Enordest.it. Quello strano suicidio avvolto dalla nebbia turca

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Vanni Zagnoli

Nel nostro zizzagare settimanale ci sono la parola fine sulla tragedia della pallavolo femminile, e calcio. Con due tifoserie di serie B e un fenomeno sul web che cambia protagonisti

Volley femminile, per la procura di Istanbul Julia Ituma si è suicidata. Le precisazioni di Novara: “Nessun messaggio di addio è stato inviato da Julia, in alcuna forma, a compagne di squadra, staff tecnico o dirigenza. Men che meno alcun messaggio è stato inviato in un gruppo whatsapp della squadra. Se la ragazza abbia mandato un messaggio di addio ad altre persone o in altri gruppi whatsapp, non è cosa nota al club. E’ assolutamente falso anche il fatto che Julia, prima della tragedia, avesse informato di un suo malessere compagne o membri dello staff tecnico o societario. Se ciò fosse avvenuto, il club si sarebbe immediatamente attivato per tutelare la ragazza”.

Aveva 18 anni e mezzo, è precipitata dal sesto piano dell’hotel, in Turchia.

Nel report della magistratura — come scrive il quotidiano turco Sabah, che ha avuto accesso agli atti — è specificato che «Ituma ha avuto una crisi psicologica e che poco prima della sua morte ha condiviso il messaggio “Bye bye guys”». Inviato probabilmente a una chat di amici.

E’ stata anche la domenica della mancata rivincita della supercoppa. L’ex Monza ha perso 3-1 anche al Forum, battendo i record di pubblico del volley femminile, con oltre 12mila spettatori. In regular season il primato femminile di pubblico fu nel 2001 tra Novara e Bergamo, con 6650 spettatori. Il record assoluto erano gli 11.150 spettatori di una finale del 1999 tra Reggio Calabria e Modena.

Milano, dunque, gioca secondo le esigenze e anche magari secondo il calendario della squadra maschile al palasport di Monza, all’Allianz cloud arena di Milano, stavolta ha debuttato al Forum. Che ha già ospitato grandi sfide di Milano al maschile, ma è un’altra società. Il Forum servirebbe anche per le sfide chiave dei playoff. Il Vero volley insegue sempre il suo primo trofeo italiano, ha preso Egonu apposta ma con Santarelli a Conegliano resta una sfida improba.

Il nostro viaggio fra le tifoserie di calcio stavolta tocca lo Spezia, in zona retrocessione diretta, in serie B, mentre un anno fa era partita bene, con Luca Gotti, e sembrava destinata alla terza salvezza di fila, in A.

I sostenitori raccontano quanto li abbia delusi la famiglia Platek, americana: “Bastava un acquisto azzeccato a gennaio per salvarsi”. In 57 hanno seguito gli aquilotti in coppa Italia, a Reggio Emilia

Qui invece aspettando l’uscita di tutti, dopo il passaggio del Sassuolo, ai rigori, è curioso notare come mamma e figlio siano arrivati dalla Norvegia, via Belgio, per salutare due beniamini, Thorstvedt e Pedersen.

Qui il racconto di un’altra tifoseria, del Lecco, al ritorno in serie B dopo mezzo secolo e dopo le incertezze estive relativamente all’iscrizione al campionato. La diffidenza è notevole: “Siamo gente di montagna”, commenterà un visualizzatore, su youtube.

Sempre in serie B, il Modena è vicino alla zona promozione diretta, con Paolo Bianco allenatore, era nello staff di Massimiliano Allegri alla Juve. La Ternana, invece, ultima con Salò, con una vittoria, perde con il Venezia e dice addio all’allenatore Cristiano Lucarelli. Che era stato esonerato un anno fa e poi era ritornato. Stesso percorso in estate, sempre con Andreazzoli. Il quale da un mese e mezzo è ritornato a Empoli. 

In Sudamerica, la copa Libertadores della Fluminense, con il 40enne Felipe Melo difensore centrale titolare e con Marcelo a sinistra, reduce dai 25 trofei con il Real Madrid. Per il Brasile è il 5°successo di fila nella coppa dei Campioni sudamericana, vince ai supplementari per 2-1 la squadra di Fernando Diniz, ct ad interim della Seleçao, aspettando Ancelotti. Decide al supplementare il 21enne John Kennedy, a segno anche negli altri 3 turni a eliminazione diretta. E’ il primo successo internazionale per la Flu, club di Rio de Janeiro.

Perde il Boca juniors, che aveva come titolare il 36enne Cavani.

In Europa, Mircea Lucescu dà le dimissioni della Dinamo Kiev, a 78 anni potrebbe avere chiuso una carriera unica, per longevità. Aveva vinto campionato e coppa di Ucraina nel 2021, senza tuttavia entrare mai nel cuore dei tifosi, considerati i 12 anni con la rivale Shakhtar Donetsk. Il suo percorso è in parallelo con Edy Reja, coetaneo e dimissionario dal Gorica, in Slovenia, a primavera.

Nei 5 grandi campionati il tecnico più anziano è Roy Hodsgon, 76 anni, inglese, al Crystal Palace, in Premier league. In Italia resiste Zdenek Zeman, 76 anni, al Pescara, in serie C.

E’ stata anche la settimana dello scioglimento della Bobo tv con il format che li aveva portati persino su Rai1, durante i mondiali. Lasciano Lele Adani, il vero motore della trasmissione, Antonio Cassano, suo scurrile contraltare, e Nicola Ventola, elemento di contorno. Christian Vieri dà il nome, fra i 4 è il calciatore che ha avuto la migliore carriera, come commentatore non è così convincente. Inserirà ex giocatori nuovi ogni volta, si è affacciato Cristian Brocchi, già suo partner in affari: vennero indagati per bancarotta, per 14 milioni, Vieri e la madre vennero peraltro assolti.

Lunedì 13 novembre sono ospiti il brasiliano Adriano, suo ex compagno all’Inter, due ex della Juventus, Nicola Amoruso, rivelatosi in serie A nel Padova, e Mark Iuliano, e i 3 potrebbero afficancarlo per un certo periodo. Intanto spazio anche ad Alessandro Diamanti, che ha chiuso la carriera in Australia, dove allena, e dove Vieri nacque.

Cassano spiega a Striscia la Notizia che, come Ventola e Adani, avrebbe voluto continuare sulla vecchia strada, mentre Vieri voleva aggiungere un quinto personaggio. Di sicuro Adani si organizzerà per altri talk, ma già è l’ospite più convincente della Domenica Sportiva e da anni va in onda su radio Deejay e spesso commenta su gazzetta.it.

La Bobotv era un bel fenomeno editoriale, adesso perde comunque parecchio. Durante il covid, il primo a fare dirette fra gli ex calciatori fu Sebastian Frey, ex portiere anche del Verona.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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