Il Messaggero, mondiali di volley. 3-0 alla Slovenia, l’Italia è in finale

Katowice 
La vera semifinale, per l’Italia, è stato il tiebreak vinto sulla Francia, molto più del 3-0 alla Slovenia, ieri. Stasera però servirà un capolavoro per abbattere la Polonia, regina dei quinti set, con gli Usa nei quarti e ieri con il Brasile, che spreca la palla del 10-12. Si gioca alle 21, per la diretta su Rai1 e su Sky.
Con gli sloveni gli azzurri conducono dall’inizio, con serenità, con un vantaggio medio di 4 punti, nonostante il frastuono dei tifosi sloveni, più vicini e calorosi, rispetto agli italiani, che erano arrivati a Lubiana, la Francia di Giani. La distribuzione offensiva di Giannelli è impeccabile, con il coinvolgimento dei tre attaccanti, spiccano però i 4 muri, due di Anzani e uno di Giannelli, che ha polpacci da opposto, quasi, ed è un palleggiatore unico proprio per il contributo sopra la rete. “La nostra fase finale è stata la più difficile – sottolinea il capitano -. Giocare fuori casa quasi ci gasa, i polacchi sono competenti, non intimidenti”.
La Slovenia mai mette la testa avanti neppure nel secondo set, nonostante il muro subito da Galassi. Il titolo europeo al tiebreak, da 1-2, di un anno fa, sempre a Katowice, qui in Polonia, e contro la Slovenia, dà una consapevolezza unica, ai nostri. Ha ragione Fefè De Giorgi, alla vigilia: “Ci hanno fatto bene anche le due sconfitte di Bologna, in Nations league, dopo le 11 vittorie di fila agli Europei”. L’Italia fa esultare le poche decine di tifosi alla Spotek arena, letteralmente significa piattino. La difesa di Balaso non basta a evitare il pari a quota 9, prendono fiato i sostenitori verdi, irretiti poi dalle bordate di Michieletto e Romanò, un duo di mancini unico, ai massimi livelli della pallavolo.
L’Italia ha pazienza, non serve più che la chieda re Ferdinando, dalla panchina, di fronte a Gheorghe Cretu, romeno che ha lasciato il cuore a Bassano del Grappa. Ha portato lui l’ultima Champions in Polonia, allo Zaksa, dopo Nikola Grbic, ora finalista con i polacchi.
Di fronte, entrambi i tecnici avevano la Trento di Lorenzetti, il tecnico che per primo ha capito il potenziale di Alessandro Michieletto, titolare alle olimpiadi a 19 anni e mezzo e svettante con i suoi 2 metri e 11, come un pivot nel basket. Sbaglia sul 16-15, ma anche gli enfant prodige sono umani. Come i veterani, Urnaut chiude troppo il diagonale e restituisce 3 punti di margine all’Italia. I verdi attaccano centralmente, Giannelli va in laterale e neanche Lavia tradisce. Ha 22 anni, è di Rossano Calabro, l’unico uomo del sud che fra i 7 che si alternano, sino a un anno e mezzo fa, a Modena, balbettava, nelle gare chiave, adesso è lo schiacciatore di posto 4 che all’Italia è sempre mancato, anche nei podi olimpici. Lavia è un altro su cui ha creduto Lorenzetti. 
Il 25-22 significa difficoltà inferiori anche all’ottavo con Cuba, capace di vincere un set e di buttarne altri due. Si giocasse in Slovenia, avremmo magari qualche dubbio in più, qua sul 7-3 del terzo non c’è pathos. Giannelli, Galassi e Anzani giocano senza ginocchiere, eppure quando serve si buttano anche loro. “Italia, Italia”, entra Recine per Michieletto, arriva il 16 pari con due muri su Lavia. La Slovenia sbaglia il sorpasso, Romanò e Michieletto piazzano i contrattacchi e si fila via verso il 25-21 e la finale, 24 anni dopo il tris mondiale e di fila. Impensabile, anche dopo l’oro europeo. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Enordest.it. Volley, il sogno mondiale non si ferma: 3 a 0 alla Slovenia

https://www.enordest.it/2022/09/11/il-sogno-mondiale-non-si-ferma-3-a-0-alla-slovenia/

Vanni Zagnoli

Katowice (Polonia)

Due settimane al seguito dell’Italia, all’inseguimento del mondiale di volley. 

Siamo partiti per Lubiana due sabati fa, appunto, per il debutto nella fase a gironi, dell’Italia, con il 3-0 al Canada. Facili anche le gare con la Turchia e la Cina, sempre 3-0.

Poi il rientro dalla Slovenia, a casa, per la morte della suocera, Enza Dall’Aglio, 81 anni, il funerale lo scorso venerdì e lunedì la voglia di ripartire, dopo che l’Italia aveva battuto Cuba per 3-1.

Nel frattempo abbiamo ascoltato tante storie, che trovate sullo youtube di vannizagnoli.it. 

A partire dai due liberi padovani, Fabio Balaso e Leonardo Scanferla, fatto raro.

”E’ il mio primo mondiale – racconta Balaso -, anche se in nazionale ho debuttato a 20 anni, nel 2015. Mantengo un buon rapporto con Massimo Colaci, titolare alle olimpiadi.

Con Anzani abbiamo vinto lo scudetto a Civitanova, c’era anche Simon, adesso a Piacenza, e Yant”.

Sono i due cubani che l’Italia è riuscita a domare, con la regia di Fefè De Giorgi, un gentiluomo in panchina, assolutamente unico.

Una delle imprese l’ha compiuta l’Ucraina, da ripescata nel tabellone – per ranking, non per la guerra – ai quarti, con il 3-0 all’Olanda del parmigiano Roberto Piazza, a trascinarla Plotnytskyi, di Perugia, e Tupchii, che gioca in Ucraina. Poi l’inevitabile eliminazione, con la Slovenia, dopo l’illusione durata un set. “Per quanto riguarda la guerra – racconta Plotnytskyi -, speriamo di vincerla, dopo i tanti caduti, è l’unico auspicio che mi sento di fare”.

Abbiamo assistito dal vivo, a Lubiana, alla quasi uscita della Francia già agli ottavi, con il Giappone di Philippe Blain, ex Cuneo, capace di raggiungere il 18-15 al tiebreak. 

“Non mi ha scelto Ngapeth”, mi rispondeva Andrea Giani, a Bologna, alla Nations league. E io a spiegargli che nel calcio i grandissimi giocatori, come Cristiano Ronaldo, spesso sono determinanti anche nella scelta del tecnico.

Italia-Francia 3-2 è stata anche la sfida fra la sua panchina, profondissima, e i soli due cambi reali nelle scelte di De Giorgi, ovvero Anzani che dagli ottavi ha giocato stabilmente al posto di Roberto Russo e Sbertoli che entra ogni tanto come sostituzione tattica.

Vedendo quell’Italia-Francia ci sono venute in mente le sfide mondiali del calcio, a Berlino 2006, vinta ai rigori dagli azzurri, e all’olimpiade di Tokyo, nel basket, con il ct Meo Sacchetti che ha fatto l’impossibile, per eliminare i blues, decisamente più forti.

Vice palleggiatore francese è un friulano, di origine, Benjamin Toniutti, di San Daniele, da anni in Polonia.

De Giorgi era stato compagno di Andrea Giani nei 3 mondiali vinti dall’Italia, di fila, ne aveva disputati 4 in sequenza, è stato bello ascoltare la loro fraterna amicizia, all’una, nella notte, davanti all’albergo, dopo l’eliminazione dei francesi, assieme a parlare di Velasco.

Questa è una sventagliata dei video della serata, storica, anche con le nostre domande.

E poi Earvin Ngapeth, il giocatore dotato di maggiore classe al mondo, da anni, mi risponde al tavolo, sempre all’una, con i francesi: “Non sono il miglior giocatore al mondo”. Il migliore adesso è Rrromanò”.

Un po’ come dicono gli speaker e un po’ al cubo, dal momento che Yuri Romanò è stato davvero determinante, con i suoi 22 punti. 

A Milano Romanò era riserva di Patry, francese, a Piacenza sarà per la prima volta titolare in serie A1. Aveva iniziato con il calcio, sino ai 16 anni, terzino sinistro, è uno dei rari opposti mancini, come Herrera, di Cuba. 

La mamma ci confessa: “Ogni settimana mi riguardo la finale degli Europei, da quando è entrato”. Lei faceva la pallavolista, in C. 

Per lui, De Giorgi ha lasciato a casa Zaytsev, che era rientrato per la Vnl, per lasciarlo giocare più tranquillo.

E poi ieri sera la semifinale mondiale, Italia-Slovenia, con gli azzurri al cospetto di un paese da 2 milioni di abitanti che vive per lo sport. L’Italia stavolta era favorita, rispetto alla finale europea di un anno fa, nella stessa città polacca. Daniele Lavia è l’unico giocatore del sud fra i 7 impiegati nelle gare importanti come titolari, ovvero sei più un centrale che esce a rotazione per fare spazio al libero.

E la bella storia di Gheorghe Cretu, ct con Bassano del Grappa nel cuore. “Ogni volta che torno fanno a gara a ospitarmi. Lì ho passato due anni splendidi, con il presidente Fiorenzo Signor. A parlare di Bassano mi viene veramente la pelle d’oca. Se a maggio ho vinto la Champions league, a Lubiana, con lo Zaksa, squadra polacca, lo devo anche alla follia di mia moglie, che mi ha sempre assecondato in tutto, lei è ungherese ed è stata protagonista anche in Champions di basket, da allenatrice, anche contro Schio. E’ difficile per un romeno affermarsi nel volley, su di noi”. 

E giovedì sera, all’arrivo in Polonia, abbiamo visto anche la bellissima arena di Gliwice, 16mila posti, che ha chiuso dopo i quarti. . La semifinale è stata alle 21, non più alle 18. Prima c’era Polonia-Brasile, i polacchi hanno già rischiato con gli Usa, erano sopra 2-0, hanno chiuso al tiebreak.

Da “Enordest.it”

Il Messaggero, la prima edizione, i mondiali di volley. Slovenia ai quarti, battuta la Germania per 3-1 ma i tedeschi sorprendono per resistenza. Il ct di casa è Cretu, romeno che si emoziona parlando di Bassano

La Germania dura persino un set di troppo. A Lubiana, il primo ottavo dei mondiali finisce 3-1: vince la Slovenia, come da pronostico, anzi fatica più del previsto.
E’ il mondiale sloveno, con 4 poule di qualificazione disputate nella capitale, contro le 2 in Polonia, e i verdi hanno davvero un tifo polacco, a seguirli, nel senso che è come fossimo nel Paese culla del volley. Si esibiscono una band e due speaker che si spostano fra i 12mila dell’arena Stozice, a trascinare la nazionale allenata da Cretu, romeno per due anni a Bassano: “Quando parlo dell’Italia – racconta -, mi viene la pelle d’oca, ogni volta che ritorno sul Grappa fanno a gara a ospitarmi. Devo la carriera anche alla follia di mia moglie, ex cestista, che mi ha sempre assecondato”.
Sino al tetto d’Europa, con lo Zaksa, il club polacco vincitore della Champions su Trento. Cretu vive il match con grande partecipazione, due set facili, a 18 e 19, poi l’intensità cala e sale la Germania, sul 21-25, grazie anche alla strategia di Winiarski, il tecnico polacco di 38 anni, il più giovane del mondiale, ex schiacciatore di Trento.
Nel quarto parziale, sul +6 i padroni di casa sembrano a posto, vengono però graziati dai tedeschi, che per tre volte sbagliano la possibilità di pareggiare. La Germania erano stata bronzo, nel 2014, la Slovenia invece era uscita al primo turno nel mondiale italiano. Ora aspetta la vincente fra Ucraina e Olanda, sono leggermente favoriti gli arancioni, guidati dal parmigiano Piazza.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, prima edizione

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Qatar 2022. Cipro batte la Slovenia, Belgio da record. La Serbia manda ko De Biasi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/qatar_2022_cipro_batte_la_slovenia_belgio_da_record_la_serbia_batte_de_biasi-5866892.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/qatar_2022_cipro_batte_la_slovenia_belgio_da_record_la_serbia_batte_de_biasi-5866906.html

di Vanni Zagnoli

Dragan Stojkovic è stato un talento unico, da trequartista, dava spettacolo al Radnicki Nis e alla Stella Rossa, all’Olimpique Marsiglia al netto degli infortuni, e anche in Giappone. A Verona si limitò a un gol e a colpi di classe, nel ’91-’92. Ha allenato solo in Asia, prova a qualificare per i mondiali una Serbia talentuosa ma qualificata appena una volta su 6 agli Europei e 4 su 7 ai mondiali. Sono gli eredi della Jugoslavia che arrivò alla finale bis dell’Olimpico, a Euro 1960, contro l’Italia, di una nazionale per due volte semifinalista mondiale e per altre due volte fra le migliori 4 d’Europa. In generale, gli slavi sono sempre stati talentuosi ma disattenti o magari penalizzati dai nervi.

Dunque, stasera hanno faticato in l’Azerbaigian, contro Gianni De Biasi, re dell’equilibrio di squadra, della tattica, 1-2, doppietta di Mitrovic, con secondo assist del laziale Milinkovic-Savic.

La sorpresa di serata arriva da Cipro, cade la Slovenia di Ilicic per 1-0, contro una nazionale che nel 1983 fermò l’Italia campione del mondo sull’1-1. Stupisce la goleada del Belgio sulla Bielorussia, 87^ del ranking Fifa: a livello under 21, nel 2010 battè l’Italia per 3-0, la eliminò dagli Europei, escludendola dalle olimpiadi di Londra 2012. L’8-0 arriva nonostante il turnover, Lukaku resta in panchina. Lo 0-7 fra Gibilterra e Spagna è normale, considerato che la nazionale dello stretto è al 195^ al mondo.

Nel Portogallo, Cristiano Ronaldo non segnava da 4 partite, va a bersaglio in Lussemburgo, realizza il secondo gol della rimonta, da 1-0 a 1-3: nel primo tempo si fa male Joao Felix, entra l’ex laziale Pedro Neto.

Malta è stata eroica in Croazia, per un’ora, poi ha perso 3-0. Schick penalizza la Repubblica Ceca, si fa espellere per una manata a inizio ripresa, il Galles passa a 9’ dal termine. Il Montenegro impegna la Norvegia, che non va oltre 0-1. Impresa della Lettonia, 3-3 in Turchia, da 2-0 e 3-1. Uno a zero della Slovacchia sulla Russia.

Domani gli ultimi 15 match di queste due settimane con 3 gare internazionali per nazione, a causa della pandemia.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, volley. Gli Europei, terzo oro per la Serbia, 3-1 alla Slovenia di Giuliani. “In Italia mi offrivano solo panchine di secondo piano, per questo sono in Turchia”. Bronzo alla Polonia. Kovacevic mvp. Il prossimo Europeo anche in Estonia e Finlandia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_europei_terzo_oro_serbia_3_1_slovenia_di_giuliani_bronzo_polonia-4765752.html

di Vanni Zagnoli

E’ l’Europeo della Serbia, non della Slovenia, che come 4 anni fa resta d’argento, stavolta strappa un set. Per i serbi è il terzo oro, nel 2001 fu sull’Italia di Anastasi, nel 2011 su quella di Mauro Berruto. 

I rossoblù fanno doppietta, le donne sono campionesse del mondo e continentali, ma nella recente finale di Turchia avevano dovuto ricorrere al tiebreak contro la nazionale di Giovanni Guidetti. E’ secondo anche un altro ct italiano, Alberto Giuliani, marchigiano vincitore dell’unico scudetto di Cuneo e di due a Civitanova, ha un sestetto di quasi tutti ex giocatori del nostro campionato. 

Il primo set lo illude, il 19-25 è con la buona regia di Vincic, che calerà in maniera verticale. Dal secondo iniziano i muri di Podrascanin, due campionati vinti sempre nelle Marche e poi l’unico conquistato da Perugia. Cominciano le bordate di Atanasijevic, l’opposto del Perugia che quest’anno ha sbagliato solo la bella della finale scudetto vinta dalla Lube e la partita di Bari che ha qualificato l’Italia, per il preolimpico. Il 25-16 è bissato dal 25-18 del terzo, con le staffilate di Nemanja Petric, il capitano tornato titolare con il ct Bobo Kovac e riportato in serie A da Milano. Anche Lisinac è efficace al centro, fra primi tempi e muri mantiene avanti i serbi nel quarto. Sul 19-13 i verdeblu non possono rimontare, si affacciano solo a -5, chiudono una bordata e l’ace di Petric. 

La finale di Parigi conferma la vitalità dello sport nella ex Jugoslavia, questa era inedita, nel volley. La Slovenia è campione d’Europa di basket, neanche si è qualificata per il mondiale in Cina, per la sconfitta in Ucraina. Nella pallavolo è solo al secondo podio nelle manifestazioni di primo piano, con Andrea Giani ct nel 2015 si era fermata solo di fronte alla Francia.

La Serbia vanta l’oro olimpico del 2000 (eliminò l’Italia di Anastasi in semifinale), una finale e un bronzo mondiali, agli Europei solo per tre volte ha mancato il podio. Era andata a medaglia anche quando si chiamava Jugoslavia. Non ha magari la genialità della Croazia vicecampione mondiale di calcio ma possiede una forza impressionante. 

“Come ranking – ci confermava Alberto Giuliani, in mezzo alla riunione tecnica di venerdì notte – non c’era proprio partita. Se i bookmakers avessero quotato il nostro successo, chissà a quanto l’avrebbero dato. La Serbia è da sempre nell’èlite, peraltro nel cammino noi abbiamo battuto tutte squadre più quotate della nostra: la Bulgaria, la Russia e la Polonia, approfittando al massimo del fattore campo”. 

Giuliani chiedeva solo di giocare bene: “Riconoscendo le situazioni rischiose. Siamo creativi, giochiamo con cuore e lucidità”.

Non è bastato, anche se i francesi tenevano per la Slovenia e alla fine è quasi rimasto il silenzio, nell’AccorHotels arena, raro esempio di palazzetto intitolato a una catena di alberghi.

Dopo Giani, c’erano stati altri due ct, prima di Giuliani. “Io non ho cambiato molto, il mio sistema di gioco è piaciuto molto. Ho cercato solo di tirare fuori le qualità di questi ragazzi”.

Resta un mistero come l’allenatore di San Severino Marche sia finito ad allenare ad Ankara, come club. “In Italia mi hanno offerto solo squadre di secondo piano, comunque l’Halfbank ha una buona tradizione”.

Il figlio Ludovico, 21 anni, giocherà in serie A3, a Corigliano Calabro, da dove è passato anche il padre. “Nelle ultime stagioni era il secondo libero a Piacenza e a Verona”.

Dove aveva giocato, e per due volte, l’mvp dell’Europeo, Uros Kovacevic, schiacciatore mancino di Trento e anche l’intero sestetto serbo è stato o è in Italia.

La Serbia medaglia d’oro dovrà comunque passare dal preolimpico di gennaio, con la Francia, quarta classificata, battuta 3-0 dalla Polonia nella finale per il bronzo, premiata con 100mila Europeo. Duecentomila vanno all’argento, 400mila mila alla prima classificata, un montepremi notevole.

E’ stato un Europeo persino più lungo del mondiale, dagli ottavi molto emozionante. E fu da questo torneo, 30 anni fa, che iniziò la grande parabola di Julio Velasco. Era il 1° ottobre dell’89 e l’Italia superò la Svezia padrona di casa. All’epoca la Jugoslavia fu 8^, dalla disgregazione è cresciuta in maniera esponenziale.

Fra due anni l’Europeo sarà sempre a 4, in Repubblica CecaEstonia e Finlandia, mentre le finali si giocheranno in Germania. Belgio, Olanda e Slovenia comunque sono felici dell’esperienza di organizzazione, la Francia molto meno perchè contava di vincere. La Serbia ospiterà invece, da sola, gli Europei donne del 2021. Fra maschi e femmine è proprio la nazione leader.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Agli Europei, finale Serbia-Slovenia. La Francia buca il tiebreak, Giuliani elimina i bicampioni del mondo

Alberto Giuliani (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/agli_europei_finale_serbia_slovenia_la_francia_buca_tiebreak_giuliani_elimina_campioni_mondo-4762068.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/agli_europei_finale_serbia_slovenia_la_francia_buca_tiebreak_giuliani_elimina_campioni_mondo-4763293.html

di Vanni Zagnoli

La finale dell’Europeo di volley è tutta dell’ex Jugoslavia, con due sorprese: la Serbia capace di vincere in Francia, con un tiebreak dominato, e la Slovenia che a Lubiana ha superato la Polonia bicampione mondiale. I serbi ritornano a battersi per l’oro 8 anni dopo il successo di Vienna sugli azzurri, allora allenati dal ct Berruto, e fu l’ultima finale per l’Italia a livello continentale. La prima palla sarà domani alle 17,30, su Raisport. 

A Parigi, il primo set è francese, per 25-23, il secondo serbo, dominato, al di là del 23-25: lì l’inerzia diventa dei bianchi, sul 21-25 nel terzo. Il quarto è nettamente transalpino, 25-17, con Ngapeth dominante, a scherzare con l’amico Petric, capitano serbo, entrambi avevano azzeccato il triplete italiano, a Modena. Il quinto è proprio caratterizzato da Petric in battuta (0-5), il friulano (di famiglia) Toniutti in regia fatica, sul 2-8 è già finita. Atanasijevic vive una di quelle serate da numero uno al mondo, per le quali a Perugia è stato preferito a Zaytsev, con 27 punti. Serbia dominante a muro, superiore in attacco (anche con Kovacevic, del Trento), a colmare le difficoltà in ricezione. E’ stata quarta al mondiale, maltrattando l’Italia, che invece l’ha atterrata nel preolimpico di Bari, raro acuto per la nazionale di Blengini, dopo l’argento olimpico.

Lì ha cambiato ct, da Nikola Grbic a Bobo Kovac, esonerato da Perugia per Bernardi, che si aggiudicò il triplete italiano ma solo la coppa Italia, nell’ultima stagione, e così è stato sostituito. Per Heynen, il belga campione del mondo con la Polonia e oggi alle 18, a Parigi, contro la Francia, per il bronzo, sempre su Raisport. 

Giovedì è stata la notte di Alberto Giuliani, marchigiano che nei timeout parla italiano. Allena la Slovenia, in finale agli Europei, come 4 anni fa, con Giani. Stavolta l’eroe del 3-1 alla Polonia è l’allenatore dell’unico scudetto di Cuneo, nel Vday di Bologna, nel 2010, del secondo e del terzo di Civitanova, nel 2012 e nel 2014. Gli sloveni eliminano la Polonia per la terza volta di fila, agli Europei. Il fattore campo è decisivo, ancora più che nel quarto della Francia con l’Italia: solo gli azzurri non hanno quasi sfruttato il fattore campo, all’ultimo mondiale. 

Giuliani (nella foto) ora allena ad Ankara, l’Halkbank (“E’ una buona esperienza”, spiega), si era rivelato a Corigliano e a Verona, prima di vincere a Cuneo. E’ stato ct della Slovacchia e tecnico della Piacenza che arrivò in semifinale di coppa Italia, spezzando il dominio nelle semifinali di ogni manifestazione italiana, eliminando Perugia, due anni e mezzo fa. “Avevamo preparato la Francia, invece…”, ci risponde mentre è in riunione con i suoi giocatori. 

Se Scariolo è campione del mondo, nel basket, con la Spagna, Giovanni Guidettiè vicecampione d’Europa con la Turchia femminile, nazionale inferiore a tante, come la Slovenia di Gasparini e compagni. Che sogna il primo successo internazionale della sua storia, vuole andare oltre la finale raggiunta 4 anni fa con Giani. La nazione oltre Adriatico di un milione e 800mila abitanti è campione d’Europa nel basket. A pallavolo, la Serbia vanta l’oro olimpico del 2000 (eliminò l’Italia di Anastasi in semifinale), una finale e un bronzo mondiali, mentre agli Europei solo tre volte ha mancato il podio. Era stata a medaglia anche quando si chiamava Jugoslavia. Per una volta, accade un po’ come nella pallanuoto, in cui le nazioni nate dalla disgregazione della Jugoslavia sono diventate dominanti, moltiplicandosi: Serbia, Croazia, Montenegro. 

Da “Il Messaggero”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Agli Europei, il quarto 3-0 per l’Italia (stavolta alla Slovenia) è firmato Chirichella

Cristina Chirichella (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/agli_europei_quarto_3_0_italia_firmato_chirichella-4698764.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/agli_europei_quarto_3_0_italia_firmato_chirichella-4698774.html

di Vanni Zagnoli

Su Rai2, gli affezionati del volley continuano a divertirsi. Dodici a zero, come set, il quarto 3-0 è quasi scontato, il girone si chiuderà giovedì, con la Polonia e l’arena di Lodz finalmente sarà esaurita, anzichè quasi completamente vuota, con i 380 spettatori di stasera.

L’Italia abbatte anche la Slovenia, vicina al colpaccio nel primo set, perso 27-25, mentre il secondo è super, sul 13-4. Inizialmente, Davide Mazzanti, naturalmente senza dichiararlo, sembra giocare a recuperare, ad allenarsi per davvero, perchè diversamente quando finisse sotto sul serio magari la nazionale si farebbe prendere dall’ansia, è capitato di intuirlo anche da Chicco Blengini.

Le slovene sono meno forti dei maschi, che un anno fa impensierirono Zaytsev e compagni, a Firenze, sono allenate da Alessandro Chiappini, uno dei tanti ct italiani all’estero.

L’Italia non ha punti deboli, ha volti belli e mani affusolate. Il ct pesarese, di Marotta, limita al minimo i cambi, impiega Anna Danesi al centro, per Raphaela Folie, insiste su Indre Sorokaite in banda. Gli occhi di Ofelia Malinov illuminano, anche il gioco, magari dimentica di coinvolgere le centrali, comunque svettanti a muro. Il secondo parziale è di raro squilibrio, sul 22-7, con l’ingresso anche di Beatrice Parrocchiale, libero al posto di Moky De Gennaro. Crolla la ricezione adriatica, è 25-8.

Il terzo set è più interessante, con il 12-8 di Chirichella, la migliore, sino al 25-17. “Inizialmente – racconta la capitana, napoletana -, eravamo contratte. Siamo state brave nel primo set, punto a punto

E’ un piacere ascoltare la nazionale, su Rai2, con la voce suadente e talvolta divertita di Francesca Piccinini, 40 anni e mezzo e non ancora convinta di smettere, da campionessa d’Europa, con Novara.

Passa la Turchia di Giovanni Guidetti, ha speranze la Slovenia di Chiappini, appunto, come quarta. L’Olanda del vice Alessandro Beltrami domina il girone di Ungheria, la Romania di Pedullà è raggiunta al secondo posto dalla Croazia di Daniele Santarelli, campione d’Italia a Conegliano: nel gruppo con 2 vittorie e una sconfitta c’è anche l’Azerbaijan di Gianni Caprara. La Slovacchia di Marco Fenoglio è seconda nel girone di Bratislava, dietro soltanto alla Germania, terza è la Russia di Busato, vice ct. Nel raggruppamento di Lodz, Italia è a punteggio pieno con 4 successi, sulla Polonia, il Belgio vanta 3 successi e una sconfitta, la Slovenia è quarta con una vinta, Ucraina e Portogallo sono ultime. Domani Belgio-Polonia e Ucraina-Slovenia, decisiva per l’ultima qualificazione. L’Italia è già passata. Con i 16 punti di Egonu, i 13 di Chirichella, gli 11 di Sylla, i 9 di Sorokaite, i 6 di Danesi e i 3 di Malinov. Ingressi per Orro e Folie nel primo set, per Parrocchiale in tutti e 3. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino, volley femminile. Gli Europei al via dal 23 agosto. Anna Danesi: “Il girone è alla portata”. Conegliano alla 6. vittoria in sequenza: “Avevamo pagato le partite ravvicinate e le fatiche postmondiali. Egonu e Haak le migliori della serie. Hill la pantera più continua”

Anna Danesi (volleynews.it)

Otto anni dopo l’oro in coppa del mondo, l’Italia proverà a rivincere una grande manifestazione, gli Europei, al via venerdì 23 agosto, in quattro Paesi, come avverrà anche al maschile, secondo il trend di questi anni, a organizzazione multinazionale.
L’Italia è nel gruppo B, giocherà a Lodz, il debutto sarà contro il Portogallo. Domenica 25 l’Ucraina, il 26 con il Belgio, il 27 la Slovenia e giovedì 29 la Polonia padrona di casa, l’avversaria più quotata, con le belghe. Ad Ankara si esibirà la Turchia del modenese Giovanni Guidetti, con la Serbia oro iridato, Bulgaria e Francia, Finlandia e Grecia. A Budapest il girone C con l’Ungheria, ma le favorite sono Olanda, Croazia e Azerbaijan, su Romania ed Estonia. A Bratislava la Slovacchia, con Russia e Germania da primato, sulla Bielorussia, mentre Spagna e Svizzera difficilmente passeranno. Si qualificano le prime 4 di ogni raggruppamento, gli ottavi saranno dal 1° settembre, nei 4 paesi ospitanti, secondo questo schema: la prima della pool A contro la 4. della C; A2-C3, A3-C2, A4-C1, B1-D4, B2-D3, B3-D2 e B4-D1. Si aggiudicassero il girone, dunque, le azzurre incrocerebbero probabilmente Slovacchia, Bielorussia o Svizzera. Il 4 settembre, i quarti verranno disputati in Polonia e Turchia, le semifinali e le finali ad Ankara, il 7 e l’8 settembre: la semifinalista maturata in Ungheria si sposterà in Turchia; dalla Slovacchia, chi passa andrà a Lodz.
«Da vicecampionesse mondiali – spiega Anna Danesi, centrale del Conegliano, miglior muro in Cina -, avremo gli occhi puntati, tutte daranno il meglio, contro di noi. Il girone è alla portata, Polonia e Belgio non sono da sottovalutare, il difficile sarà mantenere le aspettative. Speriamo di ritrovare la finale: la Serbia parte è un po’ avanti a tutte».
Il ct Davide Mazzanti: «In estate conosceremo meglio polacche e belghe, avversarie in Nations league. E il Belgio è pure nel nostro girone di qualificazione alle Olimpiadi».
Proprio a Lodz, città famosa per il calcio (il Widzew perse la semifinale di coppa dei Campioni, nell’83, con la Juve), l’Imoco si è rimessa in carreggiata in Champions, dopo la sconfitta in Germania, con lo Schwerin. Il 3-0 con parziali a 20, 15 e 17 porta a 6 la striscia di successi, di cui tre in campionato e due in coppa Italia. Nell’andata, le pantere avevano perso a Villorba con Novara e con la matricola Brescia e a Scandicci. In Polonia, eccellente la distribuzione di Wolosz, vogliosa di rimettersi a nudo, come quando festeggiò l’ultimo scudetto di Conegliano, coprendosi solo con il trofeo.
«Nella stagione postmondiale – riflette Anna Danesi – si avvertono le fatiche. Non abbiamo smesso un secondo di giocare, neanche la scorsa annata, considerate la Nations league e la preparazione al mondiale. Le partite sono così ravvicinate che non si può essere sempre al top, abbiamo comunque superato il momento negativo. Spero di vincere ogni gara, il campionato quest’anno è ancora più tosto. Tante energie se ne vanno nei viaggi, come al rientro da est, non sempre si recupera».
Sabato, a Novara (dalle 20,30, su Raisport) con un 3-1 si aggancerebbero le vicecampionesse d’Italia, al primo posto. «Sarà una bella partita di sicuro, contro Paola Egonu, la miglior del campionato, assieme alla svedese Haak, di Scandicci: nel confronto diretto hanno segnato 40 punti a testa, sono fuori dal normale».
Martedì le gialloblù saranno a Bergamo, sabato a Verona contro le fiorentine, nella semifinale di coppa Italia. «Sarà tosta, come il girone di ritorno. Vinta la supercoppa, vorremmo ripeterci. Il nostro gioco è più armonioso, sinora la migliore di noi è stata l’americana Kimberly Hill, non ha sbagliato una partita. Novara dà solo la palla a Egonu: comunque, diffidi delle giovani di Busto Arsizio, nell’altra semifinale di coppa». 
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, mondiali di volley. Italia, terza fase a un passo: serve solo una vittoria

 

Gianlorenzo Blengini (it.eurosport.com)

https://sport.ilmessaggero.it/altrisport/l_italia_milano_arrivare_torino_puo_bastare_vittoria-3984267.html

di ​Vanni Zagnoli

All’Italia potrebbe persino bastare una vittoria, già venerdì con la Finlandia, per ipotecare le final six dei mondiali di volley. Arrivasse il 6° successo in sequenza, molto probabile, gli azzurri si metterebbero quasi al riparo dai rischi con le sfide a Russia e Olanda. Alla terza fase passano le vincitrici dei 4 gironi e le migliori seconde, a quota 18 punti difficilmente la nazionale uscirebbe dalle migliori due piazzate.
La Fivb cambia regolamento in corsa e non è la prima volta, ripescando le migliori seconde in assoluto, non più la migliore piazzata dei gironi italiani, a Milano e Bologna, e dei due in Bulgaria.
Del successo a Firenze, con la Slovenia, resta la capacità di rovesciare la partita. Sull’1-4 del secondo set, con gli slavi vincenti nel primo, le sensazioni non erano proprio entusiasmanti. E’ stata la stessa situazione vissuta dall’Italia con l’Argentina, con gli sloveni che usciranno rapidamente dal match. Subiscono la bellezza di 6 muri da Anzani, 3 da Mazzone, 3 da Zaytsev, dopo quello di Lanza nel primo parziale. Non male, per la nostra nazionale, che sabato aveva piazzato il primo muro nel quarto set.
Sorprende la grinta di Giannelli, a 22 anni è contagiato, nelle espressioni, da Zaytsev e Colaci, il vero capitano, anche se non può essere messo a referto, in quanto libero. Come accadeva anni fa a Corsano, a Macerata.
“Ci lasciamo andare, nelle esultanze – confessa Massimo Colaci -, anche per caricare proprio il pubblico. E con Ivan ci dividiamo i compiti”.
A metà del secondo set è uscito Filippo Lanza (2 su 12 la percentuale offensiva), per il romano Gabriele Maruotti, che ha ben figurato, ma venerdì si dovrebbe ripartire con il sestetto titolare. “Centellino i cambi – specifica il ct -, perchè non tocco la squadra quando va bene. In gare come con la Slovenia è molto importante mantenere la tranquillità, accettare di soffrire, giocare palle più staccate da rete e scambi più lunghi. Sono gare molto intense sul piano della tenuta mentale”.
L’attenzione resterà alta, nonostante la classifica comoda. “Non dobbiamo pensare ai punti delle concorrenti, continuiamo invece ad adattarci alle situazioni delle partite. Analizziamo tecnicamente e tatticamente Finlandia, Russia e Olanda, come fossero tutte finali”.
E’ stata la solita festa, per i fiorentini, l’ultima, con 8330 spettatori (1200 la media delle gare senza Italia), perchè oggi gli azzurri si sono trasferiti a Milano, si giocherà al Forum di Assago
La seconda fase, da venerdì a domenica.
Gruppo E (Milano): Italia 5 vittorie (15 punti), Olanda 4 (11), Russia 3 (10), Finlandia 2 (6).
Gruppo F (Bologna): Brasile 4 vittorie (11 punti), Belgio 3 (10), Slovenia 3 (9), Australia 2 (7).
Gruppo G (Sofia): Usa 5 vinte (13), Iran 4 (11), Bulgaria 3 (9), Canada 3 (9).
Gruppo H (Varna): Polonia 5 vittorie (15), Serbia 4 (12), Francia 3 (11), Argentina 2 (6).
Il calendario. A Milano. Venerdì: alle 17 Olanda-Russia, dalle 21,15 Italia-Finlandia. Sabato: ore 17 Olanda-Finlandia, alle 21,15 Italia-Russia. Domenica: ore 17 Russia-Finlandia, dalle 21,15 Olanda-Italia.
A Bologna: venerdì, alle 17 Brasile-Australia, ore 20,30 Belgio-Slovenia.
Sabato: alle 17 Australia-Belgio, 20.30 Slovenia-Brasile. Domenica: ore 17 Slovenia-Australia, 20,30 Belgio-Brasile.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino, mondiali di volley, Italia-Slovenia 3-1. Il muro cresce dal terzo set, il crollo degli adriatici, dopo un primo set eccellente

Massimo Colaci (video.gazzetta.it)

Firenze

Tre a uno alla Slovenia e via, alla seconda fase a punteggio pieno. L’Italia affronterà, sempre alle 21,15, venerdì la Finlandia, 4^ del gruppo di Varna, sabato la Russia, sconfitta al tiebreak dalla Serbia, e domenica l’Olanda, sorprendente seconda nel girone più complicato. Basteranno probabilmente due vittorie, per raggiungere la final 6 di Torino, con sorteggio delle avversarie.

Con gli sloveni, il primo set sfugge, come con l’Argentina, nonostante le facce giuste, soprattutto di Giannelli e Juantorena, Lanza fa e disfa, una ricezione sbagliata favorisce il 23-25. Nel secondo sull’1-4 c’è il timore di perdere, lo scaccia Zaytsev, ace e bordata in scambio infinito, davanti al muro a tre, dopo il salvataggio con un piede di Anzani. E’ un mondiale equilibrato, la Slovenia è indomita quasi come tre anni fa, quando impedì la finale europea a Blengini, fresco di argento in coppa del mondo. Juantorena al secondo tentativo chiude il 16-14. “Ci dà stabilità”, racconta lo zar, agitatore di folla. Serve Maruotti (ex Treviso e Padova) per Lanza, le battute entrano (Giannelli, 4 punti in sequenza con il suo turno; Juantorena), anche il muro (Anzani) e il pareggio è fatto, per 25-19. Il momento sì continua nel terzo parziale, con la puntualità di Maruotti in schiacciata e la carica difensiva di Colaci, sul 16-8 non ci sono più dubbi. E’ il vero capitano, solo che da regolamento un libero non lo può fare e allora i gradi vanno a Zaytsev. Il quarto va in equilibrio (11-9) ma in controllo azzurro (19-14), con Mazzone in campo e Anzani in panchina, fra i centrali: 25-18 a muro, proprio di Anzani.

Italia-Slovenia 3-1 (23-25, 25-19, 25-13, 25-18): Giannelli 2, Zaytsev 18, Juantorena 13, Lanza 3, Mazzone 11, Anzani 10; Colaci (l); Maruotti 6. Classifiche. Girone A. Italia 5 vittorie, Belgio (10 punti) e Slovenia (9) 3, Argentina (6) e Giappone (5) 2, Dominica 0. B. Brasile e Olanda 4 (11 punti), Francia (11) e Canada (9) 3; Egitto 1, Cina 0. C: Usa 5, Serbia 4, Russia (13, Australia 2; Camerun 1, Tunisia 0. Gruppo D: Polonia 5 vittorie, Iran 4, Bulgaria 3, Finlandia 2; Cuba 1, Porto Rico 0.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”