Enordest.it. Addio al cardinal Camillo Ruini. La nostra mail sul racconto del Bologna calcio. Il libro “C’è vita oltre la morte”, il videoracconto anche della sorella, scomparsa 4 anni fa. Era insegnante al liceo scientifico Lazzaro Spallanzani. Le esequie

Donatella Ruini, detta Donata – Rua da sottili dileggiatori, ex alunni – era sorella del cardinal Camillo Ruini

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Segnatevi questa mail, chissà se qualcuno la terrà aperta. E’ l’indirizzo di posta elettronica del cardinal Camillo Ruini, scomparso a 95 anni. camillo.ruini@vicariatusurbis.org. Ce l’aveva fornito la sorella Donata, Donatella, all’anagrafe, con la quale andammo in gita al liceo scientifico Lazzaro Spallanzani, forse a Parigi, direi nell’89, a 18 anni. Non era stata nostra insegnante, ma trasmetteva latino, vado a memoria, nella scuola che fu di Romano Prodi, l’ex premier, e di molti giornalisti di Reggio Emilia e provincia. Giuseppe Galli è l’editof in chief, il reale direttore di Gazzetta di Reggio, perchè chi ha formalmente la qualifica vive a lavora a Modena, si chiama Davide Berti, è più giovane di 11 anni e capeggia anche Gazzetta di Modena e La Nuova Ferrara. E poi Barbara Curti, per un ventennio volto di Telereggio, finchè il marito, Paolo Bonacini, 70 anni, era direttore. Alessandro Iori, di Rubiera, al confine con Modena, volto di Trc, Modena, per lo sport, e supervoce di Dazn, sulla serie B e alcuni match di A, già a Mediaset e a Gazzetta tv. Allo Spallanzani sono cresciuti anche Matteo Iori, segretario di assostampa Reggio Emilia, Gino Bedeschi, già pr della Reggiana, e l’ingegner Alberto Montecchi, 53 anni, originario di Faggiano, di Rondinara, Viano, e dg della Vianese calcio. Questo per rendere l’idea del contesto dove siamo cresciuti, con un corpo docente di eccellenza, capeggiato anche da Zeno Davoli, il papà dell’avvocato Andrea, nostro penalista, da pochi mesi, e di Letizia, volto di Tv2000 e consigliera comunale di Fratelli d’Italia, nella città del primo tricolore.

Torniamo al cardinale, tuttavia, e alla nostra mail sul racconto del Bologna calcio. Ci rispose, con un cortese no, grazie, firmato cardinal Camillo Ruini. Per noi fu come una benedizione, sua eccellenza – lo scriviamo minuscolo, volutamente, anche il papa per noi, e tantopiù del giornalismo scritto, è un uomo come noi e non merita la maiuscola – almeno ci aveva risposto e aveva la passione per la maglia rossoblù, come proprio Romano Prodi.

Il cardinal Ruini ci fu evocato da papà Vasco, quando ci parlò di una probabile, o perlomeno possibile confessione , avuta da lui, in Ghiara o in duomo, se non in seminario. Mentre papà non aveva un buon ricordo di monsignor Socche, vescovo a Reggio dal 1946, arrivato da Cesena.

Il nostro Ruini. Quante volte è stato imitato da Luciana Littizetto, la meravigliosa comica torinese, esplosiva, per carità, però avrebbe potuto scherzare con i fanti e lasciare stare i santi, perchè magari presto diventerà tale il prelato cresciuto a Sassuolo, diocesi di Reggio Emilia.

Il nostro Ruini. A inizio millennio venne rinnovato a capo della Cei, la confederazione episcopale italiana. Noi vedemmo la notizia su Teletricolore, oggi il gruppo si chiama Medianews, e non era in agenzia. In studio, direi, Andrea Bonini, da quasi 20 anni volto di Skytg24, di punta.

Il caporedattore centrale, come si autodefiniva, Pierluigi Senatore, carpigiano, di radio Bruno, ci chiese: “Hai la voce di Ruini?”. Ovvero un’intervista? “Ovviamente no”. Quindi, niente notizia, non solo niente servizio. La nostra è una bella vendettina, giornalistica, di quelle tipiche dei grandi giornalisti, come lui, che si sente tale perchè con la radio di Carpi, appunto, è il re dei dibattiti in Emilia Romagna di temi di primo piano, come la mafia. E’ il simbolo di come si lavori male, a radio Bruno, ignorando le notizie vere. “Che – diceva proprio il brevilineo oggi 66enne – interessano davvero alle persone”.

Ricordo il mio dialogo con Gianfranco Parmiggiani, Teletricolore, appunto, poi a E’ tv Bologna. “Di’ a Senatore che è la principale autorità religiosa in Italia, della chiesa italiana”. Nulla da fare. Sapete perchè? Perchè Senatore è un bell’anticlericale, votava Rifondazione comunista, e dunque nei notiziari firmati in qualche modo da lui, come responsabilità, in particolare sulla frequenza di Modena e Reggio, mandava in onda quel che voleva lui. Per esempio per anni dava notizie che interessavano a se stesso, sul Fuori Orario, il famoso locale al confine con la provincia di Parma, dove conduceva dibattiti con personaggi. Marchette, si chiamano in gergo giornalistico, mutuando quelle di cui vengono accreditate le passeggiatrici notturne, sulla strada, o, da anni, negli appartamenti.

Il nostro Camillo Ruini, dunque. All’università di Modena e Reggio, nell’aula Pietro Manodori, nel 2017 presentò il suo libro “C’è vita oltre la morte”, noi lo ricordiamo così, anche se il titolo era in realtà un altro. Qui era in nostra intervista, anche con Telereggio, la tv delle cooperative rosse, amatissima dalla maggioranza dei reggiani, al pari di Gazzetta di Reggio, della La Pravda, dal giornale di Mosca, ai tempi del comunismo, che spesso evochiamo, simpaticamente, nei nostri videoaffresconi, quando appunto gente di sinistra si inventa scuse vergognose per interromperci interviste.

E qui, dunque, il videoracconto anche della sorella, scomparsa 4 anni fa. Era insegnante al liceo scientifico Lazzaro Spallanzani. Donatella Ruini. Si muoveva con il deambulatore ma stava benissimo. Quel giorno un altro genio – in realtà vorremmo scrivere un insulto -, Tarcisio Zobbi, ex Dc, ci interruppe due volte, per impedirci di disturbarla in video. Finchè si rese conto che con la professoressa ci conoscevamo. Quella gita era rimasta nel cuore a entrambi, anche a distanza di 35 anni. Peraltro Zagnoli – scrivo di me in terza persona, come parlava Diego Maradona – si faceva vedere allo Spallanzani come rappresentante di classe, come arbitro di calcio e basket e come giornalista, perchè il suo primo articolo lo scrisse sul giornalino della scuola e nella formazione degli 11 insegnanti c’era anche Donata, detta Rua, con disprezzo, quasi, in particolare da una pettoruta futura avvocatessa. Non diciamo il cognome per carineria, via, per una volta ci facciamo violenza.

Cardinale, le sia lieve la terra. Ritroverà l’adorata sorella, minore, in paradiso. Rigorosamente con la minuscola.

Saremo venerdì, alle 16, in duomo, a Reggio Emilia, a filmare le esequie, officiate da monsignor Giacomo Morandi, vescovo. Chissà se il vicario, Giovanni Rossi, con i suoi uomini, ci impedirà anche stavolta di riprendere. Molto probabile.

Al contrario dei timori, invece, l’accredito è passato senza alcuna riserva, grazie a Edoardo Tincani, che ci auguriamo ci inserisca anche nella mailing list dela curia vescovile.

Soltanto Zini, antico antagonista della sicurezza, a Reggio Emilia e persino a Fontanellato, nel Parmense, era uscito per verificare il nostro accredito, poi la signora Teresa ci ha dato dell’arrogante, ma è solo in reazione ai troppi no avuti negli anni alle riprese in duomo, da monsignor Giovanni Rossi, appunto. Infine abbiamo notato che la meragliosa Serena Arbizzi era di fronte all’area riservata alla stampa, alla destra dell’altare, assieme al fotografo Stefano Rossi, ma rappresentando essi Gazzetta di Reggio e Il Resto del Carlino godono di un margine di manovra infinitamente e storicamente superiore al nostro.

Verso la fine di uno dei due video delle esequie figurano contributi molto esclusivi, con la collaboratrice storica del cardinale, Pierina, di Sassuolo, e con la famiglia Davoli – Mescoli, con i quasi 90enni Zeno, già vicepreside al liceo Spallanzani, e la moglie Paola, avvocatessa. Parlano delle visite rituali di don Camillo e dei compleanni dei tre camilli. “Rossi, già presidente della fabbriceria della Ghiara, la seconda chiesa più importante della provincia, il papà e il cardinale”. Da tanti, fra Reggio e Sassuolo, chiamato don Camillo. E come il personaggio di Giovannino Guareschi si è battuto per la religione, nei decenni in cui c’era contrapposizione con il Pci dei tanti pepponi dell’Emilia Romagna, la regione più rossa forse al mondo.

Ancora non c’erano i cattocomunisti tanto di moda da 30 anni a questa parte.

Sua eminenza è sepolto a Dinazzano, di Casalgrande, nella tomba di famiglia. Passiamo di lì ogni volta che andiamo al Mapei football center, per il Sassuolo calcio. Il papà del cardinale era medico, nella capitale del distretto emiliano delle ceramiche.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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