Pallacanestro. Reggiana a 10 sconfitte in 11 gare, Brescia domina poi rischia. Ultras della Leonessa minacciano Vanni Zagnoli: “Non fermarti”, a tutti quanti avremmo voluto riprendere: purtroppo gli esagitati sono come nel calcio, magari gli stessi. Il presidente Bonetti, la moglie Graziella Bragaglio. Gli stranieri dopo la rifinitura, la gag con Zagnoli, si cambiano i nomi. Una domenica al palaBigi, il mini e poi la serie B, Rebasket-Oderzo. “Noi, opitergini, seconda espressione della provincia di Treviso. La B1 di inizio millennio. Il budget è sui 180mila euro”

Pallacanestro.

La Reggiana raggiunge le 10 sconfitte in 11 gare, fra campionato e coppa, la quarta, la Fiba Europe, ha vinto (fuori casa) giusto la gara che ha evitato l’eliminazione.

Priftis non viene esonerato solo perchè viene da un biennio eccellente e al momento è un lusso per una squadra che regolarmente arriva a giocarsi il finale punto a punto ma perde regolarmente, in campionato siamo a 7 stop di fila. Fortunatamente per i biancorossi, tante squadre sono in ritardo, non carburano proprio, ma di questo passo dopo le final 8 sfumeranno anche i playoff e il sogno era di rivivere una seminale: nella storia di Reggio Emilia siamo fermi al 1996-97, ovvero all’ultimo Mike Mitchell, del 1997-98, con Gianluca Basile, fratello di Diana, in società dall’epoca.

E poi, naturalmente, sono memorabili le due finali, il 3-4 con Sassari, onestamente inferiore, escluso negli ultimi minuti della bella, a Reggio Emilia, e il 2-4 con Milano. Da allora, ed escluso allora, i biancorossi avrebbero meritato almeno altre 3 volte di giocarsi l’accesso alla finale e invece sono usciti al primo turno, oppure neanche si sono qualificati

Brescia domina poi rischia.

Ultras della Leonessa minacciano Vanni Zagnoli: “Non fermarti”, tutti quanti avremmo voluto riprendere: purtroppo gli esagitati sono come nel calcio, magari gli stessi. Ed è una vergogna, alla quale naturalmente siamo abituati, del resto la dottoressa (in giornalismo si dovrebbe citare con la laurea solo i medici) Angela Cutillo della questura ogni volta che ci vede cambia d’umore. Perchè non può impedire riprese, all’esterno di un impianto, e lo sa bene anche il questore Giuseppe Maggese, neo pensionato, che aveva inviato all’ordine dei giornalisti una nota diffamante e diffamatoria, nei confronti di chi scrive.

Dunque, sarebbe stato inutile chiedere aiuto alla polizia, per poter svolgere il nostro videoreportage sulla tifoseria della Leonessa. Ovviamente, le tv vere – anche noi lo siamo, grazie al roc, all’iscrizione al registro operatori della comunicazione -, ovvero Telereggio, di pensiero di sinistra, e Teletricolore, ex matrice cattolica, sarebbe state favorite dell’intervento delle giacche blu questurini, come cantava Francesco Guccini.

Per noi è stato comunque emozionante rivedere Matteo Bonetti, l’ex presidente, che ha lasciato il ruolo alla bionda moglie, Graziella Bragaglio. Abbiamo dialogato da soli, verso il parcheggio dei super personaggi, anche dei media partner, come Tuttoreggio, il mensile edito da Graziano Sassi, socio di minoranza di Pallacanestro Reggiana, e dalla primavera editore di Teletricolore, da tempo Medianews.

E poi abbiamo scherzato con Graziella, di proposito, ripetendo il nostro marchio di fabbrica, per il quale volentieri ci facciamo ricordare. “Dottoressa – detto sempre in maniera satirica, perchè non serve mai evidenziare il titolo di studio -, sul lavoro, a quanti uomini ha detto di no, come no”. “Tantissimi”, ci rispose 8 anni fa, forse, ai tempi delle semifinali scudetto di Reggio.

Sono le domande tipiche della grande stampa, che regalano titoli, leggi Aldo Cazzullo e colleghi, su Il Corriere della Sera, con le loro intervistone. Cazzullo è un signor giornalista, ma il punto è che anche noi lo siamo e lo facciamo alla grande, nonostante in troppi, vergnosamente, ci allontanino dai personaggi. Per tutelare le esclusive di “dove merita. Zagnoli, sei anche simpatico, non discuto, ma da te non ne vale mai la pena”.

Eravamo stati con Brescia anche sabato, verso le 13, all’uscita dalla rifinitura, a inquadrare i giocatori in uscita dal pala Bigi.

“Devi sempre chiudere il permesso, prima di inquadrare una persona”. Dipende, se è un personaggio pubblico, no. E, naturalmente, gli sportivi di professione, idoli di centinaia di persone, sono fra le personalità più in vista di una provincia.

E così alcuni ci hanno bellamente irriso, cambiandosi i nomi, dal momento che non sapevamo chi fossero. Seguendo tanti sport e, non dovendo scrivere, non guardiamo i volti in anticipo, tantopiù che ora disponiamo di un solo telefono, più il computer da cui vi scriviamo.

Una super esclusiva, invece, la spenderemo fra un po’, ma l’abbiamo già diffusa su youtube e anche valorizzata.

Restiamo sulla pallacanestro, a noi piace chiamarla così, come il volley è la pallavolo, non servono i barbarismi, ovvero le parole straniere, neanche in inglese.

Abbiamo trascorso la domenica al palaBigi, con il mini e poi la serie B, 2, con la partita fra Rebasket e Oderzo.

E per noi è stata una bella occasione per raccontare la storia degli opitergini, seconda espressione di questo sport nella provincia di Treviso. Il dirigente Modolo, come Sacha, il ciclista, ha un nome unico, Flores, come Floro Flores, l’ex calciatore, ora allenatore, e ci rivela il meglio del club blu, in trasferta. “A inizio millennio vivemmo la nostra unica serie B1, con un presidente danaroso ma poi sparito, anche a livello imprenditoriale. Ora il budget è sui 180mila euro”.

Naturalmente, è arrivato qualcuno, nella fattispecie una signora, a interrompere il nostro videoaffrescone, il mandante è Claudio Sarti, custode del palasport ma egli si sente direttore.

E’ stato incaricato dalla super, mega presidentessa Veronica Bartoli, figlia di Enzo, il reale proprietario, di perseguitarci, dal momento che un anno e mezzo fa filmammo una domenica sera lo spogliatoio biancorosso. Lesa maestà.

Al di là di questo, è stato un bel pomeriggio, con gente vera, con uno speaker in sovrappreso ma bravo. Non strepita a vuoto, a differenza di Pierpaolo Zucchetti, il bellissimo da un quarto di secolo con Reggiana, pallacanestro, appunto.

Gente vera, anche fra il pubblico del minibasket, con piccole a giocare con i maschi, peccato che uno dei due allenatori urlasse troppo: a 6 anni, forse anche meno, non c’è alcun bisogno, i bimbi devono solo divertirsi.

Poi ci soffermiamo con Ascenzio Iezzi, a lungo anima della MeCart, in serie B1, a inizio anni ’90: sottocanestro c’era l’avvocato Pellegrini, padre dell’attaccante che contribuì a portare in serie B la Reggiana, calcio, peccato che poi al Vicenza si sia perso.

E’ Iezzi, poi general manager a Montecatini, Terme, in serie A2, alla Panapesca, a rivelarci chi è un viso noto, di quella Cavriago, l’allenatore Ivan Zagni, oggi vice.

Narriamo la sua storia, poi la telecamera del nostro mac va sul riscaldamento, anche sull’ultimo, prima del match, sempre facendo attenzione a evitare di inquadrare i piccoli rimasti, fra il pubblico.

Giocano, durante l’intervallo. Il livello è discreto, l’intensità eccellente, anche con un solo straniero per squadra.

Sarebbe bella quella quota, minima, anche in serie A1. Tanto di Euroleague neanche l’ombra, solo Bologna si è aggiudicata un’Eurocup, la Champions league forse non è mai stata incassata, da club italiani. Ci dobbiamo accontentare della Fiba Europe cup, ovvero del quarto trofeo.

Credete a noi, andate a vedere giocare a pallacanestro, anche giovanile, è sempre un bello spettacolo, di gente vera. Sicuramente più di chi investe tanto e non accetta la nostra telecamera, anche 2, anche 3, quando avessimo e ci funzionasse tutto, libera. Di pensiero, di movimento, di parola, di critica.

Si cercano, invece, come diceva il grande Gian Maria Gazzaniga, a Il Processo del lunedì, da prima firma de Il Giorno, “solo mandolinari”. Ovvero “gente che suona il violino”, dunque solo celebratori.

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