Il Gazzettino, Juventus-Chievo 3-2. Debutto senza gol per Ronaldo, decide Bernardeschi al ’93

Il gol di Khedira (calcionews365.it)

Senza Cristiano, questa partita magari la Juve non sarebbe riuscita a rovesciarla. Non segna però incide, del resto l’allenatore del Chievo Lorenzo D’Anna l’aveva previsto: «Se mi preoccupo solo del pallone d’oro, perdiamo, segnano gli altri».

E’ successo proprio così, anche se il Chievo era riuscito a ribaltarla, sfruttando entrambe le occasioni vere create.

Per Verona, è stato il pomeriggio più speciale, la città dell’Adige si è fermata anche più che per i derby di serie A. Protestano gli ambulanti dei 225 banchi sul piazzale del Bentegodi, sacrificati per la macchina della sicurezza per gli oltre 30mila spettatori, avevano sgomberato le bancarelle entro le 13. «Il Verona in B e lo spezzatino televisivo ci rovinano», lamentano.

L’invasione di maglie bianconere, non solo del numero 7, inizia 4 ore prima della partita. Gruppi e famiglie vengono controllati dagli steward, cercano l’ombra sotto gli alberi a ridosso della curve. Tutto è ordinato, come sempre nella terra di Romeo e Giulietta, sino all’apertura dei cancelli, alle 15.

Tante famiglie con i bambini, centinaia di tifosi giunti anche da Polonia, Germania e Giappone e troupe televisive straniere. Gente che rientra in anticipo dalle ferie per non perdersi la prima palla toccata da Cristiano in Italia. La prefettura schiera addirittura le unità anti-terrorismo di Polizia (Uopi) e Carabinieri (Sos), in maniera discreta, vicino agli accessi. I 60 tra vigili urbani e funzionari evitano il collasso del traffico.

Il pullman zebrato arriva alle 16,30, accolto da cori e sciarpe. Resta chiusa la curva dell’Hellas, ufficialmente per questioni di sicurezza, in realtà gli ultras della squadra retrocessa in B hanno ottenuto che quei 2700 posti restassero vuoti, perchè riservati a loro. Situazione unica e anche inaccettabile. 

Sul campo, si aspetta il primo gol dell’asso lusitano, lo segna Khedira, il meno amato dai tifosi bianconeri. Per un tempo fatica, non si vede poi tanto, la difesa clivense lo chiude. Da metà ripresa, con il pari e poi sul 2-1 prende in mano la Juve. Si allontana dalla porta, calcia dalla sinistra, Sorrentino è attento. Era stato contenuto dai centrali gialloblù. Fa caldo, la condizione è approssimativa dopo il mondiale con il Portogallo. Scende anche la concentrazione del Chievo, Cacciatore salva proprio su Cristiano.

Si sposta a sinistra, con l’ingresso di Mandzukic, che diventa il suo Benzema. Traccheggia e crossa, serra i tempi, fa il suo gioco di gambe. Arriva il pari, da angolo. Cristiano alza il ritmo, per vincerla. Ha il ballhandling di un playmaker nel basket, fa il giocoliere, contro il ruvido Cacciatore. La Juve aggredisce, il Chievo rincula. Il suo ginocchio tocca il collo di Sorrentino, c’è allarme per le condizioni del portiere, che uscirà in barella con trauma cranico. Dapprima è gol, poi no e allora Cristiano è visibilmente contrariato, non ha torto perchè è stato spinto da Bani, prima del contatto, c’era semmai anche il suo tocco di mano, ma involontario. Un attimo e il 2-3 arriva. Il portoghese sorride, abbraccia tutti.

Nonostante il ritardo di condizione, calcia in porta più volte, avvicina il gol con un’azione autoprodotta, tiro su assist di Dybala, con una punizione laterale respinta da Sorrentino, nel primo tempo con un sinistro alto. La superiorità si vede. Era stato accolto da rockstar nel riscaldamento, esce scortato dalle guardie del corpo. In Spagna, le partite in provincia non sono così tese, in serie A sarà la normalità.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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