Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Corriereadriatico.it. Europei pallavolo, la giovane Italia batte 3-1 la Serbia, è in finale con la Slovenia. Michieletto e Giannelli super

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

La Serbia invecchia, l’esplosività diminuisce, Uros Kovacevic incappa forse nella serata peggiore della carriera e l’Italia va in finale. Adesso da favorita, sulla Slovenia, come dimostra il 3-0 della prima fase, con due set per la verità tirati, e anche il successo di tre anni fa, al mondiale italo-bulgaro. L’Italia detronizza i campioni in carica, alimentando la trilogia di imprese sui serbi, dal basket all’Europeo femminile di volley, con finale a Belgrado. La giovane Italia di Fefè De Giorgi strabilia, tecnica e precisa, 3-1 e via, in finale, 5 anni dopo l’argento olimpico di Rio. L’ultimo podio fu nel 2017, in Grand Champions cup, c’erano già il libero Balaso e Giannelli, ora capitano. La superiorità è a muro e in battuta, in difesa e nel limitare gli errori gratuiti. Lanza se l’era presa perchè alle olimpiadi Blengini gli aveva preferito Michieletto, ora viene davvero il dubbio che con l’Argentina sarebbe andata diversamente, con Pinali per Zaytsev, non al meglio al punto poi da dover essere operato. E anche con Balaso per il 35enne Colaci. In un mese e mezzo di lavoro, terminato a Mantova, Fefè De Giorgi ha chiuso con la generazione dell’argento di Rio innestando i giovani giusti.

La partita

A Katowice, i rossi si illudono giusto all’inizio, 4-8, complice un errore di Giannelli. Il vantaggio azzurro arriva rapidamente, con i muri su Luboric, l’opposto preferito ad Atanasijevic, e anche uno di Anzani. Gli azzurri si muovono armonicamente nell’opposizione sottorete, il centrale azzecca un buon contrattacco. Ivovic sorprende Balaso in ricezione, quella palla però toccava a Lavia. Arriva l’errore di Pinali, in uno contro uno, gratuito, è lì che deve migliorare l’opposto, per allontanare i ritorni di Zaytsev e Vettori. Quando Michieletto mura Kovacevic, suo ex compagno a Trento, il 15 pari offre la speranza di farcela. I serbi insistono al centro, con Lisinac, il nuovo sorpasso arriva grazie a due difese di Giannelli. Il ct Bobo Kovac inserisce Atanasijevic, suo ex giocatore a Perugia, da -2 la Serbia arriva al 18-20 con due muri. Uno giunge anche da Pinali, che poi propizia il controbreak in battuta. Michieletto blocca Kovacevic, portando il primo setpoint. Si chiude sul 29-27 con l’improbabile diagonale di Ivovic, lì prende quota la speranza di fare come a Bari, quando la Serbia perse 3-0, due anni fa, e l’Italia si qualificò alle olimpiadi.

Il pregio degli azzurri è la concentrazione, Pinali cerca spesso il mani e fuori, anche in posto 4. Atanasijevic rientra per il secondo set, chiama il tifo come fosse a Perugia, Kovacevic trova un ace cercando di cambiare faccia alla sua serata negativa, l’altro mancino Michieletto si rifà con il 9 pari. Esce Ivovic, per Petric, eppure arriva un altro muro, di Anzani. Sempre con Giannelli al servizio, Alessandro Michieletto azzecca un tocco da beachvolley, per il +3. Vanificato da Petric in battuta. Galassi mura Kovacevic, sempre più contrariato, l’Italia invece resta scaltra, nelle conclusioni, il mani-fuori di Lavia è significativo. Al pari, peraltro, dell’ace di Lisinac e del muro di Podrascanin. Si resta lì, in una semifinale tiratissima, Giannelli controbrekka di fronte a Petric, con il +1 azzurro, il vantaggio doppio arriva con l’intuizione del capitano, per Gianluca Galassi, al centro. Due set point, Pinali azzecca l’ace sul libero Majstorovic, è 25-22, per la felicità del presidente federale Giuseppe Manfredi, che ha scelto Fefè De Giorgi come erede di Chicco Blengini. 

Nel terzo parziale un’azione di 19” è serba, rende però l’idea della determinazione azzurra. Si resta vicini, anche sul 10-12, con timeout di Ferdinando De Giorgi, Atanasijevic inizia con gli sguardi torvi. Non serve ad arginare il muro di Galassi, perfetto. L’ace di Jovovic riporta il -2, Giannelli azzecca un colpo di seconda, l’arbitro lo richiama per evitare tensioni e fa pace con Basta Atanasijevic. Che si fa murare da Lavia per il 19 pari. Krsmanovic incide poco, eppure Pinali sbaglia un attacco chiave, è -2. I due set di margine consentono agli azzurri di essere tranquilli, nel finale, forti della superiorità a muro, Michieletto firma il 23 pari. I serbi mantengono i nervi saldi, cambio palla di Krsmanovic e chiusura al centro di Kovacevic, quella mancata da Galassi.

Quarta partita e 5-0, addirittura, con Giannelli al servizio, ace e muro di Anzani. Atanasijevic sbaglia, le distanze si dilatano, 10-4, con errore di Krsmanovic. La Serbia non ha la continuità per rimarginare il gap, i pochi tifosi italiani presenti in Polonia sono tranquilli e galvanizzati dalla musica della Cev. Pinali giocherà a Trento, dove il presidente Mosna ha lasciato, Modena l’aveva mandato a Ravenna, per crescere, azzecca l’ace della sicurezza, a 116 orari, sul 17-10. Pinali, Lavia, sul 25-18 c’è la firma di tanti. 

L’ultima finale continentale per l’Italia fu nel 2013, a Copenaghen, 3-1 della Russia, questa è sempre a Katowice, stasera, dalle 20,30, su Rai3 e su Dazn.

L’altra semifinale è palpitante e va per lunghe, al punto che a Katowice la seconda inizia con una dozzina di minuti di ritardo. 25-17 Polonia, favorita, 30-32 il pari sloveno, il terzo set è a senso unico per gli adriatici, il quarto è proprio unico. Matchpoint per la Slovenia, con il challenge, su errore di Bieniek, a scatenare le tifose slovene. Il servizio è per Urnaut, il migliore, Leon annulla, poi Bieniek va in battuta e favorisce il 4° setpoint, annullato da Cebulj. Arriva un secondo match point, Leon sembra murato invece la palla non era passata, come evidenzia il challenge. Altro challenge infinito, l’allenatore marchigiano Alberto Giuliani sorride, arriva però un altro verdetto al replay sfavorevole alla sua nazionale, è 31 pari. Kurek manda fuori sull’ennesimo setpoint polacco e Stern mette a terra il 35-37.

E’ giusto così, gli sloveni sono alla 3^ finale continentale, seconda di fila, meritata. La Polonia va alla finale per il 3° posto con la Serbia, l’allenatore campione del mondo in carica Vital Heynen lascia da sconfitto, esattamente come all’olimpiade, con l’uscita ai quarti al tiebreak con la Francia, poi campione. Per la quarta volta di fila, agli Europei, la Slovenia, con 2 milioni di abitanti, elimina la Polonia, che ne ha 40 milioni ed è il Paese più appassionato di pallavolo. Si è qualificata per il mondiale di Russia del 2022, stessa cosa per l’Italia. La pallavolo piace perchè è sempre più imprevedibile. Sedici anni dopo Roma, aspettiamo un oro.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Messaggero, volley. La sfida infinita tra Serbia e Italia, anche stavolta gli azzurri non sono favoriti. Finirà come a Bari? I giovani cambiano faccia alla nazionale

(corriere.it)

Chapter number 4. Stasera c’è il quarto capitolo della sfida infinita tra Serbia e Italia. La nazionale di basket vince a Belgrado e si qualifica per l’olimpiade, negando la partecipazione ai serbi, argento mondiale 2014 e olimpico nel ’16. Le azzurre del volley perdono 3-0 il quarto a Tokyo, mancando per la sesta volta il podio olimpico. Si rifaranno al quarto tentativo, con Davide Mazzanti ct, nella finale europea di Belgrado, 0-3 a parziali bassi, stupefacente.
Ecco, stasera servirebbe un’Italia che sbalordisca, dalle 21, su Rai2 e Dazn. Si gioca a Katowice, in Polonia, la Serbia è favorita, campione in carica e decisamente più esperta, però ha mancato le ultime due qualificazioni olimpiche: a Bari nel 2019 buscò un 3-0 dagli azzurri, nella migliore espressione assoluta post argento di Rio. L’opposto Atanasijevic viene dalle due stagioni peggiori della carriera, fra problemi fisici e accantonamento, a Perugia. Dopo i playoff persi contro Civitanova se n’è andato in Polonia, durante la finale però era stato licenziato anche Heynen, l’allenatore che in Umbria ha vinto solo due supercoppe italiane: con la Polonia ha vinto bronzo e oro mondiale, dalle 17,30 parte favorito nell’altra semifinale, contro la Slovenia di Alberto Giuliani, ma a fine torneo lascerà comunque la nazionale biancorossa, uscita nei quarti a Tokyo al tiebreak con la Francia.
Otto dei 14 serbi hanno giocato o giocano in Italia, il martello più in forma è Kovacevic, mentre Podrascanin è in serie A dal 2007, è stato centrale, in tutti i sensi, a Civitanova e Perugia, da un anno è a Trento. Loro abbatterono i sogni iridati dell’Italia a Torino, 0-3 a parziali bassi, nel 2018, ma anche quelli continentali di Berruto, alla prima finale, nel 2011. 
L’Italvolley è più forte in regia, con Giannelli su Jovovic, il capitano è leader: “Siamo consapevoli dei nostri mezzi”.
Balaso vale i due liberi serbi, al centro, dunque a muro, e in banda l’Italia potrebbe reggere, un po’ dipenderà dall’opposto Giulio Pinali, l’attaccante meno continuo, assieme a Lavia, entrambi sono al match più importanti della carriera. “Il 3-0 alla Germania – spiega Pinali – evidenzia il nostro gioco e la sintonia, arriviamo alle finali con entusiasmo e coesione, per migliorarci, giocando senza pressioni. Ci metteranno in difficoltà con il servizio, dovremo tenere in ricezione e nei momenti complicati, cercando punti anche lì. Non mi aspettavo potessimo fare così bene”.
Merito anche di Fefè De Giorgi, ct ironico e semplice: “Rispetto a Blengini – dice – ho cambiato 6 giocatori e i metodi, ma non i principi. Ho una mia idea, di volley”. Che da tecnico l’ha portato a vincere 17 trofei, fra Cuneo, Civitanova e Zaksa, Polonia. L’ultimo dell’Italia maschile fu l’Europeo del 2005, a Roma, da allora una finale olimpica e due europee. C’è voglia di emulare le donne. O almeno del podio.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Qatar 2022. Cipro batte la Slovenia, Belgio da record. La Serbia manda ko De Biasi

(ilmessaggero.it)

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https://www.ilmattino.it/sport/calcio/qatar_2022_cipro_batte_la_slovenia_belgio_da_record_la_serbia_batte_de_biasi-5866906.html

di Vanni Zagnoli

Dragan Stojkovic è stato un talento unico, da trequartista, dava spettacolo al Radnicki Nis e alla Stella Rossa, all’Olimpique Marsiglia al netto degli infortuni, e anche in Giappone. A Verona si limitò a un gol e a colpi di classe, nel ’91-’92. Ha allenato solo in Asia, prova a qualificare per i mondiali una Serbia talentuosa ma qualificata appena una volta su 6 agli Europei e 4 su 7 ai mondiali. Sono gli eredi della Jugoslavia che arrivò alla finale bis dell’Olimpico, a Euro 1960, contro l’Italia, di una nazionale per due volte semifinalista mondiale e per altre due volte fra le migliori 4 d’Europa. In generale, gli slavi sono sempre stati talentuosi ma disattenti o magari penalizzati dai nervi.

Dunque, stasera hanno faticato in l’Azerbaigian, contro Gianni De Biasi, re dell’equilibrio di squadra, della tattica, 1-2, doppietta di Mitrovic, con secondo assist del laziale Milinkovic-Savic.

La sorpresa di serata arriva da Cipro, cade la Slovenia di Ilicic per 1-0, contro una nazionale che nel 1983 fermò l’Italia campione del mondo sull’1-1. Stupisce la goleada del Belgio sulla Bielorussia, 87^ del ranking Fifa: a livello under 21, nel 2010 battè l’Italia per 3-0, la eliminò dagli Europei, escludendola dalle olimpiadi di Londra 2012. L’8-0 arriva nonostante il turnover, Lukaku resta in panchina. Lo 0-7 fra Gibilterra e Spagna è normale, considerato che la nazionale dello stretto è al 195^ al mondo.

Nel Portogallo, Cristiano Ronaldo non segnava da 4 partite, va a bersaglio in Lussemburgo, realizza il secondo gol della rimonta, da 1-0 a 1-3: nel primo tempo si fa male Joao Felix, entra l’ex laziale Pedro Neto.

Malta è stata eroica in Croazia, per un’ora, poi ha perso 3-0. Schick penalizza la Repubblica Ceca, si fa espellere per una manata a inizio ripresa, il Galles passa a 9’ dal termine. Il Montenegro impegna la Norvegia, che non va oltre 0-1. Impresa della Lettonia, 3-3 in Turchia, da 2-0 e 3-1. Uno a zero della Slovacchia sulla Russia.

Domani gli ultimi 15 match di queste due settimane con 3 gare internazionali per nazione, a causa della pandemia.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Nations league: promozioni e retrocessioni. La cinquina della Serbia, i poker di Belgio e Inghilterra

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

Parecchi gol nella serata di Nations league, il torneo serve davvero a vivacizzare gare che diversamente sarebbe solo amichevoli.

L’Albania supera la Bielorussia 2-1, la Lituania vince in Kazakhistan nella sfida tra nazioni ex sovietiche. 0-0 in analoga disfida, tra Georgia, che 40 anni fa era all’apice nelle coppe europee, con la Dinamo Tbilisi, e l’Estonia.

L’Armenia regola la Macedonia, la Norvegia è capace di vincere in Austria.

Il Belgio si candida a vincere l’Europeo, con il 4-2 alla Danimarca, e la doppietta di Lukaku. Il Galles conta di rinverdire la cavalcata del 2016, quandò arrivò in semifinale.

Il fenomeno Islanda è finito, con il poker preso in Inghilterra (doppietta di Foden). Senza reti Irlanda-Bulgaria, i rossoverdi sono in ribasso, vantano un unico squillo internazionale, il 4° posto a Usa ’94, sono fermi a 7 partecipazioni mondiali (ultima nel ’98) e a due agli Europei, nel ’96 e nel 2004. Anche la Romania non brilla, 1-1 in Irlanda del nord ma l’ultima partecipazione al mondiale è del ’98, mentre agli Europei vanta 6 partecipazioni.

0-0 anche Grecia-Slovenia. Bene Israele, con la Scozia, e il Kosovo, emergente, sulla Moldavia. La Cechia si conferma superiore alla Slovacchia, come l’Ungheria di Marco Rossi sulla Turchia. L’Olanda rimonta in Polonia (decide Wijnaldum), la Serbia ne fa 5, addirittura, alla Russia, con doppietta di Jovic.

Le classifiche. Girone A: Italia 12, Olanda 11, Polonia 7; Bosnia Erzegovina 2.

Gruppo B: Belgio 15, Danimarca e Inghilterra 10; Islanda 0.

Gruppo C: Francia 16, Portogallo 13, Croazia e Svezia 3.

Girone D: Spagna 11, Germania 9, Ucraina 6; Svizzera 3.

Nella league B. 

Gruppo A: Austria 13, Norvegia 10, Romania 5; Irlanda del nord 2.

Girone B;: Cechia 12, Scozia 10, Israele 8; Slovacchia 4.

Girone C: Ungheria 11, Russia 8, Serbia e Turchia 6.

Gruppo D: Galles 16, Finlandia 12, Irlanda 3; Bulgaria 2.

Dalla categoria C salgono Montenegro, Armenia, Slovenia e Albania.

Fra le cenerentole brillano Faer Oer e Gibilterra.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, volley. Gli Europei, terzo oro per la Serbia, 3-1 alla Slovenia di Giuliani. “In Italia mi offrivano solo panchine di secondo piano, per questo sono in Turchia”. Bronzo alla Polonia. Kovacevic mvp. Il prossimo Europeo anche in Estonia e Finlandia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_europei_terzo_oro_serbia_3_1_slovenia_di_giuliani_bronzo_polonia-4765752.html

di Vanni Zagnoli

E’ l’Europeo della Serbia, non della Slovenia, che come 4 anni fa resta d’argento, stavolta strappa un set. Per i serbi è il terzo oro, nel 2001 fu sull’Italia di Anastasi, nel 2011 su quella di Mauro Berruto. 

I rossoblù fanno doppietta, le donne sono campionesse del mondo e continentali, ma nella recente finale di Turchia avevano dovuto ricorrere al tiebreak contro la nazionale di Giovanni Guidetti. E’ secondo anche un altro ct italiano, Alberto Giuliani, marchigiano vincitore dell’unico scudetto di Cuneo e di due a Civitanova, ha un sestetto di quasi tutti ex giocatori del nostro campionato. 

Il primo set lo illude, il 19-25 è con la buona regia di Vincic, che calerà in maniera verticale. Dal secondo iniziano i muri di Podrascanin, due campionati vinti sempre nelle Marche e poi l’unico conquistato da Perugia. Cominciano le bordate di Atanasijevic, l’opposto del Perugia che quest’anno ha sbagliato solo la bella della finale scudetto vinta dalla Lube e la partita di Bari che ha qualificato l’Italia, per il preolimpico. Il 25-16 è bissato dal 25-18 del terzo, con le staffilate di Nemanja Petric, il capitano tornato titolare con il ct Bobo Kovac e riportato in serie A da Milano. Anche Lisinac è efficace al centro, fra primi tempi e muri mantiene avanti i serbi nel quarto. Sul 19-13 i verdeblu non possono rimontare, si affacciano solo a -5, chiudono una bordata e l’ace di Petric. 

La finale di Parigi conferma la vitalità dello sport nella ex Jugoslavia, questa era inedita, nel volley. La Slovenia è campione d’Europa di basket, neanche si è qualificata per il mondiale in Cina, per la sconfitta in Ucraina. Nella pallavolo è solo al secondo podio nelle manifestazioni di primo piano, con Andrea Giani ct nel 2015 si era fermata solo di fronte alla Francia.

La Serbia vanta l’oro olimpico del 2000 (eliminò l’Italia di Anastasi in semifinale), una finale e un bronzo mondiali, agli Europei solo per tre volte ha mancato il podio. Era andata a medaglia anche quando si chiamava Jugoslavia. Non ha magari la genialità della Croazia vicecampione mondiale di calcio ma possiede una forza impressionante. 

“Come ranking – ci confermava Alberto Giuliani, in mezzo alla riunione tecnica di venerdì notte – non c’era proprio partita. Se i bookmakers avessero quotato il nostro successo, chissà a quanto l’avrebbero dato. La Serbia è da sempre nell’èlite, peraltro nel cammino noi abbiamo battuto tutte squadre più quotate della nostra: la Bulgaria, la Russia e la Polonia, approfittando al massimo del fattore campo”. 

Giuliani chiedeva solo di giocare bene: “Riconoscendo le situazioni rischiose. Siamo creativi, giochiamo con cuore e lucidità”.

Non è bastato, anche se i francesi tenevano per la Slovenia e alla fine è quasi rimasto il silenzio, nell’AccorHotels arena, raro esempio di palazzetto intitolato a una catena di alberghi.

Dopo Giani, c’erano stati altri due ct, prima di Giuliani. “Io non ho cambiato molto, il mio sistema di gioco è piaciuto molto. Ho cercato solo di tirare fuori le qualità di questi ragazzi”.

Resta un mistero come l’allenatore di San Severino Marche sia finito ad allenare ad Ankara, come club. “In Italia mi hanno offerto solo squadre di secondo piano, comunque l’Halfbank ha una buona tradizione”.

Il figlio Ludovico, 21 anni, giocherà in serie A3, a Corigliano Calabro, da dove è passato anche il padre. “Nelle ultime stagioni era il secondo libero a Piacenza e a Verona”.

Dove aveva giocato, e per due volte, l’mvp dell’Europeo, Uros Kovacevic, schiacciatore mancino di Trento e anche l’intero sestetto serbo è stato o è in Italia.

La Serbia medaglia d’oro dovrà comunque passare dal preolimpico di gennaio, con la Francia, quarta classificata, battuta 3-0 dalla Polonia nella finale per il bronzo, premiata con 100mila Europeo. Duecentomila vanno all’argento, 400mila mila alla prima classificata, un montepremi notevole.

E’ stato un Europeo persino più lungo del mondiale, dagli ottavi molto emozionante. E fu da questo torneo, 30 anni fa, che iniziò la grande parabola di Julio Velasco. Era il 1° ottobre dell’89 e l’Italia superò la Svezia padrona di casa. All’epoca la Jugoslavia fu 8^, dalla disgregazione è cresciuta in maniera esponenziale.

Fra due anni l’Europeo sarà sempre a 4, in Repubblica CecaEstonia e Finlandia, mentre le finali si giocheranno in Germania. Belgio, Olanda e Slovenia comunque sono felici dell’esperienza di organizzazione, la Francia molto meno perchè contava di vincere. La Serbia ospiterà invece, da sola, gli Europei donne del 2021. Fra maschi e femmine è proprio la nazione leader.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Agli Europei, finale Serbia-Slovenia. La Francia buca il tiebreak, Giuliani elimina i bicampioni del mondo

Alberto Giuliani (ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

La finale dell’Europeo di volley è tutta dell’ex Jugoslavia, con due sorprese: la Serbia capace di vincere in Francia, con un tiebreak dominato, e la Slovenia che a Lubiana ha superato la Polonia bicampione mondiale. I serbi ritornano a battersi per l’oro 8 anni dopo il successo di Vienna sugli azzurri, allora allenati dal ct Berruto, e fu l’ultima finale per l’Italia a livello continentale. La prima palla sarà domani alle 17,30, su Raisport. 

A Parigi, il primo set è francese, per 25-23, il secondo serbo, dominato, al di là del 23-25: lì l’inerzia diventa dei bianchi, sul 21-25 nel terzo. Il quarto è nettamente transalpino, 25-17, con Ngapeth dominante, a scherzare con l’amico Petric, capitano serbo, entrambi avevano azzeccato il triplete italiano, a Modena. Il quinto è proprio caratterizzato da Petric in battuta (0-5), il friulano (di famiglia) Toniutti in regia fatica, sul 2-8 è già finita. Atanasijevic vive una di quelle serate da numero uno al mondo, per le quali a Perugia è stato preferito a Zaytsev, con 27 punti. Serbia dominante a muro, superiore in attacco (anche con Kovacevic, del Trento), a colmare le difficoltà in ricezione. E’ stata quarta al mondiale, maltrattando l’Italia, che invece l’ha atterrata nel preolimpico di Bari, raro acuto per la nazionale di Blengini, dopo l’argento olimpico.

Lì ha cambiato ct, da Nikola Grbic a Bobo Kovac, esonerato da Perugia per Bernardi, che si aggiudicò il triplete italiano ma solo la coppa Italia, nell’ultima stagione, e così è stato sostituito. Per Heynen, il belga campione del mondo con la Polonia e oggi alle 18, a Parigi, contro la Francia, per il bronzo, sempre su Raisport. 

Giovedì è stata la notte di Alberto Giuliani, marchigiano che nei timeout parla italiano. Allena la Slovenia, in finale agli Europei, come 4 anni fa, con Giani. Stavolta l’eroe del 3-1 alla Polonia è l’allenatore dell’unico scudetto di Cuneo, nel Vday di Bologna, nel 2010, del secondo e del terzo di Civitanova, nel 2012 e nel 2014. Gli sloveni eliminano la Polonia per la terza volta di fila, agli Europei. Il fattore campo è decisivo, ancora più che nel quarto della Francia con l’Italia: solo gli azzurri non hanno quasi sfruttato il fattore campo, all’ultimo mondiale. 

Giuliani (nella foto) ora allena ad Ankara, l’Halkbank (“E’ una buona esperienza”, spiega), si era rivelato a Corigliano e a Verona, prima di vincere a Cuneo. E’ stato ct della Slovacchia e tecnico della Piacenza che arrivò in semifinale di coppa Italia, spezzando il dominio nelle semifinali di ogni manifestazione italiana, eliminando Perugia, due anni e mezzo fa. “Avevamo preparato la Francia, invece…”, ci risponde mentre è in riunione con i suoi giocatori. 

Se Scariolo è campione del mondo, nel basket, con la Spagna, Giovanni Guidettiè vicecampione d’Europa con la Turchia femminile, nazionale inferiore a tante, come la Slovenia di Gasparini e compagni. Che sogna il primo successo internazionale della sua storia, vuole andare oltre la finale raggiunta 4 anni fa con Giani. La nazione oltre Adriatico di un milione e 800mila abitanti è campione d’Europa nel basket. A pallavolo, la Serbia vanta l’oro olimpico del 2000 (eliminò l’Italia di Anastasi in semifinale), una finale e un bronzo mondiali, mentre agli Europei solo tre volte ha mancato il podio. Era stata a medaglia anche quando si chiamava Jugoslavia. Per una volta, accade un po’ come nella pallanuoto, in cui le nazioni nate dalla disgregazione della Jugoslavia sono diventate dominanti, moltiplicandosi: Serbia, Croazia, Montenegro. 

Da “Il Messaggero”, “Ilmattino.it”

Il Messaggero, volley. Europei donne, la capitana Cristina Chirichella: “L’abbiamo persa noi”

(oasport.it)

«L’abbiamo persa noi», sintetizza la capitana Cristina Chirichella. 
A Yokohama, nella finale mondiale, l’Italia aveva condotto sempre, esclusi gli ultimi punti del tiebreak, ad Ankara, sempre con la Serbia, perde 3-1 la semifinale dell’Europeo, dando la sensazione di potersi prendere la rivincita solo nel primo set. Finisce 22-25, 21-25, 25-21 e 20-25, con 26 punti di Egonu, peraltro alla peggior partita internazionale ai massimi livelli: vuole passare sempre di potenza, le 4 infrazioni da seconda linea sono il segnale di impazienza. L’Italia paga i 9 errori in più, la superiorità a muro e in battuta è relativa. La Serbia avanza con Boskovic sul 20-21, mura su Folie e ringrazia il diagonale fuori di Egonu, che in attacco chiuderà con il 38%. La ricezione delle campionesse del mondo e d’Europa in carica è più stabile, le centrali sono meglio coinvolte.
Sul 12-16 del secondo parziale Mazzanti cambia l’alzatrice, Orro per Malinov, in discesa, rispetto a un anno fa; una serie in battuta di Egonu vale la parità ma sempre lei la caccia fuori due volte. Il terzo è rovesciato da un ace di Sorokaite e chiuso da Egonu. Nel quarto deve entrare la 17enne Sarah Fahr, al centro, per Folie, ma sull’11-17 è andata. Entra Nwakalor, del Volleyrò Casal de’ Pazzi, per Egonu, assieme alla seconda alzatrice. Sul -2 tornano le titolari, l’opposta sbaglia ancora. Si va alla finale per il terzo posto, dalle 16 (Rai2) con la Polonia, per l’oro si batterà il ct modenese Guidetti, che l’ha superata 3-1, con la Turchia.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, volley. Europei donne, Italia sconfitta per 3-1 dalla Serbia, addio finale

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_mazzanti_pallavolo_serbia_italia-4719878.html

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di Vanni Zagnoli

Tradisce Paola Egonu, fatica in regia Malinov, Sylla sparisce dagli attacchi, così l’Italia perde la semifinale con la Serbia per 1-3. Ad Ankara giocherà domani dalle 16 la finale per il terzo posto e neanche avvicina la rivincita della finale mondiale perduta un anno fa.

Stavolta le azzurre avevano cominciato bene, sul 7-3 serve il timeout di Terzic, poi la mancina Boskovic trova uno splendido angolo. Sorokaite è inizialmente puntuale, come Folie. La musica accompagna ogni punto, anche gli errori: due di Sylla, uno di Boskovic, si resta con 4 punti di margine. Due sono anche gli errori di Egonu, in attacco e in ricezione, sul 14-13 serve la sospensione di Mazzanti. Sorokaite si fa murare, esce per un attimo per Beatrice Parrocchiale, lì si procede punto a punto, il sorpasso è sul 20-21, con Boskovic. Quando Folie si fa murare, il -2 equivale a una sentenza, tantopiù con la diagonale fuori di Egonu. Il 22-25 è frutto della migliore ricezione serba e del coinvolgimento delle centrali.

E’ necessaria la grinta di Sylla per ripartire nel secondo parziale, un errore di Malinov e una battuta deviata dal nastro annullano il +3 azzurro. Ritorna con l’ace di Egonu, i muri su Sorokaite e su Egonu costringono Mazzanti a spezzare i timori, sul 9 pari. Folie tocca fuori, Egonu anche, serve l’opposizione a muro di Folie per ritornare in parità. La Serbia ha più varietà di colpi, sul 12-14 Boskovic esulta rabbiosa, a dimostrare una maggiore convinzione, e il libero Silvija Popovic esulta per il campo come una gallina, quasi irridente. Egonu e Sylla di nuovo non trovano le righe, sul 12-16 è davvero allarme rosso. Mazzanti cambia l’alzatrice, Orro per Malinov, Mihajlovic esce per Milenkovic, il muro e due aces di Egonu valgono il 17 pari. La serie in battuta di Egonu è provvidenziale, ne ricorda alcune di Zaytsev e porta a un vantaggio non più atteso. Il problema è sempre l’altalena, Egonu manda lunghe due bordate, vuole strafare, esce dal match. Sbaglia il tempo di schiacciata per due volte, sul 20-23 anche il secondo set è andato. Dentro Fahr per Folie. Sono rientrate, intanto, Malinov e Mihajlovic, precisa. Egonu di nuovo non trova l’incrocio delle righe, il 21-25 fa davvero male. Le alzate imperfette di Malinov, le sparate eccessive di Egonu sintetizzano il pomeriggio negativo. Per evitare il muro, la nigeriana di Padova non trova la misura. 

Nel terzo, il palleggio sbagliato da Folie è un ulteriore segnale di affanno psicologico. Sul 3-6 Egonu continua a non trovare la misura, andrebbe sostituita, lì si avvertono l’assenza di Pietrini e le imperfette condizioni di Lucia Bosetti, in panchina. L’Italia comunque risale, sull’11-9, il livello di gioco scende, con battute errate. 

Boskovic azzecca due aces, uno evidenziato dal challenge, la Serbia avanza sul 15-16. Sorokaite mette un servizio vincente, sul 19-18 torna la speranza negli occhi. Sylla si scioglie in un sorriso, di fronte all’erroraccio di Mihajlovic. Indre Sorokaite e Folie portano al 22-18, lì è fatta per l’Italia, con la ricezione di Parrocchiale e 5 punti di fila. Sylla si fa murare, l’errore è assorbibile perchè Egonu ha ripreso convinzione e chiude sul 25-21. Le azzurre respirano di sollievo, non potevano uscire dall’Europeo con lo 0-3. 

A 35 anni, Ognjenovic si conferma la miglior alzatrice al mondo, gestisce bene l’avvio di quarto parziale, sul 4-7. Entra la 17enne Sarah Fahr al centro, per Folie. La grinta di Veljkovic quasi spaventa, a Novara ha vinto la Champions league con Chirichella. La ricezione lunga di De Gennaro e il diagonale abbondante di Egonu portano la Serbia sul 9-12. La nostra bombardiera è nella giornata peggiore della carriera, si macchia del 10-15. “E’ il momento adesso, eh”, dice soltanto Mazzanti, nel timeout. Quando Sorokaite mette fuori la parallela, l’11-17 non lascia spiragli. Invece il muro di Fahr e l’errore di Boskovic ridanno il -3. L’altro muro subito e l’ennesima palla fuori di Egonu costringono all’inserimento di Nwakalor e Orro. La ragazza del Volleyro’ di Casal de’ Pazzi si prende la soddisfazione di un ace, seguito dal muro di Fahr. Boskovic sbaglia, è 18-20. Rientrano le titolari e Fahr è murata, conveniva insistere su chi aveva riavvicinato. Sorokaite sbaglia la battuta, Egonu invade. Sono 5 matchpoint, al secondo esulta la Serbia. Campione d’Europa (e del mondo) in carica.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Messaggero, volley. Europeo femminile, il pronostico di Giovanni Guidetti: “Mi sorprenderei se Serbia-Italia non finisse 3-2”

Miriam Sylla (dilei.it)

Dice tutto Giovanni Guidetti, il ct modenese della Turchia, padrona di casa e semifinalista contro la Polonia: «Mi sorprenderei se Serbia-Italia non finisse 3-2. Molto si deciderà in attacco, dai confronti a distanza tra Egonu e Boskovic, fra Mihajlovic e Sylla. Sorokaite attacca tanto più di Buse, che però è più solida in ricezione».
Dalle 16, la diretta di Italia-Serbia è su Rai2 e in streaming su Dazn, come commentatrici due bellissime contrapposte, Francesca Piccinini per il canale di stato e Maurizia Cacciatori. La Picci forse smette, era in campo 10 anni fa, nell’ultimo oro europeo dell’Italia, culmine di una generazione che ha vinto molto escluso la medaglia olimpica. Questa Italia è molto giovane, con Mazzanti vanta gli argenti nel World Grand Prix e al mondiale, un anno fa, contro la Serbia. «Per nulla scontati – ci ricordava a Catania, dopo la qualificazione a Tokyo 2020 -. Nella mia gestione il bilancio è notevole, nelle manifestazioni di alto livello».
Manca giusto l’acuto, l’oro. Al femminile l’ultimo fu in coppa del mondo nel 2011, con Barbolini ct e oggi campione d’Europa con Novara, mentre al maschile dobbiamo risalire a Euro 2005, a Roma, con Montali.
«Al primo posto andammo vicino un anno fa, nella finale mondiale di Yokohama, ora siamo sullo stesso livello della Serbia in molti fondamentali, per vincere dovrà funzionare al meglio il cambio palla». 
Con la regia di Malinov, due anni fa infortunata, e con Sylla, allora fermata da un doping che poi si rivelò fasullo, l’Italia cercherà di imporre il proprio gioco, cosa che in più momenti non è avvenuta, nella sconfitta con la Polonia e nei successi Slovacchia e Russia. «Sarà fondamentale la nostra identità di gioco, nel 3-1 con le russe abbiamo pensato un po’ troppo a loro, ci sono mancati i nostri tempi».
L’Italia è penalizzata dai viaggi, dalla Polonia alla Slovacchia e ritorno, adesso è in Turchia, raggiunta giovedì notte. Mazzanti ha cambiato la preparazione delle gare, con presentazioni video non solo tecniche. «Le giornate passano velocemente, c’è giusto il tempo per un riposino e poi si scende in campo. Conta avere la mente libera, l’esperienza mi aiuta molto».
Ad Ankara, la Serbia difende anche il titolo continentale. In Giappone, al mondiale, recuperò dall’1-2 e pure lo svantaggio nel tiebreak, finito con le lacrime di Sylla. «Tutte noi – è l’auspicio della capitana Cristina Chirichella – speriamo di prenderci una bella rivincita, sarebbe però sbagliato focalizzarci su questo». 
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Europei, domani Italia-Serbia, rivincita mondiale. Mazzanti: «Serve un cambio palla fluido»

Lucia Bosetti (oasport.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_domani_italia_serbia_rivincita_mondiale_mazzanti_recuperiamo_nostro_gioco-4717931.html

di Vanni Zagnoli

La medaglia europea manca da 10 anni, dal secondo oro di fila. L’ultimo titolo vinto è del 2011, la coppa del mondo con Massimo Barbolini in panchina. La nazionale di volley femminile vuole ritornare sul gradino più alto del podio e per farlo domani, dalle 16 (diretta su Rai2 e su Dazn), dovrà battere la Serbia, campione del mondo e d’Europa. Ad Ankara c’è la rivincita della finale di un anno fa, le azzurre erano avanti per 2-1, hanno pagato giusto l’inesperienza.

«Sarà una partita intensa – racconta il ct Davide Mazzanti -, abbiamo un gran desiderio di capire a che punto siamo, dai numeri siamo sullo stesso livello in tutto, nel cambio palla e nel breakpoint. Proprio il cambio palla dovrà funzionare in modo fluido, è in questo fondamentale che si deciderà la gara, inoltre alcune scelte faranno la differenza».

Le azzurre si sono trasferite in Turchia di notte, dalla Polonia. Dov’erano ritornate dopo gli ottavi in Slovacchia, mentre Serbia e Turchia non si sono mai spostate da Ankara. «La squadra sta bene, abbiamo ripreso con una seduta defatigante, una manifestazione di questo livello è più risparmiare energie che per provare tecnicamente qualcosa».

Con la Russia, nei quarti, Mazzanti aveva provato i movimenti a muro, poi decisivi. «Stavolta sarà importante mantenere la nostra identità, con le russe avevamo pensato troppo a loro, senza gestire i giusti tempi di attacco. Sarà fondamentale far valere il nostro gioco, senza farci condizionare dal valore della Serbia, molto elevato».

Un anno fa finì in lacrime per tante, anche per Cristina Chirichella. «Ci prenderanno tantissime emozioni – riflette la capitana -, a partire da quella di giocarsi una semifinale continentale. Sarà importante mantenere la calma, sappiamo di essere avversarie ostiche, con la nostra pallavolo. E’ necessario prendere il ritmo, evitando alti e bassi peraltro normali, a questi livelli».

Chirichella ha 25 anni, sono più giovani solo il libero De Gennaro (32) e Lucia Bosetti (30). «Rispetto alla finale di Yokohama siamo cresciute in consapevolezza. La Serbia ha giocatrici che si conoscono da una vita, fondamentali di altissimo livello, dal muro, con ragazze altissime, all’attacco: sarà una bella battaglia. E da capitana devo spingere le compagne a scacciare i pensieri negativi».

La differenza anagrafica è sintetizzata anche soltanto dalle due palleggiatrici, Ofelia Malinov ha 23 anni, Maja Ognjenovic 35. Come Blagojevic, è passata per la nostra serie A, mentre Veljkovic ci gioca, a Novara. «Per superare le azzurre – sottolinea la regista serba – dobbiamo battere bene, perchè quando la loro ricezione è perfetta è difficilissimo contrattaccare. Fra Egonu e Boskovic sarà un match di altissimo livello».

Dalle 19,30 la seconda semifinale, fra la Turchia, che vanta appena 3 podi, nella storia, e la Polonia, campione nel 2003 e nel 2005. Sulla panchina ottomana c’è il modenese Giovanni Guidetti. «Siamo stati fortunati – ammette -, dal tabellone, perchè Italia e Serbia sono superiori. Le polacche peraltro attaccano bene, grazie alla regia di Wolosz, del Conegliano. In 12mila faranno il tifo per noi, sarà un vantaggio».

Guidetti inquadra così la gara dell’Italia. «E’ impronosticabile, perchè le due nazionali sono molto simili, sarei sorpreso se non si andrà al tiebreak. Il gioco azzurro è più veloce, molto sarà nel confrontro in attacco, fra Boskovic ed Egonu, tra Mihajlovic e Sylla. Sorokaite mette a terra molti più palloni di Buse ma non ha la stessa stabilità in ricezione».

Lì sono pronte a dare manforte il secondo libero, Beatrice Parrocchiale, e Lucia Bosetti, non ancora al meglio.

Da “Ilmessaggero.it”