Enordest.it. Addio a Luigi Colombo, leggenda silenziosa. La sua storia, in esclusiva. Noi, sempre sul campo. La differenza fra chi pontifica a tavolino e chi dal ’90 va allo stadio, alle conferenze stampa, agli eventi e scientificamente viene interrotto e impedito di intervistare “perchè non ne vale la pena. Deve andare”. A parlare privatamente con gli organizzatori degli eventi, con le hostess, con i potenti, a coltivare la propria immagine, a dispensare sorrisi e saggezza

https://www.enordest.it/2026/07/12/addio-a-luigi-colombo-leggenda-silenziosa/

Neanche ricordavo di avere intervistato Luigi Colombo, sono sincero. L’ho notato dal “rip” che accompagna il mio proverbiale videoracconto, la biografia, dell’ex telecronista, scomparso in settimana.

Come sempre, è uno dei nostri tanti biglietti da visita, dedicato a tutti i capiservizio e capiredattori che non mi fanno più scrivere, di proposito, perchè sono io, perchè ho la schiena dritta e non mi presto a ricatti e ricattini di potenti e di chi discrimina di proposito la nostra testata, con piccineria schifosa, come dissi in una situazione che pubblicai, di fronte al supruso subito da una forza dell’ordine, uno dei tanti.

Luigi Colombo era una bella persona, molto distinta, un telecronista sobrio, a Telemontecarlo, vado a memoria, milanese.

E’ brutto da dire, ma quando la persona non appare più, non dico che scompaia in senso letterale, resta vivo nel ricordo collettivo tramite il nostro videone, in questo caso videina, considerati i miei minutaggi dei sogni.

Fra le tante cavolate che sento è che sul web i video vanno brevi, cavolate, ripeto per essere sinceri.

Noi abbiamo una testata, iscritta al registro operatori della comunicazione, provvista dunque di roc, come pochissimi siti in Italia e dunque, legalmente, siamo come una tv vera e propria. Peccato lavoriamo gratis e a nostre spese ovunque e che una mareggiata di uffici stampa zelantissimi non ci mettano in mailing list nè, tantomeno, nel gruppo whatsapp riservato ai giornalisti.

Lo ripetiamo all’infinito, mica si può essere in diretta dal parcheggio all’uscita dell’ultimo dall’evento, c’è la privacy, significa che nessuno può essere ripreso per nessun motivo prima dell’avvio della conferenza, che non si intervista nessuno – il diktat di Giovanni Carnevali, che per 4 anni e mezzo ci ha negato l’accredito, fra l’indifferenza di tutti -, che non si parla con nessuno, che si fanno domande al massimo una e al massimo sul tema della giornata e anche dopo, stop, telecamera spenta. Ridicolo, grottesco.

Volete mettere le pr, le influencer, le social media manager dei club, grandi e piccoli. Loro, bellissime, in genere, fidanzatine di atleti, figlie di manager come l’ex giornalista Beppe Cormio, di Civitanova volley, bellissime, di ogni ordine e grado, ma loro mica rompono. Loro sono lì per celebrare i e le loro simili di fascino, l’esaltazione tramite le immagini.

Ecco, noi facciamo altro, sobri come il grande Luigi Colombo, pettinatissimo, anche in questa intervista. Ci sono giornalisti veri e finti, normali ed esaltati, come Fabio Caressa. Ricordate quando uscì il girone di qualificazione cosa disse della Norvegia? Ha stravinto Daniele Adani, l’ha distrutto. Del resto Caressa fa molto spettacolo, da molti anni, anche con la famiglia.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

Leave a reply