Concorso Ussi: ”Lo sport senza sport: storie dal virus”. Primo classificato per il reportage radio e video. Spezia-Frosinone, il capo ultras: “Se sei del Secolo o di Repubblica vai via”.

(LaPresse – Tano Pecoraro)

E’ come se la Centese – la scorsa stagione in prima categoria ma nel 46-47 in serie B – avesse vinto lo scudetto. Concorso Ussi: ”Lo sport senza sport: storie dal virus”. Primo classificato per il reportage radio e video. Spezia-Frosinone, il capo ultras (di fianco ha una signora pittoresca): “Se sei del Secolo o di Repubblica vai via”. Video su Youtube. https://www.youtube.com/watch?v=dysMlWBaCp0&t=33s

Incredibile performance per vannizagnoli.it – testata, non blog -, su cui lavoro gratis e a mie spese. Per videoracconti con cui ho pregiudicato rapporti con centinaia di persone, forse migliaia, e perso una collaborazione pagata e mezza, per me importantissime. Anni di umiliazioni e di esclusioni, irrisioni e minacce, alcune volte botte. Per raccontare il costume, quel che vedo, sempre alla ricerca di spunti trascrivibili su testate importanti.

Questo video di ferragosto, come molti, non è andato oltre la nostra testata. Non avete idea delle decine di stop ricevuti da steward istruiti ad hoc, che controllano solo me, anche fuori dagli eventi sportivi. Essere evitato, vedere gente che mi conosce da molti anni e che finge di ricevere una telefonata per dribblarmi. Ecco, in questo contesto matura questa soddisfazione, che è una consolazione. A La Spezia, nella finale playoff.

Altrove mi sarebbe stata impedita a priori, fisicamente, anche solo vietandomi di spostarmi o di entrare. Tutto quanto dal ’90 al 2016, diciamo, ha fatto la differenza in positivo, con lo smartphone è diventato un problema. Senza contratto, escluso per due mesi in 31 anni di professione, con la percentuale di pezzi su testate importanti precipitata, raccogliendo da freelance e proponendo.

L’ex ct del volley, grande narratore, Mauro Berruto, era in commissione del concorso: “Personalmente l’ho votato perchè era il più in tema e dimostrava un vero e genuino realismo. Da reportage, appunto”.

Sapete che cosa vivo da anni, essere arrivato davanti a colleghi e testate importanti è irreale. 2) pari merito: Marco Tripisciano (Tennis e Covid-19 – Rai TGR) e Andrea Pressenda (Sport, storie dal lockdown ZwebTV). Pari merito anche per Giuseppe Gallozzi (Intervista a Giuseppe Bergomi – Punto Biancorosso) e Dario Ricci (Effetto Giorno – Radio24-Il Sole 24 Ore). A quasi 50 anni. Chissà, dovrei avere il coraggio di fermarmi qui, con i videoracconti.

Quella sera a La Spezia feci solo ilmessaggero.it – che divenne anche ilgazzettino.it e ilmattino.it. Era l’intervallo e mentre raccontavo avevo l’esatta percezione che fosse memorabile. Senza le sbarre, avrei avuto una paura terribile, un pizzico anche del covid, era poco dopo ferragosto. Non sapevano fossi di Reggio, sennò…Naturalmente non ho tagliato nulla, sapete che cerco di farlo mai. Da Pieve Modolena, dal ’97 Canalina, Reggio Emilia, 31^ stagione di solo giornalismo, ridotto a quel che sono ora. Professionalmente, un morto che cammina, con conseguenze psicofisiche dirette. Ovviamente, senza tutto il resto, senza tutte le interviste, i videoracconti, le domande singolari, da show televisivo o radiofonico, non ci sarebbe stato neanche questo. Resta impossibile avere un taglio, un pensiero il più nazionale possibile, rappresentando meno di se stessi. L’ilarità, l’intimismo, i grandi temi li accetti solo dal volto, dalla firma o dalla testata di tradizione.

Sapessi fare altro, sarebbe il momento di ritirarmi. Oltre a mia moglie, ai genitori, avrei tante persone da ringraziare, soprattutto fra quanti ascoltano i miei infiniti messaggi vocali, ne scelgo una. Franco Colombo, il direttore con cui su Tuttosport scrissi credo anche 70 contributi, nel mese top. Sempre partendo da Reggio. A 25 anni. Colombo, scomparso nel ’97, giovanissimo.

Quando sai che nulla ti restituisce gli spazi persi…

Vanni Zagnoli

Ilmessaggero.it, ilmattino.it. L’Atalanta replica alla Lazio, lotta con la Fiorentina per la Conference. Muriel segna ma poi era da espellere

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_atalanta_replica_lazio_lotta_la_fiorentina_la_conference_cup_muriel_segna_rischia_espulsione-6676374.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/l_atalanta_replica_lazio_lotta_la_fiorentina_la_conference_cup_muriel_segna_rischia_espulsione-6676374.html

di Vanni Zagnoli

Che Atalanta, è tornata, in tempo, con la maglia arancione. In tempo per l’Europa, forse, probabilmente, tre punti avanti alla Fiorentina, ma ha una partita in più. Bergamo vince a La Spezia per 3-1, in stagione spreca l’inenarrabile, rimonta a fatica la Salernitana, si fa battere al Brumana dal Verona, in trasferta convince di più e impedisce a La Spezia di festeggiare la salvezza anticipata. La squadra di Thiago Motta resta pari alla Sampdoria, a rischio di raggiungimento da parte di Salernitana e/o Cagliari e Genoa, non dal Venezia.

Bergamo, dunque, ritorna alta, Gasperini ritorna a sorridere, non solo a lamentarsi degli arbitri e del Var. E’ il suo campionato meno brillante, in terra orobica, mentre Thiago Motta è all’unica stagione positiva in panchina, al Genoa era subentrato e presto esonerato, con i liguri è stato anche fortunato, a San Siro, con il Milan, e quei punti che dovevano essere zero decideranno probabilmente la la salvezza. 

L’Atalanta risponde alla Lazio, come continuità è inferiore ma come picchi è probabilmente superiore. Oggi è stata una gara complicata, con gol del sorpasso quando gli aquilotti sembravano avere pareggiato la partita a scacchi e dopo che Muriel è graziato dall’arbitro Maresca per un colpo rifilato ad Amian in reazione.

Mezz’ora nerazzurra, con il pressing evitato grazie a passaggi intelligenti. Palo di Bastoni per i bianchi, vantaggio al 16’ di Muriel, su azione insistita al limite e dribbling su Kiwior, con tiro imparabile. 

Avanti così, sino al pari di Maggiore, beccato da Bastoni. Lancio perfetto per Verde che parte al di qua della linea di metà campo, beffa la difesa altissima di Gasperini, aggira Musso e infila. 

La partita cambia, la squadra di uno dei tanti presidenti stranieri del nostro calcio prende coraggio e resiste. Al rientro, cambio dei centrali, Hristov e Palomino pagano due colpi duri. Motta perderà anche Bastoni e Agudelo, passa al 4-2-3-1 con Manaj. Gasperini richiama invece Malinovsky e Freuler, ammoniti, per Hateboer e Boga. 

Il match si riequilibra, al quarto d’ora Muriel cerca l’incrocio e poi rischia la seconda ammonizione. Per rompere l’equilibrio servono i centrali di difesa, Demiral per Djimsiti che accorre di testa e firma il nuovo vantaggio. Lo Spezia avverte la stanchezza, ma ha la forza di trovare l’ultima occasione, Gyasi manda fuori. Chiude Pasalic, dopo la traversa di Boga.

SPEZIA (4-3-3): Provedel 6; Amian 6.5, Erlic 6, Hristov 5.5 (1′ st Reca 5.5), Nikolaou 6; Maggiore 6.5 (33′ st Antiste 5,5), Kiwior 5,5, Bastoni 6 (11′ st Manaj 6); Verde 7, Agudelo 5.5 (23′ st Kovalenko 5.5), Gyasi 5.5. In panchina: Zoet, Zovko, Bourabia, Ferrer, Salcedo, Sher, Nguiamba, Bertola. Allenatore: Thiago Motta 5,5.

ATALANTA (3-4-1-2): Musso 6; De Roon 6, Palomino 5.5 (1′ st Demiral 6.5), Djimsiti 7; Zappacosta 5.5, Freuler 6 (14′ st Hateboer 6), Koopmeiners 6, Maehle 6 (42′ st Pessina sng); Pasalic 6.5; Malinovskyi 6.5 (14′ st Boga 6), Muriel 7.5 (47′ st Mihaila sv). In panchina: Rossi, Sportiello, Renault, Miranchuk, Cissè. Allenatore: Gasperini 6.5.

ARBITRO: Maresca di Napoli 5.

RETI: 16′ Muriel, 30′ Verde; 28′ Djimsiti, 42′ Pasalic.

Note: ammoniti Bastoni, Maggiore, Malinovskyi, Freuler, Muriel. Angoli: 0-3. Recupero: 3’ pt, 6’ st.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Berardi fa 100 in serie A, segna anche Scamacca: poker Sassuolo allo Spezia

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572396.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572430.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spezia_4_1_berardi_100_gol-6573690.html

di Vanni Zagnoli

Cento gol in serie A per Domenico Berardi, al Sassuolo dai 16 anni, e la squadra targata Mapei prosegue l’inseguimento al settimo posto che probabilmente varrà la Conference cup. Segnano anche Ayhan Scamacca, sino a domenica il Verona è dietro, al 10° posto: i 43 punti impongono di sperare che si fermi una tra Lazio, Atalanta e Roma ma dovrebbe stopparsi anche la Fiorentina, coincidenze improbabili. Meno improba resta la seconda salvezza dello Spezia, a +7 sul Venezia, lì in fondo sono le uniche a non avere cambiato allenatore. 

Anche Davide Frattesi meritava la convocazione in nazionale, è fra in centrocampisti migliori della serie A, più continuo del tridente neroverde chiamato da Mancini. Al quarto d’ora lo aziona Berardi, ruba il tempo a Kovalenko che lo stende, capitan Ferrari chiede l’espulsione, al posto dell’ammonizione. Dal dischetto il numero 25 conferma la ritrovata precisione, è all’8^ trasformazione di fila, gli errori restano 7 sui 48 calciati. Frattesi vola di nuovo, a destra, la conclusione è prevedibile e Provedel si oppone. In arancione, lo Spezia inizia a giocare, fa girare palla con pazienza, come quando Thiago Motta era regista. Nikolau fa correre Gyasi, il destro è pronto, Consigli respinge, comunque era fuorigioco. 

Il Sassuolo controlla anzichè affondare, al 37’ Kovalenko taglia per Simone Bastoni, Frattesi è in ritardo e Muldur non chiude: il cross è perfetto, Daniele Verde aggancia, Kyriakopoulos è lontano e teme di toccare con le mani, Traore non accorcia e l’esterno può piazzare un sinistro raro, per precisione: è abbonato ai gol pesanti o di prestigio, è il 6° della stagione, nella scorsa ne fece 3 alla Roma, in 3 gare, fa sorridere i Platek, in tribuna.

Dionisi lascia Scamacca in panchina per scelta tecnica, gioca Defrel ma quando c’è da attaccare manca la fisicità del centravanti prenotato dall’Inter. Maxime Lopez finta in area, la conclusione è sporcata.

Il resto sono cori dei 900 tifosi liguri arrivati al Mapei stadium, non mancano gli sfottò alla Reggiana, antagonista storica ai tempi della serie C. Entusiasmo mortificato alla ripresa. Frattesi soffia palla a Verde senza fallo, Maxime la allunga a Defrel, inventato centravanti da Eusebio Di Francesco, lì dimostra la sua utilità a difesa schierata, prolunga per Domenico Berardi che segna di destro, resistendo all’attacco di Reca, vulnerabile nell’opposizione. Serve l’uscita di Provedel ad anticipare Frattesi, per evitare il tris.

Una bella combinazione porta in area Kovalenko, Kyriakopoulos lo tocca fuori, Ferrari lo sbilancia appena, l’arbitro Volpi fa bene a non fischiare il rigore. Traore, invece, perde il tempo per il 3-1, rispetto al triennio con De Zerbi il Sassuolo non sa congelare il gioco, quando il ritmo scende diminuisce lo spettacolo e aumentano le possibilità avversarie di creare pericoli. Con Gyasi centravanti, peraltro, le aquile creano poco. E’ il ghanese a servire Kovalenko, Frattesi gli fa perdere il passo e anche Maxime Lopez evitano il rigore. Per l’ultimo quarto di gara c’è la staffetta programmata, Defrel-Scamacca, Motta cambia due attaccanti su tre ma il gol lo trova ancora il Sassuolo. Angolo da sinistra di Traore, sostituto dello squalificato Raspadori, Reca sfiora in acrobazia e il turco Ayhan realizza la prima rete in due stagioni neroverdi. Il poker arriva su punizione di Scamacca, la barriera si apre, con Manaj, e il coccodrillo così serve a poco. Fanno 13 in questo campionato, e così può debuttare in serie A Oddei, ghanese naturalizzato italiano, ed entra anche il norvegese Ceide.

Senza quel colpo allo scadere a San Siro con il Milan, complice l’errore dell’arbitro Serra, lo Spezia sarebbe solo a +4 sulla zona retrocessione, è probabile che quei tre punti facciano la differenza. Da quando è in serie A, aveva incassato più gol solo dalla Lazio (6) e dall’Atalanta (5), sempre in questo campionato. Dopo l’esonero al Genoa, Thiago mostra di meritare la serie A, nonostante i 4 punti in 7 gare.

Sassuolo-Spezia 4-1 Sassuolo (4-3-3) Consigli 6,5; Muldur 6, Ayhan 7, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 7; Frattesi 7,5 (39’ st Magnanelli ng), Maxime Lopez 7, Henrique 6,5 (39′ st Harroui ng); Berardi 7,5 (45’ st Ceide ng), Defrel 6 (23′ st Scamacca 6,5), Traore 6,5 (45′ st Oddei ng). All.: Dionisi 7,5.

Spezia (4-3-1-2): Provedel 6; Amian 5, Erlic 5, Nikolaou 5, Reca 5; Maggiore 5,5, Kiwior 5, S. Bastoni 6; Kovalenko 5,5, Gyasi 6 (29′ st Manaj 5), Verde 7 (29′ st Agudelo 5). All.: Thiago Motta 5.

Arbitro: Volpi di Arezzo 6,5.

Marcatori: 17′ Berardi rig, 35′ Verde; st 3′ Berardi, 33′ Ayhan, 36′ Scamacca. Note: angoli 6-2 per il Sassuolo.

Recupero: pt 0’, 3′. Ammoniti: Kovalenko, Henrique, Maggiore, Berardi, Erlic per gioco falloso. Spettatori: 6130, incasso di 56mila 923 euro

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. Thiago Motta dal quasi esonero a 4 vittorie in 5 gare. Joao Pedro gol, rigore sbagliato e nazionale italiana. Insigne raggiunge Maradona. I 4 gol in 13′ della Roma a Empoli. I tre legni del Torino, ma il Sassuolo recupera

(Ansa/Ilsecoloxix.it)

Liggiù, in classifica, vince solo lo Spezia. Il Venezia attende il 3-0 a tavolino con la Salernitana, con cui si riporterebbe a +4 sul Cagliari, in ripresa, in zona retrocessione. Mazzarri aveva evitato l’esonero per lo 0-4 con l’Udinese, prima e dopo è in ripresa e ieri meritava di battere la Fiorentina. In avvio Bellanova travolge Odriozola, rigore per i viola, Biraghi se lo fa parare da Radunovic. Al 13’ il ricordo di Astori, grande doppio ex scomparso. I sardi colgono il palo con Joao Pedro e la traversa su deviazione all’indietro di Milenkovic. Nel secondo tempo angolo di Pereiro, Joao Pedro segna il decimo gol in campionato e festeggia la prima chiamata con l’Italia. Poi di testa procura il fallo di mano e l’espulsione di Odriozola, salvo farsi parare il rigore da Terracciano; anche un anno fa sbagliò un rigore contro i viola. Entra Sottil, ruba palla a Marin a centrocampo, segna ed esulta polemicamente verso il pubblico di casa, da ex, è ammonito e Italiano lo toglie per evitare l’espulsione.

In coda, la Salernitana proverà a riprendere almeno il Genoa, con Colantuono non ha cambiato marcia, rispetto a Castori. Al Maradona è falcidiata dal covid, perde 4-1 pur avendo ben figurato. Si arrende alle reti dei difensori centrali Juan Jesus e Rrahmani (il 3-1) e ai rigori di Mertens a fine primo tempo (tocco di Veseli su Elmas) e di Insigne a inizio ripresa: seconda ammonizione per Veseli, fallo di mano su conclusione del capitano, che raggiunge Maradona a 115 gol, nella classifica dei marcatori azzurri di ogni tempo. L’1-1 era stato di Bonazzoli, capace di trafiggere il friulano Meret su azione Obi-Keckrida: in panchina con i granata debutta il nipote del presidente Danilo Iervolino, Antonio Pio, arrivato dall’Imolese, dalla serie C.

Con il successo a tavolino sulla Salernitana, il Venezia supererebbe la Sampdoria, cui non basta il ritorno di Giampaolo per evitare la quarta sconfitta in sequenza. Sono gli aquilotti a vivere il miglior momento in un anno e mezzo di serie A, con la terza vittoria di fila, quarta in 5 gare. Thiago Motta era virtualmente esonerato, prima del colpo a Napoli, e ora supera l’Udinese, portandosi a +8 sulla terzultima. Decide a metà ripresa Daniele Verde, il servizio non trattenuto da Falcone è opera del colombiano Agudelo, subentrato nella ripresa, come a San Siro. Quattro minuti dopo espulso Ekdal, doppia ammonizione. 

In zona Europa, la Roma supera momentaneamente la Fiorentina con il 2-4 di Empoli, doppietta dell’inglese Abraham e reti di Oliveira e Zaniolo. Nella ripresa per i toscani Pinamonti e Bajrami, che rischiano di perdere Marchizza per mesi, per un brutto infortunio a un ginocchio. Il Torino domina, segna al 14’, cross di Praet e testa di Sanabria, coglie il palo con Mandragora, la traversa con il paraguayano e con Bremer. Nel finale il contropiede di Berardi su Rodriguez e Raspadori pareggia.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Serie A, Juric supera il Verona, la Fiorentina rimonta con il Sassuolo, l’Empoli domina a La Spezia

(toronews.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_juric_supera_il_verona_che_ha_condotto_per_due_campionati_a-6394960.html

Juric supera il Verona, che ha condotto per due campionati a metà classifica, e si posiziona al 10° posto. Realizza Pobega e all’Olimpico è il 6° successo in dieci partite, complice l’espulsione di Magnani a metà primo tempo, ma L’Hellas quasi meritava il pari. Juric rinuncia a Baselli e Zaza, da cedere, mentre i gialloblù perdono Barak, nel ripescaldamento. Magnani sbaglia il controllo e stende Sanabria lanciato a rete, Fabbri ammonisce, è richiamato dal Var Ghersini e al monitor cambia la decisione: punizione di Rodriguez, Sanabria devia con il fondoschiena e il giuliano Pobega infila. Nella ripresa palo di Faraoni, ma c’è fuorigioco, occasioni per Sutalo, Tameze e Faraoni.

A mezzogiorno, la rimonta della Fiorentina con il Sassuolo, avanti con le reti dell’azzurro Scamacca e di Frattesi, destinato alla nazionale. Nel secondo tempo segnano Vlahovic e Torreira, poi Italiano leva il capocannoniere, che non gradisce, anche perchè vuole battere il record di gol in un anno solare di Cristiano Ronaldo, nel 2020, per ora l’ha eguagliato, con 33 reti.

La Fiorentina è in zona Europa league, manca dal febbraio 2017, quando si fece battere al Franchi dal Borussia, superato a Monchengladbach, il potenziale non è inferiore a quello dell’Atalanta, non a caso battuta a Bergamo.

A La Spezia domina l’Empoli eppure si ferma sull’1-1, decidono le autoreti, dell’ex Marchizza dopo l’intervallo, su azione di Reca e deviazione di Maggiore, e di Nikolaou, su cross di Zurkovski. Infine il rigore concesso a Pinamonti e poi cancellato dal var per un tocco di fianco, di Amian, non di mano. E’ la migliore stagione nella storia dell’Empoli, in Europa 15 anni fa grazie a calciopoli ma ora già salvo, con 17 punti sulle terzultime, a un giornata dal giro di boa. I liguri con Thiago Motta rischiano di non salvarsi, il brasiliano dagli avi rodigini non meritava questa chance, nè di partire dal Genoa, dove fu esonerato.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it. Raspadori doppietta e solito 2-2 del Sassuolo, distratto. Spezia avanti con Gyasi, fidanzato con la figlia del ds Rossi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/raspadori_doppietta_solito_2_2_sassuolo_distratto_spezia_avanti_gyasi_fidanzato_la_figlia_ds_rossi-6365375.html

di Vanni Zagnoli

SpeziaSassuolo finisce 2-2, come Sassuolo-Napoli e Sassuolo-Cagliari e stavolta i neroverdi meritavano il successo. È un quasi derby dell’Appennino bis, nel giorno di Bologna-Fiorentina 2-3, poiché il Sassuolo gioca a Reggio Emilia e tanti emiliani, in zona, vanno al mare alle Cinque terre.

Thiago Motta ferma Alessio Dionisi, che conferma i limiti contro le squadre di medio livello: ha vinto a Torino con la Juve e a Milano, ha quasi battuto il Napoli, in rimonta, eppure ha perso tonnellate di punti con le squadre non da Europa. Il tecnico toscano sostiene che il Sassuolo non è da ottavo posto, come picchi vale la Champions, come contropicchi neanche metà classifica ed è un peccato. Thiago Motta fu un bel regista, dal Barcellona al Genoa, all’Inter, in tandem con Milito, nel triplete, vicecampione d’Europa con Prandelli, ma da tecnico parte dalla Serie A giusto per il nome e per i contatti, a differenza di Dionisi, sconosciuto, da difensore anche di Serie C e capace di passare in 2 anni solari dalla Serie C alla A, dall’Imolese allo spettacolo a Venezia alla promozione con l’Empoli a questo Sassuolo bifronte. Thiago iniziò dal Genoa da subentrato, grazie al presidente Preziosi, a La Spezia gli americani l’hanno giustamente preferito allo sconosciuto Farioli, serviva peraltro un tecnico più esperto, rispetto alla promozione e salvezza ottenute da Vincenzo Italiano.

Allo stadio Alberto Picco si avverte all’infinito la voce del capo tifoso, anche nelle dirette tv, la piazza è fra le più calde d’Italia, lo era peraltro più negli anni eroici della serie C1, dai ’70 ai ’90, adesso La Spezia si è un po’ imborghesita, soprattutto nelle sfide di presa inferiore.
Questo quasi derby è intenso, come sempre, con il Sassuolo che gioca e lascia giocare. All’inizio chiede il rigore per la mano di Reca, il Var conferma, non è in area. Frattesi sarà il prossimo nazionale del Sassuolo, costruisce una buona chance per l’azzurro Berardi che alza. I liguri prendono campo, segna Nzola ma in fuorigioco, ci riprova e viene contratto da AyhanScamacca coglie la traversa, a confermare la pressione anche dei modenesi. Il vantaggio bianconero è invece originato dall’incomprensione fra i turchi Ayhan e Muldur, Reca si inserisce e libera Manaj. L’albanese ex Inter finta su Ayhan, Consigli deve superarsi per evitare il raddoppio.

Che arriva alla ripresa. Ayhan soffre Nzola, Frattesi è superficiale nella chiusura e Gyasi realizza: il ghanese è fidanzato con Carolina Rossi, figlia del ds Giovanni. Lì il Sassuolo si scatena, Ferrari avvicina la rete, Scamacca insacca ma in fuorigioco, Ferrari inzucca di poco alto. Il 2-1 è acrobatico, Berardi per Defrel, all’indietro per Raspadori, che non segnava da settembre. Le occasioni si susseguono, Maggiore per lo Spezia, Scamacca, il pari è sulla manovra Berardi-Frattesi-Raspadori, trio di talento per Mancini, Giacomo fa doppietta, come ad aprile a San Siro con il Milan. Boga, Nzola, anche il finale è palpitante, con il blitz di Boga. Il Sassuolo sembra ormai l’Empoli di Dionisi, questi mesi di lavoro portano spettacolo, plusvalenze future, emozioni. 

È l’ottava avventura in serie A della Mapei, coinvolge come l’Europa league raggiunta da Eusebio Di Francesco. La Conference cup è a 4-5 punti, la quota salvezza per ora doppiata. Lo Spezia faticherà a salvarsi, il patron Robert Platek dovrebbe prendere esempio da Kyle Krause, l’americano che a Parma spende tantissimo, eppure è solo a metà classifica in serie B. Il patron Gabriele Volpi fa l’editore, de La Regione, a 78 anni alimenta la Pro Recco, campione d’Europa di pallanuoto, gli spezzini sperano che il ds Riccardo Pecini disponga di un budget superiore, già da gennaio, perchè diversamente rischia di finire solo davanti alla Salernitana.

Spezia-Sassuolo 2-2

Spezia (5-3-2): Provedel 6; Gyasi 6,5 (31’ st Hristov 5,5), Amian 5,5, Erlic 5,5, Nikolaou 6, Reca 6,5; Kovalenko 5 (22′ st Verde 5,5), J. Sala 6,5 (22’ st Bourabia 6), Maggiore 5,5 (43’ st S. Bastoni ng); Manaj 7 (43′ st Colley ng), Nzola 6,5. A disp.: Zoet, Zovko, Kiwior, Ferrer, Strelec. All.: T. Motta 6.

Sassuolo (4-3-3): Consigli 6,5; Muldur 5 (1’ st Toljan 6), Ayhan 4,5, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 5; Frattesi 5,5 (41’ st Harroui ng), M.Lopez 6,5, Henrique 5,5 (1’ st Raspadori 7); Berardi 6,5, Scamacca 6, Defrel 6,5 (24’ st Boga 6,5). A disp.: Satalino, Pegolo, Magnanelli, Rogerio, Peluso, Chiriches, Traore. All.: Dionisi 6,5.

Arbitro: Maresca di Napoli 6.

Marcatori: 35′ Manaj; st 3′ Gyasi, 21′ e 34′ Raspadori.

Note: angoli 5-2 per il Sassuolo. Recupero: pt 2’, st 5′. Ammoniti: Reca, Maggiore, Sala, Frattesi, Kyriakopoulos, Hristov e Berardi. 5000 spettatori.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Tudor porta il Verona a metà classifica, Mihajlovic allontana Ranieri, che va al Watford, e Andreazzoli si fa battere da Mourinho

(sport.sky.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_rapidamente_il_verona_e_salito_a_meta_classifica-6235988.html

Rapidamente, il Verona è salito a metà classifica, ne fa 4 allo Spezia, in zona retrocessione. Magari è l’effetto Tudor, due salvezze con l’Udinese ma anche una mancata riconferma e un esonero, da subentrato a Di Francesco convince. A centrocampo c’è Bessa, primattore della penultima promozione in A. Sblocca il corner corto di Ilic, Zoet è indeciso e Simeone sovrasta Amian; il raddoppio è di Faraoni, servito da Caprari. Per i liguri la traversa aerea di Manaj. Il tris è sul recupero di Ilic, Simeone innesca Caprari che disegna un bellissimo tiro a giro, prima dell’intervallo, poi la punizione di Bessa, padrone del centrocampo come nella penultima promozione.
Il Bologna ha gli stessi punti di Juve e Lazio, non si capisce perchè il dt Sabatini non sia stato confermato e perchè Mihajlovic fosse in discussione, nonostante 10 gol subiti in due trasferte, Ranieri può aspettare. La Lazio ne prende tre, da Barrow, Theate e Hickey, paga l’assenza di Immobile, senza di lui ha conquistato appena 16 punti in 14 gare. Sul vantaggio, il belga Theate lancia Barrow che ruba il tempo a Felipe e trova il gol a giro. Poi l’angolo del gambiano per lo stacco di Theate, su Hysaj e Reina. La squadra di Sarri è irriconoscibile, Muriqi spreca due occasioni, di fronte al 3-4-1-2. Nella ripresa sinistro fuori di Barrow e azione Soriano-Arnautovic, chiude Hickey, destro dal limite. Nel finale l’espulsione di Acerbi, per proteste.
All’Olimpico, l’Empoli non demerita ma perde 2-0, Pellegrini festeggia il rinnovo del contratto con il gol, il raddoppio è di Mkhitaryan. Con Mourinho, la concretezza è al massimo, con Darboe in campo. Magari arriveranno più punti rispetto a Fonseca, lo spettacolo chissà per quanto latiterà, ancora.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Corriereadriatico.it. Il Torino ne prende 4 a La Spezia. Saponara palo e gol, doppietta di Nzola, festeggia la famiglia Platek

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spezia_torino_4_1_commento_news_oggi_15_maggio_2021-5961884.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/spezia_torino_4_1_commento_news_oggi_15_maggio_2021-5961914.html

di Vanni Zagnoli

E’ la salvezza dello Spezia, con una giornata d’anticipo, da matricola. Domani il Torino aspetta un piacere dal Crotone, impegnato con il Benevento, in attesa di affrontare i sanniti all’ultima giornata, martedì ha il recupero dell’Olimpico con la Lazio. E’ a +4, relativamente tranquillo, in 3 giorni però ha subìto la bellezza di 11 reti. Saponara è il migliore dello Spezia, per un’ora, palo e gol, poi un rigore episodico per parte, i liguri raggiungono però il 4-1 con la seconda rete di Nzola e con Erlic. All’andata fu l’ultima gara di Giampaolo, 0-0 con il Torino in superiorità numerica per quasi tutto il match ma terribilmente sterile, stavolta è andata molto peggio.

Torna Belotti, segnerà su rigore, è appena alla 2^ rete in 13 gare. Vincenzo Italiano reimpiega Nzola dopo un’esclusione disciplinare, in porta c’è Zoet, più forte nelle uscite. Lo Spezia non aveva sbagliato i confronti casalinghi con Cagliari e Crotone, erano peraltro gli unici successi nelle ultime 12 partite, all’esterno della curva ferrovia ha l’incitamento di centinaia di tifosi, fra i tanti che avevano accompagnato la squadra in motorino.

Bremer si fa anticipare da Agudelo sul rinvio sbagliato da Sirigu, la difesa granata se la cava. Il ritmo non si alza, si gioca molto a centrocampo, Ansaldi crossa da sinistra, viene da due assist nelle ultime due trasferte. Mandragora è anticipato di quel minimo da Salva Ferrer sufficiente a evitare il rigore. 

Ricci gioca una palla splendida, Saponara aggira Sirigu e calcia sul palo. Lo Spezia prende campo, Agudelo alimenta l’azione senza commettere fallo, sempre Saponara aggira Bremer e calcia sul primo palo, è il gol salvezza, il secondo in 4 gare per il trequartista, quanti ne aveva segnati negli ultimi 40 incontri. Il Toro alza il pressing, scambia spesso gli esterni difensivi e corre un rischio anche sul colpo di tacco di Saponara. 

In tribuna, il presidente Urbano Cairo è sempre più preoccupato, lo Spezia imposta la partita preferita, di controllo, Pobega promulga l’ammonizione di Vojvoda e poi ne prende una fiscale, da Orsato.

Davide Nicola inizia a guidare ogni azione difensiva, la tensione penalizza il Torino, che comunque arriva da 12 punti in 8 partite. Rischia anche sul recupero palla di Nzola, Saponara dribbla, Bremer lo chiude in extremis. Vojvoda interviene in ritardo su una palla morta, Pobega va giù, è rigore, Nzola trasforma e fa esultare gli ospiti dello Spezia, in tribuna. 

I granata si svegliano prima dell’intervallo, con il tiro fuori di Rincon e due azioni confuse. Al rientro, Belotti prega, letteralmente, il Toro riprende con il 4-2-4, si scopre sul contropiede di Saponara, Nzola aspetta di portarsi la palla sul sinistro e calcia troppo centralmente.

Ansaldi resta il migliore, il suo traversone è fermato da Terzi. Arriva un rigore episodico anche per il Torino, Salva Ferrer calcia Bremer, anzichè anticiparlo, Orsato è bravo a vederlo senza Var, anni fa un intervento del genere non sarebbe stato sanzionato, per la non volontarietà. Dal dischetto Belotti, è il 9’, ci sarebbe tempo per recuperare. Entra Singo per Izzo, distratto, Italiano replica con Farias per Agudelo (prima di uscire fa ammonire Rincon) e con Leo Sena per Ricci, di recente convocato in nazionale. Zaza subentra a Sanabria, irriconoscibile, Buongiorno a Lukic. Il gioco è spesso interrotto, si vede finalmente Verdi, subentrato all’intervallo a Vojvoda, lo Spezia resta dietro, in ripartenza chiude il match. Marchizza dalla sinistra, Nzola incrocia la conclusione con un destro dalla difficile coordinazione, fra 7 torinisti fermi. Italiano finisce a 5, in difesa, il Toro in 10 per la gomitata di Bremer su Maggiore, Orsato va al Var e ammonisce, è raro che cambi idea. A 7’ dal termine la festa degli aquilotti, gioisce anche Vincenzo Italiano: traversone da destra di Farias ed Erlic incorna, dimenticato da Zaza. Infine Zoet salva sul colpo di testa di Baselli.

Arriva il magazziniere, con le magliette della salvezza. Sirigu e Zaza sono nervosi, li accompagna fuori il team manager Moretti.

L’AMERICANO

Prima del match, si presenta a La Spezia Robert Platek, l’imprenditore americano che ha comprato la società da Gabriele Volpi. I tifosi sono assiepati sotto l’hotel in attesa della squadra. “Ci hanno colpito il lavoro e la passione di questa piazza – spiega Platek -. Già tre mesi prima dell’acquisto non mi perdevo una partita, sarebbe bello diventare parte integrante di questa comunità”.

C’è da sistemare lo stadio, con la salvezza. “Sulle infrastrutture la nostra intenzione è molto alta, il Picco è al centro delle riflessioni: va migliorato nel rispetto dei requisiti della serie A, non vogliamo andare a giocare in stadi di altre città, trattiamo con il sindaco e parliamo con architetti”. 

La famiglia Platek detiene anche il Sonderjysk in Danimarca e il Casa Pia in Portogallo, non esclude di acquisire nuove società: “C’è spazio per altri club, se trovassimo una società complementare al nostro progetto”. Il presidente ha coinvolto la moglie, tre figli e il fratello, vorrà trattenere Vincenzo Italiano, che ha vinto in ogni categoria e da debuttante in A si salva, con la 9^ vittoria, davvero tante. E domenica proverà a scalare posizioni, a chiudere 11°.

Spezia-Napoli, le pagelle: Osimhen doppietta e assist. Insigne si sacrifica, bene Zielinski e Di Lorenzo

Da “Ilmessaggero.it”, “Corriereadriatico.it”

Spezia-Torino 4-1

Spezia (4-3-3): Zoet 6,5; Ferrer 7, Ismajli 7, Terzi 6,5, Marchizza 6,5; Maggiore 6,5, Ricci 6,5 (12′ st Leo Sena 6), Pobega 6,5 (24′ st Estevez 6); Agudelo 6,5 (12’ st Farias 6), Nzola 7, Saponara 8 (32′ st Erlic 6,5). All. Italiano 7.

Torino (3-5-2): Sirigu 5; Izzo 4,5 (10’ st Singo 5), Nkoulou 4,5, Bremer 4,5; Vojvoda 4,5 (1′ st Verdi 4,5), Rincon 5 (33′ st Baselli 5,5), Mandragora 5, Lukic 5,5 (18′ st Buongiorno 5), Ansaldi 6,5; Sanabria 5 (18′ st Zaza 5), Belotti 5,5. All. Nicola 4.

Arbitro: Orsato di Schio 6,5

Marcatori: 19′ Saponara, 42′ Nzola rig; st 10′ Belotti rig, 29′ Nzola, 39′ Erlic. Note: angoli 5-3 per il Torino. Ammoniti: Agudelo, Pobega, Vojvoda, Rincon, Buongiorno, Bremer, Verdi per gioco scorretto

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Crotone avanti due volte, con Cosmi Simy segna sempre ma è ormai in serie B. 3-2 Spezia, con Erlic, con due gol in extremis

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/crotone_avanti_volte_cosmi_segna_sempre_ma_quasi_serie_b_3_2_spezia_di_erlic-5889761.html

Vanni Zagnoli

Vince lo Spezia, 3-2, ma non è giusto perchè il Crotone sino al finale meritava il successo. Ha segnato 9 gol in 4 gare, peccato non abbia fatto punti, è destinato al ritorno in serie B dopo una sola stagione, resta a -9 dal Torino, che ha due gare in meno. Gli aquilotti invece raggiungono il +10 sul Cagliari, che ha ancora 9 partite. La salvezza dei bianchi è meritata per il coraggio con le grandi, le imprese sul Milan e a Napoli e in coppa Italia sulla Roma.

Cosmi crolla regolarmente nel secondo tempo, in queste 6 gare ha battuto solo il Torino, crea di più rispetto a Stroppa, che in serie B era molto spettacolare, ma concede altrettanto, in difesa. Con il 3-5-2 lascia in panchina il cileno Rojas, classe 2002, chiede a Petriccione di aprire sulle punte, il lancio di Reca per Benali è buono, il sinistro è intercettato da Provedel, chiudendo le gambe. Il mancino del Crotone ha spazio, contro Ferrer e Verde. Lo Spezia non ha fretta, con il +5 di partenza, sul Torino, quartultimo ma con la partita dell’Olimpico con la Lazio, da recuperare, fatica a trovare Nzola. 

Insistono i calabresi, Benali fila via a sinistra, crossa per Ounas che di testa impegna il portiere, preferito a Zoet: è un gol sbagliato. Il Crotone ha bisogno di vincere, gioca bene, ma per un tempo l’aveva fatto anche con il Bologna, ad esempio. Piace davvero la squadra di Serse Cosmi, che comunque spera di restare. Messias trova in area Ounas, il pallone è appena lungo. E’ a destra che i pitagorici non trovano spazi, comunque sono convincenti in fase difensiva. Benali in serie A non ha fortuna, il controllo su Ismajli, ammonito, è da Champions league, era già retrocesso con il Pescara e da ultimo. Il libico deve uscire, era stato il migliore, entra Magallan, più difensivo, la difesa passa a 4, con Djidji a destra.

Ogni volta che gli spezzini sbagliano un movimento, Vincenzo Italiano spiega l’errore a chi è in panchina, come faceva Trapattoni. Il gol rossoblù arriva nell’azione meno lineare, Provedel esce di pugno, su Djidji, la palla ritorna verso l’area e proprio il difensore franco-ivoriano trova un pallonetto a occhi chiusi, con il portiere che non fa in tempo a rientrare fra i pali. Il check del Var Banti conferma la posizione regolare, per un piede del portiere di Pordenone. Dijdji è alla prima rete in A, dopo le due stagioni al Torino, sempre con metà presenze.

Lo Spezia inizia a giocare con un tempo di ritardo, viene dal successo sul Cagliari e dal quasi pareggio dell’Olimpico con la Lazio.

Escono Matteo Ricci, fresco di convocazione in nazionale, e Gyasi, tra gli uomini promozione e probabile salvezza, per Leo Sena e Farias, lo Spezia continua a faticare. Il polacco Reca resta re della fascia sinistra, come alla Spal, ne salta due e serve Simy, chiuso da Erlic. Lì gira la partita, perchè la sponda aerea da centro area di Marchizza libera Verde, Luperto è in leggero ma fatale ritardo e l’attaccante è preciso nella conclusione, meno prodigiosa della rovesciata di una settimana fa.

Italiano leva comunque Verde, insiste su Nzola, detto Gianfranco, come Zola, a La Spezia, convinto che possa risolvere la sfida salvezza, non sarà così. Troppo elementare il gioco degli aquilotti, quando devono attaccare faticano, in serie A, arriva comunque l’occasione per vincerla, con Farias, sfuggito a Djidji, chiuso da Golemic. 

Ripassano invece i pitagorici, complice una palla recuperata probabilmente con fallo da Junior Messias, su Marchizza, Ounas se ne va a destra, sempre sull’ex romanista, Zanellato sorprende Pobega e raggiunge il fondo, Erlic non arriva e Simy appoggia il 16° gol: va a bersaglio da 6 gare. A 10’ dalla fine Ounas libera al tiro Luperto, Provedel respinge, evita l’1-3. Messias si procura una punizione, la calcia fuori, è stato indomito anche in fase difensiva e alla fine è consolato da Italiano.

A 2’ dal termine, il Crotone concede una punizione, Farias a sinistra trova Marchizza al centro, Golemic lascia spazio allo spezzino Maggiore che pareggia. Recupero, di nuovo Farias, cross per Ismajli, Luperto è scavalcato, traversa, e il croato Erlic infila. E’ il 77° gol subìto dal Crotone, oltre 20 al passivo, in più delle altre peggiori difese del campionato. “Siamo stati meno belli di altre vittorie”, deve ammettere Giulio Maggiore, con la fascia a 23 anni, il più giovane fra i vice capitani di serie A.

“E’ allucinante perdere così – sostiene Cosmi -, avremmo meritato due gol di margine. Non possiamo parlare di episodi, con questa serialità di errori. Peccato perchè il nostro calcio è piacevole, sono curioso di leggere i giudizi…”. Italiano fa i complimenti a Messias: “Pochi anni fa eravamo insieme in serie D, adesso godiamoci la A”. Il brasiliano che vendeva elettrodomestici a domicilio la merita.

Tabellino sul cartaceo

Spezia-Crotone 3-2

Spezia (4-3-3): Provedel 6; Ferrer 5 (25′ st Vignali 6), Ismajli 5,5, Erlic 6,5, Marchizza 6; Maggiore 6,5, Ricci 5 (1′ st Leo Sena 6), Pobega 5,5 (39′ st Galabinov ng); Verde 6,5 (25′ st Agudelo 6), Nzola 4,5, Gyasi 5 (1’ st Farias 6). All. Italiano 6.

Crotone (3-5-2): Cordaz 5,5; Djidji 6,5, Golemic 6, Luperto 5; Molina 5 (24′ st Zanellato 6), Messias 6, Petriccione 5,5, Benali 6,5 (39’ pt Magallan 5,5), Reca 6,5; Ounas 6 (36’ st Di Carmine ng), Simy 6,5. All. Cosmi 6,5.

Arbitro: Sozza di Seregno 6,5.

Reti: 41′ Djidji (C); st 18′ Verde, 33′ Simy (C), 44′ Maggiore, 47′ Erlic.

Note: ammoniti Ismajli e Reca. Angoli 4-3 per il Crotone.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. Piccoli e Maggiore rilanciano lo Spezia, Zoet salva il 2-1 al Cagliari. Semplici: “Meritavamo il pari”

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/piccoli_maggiore_rilanciano_spezia_2_1_al_cagliari_le_parate_di_zoet_semplici_meritavamo_pari-5844476.html

di Vanni Zagnoli

Perdono tutte le ultime 3 della classe, anche il Cagliari, e così sorride il Torino, che oggi gioca a Genova con la Sampdoria e deve recuperare la gara dell’Olimpico con la Lazio. Sorridono anche le altre in zona salvezza, non solo lo Spezia, che si porta a +7. Ci stava il pareggio, occasioni alla mano, il Cagliari si è svegliato tardi, è premiata la strategia difensiva di Vincenzo Italiano. 

Il Cagliari parte bene, Joao Pedro riceve palla dal dischetto, spalle alla porta, conclusione respinta in tuffo da Zoet. La sfida è spigolosa dall’inizio, un colpo di Gyasi fa urlare Lykogiannis ma non è una teatralizzazione. Semplici ha portato determinazione al Cagliari, quella che Italiano ha trasmesso allo Spezia, già dalla scorsa stagione. E’ sempre Joao il pericolo per gli aquilotti, con una spizzata sul primo palo mette in difficoltà il portiere olandese e poi dal limite avvicina il palo. I sardi sono abili nell’impedire a Matteo Ricci di orchestrare la manovra, è fresco di convocazione in nazionale: “Ho dormito poco – confessa -, quando la società mi ha avvisato non volevo crederci”. E’ romano, cresciuto in giallorosso e fra i tanti esordienti in serie A dello Spezia. Sono molto concentrati proprio i gregari bianconeri, a partire dall’albanese Ismajli, sulla destra. Si fa vedere Farias, Cragno è attento, anche sulla sua punizione.

Klavan fronteggia il brasiliano che ha giocato l’intera carriera in Italia e che chiama al tiro Ricci, vigila Cragno, fra i 4 portieri convocati da Mancini. Nelle interviste il guardiano balbetta, da sempre, ma le affronta, in campo no e fra le squadre che si battono per la salvezza è il portiere più affidabile. Con 4 punti di margine, lo Spezia non ha fretta, peraltro fa poco movimento e allora Italiano chiede maggiore velocità. Godin nella retroguardia rossoblù fa valere la personalità, a 35 anni è ancora capitano dell’Uruguay. Il campo del Picco è stato bagnato, prima dell’incontro, perchè la palla giri più rapidamente. Ogni tanto le squadre affondano, in avanti, Farias con la rabona lancia Piccoli, l’ex Atalanta calcia fuori. Il gioco di entrambi gli allenatori è fatto di pazienza, Semplici per due volte alla Spal si era salvato in serie A nelle ultime giornate, è convinto di riuscirne a mettere dietro almeno un’altra, oltre a Parma e Crotone, battute in casa, in queste ore, ma sarà durissima. L’intensità della sfida è testimoniata dal fallo da ammonizione di Nainggolan su Pobega, mentre Duncan sgambetta Maggiore. All’intervallo Vincenzo Italiano leva Marchizza per Simone Bastoni, l’occasione buona arriva presto, l’assist di Maggiore per Piccoli, che dal limite incrocia male. Klavan è stato per 7 volte il miglior giocatore dell’Estonia, sbaglia, sul gol spezzino: non calcia sulla trequarti, Gyasi gli ruba palla, crossa da destra e Piccoli gira in acrobazia la quarta rete stagionale, aveva realizzato con l’Inter, la Roma e l’Atalanta, da cui arriva. Con Di Francesco, Nandez giocava più avanti, con Semplici è più oscuro, eppure ci sarebbe bisogno della sua qualità nella metà campo offensiva. 

Lo Spezia procede con concentrazione, spendendo meno energie possibili nell’abbassare il ritmo, salvo cercare la giocata decisiva, come con Maggiore, in area, chiuso da Godin. Si vede poco Marin, fra i rossoblù, in realtà in maglia gialla. Neanche la punizione procurata da Joao Pedro porta pericoli a Zoet. Esce Roberto Piccoli, per Nzola, convocato dall’Angola, mentre il Cagliari con due cambi passa al 4-4-2. Bastoni dal fondo crossa, Maggiore manca la palla, Farias cerca il rigore, arriva l’ammonizione, Rugani allarga la gamba, non era indispensabile il cartellino giallo. Gaston Pereiro apre a destra per Simeone, il cross lo libera davanti a Zoet, che con la gamba sinistra evita il pari. Marin lancia Joao Pedro, Simeone è solo davanti alla porta, l’argentino calcia fuori in maniera sciagurata. La sfida si incendia, Maggiore per Nzola, che rinuncia a calciare e così Godin lo ferma. Il raddoppio arriva con un tiro sbagliato, proprio da Giulio Maggiore, su cross di Bastoni, la palla prende una traiettoria imprendibile per Cragno. Il 2-1 del Cagliari è con l’assist di Rugani per Gaston Pereiro, che un anno fa aveva segnato alla Roma. L’uruguagio dà speranze, i sardi però concedono una palla anche ad Acampora, fuori. Meriterebbero il punto, Nandez vola a destra, perde il tempo e, quando calcia, Zoet si oppone. Segna un attimo dopo ma in fuorigioco. 

Nainggolan alimenta l’azione, testa di Simeone in offside, il Var lo evidenzierà, vanificando il tocco ravvicinato di Joao Pedro, che aveva toccato con gli addominali, anzichè con la mano. Farias all’ultima palla esalta Cragno ma non conta più. 

All’andata lo Spezia era avanti, il Cagliari segnò due gol salvo prendere il pari allo scadere e lì di fatto iniziò la crisi di Eusebio Di Francesco. Semplici è a 7 punti in 5 gare: “Alla prima palla gol vera concessa – racconta -, lo Spezia ha segnato. Nel primo tempo avremmo vinto ai punti, non meritavamo la sconfitta, avremmo potuto cercare di più le traiettorie alte, alternando il gioco a terra”. Gli aquilotti venivano da 2 pareggi e 3 sconfitte, dopo avere battuto il Milan. Al debutto in serie A, nel dopoguerra, la salvezza è vicina. “Sognavo di giocare con Zeman – racconta Vincenzo Italiano -, mi ha sorpreso la sua stima. La convocazione di Ricci va condita con l’obiettivo finale, nell’ultimo periodo eravamo discontinui, nella stessa gara. Nella ripresa temevo il Cagliari e un nostro calo. Quando passiamo in vantaggio, almeno non la perdiamo”.

Da “Ilmessaggero.it”