Tuttosport, basket. Reggio-Venezia 76-81, gli orogranata hanno perso solo 3 trasferte, gli emiliani sono alla 7^ sconfitta interna. I cori beceri reciproci, il contatto scongiurato a fine gara. Gli strattoni dell’Umana, la grande di Austin Daye e di Pesic

James White a canestro (Ilrestodelcarlino.it/ciamillo)

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. Venezia resta a contatto con Milano e respinge Brescia. Con Reggio sono sempre sfide accesissime, dalla semifinale di tre anni fa, vinta al Taliercio dai biancorossi. Stavolta la curva emiliana non canta “Alta marea, portali via”, dunque siamo già un passo avanti. Ma è la curva orogranata alla fine a intonare quel coro, sono scintille a distanza, le maschere evitano il contatto, la polizia sorveglia e filma il centinaio di lagunari arrivati sull’inizio di gara, con due pullman.
Eccellente l’impatto dell’Umana, davanti ad Andrea Brugnaro, fra i 5 figli del presidente-sindaco. L’impatto della Grissin Bon è molle, manda a nozze il talento di Johnson e Haynes, sino al +13. Sembra pregiudicata, per Reggio, come con Brescia e nelle troppe sconfitte interne della stagione, che costeranno i playoff, se 4 vittorie nelle ultime 6 giornate (devono recuperare con Cremona) non dovessero bastare. Gli orogranata perdono la confidence, escono dall’inerzia. Sbagliano i tiri difficili poi i facili, nel secondo quarto il parziale è di -20, pur senza Amedeo Della Valle, fuori per lombalgia non si sa fino a quando, e a bordo campo accanto a Lompart e a Reynolds, con un ginocchio in disordine. C’è Nevels e gioca maluccio, come Markoiskvili, l’Umana resiste dal -7, ripassa sul 51-52 del 24’, con Daye. Non c’è la tensione dei playoff ma spettacolo, come sull’entrata di Chris Wright, 20 punti in 23’, con un 9-11 al tiro e 4 assist e 4 rimbalzi. E’ tonico anche White, 17 punti in 22’. De Raffaele reagisce con pazienza, sorretto dalla buona percentuale da tre e da una discreta difesa. Reggio non è mai stata così talentuosa, Venezia per contro responsabilizza poco gli italiani: De Nicolao in biancorosso era leader, Tonut è al servizio di Daye e Biligha è più incisivo in nazionale. La freccia veneziana si accende al 32’, con Haynes, 64-66. Si sporcano le percentuali, è Peric con tripla e sospensione a siglare il 66-71 del 34’. Lì emergono la profondità lagunare e la tenuta nervosa. Peric è in striscia, Reggio rientra solo sul 74-77, a -5 a un minuto dalla fine esce la percussione di Chris Wright. La squadra della presidentessa Licia non ha la palla dei supplementari: “Fossero andati dentro gli ultimi 3 tiri…”, si rilassa coach Menetti, con un amico, a fine partita. La Reyer lontano dal Taliercio ha perso solo ad Avellino, a Brescia e di recente con Pistoia. Anche senza Bramos, fuori da due settimane, e Jenkins, escluso per turnover. Mercoledì a Mestre l’andata con gli olandesi, molto più facile di ieri. Soprattutto con questi Peric e Daye.
REGGIO EMILIA-VENEZIA 76-81
Grissin Bon: C. Wright 24 (10-13 1-4), Nevels (0-1 0-2), Markoishvili (0-1 0-6), White 21 (5-6 1-2), J. Wright 20 (9-19); Candi 3 (0-1 1-1), De Vico (0-3), Cervi (3-5); ne Bonacini, Cipolla. All. Menetti.
Umana Reyer: Haynes 18 (2-3 4-9), Johnson 13 (3-4 1-7), Cerella, Daye 15 (2-4 2-3), Watt 5 (2-3); De Nicolao 2 (1-2 0-1), Sosa 4 (1-4 0-1), Tonut 5 (1-1 1-3), Peric 18 (7-14 1-1), Biligha 1 (0-2). Ne Ress, Bolpin. All. De Raffaele.
Arbitri: Paternicò, Baldini, Galasso.
Note: parziali 14-27, 46-39, 64-61. Da due: R 28-48, V 19-37. Da 3: R 3-18, V 9-25; liberi: R 11-16, V 16-23. Rimbalzi: R 36 (7 off, 10 Wright), V 41 (9 off, 9 Tonut, 8 Daye). Perse: R 9, V 11 Assist: R 18 (5 Markoishvili), V 12. Spettatori 3624 per un incasso di 70.691.

Da “Tuttosport”

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