Alla libreria all’Arco sala gremita per Francesco Ceniti (Gazzetta dello Sport), con il libro “In nome di Marco”: “Pantani aveva 8-9 milioni di spettatori, Nibali 2,5, al Tour”

storie, pantani, cenitiLa libreria all’Arco era gremita, venerdì sera, per ascoltare l’avvocato Antonio De Rensis e Francesco Ceniti, autore del libro “In nome di Marco”, Rizzoli editore (13 euro). Mancava la signora Tonina, la mamma di Marco Pantani. “Ha problemi al cuore – spiega il suo legale -, questa battaglia la fa soffrire”. Era attesa anche lei, non se l’è sentita di venire da Cesenatico, tantopiù che stamane aveva in programma una visita medica.

In extremis ha dato forfait anche Riccardo Riccò, sarebbe voluto intervenire alla presentazione di uno dei 40 libri dedicati al campione di ciclismo più amato dagli italiani, dopo Coppi. Avrebbe ripercorso assieme ai presenti una storia triste, ancora in attesa della verità, per quella morte avvenuta 11 anni fa, il 14 febbraio del 2004.

La serata introdotta da Silvia Gilioli e condotta dal giornalista Vanni Zagnoli e dal blogger Rosario Giudice è filata via in un alternarsi di ricordi sciorinati da Ceniti, firma de La Gazzetta dello Sport, e di anticipazioni delle indagini formulate da De Rensis, grintosissimo avvocato anche del ct azzurro Antonio Conte, accompagnato a Reggio da una giovane assistente.

Che cosa abbia rappresentato Pantani nella storia del ciclismo moderno lo testimoniano due numeri prospettati da Francesco Ceniti: “Le imprese di Pantani avevano coinvolto anche 8-9 milioni di spettatori. I picchi di ascolto di Vincenzo Nibali, invece, all’ultimo Tour, vinto, non sono andati oltre i 2 milioni e mezzo”.

De Rensis se la prende con la procura di Rimini: “In questi giorni si parla tanto dell’archiviazione dell’indagine da parte loro, ancora io non ho ricevuto comunicazioni. Quando arriverà il fascicolo, lo smonterò punto su punto. Nella prima perizia, il professor Fortuni aveva parlato di dose di cocaina superiore di 6 volte rispetto a quella normalmente letale. Ora il collega Tagliaro indica gli psicofarmaci come letali. Gli infermieri intervenuti per primi sul corpo di Pantani sostengono che la pallina di cocaina non era presente al momento del loro ingresso. In stanza c’era un giubbotto che Marco non ha mai avuto”.

E poi il video. “Durava oltre due ore, è stato ridotto a 51 minuti, con ben 34 tagli. C’erano lavandini spostati, nel residence Le Rose di Rimini erano in servizio due portieri ma da una scala interna si poteva raggiungere facilmente la stanza di Marco”.

Sono decine le incongruenze evidenziate dal legale. “Pantani – conclude – secondo noi è stato ucciso. L’alterazione della scena del crimine è evidente. E quando si altera qualcosa, bisogna averne motivo. Se uno cade e muore, battendo la testa, perchè poi lì compare una pallina di droga?”. Il suo j’accuse è accorato e ricco di particolari.

E’ stato proprio Ceniti a presentare l’avvocato De Rensis alla mamma di Pantani. “Il legale precedente – spiega il giornalista della Gazzetta – era stato trovato dalla signora tramite facebook. Era impreparato a un caso così delicato. Avevo conosciuto De Rensis al processo per il caso scommesse, l’ho presentato a mamma Tonina, all’inizio temeva di buttare via altri soldi. Nei primi due anni successivi alla morte lei si fidava di chi la circondava, poi ha iniziato a controllare personalmente quanto non la convinceva”.

Ceniti da studente di giornalismo era tifoso di Pantani, lo intervistò per la prima volta nel ’98, quando era all’apice della popolarità. Ha ricostruito il famoso controllo di Madonna di Campiglio che nel ’99 condizionò poi il resto dell’esistenza di Marco.

“Quel test – annota il giornalista che aveva vissuto a lungo in Calabria – era palesemente da annullare. Perchè non rispecchiava il secondo punto dei test antidoping, ovvero era stato il medico a scegliere la provetta, anzichè il controllato”. “Su quella vicenda – osserva l’avvocato De Rensis – indaga la procura di Forlì e con quegli inquirenti noi siamo tranquilli. Abbiamo bisogno di tutti per sostenere questa battaglia di ricerca della verità”.

Arrivano applausi per l’autore del libro e per l’avvocato. Firmano autografi e copie della pubblicazione. Si ritroveranno in aprile, a Parma.

 

Nella foto, da sinistra, il blogger Rosario Giudice presenta gli ospiti della libreria all’Arco: l’avvocato Antonio De Rensis, Francesco Ceniti autore del libro “In nome di Marco” e il giornalista Vanni Zagnoli.

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