Finisce l’avventura di Capello in Russia.

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Fabio Capello lascia dopo tre anni la panchina della nazionale russa. Un’esperienza identica a quella inglese, a prescindere dai gol annullati durante l’ottavo di finale con la Germania di Sudafrica 2010. Risultati insoddisfacenti, un calcio senza emozioni, sofferenza anche con avversari modesti, vedi Montenegro e Slovenia ad esempio. L’emolumento superpagato non giustifica più l’investimento.

L’eliminazione al primo turno del mondiale brasiliano è stata la premessa del tfr, ossia trattamento di fine rapporto. Il presidente del federcalcio di Mosca Nikita Simonjan ha commentato così: “Un grande professionista che non ha adempiuto ai presupposti finalizzati al momento del conferimento dell’incarico”. Un trend quello di Capello sempre oscillante sia con i club che con le squadre nazionali.

Ricordiamo con il Milan una finale vinta di Champions League su tre disputate e pure quelle perse di Coppa Intercontinentale e Supercoppa Europea. Anche Marcello Lippi ha raccolto una vittoria su quattro finali di Champions oltre alla finale di Coppa Uefa conquistata dal Parma, ma il Mondiale di Germania 2006 ha ovviamente oscurato il resto.

Capello infine ha un carattere di non facile interazione con l’esterno che ha spesso condizionato la sua popolarità presso l’opinione pubblica. Nel febbraio 1997 venne intervistato da Bruno Bartolozzi (Gazzetta dello Sport). Allenava il Real Madrid e magnificò lo sviluppo economico della Spagna. Alla domanda sulle differenze con l’Italia la risposta fu la seguente: “Semplice hanno avuto Franco per cinquant’anni”. Da allora nel paese iberico la sua credibilità è pari allo zero. Novembre 2009, Kiev, Hilton Hotel. Cena della nazionale inglese dopo il pareggio con l’Ucraina in una gara oramai ininfluente delle qualificazioni mondiali. Beckham e compagni smaneggiano con cellulari e videogiochi. Il Fabio furioso irritato per il comportamento prende un vassoio di carne dal tavolo e lo lancia contro il muro.

Un tecnico di indiscutibile competenza che sul piano gestionale deve imparare da Ancelotti e Mourinho che sono amati da tutti i giocatori che sono stati nelle rispettive squadre. Forse per questo motivo Capello non siederà mai sulla panchina azzurra.

La Russia intanto, in previsione del mondiale casalingo, ha statuito di mettere il limite di sei giocatori stranieri contemporaneamente in campo. Difficilmente l’Italia si adeguerà allo scopo di salvaguardare i famosi vivai nazionali perchè violerebbe le normative europee, subendo la cosiddetta procedura di infrazione che comporta sanzioni giuridiche e monetarie.

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