Udinese con vista Europa, con doppietta di Beto e Samardzic. Sassuolo in 10 rimontato

di Vanni Zagnoli

C’è anche l’Udinese, lissù, intrusa in zona Champions league, addirittura. Quattro vittorie di fila, 13 punti in 6 partite e quarto posto, a una lunghezza dal primato. Il 4-0 sulla Roma, insomma, non è stato casuale. A Reggio Emilia rimonta tre gol, anche grazie all’uomo in più, li segna nell’ultimo quarto d’ora, due nel recupero. Fa doppietta Beto, che ha la precisione dei grandi bomber, in mezzo il destro a giro di Samardzic, tedesco di 20 anni. A parità di uomini, probabilmente il Sassuolo avrebbe retto, nel finale riemerge nei limiti difensivi e in un rendimento casalingo che non è da parte alta della classifica. Magari i due gol di scarto sono eccessivi, non il successo dei bianconeri, in maglia gialla.

Si fa viva l’Udinese, in avvio, con una gran giocata di Pereyra, due volte con Success e con uno sprint di Udogie, che dalla prossima stagione giocherà nel Tottenham. Altre iniziative sono di Ebosse, una punizione di Deulofeu, una conclusione di Walace respinta. 

Grande attenzione sulla fase difensiva, per Alessio Dionisi, dopo le stagioni con troppi gol subiti, da Eusebio Di Francesco alle tre con Roberto De Zerbi, alla prima sua. Si cerca la verticalità, sì, ma anche l’equilibrio, come dimostrano gli 0-0 con il Milan, ma con rigore sbagliato da Berardi, e a Cremona. Il francese Laurientè e Frattesi fanno le prove del gol, il loro tandem funziona.

L’Udinese è abituata alle due stagioni e mezza con Luca Gotti, si chiude molto bene e riparte, Andrea Sottil era un difensore, in serie B e C ha sempre proposto un calcio molto piacevole, come per metà primo tempo.

Nel momento di controllo reciproco, al 32’, sbaglia il disimpegno Enzo Ebosse, franco camerunese arrivato dalla Ligue1, Laurientè si fionda sul pallone, Ebosse torna a contrasto, ma flebilmente, irrompe Frattesi dalla sua posizione, a destra, e dal fondo segna, senza trovare l’opposizione di Silvestri, reggiano dell’Appennino, meno efficace rispetto alle stagioni a Verona. 

E’ il 6° gol in serie A per Davide Frattesi, romano, ex Lazio e Roma e già molto vicino a ritornare in giallorosso e punta a essere titolare in nazionale. Il duo Laurientè-Frattesi si rende insidioso per la terza volta, stavolta il portiere friulano è attento. Si fa vedere Pinamonti, di testa, chiede il rigore per un tocco di mano di Becao, il check del Var non lo concede. 

Serve un altro controllo a tavolino sull’espulsione di Ruan Tressoldi, l’errore a centrocampo è di Matheus Henrique, Deulofeu ha quella velocità di pensiero e azione che lo rendono da grande squadra (Barcellona e Siviglia, Everton e Milan, nel suo passato) serve in corridoio Success e il difensore brasiliano lo tocca sulla spalla, sulla mano e anche sulle gambe, di quel tanto per sbilanciarlo. Siamo ai limiti, Ferrari forse avrebbe potuto recuperare, l’occasione da gol è chiara ma più spesso situazioni del genere vengono punite con l’ammonizione. Altro controllo al Var, per una mano nell’area neroverde, niente rigore, per Camplone.

Nell’intervallo Dionisi leva l’esterno offensivo Kyriakopoulos per il difensore Ayhan, Sottil ne cambia due, fa entrare Ehizibue, nigeriano olandese, nato in Germania, ha 27 anni ed è uno dei tanti giocatori scovati da Andrea Carnevale, mago degli scouting, con una rete unica, che in passato aveva anche Geronimo Barbadillo, come punto di riferimento.

Sospinti dal tambureggiare di 500 tifosi, i friulani attaccano, con la propulsione dello sloveno Lovric, Dionisi chiede di abbassare il ritmo, i neroverdi sono spettacolari e più avveduti, senza rinunciare all’affondo, con Henrique che fa ammonire Ehizibue, l’uomo dalle treccine, poco brillante. A metà ripresa Sottil fa entrare Nestorovski, reduce dai peggiori 3 anni di carriera, complici infortuni, e Beto. Il portoghese già autore di 13 gol nell’Udinese, in poco più di un anno, aziona Pereyra, sul cross la diagonale di Toljan è perfetta.

L’allenatore toscano al debutto in serie A ama i 3 centrali difensivi, li mantiene anche nel finale, attaccando peraltro anche con 5 uomini. Al 29’ Deulofeu non è chiuso da Rogerio, azzecca un bel pallone per Pereyra, il cross volante taglia fuori Ferrari e al centro svetta Beto, in anticipo su Toljan.

L’Udinese ha davvero pensieri europei, aumenta la gittata del giro palla, Samardzic centra Consigli, Lovric calcia alto. Concede un contropiede alla squadra marchiata Mapei, poi gira di testa ancora con Beto. Sottil chiede di non affrettare le giocate, è premiato all’inizio del recupero. Samardzic si conferma un grande tiratore, riceve palla al limite, Maxime Lopez lo aspetta in area, Toljan si fa saltare, il tedesco con la suola si sposta la palla sul destro e angola perfettamente. 

In tribuna ci rimane male Berardi, infortunato, a coccolare il figlio Luigi. Altri due minuti e arriva il tris, Lovric recupera palla sulla trequarti, invita in corridoio Beto, lasciato libero da Marchizza. 

Dal 2013, con Guidolin, l’Udinese manca dall’Europa, da allora non è mai andata oltre il 12° posto. Il patron Giampaolo Pozzo l’ha mantenuta in serie A ininterrottamente dal 1995, è una striscia record, per una provinciale. Ha ceduto il Granada, in Spagna, il figlio Gino è retrocesso con il Watford, in Inghilterra, ma il club friulano resta un simbolo di gestione oculata e di buon calcio. Sottil aveva vissuto la Uefa da calciatore, a Udine, all’inizio del millennio, meritava la serie A già da anni. E si gode anche il figlio Riccardo, alla Fiorentina.

Sassuolo-Udinese 1-3
Sassuolo (4-3-3): Consigli 5,5; Toljan 5,5, Tressoldi 5, Ferrari 6, Rogerio 5,5; Frattesi 7 (23’ st Harroui 5,5), M. Lopez 6, Henrique 5 (47′ st Alvarez sv), Laurientè 7 (23′ st Thorstvedt 5.5), Pinamonti 5 (36’ st Marchizza 5.5), Kyriakoupolos 5,5 (1’ st Ayhan 5.5). All. Dionisi 5,5. 
Udinese (3-5-2): Silvestri 5,5; Perez 6,5, Becao 6,5, Ebosse 5 (1′ st Ehizibue 5.5); Pereyra 7, Lovric 6,5, Walace 6 (22′ st Nestorovski 5.5), Arslan 5.5 (1′ st Samardzic 7), Udogie 6,5, Success 6.5 (22’ st Beto 7), Deulofeu 6,5 (36’ st Makengo 6). Allenatore: Sottil 7. Arbitro: Camplone di Pescara 6. 
Marcatori: 33′ Frattesi; st 30′ e 48′ Beto, 45′ Samardzic. 
Note: espulso al 41′ pt Tressoldi per fallo su chiara occasione da gol. Ammoniti: Ebosse, Becao, Lopez per gioco scorretto. Angoli 5-6. Spettatori: 8.694, incasso 70.905. Recupero: 2′ e 4′.

Verdi a 4 secondi dallo scadere, la Salernitana vince a Udine e non più ultima da sola

(corriere.it)

di Vanni Zagnoli

E’ Salernitana, a 4 secondi dallo scadere del recupero. Udinese scoperta, contropiede fulmineo, alla Fabrizio Castori, l’allenatore della promozione, Ederson lancia Verdi e il tocco è preciso. I granata rientrano davvero in corsa per la salvezza, i Cagliari adesso è a +6, e avranno anche il recupero con il Venezia, scontro diretto, con i lagunari a 7 sconfitte di fila. Come gioco il pari era giusto, sul piano delle occasioni nel finale i granata hanno costruito di più e conquistano la quarta vittoria esterna sulle 5 ottenute, raggiungendo all’ultimo posto il Genoa e lo stesso Venezia.

Udinese-Salernitana avrebbe dovuto disputarsi a fine girone d’andata, prima di Natale, i campani non si presentarono perchè bloccati dall’Asl, per il covid, e all’epoca avevano in panchina Colantuono, mentre in bianconero Cioffi aveva da poco sostituito Luca Gotti. Si pensava a uno spettacolo superiore, considerate le tre vittorie di fila dell’Udinese e il colpo della Salernitana a Genova con la Sampdoria, matata in avvio, al contrario dell’Udinese.

La cosa più particolare della giornata friulana è stata la mattina, i campani hanno svolto la rifinitura sul lastricato in cui fu presentato Zico, nel 1983, anno di nascita di Ribery. Che sul campo regalerà una bella giocata, un colpo di tacco fra tre, peraltro fine a se stesso, sul finire di primo tempo.

La partita è molto tattica, alla vigilia di Pasqua l’Udinese ne aveva segnati 4 all’Empoli, che peraltro aveva accarezzato il 2-2, stasera attacca ma senza furore. Il propulsore è naturalmente Deulofeu, freccia che si accende all’improvviso, forse il migliore del campionato nell’uno contro uno. Davide Nicola lo fa raddoppiare, per contenerlo. Anche il turco-tedesco Arslan è insidioso.

Sepe esce a chiudere lo specchio della porta a Pussetto, servito in corridoio da Jajalo. Il portiere campano si oppone al sinistro su punizione di Samardzic, il 20enne tedesco alla prima da titolare in campionato, dopo la perla da fuori con i toscani. Gyomber di testa sfiora la traversa, nell’occasione più limpida del primo tempo, non solo per la Salernitana. Che ha il baricentro basso e lo alzerà nella ripresa, creando un paio di occasioni: Ribery regala una bella palla a Ederson, chiuso dalla difesa, poi Luca Ranieri ci prova da fuori, Silvestri effettua l’unica vera parata, facendo risaltare le sue treccine inconsuete, sopra la fronte.

La Salernitana sa difendersi, accadeva già con Castori, con Colantuono la fase di contenimento era peggiorata, con Nicola si è riassestata, escluso nel 5-0 di San Siro. Un check del Var conferma che non è fallo di mano, di Ranieri. 

A 10’ dalla fine arriva un lampo, atteso da Danilo Iervolino, il presidente editore che sul mercato di gennaio aveva investito parecchio. Errore di Zeegelaar, Mikael spara un destro dai 20 metri, una deviazione manda la traiettoria sul palo e Bonazzoli spedisce a lato in tapin. La replica udinese è con la punizione di Deulofeu, Sepe la alza con la mano di richiamo. Un intervento di Fazio su Success accende gli animi, poi quella controfuga da tre punti. Chissà se a Nicola riuscirà il miracolo già centrato con il Crotone, quando i calabresi si salvarono, al debutto in serie A. Questo sarebbe ancora più clamoroso e gratificherebbe anche il lavoro del ds Walter Sabatini. 

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it. Udinese spettacolo con Deulofeu, 4-1 all’Empoli, sempre in crisi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/udinese_spettacolo_deulofeu_4_1_empoli_sempre_crisi-6633620.html

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/udinese_spettacolo_deulofeu_4_1_empoli_sempre_crisi-6633660.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/udinese_spettacolo_deulofeu_4_1_empoli_sempre_crisi-6633653.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/udinese_spettacolo_deulofeu_4_1_empoli_sempre_crisi-6633678.html

di Vanni Zagnoli

Una buona Pasqua per l’Udinese, 11^, riuscisse a mantenere il piazzamento nelle ultime 5 giornate sarebbe la migliore dall’ultima qualificazione in Europa league, 2012-2013, con Guidolin. Al Friuli batte 4-1 l’Empoli, senza vittorie da 16 giornate ma ugualmente vicina alla salvezza. I bianconeri non vincevano tre gare di fila da un anno e mezzo, con Gabriele Cioffi hanno trovato un altro ex vice convincente, come allenatore. Il 3-1 dell’andata costò il posto a Luca Gotti, da allora l’ex secondo ha perso solo con l’Atalanta, la Juve, a Roma con la Lazio, a Verona e a Napoli. Deve recuperare le gare con Salernitana e Fiorentina, ha speranze di riprendere di riprendere il gruppetto davanti, Verona e Sassuolo.

3-5-2 per i friulani, senza Beto, 4-3-1-2 per l’Empoli. L’avvio è dell’Udinese, con Deulofeu, a lato. Al 7’ il vantaggio, cross basso di Pereyra, Ismajli devia goffamente sul palo lontano, in autorete: in tribuna c’è Edy Reja, classe 1945, giuliano, a osservare anche Asllani e Bajrami, di cui è ct, nell’Albania. Reazione degli azzurri con La Mantia (devia Mari) e Pinamonti, con il rientrante Benassi, che calcia sul portiere nella migliore occasione. Udinese vivace con due tentativi di Success (uno parata del friulano Vicario) e con Makengo, prima dell’intervallo anche con Deulofeu e con Pereyra. 

Buona partenza dell’Udinese nella ripresa, con le mezzali a tagliare in avanti, e con Walace. Il raddoppio sempre al 7’, Deulofeu avanza dalla trequarti sinistra, Bandinelli è lontano, Luperto non lo contrasta e il catalano trova l’11^ rete, a una dal suo record, al Watford, l’altra squadra della famiglia Pozzo: arrivò in Italia grazie al Milan, eguaglia il bottino di Beto.

Il nigeriano Success avvicina il tris, Vicario lo impedisce sul pallonetto di Pereyra, confermandosi fra i migliori portieri italiani. Success è ingenuo su La Mantia, in posizione non pericolosa, il rigore per l’Empoli c’è: calcia Pinamonti

Silvestri respinge con la mano destra, Bandinelli insacca ma si deve ricalciare perchè è entrato in area un attimo prima della battuta e allora Pinamonti realizza, al secondo tentativo, di collo.

Aurelio Andreazzoli ne cambia tre, nel momento di massima pressione subisce la terza rete grazie al triangolo perfetto di Pussetto con Deulofeu, migliore in campo, il diagonale dell’argentino subentrato è chirurgico. Non mancano le occasioni all’Empoli però è un po’ molle, sembra l’Atalanta di questo periodo, Pussetto devia la punizione di Asslani e Silvestri conferma di avere ritrovato la reattività degli anni di Verona. Arriva anche il quarto gol, di Lazar Samardzic, sinistro splendido da fuori del 20enne tedesco, decisivo a settembre a La Spezia, in campionato non è mai stato titolare. 

Per l’Empoli fanno 60 reti subite, solo una volta in serie A ne ha incassate di più. A dicembre, quando vinse a Napoli, era in corsa per la Conference cup, con 34 punti la salvezza non dovrebbe sfuggire, qualche grattacapo arriverà solo se il Venezia si aggiudicherà il recupero con la Salernitana. Il presidente Corsi inizia a dubitare dell’allenatore più anziano della serie A, per quanto capace di passare a Torino con la Juve e altre 4 volte in trasferta. Andreazzoli aveva firmato anche il 3-3 all’Olimpico con la Lazio, a Udine il possesso palla è stato simile, ha deciso la verticalità della squadra costruita da Pierpaolo Marino.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Segna sempre Beto, l’Udinese vince con il modulo del Sassuolo, 3-2

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307205.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/segna_sempre_beto_udinese_vince_modulo_sassuolo_3_2-6307214.html

di Vanni Zagnoli

Il pragmatico Luca Gotti si aggiudica il duello con il creativo Alessio Dionisi. L’Udinese si conferma bestia nera del Sassuolo, lo prende a 14 punti, in zona tranquillità. Segna presto, subisce due eppure ha la forza di rovesciarla nuovamente. Neanche quest’anno i neroverdi torneranno in Europa, non sono continui, soprattutto contro le squadre di medio livello dovrebbero essere più cinici, si sono fatti rimontare nel recupero dall’Empoli, vincitrice, e dal Genoa, battere a Reggio dal Torino e si sono fatti imporre lo 0-0 dalla Sampdoria. Difficilmente Dionisi eguaglierà i due ottavi posti di Roberto De Zerbi, ha perso Locatelli ma ha Frattesi, potenzialmente già da nazionale, e preferito Scamacca (entrato solo al 27’ st) a Caputo.

La terza Udinese di Gotti proverà a migliorare il 12° e il 13° posto raggiunto, dal 2013-14 i bianconeri non sono mai andati oltre la 12^ posizione, appunto. Sono in serie A dal ’95, ininterrottamente, serie record per le provinciali, superiore anche a quella dell’Atalanta, sono 26 stagioni consecutive, contro le 25 di tutto il resto della storia, la famiglia Pozzo limita gli esborsi, non piazza più le grandi cessioni di inizio millennio.

I gol, dunque, dello stadio Friuli. All’8’, azione prolungata, Becao sfonda a destra, crossa per Deulofeu che prende il tempo alla difesa emiliana e segna. Passano 6’ e Silvestri in fase di rinvio, serve ne approfitta da posizione ravvicinata. I salvattaggi di Becao sul tiro di Defrel e di Nuytinck su Berardi. Al 28’ il sorpasso, Rogerio traversa per Frattesi, il sinistro è perfetto, sotto la traversa. Il pari dalla distanza è di Molina, decisiva peraltro la deviazione in autorete di Frattesi. Consigli, invece, nega il 2-2 a Beto.

Il sorpasso definitivo è al 7’ st, tocco all’indetro di Pereyra, Norberto Beto appoggia in rete, il var convalida, è la 4^ rete del portoghese, in poche settimane.

Nel finale Makengo allontana la palla e viene ammonito, poi ferma la ripartenza di Berardi e viene espulso. L’unica parata vera di Silvestri è sul colpo di testa di Ferrari. Discreto l’esordio dell’argentino Perez, arrivato a Udine in prestito dall’Atletico Madrid. L’Udinese non vinceva da 8 turni, prevale grazie al 4-2-3-1 che il Sassuolo proponeva con De Zerbi, ora Dionisi vira sul 4-3-3, mantiene il possesso palla ma esce a mani vuote. Prevale la fisicità dei furlani, i “mapeisti” pagano l’assenza di Maxime Lopez, squalificato.

Udinese-Sassuolo 3-2

UDINESE (4-2-3-1): Silvestri 5; Perez 5,5, Becao 6,5, Nuytinck 6,5, Samir 5,5 (36′ pt Udogie 6,5); Arslan sv (16′ pt Makengo 5,5), Walace 6; Molina 7, Pereyra 6,5, Deulofeu 7; Beto 7 (42′ st Success sv). A disposizione: Padelli, Carnelos, Zeegelaar, Jajalo, Samardzic, Nestorovski, Forestieri, De Maio, Soppy. All. Gotti 6,5.

SASSUOLO (4-3-3): Consigli 6; Muldur 5,5, Chiriches 5,5, Ferrari 5,5, Rogerio 6 Frattesi 7 (41′ st Harroui sv), Magnanelli 6 (26′ st Matheus Henrique 5,5), Traore 6,5 (21′ st Scamacca 5,5); Berardi 6,5, Defrel 5,5, Raspadori 5,5. A disposizione: Pegolo, Satalino, Goldaniga, Ayhan, Peluso, Toljan, Kyriakopoulos. All. Dionisi 6.

Arbitro: Dionisi 6. Reti: 8′ Deulofeu, 15′ Berardi, 28′ Frattesi, 39′ aut. Frattesi; 7′ st Beto. Note: ammoniti Arslan, Ferrari, Muldur, Consigli, Beto, Makengo. Espulso al 42’ st Makengo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. De Paul rilancia l’Udinese con due assist, 2-4 a Benevento. Inzaghi rischia il ritorno in serie B, la difesa è fragile, la resa offensiva discreta. Il Cagliari lo raggiunge al terzultimo posto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921541.html

https://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/de_paul_rilancia_udinese_assist_2_4_benevento_inzaghi_rischia_ritorno_b-5921582.html

di Vanni Zagnoli

Si salva l’Udinese, con il momentaneo +11 sul Cagliari, 39 punti e 5 partite ancora da disputare, e trema il Benevento. E’ fermo a una vittoria in 17 gare, a 9 punti nel girone di ritorno, e con questo 2-4 esce mortificato, ci stava persino il pareggio, come gioco e occasioni: da 4 anni i friulani non realizzavano il poker, il ritiro è stato premiante. 

Realizzano subito, De Paul illumina per l’argentino Nahuel Molina, l’esterno trova in diagonale il primo gol in serie A. La reazione è timida, i sanniti si sono piantati, avevano fermato la Juve, all’andata, sono quasi sempre rimasti in zona salvezza ma negli ultimi mesi il rendimento è simile alla loro prima stagione in A. Pippo Inzaghi è il primatista di italiani in campo, oggi 8 dall’inizio, contro i 3 complessivamente impiegati da Gotti. La cifra media giallorossa non è elevata, se in B giocava benino e raccoglieva tantissimo, in A fatica tanto, come il Bologna di tre anni fa, quando Pippo venne sostituito da Mihajlovic. 

Neanche l’efficacia offensiva dei friulani è granchè, comunque Luca Gotti merita di restare, certo siamo lontani dalle tre qualificazioni in Europa consecutive arrivate con Guidolin, all’inizio dello scorso decennio.

Musso festeggia le 100 presenze in A opponendosi alla conclusione di Glik, è l’unica occasione per gli stregoni nella prima mezzora. Con Gaich al posto di Sau la sterilità peggiora. La squadra del patron Giampaolo Pozzo è maestra nel contenimento e ripartenza, il raddoppio è fulmineo, al 32’: Walace recupera palla, De Paul ne salta due, scarica a destra su Pereyra, dimenticato da Caldirola, il cross all’indietro è per Arslan, il turco-tedesco azzecca il diagonale, con De Paoli e Barba lontani.

I sanniti offrono uno squillo, Arslan di testa appoggia all’indietro in maniera sciagurata, Musso tocca Lapadula, il rigore viene trasformato da Nicolas Viola: è il 10° contro l’Udinese in stagione, il quarto di fila.

Il Benevento insiste, Caldirola calcia, Musso in due tempi. L’Udinese riprende a palleggiare, Becao si distrae ma rimedia, il ritmo scende. Bonifazi tocca Improta e rischia il rigore. Si riparte e arriva il +2 furlano, cross perfetto di De Paul per il tuffo del danese Stryger Larsen, spesso fra i migliori, dimenticato da Glik. I sanniti attaccano, sulla fascia destra, in particolare, Dabo non è male. Le streghe percuotono, con Schiattarella, Nuytinch deve uscire per chiudere su Improta, Inzaghi chiede di puntare da quella parte, il tempo ci sarebbe anche per vincere, Musso però d’istinto si oppone a Gaich, sul servizio di Iago Falque. Il match è avvincente, molto più delle partite dell’Inter, Pereyra in contropiede scambia con Molina e con il destro coglie il palo. Entra l’olandese Braaf e segna la prima rete da professionista, dribbling secco su Glik e sinistro sul primo palo. I giallorossi attaccano a testa bassa, il 2-4 arriva per intuizione di Iago Falque e conclusione di Lapadula, deviata da Becao.

Gotti raduna l’Udinese a centrocampo, è quasi una festa salvezza, Inzaghi medita. Sbagliato rinunciare alla regia di Viola e anche all’unico terzino di ruolo. Ha subito 11 gol in una settimana.

Forse il ds Pasquale Foggia, il più giovane del calcio di vertice, con i suoi 38 anni, ha peccato di inesperienza, nella costruzione della rosa di una matricola. Non serve l’incitamento dei tifosi campani, fuori dallo stadio Vigorito. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Benevento-Udinese 2-4

Benevento (3-5-2): Montipò 5,5; Barba 5, Glik 4,5, Caldirola 5; Depaoli 5 (10′ st Iago Falque 6,5), Hetemaj 5 (10′ st Ionita 6), Viola 5,5 (1’ st Schiattarella 5), Dabo 5 (25’ st Insigne 5,5), Improta 5,5; Sau 5,5 (23’ pt Gaich 5), Lapadula 6. A disp.: 12 Manfredini, 22 Lucatelli, 20 Di Serio, 58 Pastina, 88 Diambo). All.: F.Inzaghi 5.

Udinese (3-5-2): Musso 6,5; Becao 6, Nuytinck 6,5, Bonifazi 6,5; Molina 7, De Paul 7,5, Walace 6, Arslan 6,5 (10’ st Makengo 6), Stryger Larsen 7 (25′ st Samir 6), Pereyra 6,5, Okaka 5,5 (25′ st Braaf 7). A disp.: 31 Gasparini, 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 29 Micin, 32 Llorente, 45 Forestieri, 87 De Maio, 90 Zeegelaar. All.: Gotti 7.

Arbitro: Mariani 6,5.

Reti: 4′ Molina, 32′ Arslan, 33′ Viola rig; st 4′ Stryger Larsen, 28′ Braaf, 38′ Lapadula.

Note: ammoniti Musso, Walace, Schiattarella. Angoli: 10 a 2 per il Benevento.

Tabellino pubblicato su il cartaceo de “Il Messaggero”

Il Gazzettino. Bologna e Genoa impediscono il successo al Torino e al Benevento. I sanniti sono fermi a una vittoria in 16 gare, il Cagliari li può superare. La Sampdoria è da 9° posto, il Crotone aspetta la retrocessione matematica

(toronews.net)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_sampdoria_quaglia_a_crotone_mandragora_agguanta_il_bologna-5915164.html

E’ una sera fredda, su molti campi, riscaldata da emozioni. La buona notizia per il Cagliari arriva da Bologna, con il mancato successo del Torino. Verdi è fermato da Soumaro in avvio, i rossoblù replicano con Orsolini, poi è Belotti a vedersi respinta la conclusione da Skorupski. Il vantaggio è su assist del solito Soriano, forse il miglior centrocampista italiano della stagione, Barrow trova un destro potente che disorienta il portiere Milinkovic Savic: il gambiano è il più giovane in Europa, fra i primi 5 campionati, ad avere segnato almeno 8 gol e azzeccato anche 8 assist. Prima dell’intervallo Singo pesca Verdi che calcia fuori. Alla ripresa il contropiede di Belotti, Skorupski mura Zaza. Il pari è di Mandragora, al 13’, gran destro di controbalzo dal limite, all’incrocio dei pali, è al 6° gol in serie A, metà in questa stagione. Mihajlovic è alla terza salvezza in sequenza, vorrebbe l’Europa.
A Marassi c’è la classica partita di fine stagione, Genoa-Benevento finisce 2-2, eppure nessuna delle due è certa della salvezza. Radovanic provoca il rigore su Lapadula, al 4’, dal dischetto realizza Viola. Il pari è sullo scarico all’indietro di Zappacosta per Strootman, cross e Barba anzichè spazzare serve Pandev che infila da distanza ravvicinata. Altro vantaggio sannita al quarto d’ora, Viola lancia Lapadula, doppia finta di tiro e sinistro sotto la traversa. Al 21’ il due a due, ancora di Pandev, da posizione defilata, dopo un rimpallo, è al 100° gol in serie A. Biraschi e Destro si fanno vivi per i rossoblù, in un match parecchio emozionante. Nel secondo tempo, grifone pericoloso con Badelj, Montipò alza. Poi Depaoli crossa per gli stregoni, Gaich stacca di poco a lato. Pippo Inzaghi è rimasto con appena 3 punti sul Cagliari, rischia più dell’Udinese, Ballardini è a +5 sulla terzultima.
A Crotone, la Sampdoria passa per 1-0. Occasioni iniziali di Quagliarella e del calabrese Messias, poi il match cala di tono, con i blucerchiati manovrieri ma non così pericolosi. La squadra di Cosmi ci prova con le combinazioni in velocità tra Simy e Messias, non supportati dal centrocampo. All’8’ st Gabbiadini ruba palla e pennella il traversone sul secondo palo, Quagliarella realizza in acrobazia. Ranieri gestisce il vantaggio, i pitagorici aspettano solo la retrocessione matematica.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Mani di Molina, rigore e 14° gol di Joao Pedro. Udinese-Cagliari 0-1, sardi a -3 anche dal Benevento

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mani_di_molina_rigore_14_gol_di_joao_pedro_udinese_cagliari_0_1_sardi_3_benevento-5913873.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/mani_di_molina_rigore_14_gol_di_joao_pedro_udinese_cagliari_0_1_sardi_3_benevento-5915209.html

di Vanni Zagnoli

L’Udinese resta quasi salva, perde al Friuli con il Cagliari, che risale a -8 dai bianconeri, ma in mezzo ci sono 5 squadre. I sardi approfittano del mezzo stop del Torino, raggiunto sull’1-1 a Bologna, da una squadra sempre più tranquilla, tornano a 3 lunghezze dalla salvezza, ma i granata hanno sempre da recuperare la gara dell’Olimpico con la Lazio. Ora fanno la corsa soprattutto sul Benevento, lontano pure una vittoria e fermo a un successo in 16 gare, ovvero all’incredibile colpo di Torino con la Juve.

Ci stava il pari, considerato le 4 occasioni per parte, certo la squadra del presidente Giulini aveva più bisogno di imporsi.

In avvio, la punizione dell’attivissimo Marin, sinistro di Deiola con deviazione di Pavoletti e palo per i rossoblù. Il romeno calcia con il destro dalla distanza, Musso oppone i pugni. Senza De Paul, l’Udinese non è pericolosa, l’azione personale di Arslan, che rientra sul sinistro, non sorprende il portiere Vicario, cresciuto in Friuli. Al 37’ Nainggolan serve da destra Joao Pedro, il brasiliano anticipa Bonifazi e segna, ma in avvio di azione Marin aveva commesso fallo su Forestieri, dunque il vantaggio è annullato.

Serve un rigore casuale per risolvere la sfida, angolo, colpo di testa di Carboni, Molina ha il braccio largo e Guida va al Var per concedere il rigore. Trasforma Joao Pedro. Deiola avvicina il raddoppio.

L’Udinese attacca, Nestorovski appoggia un pallone sulla traversa, su cross profondo di Stryger Larsen. Semplici urla dalla panchina, non vuole che il Cagliari sia così passivo, peraltro con la Spal era maestro in partite del genere, tutti dietro la linea della palla, pronti a ripartire. Okaka lavora palla in area piccola, l’ex Asamoah serve involontariamente Nestorovski che non trova la porta. L’ultima chance è per l’olandese Braaf, appena entrato, Vicario è attento. Leonardo Semplici conta di ripetere le due salvezze rocambolesce alla Spal, di cancellarne l’esonero a due terzi della stagione scorsa. Luca Gotti ripete la permanenza estiva, certo la lotta per l’Europa è lontana, la qualificazione alle coppe manca dai tempi di Guidolin, dal 2013. Giampaolo Pozzo compirà 80 anni fra un mese, vorrebbe emozionarsi di più, aspettando la risalita del Watford di famiglia in Premier league, con la regia del figlio Gino.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Tabellino pubblicato su “Il Messaggero”

Udinese-Cagliari 0-1
UDINESE (3-5-2): Musso 6; Becao 5,5, Bonifazi 6, Nuytinck 6 (33’ st Braaf 6); Molina 5,5, Pereyra 5,5, Walace 5,5, Arslan 6,5, Stryger Larsen 6; Okaka 5,5 Forestieri 5 (15′ st Nestorovski 5,5). All. Gotti 5,5.
CAGLIARI (3-5-2): Vicario 6,5; Ceppitelli 6, Godin 6, Carboni 6,5; Nandez 6, Marin 6,5, Nainggolan 6,5, Deiola 6,5 (33’ st Duncan ng), Asamoah 6; Joao Pedro 6 (33’ st Simeone ng), Pavoletti 6. All. Semplici 6,5.
Arbitro: Guida 6
Rete: 9’ st Joao Pedro rig.
Note: ammoniti Pavoletti, Nainggolan. Angoli 2-5.

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Due assist di De Paul, l’Udinese batte il Sassuolo. Primo gol per Llorente e gran difesa

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/due_assist_di_de_paul_udinese_batte_sassuolo_primo_gol_llorente_10_posto-5813665.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/due_assist_di_de_paul_udinese_batte_sassuolo_primo_gol_llorente_10_posto-5815034.html

di Vanni Zagnoli

E’ il momento dell’Udinese, alla 4^ vittoria in 9 gare, nelle quali ha perso solo a Roma con la squadra di Fonseca. In 10 gare, coppa Italia compresa, invece, il Sassuolo ha vinto solo a Crotone. Questo 2-0 marchiato Llorente e Pereyra è molto merito della verve di De Paul, autore degli assist, fa salire i friulani a -4 dal 9° posto. Come gioco ci stava il pari, la fase difensiva dei friulani resta convincente, con appena 3 gol su azione subiti in 8 partite, con la personalità di Nuytinck dietro.

Primo tempo interessante, con la manovra avvolgente del Sassuolo.  All’andata giocava per restare solo in testa, l’Udinese lo bloccò sullo 0-0, ora i neroverdi faticano, nell’inseguimento all’Europa league, proveranno a restare nella prima metà della classifica. E’ pericoloso per primo Berardi, controlla largo a destra, converge e crossa tagliando l’area per Kyriakopoulos, il mancino sottomisura esalta la reattività di Musso, portiere che piace alla Roma. La replica bianconera è con Pereyra, allarga a sinistra per Stryger Larsen che si accentra, doppio passo e destro a giro, alzato da Consigli. E poi De Paul sulla destra, in corridoio per Llorente, il tiro è pronto, al pari del portiere. Su angolo da destra, il brasiliano Walace si coordina e calcia al volo con il destro, di poco alto. Tengono tanto la palla i neroverdi, con Berardi inizialmente in serata, il gol è però dei friulani. Traversone preciso di Molina dalla destra, Llorente si coordina in allungo e realizza la sua prima rete in bianconero, nonostante la trattenuta di Ayhan. “Lo cercavo dall’inizio – racconta lo spagnolo, 36 anni -. Il Sassuolo gioca bene, siamo rimasti compatti, dietro. Abbiamo sbagliato troppi passaggi, serviva tenere di più la palla”.

De Zerbi inserisce alla ripresa Djuricic e Caputo, che un anno fa inaugurò il lockdown con quella scritta dopo il gol al Brescia: “Andrà tutto bene, restate a casa”. Escono Raspadori, acerbo per questo tipo di gare, e Traorè, in genere più brillante. De Paul entra su Locatelli, dalla panchina della squadra marchiata Mapei chiedono il cartellino rosso, sarebbe un arancione, può bastare il giallo.

Una volta in vantaggio, l’Udinese fa la partita che preferisce, congela il ritmo e fa girare palla. Stryger Larsen è attivo in entrambe le fasi, sulla sinistra. In contenimento, Luca Gotti è a 5, con la fisicità della sua linea. De Paul coglie la traversa con un destro da fuori, era regolare la posizione di Stryger, al contrario della decisione dell’arbitro Maggioni. De Zerbi innesta l’attaccante Defrel per il difensore Ayhan e chiede invano una punizione su Kyriakopoulos. Entra il francese Makengo nell’Udinese, il tempo passa senza che arrivino pericoli per Musso. Quando Locatelli non arriva su un pallone laterale si capisce che non è serata per l’ormai ex squadra rivelazione. Resta in campo Berardi, che avrebbe dovuto giocare solo un’ora, mentre Ferrari appoggia regolarmente l’azione offensiva. L’Udinese riparte di slancio, De Paul calcia dalla media distanza, Consigli respinge, Maggioni fischia il rigore per la mano a terra di Locatelli, lo corregge Manganiello dal Var per il fuorigioco di Molina, sul primo tiro.

Bonifazi è fin troppo carico, mentre esce, certo l’Udinese è maestra anche nel perdere tempo, lo evidenziava già Gasperini, di recente: Forestieri è il più acceso nel tifo dalla panchina. Stryger Larsen calcia da fuori, per cancellare l’errore di San Siro sul rigore al Milan, Consigli si conferma degno di nazionale. Arriva anche una chance per la formazione delle ceramiche, il destro a uscire di Djuricic non sorprende Musso. 

Quattro minuti di recupero sono pochi, per le partite di tempo. Abbastanza per il raddoppio bianconero, con il 3° gol stagionale di Pereyra, servito da De Paul, che aveva pure avviato l’azione. “Do l’esempio ai compagni – spiega l’argentino -, correndo. Cerco gli assist. Se non prendiamo gol, prendiamo fiducia e quasi sempre portiamo a casa la partita”.

Davvero Rodrigo merita una grande.

Udinese-Sassuolo 2-0

Udinese (3-5-1-1): Musso 6,5; Bonifazi 6 (40′ st Becao ng), De Maio 6, Nuytinck 6,5; Molina 6,5, De Paul 7,5, Arslan 6 (27′ st Makengo 6), Walace 5,5, Stryger Larsen 6,5; Pereyra 6; Llorente 6,5 (40’ st Nestorovski ng). All. Gotti 6,5.

Sassuolo (3-4-2-1): Consigli 7; Ayhan 5,5 (20′ st Defrel 5,5), Marlon 5,5, Ferrari 6; Toljan 5,5, Lopez 5,5 (33’ st Obiang ng), Locatelli 6,5, Kyriakopoulos 6; Berardi 6,5, Traore 5,5 (1’ st Djuricic 6); Raspadori 5,5 (1’ st Caputo 5). All. De Zerbi 5,5.

Arbitro: Maggioni di Lecco 5,5.

Reti: 42′ pt Llorente, 48’ st Pereyra.

Note: angoli 5-6. Recupero: 1′ e 4′ Ammonito De Paul.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Neanche due gol in mezz’ora bastano al Parma, l’Udinese la riprende di testa. Sorpresa Ouwejan

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/neanche_gol_mezz_bastano_al_parma_udinese_la_riprende_di_testa_sorpresa_ouwejan-5781763.html

di Vanni Zagnoli

Il Parma sembrava risorto, aveva segnato 2 gol in 8 partite, con l’Udinese ne realizza 2 in mezz’ora ma non basta per vincere, sono fatali due colpi di testa in area. Lo sprint per la salvezza è rimandato, servono 6-7 vittorie, restano 15 gare, la percentuale scende a un 25%, forse. E’ il secondo punto in 11 gare, fa appena meglio del Cagliari ma non lo supera, scivola a 6 punti dal Torino, è il massimo ritardo dalla zona salvezza. I friulani sono a +10 sui sardi, ipotecano la 27^ stagione in fila in serie A, record per le provinciali. 

All’andata finì 3-2 e Liverani tradiva problemi difensivi, che poi divennero offensivi, oggi per un tempo si è rivisto il Parma di D’Aversa, delle due promozioni e due salvezze larghe, per ora era stato davvero competitivo solo nelle gare con la Lazio.

Tra i friulani Samir è in panchina per un problema fisico, gioca Bonifazi. Ci sono partite anche fortunate, il vantaggio crociato è al 3’, cross perfetto dell’ex Pezzella, sempre insidioso sui traversoni, per Cornelius che di testa infila, lo svedese è alla prima rete. Poi un’occasione per Karamoh. Lo stesso schema del gol e Musso devia in angolo.

Senza Deulofeu, l’Udinese deve affidarsi a De Paul, ben controllato dalla difesa, poi è Pereyra a condurre la reazione. Quando il match si riequilibra, l’uno contro uno di Mihaila è bruscamente fermato da Rodrigo Becao: Musso quest’anno non ha ancora parato rigori, segna Kucka. Sorride il presidente Kyle Krause, in tribuna, il romeno è costato 7 milioni, ha 21 anni, è i fra i giovani su cui il Parma ha investito. Guarda la partita da casa Giampaolo Pozzo, il veterano delle proprietà di serie A, dall’86, a parte la famiglia Agnelli.

Gotti mette Nestorovski accanto a Llorente, fuori Becao per Molina, per maggiore presenza in fascia e davanti, Pereyra arretra fra i centrocampisti. 

Il Tardini è un campo ostile, per l’Udinese, è la squadra che il Parma in serie A ha battuto più spesso, nella seconda parte della ripresa attaccherà con continuità e la riprenderà. Piace Conti, a destra, Brugman ed Hernani hanno ritrovato condizione, usciranno entrambi, per Grassi e Cyprien, per coprirsi. Male Llorente, entra Okaka e va subito a segno, di testa, servito da (don) Rodrigo de Paul, è fuori posizione Bani, dopo l’errore con il Bologna. 

Cambio fra olandesi, sulla fascia sinistra del Parma, d sarà decisivo, per Zeegelaar, per una volta poco incidente. Mihaila manca il tris, non c’è rigore. I friulani aumentano il ritmo, è come ci fosse il pubblico, a tratti, per come la partita è trascinante. Il 2-2 arriverebbe sul cross di De Paul, la palla sembra fuori, il Var Piccinini conferma, comunque è questione di centimetri, aveva realizzato Ouwejan.

Dentro Alves e Laurini, la difesa passa a 5 e il pari è immediato, a 10’ dalla fine: punizione da sinistra dell’esterno dei Paesi Bassi, Nuytinck gira di testa, aveva segnato in serie A solo 3 anni e mezzo fa, anticipa il 39enne portoghese. Conti sfiora Ouwejan, che era già in caduta, Irrati neanche va a controllare al Var, è un contatto che si può anche non punire. Gagliolo ha la palla match sul destro, esce di poco. Il finale è naturalmente emiliano, Cornelius è fra gli ultimi ad arrendersi: “Dovevamo concretizzare di più – dice D’Aversa -, l’arbitro ci ha penalizzato in due episodi. E ci sono state più ammonizioni che falli”. 

I due peggiori attacchi della serie A hanno originato una bella partita. I 32 cross e i 19 dribbling dei friulani suffragano il pari, i 9 punti in 6 partite permettono al dt Pierpaolo Marino di non avere più dubbi su Luca Gotti. E’ capo allenatore dal novembre 2019, a occhio dal dopo Guidolin (2014) è il tecnico che resiste di più sulla panchina bianconera. Equilibrato, in campo e fuori.

Parma-Udinese 2-2

Parma (4-4-3): Sepe 6; Conti 5,5, Bani 5, Gagliolo 6, Pezzella 6 (34’ st Laurini sv); Kucka 6,5, Brugman 6,5 (25’ st Cyprien 5), Hernani 6 (21’ st Grassi 5,5); Karamoh 6 (21’st Man 5,5), Cornelius 7, Mihaila 6,5 (34’ st Alves 5). All.: D’Aversa 6.

Udinese (3-5-2): Musso 6,5; Becao 5 (1’ st Molina 7), Nuytinck 6,5, Bonifazi 5; Stryger Larsen 5,5, De Paul 7, Arslan 6 (42′ st Makengo ng), Walace 5 (1’ st Nestorovski 5,5), Zeegelaar 5 (21’ st Ouwejan 7), Llorente 5 (15’ st Okaka 6,5), Pereyra 5,5. All.: Gotti 6.

Arbitro: Irrati di Pistoia 6.

Reti: 3′ Cornelius, 32′ rig Kucka; st 18′ Okaka, 35′ Nuytink.

Note: ammoniti Brugman, Cornelius, Zeegelaar, Bani, Hernani, Conti, De Paul, Man e Pereyra, Mihaila e Musso. Angoli 3-2. Recupero: 1′ e 5′.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Udinese, colpo salvezza a La Spezia: 1-0 con rigore di De Paul, poi espulso

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spezia_udinese_colpo_salvezza_dei_friulani_che_vincono_con_rigore_di_de_paul-5736566.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/spezia_udinese_colpo_salvezza_dei_friulani_che_vincono_con_rigore_di_de_paul-5736586.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/spezia_udinese_colpo_salvezza_dei_friulani_che_vincono_con_rigore_di_de_paul-5736600.html

di Vanni Zagnoli

L’Udinese è forse la squadra più difficile da affrontare. Con Luca Gotti difende in maniera convinta anche per un centinaio di minuti, ha fermato l’Inter e l’Atalanta, al Friuli, ha concesso poco al Sassuolo, quando i neroverdi dovevano spiccare il volo per il primo posto.

Come risultati, Gotti è inattaccabile, ha sempre tenuto o quasi i bianconeri fuori dalla lotta vera per non retrocedere, fatica a creare occasioni, non dà grande spettacolo. Lo Spezia, in prospettiva, può valere il ciclo friulano, in serie A dal ’95, senza soluzione di continuità.

Allo stadio Picco si avverte tanto l’assenza del pubblico, ogni gara qui sarebbe una festa, come fu la notte della promozione, con il Frosinone, con la curva ferrovia all’esterno, con gente scatenata, adesso il sindaco ha messo limiti alla zona, per evitare assembramenti.

Lo Spezia con Vincenzo Italiano è arrivato in A e si può salvare, nonostante la sconfitta di oggi. Anche il derby con il Genoa era stato perso in casa, quello con la Sampdoria vinto, la squadra va quasi meglio in trasferta.

Italiano è agli antipodi di Gotti, caratterialmente, uno scatenato contro un compassato, un golfista, che somiglia a Pasquale Marino, ex di entrambe.

L’anticipo di mezzogiorno, dunque, accompagnato dal sole, premia i bianconeri ospiti, in giallo, con pantaloncini bianchi.

Tre sole occasioni nel primo tempo tempo, due per gli spezzini. Bellissima palla di Bastoni – non parente dell’interista – per l’inserimento di Gyasi che invece di andare con il piede cerca la conclusione di testa, Musso si oppone in corner. Cross perfetto di Vignali (de La Spezia, come Maggiore), testa di Pobega, il portiere argentino blocca. Deulofeu attacca in fascia, calcia per due volte, fuori per centimetri.

Ripresa. Deulofeu lancia Pereyra, Provedel devia, lo spagnolo dribbla Chabot, giù, rigore, e De Paul trasforma. Finalmente un lampo della freccia che al Milan aveva strabiliato, per mezzo girone, dando spettacolo a Bologna nonostante i due rossoneri in meno. 

Lo Spezia cala, ha speso tanto, Gotti con gli occhiali e i capelli brizzolati dà indicazioni. Gabriele Volpi, il patron, è sul punto di vendere ad americani, strano che lasci adesso, imitando i 7 di Nuovo Inizio del Parma e la metà della serie A nelle mani di forestieri. Strano perchè la sua multinazionale è da Europa, la sua Pro Recco insegue la Champions vinta soltanto 4 volte, nel millennio, andiamo a memoria. Resta una provincia in amore, per il pallone, da sempre, con i portuali, le famiglie, gente arrivata dal sud. Gioiscono i tifosi vip, il comico Dario Vergassola, l’ex ciclista Massimo Podenzana, a La Spezia il calcio è religione, ad alti livelli c’era solo il basket femminile. L’ottavo di coppa Italia vinto all’Olimpico con la Roma è stato il punto più alto, dopo l’1-2 di Napoli. Manca N’Zola, soprattutto nel finale, non c’è forcing degli aquilotti. Acampora e compagni faticano, di fronte all’organizzazione difensiva di Gotti, il patron Pozzo è senza Europa da Guidolin, si era abituato bene, con due preliminari di Champions e la qualificazione arrivata con Spalletti, 15 anni fa. Ha venduto il Granada, in Spagna, si tiene il Watford, in Inghilterra, nelle mani del figlio Gino, retrocesso in B in estate. Sono felici per Gotti, che voleva restare vice a vita, per non guastarsela, con lo stress. 

Un pizzico gli arriva a un quarto d’ora dalla fine, con l’espulsione di De Paul, era appena stato ammonito per proteste, il contatto era minimo, punizione leggera, mai da seconda ammonizione, una trattenuta, il fallo tattico non è più punito, Di Martino di Teramo è troppo fiscale.

L’Udinese la vince con i gregari, praticamente tutti, restando corta, con il 3-5-1-1 che resta 5-3-1, con Mandragora per Arslan e con Llorente per Deulofeu. I 5 dietro sono fisici, li notiamo ogni volta, stadio Friuli o fuori casa restano il reparto più solido fra le squadre di bassa classifica.

I liguri sprecano 10’ di superiorità numerica, arriva la seconda ammonizione per Saponara, sgambetto su Rodrigo Becao, fisico e gregario, appunto, in questo poco brasiliano, ma tosto.

L’Udinese sale a 21 punti, potrebbe inseguire l’ottavo posto ma è durissima. A Gotti manca solo maggiore coraggio, qualità, alzare il baricentro, aumentare lo spettacolo, per rifare le plusvalenze dell’èra Guidolin. Dopo un mese e mezzo, tre punti per il ds Pierpaolo Marino. Per il collega Mauro Meluso, ex laziale, sono tre sconfitte in striscia, coppa compresa. Si attende reazione del quartetto di coda, lentissimo.

Spezia-Udinese 0-1
SPEZIA (4-3-3): Provedel 6; Vignali 6 (26’ st Estevez 6), Erlic 6, Chabot 5, Bastoni 6; Pobega 6 (1’ st Acampora 5.5), Agoumè 6 (26’ st Ricci 6), Maggiore 6.5; Gyasi 6, Galabinov 6 (18’ st Saponara 5), Farias 5 (18’ st Agudelo 6). In panchina: Zoet, Krapikas, Ramos, Verde, Ismajli, Dell’Orco, Sena. Allenatore: Italiano 6.
UDINESE (3-5-1-1): Musso 6,5; Becao 6,5, Nuytinck 6, Bonifazi 6.5 (44’ st De Maio sv); Stryger Larsen 6, De Paul 6.5, Arslan 6 (15’ st Mandragora 6), Walace 5.5, Zeegelaar 5,5 (44’ st Molina sv); Pereyra 6.5; Deulofeu 6.5 (16’ st Llorente 6). In panchina: Gasparini, Scuffet, Ouwejan, Makengo, Molina, Micin, Nestorovski, De Maio. Allenatore: Gotti 6.5.
Marcatore: 7’ st De Paul rig.
ARBITRO: Di Martino di Teramo 5,5.
Note: espulsi nel st al 30’ De Paul e al 40’ Saponara per somma di ammonizioni. Ammoniti: Bonifazi, Pobega, Vignali, Bastoni, Acampora, De Paul, Saponara, De Maio. Angoli: 2-2. Recupero: pt 0’, st 5’.

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