Enordest.it. Strepitosa Jasmine. Sinner perderà, ma nel tennis è Roma Capoccia

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2025/05/18/strepitosa-jasmine-e-oggi-sinner-roma-capoccia-del-tennis/

Silvia Gilioli

Jasmine Paolini non finisce di stupire: gli Internazionali di Roma sono i suoi, in due soli set (6-4 e6-2) si è liberata dell’americana Coco Gauff numero tre al mondo, due posizioni davanti all’azzurra. Ad applaudire la Paolini in tribuna, tra i diecimila spettatori, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha tifato e gioito.La Paolini ha vinto mettendo in mostra un tennis essenziale, efficace, non per questo meno spettacolare, una tenuta mentale all’altezza del grande appuntamento. Un atleta azzurro trionfa a Roma dopo 40 anni; l’ultimo successo femminile italiano risale al 1985 con la Reggi, allora il torneo si disputò a Taranto.

Paolini strepitosa a confermare che non si tratta di una meteora ma di una vera campionessa. A confermare anche che il 2024 non è stato un lampo. Oggi Jasmine ha l’occasione per superarsi, sarà impegnata infatti nel doppio con la Errani contro la russa Kudermetova (e la belga Mertens. Il doppio azzurro per confermarsi e la Paolini per doppiare il trionfo romano.

In questo millennio è via via aumentato il valore del tennis, degli degli Internazionali, a Roma. Oggi c’è la finale e Jannik Sinner è tornato nel migliore da campione, dopo i 3 mesi di patteggiamento. Un cammino sicuro, escluso il primo set perso venerdì sera per 6-1, in semifinale contro l’americano Paul. Passaggio a vuoto sorprendente, dopo l’unico gioco concesso al norvegese Ruud nei quarti. Il secondo è a 0, dunque Jannik si rialza subito e anche nel terzo controlla, chiudendo 6-3.

Peccato per Lorenzo Musetti, ora 8° nell’Atp, superato in semifinale in due set dallo spagnolo Alcaraz. Il 6-3 del primo parziale è inequivocabile, nel finale dopo un errore grossolano scaglia con violenza la racchetta contro la terra rossa del Centrale: warning. Nel secondo si porta sul 3-1, poi reagisce bruscamente, con un’occhiataccia eloquente, al commento di uno spettatore prima di una battuta sul 40-0: “Finiscilo Lollo”. Incassa un penalty point per aver spedito con forza la pallina in orbita verso il pubblico. Alcaraz si riporta in parità e chiude al tiebreak a 4. Per il carrarese è stata la 3^ semifinale di fila in un torneo masters 1000, dopo Montecarlo (finale vinta da Alcarez) e Madrid. Il suo tennis spettacolare nel pomeriggio più atteso è mancato, le palle smorzate, la classe quasi unica nel panorama mondiale fa di lui un potenziale 4° nel ranking Atp, con Fritz, Draper, Djokovic e Ruud a portata. Come Sinner e gli altri big azzurri, andrà al Roland Garros (25 maggio-8 giugno, terra rossa), poi sono probabili i tre tornei sull’erba: Atp 250 Stoccarda (9-15 giugno, il 500 di Londra (16-22 giugno) e Wimbledon (30 giugno-13 luglio). Percorsi che dovrebbe rafforzare anche il primato di Sinner, resistito ai 3 mesi di inattività.

Ieri Jasmine Paolini ha affrontato nell’ultimo atto femminile l’americana Coco Gauff, vincitrice degli Us Open nel 2023 e numero 3 al mondo. La toscana era arrivata 4^, prima di Roma era quinta. Nell’èra open, è la terza azzurra a conquistare la finale nel torneo di tennis più popolare del nostro Paese, l’unica vincitrice fu la faentina Raffaella Reggi nel 1985 e allora la finale fu a Taranto, poi Sara Errani, superata nel 2014 da Serena Williams, potente anche più di Gauff. 

Negli anni ’30 un successo e tre finali per Lucia Valerio, milanese.

Sara Errani e Jasmine Paolini disputano oggi la finale del doppio, hanno battuto le russe Mirra Andreeva e Diana Shnaider in due set, già superate nella finale olimpica di Parigi, se le vedono con Kudermetova (russa) e con Mertens, belga. Vinsero l’anno scorso, sono all’ottava finale del circuito.

Sono stati comunque i giorni di Sinner, dopo quei due mesi senza neanche potersi allenare, per il discusso patteggiamento con la Wada, e l’ultimo mese a riprendere la condizione. Resta molto più facile ritornare rispetto a un grave infortunio, lo stop forzato gli è servito per staccare mentalmente, per ritornare a divertirsi con gli amici.

L’attesa è stata raccontata per settimane su Repubblica da Massimo Calandri, firma del rugby, autore di libri, da questa stagione erede di Paolo Rossi nel tennis. 

“Sullo schermo compare la parola “rosso”, ma è scritta in giallo: falso. Ora appare “verde”, in verde: giusto. Parole e colori si alternano per un centinaio di volte in un paio di minuti. Non sbagliare, Jannik. Il gioco in realtà è un allenamento: deve rispondere schiacciando il più rapidamente possibile un tasto: in maniera automatica, senza pensare troppo. Gli hanno applicato dei sensori per monitorare il consumo cerebrale: se è basso, vuole dire che la mente è “pulita”, l’atleta è tranquillo. I risultati del cardiofrequenzimetro confermano”. 

Sono tecniche molto moderne, che partono da lontano. L’uso dei colori in psicoterapia era già applicato dal professor Leonardo Alloro, di Albinea, 40 anni fa. Specialista di tecniche nel training di sportivi è anche Alessandro Calderoni, già giornalista a radio Monte Carlo e 105.

“Sinner è sottoposto anche a controlli cognitivi – spiega ancora Calandri -, esercizi che permettono di entrare in un sorta di stato di meditazione, o ancora degli esami per esplorare al tempo stesso la fase automatica e quella cognitiva. Ha allenato il cervello attraverso i test di Riccardo Ceccarelli e la sua mental gym, alla ricerca della massima efficienza cerebrale. 

«Jannik ormai è autonomo nella gestione delle proprie risorse mentali. È diventato il leader di se stesso». 

Ceccarelli con la sua Formula Medicine segue piloti di formula 1 e motogp. “Quando si torna all’agonismo dopo essersi fermati per un periodo importante, bisogna in qualche modo ricreare le condizioni precedenti, a livello muscolare e del cervello. Sapendo che comunque sarà necessario un minimo rodaggio».

A Montecarlo aveva alternato lunghe sessioni in palestra a giornate di divertimento tra kart con i piloti Giovinazzi e Pier Guidi e bici con il ciclista Ciccone. Avevano scambiato con lui Draper, Sonego, lo stesso Rune, Kjaer”.

Aveva vinto Melbourne ma ammise che “atleti lo guardavano male. Non mi piaceva, avevo perso il divertimento». 

In Australia, con Rune, sembrò vittima di un attacco di panico e ha dovuto rifugiarsi negli spogliatoi. All’uscita si era aggiudicato un lunghissimo scambio.

A Roma l’Italia non vince dal 1976, da Adriano Panatta in rimonta sull’argentino Vilas. L’anno dopo l’unica finale ai massimi livelli per Tonino Zugarelli, il quarto uomo della coppa Davis vinta nel ’76, sconfitto da Vitas Gerulaitis, il biondo americano. Nel ’78 Borg battè Panatta in 5 set, all’epoca erano entrambi all’apice della popolarità. Come talento Panatta somigliava a Musetti, non era applicato quanto Sinner, caratterialmente era molto più estroso.

E’ stata anche la settimana dell’udienza di Sinner.

Mercoledì papa Leone XIV ha ricevuto il tennista Jannik Sinner con un’udienza in Vaticano.

Privata che diventa pubblica, nel senso che l’incontro è ampiamente fotografato e ripreso. Robert Francis Prevost, il nuovo papa, è un appassionato di tennis, sport che ha praticato da giovane, e ha detto di considerarsi un «tennista dilettante».

L’incontro è stato molto allegro, con scherzi e battute. Sinner ha regalato una racchetta al papa e a un certo punto, porgendogli una pallina, gli ha anche proposto di giocare: papa Leone XIV ha declinato guardando il soffitto e dicendo che era «meglio di no», dato che giocando nella stanza chiusa in cui si trovavano avrebbero potuto rompere qualcosa.

Con il campione c’erano la famiglia e il presidente federale Angelo Binaghi, ideatore di questo spot per il tennis. Ha portato dal Pontefice i trofei vinti a Malaga dalle nazionali azzurre nel 2024, la Coppa Davis e la femminile Billie JK Cup.

In avvio settimana il papa disse che non avrebbe mai potuto giocare con un “sinner” inteso come “peccatore”, la traduzione in inglese del suo cognome… 

“E per noi tennisti è bellissimo avere un Papa che ci segue e ha giocato”, dice il numero uno al mondo. 

Certo potevano esserci priorità superiori, nelle udienze private, per il Santo Padre. Addirittura Binaghi sperava che si affacciasse al foro Italico, troppo presto. 

Di sicuro la federtennis sogna di portare Roma a diventare il quinto torneo del grande slam. Come la federugby è riuscita ad ampliare il torneo delle 5 nazioni, nel 2000.

L’ostacolo più grande è avere la benedizione del Grand Slam Committee, l’organismo che governa i quattro Slam da oltre 130 anni. 

“Parliamo di 4 organismi – scrive Rivista Undici, a firma Claudio Giuliani – che solamente qualche anno fa sono riusciti a mettersi d’accordo sul far terminare le partite al quinto set dei loro tornei alla stessa maniera, introducendo il tiebreak sul punteggio di sei giochi pari. Aggiungere un quinto torneo sarebbe un cambiamento epocale, per giustificare il cambio servono un bisogno sportivo e commerciale chiari. I quattro Slam si giocano in tre continenti diversi e su tre superfici diverse. Un quinto dovrebbe aggiungere quantomeno varietà per giustificare il cambiamento sotto il punto di vista della novità tecnica, a livello di superficie mancherebbe uno slam indoor ma al coperto si gioca già il torneo di fine anno del tennis maschile, il più lucrativo per l’Atp. Avere due Slam giocati sul rosso altererebbe in maniera pesante questo equilibrio di superfici.

Anche la motivazione logistica, ovvero una nuova sede per un grande evento major, non è dalla parte di Roma”. 

In effetti gli arabi avrebbero risorse per stravolgere il calendario del tennis mondiale. 

“Da anni, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita intensificano i loro investimenti nel tennis, dapprima con esibizioni strapagate con tutti i campioni, come il Mubadala championship e il più recente Six kings slam, torneo che ha consegnato a Jannik Sinner la cifra record di sei milioni di dollari per due partite giocate. Nel tennis femminile poi, dal 2024 le WTA Finals si giocano a Jeddah, in inverno si è svolto il WTA 1000 di Doha e da quelle parti aspettano che Gaudenzi realizzi la promessa di far disputare anche un 1000 maschile, che sarebbe il decimo di questa categoria”. 

Gli arabi hanno risorse illimitate e possibilità di costruire senza vincoli: in Qatar si sono giocati i mondiali di calcio del 2022, i primi in inverno, e in Arabia Saudita si giocheranno quelli del 2034.

Insomma Sinner e magari Musetti enfatizzano la grandeur di Angelo Binaghi che tuttavia faticherà a contenere i petrodollari e comunque Francia e Inghilterra, Stati Uniti e Australia sono gelosi della loro unicità.

Come fascino, il quinto slam è da ormai 40 anni Indian Wells, altro appuntamento americano, per Roma l’obiettivo più realistico è scalare posizioni fra i 9 Masters 1000. Come montepremi, resta dietro anche all’altro torneo californiano, Miami, a Montecarlo e a Madrid.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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