Enordest.it. Salvate il soldato Mancini

enordest.it

https://www.enordest.it/2022/03/27/salvate-il-soldato-mancini/

di Vanni Zagnoli

Io c’ero e allora posso scrivere della Nazionale. Non ero a Palermo ma a Firenze, al rientro della nazionale, nella notte, l’unico giornalista presente. All’aeroporto Vespucci, molto piccolo, per servire una città così importante, gli azzurri con Mancini sono sbarcati prima delle 3 di giovedì mattina, ad attenderli solo pochi poliziotti, molto meno, per esempio, di quando a Reggio Emilia giocano la serie A, il Sassuolo, o la serie C, la Reggiana, e giusto gli autisti dei pullman, stop. Volti tesi, soprattutto dell’atalantino Pessina.

Mancini e la sua truppa

Neanche mi sono avvicinato, ho solo ripreso l’uscita dagli arrivi, proprio per non infierire sul momento più delicato della vita sportiva di questo gruppo. Fra gli ospiti anche il capo degli arbitri Trentalange e l’Assocalciatori, con il direttore generale Gianni Grazioli, vicentino, un passato importante da giornalista del Gazzettino.

Che farà Mancini?

L’Italia è fuori dal mondiale, dunque, e adesso tutta l’attesa è per Roberto Mancini, per capire se vuole restare. Ha il contratto sino al 2026, firmato prima degli Europei dal presidente federale Gabriele Gravina. Che vuole restare, non sarà avvicendato, a differenza di quanto avvenne a Carlo Tavecchio, che peraltro ora è stato sfiduciato anche dal comitato Lombardia.

Il perché

Mancini merita di restare perchè ha stabilito il record di imbattibilità della nazionale, perchè ha vinto l’Europeo, soprattutto grazie a due partite ai rigori, mentre la storia del nostro calcio era punteggiata di sconfitte, dal dischetto. Anche ai danni di nazionali anche più spettacolari, come l’Italia di Vicini nel ’90 o di Sacchi nel ’94, che peraltro abiurò in parte al bel gioco.

Mancini e le defezioni

Mancini si è trovato senza 4 titolari, rispetto alla finale di Wembley, Di Lorenzo si è fatto male due sabati fa, con l’Udinese, Bonucci e Chiellini sarebbero tornati in Portogallo, Chiesa è fuori da gennaio e contro la Macedonia avrebbe probabilmente fatto la differenza. Donnarumma agli Europei è stato il migliore, su quel tiro di Trajkovski non è arrivato, non era obiettivamente facile, ha ricordato  un po’ i presunti errori di Zoff sui tiri da lontano al mondiale d’Argentina, nel 1978. Emerson Palmieri gioca solo per l’infortunio di Spinazzola a metà Europei, nel secondo tempo di Palermo è sparito. Barella vive il peggior momento della carriera, sul piano fisico, Jorginho non illumina più. Verratti è stato l’unico davvero in palla.

Chi mi è piaciuto

A me Berardi è piaciuto. Intendo: io sono sempre per premiare chi si libera al tiro, chi contribuisce a creare occasioni, la maggioranza dei giornalisti punisce chi sbaglia un gol come chi è colpevole di uno subito, come se segnare, soprattutto nelle gare chiave, fosse facile. Lui ci ha provato, Insigne solo una volta, il subentrato Raspadori idem, è volenteroso ma troppo frenetico. Immobile ha avuto pure giusto due chances, rispetto ai grandi cannonieri mondiali è lontano.

Gli altri

Dimenticavo, dietro Florenzi ha fatto bene, rimediando all’errore di Gianluca Mancini nel primo tempo, Bastoni raramente tradisce, Tonali e Pellegrini in una ventina di minuti hanno inciso poco, il romanista ha sprecato un’occasione.

Gli errori di Mancini

Mancini Roberto ha pasticciato nei cambi, bastava che inserisse prima per Immobile Joao Pedro, debuttante entrato solo a un minuto dalla fine del tempo regolamentare, da tre anni è un signor attaccante di movimento, pericoloso e anche concreto.

Per le conclusioni e gli angoli l’Italia meritava di vincere, il gioco era stato scadente anche nello 0-0 in Irlanda del Nord, a novembre, e pure nell’1-1 con la Bulgaria, costato la qualificazione, assieme ai pareggi con la Svizzera, con quei due rigori sbagliati da Jorginho.

È anche colpa nostra

Lo 0-1 con i macedoni è sintetizzato sempre dal brasiliano che alza la mano per segnalare un tocco di braccio inesistente di Trajkovski, anzichè contrastare l’ex macedone che calcia. Un gol nel finale – magari sarebbe arrivato ai supplementari, senza quella prodezza – era l’unico modo per la Macedonia per poter vincere, il classico episodio.

Il possibile secondo turno

Il Portogallo ha battuto la Turchia 3-1, grazie al rigore sbagliato dal vecchio Burak Ylmaz, del potenziale 2-2. Forse in trasferta avremmo impostato le partite già viste agli Europei, contro Belgio, Spagna e Inghilterra, ovvero grande attenzione difensiva e ripartenza, magari anche gioco, perchè agli Europei c’era stato, è venuto meno giusto dopo.

Da Ventura a Mancini

Va rivalutato Gian Piero Ventura, che era finito secondo nel girone dietro la Spagna, non dietro la Svizzera, e che era uscito nello spareggio contro la Svezia, poi arrivata ai quarti di finale. Risolse l’autorete di Daniele De Rossi, contro un’avversaria di tradizione e molto più forte della Macedonia. Certo, il gruppo gli era sfuggito di mano, si era fatto prendere dal panico lui, non abituato a questo livello di competizione. Aveva però qualche talento in meno e non al top della carriera, al contrario di questo nucleo che ha raggiunto l’apice la scorsa estate.

Dal 2006 più niente

Dopo il mondiale del 2006, l’Italia ha collezionato solo brutte figure: in Coppa del mondo, con le uscite al primo turno nel 2010 con Lippi, incapace di battere Paraguay e Nuova Zelanda, complici gli infortuni a Pirlo e Buffon; di perdere con la Slovacchia, poi con Prandelli, incapace di tesaurizzare il 2-1 sull’Inghilterra, facendosi superare da Costa Rica e Uruguay, complice l’espulsione ingiusta di Marchisio.

Ripartiamo con Mancini?

Si riparte, dunque, speriamo con Mancini, perchè l’ipotesi di Marcello Lippi dt, di quasi 74 anni, con Fabio Cannavaro che mai ha allenato in calcio di alto livello è un azzardo. Ranieri ha 70 anni e nell’unica esperienza con una nazionale, la Grecia, non ha esaltato; Ancelotti, sì, andrebbe bene, a 63 anni, ormai, è però difficile che voglia lasciare il Real Madrid bis.

I possibili sostituti

Dopo i fallimenti sul piano del gioco con la Juve, Allegri è impresentabile, lo stesso Spalletti non sarebbe migliore di Mancini, probabilmente. Per non parlare di Gattuso, che peraltro a Napoli aveva chiuso bene e che come manovra raramente entusiasma.

Ah, poi c’è Gasperini, il vero fuoriclasse, che però nessuno vuole, dal momento che ha un carattere complicato, non scende a compromessi e allora resterà all’Atalanta.

La partita inutile

Adesso c’è la partita con la Turchia, inutile, il 1° giugno la finalissima, ovvero il trofeo fra le vincenti dell’Europeo e della coppa America, a Wembley l’Italia sarà con l’Argentina e per quanto a fine stagione potrebbe persino vincere, perchè neanche l’albiceleste è stata poi super, nella stessa rassegna.

In questo paio d’anni ci sarà la Nations league, al posto delle amichevoli, e l’Italia proverà a vincerla, dopo la semifinale persa a Milano. Gli Europei del 2024 saranno in Germania, a 24 squadre, e lì la qualificazione è scontata.

Aspettando il 2026

Il mondiale del 2026 sarà negli Usa, in Messico e in Canada, per la prima volta a 48 squadre, con qualificazione un po’ più agevole, dal momento che l’Europa avrà 16 formazioni, contro le 13 attuali.

Si dimentica sempre che l’Europa ha il calcio migliore al mondo, numericamente e come organizzazione, eppure i mondiali devono essere planetari e allora in Qatar vanno 4 asiatiche, 5 africane, 3 centramericane e 4 sudamericane, più due attraverso spareggi intercontinentali.

Una soluzione?

Ecco, basterebbe redistribuire meglio per evitare che nazionali più forti come l’Italia e in passato l’Inghilterra restino fuori.

Da “Enordest.it”

Ansa, video. Il rientro dell’Italia a Firenze, in aeroporto nessun tifoso ad attendere i giocatori. Alle tre del mattino il ritorno da Palermo dopo l’eliminazione con la Macedonia. Decine le testate che hanno pubblicato

(gazzettadiparma.it)

https://www.ansa.it/sito/videogallery/calcio/2022/03/25/il-rientro-dellitalia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli_e7d6d1e2-73dd-4361-9f75-8a34aa406b95.html

Da “Ansa.it”

https://www.youtube.com/watch?v=93hoOhF6WaI&t=5s

Da Youtube “Vanni Zagnoli premio Ussi riprese costume”

Il Tirreno: https://video.iltirreno.gelocal.it/sport/delusione-nazionale-il-rientro-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli/145730/147397

Tiscali: https://tv.tiscali.it/calcio/il-rientro-dell-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli/623df9fec1c71d699b69e452/

La Nuova Ferrara: https://video.lanuovaferrara.gelocal.it/sport/delusione-nazionale-il-rientro-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli/135438/136003?fbclid=IwAR1yTEIpeOvjqx-IzAZJ0AQcD93zSGz6hcWO17yaNpqnlwy6zH0kkImQpX8

Il Fatto quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/25/calcio-il-triste-rientro-della-nazionale-italiana-dopo-la-mancata-qualificazione-ai-mondiali-in-quatar-nessun-tifoso-in-aeroporto/6537895/

Virgilio https://video.virgilio.it/guarda-video/il-rientro-dellitalia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli_bc6301858533001

GazzettadiParma.it https://www.gazzettadiparma.it/italia-mondo/2022/03/25/video/il-rientro-dell-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-635293/

Quotidiano.net https://www.quotidiano.net/sport/video/il-rientro-dell-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-1.7502509

Giornale del Trentino https://www.giornaletrentino.it/video/il-rientro-dell-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-1.3166497

Alto Adige https://www.altoadige.it/video/il-rientro-dell-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-1.3166493

Il Giornale di Vicenza: https://www.ilgiornaledivicenza.it/media/video/il-rientro-dell-apos-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-1.9306622

Brescia Oggi https://www.bresciaoggi.it/media/video/il-rientro-dell-apos-italia-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli-1.9306626

Il Sole 24 Ore

Stream 24 https://stream24.ilsole24ore.com/video/sport24/il-rientro-italia-firenze-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli/AEoCeuMB

Gazzetta di Modena https://video.gazzettadimodena.gelocal.it/sport/delusione-nazionale-il-rientro-a-firenze-in-aeroporto-nessun-tifoso-ad-attenderli/140812/141500

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Mondiali Under 17, Italia sconfitta dal Brasile 2-0, esce ai quarti

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mondiali_under_17_brasile_segna_gol_primo_tempo_superiore_secondo_italia_fuori_ai_quarti-4856109.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/mondiali_under_17_brasile_segna_gol_primo_tempo_superiore_secondo_italia_fuori_ai_quarti-4857493.html

di Vanni Zagnoli

Niente semifinale, 32 anni dopo l’unica giocata dall’Italia, allora peraltro era un mondiale under 16. In Brasile, ai campionati del mondo under 17, gli azzurrini escono nei quarti come 10 anni fa, in Nigeria. Vince il Brasile, non inarrivabile, anche perchè sino a un mese fa neanche doveva disputare la manifestazione, l’ha organizzata solo per le inadempienze del Perù.

L’Italia gioca benino, non soffre tanto di più rispetto a quanto ha concesso all’Ecuador, superato nel finale grazie alla punizione di Oristanio, alla Recoba, il problema è stato subire gol in avvio e il raddoppio prima dell’intervallo.

Il ct Carmine Nunziata conferma gli 11 di partenza di giovedì, di fronte al 4-2-3-1 dei carioca, che passano alla seconda occasione. La parata di Molla è su Peglow, poi Patryck scende sulla sinistra e infila sotto la traversa, sorprendendo un po’ il portiere.

A Goiania ci sono 14mila spettatori, a trascinare il Brasile, dominante solo in avvio. L’Italia è insidiosa con Tongya e Dalle Mura, mentre Gnonto guadagna una punizione dal limite, calciata alta da Brentan. I sudamericani riprendono campo con Talles Costa e con Peglow e concedono un tiro a Gnonto, l’unico nostro 2003 in campo. Il raddoppio al 40’, da azione d’angolo azzurrina: la palla arriva a Pedro Lucas, che in verticale serve Peglow, ricezione sul centro destra e diagonale rasoterra, palo e gol. L’Italia concede qualcosa sulle fasce, nel secondo tempo soffre anche in mezzo. L’arbitro è troppo permessivo, non sanziona con l’ammonizione 3-4 interventi fallosi, l’ultimo è del brasiliano Patrick.

Il cross del nostro Cudrig non trova compagni piazzati per la deviaizone, neanche l’ingresso di Oristanio per Brentan è utile a riaprire la gara. Il Brasile cerca anche giocate spettacolari, come fosse la Seleçao, il sinistro da fuori di Patrick trova la risposta di Molla. In maglia verde, l’under 17 paga anche la desuetudine al caldo, ha una fiammata con Gnonto che parte da solo dalla trequarti, il portiere Donelli si oppone: dopo la conclusione, Patrick prende la caviglia di Gnonto, il Var non interviene per un rigore che onestamente sarebbe stato molto fiscale. Veron è fra i migliori del Brasile, uno dei trequartisti, e anche Kaio Jorge mostra buona velocità, in contropiede, un potenziale persino da nazionale maggiore.

Nel 2009, l’Italia era uscita per mano della Svizzera, per 2-1, all’epoca c’erano Perin in porta e in difesa Natalino, fermato presto da problemi cardiaci. E poi gente protagonista in serie B, oggi: Camporese, Simone Benedetti e Iemmello. Soprattutto, subentrò El Shaarawy, l’unico che abbia avuto tanto spazio nell’Italia maggiore. Oggi il più quotato resta Pirola, peraltro non impeccabile in avvio. L’Italia resta nel suo momento migliore della storia, considerati i due secondi posti agli Europei e questo piazzamento fra le prime 8.

Negli altri quarti di finale, Olanda-Paraguay 4-1, Messico-Corea del Sud 1-0 e Francia-Spagna 6-1. 

Le semifinali, giovedì: alle 20,30 Olanda-Messico, dalla mezzanotte, Brasile-Francia.

Il mondiale under 17 è l’unico che manca agli iberici, con 4 finali perse. Il Brasile insegue il 4° titolo, comunque è favorito, primatista è la Nigeria con 5 affermazioni. Due mondiali per il Messico e uno per la Francia.

Brasile-Italia 2-0
Italia (4-3-1-2): Molla (Bologna); Lamanna (Cremonese) (27’ st Barbieri, Novara), Dalle Mura (Fiorentina), Pirola (Inter), Ruggeri (Atalanta); Brentan (Sampdoria) (1’ st Oristanio, Inter), Panada (Atalanta), Udogie (Verona); Tongya (Juventus); Cudrig (Monaco) (35’ st Capone, Milan), Gnonto (Inter). All. Nunziata.

Marcatori: 6’ Patryck, 40’ Peglow.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Francia troppo forte, l’Italvolley saluta l’Europeo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/francia_italia_europeo_slovenia-4755121.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/francia_italia_europeo_slovenia-4756577.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/francia_italia_europeo_slovenia-4755123.html

di Vanni Zagnoli

Solo a muro l’Italia è superiore alla Francia, negli altri fondamentali è sofferenza assoluta, il 3-0 nel quarto di Nantes è mortificante. 

Zaytsev fa 1 su 14 in attacco, passando a fare lo schiacciatore, nel secondo set, a 31 anni inizia a perdere colpi. Ha inciso anche il virus gastrointestinale di sabato, ieri ha preso Antonov, mentre Juantorena ha giocato con due infiltrazioni alla schiena e nel terzo set è crollato, in ricezione. Lanza è rientrato a Perugia per un infortunio alla schiena, forse neanche l’Italia al top avrebbe potuto anche solo portare la Francia al tiebreak.

In avvio, Ngapeth azzecca un ace, Zaytsev viene murato, la difesa comunque tiene e non si va oltre le 3 lunghezze di ritardo. Juantorena è murato nel contrattacco della parità, sbaglia un’altra palla e già sul 14-9 le sensazioni sono pessime. Tantopiù sul secondo errore di Zaytsev e sul mani-fuori di Ngapeth, che a sua volta veniva da problemi fisici. Sul 16-10 entra Lavìa per Antonov, il russo resterà in panchina, mentre il calabrese tradisce i 20 anni e va in crisi di fronte alle bordate di Boyer, l’oppostone di Verona. Il 25-16 è frutto anche dello 0/6 in attacco del nostro zar. Sembra di essere tornati indietro di un anno, al mondiale di Torino, al 3-0 con la Serbia e al set concesso subito alla Polonia, costato l’accesso in semifinale. Non entra il servizio e il resto è di conseguenza.

Nel secondo set spariscono i nostri centrali e non basta la svolta di Blengini, di riportare Zaytsev in banda, come nel triplete italiano di Perugia, per fare spazio a Nelli. Il fattore campo gasa i francesi, le luci si spengono nei timeout, con effetto scenico unico. Entra il mancino Lyneel per Tillie, il figlio del ct, acciaccato, Ngapeth batte su Zaytsev e dà il +4, quasi a dimostrare di restare più forte dello zar, che a Modena ha raccolto la sua eredità. La Francia conferma di avere una gran difesa, il contrattacco azzurro è flebile, Nelli ha un buono sprazzo e avvicina. Entra Sbertoli per battere, porta al 20-19, la parità arriva a muro, con Anzani, il sorpasso è di Nelli. Boyer va in crisi, manda lungo, sul 22-24 è proprio Gabriele Nelli a farsi murare. Sfumano i tre setpoint, 

Zaytsev paga la desuetudine a giocare in banda, mette fuori due conclusioni, pur avendo di fronte il friulano Toniutti, che nel muro ha l’unico tallone d’Achille. Il 27-25 ha il sapore di una sentenza, con il 2-0, la parità era meritata, nei finali di set tirati l’Italia conferma i limiti del 3-1 di fine girone.

Nel terzo emergono i 34 anni di Juantorena, aveva chiuso con la nazionale un anno fa, fatica a reggere le stagioni infinite, era stato mvp in Champions league, anche all’Olimpiade rischierà di flettersi nelle gare decisive. Lombalgia adesso, problemi alle ginocchia in passato, è l’usura di chi gioca tanto e ai massimi livelli. Sull’8-4, Blengini consiglia: “Per andarli a prendere dobbiamo fare cose, ma non guardiamo il punteggio”. L’11-4 è di Boyer con tre aces, su Colaci e due su Juantorena. Deve entrare Lavia, ma l’opposto schianta anche Zaytsev.

“Non arrendersi, serve l’orgoglio”, è l’altro suggerimento del ct, mentre saltano i 7mila del palazzetto di Nantes. Dal -10 l’Italia recupera 4 punti con 4 debuttanti agli Europei, anche Sbertoli per Giannelli e Cavuto per Zaytsev. Va meglio ma è tardi, sul 16-11 l’ultima illusione, di prolungare il match. La difesa di Lyneel dà l’allungo finale, per il 25-15. Sono mancati anche Giannelli, in genere trascinatore, e i liberi, Colaci, fuori domenica per la gastroenterite, e Balaso. La Francia neanche ha coinvolto tanto i centrali, Le Roux (6 punti) e Le Gouf.

Nell’altro quarto della serata, ad Anversa, l’Ucraina spaventa la Serbia, aggiudicandosi il primo e il quarto set, poi passa la 4^ del mondiale, che dopo la qualificazione olimpica persa a Bari contro l’Italia ha esonerato Nikola Grbic per Kovac. 

Le semifinali. Giovedì, a Lubiana,  Slovenia-Polonia, alle 20,30, venerdì a Parigi dalle 20,45 Francia-Serbia. Le dirette saranno su Raisport, resta solo il marchigiano Alberto Giuliani, per l’Italia, è ct della Slovenia, che proverà ad allungare la partita con i due volte campioni del mondo, senza Kurek ma con il cubano Leon. Si va decisamente verso una finale tra Francia e Polonia, l’Italia esce ai quarti come due anni fa, con il Belgio. Allora però Zaytsev era a casa per la questione delle scarpe, stavolta i guai fisici e il virus hanno allargato il gap nei confronti dei transalpini. Che a gennaio dovranno sudarsi la qualificazione a Tokyo. Almeno l’Italia è certa di difendere il suo argento olimpico. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Il Messaggero, volley. Europei donne, la capitana Cristina Chirichella: “L’abbiamo persa noi”

(oasport.it)

«L’abbiamo persa noi», sintetizza la capitana Cristina Chirichella. 
A Yokohama, nella finale mondiale, l’Italia aveva condotto sempre, esclusi gli ultimi punti del tiebreak, ad Ankara, sempre con la Serbia, perde 3-1 la semifinale dell’Europeo, dando la sensazione di potersi prendere la rivincita solo nel primo set. Finisce 22-25, 21-25, 25-21 e 20-25, con 26 punti di Egonu, peraltro alla peggior partita internazionale ai massimi livelli: vuole passare sempre di potenza, le 4 infrazioni da seconda linea sono il segnale di impazienza. L’Italia paga i 9 errori in più, la superiorità a muro e in battuta è relativa. La Serbia avanza con Boskovic sul 20-21, mura su Folie e ringrazia il diagonale fuori di Egonu, che in attacco chiuderà con il 38%. La ricezione delle campionesse del mondo e d’Europa in carica è più stabile, le centrali sono meglio coinvolte.
Sul 12-16 del secondo parziale Mazzanti cambia l’alzatrice, Orro per Malinov, in discesa, rispetto a un anno fa; una serie in battuta di Egonu vale la parità ma sempre lei la caccia fuori due volte. Il terzo è rovesciato da un ace di Sorokaite e chiuso da Egonu. Nel quarto deve entrare la 17enne Sarah Fahr, al centro, per Folie, ma sull’11-17 è andata. Entra Nwakalor, del Volleyrò Casal de’ Pazzi, per Egonu, assieme alla seconda alzatrice. Sul -2 tornano le titolari, l’opposta sbaglia ancora. Si va alla finale per il terzo posto, dalle 16 (Rai2) con la Polonia, per l’oro si batterà il ct modenese Guidetti, che l’ha superata 3-1, con la Turchia.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, volley. Europei donne, Italia sconfitta per 3-1 dalla Serbia, addio finale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_mazzanti_pallavolo_serbia_italia-4719878.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/volley_mazzanti_pallavolo_serbia_italia-4719886.html

https://sport.ilgazzettino.it/altrisport/volley_mazzanti_pallavolo_serbia_italia-4719898.html

di Vanni Zagnoli

Tradisce Paola Egonu, fatica in regia Malinov, Sylla sparisce dagli attacchi, così l’Italia perde la semifinale con la Serbia per 1-3. Ad Ankara giocherà domani dalle 16 la finale per il terzo posto e neanche avvicina la rivincita della finale mondiale perduta un anno fa.

Stavolta le azzurre avevano cominciato bene, sul 7-3 serve il timeout di Terzic, poi la mancina Boskovic trova uno splendido angolo. Sorokaite è inizialmente puntuale, come Folie. La musica accompagna ogni punto, anche gli errori: due di Sylla, uno di Boskovic, si resta con 4 punti di margine. Due sono anche gli errori di Egonu, in attacco e in ricezione, sul 14-13 serve la sospensione di Mazzanti. Sorokaite si fa murare, esce per un attimo per Beatrice Parrocchiale, lì si procede punto a punto, il sorpasso è sul 20-21, con Boskovic. Quando Folie si fa murare, il -2 equivale a una sentenza, tantopiù con la diagonale fuori di Egonu. Il 22-25 è frutto della migliore ricezione serba e del coinvolgimento delle centrali.

E’ necessaria la grinta di Sylla per ripartire nel secondo parziale, un errore di Malinov e una battuta deviata dal nastro annullano il +3 azzurro. Ritorna con l’ace di Egonu, i muri su Sorokaite e su Egonu costringono Mazzanti a spezzare i timori, sul 9 pari. Folie tocca fuori, Egonu anche, serve l’opposizione a muro di Folie per ritornare in parità. La Serbia ha più varietà di colpi, sul 12-14 Boskovic esulta rabbiosa, a dimostrare una maggiore convinzione, e il libero Silvija Popovic esulta per il campo come una gallina, quasi irridente. Egonu e Sylla di nuovo non trovano le righe, sul 12-16 è davvero allarme rosso. Mazzanti cambia l’alzatrice, Orro per Malinov, Mihajlovic esce per Milenkovic, il muro e due aces di Egonu valgono il 17 pari. La serie in battuta di Egonu è provvidenziale, ne ricorda alcune di Zaytsev e porta a un vantaggio non più atteso. Il problema è sempre l’altalena, Egonu manda lunghe due bordate, vuole strafare, esce dal match. Sbaglia il tempo di schiacciata per due volte, sul 20-23 anche il secondo set è andato. Dentro Fahr per Folie. Sono rientrate, intanto, Malinov e Mihajlovic, precisa. Egonu di nuovo non trova l’incrocio delle righe, il 21-25 fa davvero male. Le alzate imperfette di Malinov, le sparate eccessive di Egonu sintetizzano il pomeriggio negativo. Per evitare il muro, la nigeriana di Padova non trova la misura. 

Nel terzo, il palleggio sbagliato da Folie è un ulteriore segnale di affanno psicologico. Sul 3-6 Egonu continua a non trovare la misura, andrebbe sostituita, lì si avvertono l’assenza di Pietrini e le imperfette condizioni di Lucia Bosetti, in panchina. L’Italia comunque risale, sull’11-9, il livello di gioco scende, con battute errate. 

Boskovic azzecca due aces, uno evidenziato dal challenge, la Serbia avanza sul 15-16. Sorokaite mette un servizio vincente, sul 19-18 torna la speranza negli occhi. Sylla si scioglie in un sorriso, di fronte all’erroraccio di Mihajlovic. Indre Sorokaite e Folie portano al 22-18, lì è fatta per l’Italia, con la ricezione di Parrocchiale e 5 punti di fila. Sylla si fa murare, l’errore è assorbibile perchè Egonu ha ripreso convinzione e chiude sul 25-21. Le azzurre respirano di sollievo, non potevano uscire dall’Europeo con lo 0-3. 

A 35 anni, Ognjenovic si conferma la miglior alzatrice al mondo, gestisce bene l’avvio di quarto parziale, sul 4-7. Entra la 17enne Sarah Fahr al centro, per Folie. La grinta di Veljkovic quasi spaventa, a Novara ha vinto la Champions league con Chirichella. La ricezione lunga di De Gennaro e il diagonale abbondante di Egonu portano la Serbia sul 9-12. La nostra bombardiera è nella giornata peggiore della carriera, si macchia del 10-15. “E’ il momento adesso, eh”, dice soltanto Mazzanti, nel timeout. Quando Sorokaite mette fuori la parallela, l’11-17 non lascia spiragli. Invece il muro di Fahr e l’errore di Boskovic ridanno il -3. L’altro muro subito e l’ennesima palla fuori di Egonu costringono all’inserimento di Nwakalor e Orro. La ragazza del Volleyro’ di Casal de’ Pazzi si prende la soddisfazione di un ace, seguito dal muro di Fahr. Boskovic sbaglia, è 18-20. Rientrano le titolari e Fahr è murata, conveniva insistere su chi aveva riavvicinato. Sorokaite sbaglia la battuta, Egonu invade. Sono 5 matchpoint, al secondo esulta la Serbia. Campione d’Europa (e del mondo) in carica.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, ilmattino.it. Europei, l’Italia perde 3-2 dalla Polonia. A Bratislava affronterà la Slovacchia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4702659.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4703818.html

di Vanni Zagnoli

Alla prima difficoltà vera, arriva la prima sconfitta dell’Italia all’Europeo organizzato in quattro paesi. Vince la Polonia al tiebreak, è seconda e costringe l’Italia a spostarsi a Bratislava, per affrontare la Slovacchia, domenica, negli ottavi. Nella seconda fase, infatti, non si possono affrontare due paesi organizzatori, in questo caso Polonia e Slovacchia.
Le azzurre si aggiudicano il girone, già con due set vinti, eppure lasciano Lodz e la Polonia, è come fossero arrivate seconde. Pagano i 18 errori al servizio, il doppio rispetto a quelli delle biancorosse, e i 12 errori in ricezione, 7 di Sorokaite.
La nazionale orchestrata in regia da Wolosz, dell’Imoco Conegliano, parte forte e sul 10-4 Mazzanti cambia la diagonale, entrano Orro e Nwakalor per Malinov ed Egonu, ma giusto per un paio di scambi. L’Italia recupera sul 14-10, poi si riallontana e resta ferma a 25-14, con la ricezione traballante.
C’è l’entusiasmo che vorrebbe sempre la Cev, a Lodz, il secondo parziale però è molto azzurro, sul 7-13, con errori biancorossi. Due situazioni a muro premiano comunque la nazionale di Nawrocki, una schiacciata di Egonu porta al vecchio cambio palla e al 9-14. Sale in cattedra la nigeriana di Cittadella, anche in pipe, a contenere il rientro delle padrone di casa. Tre, quattro punti di margine, è 17-19 sull’errore di Folie. Resta una lunghezza, sulla chiusura fuori proprio di Egonu. Sylla si dispera, eppure l’Italia riparte. Con il muro di Folie, sul 18-22 è quasi fatta, tantopiù dopo l’ace di Sorokaite. E’ 19-25, non era scontato, tantopiù rinunciando al contributo offensivo delle centrali. 
Anche il terzo è a prevalenza azzurra, sul 5-8 firmato Folie, anche il ct esulta. La ricezione soffre ancora, a tratti, Sylla e Chirichella a muro allungano, è dominio italiano, con il 13-25. Nel quarto, Sylla respira, per trovare concentrazione, Sorokaite azzecca una palla difficile, è il 4-6. Il 9-10 arriva con il muro di Sylla, ritardato, a una mano. De Gennaro non è nella serata migliore, sbaglierà in tutto tre ricezioni, compreso il 13-11. Entra Orro per un servizio, Egonu chiude il 14 pari ed esulta come un’ossessa, a dimostrazione di quanto l’Italia tenesse a restare imbattuta. Esce Chirichella, sul 17 pari, si affaccia Anna Danesi, prodotto del Volleyrò Casal de Pazzi. Sorokaite sbaglia la ricezione del 20-18, Danesi si fa murare e la Polonia scappa via, verso il tiebreak, tra il pubblico festante. Danesi pesta la linea al servizio, Egonu manda una palla lunghissima. Sorokaite però restituisce speranza, sul 23-21, è tuttavia la stessa lituana a sbagliare la ricezione che manda al quinto set. Lucia Bosetti in questo fondamentale dà garanzie diverse, magari non altrettanto in attacco, stasera era di nuovo a referto come secondo libero. 
Le richieste di challenge reciproche spezzano il ritmo, Wolosz sorprende ancora Sorokaite in ricezione. Replica Egonu con un servizio vincente, mentre Chirichella chiude sopra la rete. Sul 3-5, il timeout polacco è rompere la serie in battuta di Egonu, Stysiak azzecca un ace (5-6) ma poi sbaglia. Idem Sylla, la Polonia mette la freccia con Alagierska al servizio e il nuovo errore in ricezione di Sorokaite. L’8 pari è di Egonu, fra il “Polska, Polska” del tifo di casa. Chirichella sbaglia al servizio, non è in serata, il muro su Sorokaite dà il 10-8. Entra Orro, al solito, per battere, fuori di pochissimo. Sbaglia invece nettamente Egonu, sorridono le ragazze dell’est, anche durante il challenge. Con il semplice cambio palla portano a casa il match, Malinov perde il duello a rete, della speranza, finisce 15-12.
Il girone è vinto dall’Italia, la Polonia è seconda, il Belgio terzo e la Slovenia di Alessandro Chiappini quarta. Fuori l’Ucraina e il Portogallo.
Affidiamo i voti ad Antonio Giacobbe, ct della Tunisia, 72 anni, campione d’Africa per due volte di fila e in preparazione della coppa del mondo. “Ho allenato la nazionale molti anni fa – racconta -, ne resto il primo tifoso e la seguo con occhio emotivamente interessato”.
Malinov 5,5. “A tratta è in sofferenza”.
Egonu 7. “Azzecca anche bellissimi colpi, può sbagliare, a un certo punto tiene in piedi la baracca”.
Chirichella 5,5. “Sporca la prestazione con errori al servizio, aveva fatto molto bene nel secondo set”.
Folie 5,5: “A me piace molto, la guardo con attenzione: anticipa i primi tempi, come al maschile. Non è stata lucidissima, stavolta”.
Sylla 6,5. “Per la continuità, è una sicurezza”.
Sorokaite 6. “Determinante in attacco, abbiamo però pagato molto la sua ricezione, non era molto lucida a muro. Doveva coprire una zona importante. L’assenza di Lucia Bosetti si è avvertita perchè a muro è molto brava, negli spostamenti: ero stato allenatore della madre, Franca Bardelli, in nazionale”.
De Gennaro 6. “Al di sotto delle prestazioni abituali, in genere va sull’8”. Mazzanti 6,5. “Sta lavorando molto bene, a prescindere da questa serata”.
Ad Ankara, il girone A premia la Serbia, a punteggio pieno, davanti alla Turchia di Guidetti, alla Bulgaria e alla Grecia, escono Finlandia e Francia.
In Ungheria, il gruppo C è dominato dall’Olanda, sull’Azerbaijan di Gianni Caprara, poi la Croazia allenata da Daniele Santarelli, marito di Moky De Gennaro, e la Romania del novarese Luciano Pedullà; eliminate Ungheria ed Estonia. Il raggruppamento D, a Bratislava, è della Germania, sulla Russia, passano anche la Slovacchia, guidata da Marco Fenoglio, e la Spagna, escono Svizzera e Bielorussia.
Gli accoppiamenti degli ottavi. Ad Ankara: Serbia-Romania; Turchia-Croazia. A Lodz: Russia-Belgio, Spagna-Polonia. A Budapest: Olanda-Grecia; Azerbaijan-Bulgaria. A Bratislava: Germania-Slovenia; Slovacchia-Italia.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino, Europa league, Eintracht Francoforte-Lazio 4-1. Basta e Correa espulsi, brutta sconfitta per la Lazio

(gettyimages/corrieredellosport.it)

(v.zag.) Ogni volta che un’italiana gioca in Spagna, Germania o Inghilterra c’è il rischio di prenderle di santa ragione. E’ capitato alla Lazio, 4-1 a Francoforte, contro l’Eintracht, ex grande del calcio europeo, di quando i tedeschi dominavano. Al 4’ segna Da Costa, pareggia Parolo a metà primo tempo, al 28’ Kostic. All’intervallo espulso Basta, nella ripresa all’8’ Jovic, rosso anche per Correa 5’ più tardi. A Cipro, l’Olympique Marsiglia vince per 2-1 e resta in corsa per il passaggio ai sedicesimi. Tedeschi primi con 6 punti, romani e francesi con 3, Apollon a 1.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Europei di pallanuoto. Il Setterosa si ferma ai quarti sconfitto dalle campionesse in carica dell’Ungheria per 10-9

Il Setterosa conclude la sua avventura europea ai quarti (corriere.it)

(v.zag.) Il setterosa esce ai quarti dell’Europeo di Barcellona. Vince l’Ungheria per 10-9, favorita, rimontando due volte. Le azzurre avanzano sul 4-2 per poi subire 4 reti in sequenza. Tabani spezza la serie negativa, Emmolo pareggia da fuori (6-6), sul finire del 3° quarto il controsorpasso è di Arianna Garibotti, seguito dal rigore parato da Gorlero. L’8-6 sempre di Garibotti illude l’Italia, ma a 2’ dalla fine arriva il pari delle magiare. E a 29” dal termine la “beduina” di Keszthelyi, decisiva. Perchè a 19” dalla sirena Bianconi si fa parare il rigore procurato da Palmieri: 5 anni fa, dal dischetto, le sfuggì la palla dalla mano, con la Grecia. 

Da “Il Gazzettino”

Il mental coach Diego Panicucci: “Cosa può rappresentare la sconfitta? Decidilo tu…”

 

 

 

Il secondo contributo del professionista livornese, di Castiglioncello
Diego PanicucciDiego Panicucci (mental coach)

Molto spesso nell’arco della nostra vita ci siamo trovati nella situazione di dover fare i conti con  un mancato risultato positivo, uno stop improvviso che non ci saremmo aspettati e che ci trova quasi mai pronti ad accettarlo.

Sto parlando della sconfitta, perdere, uscire da una competizione, una performance, un confronto lavorativo, nel modo peggiore, nel modo che, non avremmo mai voluto accadesse.

Le domande si accavallano nella nostra mente, ci portano in un vicolo cieco, cala il sipario, ci sentiamo vulnerabili e spinti con forza ad accettare l’idea di non essere dei vincenti.

Allora a questo punto la sconfitta in una performance, o nella vita, è un drago a due teste spietato ed affamato oppure un vecchio saggio educatore con tanto di bastone e cappello?

In tuttà onestà ritengo che dipenda esclusivamente dal “come” si decida di leggere la sconfitta e solo in quel caso si riesca a svelare realmente chi o cosa si nasconda dietro ad essa.
Perdere può sembrare complicato da accettare, specialmente per quelle persone che si impegnano e si prodigano per conquistare ogni giorno, passo dopo passo il loro obiettivo, ovvero migliorarsi, crescere, vincere.

Ma attenzione.

Perdere molto spesso può essere una grande opportunità di crescita, se l’esperienza non è ciò che ti accade ma è quel che fai TU con ciò che ti accade, beh ci sono molti aspetti da cogliere in una sconfitta che possono essere fonte indispensabile per un ulteriore lavoro da sviluppare che probabilmente, prima, per qualche ragione, non riuscivamo in qualche modo a leggere, a vedere e quindi a mettere in pratica.

La sconfitta può rappresentare in se un passo indietro per alcuni solo perchè spesso viene letta nell’immediato finale della performance, in modo istintivo, racchiuso in quel lasso di tempo che intercorre dal triplice fischio del arbitro al realizzare che non c’è più tempo.

In quel momento può sembrare davvero interminabile e disastrosa, gli aspetti negativi ci assalgono e concentrandosi solo su quello, di fatto è più complicato trovare una strategia utile per avviare un’ azione che porti immediatamente a risultati positivi necessari per riprendere quella fiducia che sembra improvvisamente vacillare. Questa è la lettura peggiore, più facile e più istintiva.

Ma può non essere cosi.

La sconfitta può essere l’occasione migliore per osservarsi in modo diverso, accettandola e ponendosi a lei in modo costruttivo, in questo caso si possono trovare spunti importantissimi per correggere e migliorare la nostra performance.
Possiamo osservare il nostro atteggiamento in campo, possiamo misurare il modo con cui ci siamo avvicinati alla performace, l’intensità e le convinzioni che ci hanno accompagnato durante la settimana e che hanno di fatto preparato la gara durante tutti gli allenamenti, nella rifinitura, nei nostri dialoghi interni.

La concentrazione, la sua durata, la sua intensità, i nostri Valori e quindi il nostro “perchè”.

Voglio vincere “perchè”….

Voglio essere quel giocatore “perchè”…

Voglio conquistare il mio Obiettivo perchè…

Non a caso esiste una bellissima frase a cui sono molto legato che recita cosi “Quando hai un PERCHE’ forte il COME fare lo trovi di conseguenza”.

Questo vuol essere solo un piccolo esempio di quanto materiale possa nascere da una sconfitta, di quanto lavoro si possa fare, in più, per migliorare ed avvicinarsi in modo concreto, costruttivo ed efficace al nostro obiettivo, chiaramente serve allenamento e un giusto metodo di lavoro per arrivare ad allenare e gestire ogni parte di noi stessi che per sbaglio o superficialità riteniamo soltanto appartenere al “caso”, all’intuito, all’istinto o legata in qualche modo ad una assurda “fortuna” o “speranza”.
Come vedete la sconfitta può essere un Drago a due teste che ci annienta compromettendo il nostro futuro oppure, può essere un vecchio saggio con bastone e cappello che ci ha messo di fronte ad  una lezione importante su quali siano i passi necessari e fondamentali per raggiungere risultati eccezionali dandoci si, un colpo,  ma proiettandoci con forza verso azioni utili e nuovi spunti di lavoro, fondamentali per conquistare il nostro futuro.

 

Diego Panicucci – mental coach