Monsignor Giovanni Rossi, vicario della diocesi di Reggio Emilia, impedisce a vannizagnoli.it, testata, provvista di roc, tv, con gli stessi diritti di Telereggio e Teletricolore, e anche di Libertà tv, di filmare la messa di Natale. Aprile 2024: chiamò per due volte la polizia, che naturalmente gli diede ragione: “Può entrare solo come fedele”. Rossi, bel fumatore di sigari. Chissà se andremo insieme in purgatorio. Dalle 23, noi unica tv presente: “Lei è qua come privato”. “No, per giornalismo”. “Non più di 3 minuti di immagini”. “Serve una deontologia per fare riprese in chiesa”, ci disse dopo avere finto di avere bisogno di silenzio per preparare un funerale. Usciamo indignati, dopo il giro per la chiesa dei sacerdoti.
Meglio essere fotografi ufficiali di club per scambisti – ovviamente senza farlo sapere, peccato che noi l’abbiamo scoperto, lavorando, come sempre contro tutto e tutti, mica facendoci pagare dal club – e così in curia si è sempre graditi. E ovunque. Anche facendo i fotografi ufficiali, magari tramite parente, di grandi realtà sportive, di leghe e anche di grande testata. Accade in una provincia italiana.
Marco, della digos, di Reggio, ci disse: “Se un giornalista non può neanche riprendere una messa…”.
Monsignor Rossi: “Non tutta la gente sarebbe d’accordo di essere filmata”. E quando riprende Liberta tv, del super Edoardo Tincani, fa firmare le liberatorie? Oggi affaccio durante la liturgia di Natale, officiata da monsignor vicario, e due collaboratori della chiesa fanno segno per impedirmi di inquadrare: uno era diacono, dall’altare mi segnava di avvicinarmi, con il ditino.
Dopo, tornerò per don Gianni Manfredini, ex parroco a Pieve Modolena, vediamo se la pagliacciata proseguirà. Ci vorrebbero i dottori della questura, del gabinetto, a inviare una nota all’ordine dei giornalisti. Chissà cosa penserà il papa di questo ostracismo e chissà cosa penserà monsignor Rossi della pedofilia fra i prelati. Avevano ragione mia madre e la nuova Bq.

