
https://www.enordest.it/2026/05/17/il-21-scudetto-dellinter-lo-store-e-san-siro
Domenica 3 maggio è arrivato il 21° scudetto dell’Inter. Bastava pareggiare con il Parma a San Siro e gli avversari erano già salvi, grazie al gioco di attesa di Carlos Cuesta, 30 anni, è arrivato un convincente 2-0. Poi la coppa Italia, la 10^, altro 2-0, alla Lazio, fra l’altro fuori casa, all’Olimpico
Noi abbiamo assaporato lo stadio in settimana, dall’esterno e persino all’interno.
All’interno, al cancello 14, c’è proprio il negozio dell’Inter. L’abbiamo visitato per voi, mostrando quasi ogni articolo, dalla linea per bambini ai gadget più particolari. Soprattutto accendono i nostri ricordi le maglie storiche: le targhette sono in inglese, a spiegare le prime coppe dei campioni vinte e poi le casacche degli anni ’80. Naturalmente ci sono le maglie dedicate a tutti i nerazzurri, destinati al 3° scudetto su 6 di questo millennio.
Siamo arrivati troppo tardi per il tour all’interno dello stadio, ma abbastanza in tempo per narrare anche l’altra metà dello store, dedicata al Milan, con gli stessi criteri. Di realizzazione e di nostra narrazione, con l’attitudine a ricordare i successi, tramite le maglie storiche e merchandising anche costoso ma capace di accendere la fantasia, non soltanto dei tifosi rossoneri.
Al gate successivo c’è la birreria Doppio malto, francising nazionale, da un anno e mezzo, ma da sole due settimane si può consumare un pasto o bere qualcosa all’esterno, con il campo separato giusto da due tubolari e da altrettanti steward. E’ un modello da replicare in ogni stadio, durante la settimana. L’esperienza si può fare anche nei giorni delle partite ma lì serve aderire a pacchetti più onerosi.
Il nostro giro di San Siro va anche dall’altro fronte, soffermandoci sulle scritte e sugli adesivi. Non va dimenticata la fermata di metropolitana che porta proprio allo stadio.
Una serata a forte connotazione di Inter l’avevamo vissuta a Reggio Emilia, in periferia, in zona Sesso, alla festa annuale dell’Inter club condotto da Carlo Codazzi.
Tutto esaurito, all’agriturismo Il Bove di Sesso. Una serata tra sapori, aneddoti e pensieri a ruota libera in cui il Campione del Mondo del 1982 ha subito precisato che il gol più importante l’ha segnato con un’altra maglia, quella azzurra: “Volevo lasciare un segno nel mondiale. Non ero titolare ma in finale dopo pochi minuti si infortunò alla spalla “Ciccio” Graziani. Con Graziani siamo amici e gliela dico sempre questa cosa: appena lui si fece male, mi sono cambiato subito e messo a bordo campo per influenzare il ct Bearzot che, infatti, mi fece entrare. Segnai la rete che chiuse la partita. Poi vidi dopo la finale la registrazione tv, con il Presidente Pertini che diceva a gran voce: ” Non ci prendono più”. Una soddisfazione enorme”.
”Tifo Inter fin da bambino – ricorda Altobelli -. Quando mi acquistò dal Brescia sono stato felicissimo e ho firmato il contratto in bianco. “Scrivete la cifra che volete” dissi ai dirigenti nerazzurri. Ora il gioco è peggiorato e gli allenatori insistono con la costruzione dal basso, così la difesa avversaria si mette a metà campo mentre i centrocampisti e gli attaccanti ti chiudono tutti gli spazi e non esci più. Meglio rinviare lungo col portiere e se il pallone arriva ai difensori avversari puoi aggredirli subito perché la squadra è già piazzata nella loro metà campo.”
La serata è stata nel prepartita di Bosnia-Italia, costata la mancata qualificazione al mondiale per la 3^ volta di fila. “Nell’86 uscimmo agli ottavi, in Messico, nei mondiali e Enzo Bearzot si dimise subito, nonostante fosse campione del mondo uscente. La nuova eliminazione è follia, non è solo colpa dell’allenatore che qualcuno ha pur scelto. Ci sono tanti responsabili”.
E’ stata una serata splendida, con il popolare Spillo, e vale davvero la pena riviverla. Impressionante la fila di persone per avere una foto autografata, un selfie con uno dei migliori attaccanti di ogni tempo del nostro calcio.
La prima stesura dell’articolo pubblicato da Giannicola e da Edoardo Pittalis su ènordest.it.

