Ilmessaggero.it, ilmattino.it. L’Atalanta replica alla Lazio, lotta con la Fiorentina per la Conference. Muriel segna ma poi era da espellere

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_atalanta_replica_lazio_lotta_la_fiorentina_la_conference_cup_muriel_segna_rischia_espulsione-6676374.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/l_atalanta_replica_lazio_lotta_la_fiorentina_la_conference_cup_muriel_segna_rischia_espulsione-6676374.html

di Vanni Zagnoli

Che Atalanta, è tornata, in tempo, con la maglia arancione. In tempo per l’Europa, forse, probabilmente, tre punti avanti alla Fiorentina, ma ha una partita in più. Bergamo vince a La Spezia per 3-1, in stagione spreca l’inenarrabile, rimonta a fatica la Salernitana, si fa battere al Brumana dal Verona, in trasferta convince di più e impedisce a La Spezia di festeggiare la salvezza anticipata. La squadra di Thiago Motta resta pari alla Sampdoria, a rischio di raggiungimento da parte di Salernitana e/o Cagliari e Genoa, non dal Venezia.

Bergamo, dunque, ritorna alta, Gasperini ritorna a sorridere, non solo a lamentarsi degli arbitri e del Var. E’ il suo campionato meno brillante, in terra orobica, mentre Thiago Motta è all’unica stagione positiva in panchina, al Genoa era subentrato e presto esonerato, con i liguri è stato anche fortunato, a San Siro, con il Milan, e quei punti che dovevano essere zero decideranno probabilmente la la salvezza. 

L’Atalanta risponde alla Lazio, come continuità è inferiore ma come picchi è probabilmente superiore. Oggi è stata una gara complicata, con gol del sorpasso quando gli aquilotti sembravano avere pareggiato la partita a scacchi e dopo che Muriel è graziato dall’arbitro Maresca per un colpo rifilato ad Amian in reazione.

Mezz’ora nerazzurra, con il pressing evitato grazie a passaggi intelligenti. Palo di Bastoni per i bianchi, vantaggio al 16’ di Muriel, su azione insistita al limite e dribbling su Kiwior, con tiro imparabile. 

Avanti così, sino al pari di Maggiore, beccato da Bastoni. Lancio perfetto per Verde che parte al di qua della linea di metà campo, beffa la difesa altissima di Gasperini, aggira Musso e infila. 

La partita cambia, la squadra di uno dei tanti presidenti stranieri del nostro calcio prende coraggio e resiste. Al rientro, cambio dei centrali, Hristov e Palomino pagano due colpi duri. Motta perderà anche Bastoni e Agudelo, passa al 4-2-3-1 con Manaj. Gasperini richiama invece Malinovsky e Freuler, ammoniti, per Hateboer e Boga. 

Il match si riequilibra, al quarto d’ora Muriel cerca l’incrocio e poi rischia la seconda ammonizione. Per rompere l’equilibrio servono i centrali di difesa, Demiral per Djimsiti che accorre di testa e firma il nuovo vantaggio. Lo Spezia avverte la stanchezza, ma ha la forza di trovare l’ultima occasione, Gyasi manda fuori. Chiude Pasalic, dopo la traversa di Boga.

SPEZIA (4-3-3): Provedel 6; Amian 6.5, Erlic 6, Hristov 5.5 (1′ st Reca 5.5), Nikolaou 6; Maggiore 6.5 (33′ st Antiste 5,5), Kiwior 5,5, Bastoni 6 (11′ st Manaj 6); Verde 7, Agudelo 5.5 (23′ st Kovalenko 5.5), Gyasi 5.5. In panchina: Zoet, Zovko, Bourabia, Ferrer, Salcedo, Sher, Nguiamba, Bertola. Allenatore: Thiago Motta 5,5.

ATALANTA (3-4-1-2): Musso 6; De Roon 6, Palomino 5.5 (1′ st Demiral 6.5), Djimsiti 7; Zappacosta 5.5, Freuler 6 (14′ st Hateboer 6), Koopmeiners 6, Maehle 6 (42′ st Pessina sng); Pasalic 6.5; Malinovskyi 6.5 (14′ st Boga 6), Muriel 7.5 (47′ st Mihaila sv). In panchina: Rossi, Sportiello, Renault, Miranchuk, Cissè. Allenatore: Gasperini 6.5.

ARBITRO: Maresca di Napoli 5.

RETI: 16′ Muriel, 30′ Verde; 28′ Djimsiti, 42′ Pasalic.

Note: ammoniti Bastoni, Maggiore, Malinovskyi, Freuler, Muriel. Angoli: 0-3. Recupero: 3’ pt, 6’ st.

Da “Ilmessaggero.it”

Verona-Genoa 1-0. Bessa inventa e Simeone arriva a 16 gol. L’Hellas infligge a Blessin la prima sconfitta italiana

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Un mese dopo, il Verona torna al successo e si porta a -6 dall’Atalanta, dalla linea della probabile ultima italiana che si qualifica per l’Europa. E’ la migliore stagione di Igor Tudor da allenatore, è nono e prova migliorare il nono e il decimo posto ottenuti da Juric nello scorso biennio, ma il sorpasso sulla Fiorentina è molto complicato. E’ per la prima sconfitta di Alexander Blessin sulla panchina rossoblù, dopo 7 pareggi e la vittoria sul Torino, il Genoa poteva anche pareggiare, non è mancato tantissimo però ha costruito pochino. 

Bessa gioca al posto di Barak, infortunato in extremis, e sarà il protagonista, soprattutto nel primo tempo. Il Grifone veniva da 4 partite senza subire reti, prende gol alla prima occasione: Ilic recupera palla a metà campo, Caprari serve di testa Bessa, l’appoggio a centro area per Simeone è perfetto e l’argentino infila, contrastato da Johan Vasquez. All’andata il cholito non aveva esultato, da ex, nel 3-3, stavolta lo fa, sotto la curva dei 2300 arrivati da Genova e dedica un pensiero a nonno Carlos, scomparso a fine mese. E’ a 16 reti, tutte su azione, è nella sua migliore annata, ritrova la verve dei primi mesi di campionato, è l’argentino più prolifico della stagione, fra i maggiori 5 campionati d’Europa. Sempre Simeone spreca un contropiede splendido, sbagliando la rifinitura in area.

Migliora la manovra genoana, Melegoni calcia centralmente e ancora di più Manuel Portanova impegna il portiere Montipò: a fine campionato il figlio di Daniele Portanova dovrà rispondere di violenza sessuale di gruppo, per un episodio dell’anno scorso.

Blessin chiede di giocare la palla in verticale, non con passaggi arretrati, e a Sturaro di inserirsi di più, è però Caprari con il suo classico movimento da sinistra a cogliere il palo, complice la deviazione di Sirigu, anche l’attaccante romano è alla migliore stagione, a 28 anni merita di ritornare in nazionale, dopo l’esordio del 2017.

E’ una bella partita, in cui il Verona fa capire perchè è la nona forza del campionato, da sinistra arriva spesso alla conclusione pericolosa. L’azione Simeone-Lazovic-Caprari trova l’opposizione di Sirigu, l’arbitro Fourneau neanche concede l’angolo. Lo svizzero Hefti non è aiutato da Gudmundsson sulla destra, dove Bessa è tornato ai livelli della penultima promozione dell’Hellas in serie A, con Fabio Pecchia, ora al vertice della serie B. Altro uomo forte è Faraoni, capitano di personalità, sulla destra.

Lo spettacolo è anche sugli spalti, nonostante la curva gialloblù chiusa per i cori contro i napoletani: un migliaio di tifosi liguri erano a Pegli per l’allenamento di sabato, lo svantaggio non smorza l’entusiasmo. Sono 15mila spettatori, dato notevole, considerato il giorno feriale.

Blessin leva i due ammoniti del primo tempo, Gudmundsson e Sturaro, per il cileno Galdames e per Kelvin Yeboah, nipote di Tony, mito del Ghana, ma attaccante dell’Italia under 21.

Alla ripresa Simeone manca la palla in una buona occasione. In fase di non possesso, l’Hellas diventa a 4, Lazovic resta avanzato e insidioso. il Genoa non riesce a ribaltare l’inerzia del match, che si spegne. Lo ravviva Amiri, tedesco di origine afghana, subentrato assieme a Piccoli. I due confezionano l’occasione per il pari, la conclusione dell’attaccante è deviata dall’onnipresente Lazovic e da Casale.

Il Genoa difende a zona, sugli angoli, riparte di slancio, serve Ceccherini per frustrarne una chance. Il camerunese Hongla si allarga per concludere, Sirigu si rifugia in angolo. Gunter chiude una situazione scabrosa nell’area gialloblù, tocca in angolo ma per la terza volta la terna arbitrale non lo concede. Sempre Koray Gunter, tedesco con cittadinanza turca, è perfetto nel fermare una controfuga insidiosa. Tudor fa entrare Frabotta, che per alcune settimane era stato titolare nella sua Juve, diretta da Pirlo, la scorsa stagione, i rossoblù non hanno più la forza di rendersi pericolosi.

Esultano Igor Tudor e il presidente Maurizio Setti in tribuna, è un buon Verona, partito come sempre a fari spenti. Nella lotta per la salvezza esultano il Venezia, che non subisce il sorpasso del Genoa, e il Cagliari, che resta a +3 nonostante 4 sconfitte di fila.

Verona-Genoa 1-0

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Ceccherini 7, Gunter 7, Casale 6; Faraoni 7 (34′ st Sutalo 6), Tameze 6,5, Ilic 6, Lazovic 6,5 (25′ st Depaoli 6); Bessa 7 (25′ st Hongla 6,5), Caprari 7 (45′ st Frabotta ng); Simeone 7. All. Tudor 6,5.

GENOA (4-2-3-1): Sirigu 6,5; Hefti 5, Maksimovic 6, Vasquez 5, Frendrup 6; Sturaro 5,5 (1′ st Galdames 6), Badelj 5,5; Gudmundsson 5,5 (1′ st Yeboah 6), Melegoni 6 (33′ st Ekuban 6), Portanova 5,5 (18′ st Amiri 6); Destro 5 (18′ st Piccoli 5,5). All. Blessin 5,5.

Arbitro: Fourneau 5,5. Marcatore: 5’ Simeone. Note: ammoniti Sturaro, Ceccherini, Tameze, Gudmundsson, Bessa, Casale ed Hefti. 15mila spettatori. Angoli 2-5.

Tuttosport, Reggiana-Albinoleffe 2-0. I granata sono secondi, a due punti dal Venezia. Manconi è una sicurezza, sorprende. I bergamaschi restano in buona stagione

Una palla contesa (foto LaPresse)
Una palla contesa (foto LaPresse)

REGGIANA-ALBINOLEFFE 2-0
Marcatori: pt 26’ Mogos, 45’ Manconi.
REGGIANA (4-3-1-2): Perilli 6; Mogos 7, Spanò 6.5, Trevisan 6, Ghiringhelli 6; Calvano 7, Bovo 6.5 (26’ st Maltese 6), Angiulli 6; Nolè 7 (19’ st Cesarini 6); Manconi 7, Guidone 6 (39’ st Falcone ng). A disp. Narduzzo, Giron, Sabotic, Panizzi, Lombardo, Bonetto, Maltese, Otin Lafuente. All. Colucci 6.5.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Nordi 5.5; Zaffagnini 5, Gavazzi 5.5, Scrosta 5; Giorgione 6, Agnello 5.5, Gonzi 5.5, Loviso 5 (28’ st Guerriera 6), Cortellini 5.5 (13’ st Anastasio 6); Minelli 6.5 (34’ st Moreo 5.5), Virdis 5. A disp. Cortinovis, Mondonico, Magli, Nichetti, Mastroianni. All. Alvini 5.5.
ARBITRO: Luciano di Lamezia Terme 6.
NOTE: 6000 spettatori circa. 
Ammoniti: Spanò, Bovo e Scrosta per comportamento non regolamentare. Angoli: 7-7. Recupero tempo: pt 1’, st 5’.

Il Gazzettino. L’Empoli scappa dopo 27′ con Livaja e Buchel, ma viene ripreso nel primo quarto d’ora da Kalinic con una doppietta.

Foto IPP/Carlo Ferraro  Firenze 22/11/2015  Calcio Campionato di Serie A 2015/2016 Fiorentina-Empoli nella foto il gol di Kalinic del momentaneo 1 a 2 per la Fiorentina   italy photo press world copyright
Il gol del pareggio di Kalinic

Fiorentina-Empoli 2-2

GOL: pt 18′ Livaja (E), 27′ Buchel (E); st 10′ e 16′ Kalinic.

Fiorentina (3-4-1-2): Tatarusanu 6; Tomovic 5,5, Gonzalo Rodriguez 5,5, Astori 6; Rebic 4,5 (1′ st Bernardeschi 7), Suarez 5 (1′ st Kalinic 7,5), Vecino 6,5, Alonso 6,5; Borja Valero 6,5; Mati Fernandez 5,5, Babacar 6 (34′ st Rossi sv). All. Sousa.

Empoli (4-3-1-2): Skorupski 6,5; Laurini 5,5, Tonelli 5, Costa 5,5, Mario Rui 6; Buchel 7 (37′ st Bittante sv), Paredes 6,5, Zielinski 6; Saponara 6,5 (29′ st Krunic sv); Livaja 6,5, Maccarone 6 (20′ st Pucciarelli 6). All. Giampaolo. Arbitro: Banti di Livorno 5.

Note: ammoniti Buchel, Rebic, Vecino, Suarez, Zielinski per gioco falloso, Bernardeschi per fallo di reazione, Livaja e Tomovic per reciproce scorrettezze. Angoli: 6-3 per la Fiorentina Recupero: pt 1′, st 5’.  Spettatori: 27.618 (paganti 6843), incasso di 520,676 euro.