Enordest.it. 100 anni di radio visti da dentro con noi piccoli radiocronisti

(enordest.it)

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Vanni Zagnoli

Sono 100 anni della radio e noi li ripercorriamo anche con la nostra lunga esperienza radiofonica, da la radio Reggio a Musichiere Scandiano, da radio Bruno a Capital, da radio 24 a Monte Carlo e 105.

La Radio Bruno

Da radio Bruno è passata Federica Cocchi, firma del tennis, del golf e della ginnastica su La Gazzetta dello sport. E’ di Carpi, leggeva i radiogiornali, poi fece radio Capital, dall’Emilia Romagna, in parallelo a me. La capa, come veniva chiamata, era Rossana Giorgetti. Avevo un grande rapporto con Edoardo Buffoni, dal 2020 direttore. Nella redazione da inizio anni 2000 Giuseppe Antonio Perrelli, firmare su Repubblica, Riccardo Quadrano, bel radiocronista, anche di Formula Uno, Roberto Ciuti, Valentina Vecellio e Silvia Scotti, altra firma del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Mi trovavo molto bene con Alessandro Capponi, passato al Corriere della Sera.

La Radio Capital

Dopo radio Capital, virai su radio 24, Il Sole 24 ore, dal 2000 è la voce degli imprenditori italiani. I capifascia, equivalenti di capiservizio, capi di fascia oraria, erano 6, fra questi Daniele Biacchessi, studioso di stragi, che ha lasciato, con la pensione. Al desk c’erano Dario Ceccarelli, una prima vita al ciclismo nelle pagine sportive dell’Unità. “La Tedesco”, rispondeva così con voce acuta Alessandra, conduttrice poi di un programma sui libri. Anna Migliorati, Maria Piera Ceci. In redazione anche Carlo Genta, di Pavia, allo sport, molto popolare come conduttore di Tutti convocati. E Fabio Tavelli, presto passato a Skysport24. Firma di sport era Gigi Garanzini, ex La Notte, commentatore da un decennio per La Stampa, sul calcio. Alessandro Milan è diventato uno dei radiofonici più popolari, con varia umanità, assieme al comico Leonardo Manera, ex Zelig.

Roberta Pellegatta e Roberta Giordano sono voci di riferimento, la sera, Maurizio Esposito è sempre una bella voce come lettore di radiogiornale. Simone Spetia – pronuncia spezia. Gran radio, insomma.

Al tempo de La Radio Monte Carlo

Autunno 2001, inizio con radio Monte Carlo la radio italiana del Principato di Monaco, editata dai fratelli Hazan, di origine libanese. Alberto era la mente, il direttore Paolo Delforno, un gentiluomo. Tra le voci Riccardo Este, già volto del Processo del lunedì, di Aldo Biscardi.

Fabrizio Ratiglia era il vice di Delforno, al contrario mio ha vinto il concorso Rai e oggi è spesso in voce sulla politica, su radio1, è tornato alla sua passione. Elisabetta Carbone è catanese, nel 2002 ha lasciato, ora è firma di Dipiù, sullo sport. Altre voci sono Daniela Ducoli, Jerry Romano, campano, Gennaro all’anagrafe, Lucia Dolce. Adele Costantini è su Mediaset, oggi.

Due capiservizio erano di Pavia, Claudio Micalizio e Diego Bianchi, che iniziò da collaboratore, in voce dalla Lombardia. Alessandro Calderoni era un fuoriclasse. Quando ci fu lo scoppio al Pirellone, a Milano, scese dalla redazione di via Moskova e arrivò, telefonino alla bocca, al luogo della grande paura. Era un giornalista di inchiesta, un giorno mi telefonò: “Devo venire a Modena, mi travestirò in piazza, Vanni. Dove mi consigli di mettermi, per chiedere l’elemosina?”.

Era, Alessandro, un giornalista. Da un decennio, con la vendita da radio News a Mediaset, appunto, ha preferito fare solo lo psicoterapeuta, è un fuoriclasse anche lì, con tecniche uniche.

Dal Veneto su Monte Carlo c’era Antonella Prigioni, da Torino Eraldo Enrietti, 73 anni, ora, da Genova portai io Emmanuele Gerboni, da Cagliari Fausto Orrù, poi sindaco, in un paese sardo. Da Napoli Boris Mantova, energico giovane che riuscì a farsi assumere.

A Roma, in redazione, Pierpaolo La Rosa, cosentino, dal Parlamento, Emanuele Iacusso, voce molto tosta, Emmanuel Milano per lo sport. A Milano, part-time, Nicola Zanarini, altro vincitore di concorso Rai, a Trento, e ora tornato a Bologna; è figlio di Romano, già capo della redazione Emilia Romagna.

La domenica, la radio 105 più calcio, con Fabiana (Paolini, da Ancona) e Riccardo Este. Tanto era serio Delfo, Paolo Delforno, tanto era spaccante radio 105, con lo Zoo.

A fine anno sono stato a Milano alla presentazione sul libro della storia della radio. Ho raccontato un po’ di gente, nota o meno, e anche un editore, Monti, per la verità mai sentito.

https://youtu.be/6GF7Dtm4D2A

Un mito dagli anni ’90 fu Fausto Terenzi: “L’ictus del 2005 a 55 anni. I disabili non vengono più fatti lavorare. Ero deejay”.

https://youtu.be/Y24-mjJEI-A

Racconta le “famiglie Borra e Hazan”. Ero parà nella Folgore. L’orgasmometro. Ero serio per ridere”

https://youtu.be/wJ6BvB1akjI

Pino Sarli: “Da riparatore di apparecchiature alla radio. I personaggi, con Fausto Terenzi. 23 anni”

https://youtu.be/WKeDx9IxQoE

A proposito di radio private, in 200 hanno votato a Sanremo, al festival, peccato che siano in ribasso, in varie province.

Altro personaggio è Maurizio Modica: “Rds, Rtl, doppiatore. Come si allena la voce, da baritono. La radio”

https://youtu.be/OOXW8jFihRk

Le radio romane sono seguitissime, parlando per ore di Roma e Lazio, da San Lazzaro di Savena, Bologna, c’è radio basket Italia, un unicum.

La Radio Rai

Le voci di ieri e di oggi. Sulla nazionale, per me Francesco Repice vale più di Alberto Rimedio, della Rai, Enrico Ameri surclassava Nando Martellini. “Ma in generale – osserva Riccardo Este – è tramite la radio che rendono le emozioni, quello scatenamento”. Lavora anche a radio Nostalgia, a Bergamo. “Quando gioca il Genoa, ci colleghiamo mezz’ora prima con Pinuccio Brenzini, da 30 anni voce ufficiale del grifo, anche in trasferta. In casa è supportato da Lino Marmorato. Nel dopopartita proseguiamo per un’ora e gli ascolti sono eccellenti. Parliamo di 35mila spettatori a Marassi e di 7-8mila spettatori in trasferta”.

Questa la nostra chiacchierata, realizzata in occasione della giornata mondiale della radio, in cui raccontiamo proprio l’essenza della radio.

https://youtu.be/dhun3MvKH8A

Da Radio Birikina al cubo di Bella e Monella

Le radio regionali, come Kiss Kiss, a Napoli, tira il calcio ma non gli altri sport.

La radio in tv è un must, ormai, a vari livelli.

Anche radio Birikina da Castelfranco, Treviso, è sul digitale terrestre.

Di Bella e Monella vediamo il cubo, ovvero il logo sul microfono persino da Roma. Ecco, mostrare il cubo, il marchio anche per fini pubblicitari è il primo compito del bravo collaboratore e corrispondente.

I registri linguistici dipendono molto dal canale. Radio3 fa cultura, per 24 ore, la narrazione è serafica. Su radio1, da alcune notti si parla di scrittori, di Pierpaolo Pasolini e di Piervittorio Tondelli. Lo zoo, di radio 105, ha portato le parolacce gratuite sull’etere ogni pomeriggio, da anni anche in tv. Quella radio basket Italia ha Massimo Guerrieri in studio che è proprio felice di usare parole volgari, assieme al notaio, misteriosa voce fuori campo.

Gli smartphone hanno cambiato il modo di seguirla
Se apriamo raiplaysound, possiamo ascoltare i canali di radio Rai anche se siamo a passeggio, non serve restare in vettura. E poi si possono sentire quando si vogliono programmi della settimana e persino del passato.

Dicevamo di Alberto ed Edoardo Hazan che hanno venduto Radio 105, 105 classic e Monte Carlo a Mediaset. Che le ha un po’ snaturate, peccato. Non ha avuto la stessa incidenza rispetto alla tv.

La radio ha fatto la storia degli eventi sportivi, olimpiadi, mondiali, Europei. Ora si tende a ridurre il budget, ovunque, per le trasferte. Ora anche la radio diminuisce gli inviati, gli sport olimpici non vengono coperti sul campo, ai Mondiali, tantomeno agli Europei, escluso ovviamente il calcio. Per Il Giornale di Sicilia, Riccardo Cucchi ci raccontava dei 13 inviati a Rio de Janeiro 2016, la sua ultima olimpiade.

Da Ruggeri alla Falcetti a Ema Stockholma

Gli artisti e la radio, gli artisti conduttori come Enrico Ruggeri, voce di radio 24, il sole 24 ore, con un programma di storie, per anni di successo. Per non parlare di qualche guru come il figlio di Bruno Pesaola, il “petisso”, scudetto alla Fiorentina e panchina del Napoli. Lo ascoltavamo quando eravamo con radio 24, si chiama Zap mangusta. “Ciao Zap, come stai?”, era il jingle di avvio trasmissione. Zap mangusta, che nome.

Tanti si cambiano nome, su radio Bruno, che vanta una redazione anche a Verona, dalle 10 in Bruno mattina c’è Antonio Valli, 64 anni, in realtà sarebbe Antonio di Crosta, da Benevento.

Significativa è anche la differenza di resa fra radio e tv, Riccardo Cucchi in tv era più normale, Sandro Ciotti è stato mito anche in tv, alla guida della Domenica Sportiva.

Il dibattito generalmente è più tranquillo rispetto al biscardismo. I processi sono più da tv che da radio.

Su Rai radio1 ogni pomeriggio dalle 18 alle 19 furoreggia Emanuela Falcetti, “L’Italia sotto inchiesta”. “Siamo tutti sotto inchiesta”, strepita la paladina della legge, dei diritti di tutti. Era in tv a Italia 90 con Claudio Ferretti, romano fra i miti di Tutto il calcio minuto per minuto, dagli anni ’60. Anch’egli passò alla tv. “Falcetti, Ferretti”, si salutavano su Rai3, a fine serata, quasi a rispondere all’esuberanza, al fascino di Alba Parietti, che in quegli anni si rivelava.

Ecco, oggi ci sono molto Gino Castaldo, di Repubblica, ed Ema Stockholma, 40enne francese, con una voce unica, su Rai radio2.

Quanto conta il fascino anche in radio, soprattutto agli eventi, organizzati dai gruppi editoriali ce lo spiega la giunonica Vanessa Grey, in realtà Pugliese.

“La fisicità aiuta tanto. E io mi rivedo in Fiorello”

https://youtu.be/8QcainRWy7k

Ecco, oggi la differenza fra conduttori e giornalisti si è attenuata, la linea che demarca l’intrattenimento dal giornalismo è molto sottile. E il personaggio a volte viene prima della professionalità.

La prima stersura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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