Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Volley, supercoppa all’Imoco Conegliano: a Novara solo il primo set. Courtney mvp

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_supercoppa_imoco_conegliano_novara_solo_primo_set_courtney_mvp-6232975.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/volley_supercoppa_imoco_conegliano_novara_solo_primo_set_courtney_mvp-6233056.html

di Vanni Zagnoli

C’è la festa del volley, al palaPanini, dell pallavolo femminile. C’è il pubblico al 35%, l’avevamo lasciato, in Italia, il 1° maggio, alle final four di Verona, vinse Conegliano, la sua prima Champions, perse Trento, all’ultima partita per Giannelli, con la Trentino. A Modena l’anteprima è stata al museo Ferrari, poi l’assemblea delle società femminile all’accademia militare, scelte di Mastergroup, in mano a Giovanni Carnevali, l’ad del Sassuolo calcio, con la principale agenzia di eventi sportivi in Italia, da una quindicina d’anni.

Sul parquet c’è equilibrio, come nella finale scudetto, in cui peraltro l’Imoco si aggiudicò la 64^ partita di fila, talmente tante che nella presentazione di ieri la capitana Asia Wolosz ne ricordava una in meno. Vincerà comunque l’Imoco, 3-1, come da pronostico, anzi oltre perchè c’era la sensazione di un equilibrio superiore.

Novara è avanti 21-22, chiude il primo con Rosamaria Montibeller, opposto brasiliano, nuovo arrivato, 25-25.

Il secondo non può che essere dell’Imoco, 14-11, 18-16. Washington però mura Egonu, 20-22. Plummer è la nuova arrivata in gialloblù, autografa il 22 pari. Un fallo di doppia di Wolosz porta al 22-24. Sembra 26-24 ma un attacco piemontese è dentro, al videocheck, ancora parità, il break chiave è di De Kruijf, a filo di rete, 28-26.

Lo spettacolo è sugli spalti, con un pullman di tifosi novaresi e altrettanti trevigiani, qualche ultras c’è anche qua e arriva la preghiera di non riprenderli, inatteso. Fra le immagini storiche del palaPanini c’è il meglio della pallavolo femminile, a partire dall’allenatrice veterana Simonetta Avalle, accompagnata dal fratello.

In avvio di terzo set Lavarini catechizza Chirichella, sa che serve di più per imitare la sua Corea del sud, arrivata a un’incredibile semifinale olimpica. C’è il resto d’Italia a tifare, Novara, sperando di interrompere la serie di successi di Conegliano, che ha la ricchezza del nordest e regge nonostante l’assenza di Sylla, in Spagna per recuperare da un infortunio. I timori di Lavarini sono fondati, le pantere volano via sull’8-3, Caterina Bosetti si fa murare e l’inerzia va decisamente verso il 14° trofeo del club targato Maschio, all’8° in fila. Washington urla di rabbia, sul 16-9, va direttamente in spogliatoio. Lavarini chiama un videocheck per ritrovare continuità, ritornerà nel quarto parziale, dopo il 25-15.

Sul 17 pari, Courtney finalizza lo scambio più bello della partita, con difese perfette. L’Igor rimette la freccia grazie all’errore di Egonu, il muro di Raphaela Folie porta il 22-21, ha recuperato molto più in fretta delle 18 settimane previste dopo l’olimpiade. Un contrattacco di Egonu vale il doppio vantaggio, sempre con Plummer in battuta. La schiacciatrice è la più massiccia fra le ragazze in campo, questo sport premia liberi sottili come Moky De Gennaro e donne potenti come l’americana. Un errore di Egonu porta al 24 pari, ovvio che la mvp degli Europei si riscatti subito. Chiude un contrattacco di Megan Courtney, altra statunitense, mvp ma non alle olimpiadi. Il resto è festa, festa continua, dopo il doppio oro europeo. 

Imoco Conegliano-Igor gorgonzola Novara 3-1: 23-25 29-27 25-15 26-24.

Conegliano: Plummer 17, Folie 9, Egonu 24, Courtney 14, De Kruijf 7, Wolosz 3; De Gennaro (l), Frosini, Caravello, Gennari. Ne Vuchkova, Bardaro (l), Omoruyi, Butigan. All. Santarelli. 

Novara: Hancock 5, C. Bosetti 7, Chirichella 6, Karakurt 17, Daalderop 17, Washington 8; Fersino (l), Montibeller 4, Battistoni, Bonifacio, D’Odorico. Ne: Imperiali (l), Costantini, Herbots. All. Lavarini. Arbitri: Vagni, Cappello. 

Note: 1900 spettatori. Durata set: 27′, 33′, 25′, 29′ (un’ora e 54’).

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. L’Italia è campione d’Europa, 3-1 in Serbia. La pallavolo dieci anni dopo la coppa del mondo, la pallavolo torna

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/serbia_italia_volley_diretta_live-6175698.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/serbia_italia_volley_diretta_live-6175772.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/italia_serbia_diretta_live-6175735.html

https://www.leggo.it/sport/altrisport/italia_serbia_diretta_live-6175717.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/serbia_italia_volley_diretta_live-6175856.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/altrisport/italia_serbia_diretta_live-6175717.html

di Vanni Zagnoli

La finale andrebbe raccontata, non solo come emozioni. La finale di Euro 21 di volley femminile finisce contro pronostico, a Belgrado è caos, il miracolo del volley si ripete, la qualificazione olimpica ai danni della Serbia è stato il capolavoro estivo dello sport italiano, più ancora del titolo europeo del calcio, qui si va ancora oltre ed è bellissimo.

E’ un sestetto super, che entusiasma dopo il primo set perso. 

Le serbe abdicano dopo due titoli, si fosse giocato in Italia, magari le azzurre l’avrebbero vinta 3-0. Nel primo, dunque, sono a lungo avanti, vengono sopravanzate in extremis, il secondo lo incassano, il terzo è spesso decisivo, nella pallavolo e lì la nazionale di Mazzanti si attarda, sull’8-11, subentra al palleggio Lia Malinov, si recupera, con pazienza. Altro break, Danesi e compagne mettono la freccia, nonostante qualche errore. Egonu vola, ha gli occhi spiritati, è una signora finale, sul 16-14 si può sperare almeno nel tiebreak. Boskovic sbaglia il pallonetto, l’inerzia è mutata, Chirichella mura Busa. Sul +4, è fatta. 

E anche il quarto inizia alla grande, 2-7, 5-12, è fatta, è fatta, in anticipo, incredibile, Italia.

E’ la notte azzurra, che più azzurra non si può. Esulta il movimento, il volley femminile vince dopo 10 anni, dalla coppa del mondo ottenuta con Massimo Barbolini, il maschile è senza ori da Euro 2005 a Roma, da Montali ct. Incredibile, 5-14, Mazzanti sa che ha vinto, che vince. Dopo tre sfide perse decisive, trionfa. Quanto vale l’Europeo? Forse un terzo dell’olimpiade, l’Italia vince, è la più forte d’Europa, anche senza Fahr, centrale infortunata. 

L’ace di Egonu è l’apoteosi, 20-8 con un altro servizio vincente. E’ grandissima Italia, è festa, di sicuro a Conegliano e nelle grandi piazze del volley, anche magari al maschile. 

Altro ace, Paola, Paola, Paola!!! E’ Italia, è l’Italia, è il volley, è uno sport bellissimo che va a vincere l’oro, è sul trono d’Europa. Sylla, capelli blu, Lia Malinov, Pietrini figlia di cestista, Danesi da Volleyrò Casal de’ Pazzi, Chirichella, De Gennaro. 23-8, la Serbia è spazzata via. E’ successo davvero, per davvero, l’Italia è nel gotha, nell’estate del grande sport italiano ci sono le fidanzate d’Italia. Tre a uno. E adesso a preparare il mondiale del 2022, l’olimpiade di Parigi 2024, da favorite, almeno per il podio. E’ la notte più bella per la pallavolo nazionale da 16 anni. Siamo ai livelli dell’argento olimpico di Rio, al maschile.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it. Europei, l’Italia è in finale ma rischia di non avere Sylla

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

Domani sarà ancora Italia-Serbia, come nella finale mondiale del 2018 (2-3), come nella semifinale di due anni fa (1-3) e come nei quarti all’olimpiade (0-3). Le azzurre non sono favorite, proprio per la sudditanza anche psicologica nei confronti delle slave, però hanno ritrovato il livello di gioco almeno della qualificazione olimpica dell’anno scorso, a Catania. L’Olanda conquista solo il terzo set, con la Slovacchia negli ottavi e la Russia nei quarti l’Italia non ne aveva concessi, comunque ritorna la nazionale più amata dagli italiani.

A Belgrado gran parte del pubblico se ne va, restano 2400 spettatori, dopo la prima semifinale, 3-1 della Serbia alla Turchia ma con parziali alti, 34-32, 28-26, 25-23, escluso il 13 finale. Il modenese Giovanni Guidetti, dunque, sfiderà i Paesi Bassi per il bronzo, era argento in carica.

A caricarsi sono le azzurre, intonando l’inno, colpisce la differenza di altezza fra Beatrice Parrocchiale, libero di riserva, e Anna Danesi, centrale titolare grazie all’infortunio al ginocchio di Sarah Fahr, di nuovo primattrice.

L’Olanda resta a galla all’inizio, sino al 6 pari, perde contatto grazie a un muro di Chirichella, sul 18-11 arriva un errore di Egonu, non saranno tanti. L’attacco azzurro va al doppio, come percentuali, rispetto ai Paesi Bassi, il contrattacco convince, sospinto dalla regia di Alessia Orro, di nuovo preferita a Lia Malinov, a contenere il ritorno sul 23-18, con un muro a tre. 

Elena Pietrini è in serata anche nel secondo parziale (7 punti su 9 attacchi nel primo, chiuso a 19), rispetto all’olimpiade (e alla qualificazione) rileva Caterina Bosetti, operata, assieme a Orro è la novità rispetto all’argento mondiale di tre anni fa e al bronzo del 2019, in Turchia, agli Europei. Danesi alza il muro del 7-4, le orange confermano l’inferiorità: ad allenarle c’è Avital Selinger, che ha rilevato il bolognese Giovanni Caprara.

L’Italia vola sul 17-11, con le schiacciate di Sylla e una buona distribuzione. Entra Beatrice Parrocchiale per rafforzare la ricezione. Che peraltro salta a Miriam Sylla, così le arancioni tornano a -3. L’Italia resiste senza affanni, al di là di un’invasione per Alessia OrroDe Gennaro alza per Sylla come fosse una palleggiatrice, la schiacciata impedisce di scendere sotto il +2. Con Parrocchiale al posto di Pietrini, come secondo libero, arriva il 23-16. Qualche imprecisione andrà levata, per aumentare le possibilità di battere la Serbia.

Alle olimpiadi Mazzanti ha cambiato troppo, in Croazia e in Serbia è rimasto sul medesimo sestetto, coinvolgendo le centrali anche in attacco. 

Egonu piazza il muro della parità in avvio di terzo set, impedendo a Plak e compagne di allontanarsi. Accade, in realtà, sul 4-8, con un paio di pallonetti. Dati i due set di vantaggio, Mazzanti chiede “bombe” in attacco, ovvero di spazzare via il timore. Un tocco sopra la rete di Egonu spezza la sequenza negativa, le azzurre sanno anche soffrire. Il pari arriva a quota 9, con il muro di Chirichella. Arrivano 5 punti di fila per le olandesi, serve la svolta in alzata, entra Malinov, mentre Alessia Gennari fa rifiatare Sylla per una leggera distorsione. Debutta Sylvia Nwakalor, per Egonu, il quarto parziale sul -7 è dato per perso dal ct marchigiano. Sul 14-23 sorridono le avversarie, chiudendo a 16. 

Resta come martello Gennari, torna Orro ad alzare e il muro di Paola Egonu vale il buon riavvio, sul 5-2 le sensazioni sono di nuovo positive. Con Danesi al servizio l’allungo è per 11-4, un margine già irrecuperabile. Una schiacciata e un ace di Egonu rendono la sensazione del potenziale in maglia Dhl. Il muro subito da Anna Danesi offre il 13-18. Niente spaventi perchè anche Chirichella svetta. Si finisce in gloria, con il lungolinea di Egonu e con il mani e fuori di Pietrini.

E’ anche questione di livello, oltre che di pressione psicologica, l’Italia a Tokyo ha perso con gli Usa e la Cina, poi con la Serbia, in Europa solo Turchia e le stesse serbe possono realmente impensierirla.

Domani sera, alle 20, a Belgrado, la finale, sempre con diretta Rai3 e su Dazn. La Serbia viene da due ori europei (da tre in 5 edizioni) e da due medaglie olimpiche, non è imbattibile, come dimostra il 3-0 subito in Giappone dagli Usa.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it. Volley femminile, Italia-Bielorussia 3-0. Mazzanti cambia per tornare a vincere, dopo 10 anni

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_femminile_italia_bielorussia_3_0_mazzanti_cambia_tornare_vincere_dopo_10_anni-6148434.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/volley_femminile_italia_bielorussia_3_0_mazzanti_cambia_tornare_vincere_dopo_10_anni-6149585.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/volley_femminile_italia_bielorussia_3_0_mazzanti_cambia_tornare_vincere_dopo_10_anni-6149603.html

di Vanni Zagnoli

Qui non è in discussione la prima fase degli Europei e neanche, magari, l’approdo in semifinale, qui c’è un movimento intero che dal 2000 insegue la prima medaglia olimpica, al femminile, e anche da Tokyo è uscito mortificato. 

La nazionale di volley ha iniziato oggi l’Europeo in Croazia (Zara) e Serbia, Romania e Bulgaria, il 3-0 alla Bielorussia è scontato, il podio è l’obiettivo minimo, c’è però voglia, quasi esigenza, di oro, dieci anni dopo l’ultimo titolo internazionale, la coppa del mondo sollevata da Massimo Barbolini. Da allora le azzurre non hanno più vinto, con il mago delle giovanili Marco Mencarelli, con Marco Bonitta, poi ritornato al maschile, anche da dirigente, e neppure con Davide Mazzanti. Per carità, il ct è bravissimo, a 45 anni può restare potenzialmente per altre 5 olimpiadi, il problema è l’oggi, rialzarsi da quel 3-0 dalla Serbia, nei quarti in Giappone.

Non è solo questione di bestia nera, le azzurre avevano già perso con la Cina e gli Usa, nel girone, ma da qualificate, è che questo gruppo che sfiorò il mondiale, nel 2018, non è più in ascesa, dal bronzo europeo dell’anno successivo.

Sylla è capitana eppure non più inamovibile, visse in panchina per scelta tecnica metà della finale di Champions league, a Verona, vinta da Conegliano: Mazzanti ruota fin troppo, per gli standard della pallavolo, non oggi. 

Contro le bielorusse ha parecchio da Pietrini, che due anni fa saltò l’Europeo, volontariamente, dopo la qualificazione olimpica, e da Egonu, da Fahr e da Chirichella, al centro, mentre in regia sceglie Alessia Orro. Libero è De Gennaro, 35 anni. Curiosamente, entra solo Alessia Gennari. In panca Lia Malinov, la regista ora di riserva, Anna Danesi che all’olimpiade aveva ritrovato iun po’ dello spazio del mondiale, e anche i nuovi innesti, dopo Tokyo.

L’Italia è da finale, a prescindere, deve comunque guardarsi anche dalla Turchia, mentre Olanda e Polonia sembrano inferiori. 

Egonu può reggere per altre 4 olimpiadi, come Giannelli, che a Mantova prepara l’Europeo al maschile, vuole intanto riprendersi lo scettro di migliore al mondo e sollevare il primo trofeo con la nazionale. Di questo gruppo solo Monica De Gennaro c’era in quella coppa del mondo del 2011, mentre Raphaela Folia è uscita, dopo Tokyo. Domenica alle 20 un’altra passeggiata, con l’Ungheria. 

L’Italia è destinata ad aggiudicarsi il girone, può essere impensierita solo dalla Croazia di Daniele Santarelli, marito di Moky De Gennaro: Slovacchia e Svizzera sono lontano, resterà a Zara e raggiungerà facilmente le semifinali. Le dirette sono su Rai2 e su Dazn, tv nobili per una nazionale che vuole ancora essere la più amata dagli italiani, almeno al femminile.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Messaggero. Volley femminile, L’Acqua e Sapone promossa in serie A1 con una giornata di anticipo, su Mondovì. Il budget e i dirigenti, l’allenatore Cristofani andrà a Firenze. La rosa giovane e le esperte. “Vorremmo giocare al palaEur, con 3-4 mila spettatori”

(volleyball.it)

E’ la festa dell’Acqua e Sapone. Non nel calcio a 5, nella coppa Italia di Rimini, sfuggita in semifinale, ai rigori, per la squadra di Pescara, si concreta nel volley femminile, a Roma, con il successo di Cutrofiano. La serie A1 arriva con una giornata di anticipo, su Mondovì. Le lupe giallorosse dall’autunno saranno avversarie delle campionesse del mondo e d’Europa, di Conegliano, saranno sfide di alto livello.
Il 3-0 in Puglia, nel Leccese, è facile, con parziali a 12, 23 e ancora 12, spiccano Sofia Rebora e Ilaria Spirito, fa il pieno di successo, sui social, per una società che in comune con i maschi ha una parte di comunicazione ma che sul piano dei risultati non è paragonabile, primo posto in A2 contro nono in A3, che ha amareggiato il presidente al maschile, Antonello Barani. Peccato soltanto che l’allenatore Luca Cristofani lascerà, si è già accordato con Firenze, dopo avere esordito la scorsa stagione in serie A1, nella rivale Scandicci.
Romano, 51 anni, iniziò a 25 in serie B2, alla Gierre, poi 7 stagioni a Casal de’ Pazzi, in B, l’A2 alla Virtus e alla Lamaro Appalti, sempre a Roma, e anche a Vigna di Valle e ad Aprilia. Poi Pomezia e Caserta.
La capitale mancava dalla pallavolo di vertice da un quarto di secolo, deve ringraziare il direttore generale Roberto Mignemi, ad di Cybertech (cyber security)
e il presidente Pietro Mele (impianti di riscaldamento), partiti quattro anni fa, con il Volley Group, unendo Olimpia, Pomezia, Palocco e Divino Amore, compresa la collaborazione con il Volleyrò Casal de’ Pazzi. La ds Barbara Rossi passò dalla serie B all’A1 con Pesaro, è alla terza stagione a Roma. Mixa le giovani Adelusi e Bucci, Consoli, Diop e Giugovaz, Guiducci e Purashaj (alcune al minimo di stipendio, 5mila euro) e l’esperienza di Arciprete e Cogliando, di Spirito e Rebora, di Decortes e Valeria Papa, che giocò in Brasile, come Piccinini e Diouf: l’ingaggio top è sui 40mila.
L’Acqua e Sapone ha sempre galleggiato fra le prime due posizioni, fra regular season e pool promozione, traguarda i 64 punti (21 vittorie, 6 sconfitte), uno in più di Mondovì, che ha già chiuso la stagione, a 63, mentre Roma ha un’altra gara, ora ininfluente.
Il dg Mignemi sintetizza il percorso: “E’ un sogno che si avvera, un progetto innovativo e virtuoso che raggiunge il primo obiettivo. L’A1 rappresenta ai massimi livelli oltre 20mila tesserati Fipav e 120 società della provincia di Roma. Speriamo di avere prima possibile una casa per noi, magari il PalaTiziano, quando sarà pronto. Se le istituzioni ci aiuteranno, porteremo il grande volley donne subito al PalaEur, la passione ci consentirebbe di gremirlo, con la fine del covid. Puntiamo a 3-4mila spettatori di media e magari ad avvicinare la capienza massima, di 12mila, contro Conegliano”. 
“Il nostro simbolo è Alessia Arciprete – spiega coach Cristofani -, cresciuta nel Volleyrò e passata dal Club Italia. E’ ritornata la scorsa stagione, in questo gruppo creato per la promozione”.
Che entusiasma anche il presidente provinciale della Fipav, Claudio Martinelli: “La società merita un plauso perchè in poco tempo ha raggiunge l’altissimo livello”. 
La stagione è costata meno di 800mila euro, all’incirca quanto ha speso Brescia in A1, senza evitare la retrocessione. La prossima stagione scenderanno in due: “Noi non ci accontentiamo di salvarci – sottolinea Mignemi -. Dopo Roma e Lazio, siamo la società sportiva di livello più alto, nella capitale”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero. Volley femminile, la stagione perfetta dell’Imoco Conegliano: 64 vittorie di fila, il record in campionato sono 72, della Teodora Ravenna. Egonu può disputare 6 olimpiadi e vincere a Tokyo. Le pantere imitano Sisley e Benetton basket

(volleyball.it)

Verona
L’Imoco Conegliano Veneto somiglia tanto allo sport di Benetton. Alla Sisley vincitrice di tre Champions nel volley maschile, alla Benetton basket che si aggiudicò 2 Saporta cup e 5 scudetti, alla Benetton rugby dei 15 scudetti, talmente forte da giocare solo in Europa, dal 2010.
Restiamo a Treviso, con tanto nordest e ricchezza di un territorio da record come produttività, in parallelo a Emilia Romagna e Lombardia.
A Verona arriva la prima Champions, sfuggì a Davide Mazzanti, non ancora ct, a Villorba, e due anni fa a Daniele Santarelli, contro Novara, all’epoca con Egonu. Sarebbe arrivata probabilmente già la scorsa stagione, senza covid, adesso è grande slam, manca giusto la supercoppa europea ed è un peccato che non si disputi, per arricchire il palmares. Sono 13 trofei in 9 stagioni e nessuno è rimasto, della precedente società.
Propulsori gialloblù sono il presidente Garbellotto e la famiglia Maschio, delle cantine, i due nuclei trasportano i trofei nel baule e sopra hanno anche Carraro, che dà il nome alle pantere in Europa. I produttori di spumante sono schiva, al pari di Marcello Carraro, dei trattori compatti, nella Marca hanno coagulato gli sponsor orfani di basket e volley maschili, con loro il ciclo tende all’infinito. Arriveranno trionfi finchè magari non cambieranno sport, in fondo accadde anche alla Mapei, dal ciclismo al calcio
Vista da vicino, nelle notti di ogni trofeo conquistato in Italia, l’Imoco è fenomenale e pure affascinante, con volti da cinema. E difatti tra Rai2 e Skysport il 3-2 della finale cattura 950mila spettatori. 
Capitana è la polacca Asia Wolosz, miglior regista al mondo, l’opposto Paola Egonu, 22 anni e 6 potenziali olimpiadi, al pari di Simone Giannelli, in banda c’è l’esuberanza di Miriam Sylla, ballerina a Novara, davanti al pullman, stranamente in difficoltà nella finale con le turche del Vakifbank e in panchina dal terzo set. Sono all’altezza le altre schiacciatrici, americane, Kimberly Hill e la subentrata McKenzie Adams, e le centrali Raphaela Folie, bolzanina, e Robin De Krujif, olandese, forse la miglior coppia del pianeta. Si cambiano le seconde linee, servono campionesse che accettino magari neanche di entrare, nelle grandi partite, ma che siano allenanti. “Abbiamo proprio bisogno di gare allenanti”, ci ripete spesso l’allenatore, marito di Monica De Gennaro, best libero del volley. Il tutto fa 64 gare senza sconfitte, con l’unica della serie capitata a Perugia, dopo il mondiale per club, solo per turnover. “Avessi intuito questo primato, mica avrei lasciato riposare le migliori”, dice Santarelli. La Teodora Ravenna si aggiudicò 72 partite in sequenza, in campionato, negli anni ’80, Conegliano è a quota 57 e punta alla tripla cifra. 
La migliore è Paola, incide quanto Cristiano Ronaldo, Messi e Lebron James, 40 punti nei cinque set contro il modenese Giovanni Guidetti, guru già forte di 4 Champions. Tra i maschi, sarebbe in difficoltà solo a muro e in difesa, sarebbe intrigante vederla in azione con l’altro genere, se consideriamo quante competizioni miste sono proposte in questo decennio. A tutto questo manca solo una medaglia olimpica. Già che ci siamo, si vadano a prendere l’oro, per superare anche i maschi, dal ’92 sempre accarezzato dagli azzurri.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Messaggero, volley femminile. Acqua e Sapone prima in A2 a punteggio pieno dopo due giornate

(ilcaffe.tv)

Due giornate, certo, sono nulla, però la sensazione è che Roma possa sbarcare nel grande volley femminile. E’ prima in A2 a punteggio pieno, con un punto su Sassuolo, e l’idea che la capitale arrivi in A1 entusiasma. Se la capitale si affacciasse in A1, nell’anno dell’olimpiade, sarebbero tutti contenti, anche in federazione, perchè amplificherebbe l’attenzione sul movimento.
Adesso in A1 ci sono 13 squadre, Roma tempo un paio d’anni e potrebbe emulare Trento, Perugia e Monza, presenti nei massimi campionati di volley con entrambi i generi. Per i maschi del patron Antonello Barani è decisamente più dura, dal momento che sono in A3, a livello femminile si emerge molto più in fretta, come dimostra Conegliano, passata da un fallimento al tetto del mondo. Ecco, fra un anno Roma potrebbe ospitare Egonu, Sylla e compagne.
L’allenatore è Luca Cristofani, 51 anni, romano di Cinecittà, e vive a Casal de’ Pazzi, la culla della pallavolo in gonnella, dove sbocciòAnna Danesi, miglior centrale al mondiale di due anni fa. Era subentrato a Scandicci a Marco Mencarelli, il mago delle nazionali giovanili. Di professione è posturologo, in piazza Bologna.
Le giallorosse sono al terzo anno di serie A2, giocano al PalaFonte Eur e si allenano anche al PalaFord di Casal de’ Pazzi, che è pure il campo del Volleyrò, la regina dei campionati giovanili nazionali, con una squadra anche in B1. Con il covid, Marche e Lazio non hanno ancora autorizzato l’apertura di tutti i palazzetti, quindi allenamenti e partite sono senza pubblico.
Il mercato ha funzionato, con la conferma di Alessia Arciprete, schiacciatrice di Civitavecchia, già in A1, a Pesaro, e del libero Giulia Bucci, di Aprilia, cresciuta nel vivaio casalese, e studentessa al liceo linguistico. Cinque ragazze sono in prestito dal Volleyrò, due sono classe 2002 e romane: Claudia Consoli, centrale, di Marino, è in quinta al liceo sportivo; Gaia Guiducci, palleggiatrice, di Monterosi, neodiplomata. Si affacciano persino un paio del 2003, Anna Adelusi è opposta-schiacciatrice, come Zaytsev, insomma, e frequenta la quarta liceo sportivo, Roberta Purashaj (palleggiatrice, di origine albanese) è in quinta liceo, amministrazione, finanza e marketing.
Salgono due squadre, la promozione è davvero alla portata delle Wolves, le lupe. “Mica è detto che vinceremo il campionato – obietta coach Cristofani -, in tre valono anche più di noi: Pesaro (altra società, rispetto allo scudetto, ndr), Mondovì e Busto Arsizio, in mano all’ex proprietà della squadra ora protagonista anche in Europa”.
Il sestetto è con Guiducci, al debutto in A2, opposto Anna Adelusi (subentra l’azzurrina Bintu Diop, di famiglia senegalese, frequenta la stessa scuola di Purashaj); centrali Sofia Rebora e la napoletana Asia Cogliandro (ex Filottrano, Marche, in A1), in banda la capitana Valeria Papa, 31 anni, ex Flamenco (Brasile), è laureata in lettere, scrive la tesi ora e Arciprete; libero Ilaria Spirito, era stata la migliore del ruolo in A1, nel 2018-19, a Casalmaggiore, sta finendo la triennale in scienze motorie. Ultimo innesto è Linda Giugovaz, martello giuliano. 
Ah, un piccolo particolare, lo sponsor. Acqua e Sapone, basta la parola. In molte città campeggia questo marchio dei supermercati per i prodotti per l’igiene della casa e molto altro, nello sport è l’azienda che finanzia il calcio a 5 di Montesilvano, in Abruzzo, arrivato a scudetti. Presidente è Pietro Mele, del quartiere ardeatina, ds è Barbara Rossi, pesarese, pedagogista e councelor: è l’unica direttrice sportiva del nostro volley, nelle categorie principali. “Il mercato l’abbiamo condiviso”, chiosano lei e l’allenatore. All’inseguimento di un sogno.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it. Il primo trofeo 2020-21 dello sport italiano è la supercoppa, in piazza. Chirichella: “A Tokyo non firmo per il podio”

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/il_primo_trofeo_2020_21_dello_sport_italiano_la_supercoppa_piazza_chirichella_tokyo_non_firmo_podio-5443117.html

Riparte il volley, con il primo trofeo post covid, con il primo trofeo della nuova stagione, in assoluto per lo sport italiano.
Ripartono le donne, da Vicenza, in piazza, all’aperto, come quelle sere magiche al foro italico, per il mondiale maschile, e un’altra volta, per la nazionale all’epoca allenata da Mauro Berruto.
E’ la festa dell’onorevole Mauro Fabris, berico, di Forza Italia, che ha allontanato gli opposizione alla presidenza di lega, battendo Roberto Ghiretti, già uomo forte del volley maschile, nei formidabili anni ’90.
Stasera le semifinali di supercoppa, aspettando la versione al maschile sempre di questo mese: alle 18,45, Conegliano-Scandicci, dalle 21,35 Busto Arsizio-Novara, con dirette su Raisport, con Giulia Pisani accanto a Marco Fantasia.
La finale domenica, alle 21,15, su Rai2. Orario e canale sono da mondiale maschile, di due anni fa, fra Roma e Firenze, Milano e Torino. La supercoppa ha il meglio del sottorete muliebre, con Monza che ha ambizione di scalzarne una, magari Busto.
La prima semifinale è scontata, Conegliano campione del mondo e d’Italia, battuta solo un anno fa da Novara, in finale di Champions, non può farsi battere da Scandicci. “Attenzione, però – dice Daniele Santarelli, 39 anni, marito di Monica De Gennaro -, perchè neanche abbiamo fatto amichevoli. Avevamo giocato noi l’ultima gara di campionato, con Brescia, una vita fa”.
Insomma è come fosse pre, precampionato, dunque Massimo Barbolini che la potrebbe pure fare, fu lui, appunto a Novara, a impedire all’Imoco di aggiudicarsi il trofeo più fascinoso, la Champions. Ha preso il posto di Mencarelli, esonerato durante la stagione, come quando venne avvicendato per Bonitta, per raccogliere l’eredità azzurra da Barbolini.
Le fiorentine hanno Lia Malinov in regia, Lucia Bosetti ormai recuperata, un anno fa saltò la gara chiave di qualificazione olimpica, venne sostituita da Elena Pietrini, sua compagna nella Savino Del Bene, e poi da Sorokaite, agli Europei, del terzo posto azzurro.
Busto-Novara è più equilibrata, le varesotte hanno Francesca Piccinini, 41 anni e mezzo, e la centrale Stevanovic, serba e campionessa del mondo e d’Europa. In panchina c’è Marco Fenoglio, addominali da campione e scudettato a Novara, prima che suor Giovanna Saporiti gli preferisse Barbolini, appunto. Le piemontesi hanno Stefano Lavarini, barbuto ct della Corea del sud, qualificato per l’olimpiade, Caterina Bosetti, della grande famiglia Bosetti, con 5 personaggi del volley, e Cristina Chirichella, la capitana della nazionale.
E’ di nuovo l’anno preolimpico, le donne di Davide Mazzanti sono generalmente giovani, non hanno Juantorena e Zaytsev, ultratrentenni, come il libero Colaci. “La nuova stagione di attesa olimpica non fa grande differenza, non firmeremmo per il semplice podio”, ci garantisce la centrale, assieme a coach Santarelli e a Lucia Bosetti.
A Vicenza, da ieri, c’è la nazionale più amata dagli italiani, divisa per i 4 club. Allenamento in piazza come fosse beach, veneti in festa. La scherma viene dal peggior mondiale da 30 anni a questa parte, Cagnotto e Dallapè non vanno alle olimpiadi, Egonu e Sylla sono i volti da copertina dello sport di squadra al femminile, è come giocassero in casa, in realtà Conegliano dista da qui un’ora e mezza. Le tribunette sono da beach, sugli spalti ci saranno appena 120 spettatori, tra familiari e sponsor, in posti alternati.
Senza coronavirus, Conegliano era favorita per lo scudetto e per la Champions, avrebbe probabilmente inanellato il quinto trofeo di seguito, il 7° degli ultimi 8, la sensazione è che con la regista Wolosz e le centrali Folie e de Kruijf possa dominare a lungo, tantopiù con l’americana Hill in banda e Adams pronta a darle il cambio. Con la longevità di Francesca Piccinini, Egonu potrebbe inanellare la bellezza di 7 olimpiadi, nel 2040 avrebbe 41 anni e mezzo, appunto. “E’ una fuoriclasse – conferma Alessia Gennari, capitana di Busto -, paragonabile a Cristiano Ronaldo, anche se il nostro sport e più di squadra e più umano. E Conegliano può dominare a lungo, si cerca una sfidante ufficiale…”.
Un’Inter, insomma. Ecco, il resto del volley italiano spera che ogni tanto perda, perchè le egomonie stancano, come quella della Juve in Italia. In Europa, non ha ancora vinto, eppure si è aggiudicata il mondiale per club. Che dal 1994 al 2010 non si disputò. Resta giusto da ricreare la supercoppa europea, disputata solo dal ’93 al ’96. Al maschile ne fecero 13 edizioni, sarebbe bello perchè al femminile le nostre vengono dal triplete del 2018-19 e anche nella stagione entrante sono destinate al double: le stesse 4 saranno in Champions, Monza in Cev. 

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Volley femminile. I calendari, l’allenatore di Roma Cristofani: “Conegliano da grande slam, Scandicci per la finale scudetto. Il quadro nelle coppe, le fasce in A1”

(FIVB/ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_femminile_conegliano_da_grande_slam_scandicci_la_finale_scudetto-5403657.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/volley_femminile_conegliano_da_grande_slam_scandicci_la_finale_scudetto-5403682.html

di Vanni Zagnoli

Sono i giorni della programmazione, per lo sport italiano, con la pubblicazioni dei calendari dei vari campionati, oggi della serie A1 di volley femminile, al via il 20 settembre. L’ouverture della stagione sarà con la supercoppa, due settimane prima, a Vicenza, in piazza. 

Tredici le squadre, Caserta non è stata iscritta, l’unico ripescaggio tocca Trento, che dunque assieme a Perugia e Monza è presente in A1 in entrambi i generi, ma con società differenti.
“Favorita per lo scudetto – racconta Luca Cristofani, 51 anni, romano di Cinecittà, residente a Casal de’ Pazzi e tecnico della Roma, in A2 – resta Conegliano, la scorsa stagione dopo supercoppa, mondiale per club e coppa Italia avrebbe potuto incamerare anche il terzo scudetto in sequenza e la prima Champions. Proverà in questi mesi a centrare un inedito grande slam”.

In Veneto è rimasto Daniele Santarelli, ct della Croazia, con le azzurre Egonu, Sylla, Folie, la moglie De Gennaro, più la polacca Wolosz, l’americana Hill e l’olandese De Cruyff. 

“Scandicci insegue la prima finale, con Massimo Barbolini, arrivato dalla Champions a Novara, e l’opposta polacca Stysiak, classe 2000. In sestetto quattro azzurre: la pallegiatrice Lia Malinov, schiacciatrici Elena Pietrini e Lucia Bosetti, al centro Marina Lubian. Io nel Fiorentino avevo sostituito l’ex ct azzurro Marco Mencarelli, ora a Firenze”.

Possibili semifinaliste la Novara di Stefano Lavarini, ct della Corea del Sud, con la capitana azzurra Chirichella e Caterina Bosetti, e Monza, guidata da Marco Gaspari, che in regia avrà la vice alzatrice dell’Italia Alessia Orro. 

In Champions l’Italia avrà Conegliano, Scandicci, Busto Arsizio (coach Marco Fenoglio) e Novara. 
In Challenge cup Monza.

Tra le probabili semifinaliste in campionato e le aspiranti ai quarti roster alla mano c’è un gap notevole. 
Hanno ambizioni Casalmaggiore, 4 anni fa sul tetto d’Europa con Barbolini, ora con Carlo Parisi, Firenze con Mencarelli e la giovane Nwakalor e l’azzurrabile Cambi, Busto e Chieri con Pregoli, nello staff di Mazzanti nell’Italia. 

Puntano a evitare l’unica retrocessione Brescia, con Enrico Mazzola, Cuneo con Andrea Pistola, Trento con Matteo Bertini, Bergamo (Daniele Turino) e Perugia, la più migliorata, con l’allenatore Fabio Bovari. Sette i tecnici confermati, 6 i cambi. Nessuna donna allenatrice, neanche tecnici stranieri.

D’obbligo schierare almeno tre italiane in campo, in ogni azione. 

Da valutare la capienza di ogni impianto con il Covid.

Le prime 4 vanno direttamente ai quarti, dal 5° al 12° posto effettueranno un turno di ottavi su gare di andata e ritorno ed eventuale golden set. La finale sarà a 5 gare, con lo scudetto attribuito il 25 aprile.

La coppa Italia sarà con le prime 8 e final 4 il 23 e 24 gennaio.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, ilmattino.it. Europei, l’Italia perde 3-2 dalla Polonia. A Bratislava affronterà la Slovacchia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4702659.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/europei_italia_perde_3_2_dalla_polonia_bratislava_affrontera_la_slovacchia-4703818.html

di Vanni Zagnoli

Alla prima difficoltà vera, arriva la prima sconfitta dell’Italia all’Europeo organizzato in quattro paesi. Vince la Polonia al tiebreak, è seconda e costringe l’Italia a spostarsi a Bratislava, per affrontare la Slovacchia, domenica, negli ottavi. Nella seconda fase, infatti, non si possono affrontare due paesi organizzatori, in questo caso Polonia e Slovacchia.
Le azzurre si aggiudicano il girone, già con due set vinti, eppure lasciano Lodz e la Polonia, è come fossero arrivate seconde. Pagano i 18 errori al servizio, il doppio rispetto a quelli delle biancorosse, e i 12 errori in ricezione, 7 di Sorokaite.
La nazionale orchestrata in regia da Wolosz, dell’Imoco Conegliano, parte forte e sul 10-4 Mazzanti cambia la diagonale, entrano Orro e Nwakalor per Malinov ed Egonu, ma giusto per un paio di scambi. L’Italia recupera sul 14-10, poi si riallontana e resta ferma a 25-14, con la ricezione traballante.
C’è l’entusiasmo che vorrebbe sempre la Cev, a Lodz, il secondo parziale però è molto azzurro, sul 7-13, con errori biancorossi. Due situazioni a muro premiano comunque la nazionale di Nawrocki, una schiacciata di Egonu porta al vecchio cambio palla e al 9-14. Sale in cattedra la nigeriana di Cittadella, anche in pipe, a contenere il rientro delle padrone di casa. Tre, quattro punti di margine, è 17-19 sull’errore di Folie. Resta una lunghezza, sulla chiusura fuori proprio di Egonu. Sylla si dispera, eppure l’Italia riparte. Con il muro di Folie, sul 18-22 è quasi fatta, tantopiù dopo l’ace di Sorokaite. E’ 19-25, non era scontato, tantopiù rinunciando al contributo offensivo delle centrali. 
Anche il terzo è a prevalenza azzurra, sul 5-8 firmato Folie, anche il ct esulta. La ricezione soffre ancora, a tratti, Sylla e Chirichella a muro allungano, è dominio italiano, con il 13-25. Nel quarto, Sylla respira, per trovare concentrazione, Sorokaite azzecca una palla difficile, è il 4-6. Il 9-10 arriva con il muro di Sylla, ritardato, a una mano. De Gennaro non è nella serata migliore, sbaglierà in tutto tre ricezioni, compreso il 13-11. Entra Orro per un servizio, Egonu chiude il 14 pari ed esulta come un’ossessa, a dimostrazione di quanto l’Italia tenesse a restare imbattuta. Esce Chirichella, sul 17 pari, si affaccia Anna Danesi, prodotto del Volleyrò Casal de Pazzi. Sorokaite sbaglia la ricezione del 20-18, Danesi si fa murare e la Polonia scappa via, verso il tiebreak, tra il pubblico festante. Danesi pesta la linea al servizio, Egonu manda una palla lunghissima. Sorokaite però restituisce speranza, sul 23-21, è tuttavia la stessa lituana a sbagliare la ricezione che manda al quinto set. Lucia Bosetti in questo fondamentale dà garanzie diverse, magari non altrettanto in attacco, stasera era di nuovo a referto come secondo libero. 
Le richieste di challenge reciproche spezzano il ritmo, Wolosz sorprende ancora Sorokaite in ricezione. Replica Egonu con un servizio vincente, mentre Chirichella chiude sopra la rete. Sul 3-5, il timeout polacco è rompere la serie in battuta di Egonu, Stysiak azzecca un ace (5-6) ma poi sbaglia. Idem Sylla, la Polonia mette la freccia con Alagierska al servizio e il nuovo errore in ricezione di Sorokaite. L’8 pari è di Egonu, fra il “Polska, Polska” del tifo di casa. Chirichella sbaglia al servizio, non è in serata, il muro su Sorokaite dà il 10-8. Entra Orro, al solito, per battere, fuori di pochissimo. Sbaglia invece nettamente Egonu, sorridono le ragazze dell’est, anche durante il challenge. Con il semplice cambio palla portano a casa il match, Malinov perde il duello a rete, della speranza, finisce 15-12.
Il girone è vinto dall’Italia, la Polonia è seconda, il Belgio terzo e la Slovenia di Alessandro Chiappini quarta. Fuori l’Ucraina e il Portogallo.
Affidiamo i voti ad Antonio Giacobbe, ct della Tunisia, 72 anni, campione d’Africa per due volte di fila e in preparazione della coppa del mondo. “Ho allenato la nazionale molti anni fa – racconta -, ne resto il primo tifoso e la seguo con occhio emotivamente interessato”.
Malinov 5,5. “A tratta è in sofferenza”.
Egonu 7. “Azzecca anche bellissimi colpi, può sbagliare, a un certo punto tiene in piedi la baracca”.
Chirichella 5,5. “Sporca la prestazione con errori al servizio, aveva fatto molto bene nel secondo set”.
Folie 5,5: “A me piace molto, la guardo con attenzione: anticipa i primi tempi, come al maschile. Non è stata lucidissima, stavolta”.
Sylla 6,5. “Per la continuità, è una sicurezza”.
Sorokaite 6. “Determinante in attacco, abbiamo però pagato molto la sua ricezione, non era molto lucida a muro. Doveva coprire una zona importante. L’assenza di Lucia Bosetti si è avvertita perchè a muro è molto brava, negli spostamenti: ero stato allenatore della madre, Franca Bardelli, in nazionale”.
De Gennaro 6. “Al di sotto delle prestazioni abituali, in genere va sull’8”. Mazzanti 6,5. “Sta lavorando molto bene, a prescindere da questa serata”.
Ad Ankara, il girone A premia la Serbia, a punteggio pieno, davanti alla Turchia di Guidetti, alla Bulgaria e alla Grecia, escono Finlandia e Francia.
In Ungheria, il gruppo C è dominato dall’Olanda, sull’Azerbaijan di Gianni Caprara, poi la Croazia allenata da Daniele Santarelli, marito di Moky De Gennaro, e la Romania del novarese Luciano Pedullà; eliminate Ungheria ed Estonia. Il raggruppamento D, a Bratislava, è della Germania, sulla Russia, passano anche la Slovacchia, guidata da Marco Fenoglio, e la Spagna, escono Svizzera e Bielorussia.
Gli accoppiamenti degli ottavi. Ad Ankara: Serbia-Romania; Turchia-Croazia. A Lodz: Russia-Belgio, Spagna-Polonia. A Budapest: Olanda-Grecia; Azerbaijan-Bulgaria. A Bratislava: Germania-Slovenia; Slovacchia-Italia.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”