Il Corriere della Sera. Nel ’96, Zola lascia il Parma per il Chelsea: Ancelotti non ama i trequartisti, come Sacchi, nel 4-4-2. Il fantasista affida il suo articolo a Zagnoli, dopo la conferenza stampa di addio all’Italia.

zola

Gianfranco Zola

La mia esclusiva più importante, a 25 anni. Era il 1996, Gianfranco Zola lasciava il Parma per il Chelsea. Raccolsi il suo articolo per Corriere della Sera, ma non aggiunsi la dicitura testo raccolto da Vanni Zagnoli. Me ne sono sempre pentito.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml <http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml>

– LETTERA D’ ADDIO, di Gianfranco Zola, testo raccolto da Vanni Zagnoli.

– – – – – – – – – – – – – Me ne vado in Inghilterra, al Chelsea, parto lunedi’ . Ho sperato fino all’ ultimo di restare in Italia, ma poi ho capito che questa soluzione era ideale per tutti. Chiunque restasse fuori squadra, infatti, tra me, Crespo e Chiesa, avrebbe avuto da ridire. E allora ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Imparero’ una lingua, l’ inglese, finalmente. Con le audiocassette restavo sempre a meta’ . Faro’ un’ esperienza importante, sul piano umano e culturale. A Parma sono stato bene, tre anni ricchissimi, ma questo mondo del calcio e’ fatto cosi’ .

Mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante botte morali ho preso. Ricordo con piacere il giorno dell’ esordio in serie A, mentre la delusione piu’ cocente e’ stata il rigore sbagliato in Inghilterra, contro la Germania. Ora, comunque, stavo iniziando a dimenticarlo. Questo calcio sta cambiando, agli uomini concede sempre di meno, eppure i giocatori di qualita’ serviranno anche in futuro. Non dite che noi trequartisti siamo una razza in via d’ estinzione. A trent’ anni ho ancora tanto da dare. Per emergere ho sempre perseguito le mie idee, in maniera quasi maniacale. E anche stavolta e’ stato cosi’ .

Giocare all’ ala non mi entusiasma. Sono convinto di essere piu’ utile, di esprimermi al meglio in altre zone del campo. Ancora una volta ho voluto mantenere fede ai miei principi. Me ne vado senza rancori, nei confronti di nessuno, e voglio ringraziare soprattutto i tifosi per i tre anni che ho trascorso in Emilia. Confesso di non amare molto i cambiamenti, soprattutto quando mi trovo bene, e allora sarei rimasto volentieri a Parma. Spero tuttavia che l’ Inghilterra mi regali le stesse emozioni della mia prima emigrazione, dalla Sardegna a Napoli. A Parma ritornero’ a fine mese, il 27, per disputare un’ amichevole con il Chelsea.

Sembrera’ strano, ma garantisco che in queste settimane non ho ricevuto una sola offerta, da parte di una squadra di serie A italiana. Tifosi e giornalisti mi imputano di non essermi saputo imporre, nei confronti della societa’ . Forse avrei dovuto chiedere che venisse acquistato un attaccante di mio gradimento, perche’ io sono Zola e ho diritto a scegliere il partner. Ma io penso che nella vita ciascuno debba fare il proprio mestiere, cosi’ alla fine siamo tutti contenti.

 

Telesanterno. Il Pallone gonfiato. Zagnoli racconta Messi e il Brasile, la Germania e Cristiano Ronaldo, il Sassuolo e la Fortitudo.

Il video della puntata di fine giugno del Pallone Gonfiato, su Telesanterno, con Vanni Zagnoli. In copertina con l’ex ct Cesare Prandelli

https://www.youtube.com/watch?v=F7cYxDmiiYw

A cura di Giangabriele Perre

Tuttosport. Basket, Aradori trascina la Grissin Bon con 21 punti e 15 rimbalzi. Pesaro sta con Valentino Rossi.

Veremeenko in sospensione
Veremeenko in sospensione

Di Vanni Zagnoli

Reggio Emilia

“Pietro Aradori sarà il prossimo azzurro in Nba”, diceva due anni fa Datome. Ieri si è capito perchè: 21 punti (da due, un solo errore) e 15 rimbalzi. Gli uomini di Menetti partono fortissimo, ma dal 15-0 dopo 3’30” si spengono in attacco. Pesaro rientra in partita, con l’antisportivo fischiato ad Aradori trova un incredibile sorpasso al 16′ (32-33). Stefano Gentile in regia e la solidità di Veremeenko in area riportano la Grissin avanti di 10 punti all’intervallo. Nella ripresa la Vuelle si avvicina sul 57-53 con Nicolò Basile e Marco Ceron. Otto punti di Lavrinovic valgono il +15 reggiano nel quarto finale. I marchigiani durante il riscaldamento sfoggiavano la maglietta ‘Io sto con Vale’, ovvero Valentino Rossi: bene Christon, sottotono McKissic.

GRISSIN BON-CONSULTINVEST 83-66 REGGIO EMILIA: S. Gentile 11 (1-4 3-4), Aradori 21 (9-10 0-5), Silins 10 (2-2 2-5), Polonara 5 (2-2 0-3), Lavrinovic 13 (1-2 3-4); De Nicolao (0-2 0-2), Della Valle 9 (2-4 1-4), Strautins (0-1 0-2), Bonacini (0-1 da tre), Pechacek 1 (0-1 da tre), Veremeenko 13 (5-6). All. Menetti. PESARO: Christon 14 (7-13 0-2), Lacey 10 (1-3 2-4), Gazzotti 5 (0-5 1-3), McKissic 6 (1-5 1-4), Walker 4 (2-4); N. Basile 7 (0-1 1-2), Ceron 10 (0-1 3-8), Solazzi, Candussi (0-2), Shelton 10 (3-7 0-1). Ne Solazzi. All. Paolini. Arbitri: Martolini, Vicino, Calbucci. Note: i parziali 27-17, 46-36, 62-53; da 2: R 22-33, P 14-41; da 3: R 9-31, P 8-24; liberi: R 12-17, P 14-22. Rimbalzi: R 42 (9 off, 15 Aradori), P 40 (15 off, 10 Shelton). Perse R 11 (4 Aradori), P 14 (5 Lacey); Rec R 7, P 8. Assist: R 18 (8 Gentile), P 11. Spettatori 3460.

Il Gazzettino. Al Braglia non arrivano gol, il Verona è superiore come tifoseria e a lungo anche in campo

Kevin Lasagna bomber del Carpi
Kevin Lasagna bomber del Carpi

Di Vanni Zagnoli

Modena

Al Braglia ruba la scena la curva dell’Hellas, impressionante nell’incitamento. La miglior prestazione tifoseria in trasferta in zona, ovvero Reggio e Modena, comprese le serate con Fiorentina, Napoli, Inter e Juve. Lo striscione “Trieste” testimonia la fede trasversale a nordest, tantopiù che la Triestina è in serie D.

A Carpi si sta perdendo l’entusiasmo anche in curva, l’ultimo posto a braccetto resta anche dopo il pomeriggio di ieri e certamente il Verona ha un potenziale superiore. E’ questione di tempo e potrà cogliere la terza salvezza di fila, soprattutto insistendo con Mandorlini, reduce da 7 stagioni eccellenti, Sassuolo e Romania comprese. Pazzini si muove bene, manca il gol in girata di testa prima dell’intervallo, quando rientrerà Toni traghetterà i gialloblù al quartultimo posto. A sinistra il francese Souprayen contiene Matos e affonda, Hallfredsson giocherà l’Europeo con l’Islanda, adesso in serie A incide meno.

Gli emiliani hanno un’occasione all’inizio, da Castori a Sannino non sono migliorati, come proposta offensiva. Escluso il colpo fortunoso con il Torino, sono in sequenza negativa anche con squadre alla portata, ovvero Atalanta, Frosinone e Verona. “Per motivare i giocatori – confessa il tecnico campano – in settimana invento qualche favoletta, immagino nemici…”.

La fiaba biancorossa rischia di arrestarsi in anticipo,  per lasciare spazio agli splendidi ciociari, escludendo il poker di Firenze. Kevin Lasagna è fra i più amati dai modenesi, giusto per il cognome gastronomico, perchè i 5 gol non sono stati determinanti nella promozione. Al 13’ della ripresa ha la palla match, Rafael si ricorda di essere un portiere formidabile, tra i pali e si oppone in angolo. Idem sull’angolo di Lazzari, con l’inzuccata di Matos, poi Lasagna in controfuga defilata calcia fuori. A parte quel frangente, il centrocampo gialloblù prevale anche grazie al mancino Greco, la difesa va in crisi un attimo con l’uscita di Marquez, ex capitano del Barcellona, unico nella storia dei mondiali a indossare la fascia per 4 edizioni, con il Messico. Il secondo tempo è a prevalenza biancorossa, dal salvataggio di Gabriel Silva su Sala però riemergono gli scaligeri. “Anche per questo resto ottimista per la salvezza”, ci garantisce il presidente Setti, collega nel tessile del patron carpigiano Bonacini.

Carpi-Verona 0-0

Carpi (4-3-3): Benussi 6; Zaccardo 6, Spolli 6 (12′ st Bubnjic 5,5), Romagnoli 6, Gabriel Silva 6,5; Bianco 6, Marrone 5,5, Lazzari 5,5 (41′ st Cofie sv); Matos 5,5, Lasagna 6 (30′ st Wilczek 5,5), Di Gaudio 6. All. Sannino.

Verona (4-3-3): Rafael 7; Pisano 6, Marquez 6 (14′ st Helander 6), Moras 6, Souprayen 6,5; Sala 5,5 (34′ st Siligardi sv), Greco 6,5, Halfreddson 6; Ionita 5,5 (40′ st Matuzalem sv), Pazzini 6, Gomez 5. All.: Mandorlini.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6,5.

Note: angoli 5-6. Recupero: pt 1’, st 4′. Ammoniti: Halfreddson, Marrone, Romagnoli, Pisano, Moras per gioco scorretto. Spettatori 7 mila.

Ilmessaggero.it. Sansone fa la storia, il Sassuolo è poesia. Juve punita e a -11 dalla vetta, senza Chiellini, espulso al 39′

L'espulsione di Chiellini che non subiva l'onta del cartellino rosso dal 2007
L’espulsione di Chiellini che non subiva l’onta del cartellino rosso dal 2007

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/serie_a/sassuolo_juventus_sansone/1647224.shtml

Di Vanni Zagnoli

E’ successo, è successo. Che il Sassuolo lillipuziano abbatta la Juve. Ne aveva fatti 4 (Berardi), a 3 (al Milan) e in primavera 3 (all’Inter), a uno, mancava giusto la Juve. Di recente si è fermata la Lazio, resta in piedi solo la Roma, in poco più di due anni di serie A neroverdi.
Succede, succede, può succedere. Può succedere che la Juve faccia la Juve, la Juve di quest’anno, questa Juve asfittica, individualità, assoli, uno contro uno di Dybala e Cuadrado, momenti da grande squadra e il resto imbelle. E il Sassuolo è lì, per approfittarne, a +6 sulla Juve, 5° assieme alla Lazio.

E Gervasoni centra poco, anche se ha diretto male. Senza l’espulsione di Chiellini (proteste subito e fallo netto su Berardi prima dell’intervallo), magari i campioni d’Italia avrebbero pareggiato, resta il fatto che sono in difficoltà. Pirlo, Tevez, Vidal: dove siete? Perchè Lemina, Sturaro e Mandzukic e la stessa mezz’ora di Morata non è da Juve. Il problema non è tanto o solo Allegri, la questione è molto più generale, perchè la Juve è quasi femmina e non solo per quella maglia rosa. In fuga, come fosse il giro d’Italia, ci sono la Roma, il Napoli, l’Inter e altre, non la Juve. Meno 11 dal vertice è già un ritardo importante, la Juve non può essere solo pari al Chievo. Qui rischia di sregotolarsi tutto. Non bastano gli spunti sulle fasce, tiri assortiti, Pegolo è stato bravo ma in realtà non ha compiuto miracoli. Buffon non ha fatto una parata, Di Francesco è cresciuto perchè soffre e fa risultato, non è più tanto zemaniano, adesso somiglia a Conte, per la determinazione che trasmette, ma senza esagerare, con il cappellino sotto una pioggia che battente è dire poco.
Non c’è gioco, non c’è bel gioco. Dybala regala un quarto d’ora da Palermo e il resto è da gregario. E Pogba non gioca più bene, senza i campioni accanto. Non trascina. E Alex Sandro non è il miglior esterno sinistro al mondo, a parte due accelerazioni nel secondo tempo. Sì, il Sassuolo è fra le squadre più equilibrate d’Italia, da Europa league, alla grande. Però, la Juve… La Juve non può giocare da 5,5. E perchè siamo buoni, perchè non vogliamo infierire, perchè il finale non è da tetrascudettati di fila. Sturaro sembra quello dell’under 21 degli Europei, incide poco, la difesa concede poco e va bene, il resto neanche è da Champions e questo amareggia i tifosi bianconeri.

Allora risolve Sansone Nicola, da nazionale, del resto Conte l’aveva già chiamato, con una punizione procurata per fallo del francese Lemina, ’93 come tanti, nel mondo. Il destro di Sansone è pietrificante, gira e aggira, va nell’angolo ma a mezz’altezza, Buffon non è Buffon. Il salernitano nato in Germania aveva brutalizzato Milan, Inter e Roma, nel Parma, si ripete con la Juve. Emoziona.

Il resto è bianconero stinto, con qualche tiro da lontano e Pegolo che vola, con la volontà di riprendersi il posto lasciato a Consigli per l’operazione di un anno fa. Il tempo passa, le ammonizioni si susseguono e finisce che il tempo finisce e finisce anche la Juve. Il Sassuolo gioisce sulle note di Nek, vincitore di Sanremo e in fondo anche i neroverdi hanno vinto il loro festival della canzone italiana. Perchè sono italiani, i titolari, a parte Vrsaljko. Gioiscono il presidente di Confindustria Squinzi e l’ad Carnevali, accanto al presidente dell’Emilia Romagna Bonacini. La storia è qui, l’ha fatta Di Francesco Eusebio. Che per un po’ di tempo fece pure l’albergatore, in famiglia, a Pescara. Suo figlio gioca nel Lanciano, lui vola come faceva nell’Empoli, nel Piacenza e nella Roma. Laggiù, in fascia, come quel Biondini re del pressing, del contrasto e ripartenza, come fosse un Barbarossa. La storia è qui, epica del pallone.

Tuttosport. Un anno dopo, la Reggiana è prima. Batte la Cremonese e raggiunge il Bassano. Colombo: “Non abbiamo la necessità di vincere per forza, ad Alessandria aspettano la B da una vita. Altro che da 16 anni…”

Il gol dei granata
Il gol dei granata

La prima versione del commento per Tuttosport.

REGGIO EMILIA. (v.zagn.) Un anno dopo, la Reggiana torna prima, aggiudicandosi la sfida fra ex grandi provinciali: nel ’94 si salvarono entrambe in A. “Il territorio è zeppo di società di vertice – spiega l’allenatore Colombo -, ma non dobbiamo vincere per forza. Giochiamo meno bene dell’anno scorso eppure siamo più efficaci”.

REGGIANA – CREMONESE 1-0 MARCATORI: pt 15′ Mogos. REGGIANA (3-5-2): Perilli 6; Spanò 6.5, Parola 7, Sabotic 6.5; Mogos 7 (31′ st Rampi 6), Bartolomei 6, Maltese 7, Angiulli 6, Frascatore 6.5; Siega 6 (38′ st Giannone ng), Arma 6 (44′ st Pesenti ng). A disp. Rossini, Castellani, De Biasi, Loi, Ceccarelli. All. Colombo 7 CREMONESE (5-3-2): Ravaglia 6; Formiconi 6.5, Zullo 6, Russo 5.5, Marconi 5.5, Crialese 6; Bianchi 5 (26′ st Magnaghi 6), Rosso 6, Benedetti 5.5 (1′ st Perpetuini 6); Maiorino 5 (14′ st Forte 6), Brighenti 5.5. A disp. Galli, Gambaretti, Guglielmotti, Eguelfi, Gargiulo, N’Diaye,Ciccone. All. Pea 5,5. ARBITRO: Guccini di Albano Laziale 6. NOTE: spettatori 4.822 per un incasso di 14.389 euro. Ammoniti: Angiulli, Marconi, Crialese, Rosso. Angoli:5-4. Recupero tempo: pt 2′, st 3′.

Tuttosport. Basket, Eurocup. L’Alba Berlino chiude la striscia positiva della Grissin Bon, avanti per tre quarti abbondanti. Polonara e Aradori i migliori del primo tempo.

basket-alba berlinoDi Vanni Zagnoli

Alla 7^ gara della stagione, Reggio Emilia perde l’imbattibilità, a Berlino, dopo avere condotto per tre quarti abbondanti. Per l’Alba decidono Cherry e Jordan Taylor, regista ex Roma. La Grissin Bon conduce dall’inizio, i protagonisti del primo tempo sono Aradori, con due canestri in stepback, compresa la tripla del 20-25, e Polonara, infallibile con 4 canestri pesanti e il +8. Replicato anche da Dalle Valle, a tratti playmaker. Tra i biancorossi piace pure il 20enne Pechacek, qualcosa tuttavia concedono in difesa, al punto che 10 giocatori tedeschi vanno a segno prima dell’intervallo.

Nel secondo tempo contribuisce anche Gentile (40-50), mentre Veremeenko fatica e così l’Alba piazza un 9-0. Sorpassa sul 61-59, sospinta dagli 8mila tifosi e da due triple di Cherry.

Della Valle da 3 firma l’ultimo vantaggio (67-68), Lavrinovic non basta perchè alla distanza gli emiliani pagano l’assenza di Kaukenas, segnando appena 31 punti nella seconda frazione. I gialli di Germania allungano al 35’ con Cherry (75-68), finchè Loncar mette il canestro della sicurezza.

ALBA BERLINO-GRISSIN BON 82-76

BERLINO: J. Taylor 10 (3-12 0-1), Vargas 2 (1-2 0-1), Milosavljevic 17 (1-3 2-3), Watt 9 (4-8), Loncar 11 (3-3 1-1); King 3 (0-1 1-5), Cherry 15 (1-5 3-6), Wohlfarth 2 (1-1), Giffey 6 (3-4), Akpinar 3 (0-1), Liyanage, Kikanovic 4 (2-6). All. S. Obradovic.

REGGIO EMILIA: S. Gentile 3 (0-1 1-5), Aradori 17 (4-7 1-5), Silins 6 (1-1 1-2), Polonara 19 (3-3 4-6), Veremeenko 2 (1-2); De Nicolao 5 (2-2 0-3), Della Valle 13 (2-4 3-5), Pechacek 2 (1-1), D. Lavrinovic 9 (4-6 0-2). Ne Strautins. All. Menetti.
Arbitri: Garcia Gonzales, Anastopoulos, Petek.

Note: i parziali 16-20, 40-45, 61-61; da 2: B 19-46, R 18-27; da 3 B 7-17, R 10-28; liberi: B 23-29, R 10-16. Rimbalzi: B 43 (18 off), R 24 (5 off, Polonara 8). Perse: B 13, R 15; Rec: B 7, R 3. Assist: B 16, R 15 (De Nicolao 7).

 

Il Giornale. Il bronzo per gli azzurri agli Europei di volley, tanti rimpianti per l’inattesa sconfitta con la Slovenia.

 

La Slovenia, outsider degli Euro 2015, che ha infranto le speranze azzurre di conquistare l'oro del volley dopo 10 anni
La Slovenia, outsider degli Europei 2015, ha infranto le speranze azzurre di conquistare l’oro del volley dopo 10 anni

http://www.ilgiornale.it/news/sport/europei-litalia-bronzo-battuta-4-set-bulgaria-1184202.html

Di Vanni Zagnoli

Si potesse rigiocare, quella semifinale con la Slovenia… Certo, il ragionamento vale per molte partite, anche per il 16-14 sull’Argentina al tiebreak, poichè l’Italia in quella notte giapponese aveva rischiato di vanificare la splendida coppa del mondo, però era davvero l’Europeo giusto per rivincere un trofeo internazionale, 10 anni dopo l’oro di Roma con Gian Paolo Montali.

Il tecnico parmense si è poi dato al calcio, il volley nazionale è rimasto ad alti livelli anche con Anastasi, Berruto e adesso con Blengini, ma il bronzo di ieri sa molto di occasione persa. Comunque vale, perchè conquistato sulla Bulgaria più padrona di casa dei nostri, in questo campionato d’Europa condiviso, considerato che semifinali e finali sono accompagnate dal frastuono degli 11mila di Sofia.

La finale per il terzo posto era molto temuta per il fattore campo, i giovani azzurri mostrano la saldezza di nervi venuta meno contro gli sloveni. Quel primo set con appena 12 punti resta un obbrobrio, per usare il termine con cui l’ex Andrea Giani aveva bollato l’esclusione di Travica, Zaytsev, Sabbi e Randazzo dalla Final six di World league. Ieri sono stati i bulgari a sbagliare completamente il secondo parziale, chiuso a 14, ma già il primo era stato azzurrissimo, a parte il 17-16. Tre punti in fila di Buti, capitano per l’assenza di Birarelli, ridanno slancio, mentre Giannelli difende e azzecca un buon turno di battuta. Zaytsev martella con buone percentuali, così Juantorena e Lanza schiacciano appena 4 palloni a testa, nel primo set. Nel secondo, dal 14-12 l’Italia suona con tutti gli orchestrali, diretti da Giannelli, anche terminale aggiunto.

La Bulgaria cambia palleggiatore, Agontsev per Bratoev, dal 12 pari sale sul 19-15 con Uchikov e Aleksiev e incassa la 3^ partita. Sul 6-4 si illude di raggiungere il tiebreak e rimontare l’Italia, come la Francia nell’ultima gara del girone, Lanza però firma il 12 pari. Poi Zaytsev azzecca uno dei suoi proverbiali turni al servizio, salta e propizia 2 muri di Piano e 3 aces. L’ultimo sussulto è sul 18-16, ma il bronzo arriva senza patimenti, grazie a 3 muri in più (5 di Piano), alla precisione in ricezione e alla superiorità offensiva.

E’ il terzo della storia (l’ultimo capitò nel ’97) e anche il 3° podio consecutivo, per un totale di 13 medaglie continentali. Quante ne vanta l’Urss. Da quando si è disgregata, la Russia ha vinto solo il titolo di due anni fa. Dall’Italia ha buscato un doppio 3-0 nell’ultimo mese. Basta questo per alimentare il rimpianto.

Bulgaria-Italia 1-3: 20-25, 14-25, 25-23, 20-25; azzurri terzi.

Finale: Francia-Slovenia 3-0: 25-19; 29-27; 29-27.

Il Gazzettino. La prima vittoria della Francia agli Europei di volley, per l’Italia c’è il terzo bronzo della storia. Nel medagliere solo la vecchia Urss è davanti

La Francia è Campione d'Europa di volley per la prima volta nella sua storia
La Francia è campione d’Europa di volley per la prima volta nella storia

Di Vanni Zagnoli

Arriva il bronzo, luccica anche se è un passo indietro rispetto al doppio argento conquistato con Berruto. Gianlorenzo Blengini fa due su due sul podio, secondo in coppa del mondo, terzo agli Europei, sovvertendo il fattore campo.

A Sofia si gioca di fronte a 11mila tifosi, in Bulgaria sono appassionatissimi di pallavolo, i rossoverdi peraltro hanno l’abbonamento ai quarti posti: ne hanno ottenuti 14, nelle 5 manifestazioni internazionali, 3 con il salentino Placì, nella scorsa gestione.

L’Italia piace, come nei 3-0 alla Finlandia e alla Russia, piazza 3 muri in più e due errori in meno, è più precisa in ricezione e soprattutto in attacco. Giannelli insiste molto su Zaytsev, soprattutto nel primo set, ma esalta un coro ieri senza stonature, e poi conclude di persona: i 7 punti del palleggiatore sono probabilmente un record, in una finale per il podio.

La 13^ medaglia continentale (6 ori, 4 argenti, 3 bronzi) è caratterizzata da un buon avvio (8-5), dal ritorno bulgaro (15-16) e dall’allungo firmato Buti e poi Giannelli e Zaytsev, che chiuderà con il 70%. Il secondo set è più tranquillo (8-5), soprattutto dal 12 pari, perchè crolla la nazionale che era allenata da Stoitchev, vincitutto con Trento ma non in patria. Il cambio in regia porta il 3° parziale alla Bulgaria, sono Uchikov e Aleksiev a issarsi sul 19-15 chiave. Sul 6-4 del 4° c’è aria di tiebreak beffardo, modello Francia nell’ultima gara del girone, la reazione è con Lanza, 2 muri di Piano e 3 aces di Zaytsev, che in battuta salta come fosse in atletica, in alto, più che nel lungo. Anche sul 18-16 è tutto sotto controllo, ci pensa Juantorena a chiudere.

L’ultimo bronzo europeo era del ’97, con il brasiliano Bebeto in panchina. Il vero miracolo è autografato da Giani, allenatore di Verona e finalista indomito con la Slovenia. Trionfa però la Francia, come in World league. Ngapeth chiude con il bilanciere, come una rovesciata nel calcio.

BULGARIA-ITALIA 1-3 (20-25, 14-25, 25-23, 20-25): Giannelli 7, Zaytsev 26, Juantorena 15, Lanza 9, Piano 9, Buti 5; Colaci (l).

Francia-Slovenia 3-0: 25-19, 29-27, 29-27.

Il Gazzettino, volley. Blengini, missione incompiuta: c’erano le premesse per vincere l’Europeo dopo dieci anni

Gianlorenzo Blengini ct della nazionale maschile di volley dal 1 agosto 2015
Gianlorenzo Blengini ct della nazionale maschile di volley dal 1 agosto 2015

La prima stesura del commento per il Gazzettino del nordest.

Resta un rammarico lungo 10 anni. E’ da Roma 2005 che l’Italia non vince un oro internazionale. C’era Montali ct e poco dopo lasciò il volley. Era l’anno giusto per aggiudicarsi il 7° Europeo. Gianlorenzo Blengini si era presentato con la qualificazione olimpica al primo tentativo, exploit che non riusciva dal ’94, con Velasco. Quel secondo posto in coppa del mondo era traducibile in primo a livello continentale, nonostante tre antagoniste più forti rispetto alle 11 del Giappone: la Serbia, battuta nei quarti dalla Francia, vincitrice di World league e mai così convincente, e la Bulgaria, più padrona di casa degli azzurri, poichè che semifinali e finali si sono giocate a Sofia. E’ arrivato il bronzo, proprio contro i bulgari, ma quella sconfitta con la Slovenia in semifinale non va giù.

Vanni Zagnoli