Zizzagando. 10 titoli di sport

Con Gino Sirci

I videoracconti

(v.zagn) 1) La morte di Franco Lauro. I video, Carlo Paris e Renzo Tombolato: “Era lo speaker al Palaeur”. “Teneva per il Napoli e per il basket”.

2) Ciclismo, Octavio Dazzan: l’argentino fu re del keirin, racconta il regime che lo indusse a venire in Italia, in Friuli: “Mi sono mancato un titolo mondiale con l’Italia, fra keirin e velocità e la medaglia olimpica, a Mosca ’80; la bicicletta era sbagliata, dovemmo intervenire sul posto, fui solo 8°”. E poi gli albi d’oro del ciclismo su pista, i più grandi, anche al femminile: “Non ci sono più sei giorni, neanche in Europa, neanche so come facciamo a vincere medaglie nel ciclismo su pista. Non ci sono più specialisti, da metà anni ’90 i presidenti federali l’hanno distrutta, con compensi che ora sono irrisori: Carlesso non mantenne le promesse, Ceruti e’ scomparso, il passivo della federciclismo e’ enorme”. Ha un negozio di biciclette a Settimo Torinese, raccontiamo il costume argentino: “Anche là ci sono lapdance, scambisti, Buenos Aires ha una doppia vita. Là c’e’ ancora mio fratello minore”.

3) Atletica, Daniele Fontecchio: “Gli ostacoli e i miei figli cestisti: Simone a Reggio è azzurrabile, Luca consulente finanziario. Il divorzio da Malì Pomilio. L’Abruzzo”.

 4) Stefano Melchiori: “La Lazio, il Lecce, la Reggiana, il Casale”. Era un ottimo giocatore da serie B, in A è arrivato tardi e ha fatto solo la stagione di Lecce, da titolare.

5) Vladimir Grbic è, con il fratello Nikola, dell’unica coppia di fratelli nella Hall of Fame di qualsiasi sport. Studia il costume, fa conferenze, insomma ha un pensiero su molto e arriva a fondo a giudicare l’Italia e la Serbia. “Era meglio quando c’era Tito, in Jugoslavia, C’era una stabilità politica. Io non voto mai, scrivo vergognatevi sulla scheda o qualcosa del genere. Niente compromessi, la società ovunque premia gli obbedienti”. E via, allora, a raccontare di Italia e Serbia, di volley e cultura, di sport e donne.“Vi racconto la giornata tipo degli italiani, vivono per essere belli ed eleganti, per uscire a cena, fingono di essere stanchi, in ufficio”. La cultura del campione, l’esempio del campione, soprattutto fuori dal campo.

6) Costante Tivelli, racconta: “Sapevo che saremmo finiti a metà classifica, la squadra non valeva la serie B. La carriera, tutte le squadre, dall’Adriese. Poi sono stato dirigente, qui nel polesine”. Quando vincemmo a San Siro con il Milan, da Cava dei Tirreni. Mi chiamavano Kevin Keagan”.

7) Il bravissimo Pietro Santin, per la serie B, con la Cavese. Poi si perse, il figlio Gian Pietro: “Avrebbe dovuto rifiutare il Napoli, era debole, di transizione, Marchesi dopo di lui fece non meglio, con una squadra molto più forte”.

8) Stefano Meloccaro: “Come Fiorello, ho iniziato nei villaggi turistici. Ero a Il Messaggero Rieti, la svolta fu un docufilm in Brasile. Il tennis e’ la cosa più bella”.

9) Carlo Nesti: “La Rai e l’eredità di Bruno Pizzul, i 3 titoli con l’under 21 e quando urlai “Basta”, durante Italia-Germania di Nando Martellini. Il Corriere dell’Informazione e Tuttosport, Piercesare Baretti e il figlio Ale”.

10) Il Gazzettino, Gigi Bignotti: “Brera, Pavia e l’Inter. I veterani dello sport, la pallanuoto, la famiglia”.

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