Facile, quando gioca l’Imoco, almeno in Italia. L’eccezione era stata un anno fa, quando perse la supercoppa. Stavolta non poteva sbagliare, ha regolato Scandicci con un bel 3-1, la sorpresa è stato il primo set lasciato alle toscane, gli ultimi due parziali sono stati equilibrati ma si aveva la sensazione che Conegliano avrebbe evitato il tiebreak. E se anche ci fosse arrivata, l’avrebbe vinto.
Scandicci l’anno scorso si era aggiudicata il mondiale per club sulle gialloblù, già aveva compiuto il suo miracolo ma aveva Ekaterina Antropova, ora passata in Turchia, all’Eczacıbaşı. L’eccezione è stata la scorsa stagione, con l’Imoco fermata in supercoppa da Monza, diventata da pochi anni Milano, e poi da Scandicci, al mondiale per club.
In questa stagione l’Imoco tenterà il bis rispetto a due annate fa, quando azzeccò l’enplein di titoli, tutti e 5 i possibili. Dominio raro, ormai, nello sport, tantopiù che il livello dei grandi club è aumentato, in Italia e in Turchia.
Resta sempre l’impressione che il vero fuoriclasse per Conegliano sia in panchina, Daniele Santarelli, capace con la Turchia di fermare l’Italia di Julio Velasco, nella finale degli Europei, a Istanbul. C’era già riuscito il Brasile, nella semifinale di Nations league, dopo gli ori olimpico e mondiale.
Daniele Santarelli non è meno grande di Julio Velasco, come tecnico.
Il perno della squadra resta la pallaggiatrice, Asia Wolosz, 36 anni. Nel 2024, dopo l’uscita ai quarti della Polonia alle olimpiadi, si è ritirata dalla nazionale, ma ha tutto per emulare Maja Ognjenović, palleggiatrice appunto di Scandicci, 42 anni e ancora titolare. La longevità agonistica è una delle situazioni che a noi affascina di più.
Sabato, a Bari, fra le migliori c’è stata Raphaela Folie, 35 anni, bolzanina, tornata dopo un biennio negli Stati Uniti, al centro è stata convincente in attacco. La cinese Zhu Ting e la brasiliana Gabi non erano al top della forma, ma i 32 anni all’anagrafe significano che l’Imoco vuole continuare a vincere, subito. L’esperienza, spesso, fa ancora la differenza. Soprattutto in Monica de Gennaro, 40 anni a gennaio, semplicemente unica, per continuità. Anzi, è un peccato che la signora Santarelli abbia deciso di lasciare la nazionale, dopo il doppio oro. Sarà un caso ma senza di lei l’Italia ha mancato entrambi i trofei successivi.
Più giovani sono le altre due del sestetto, la centrale Sarah Fahr, 25 anni, e l’opposta Isabelle Haak, 27, che raramente tradisce, nelle grandi occasioni. L’unico handicap che ha è militare nella Svezia, nazionale non di grande tradizione, al femminile, cosicchè può eccellere a livello di club.
Il campionato, appunto. E’ il grande traguardo di Milano, che porta Gianlorenzo Blengini per la prima volta in campo femminile. Parimenti, sarebbe bello vedere fra i maschi, un giorno, Santarelli, per capire se avesse a stessa incidenza che ha fra le donne.
E’ lì arriviamo ai massimi sistemi che a noi piacciono tanto. E’ raro che un grande tecnico cambi genere, l’aveva già fatto Lorenzo Bernardi, a Novara, dove ha vinto una Challenge e una Cev cup, ma in primavera è stato congedato.
Comunque, la stagione è iniziata e la caccia a Conegliano è partita. E resta l’eccellenza sportiva del nordest.
Si è giocato a Bari, al palaFlorio, come già una tappa degli Europei 2023, maschili. E’ sempre bello quando il sud viene coinvolto. Lì è di casa Vito Cozzoli, il nuovo presidente di Lega, succeduto a Mauro Fabris, in carica per 20 anni tondi. Era stato a Sport e salute, poi alle Autostrade per l’Italia, di cui resta amministratore delegato. Ha il compito di mantenere la pallavolo femminile del nostro paese su livelli mondiali.


