
https://www.enordest.it/2025/06/29/buonfiglio-e-il-coni-un-napoletano-a-milano-tra-banca-e-pagaia/
Silvia Gilioli
Abbiamo il nuovo presidente del Coni. Giovedì è stato eletto al primo turno Luciano Buonfiglio, 47 voti contro 34 su Luca Pancalli, che aveva lasciato il comitato paralimpico italiano dopo una vent’anni.
Il successore di Giovanni Malagò proseguirà nel segno del suo lavoro, era il suo candidato dichiarato.
Il comitato olimpico nazionale italiano va nelle mani del presidente della federcanoa e kayak, che la controllava da 20 anni, si pensava a un testa a testa superiore, Pancalli nelle previsioni della vigilia era molto più vicino.
Zero voti per Franco Carraro e tutti gli altri 6 candidati: Pierluigi Giancamilli, Carlo Iannelli e Mauro Checcoli; si sono ritirati al termine del loro intervento Giuseppe Macchiarola e Duccio Bartalucci mentre, in apertura dei lavori assembleari, è stata respinta la candidatura di Ettore Thermes e di Saimon Conti.
Sino a metà dello spoglio c’è stato equilibrio, poi Buonfiglio allunga, salutato dall’assemblea al centro di preparazione olimpica dell’Acqua acetosa.
Il quorum era di 41 voti, ovvero la maggioranza assoluta rispetto agli 81 votanti, non è servito il ballottaggio. Franco Carraro doveva essere il terzo incomodo, pronto a subentrare nel caso in cui non ci fosse stata convergenza sugli altri due, a 85 anni il padovano ha voluto correre, con il supporto esterno di Gianni Petrucci, presidente della federbasket, altro infinito del nostro sport. Ammirevole, certo, ma al contempo anche simbolo di un’Italia che non si rinnova
Proprio Carraro aveva invitato a votare “per Buonfiglio o per Pancalli”.
Al vertice sale dunque Luciano Buonfiglio, napoletano, di Posillipo, ha 74 anni e nessuno meno giovane è mai stato eletto. Nello scorso quadriennio era candidato Franco Chimenti, scomparso poi nel 2024 a 85 anni, ma si ritirò alla vigilia perchè era scontata la conferma di Malagò. Alla segreteria rimane Carlo Mornati, nonostante l’idea iniziale di affidare l’incarico ad Alberto Miglietta. Vicepresidenti sono Diana Bianchedi, di cui si era parlato anche come candidata, per avere finalmente una donna al vertice, e Marco Di Paola, sport equestri.
E’ la prima volta per un napoletano e per un atleta olimpico alla presidenza del Coni, se si eccettua la parentesi da commissario Coni nel 1943 di Alberto Bonacossa, che partecipò come tennista ai Giochi del 1920. Buonfiglio vanta 36 presenze nella nazionale di canoa e vari titoli tricolori, ha partecipato a cinque mondiali e alle Olimpiadi del 1976, a Montreal, in Canada: “Fu l’apice del mio percorso di atleta, infinite emozioni ed esperienze forgianti. Gareggiai nel K4 1000 metri”.
Si ritirò quattro anni più tardi. E’ stato vicepresidente del Coni dal 2013 al 2018, durante il primo mandato della presidenza di Malagò.
Crebbe a Milano, dove si trasferì per il lavoro del padre a 15 anni: “Inserirmi non fu semplice”. Pagaiare gli ha offerto quello spirito competitivo: “Lì nacque in me la determinazione a non rimanere mai indietro”.
Con le prime vittorie, l’arruolamento del gruppo sportivo Fiamme Oro: “Da lì, fatica e passione, impegno e rispetto, sempre con il sorriso!”.
E’ stato direttore centrale per il corporate in Ras/Allianz: “Definivo le strategie per raggiungere gli obiettivi, condividendoli con tutte le persone, rendendole consapevoli del successo”.
Iniziò da funzionario alla Cassa di Risparmio delle province Lombarde, dopo Alliance Europa passò presidente alla sezione tecnica Ania e poi fu direttore centrale alla banca Popolare di Bari. Dunque la carriera è stata nel settore bancario e assicurativo.
Il Coni dev’essere gestito come azienda: “Serve un piano strategico pluriennale da condividere con le istituzioni”.
In Fick è stato atleta, tecnico, consigliere, vicepresidente e poi presidente. Prima di lui c’erano 5500 tesserati e il bilancio in rosso, adesso sono 20mila, cifra importante per uno sport che resta minore, legato ai bacini idrici delle varie regioni.
Due anni fa fu collare d’oro al merito sportivo. E’ vicepresidente internazionale della federcanoa.
Sposato con Elisabetta, ha due figli, Daria e Marco.
Inevitabile il primo pensiero.
“Per Giovanni Malagò e quanti erano con me in questi sei mesi. Sottolineo la correttezza di Luca Pancalli. Dobbiamo essere consapevoli delle competenze che abbiamo intorno a questo tavolo, arrivare nei board internazionali, dove si decide”.
Bonfiglio è espressione di Malagò, dello sport, non della politica. L’equilibrio italiano si fonda sui rapporti tra Coni e Sport e Salute: Pancalli era vicino al ministro allo sport e politiche giovanili Andrea Abodi, ora il governo farà leva su Sport e Salute per distribuire al meglio i denari, fra i due enti.
Luca Pancalli era commosso, ma quasi fatalista: “Quando fai una competizione, sai che puoi vincere o perdere. Ha vinto comunque lo sport, i risultati vanno accettati quando si affrontano con la preparazione giusta. Io ho lavorato tanto, sono stati 4 mesi duri, ma le sconfitte si accettano sempre. C’è stato fairplay, auguro buon lavoro a Buonfiglio e alla sua giunta”.
Pancalli parla anche di colpi bassi, sui voti non arrivati. “Cito Luigi Pirandello, ‘tante maschere e pochi volti’, lo dico perchè sono sempre stato molto umile. Dal governo ho percepito un apprezzamento, ho accettato con sincerità, mettendomi in competizione senza alcun paracadute. Quando si perde, non si dà colpa agli altri, lo faccio a titolo personale. Rifarei tutto,, altrimenti tradirei il mio approccio alla vita. Rifuggo l’idea di essere stato strumento di qualcuno, sono di media statura ma dotato di intelligenza. Mi auguro un Coni migliore e che possa proseguire un percorso. Non si augura mai negatività, da sconfitti”.
La sua storia. https://www.youtube.com/watch?v=5B-91vyl0Ds&t=6s
Auspicava discontinuità Paolo Barelli, grande antagonista di Malagò assieme ad Angelo Binaghi, presidentissimo della federtennis e padel.
“Malagò sta lì da 12 anni, non dietro le quinte. Ha fatto valere il suo peso, ma è scontato. Non è un problema, importante è che ci sia una prospettiva, auguro a Buonfiglio di dare un’immagine positiva per avere sostegni in un momento difficile, le condizioni complessive sono preoccupanti. Buonfiglio avrà un ruolo importante nel rappresentare le necessità delle associazioni e delle federazioni”.
La nuova giunta del Coni.
Rappresentanti atleti (2 posti): Valentina Rodini (canottaggio) con 39 voti
e Giampaolo Ricci (pallacanestro, 10)
non eletta Elena Micheli con 22 preferenze; 1 scheda bianca, 9 nulle.
Rappresentante tecnici (1 posto): Elisabet Spina (calcio), 46 voti; fuori athiana Garbin (tennis, 35).
Comitati regionali (1 posto): Marco Riva (57 voti, Lombardia); non eletto Sergio Roncelli con 23 preferenze, 1 scheda bianca.
Delegati Provinciali (1): Domenico Ignozza (43 voti). Non eletto Sergio D’Antoni con 37 preferenze; 1 bianca.
Enti promozione sportiva (1 posto): Juri Morico (Opes), non eletto Salvatore Bartolo Spinella (Csain) con 24; 2 bianche.
Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate (7 posti): Laura Lunetta (danza, 37 voti; Diana Bianchedi (36), Marco Di Paola (Sport Equestri) con 33 sono i vicepresidenti. Francesco Ettorre (vela) 32 voti, Francesco Montini (31, Fiamme oro), Tania Cagnotto (28, tuffi) e Giovanni Copioli (motociclismo) con 28. Fuori per un voto il presidente della Fidal Stefano Mei, peraltro tra i più entusiasti per l’elezione di Buonfiglio.
Non eletti neppure Angelo Cito (taekwondo) con 17 voti, Cordiano Dagnoni (ciclismo) con 13
Luca Antonio M. Di Mauro (3), Andrea Mancino (biliardo e bowling) con 26, Giuseppe Manfredi (Pallavolo) con 15, Flavio Roda (Sport Invernali) con 14, Giulia Soresina con 18 e l’ex rugbysta Paolo Vaccari con 23.
A presiedere l’assemblea la vicepresidente del Coni Claudia Giordani, medaglia d’argento olimpica ai Giochi di Innsbruck 1976, è stata la prima volta nella storia che questo compito era per una donna. E lei è figlia di Aldo, il più grande giornalista nella storia del basket italiano.
La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”


