Zizzagando. 12 titoli di sport

Con Simone Anzani


1) Al Torino arriva il ds giovane, Vagnati del miracolo Spal. Ex giocatore, la storia in parallelo a quella di Cristiano Giuntoli. Il ritorno al settore giovanile di Bava, dopo una sola stagione, comunque il presidente Cairo lo mantiene nei ranghi.

2) Le classifiche, con i 3 e con i 2 punti. Andremmo a vedere come cambiano i verdetti, con il vecchio regolamento e con il punteggio in vigore dal ’94. Il vecchio calcio, più emozionante, meno tattico, con più spazi, tecnica, con persone normali come Rino Marchesi.
Il metro arbitrale molto diverso, nel dubbio si dava ragione al difensore, adesso all’attaccante. Rigorini, ammonizioni per falli tattici, inflessibilità sulla seconda ammonizione. Gli stadi molto più ampi, 90mila spettatori al San Paolo, ma non c’era la diretta tv.

3) Le varie declinazioni dello sport. Con stranieri e senza, con pochi e con liberalizzati. Con 16, 18 o 20 squadre. Con spareggi a pari punti, con spareggi di andata e ritorno o mai spareggi. Con i playoff o senza, i playout o senza. Le coppe con 4 italiane (Coppa dei Campioni, delle Coppe e due in Uefa) o con 7, adesso. Gli Europei, i mondiali e le olimpiadi con la squadra del paese ospitante ammessa di diritto o meno: se ammettiamo le nazionali, allora ammettiamo almeno un iscritto per ogni competizione.

4) Volley, Massimo Righi, dunque, come previsto, diventa presidente di Lega, traguardo meritato, meglio rispetto a un presidente di club. Al femminile, Ghiretti contro Fabris.

5) Volley, Vettori indignato, per il vincolo sportivo. E’ l’occasione per fare il punto sul vincolo, al centro del dibattito anche al femminile.

6) Volley, quindi Zaytsev va in prestito in Russia, magari torna fra un anno, e Modena probabilmente cede altri migliori, per la pandemia. Mentre le altre 3 grandi confermano. Catia Pedrini e’ pronta a farsi da parte, intanto teatralizza su facebook, e incassa messaggi di incoraggiamento dai tifosi, magari è una manovra per far parlare di volley il più possibile, già un anno fa Zaytsev doveva andare a Civitanova e poi ci ha ripensato, costringendo Beppe Cormio a un comunicato molto cattivo.

7) Nuoto, Gregorio Paltrinieri cambia tecnico. E’ difficile che sia la stessa cosa, ricordiamo cosa significò per Federica Pellegrini l’addio a Castagnetti, che però scomparve. Sorprende questo cambio, con il carpigiano all’apice. Parlando con il Moro, emerge la sua delusione: “Cerca nuovi stimoli, ci può stare”. Antonelli e’ lo specialista del fondo: “Ha già vinto medaglie con Arianna Bridi e con Rachele Bruni”. Greg pensa al fondo, insomma. Morini perse anche Federica, di recente Cusinato, la padovana: “Ha vinto con me le medaglie. Mi resta Detti, fra i medagliabili. Qui abbiamo vinto 75 medaglie internazionali”

8) Ricciardo, l’origine messinese dell’australiano, che andrà alla Mclaren.

I videoracconti.

1) La straordinaria storia di Roberto Di Sante, dallo stress a Il Messaggero, la depressione e la corsa. Il best seller Corri, libro, con 60 presentazioni; dai castelli romani, corrispondente de Il tempo, poi de Il Messaggero. “Ma per due anni avevo lavorato alla Sip”. Era vice capo alle cronache de Il Messaggero, spesso capo, troppa generosità, troppo lavoro, lo stress, la depressione. “Finche’ un giorno decisi di correre, mi dicevano che sarei stato meglio, in 11 mesi disputai la maratona di New Jork. Ne ho fatte 8. E 3 libri. Dalla depressione alla gioia”.

2) L’allenatore italiano più all’estero di sempre, Paolo Malara, nella pallanuoto: “Quasi 17 stagioni, fra ct di Iran e Cina e le 9 in Francia, al Nizza e al Marsiglia. Mi hanno sempre pagato ovunque. Indimenticabile l’olimpiade da ct dell’Italia, a Pechino, anche se solo 9°”.

3) Marcello Fiasconaro: “Due stagioni ai massimi livelli e poi angustiato dai problemi ai tendini. Il record del mondo all’Arena di Milano. Le due olimpiadi condizionate, a Berlino sfilai e poi non gareggiai, da Montreal mi ritirai poche settimane prima, poi giocai a rugby. Vi racconto il Sudafrica, la discriminazione degli stranieri che vengono nel nostro paese. La religione, Pistorius ancora in carcere, gli italiani qui. Mi notò un atleta, Rado, e mi segnalò in federazione, al presidente italiano Nebiolo”.

4) Massimo Tecca: “Ai mondiali di Argentina, a 20 anni, nel ’78, per Paese Sera. Quando passammo da Telepiu’ a Stream ma restammo un anno senza fare telecronache, perche’ le fece Tmc. Entro nelle case bussando”.

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