
I gruppi whatsapp privati, anche di intellettuali. Si parla di cultura, di costume, di politica, di primo piano, di guerre. Un trend iniziato nel 2018, a Reggio Emilia Stefano Salsi gestisce ben 15 gruppi. Ma perchè in privato?
Sono scatenati, in 45 di un gruppo fondato ormai 8 anni fa. Ma perchè, ripetiamo, senza pubblicare, con tutti i social che permettono di farlo? Mah, sostituisce l’incontrarsi di persona, in qualche modo, quando non si ha abbastanza tempo.
Certo ci si lascia andare, a giudizi anche non leggeri, a un linguaggio a tratti razzistico o indignato. C’è il divieto di girare contenuti, di fotografarli. E’ proprio come vedersi al caffè, da chic, in genere radical. Il bar è troppo plebeo e confusionario e a tratti volgare.



