
https://www.enordest.it/2025/05/04/francesco-e-i-social-network/
Silvia Gilioli
Il cordoglio non è stato unanime, per la morte del papa. Pur rispettando l’ateismo e la professione di altre religioni, dai social emergono frasi inaccettabili.
Marco Lamperti è un ex giocatore di basket, partì dall’Olimpia Milano ai tempi di Dan Peterson, era il cambio di Mike D’Antoni, adesso su facebook pubblica una marea di post su animali, battendosi per l’adozione. A cui però fanno da contraltare scritte pure visibili a tutti. “Lo schifoso”. Riferito a Francesco, per questa dichiarazione: “La pedofilia è una malattia misteriosa, non dobbiamo giudicare chi ne soffre. Invece, dobbiamo accettare che Dio ama i pedofili, li ha creati per un motivo e ha riservato loro un posto speciale in paradiso”.
Queste parole in realtà non furono mai pronunciate dal papa argentino, si tratta di una fake news. E tante volte Bergoglio aveva condannato la pedofilia.
Lamperti applaude anche a un messaggio del giornalista pubblicista romano Cesare Sacchetti su X, ovvero twitter.
“Adesso è ufficiale. Jorge Mario Bergoglio è morto. È finito uno dei pontificati più vergognosi della storia. È finito il pontificato amico degli abortisti come Emma Bonino e Marco Pannella, ed è finito il pontificato protettore dei trafficanti di esseri umani e degli immigrati clandestini. È finito soprattutto il pontificato sul quale la massoneria ecclesiastica e il mondialismo contavano per distruggere la Chiesa e costruire il Nuovo Ordine Mondiale”.
Lamperti non ha mai accettato i vaccini anticovid e allora scrive, del Papa. “La m… umana, il finto Papa, uno schifo d’uomo”. Perchè 4 anni fa Città del Vaticano si uniformò ai criteri decisi dal governo Mario Draghi sulla obbligatorietà del green pass. E allora partire dal 1 ottobre i lavoratori (ma anche i visitatori) che fossero entrati nel piccolo stato pontificio erano tenuti a mostrare il documento che attestasse la vaccinazione. Senza il green pass i lavoratori non potevano più lavorare, erano sospesi dall’impiego e non venivano retribuiti. Figuravano dipendenti assenti ingiustificati.
Si può essere in disaccordo con le scelte del papa ma non esprimerle in questo modo, anzi è ai limiti anche solo riportarle. E nel profilo facebook dell’ex azzurro del basket ci sono altri post analoghi, visibili a tutti, e altrettanti riservati agli amici.
Per un post choc contro il papa è stato revocato l’incarico ad Antonio Pappalardo, direttore ad interim della giustizia minorile di Emilia-Romagna e Marche, per vilipendio alle istituzioni. Su telegram aveva scritto: “Annunciata la morte di antipapa Francesco. Ora fondamentale un conclave pre 2013 per un vero Papa”.
“Intolleranza, pregiudizio e odio non sono sentimenti che ben si sposano con l’importante incarico di responsabile di giustizia minorile –accusa l’Ordine degli avvocati di Bologna -, ruolo che dovrebbe denotare umanità, accoglienza, anche in virtù del contesto in cui si opera”.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha lasciato al dirigente catanese il centro giustizia minorile a Torino, ruolo per il quale verrà comunque monitorato.
Molti insulti sono arrivati dai tifosi di calcio, per la scelta del governo di rinviare le partite in programma a Pasquetta e quelle del sabato giorno dei funerali. Ironia sul sesso consentito o meno, in quei 5 giorni di lutto nazionale, sino al funerale a Roma.
Negli Usa, la deputata trumpiana
Marjorie Taylor Greene ha celebrato su X la morte di papa Francesco.
«Oggi ci sono stati grandi cambiamenti nella leadership globale. Il male viene sconfitto per mano di Dio».
Greene si professa cristiana, postò disinformazione sul Covid.
In passato legata al gruppo complottista QAnon, ha sempre sostenuto le accuse di Trump sui presunti brogli alle ultime elezioni del 2020. I followers stavolta hanno reagito: «Sei una disgrazia per l’America». «Come fai a vivere con tutto questo odio nel cuore?».
«Che tipo di cristiana può danzare sulla tomba di un uomo e parlare di volontà di Dio?».
Indignazione per la provocazione di una frangia della tifoseria dei Rangers di Glasgow, squadra scozzese. Gli Union Bears hanno lasciato il messaggio offensivo su un muro di Edimburgo, con i colori del club protestante: rosso, blu e bianco. “No Pope in Rome”, “Nessun Papa a Roma”.
Questo episodio ha riacceso vecchie tensioni, ricordando quanto le rivalità calcistiche possano intrecciarsi con questioni sociali e religiose.
Qualche frase discutibile venne pronunciata dallo stesso Jorge Mario Bergoglio, ne ha raccolte Cristina Bianchi, sul settimanale Oggi, diretto da Andrea Biavardi.
L’Accademia della Crusca ha catalogato neologismi inventati da Francesco. «Quando una società ignora i poveri, li perseguita, Il criminalizza, li costringe a “mafiarsi”, diceva l’ultimo dell’anno 2014 al Te Deum. Si riferiva alle inchieste sulla corruzione a Roma e così inventò la parola mafiarsi.
E poi «La società corrotta spuzza», disse a Scampia nella primavera 2015. Il termine si può far risalire al piemontese del nonni: spussè, puzzare.
Nel 2021, alle suore salesiane raccomandò di non fare le zitellone, intendeva di fuggire dalla mondanità spirituale, l’espressione tuttavia era obiettivamente fuori luogo.
Inizio dell’anno scorso, alle Missionarie della scuola rivela: «A volte nella mia vita ho trovato qualche suora che aveva la faccia “di aceto” e questo non è affabile, questo non è una cosa che aiuta ad attirare la gente».
“L’aceto è brutto e le suore con faccia di aceto, non parliamone! In breve: santità, preparazione e affabilità. Questo vi chiedo”, disse nell’udienza alla sala Clementina, in Vaticano.
“Cara de vinagre” in spagnolo, segno di acidità, di una chiesa respingente: il volto delle suore che papa Francesco non voleva vedere mai, ma fu espressione infelice.
Frasi particolari uscirono con
i giornalisti, durante i viaggi in aereo. Sul volo dallo Sri Lanka alle Filippine, nel 2015, sulla strage di matrice islamista alla redazione parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo che aveva irriso Maometto: «E’ aberrante uccidere in nome di Dio. Ma è sbagliato anche insultare le religioni». Ancora: «Se un mio amico dice una parolaccia contro mia mamma, gli arriva un pugno». Un «esempio limite», spiegava il Papa, secondo tanti però quello era contro la libertà di pensiero.
Di ritorno da Manila, Bergoglio era contrario a «chi crede che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli». Ovvero riprodursi in abbondanza.
Altre espressioni colorite non vennero usate in pubblico. Nel maggio 2024, durante l’incontro a porte chiuse con i vescovi italiani della Cei, pur ribadendo la necessità di accogliere tutti al sacerdozio, scivolò in un tono colloquiale: «Nei seminari c’è già troppa frociaggine». Alcuni vescovi lo giustificarono con la differenza linguistica ma non convinse.
Francesco – scrive ancora Cristina Bianchi, sul settimanale edito dal gruppo Rcs – usava l’aggettivo psichiatrico come sinonimo di psicologico. «Abito a Santa Marta per motivi psichiatrici. È la mia personalità, non posso vivere da solo».
Fra le tante frasi che girano sul web: “Un aborto è un omicidio» e «i medici che si prestano sono […] sicari». Era il settembre 2024, al ritorno dal Belgio. Francesco aveva integrato le donne nella Chiesa ma in altri ambiti è rimasto più tradizionale
Apprezzabile, infine, la confidenza a un sociologo francese: «Quando avevo 43 anni, per sei mesi ho consultato una psicanalista ebrea. Andavo a casa sua una volta la settimana. Mi ha fatto molto bene».
La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”
