ci saranno solo gli Europei, però l’azzurro è in flessione, generale, dopo decenni onusti. Neanche ieri è arrivato il titolo, neanche la seconda finale, l’unica resta delle fiorettiste, e abbiamo visto, a Budapest, nell’angolo della nazionale, un bel confronto, dai toni aspri, con il mestrino Andrea Cipressa a ribadire che alla fine le scelte sono sue. E’ confortato da Giovanna Trillini, è mancato per pochissimo l’acuto delle fiorettiste, ma sarebbe cambiato poco. Per mutare il bilancio magiaro servivano almeno due finali, ieri, niente, solo un bronzo e un quarto posto. Il terzo è dei fiorettisti, appunto con la regia di Cipressa, Alessio Foconi è super, con un bilancio di +10 è trascinante, mentre Andrea Cassarà è in panchina, zoppicante, sostituito da Giorgio Avola. Neanche Daniele Garozzo, oro olimpico, è al top, resta il rammarico per l’uscita al primo turno di Foconi, iridato uscente. La sfida alla Russia è semplificata appunto dal romano dell’aeronautica.
Al femminile la medaglia di legno è mortificante per Ilaria Vecchi e compagne, resa abbondante, dal 23 pari, repentina. Peraltro, la quarta piazza assoluta è un signor piazzamento, le ragazze lo capiranno a caldo, al di là del compenso sfumato. La federazione risparmia (per l’oro aveva stanziato 30mila euro), i 20mila dell’argento vanno divisi fra le 4, mentre i bronzi sono 7, persino troppi. L’Italia è la regina dei podi, con 8, e questi sono garanzia di presenza ai massimi livelli. E’ stato il mondiale delle mamme (Di Francisca e Navarria, la friulana bronzo) e di papà Aldo Montano, bronzo a squadre. Dell’Ungheria ricorderemo comunque le 3 medaglie del fioretto donne (ma le attese erano superiori), soprattutto i bronzi appaganti di Santarelli nella spada e di Curatoli nella sciabola e poi il terzo posto della spada donne. L’unica giù dal podio è la sciabola rosa, per questo Rossella Gregorio e socie erano tanto deluse. Regina resta la Russia, bene anche la Francia e l’Ungheria. L’immagine più bella della settimana magiara è l’inno cantato a cappella dalla gente, per l’argento nella sciabola, contro la Corea del Sud, allo scadere. Qui è terra di scherma, molto più che in Italia. Qui sono magari i tempi per una seconda olimpiade a est, ma il comitato si era ritirato, per il 2024, dopo avere perso la corsa al ’16.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. L’Italia chiude con un argento e 7 bronzi, da 32 anni faceva meglio

Foconi, Garozzo, Cassarà e Avola hanno conquistato il bronzo nel fioretto (afp/repubblica.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/scherma_mondiali_italia_chiude_un_argento_7_bronzi_da_32_anni_faceva_meglio-4636344.html

di Vanni Zagnoli

Un paio di italiani hanno vinto l’oro, sono Nathalie Moelhaussen, milanese trasferita in Brasile, anche per la mamma italo brasiliana, la stilista Ferlini, e lo jesino Stefano Cerioni, allenatore di Imboden, oro nel fioretto con gli Usa. Là c’è una delle storie più belle di Budapest, il ct Massialas e il figlio vincitori del titolo sulla Francia, che aveva rimontato gli azzurri in semifinale. Arriva il bronzo con Alessio Foconi (+10 il parziale suo alla Russia), con l’oro di Rio Daniele Garozzo (meglio di Enrico, comunque sono i migliori fratelli del millennio) e con Giorgio Avola, al posto di Andrea Cassarà, infortunato da giorni. Il quale Cassarà insegue la 5^ olimpiade, esattamente come Aldo Montano.
Non è stata la giornata della sciabola, Irene Vecchi, Rossella Gregorio e Martina Criscio (la migliore; la bionda Sofia Ciaraglia completa la squadra) erano sul 23 pari con la Corea del Sud, per il terzo posto, si piantano di brutto, deludendo Sirovich, il ct di origine croata. Le azzurre avevano doppiato il Vietman e Honk Kong. L’impresa è stata superare l’Ungheria padrona di casa, poi il 45-37 dalla Russia, naturalmente oro, con 5 stoccate di margine. 
Tutti e 24 dovrebbero andare a Tokyo, a patto di qualificarsi ma dovrebbero farcela. E’ stato uno dei peggiori mondiali di ogni tempo, con appena un argento e ben 7 bronzi. Otto sono i podi, record di manifestazione, a dimostrazione di un buon livello medio. Non era scontato il terzo posto delle spadiste, è mancata proprio la sciabola rosa, mentre le fiorettiste incassano tre podi, meno nobili del previsto ma sempre di pregio. Ah, Cerioni è il tecnico di Elisa Di Francisca, pure, mentre Trillini segue Alice Volpi, la migliore nella finale di ieri. I podi di Santarelli e Curatoli sono rotondi, non così attesi. La spedizione merita un 6 meno meno, ci aspettavamo piazzamenti migliori nelle individuali, con le controprestazioni di Foconi e Navarria, iridati uscenti.
Andrea Cipressa ha una voce tonante, forse anche da sigaretta, dopo la semifinale persa si è fatto sentire e la reazione è arrivata. E’ stato il mondiale degli italiani, per i tanti tecnici che allenano all’estero, compresa Alessandra, da Frascati alla Colombia, e soprattutto la 30enne Marzia Muroni, accompagnatrice dell’Iran. Sono tantissimi i maestri, i tecnici italiani nel mondo. 
In Ungheria è stato seducente ascoltare, guardare gli azzurri, la tensione di vigilia, il cazzeggio per romperla, la delusione del dopo. Negli occhi abbiamo Elisa Di Francisca, che anzichè prendersela con l’arbitro romeno per il cartellino rosso, fa autocritica per l’occasione persa. La realtà è che l’Italia soffre terribilmente la Russia, in particolare Inna Deriglazova. Impossibile carpirle segreti. La Russia resta dominante, nella storia, in particolare con la versione Urss, poi qui c’è la Francia, con 2 ori e 3 argenti, quindi la Corea, 2 titoli e 2 bronzi. Al nono posto l’Italia, i ct Cipressa, Sirovich e Cuomo non possono essere appagati, il presidente Scarso pensa al Giappone, certo dopo gli Europei ci si aspettava molto di più. Era l’ultimo mondiale per Montano, che già fa l’agente di atleti, di fatto, e cerca i materiali migliori. Cassarà ha 35 anni, potrebbe lasciare dopo Tokyo. Di certo si fermerà Di Francisca, classe ’82. Però non è detto perchè potrebbe emulare Valentina Vezzali anche sul piano della longevità.
Questo mondo si ritroverà a Minsk, in Bielorussia, a giugno, intanto va in vacanza, sino a settembre. La coppa del mondo inizierà a fine ottobre: il fioretto sarà a Torino, come sempre, e la sciabola maschile a Padova.
I voti. Fioretto: 6+, 7 alle donne. Sciabola: 6,5, 5,5 al femminile. Spada: 6+, 6/7 alle ragazze. Otto ai 200 tifosi arrivati dall’Italia. Resta l’amaro in bocca per l’oro sfumato. Amen.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Dream team, argento e rimpianti: l’Italia del fioretto femminile si arrende alla Russia

Alice Volpi (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/mondiali_scherma_italia_fioretto_dream_team_argento-4634063.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/mondiali_scherma_italia_fioretto_dream_team_argento-4634072.html

di Vanni Zagnoli

E’ come una finale olimpica, perde l’Italia, alla golden stoccata, al supplementare. Perde per un torto arbitrale, per un cartellino rosso che più fiscale non si può, rarissimo in un mondiale o alle olimpiadi, tantopiù su un punto chiave. Le azzurre erano avanti, avevano praticamente vinto, a una manciata di secondi dalla fine e invece quel colpo a tavolino a favore di Inna Deriglazova riscrive la storia di una finale vinta.

E’ comunque il primo argento dei mondiali di Budapest, speriamo non nell’unica finale, domani i fiorettisti e le spadiste, al solito come minimo per il podio.

«Alice guarda i gatti…», la Volpi rimanda alla canzone di Francesco De Gregori e poi c’è Alice, l’ex di Riccardo Fogli, per Elisa, ovvero Di Francisca.

Arianna, invece, ha perso il filo, si è persa Teseo, nonostante sia qui il suo Teseo, ovvero il marito, tecnico della Spagna. E forse hanno ragione i federali a osteggiare il suo bis olimpico, rischia di snaturarsi, tirando anche di sciabola, il suo braccio sinistro attacca a vuoto, il differenziale è di meno 6 stoccate. Alice è da campionessa mondiale uscente, ne piazza 5 a Zagidullina, la russa debole, e impatta con la Deriglazova, la migliore nel dopo Vezzali. Alice rimonta, +4 alla Ivanova, altro anello debole delle ex sovietiche: da -2 a +2 al penultimo assalto.

E lì tocca a mamma Elisa, tonicissima, addominali di ferro, visti in zona Italia, in pista. Elisa avanza di uno con Zagidullina, una ne concede a Ivanova e poi chiude. Chiude con Imma, che l’ha battuta a Rio, in finale, e in semifinale venerdì. Avanti di due, si fa riprendere a quota 40, la mette a 14” dalla fine. E’ nostra, sarebbe nostra. “Il nemico è vinto, è sconfitto, è battuto, dietro la collina”, arriva un’altra musica di De Gregori. In realtà c’è spazio per un’altra stoccata a testa, in mezzo il cartellino giallo e poi il rosso, valso la stoccata contro decisiva.

«Il fatto grave – argomenta il ct Sandro Cuomo, napoletano – è che l’arbitro rifiuta di guardare il replay. Nella scherma la tecnologia c’è da un decennio, siamo stati fra i primi, un’occhiata avrebbe tacitato le nostre proteste. Non si è coperta il bersaglio con la mano, si può fare finchè il match riprende».

E’ l’arbitro romeno Gheorghe a indirizzare all’overtime, a far imbestialire il vicepresidente federale Paolo Azzi, che dalla tribuna scende a parlare con l’arbitro. I toni sono accesi, il ct Andrea Cipressa aveva capito subito l’assurdità del provvedimento, si è alzato inveendo, accanto c’è Giovanna Trillini che alla fine va dal presidente di giuria a fa pollice verso. Scandaloso. Scandaloso, scandaloso. Fossimo nel calcio si andrebbe avanti per giorni, qua invece neanche il ricorso farebbe cambiare il risultato, non si può rigiocare, sarebbe bello.

Bello è stato il pregara, la relativa tranquillità delle azzurre, vedere Arianna duellare con il marito allenatore, Alice tranquilla, mentre Elisa era sparita. Palumbo non entra, è giovane, Cipressa scherza sino all’ultimo, per allentare la tensione. Il presidente dei medici internazionali, Foti, è con il clan italiano, insomma c’erano tutti gli ingredienti per portare a casa il titolo. E’ ancora, invece, di Deriglazova e compagna. Bionda, occhi azzurri, vuole festeggiare eppure ci racconta. “Felice per l’accostamento con Valentina Vezzali, non so se sarò portabandiera. Lei ha vinto tanto più di me”. Su Di Francisca: “Non esistono segreti per batterla, neanche per superare le italiane, serve allenarsi, concentrazione e altro”.

Mamma Elisa rosicherà, lei è la donna del mondiale, doppio oro, come il coreano Ho. E ricostruisce il cartellino rosso. “Elisa si è messa a parlare con l’arbitro, senza permesso, non si può fare, di qui l’ammonizione. E poi ha coperto il bersaglio”. Per lei è giusto così. Vista da bordo campo, in mezzo a pochi italiani, mica tanto. L’anno prossimo ci saranno solo gli Europei. Ritroveremo Italia-Russia probabilmente in finale olimpica. “E lì – chiosa Inna la killer – serviranno le stesse armi di oggi, di sempre”.

Intanto, la Russia guadagna la prima posizione nel medagliare, con 2 ori, 3 argenti e un bronzo. L’Italia è regina dei podi, 7, ma opachi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Messaggero e il Gazzettino, Scherma, mondiali di Budapest. Gli azzurri conquistano altri due bronzi a squadre nella spada femminile e sciabola maschile

Arianna Errigo (Bizzi)

Arriveranno, per carità, ci sono ancora due giorni per le prime finali con l’Italia in pedana. E almeno il fioretto (non solo femminile) dovrebbe battersi per il titolo mondiale, però si resta lì, appesi al bronzo: siamo a 6. E, a squadre, è una delusione. Si chiude con il sorriso, sì, sempre quando si vince un assalto, però il retrogusto per le nazionali è amarognolo, a prescindere, perchè la scherma è il forziere del nostro sport.
«Ma non preoccupatevi – sostiene Aldo Montano, voce roca -, per Tokyo saremo ancora i numeri uno». Nella storia, siamo secondi, con 307 medaglie, dietro soltanto all’Urss (Russia compresa), e allora non si accettano solo terzi posti. Montano è come un capitano non giocatore. «Ho quasi 41 anni, il tempo passa, mi accontento di esserci. Anche alla mia 5. olimpiade. A Sydney avevo quasi 22 anni, erano altri tempi, c’era maggiore concorrenza, soprattutto nella sciabola». Il livornese resta il più amato nel mondo, forse, per la bellezza, assieme a Rossella Fiamingo. «Ma ci sono personaggi più grandi di noi, per i risultati». E’ l’unico non universitario degli italici bronzi di ieri. Gigi Samele, foggiano, ed Enrico Berre, romano, sono laureati in scienze politiche. «Ma amiamo scherzare, dopo le gare – raccontano -, è un modo per scaricare la tensione. Quando si perde, come la semifinale, contro l’Ungheria, non vola una mosca e riviviamo gli errori. Quest’anno abbiamo perso sempre dai padroni di casa, agli Europei era accaduto con la Germania». La finale di consolazione non è mai in discussione, proprio i tedeschi si fanno sotto solo nelle ultime due turnazioni. «Abbiamo fatto apposta – scherza il solito Montano – per vivacizzare il pomeriggio». L’oro va alla Corea del Sud, imbattibile.
A Budapest salgono sul podio anche le spadiste, ma dopo il 31-44 con la Cina. E’ deluso anche Gianni Sperlinga, catanese, 71 anni, il veterano dei tecnici mondiali, ruspante al punto da raccontare ogni male possibile del calcio. «Io invece non mi esprimo», si schermisce Rossella Fiamingo, sua allieva da sempre. Può reggere per altre due olimpiadi, a differenza della friulana Mara Navarria, in visibile sovrappeso. «Ogni podio per me ha un sapore speciale, da moglie e mamma. Siamo in tante madri, nella scherma, c’è longevità agonistica». Anche precocità, dal momento che Federica Isola è l’unica under 20 della nazionale, eppure titolare. 
Il blu, verde e viola della Syma arena si riempie giusto per la finale della spada. Il presidente federale Giorgio Scarso (veterano, al 4° mandato) aspetta almeno un argento, mentre i maestri e i ct italiani trovano spazio all’estero. Anche il marito di Arianna Errigo, Luca Simoncelli, allenatore della Spagna e battagliero come la moglie. Che a Carola Mangiarotti ripete: «Vorrei andare a podio, in Giappone, nel fioretto e nella sciabola. La federazione però me lo impedisce».
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Gazzettino. Scherma, nessuna finale individuale per gli azzurri a Budapest. Cassarà eliminato ai quarti

Andrea Cassarà (Bizzi)

(v.zagn.) Quattro bronzi individuali sono un bottino da… atletica leggera. Ai mondiali, l’Italia era andata così male solo nell’87, a Losanna, con appena un terzo posto, di Federico Cervi. Neanche ieri è arrivata la prima finale, è sconcertante, per la maggiore potenza di sempre, per il salvadanio dello sport nazionale.
A Budapest, il Syma center è viola, verde e blu, l’azzurro però è veramente stinto, quasi tenebra. Nel fioretto, a 35 anni, Andrea Cassarà perde male i quarti, contro il campione del mondo 2017, russo: 15-6, è penalizzato dal dolore al tendine di Achille. Aveva regolato per 15-10 Daniele Garozzo, l’olimpionico di Rio 2016, si consola con la moglie, che ha portato nella zona di allenamento anche un’amica. Il siciliano Garozzo, invece, aveva domato un olandese, allenato dal mestrino Andrea Borella: «Nei Paesi Bassi non siamo da podio, non ci sono le risorse nè le strutture, però cerchiamo di lavorare al meglio».
Sedicesimi fatali a Giorgio Avola, superato da un sudcoreano. Il campione uscente Alessio Foconi esce subito, quasi come la friulana Mara Navarria, che aveva almeno passato il primo turno. Formidabili quegli anni, ’80, in cui dominavano Mauro Numa, il ct mestrino Andrea Cipressa, Borella e Mauro Cerioni, ex ct della Russia, adesso coach per atleti Usa.
Nella sciabola, Rossella Gregorio è doppiata da una magiara, negli ottavi. Fuori ai sedicesimi Irene Vecchi, maltrattata da un’azera, e Martina Criscio, rimontata da una greca che si era infortunata. Che il movimento sia in sofferenza si capisce anche soltanto dalle numerose uscite nel turno preliminare, fatale a Sofia Ciaraglia. 
A squadre, nella spada, Navarria, Rossella Fiamingo, Federica Isola e Alice Clerici passeggiano sulla Thailandia (45-28), non con la Germania, al minuto supplementare, stoccata della fidanzata del nuotatore padovano Luca Dotto. Oggi sarà dura, contro gli Usa, iridati. 
Nella sciabola, Luca Curatoli (bronzo individuale), Samele, Berrè e Montano brutalizzano la Cechia (a 14) e in parte l’Ucraina, a 32. Sono favoritissimi anche con la Georgia. A squadre, aspettiamo almeno un oro e l’enplein di podi, caratterizzante vari Europei e mondiali.
Fra le pedane alternative, anche di allenamento, e i box, troviamo due figure uniche. Gianni Sperlenga, maestro catanese della Fiamingo, a prendersela con il calcio. «Certe cifre sono immorali, servirebbe il salary cap, a 200mila euro, anche per i campioni». 
Arianna Errigo è consolata da Carola Mangiarotti, figlia di Edoardo, 13 podi olimpici, fra i 4 più medagliati di sempre nella storia a cinque cerchi. «Vorrei essere la prima a vincere una medaglia olimpica in due armi – confessa la brianzola -, nella sciabola e nel fioretto. Da due anni prova la federazione prova a dissuadermi, non ci riuscirà». Peccato, perchè la scherma ha bisogno di personaggi da copertina.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Scherma, Marzia Muroni da Treviso a ct dell’Iran femminile: “A mie spese. Per aiutare un’ex compagna di allenamenti, era pentathleta, in Germania”

Marzia Muroni

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/e_la_storia_piu_particolare_del_mondiale_di_scherma_a_budapest_passano-4631659.html

Il viso di Marzia Muroni vale il viaggio in Ungheria, è la storia più particolare del mondiale. Passano due atlete con la testa in parte coperta, ci spiegano perchè portano il niqab. «Non possiamo lasciare scoperto il capo. Non è il burqa, attenzione».
Con queste spadiste discettiamo in inglese, anche di Julio Velasco ex ct dell’Iran nel volley e delle tribune degli impianti mediorientali aperte progressivamente alle donne, fra pallavolo e calcio. Lì vicino c’è una trevigiana con gli occhiali, a parlare con tre ragazzi di pianetascherma.it. Avrebbe più voglia di dialogare con loro, per la verità, che di raccontarsi. E non è questione di video o foto.
«Perchè per me è normale essere qua, ho fatto solo piacere a un’amica».
In che senso, Marzia?
«Sono da sole, senza commissario tecnico nè allenatore, nè dirigenti e allora mi occupo di tutto io».
Al punto che poi sparirà e sarà impossibile andare oltre questa chiacchierata, fin troppo informale.
«’Alessandro, mi raccomando, accompagnale tu in sala stampa’, dice a uno dei tre giovani giornalisti».
Muroni, mica hanno bisogno della balia, no?
«In realtà non vanno mai lasciate sole».
Ma sono maggiorenni e per nulla timide…
«Fa parte della loro cultura, ci adeguiamo. Non sono al primo mondiale, sono autonome ma non abituate a esserlo. Un uomo che le deve portare in giro, dev’essere responsabile di loro».
Sarà, però stupisce che una trentenne veneta di fatto rappresenti l’Iran, in una delle discipline olimpiche più fascinose.
«Sono qui a mie spese, comunque felice, proprio perchè una delle tre mi ha chiesto espressamente di aiutarla. E’ Parja: metà dell’esborso lo copre lei, ci allenavamo insieme; faceva pentathlon, in Germania, io scherma. E per un periodo, mentre studiavo a Bonn, mi allenai con la nazionale tedesca».
Dunque l’incarico non è ufficiale…
«E pure a termine, vediamo se proseguirà in futuro, in altre manifestazioni di livello».
Com’è andata, sul piano tecnico?
«Due sono uscite subito nell’individuale, peccato perchè con un pizzico di sicurezza avrebbero potuto passare la fase a gironi. Parja si è qualificata, con tre vittorie e altrettante sconfitte, poi è stata capace di portare alla priorità la brasiliana Moellhausen, sino a 7 anni fa azzurra e ora campionessa mondiale. A squadre almeno hanno superato la Giordania, almeno, per noi sono soddisfazioni. Ho il compito proprio di motivarle, di farle restare concentrate».
Lei ha smesso?
«Sì, ma l’ambiente resta fascinoso».
Sono numerosi i tecnici italiani nel mondo.
«Guardi laggiù, c’è un mestrino, Andrea Borella: abita a Padova e segue l’Olanda. Cerioni non è più con la Russia, guida fiorettiste americane».
Nini Signorelli, trapanese, è addirittura con l’Australia.
«Prima era con Andrea Magro, passato dal Giappone alla Germania e ora al Kuwait. Giovanni Bortoloso è stato in Russia, è ct tedesco. Angelo Mazzoni era in Svizzera, poi a Mosca».
Inoltre ci sono i maestri: Pianucci ha una fiorettista venezuelana, Zanotti una sciabolatrice indiana. 
«E Luca Simoncelli è con la Spagna, oltre ad allenare la moglie, Arianna Errigo».
Insomma, Marzia, è in buona compagnia.
«Certo, però l’Iran ha un sapore speciale».
Basti pensare a un’accortezza che in pochi occidentali sanno…
«Già, agli uomini è vietato stringere loro la mano, persino al termine di un’intervista. I maschi non le possono toccare, devono evitare il contatto fisico».
Pensi a quei personaggi tv, anche comici, che hanno l’abitudine di toccare le spalle delle persone, per teatralizzare…
«Già, neanche gli abbracci. E credo sia tipico non solo dell’Iran. Questa settimana mi sono specializzata nei loro usi, dovrei studiarmi l’intero musulmanesimo».
E il copricapo?
«Non devono lasciare scoperti i capelli, nè altre parti del corpo, escluso ovviamente il viso».
Ma lei quando ha lasciato Treviso?
«Cinque anni fa, dopo essere stata in forestale. Sono figlia unica, papà Marcello è architetto, mamma Antonella insegnante».
E’ ct anche degli uomini?
«No. Sono qui perchè il maestro di Parja non la può accompagnare, essendo impegnato con la Germania. Affrontare una gara senza tecnico è difficile, perciò sono utile anche a fondo pedana, mica solo negli spostamenti. E per me è il primo mondiale». Era in coppa del mondo anche soltanto 3 anni fa, da trainer ha stoffa.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Solo quattro bronzi individuali, Italia senza finali mondiali dopo 32 anni. Solo Cassarà agli ottavi, Martina Criscio rimontata. L’allenatore di Rossella Fiamingo, Gianni Sperlinga: “Il calcio è immorale, bastano 200mila euro anche per i campioni”

Errigo, Santarelli e Di Francisca (Bizzi)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/solo_4_bronzi_solo_32_anni_fa_italia_raccolse_meno_podi_individuali-4630581.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/solo_4_bronzi_solo_32_anni_fa_italia_raccolse_meno_podi_individuali-4631935.html

di Vanni Zagnoli

Il Syma center è bellissimo, con luci e colori fascinosi, con le camere di chiamata, i vari campi di gara. Budapest seduce, meno la scherma azzurra. Che chiude senza titoli nè finali individuali. Perchè oggi è andata male e in generale è il peggior mondiale della storia, a livello individuale. «Solo nell’87, a Losanna, raccogliemmo di meno, solo il bronzo di Federico Cervi, nel fioretto». Saliamo a interrogare il capufficio stampa della federazione, Giorgio Caruso, che a memoria snocciola e scrive. Fra il verde, il blu e il viola delle tribune, fra le bandiere mondiali e i miti come Carola Mangiarotti, unica figlia di Edoardo, c’è il flop magiaro, con il presidente Giorgio Scarso che naturalmente mantiene l’ottimismo.

Dunque, Andrea Cassarà perde male i quarti, è consolato dalla moglie e poco più in là c’è anche un’amica di lei. Il 35enne bresciano esce contro il campione del mondo 2017, il russo Dmitry Zherebchenko per 15-6, condizionato da un problema al tendine di Achille destro. Aveva passato il primo turno per forfait, dell’ungherese Matyas, doppiato il francese Pauty e regolato l’olimpionico di Rio 2016, Daniele Garozzo, per 15-10. Il quale siciliano domava il tedesco Sanita, lasciato a 10, e l’olandese Giacon (allenato dal veneto Andrea Borella), a 6. Sedicesimi fatali a Giorgio Avola, superato da un sudcoreano, per 5 stoccate, dopo le 4 rifilate al belga. Lascia esterrefatti l’uscita al primo assalto per l’iridato uscente Alessio Foconi, 15-9. 

Al femminile, va ancora peggio, con la sciabola. Rossella Gregorio si arena agli ottavi, doppiata dalla magiara Marton, dopo avere superato a 10 l’azera e una cinese. Fuori ai sedicesimi Irene Vecchi: 15-10 alla venezuelana, perde a 7 dall’azera. Martina Criscio sembra in giornata, con il 15-12 alla bulgara, domina la greca Gkountoura, infortunata, s’inceppa alla ripresa dell’incontro e viene beffata. Che il movimento sia in sofferenza si capisce anche soltanto dalle numerose uscite nel turno preliminare, fatale a Sofia Ciaraglia. 

A squadre, è stata una mattinata incerta. Mara Navarria, Rossella Fiamingo, Federica Isola Alice Clerici passeggiano sulla Thailandia (45-28), non con la Germania, al minuto supplementare, stoccata della bella fidanzata del nuotatore Luca Dotto. Domani, sarà dura contro gli Usa, iridati in carica. Nella sciabola, Luca Curatoli (bronzo), Gigi Samele, Enrico Berrè Aldo Montano brutalizzano la Cechia (a 14) e in parte l’Ucraina, a 32. Sono favoritissimi anche con la Georgia, domani. 

C’è concentrazione, applicazione, per qualcuno anche distrazione (la testa degli atleti è alla gara a squadre che mette in palio i pass olimpici), però a un anno da Tokyo 2020 i 4 bronzi individuali sconcertano. Gianni Sperlinga, maestro catanese di Fiamingo, se la prende con il calcio («Certe cifre sono immorali, servirebbe il salary cap a 200mila euro, anche per i campioni»), però la scherma ondeggia paurosamente, rispetto alla tradizione. E osteggia Arianna Errigo: «Vorrei essere la prima a vincere una medaglia in due armi, la federazione non mi dissuaderà». Forse ha ragione Carola Mangiarotti, due quinti posti olimpici a squadre: «Papà ti avrebbe appoggiata».

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino. Scherma, i mondiali di Budapest. Il napoletano Luca Curatoli bronzo nella sciabola, è alla prima medaglia ai massimi livelli. Oro al sudcoreano che aveva eliminato anche Samele. Fuori al secondo turno Montano e Berrè. Nella spada, oro alla Moellhausen, brasiliana cresciuta a Milano: all’extra time, come contro Santuccio. Solo una vittoria per Navarria e Fiamingo, Isola era stata eliminata nei preliminari

Luca Curatoli (iltempo.it)

Da Budapest arriva un bronzo nella sciabola, poco, considerato che la spada femminile neanche avvicina il podio. E’ il mondiale preolimpico, qualificante per Tokyo, e Luca Curatoli si ferma in semifinale, contro il sudcoreano Oh Sanguk, numero 2, per 11-15. Al Syma center, luci e ledwall esaltano la visuale, anche televisiva, in Ungheria volevano l’olimpiade andata a Rio, anche a est ora si organizzano grandi eventi.

Grande è stato comunque il napoletano, nel 15-12 al sorprendente canadese Gordon. Facile con il britannico Miller e con l’iraniano, doppiati, mentre negli ottavi regola il quotato georgiano Sandro Bazadze con 5 touches di margine. Fra i migliori 16 c’è Gigi Samele, avanti per sole due stoccate sul vietnamita e sul russo Danilenko, si è fermato a 8 colpi con Oh Sanguk, poi oro sul magiaro Szatmari. Passano solo un turno Aldo Montano ed Enrico Berrè. L’olimpionico di Atene 2004 rischia con un canadese, si arrende per una sola stoccata, contestata, all’ungherese Gemesi. Berrè arresta un tedesco per 5 stoccate ma poi si arena di fronte a un romeno, per due. Nel femminile, la migliore è una siciliana, Alberta Santuccio, nella spada arriva sul 14 pari con l’iridata Nathalie Moellhausen, cresciuta a Milano e anni fa azzurra. La brasiliana piazza l’affondo decisivo, come in finale, sulla. Santucci si era esaltata contro la polacca e con la numero 7, un’americana. La delusione della giornata è la friulana Mara Navarria, campionessa uscente. Si scalda contro la thailandese (15-3), è penalizzata dal tabellone, perchè le tedesche sono sempre pericolose, in ogni sport, e Alexandra Ndolo la supera sul filo di lana. Non brilla più la bella Rossella Fiamingo, argento olimpico, esce al minuto supplementare per 12-11, con la cubana Quesada, rimontante. Era uscita lunedì, invece, Federica Isola.

Oggi la spada: Fichera fronteggia subito il migliore, il francese Borel, poi Enrico Garozzo, l’esordiente Cimini e Santarelli. Nel fioretto la campionessa Volpi, l’esordiente Palumbo, Errigo e Di Francisca. Facciamo triplete?

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”